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Invenstimenti nelle Pmi: 45 milioni di euro per le imprese
 

NUOVI FINANZIAMENTI PER LE PMI - Le opportunità, i vincoli e i problemi da risolvere

API, CNA e CDO insieme a confronto con la Regione Piemonte

API Torino, CNA e Compagnia delle Opere a confronto con i vertici regionali per analizzare le opportunità, i vincoli e le questioni ancora da affrontare dopo la riapertura dei bandi di finanziamento per le PMI sulla base della Legge Regionale 34/04 che mette a disposizione complessivamente circa 45 milioni di euro. E’ il senso dell’incontro "Per le PMI in arrivo nuovi finanziamenti. Le linee d’intervento della Legge Regionale 34/04"che si è tenuto oggi a pochi giorni dall’apertura dei termini per la presentazione delle domande.

"Era un anno che aspettavamo la riattivazione del flusso di risorse regionali per le PMI – spiega Claudia Porchietto, Presidente di API Torino - . Occorre però dire con chiarezza che i fondi messi a disposizione con questi primi bandi rappresentano certamente risorse importanti per la crescita delle nostre imprese, ma non esauriscono le necessità di investimento che occorre soddisfare per rispondere in maniera adeguata alle sollecitazioni dei mercati. E’ un primo passo a cui, speriamo, si possa aggiungere a breve termine l’avvio dei bandi del POR 2007-2013 che oramai dovrebbero essere in dirittura di arrivo. A tal proposito sollecitiamo la Regione a consultare le associazioni come utile supporto alla realizzazione definitiva dei bandi al fine di ottimizzare l’utilizzo di queste importanti risorse". Il convegno, si è tradotto in un momento importante anche dal punto di vista politico. "Il fatto che tre grandi associazioni d’impresa abbiano scelto di parlare con una voce sola nei confronti della Regione – aggiunge la Presidente di API – ha una forte valenza politica e strategica nei confronti del decisore pubblico che ha in questo modo davanti tutto il mondo della Piccola e Media Impresa".

Federico Casetta, Presidente della CNA Torino, invece spiega: "Pur condividendo l’impianto complessivo della legge regionale 34/2004 desideriamo manifestare alcune nostre perplessità. Innanzitutto la CNA ha accolto criticamente la decisione di sospendere a decorrere dal 13 gennaio 2008 la misura di sostegno alla collaborazione tra piccole industrie e centri di ricerca che andava sotto il nome di ‘voucher’. Di fatto, questa misura prevedeva contributi a fondo perduto fino a 30 mila euro per progetti di ricerca e sviluppo e proprio per questa sua caratteristica era particolarmente idonea a stimolare la voglia di fare ricerca da parte delle piccole industrie e delle imprese artigiane più strutturate che costituiscono una parte estremamente rilevante del tessuto produttivo piemontese. Alla Regione Piemonte la CNA chiede pertanto di recuperare questa misura nei prossimi bandi che daranno piena attuazione alle politiche industriali regionali in programma. Un’ultima considerazione va invece fatta sul bando Manunet 2008: l’obbligo di creare partnership internazionali posto come condizione di accesso al progetto stesso pone non pochi limiti alla reale partecipazione delle piccole aziende. Riteniamo pertanto che se l’obiettivo è quello di coinvolgere realmente e non solo sulla carta le piccole industrie occorre che la Regione si faccia carico di individuare modi e luoghi dove le piccole imprese europee possono realmente incontrarsi per conoscersi e valutare l’avvio di iniziative congiunte".

"Uno dei temi centrali nella discussione del Paese – aggiunge infine Dario Odifreddi, Presidente della Compagnia delle Opere del Piemonte - è quello legato al ripensamento delle rappresentanze e al ruolo dei corpi intermedi; in questo contesto ritengo essenziale il tema delle alleanze. L’incontro di oggi vuol essere un primo tassello di una strada in cui soggetti diversi per storia e riferimenti culturali decidono di operare insieme con l’intento di aiutare i propri associati a cogliere tutte le opportunità utili a sostenere la sfida imprenditoriale. Non v’è dubbio che tra queste rientrano le misure relative ai fondi comunitari di cui oggi si parla. Ritengo inoltre che anche per le istituzioni sia più agevole ed efficace dialogare con un sistema meno frammentato. Infine una seria e libera alleanza tra le rappresentanze datoriali può fornire un contributo importante nella ridefinizione della Governance del nostro territorio".

 
 
 
 
 
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