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REGIONE PIEMONTE:
 


La Regione Piemonte, a seguito delle segnalazioni pervenute da parte delle associazioni di categoria, in data 13 gennaio ha comunicato alle ASL la decisione di sospendere temponaneamente la riscossione delle tariffe sui controlli sanitari previsti dal Decreto 194/08. La scadenza per il pagamento di quest'anno era il 31 gennaio, ma la mora per il mancato pagamento scattava dopo 60 giorni dalla scadenza, quindi ci auguriamo che molte imprese non abbiamno ancorapagato.

La CNA aveva a suo tempo lanciato l’allarme sulla nuova tassa che colpisce le aziende alimentari che vendono oltre il 50% di prodotto all’ingrosso. Questa tassa, prima rivolta solo ai macelli e caseifici, serve a finanziare i controlli sanitari eseguiti dalle Asl competenti presso i laboratori. Il Governo ha stabilito, inspiegabilmente, l’esenzione per le imprese agricole e per quelle della grande distribuzione alimentare, estendendo invece l’applicazione della tariffa a tutto il comparto dell’artigianato e del piccolo commercio senza fissare fasce minime di esenzione. Il provvedimento deriva da una norma comunitaria che lascia la facoltà di applicazione agli stati membri, ma l’Italia si è adeguata e, unica, ha applicato tale norma a tutte le imprese alimentari, creando una tabella a fasce in cui la prima fascia prevede un contributo di 400 euro annue sino ad arrivare a 1500 euro annue, sulla base dei quantitativi lavorati (vale per tutte le attività: pasta fresca, salse, pasticcerie, cioccolato, caffè, liquori, etc). Il paradosso sta nel fatto che tale pagamento annuale deve essere effettuato indipendentemente dal fatto che le prestazioni del Servizio sanitario pubblico vengano rese o meno.

Tutto il sistema CNA nazionale si è mobilitato per ottenere a livello governativo una rapida revisione e modifica dei criteri di applicazione del decreto sul finanziamento dei controlli sanitari. In particolare, la CNA manifesta una forte critica per il fatto che questo provvedimento, emanato in un periodo di forte crisi economica, di caduta dei consumi e di già elevata difficoltà per le piccole imprese, venga posto a carico di tutte le microimprese, senza esclusione delle attività a bassa capacità produttiva, e di contro escluda immotivatamente tutta la grande distribuzione.

A livello nazionale si è sollecitato il Ministero ad un nuovo confronto con le parti sociali e si stanno valutando anche altre azioni di cui quanto prima vi daremo informazione. Si allega tutta la documentazione della Regione Piemonte che ricostruisce anche il lavoro svolto dalla Conferenza Stato/Regioni. Informazioni: Elena Schina, CNA Torino, tel. 011.46.17.685, eschina@cna-to.it

 

 

 Comunicazione della Regione Piemonte.pdf
 
 
 
 
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