Il caro RC Auto è divenuto insopportabile, nonostante il risarcimento diretto voluto a tutti i costi dalle compagnie di assicurazioni e rivelatosi inefficace rispetto ai veri guasti del mercato RC auto in Italia. A ribadirlo sono le Associazioni nazionali delle carrozzerie aderenti a CNA, Confartigianato e Casartigiani che, conti alla mano, dimostrano come sul costo medio complessivo di un sinistro quello relativo alla sola riparazione incida solo per il 10%, il ché dimostra che altri sono le voci di costo da tenere sotto osservazione.
Secondo dati e statistiche ufficiali ormai consolidate che provengono anche dal mondo assicurativo, fatto 100 il costo medio complessivo di un sinistro, il 60% è imputabile ai risarcimenti per il danno fisico, il 30% serve a coprire altri costi ( di gestione sinistri e fissi ) e solo 10%, appunto, copre il costo della riparazione.
Di più. Il costo della riparazione (il precedente 10%) per il 60% è imputabile al prezzo dei ricambi (onerosissimo in Italia) e solo il restante 40% riguarda la manodopera delle carrozzerie che lavorano – oltretutto - con le tariffe più basse d’Europa. Resta sul tappeto, tuttavia, l’aumento costante dei premi Rc auto. Un fatto, questo, che preoccupa anche l’Autorità garante del mercato e della concorrenza che il 6 maggio scorso ha avviato a questo proposito un’indagine conoscitiva.
Il documento dell’Autorità infatti segnala incrementi significativi e generalizzati negli ultimi anni, ed in particolare dal 2009 al 2010 aumenti medi del 15%, con punte sino al 22% per i ciclomotori e di oltre il 30% per l’assicurazione dei motocicli.
Oggetto della ricerca avviata dall’Autorità è <<la procedura di risarcimento diretto e gli assetti concorrenziali del settore RC auto>>. Obiettivo: capire come mai a tre anni dall’entrata in vigore del cosiddetto risarcimento diretto, introdotto per calmierare i costi RC auto, i premi assicurativi continuino a salire. Seguendo, per altro, un trend crescente in atto da 10 anni.
Le associazioni artigiane, infatti, ribadiscono che in Italia i premi assicurativi sono i più alti d’Europa mentre le tariffe orarie riconosciute alle carrozzerie sono le più basse.
E’ giunto il momento di fare una riflessione congiunta fra tutti gli attori del mercato dell’autoriparazione, e se tirando le somme ci si accorge che le procedure del risarcimento diretto non producono gli effetti desiderati, anzi producono effetti contrari, allora bisogna avere il coraggio e l’onestà di modificarle e pensare anche a nuove regole, semmai condivise tra tutti gli attori ( assicurazioni, carrozzerie, consumatori, periti).
Le Associazioni nazionali di categoria hanno proposto già da tempo al Sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia, la istituzione di un Tavolo politico proprio con questo obiettivo: definire le regole del buon mercato dell’autoriparazione che incide pesantemente sulle tasche dei cittadini..
Si tratta di un mercato economicamente importante ed una voce di spesa significativa delle famiglie italiane. Due dati su tutti: in Italia si spendono 30 miliardi l’anno per la riparazione e manutenzione della propria auto di cui 20 miliardi in pezzi di ricambio.
Nel 2007 ciascuna famiglia ha speso in media per assicurare i propri veicoli 940 euro (1,2% del PIL). |