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Stop veicoli inquinanti, allarme dalla CNA
 

Stop veicoli inquinanti, allarme dalla CNA

Danni economici rilevanti per artigiani, commercianti e agenti commercio

I nuovi limiti alla circolazione imposti dal 5 novembre dalla Città di Torino e dai principali Comuni dell’hinterland alle vetture Euro 0 benzina e diesel ed Euro 1 diesel, con il divieto di accendere i motori su tutto il territorio urbano dalle ore 8 alle 19, dal lunedì al venerdì, mettono in gravi difficoltà artigiani, commercianti, agenti di commercio e privati cittadini. In questo senso la CNA si è unita al coro di proteste delle altre Organizzazioni dell’artigianato e del commercio contro questo provvedimento che, ancora una volta, è stato approvato rapidamente e senza un’adeguata programmazione e andrà ad impattare duramente su tutti gli operatori economici. E’ infatti del tutto evidente che chi non sostituisce un veicolo vetusto lo fa essenzialmente perché non ha le risorse per farlo e ad oggi, va sottolineato, mancano incentivi economici seri per favorire l’ammodernamento dei veicoli. CNA sottolinea comunque la parziale soddisfazione per essere riuscita a far passare, insieme alle altre Organizzazioni, l’esclusione dal divieto per le vetture Euro 1 benzina e per aver ottenuto una lieve deroga ai veicoli merci che a differenza degli altri non possono circolare dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19: possono cioè muoversi nella pausa pranzo. Rimane però l’amarezza di fondo per un provvedimento lesivo della libertà di movimento delle persone e che, pur assunto a tutela della salute pubblica, va a contrastare con le altre norme che regolamentano lo spostamento dei veicoli a motore: tutte le vetture sottoposte ai nuovi divieti sono comunque tenute ad effettuare regolarmente la revisione, pagano il Bollino blu (semestralmente), il bollo e l’assicurazione Rc-Auto per l’intero anno solare, ma pur rispettando tutte queste regole non possono circolare. Le Organizzazioni dell’Artigianato e del Commercio hanno, inoltre, sottolineato in una nota stampa congiunta che troppo spesso i provvedimenti cosiddetti anti-inquinamento se da un lato sottraggono comunque quote rilevanti di clientela alle attività commerciali ed artigianali con annessi gravi disagi alla popolazione, per contro non ottengono i risultati sperati in termini di decongestionamento del traffico e di miglioramento della qualità dell’aria, come dimostra la vicenda delle targhe alterne. Va poi evidenziato che le posizioni di quanti nell’Amministrazione pubblica tendono ad estromettere dai centri urbani tutta una serie di funzioni commerciali ed artigianali, non portano ad altro se non al progressivo impoverimento del tessuto urbano e sociale ed alla trasformazione della zona centrale di Torino in dormitorio o centro uffici. La mancanza di un piano organico di ampio respiro e l’estrema frammentarietà dei singoli provvedimenti, per altro, rischiano di rinviare solo nel tempo la risoluzione delle vere problematiche legate alla qualità dell’aria e di una migliore fluidificazione del traffico, nonché di alimentare artificiose contrapposizioni di natura ideologica sui possibili rimedi che certamente non giovano alla ricerca delle soluzioni più opportune e sostenibili.

 
 
 
 
 
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