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Più lavoro e meno arte alla Mostra della Ceramica
 

Più lavoro e meno arte alla Mostra della Ceramica di Castellamonte

E’ la richiesta degli artigiani agli organizzatori: la crisi colpisce duro anche i produttori di stufe: in calo le commesse

E in vent’anni quattro imprese hanno già cessato Sono solo sette le imprese artigiane in attività

CNA apprezza la proposta del Sindaco Mascheroni di coinvolgere gli artigiani nell’organizzazione dell’edizione 2010 della mostra, ma chiede più attenzione al tessuto economico locale colpito dalla crisi

Più lavoro e meno arte alla Mostra della Ceramica di Castellamonte: al Sindaco Paolo Mascheroni e a Vittorio Amedeo Sacco, curatore scientifico della 49esima edizione della rassegna che si svolgerà dal 4 settembre al 4 ottobre, i produttori di stufe chiedono una nuova centralità dell’artigianato nell’assetto espositivo. La crisi sta colpendo duramente anche questo settore, indubbiamente di nicchia e per molti versi privilegiato, solo parzialmente difeso dagli scossoni dell’economia internazionale dall’alta qualità delle produzioni e dal particolare target della clientela. E una manifestazione come quella di Castellamonte deve necessariamente servire al rilancio economico delle poche imprese che ancora operano in questo settore. Un settore rappresentato da sette artisti locali e da sette aziende, in parte sopravvissute al crollo della produzione registrato nel secondo dopoguerra, con il cambio di gusti e di tipologie di consumo dei prodotti in ceramica e terracotta, e in parte nate a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. "Un settore ancora sano - spiega Silvana Neri, dirigente CNA e socia con Roberto Perino de La Castellamonte Snc - che da’ complessivamente lavoro a quasi 50 addetti, ma che deve poter riconoscere nella Mostra della Ceramica un proprio momento di valorizzazione". Va comunque sottolineato, precisa ancora Silvana Neri, "che negli ultimi vent’anni a Castellamonte hanno chiuso i battenti ben quattro produttori di stufe e che quelle in buona salute hanno comunque ridimensionato gli organici e la capacità produttiva". L’edizione 2009 ha invece raccolto sin dal momento della sua presentazione ai giornalisti una serie di critiche da parte dei produttori di stufe che per la prima volta nella storia della mostra si sono visti assegnare una location espositiva lontana da Castellamonte, nel comune di Bairo, e non adeguatamente pubblicizzata, location che è così stata praticamente disertata. "Abbiamo voluto estendere il baricentro della mostra ai numerosi comuni limitrofi per accrescerne il valore e attrarre più visitatori" ha spiegato Sacco che per il 2009, accanto alle quattro grandi mostre d’arte allestite a Castellamonte, ha creato sezioni espositive ad Aglié, Bairo, Caluso, Colleretto Giacosa, Pavone Canavese, Torre Canavese. Ma l’obiettivo, pur condivisibile, non ha incontrato molti consensi nelle modalità di applicazione. Testimone attento del malumore degli imprenditori, la CNA che ha sempre sostenuto questa importante manifestazione e le imprese artigiane dell’artigianato artistico di qualità che operano a Castellamonte, ha chiesto alla Regione Piemonte e al Comune di aprire un dialogo costruttivo in vista dell’organizzazione della prossima edizione della mostra, la 50esima, ricordando a tutti i soggetti istituzionali che "una manifestazione di questo profilo che assorbe importanti risorse pubbliche (180 mila euro nel 2008) non può non tenere conto delle sue ricadute economiche, soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo vivendo". Non solo. CNA ha anche chiesto per il futuro un ruolo attivo dell’assessorato regionale alle Attività produttive e la possibilità di organizzare un circuito di visita presso i laboratori delle imprese artigiane che producono stufe a Castellamonte durante le prossime edizioni della mostra. CNA apprezza inoltre il riscontro del Sindaco che ha annunciato questa mattina alla stampa di voler coinvolgere in modo attivo i produttori di stufe e l’Istituto d’arte Felice Faccio per la prossima edizione, costituendo già alla fine di ottobre un tavolo di concertazione, e da’ da subito la disponibilità a mettere a disposizione dell’amministrazione comunale di Castellamonte la propria esperienza e le proprie competenze per la valorizzazione dell’artigianato artistico.

Torino, 1 settembre 2009

 
 
 
 
 
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