 IL SOLARIUM SOLO ALLE ESTETISTE
Solo i centri estetici piemontesi potranno dotarsi di apparecchiature Uv per l’abbronzatura artificiale.
E’ una grande vittoria per le confederazioni artigiane Confartigianato, CNA e Casa che hanno pervicacemente portato avanti in questi ultimi due anni la battaglia contro un regolamento regionale che contraddiceva addirittura la stessa legge regionale di applicazione della normativa nazionale sull’estetica.
Da oggi, 9 luglio, pertanto, le "tintarelle" saranno più sicure grazie al ricorso al Tar vinto dalle confederazioni artigiane che consente l’uso degli apparecchi Uv solo agli operatori in possesso di qualifica professionale di estetica ai sensi della legge 1/90.
Circa un anno fa la Regione Piemonte emanava un regolamento che in parte contraddiceva sia la legge nazionale che regolamenta l’attività di estetica sia la stessa norma applicativa regionale. Un’interpretazione strumentale dell’articolo 11 del regolamento regionale avrebbe, inoltre, dato adito ad operatori non qualificati e senza scrupoli di proporsi ad una clientela ignara di una normativa pensata per tutelare correttamente la salute di chi varca la soglia di un centro estetico.
Il regolamento aveva anche generato un clima di confusione dovuto al fatto che il provvedimento impugnato pretendeva di stabilire requisiti diversi da quelli sanciti dallo Stato per l’intero territorio nazionale per l’avvio di attività di solarium.
Ora finalmente il Tar ha riportato un po’ di chiarezza: il possesso di apparecchiature per l’abbronzatura artificiale è esclusivamente riservato agli operatori già qualificati professionalmente; vale a dire tutti coloro che hanno frequentato, nell’arco di tre anni, un corso professionale di 2.700 ore di formazione teorica e pratica; oppure che hanno lavorato in un’impresa del settore da un minimo di tre anni ad un massimo di cinque.
Il Tar sancisce definitivamente che gli operatori dell’estetica non devono partecipare a nessun ulteriore corso di formazione per poter offrire questo tipo di servizi alla clientela.
Si tratta di un risultato positivo per la credibilità delle 1500 imprese piemontesi e dei 4500 addetti di un settore cui guarda con interesse un pubblico sia maschile che femminile sempre più vasto ed interessato ad investire nel benessere del corpo e della salute ma che rischia di risentire dei contraccolpi di una crisi economica che porta alla contrazione dei consumi delle famiglie. |