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Anno 2006 - La Stampa
 

La Stampa, 30 novembre 2006. La battaglia del "foglio rosa" diventa guerra. Continua l’inverno di tregenda nelle scuole guida torinesi. L’astensione dal lavoro straordinario degli esaminatori della Motorizzazione Civile non si arresta e porta con se disagi e malumori per chi sta cercando di conseguire la patente di guida. Il problema e che di due terzi degli esami, di teoria o pratica, vengono effettuati dalle autoscuole proprio oltre l’orario d’ufficio, che in Motorizzazione va dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 e il mercedi e il giovedì dalle 14 alle 19. Questo vuol dire che da quando l’estensione è iniziata, lo scorso 6 novembre, molti fogli rosa hanno iniziato a scadere e moti utenti stanno conoscendo questa fastidiosa situazione. E la questione non riguarda solo i diciottenni desiderosi di avere la patente, ma anche quei lavoratori a cui serve una licenza di guida professionale o gli extracomunitari per i quali già prendere la patente non è semplice. Ma, se gli esami che possono essere effettuati sono più che dimezzati, come si può accontentare tutti? Se la situazione novembrina era preoccupante quella di dicembre rischia di trasformarsi in un pantano dal quale ci vorrà molto tempo per uscire. Lo sciopero è nazionale, ma in pochi posti è forte come a Torino, dove l’astensione è totale. Pochi giorni fa l’Unasca (Unione Nazionale Autoscuole) piemontese aveva anticipato alla Stampa che, su 4000 richieste di esami per dicembre provenienti dalle 250 scuole guida torinesi, solo poco più di 700 tutti fogli rosa in scadenza, per altro) potranno essere soddisfatte. Agli altri non resterà che sperare che l’agitazione finisca in tempi brevi. Dalla Motorizzazione di Torino, fanno però sapere che il fronte è compatto e che non c’è nessuna intenzione di mollare. Il 7 dicembre ci sarà uno sciopero (non solo nell’orario ordinario) e una nuova manifestazione a Roma con l’ennesimo incontro con i ministeri dei trasporti e dell’economia. Ma cosa chiedono gli esaminatori? Innanzitutto di ricevere gli stipendi per il lavoro straordinario già svolto. Li stanno aspettando da oltre un anno (i sindacati accusano la scomparsa di circa 25 milioni di euro) e non sanno quando li avranno. A pagare gli straordinari sono le autoscuole, che versano regolarmente il dovuto alla Corte dei Conti di Roma (nel Torinese si pagano 350 mila euro l’anno). Questa mattina, intanto, i titolari di 180 autoscuole, saranno a Roma per manifestare e incontrare il ministro dei trasporti Bianchi. Se nulla verrà risolto, nei prossimi giorni a scioperare ma un giorno solo) si metteranno anche le scuole guida. La situazione resta complicata. Per chi deve prendere la patente, non resta che mettere mano ai portafogli.

La Stampa, 28 novembre 2006. Motorizzazione bloccata dagli artigiani. Un centinaio di autoriparatori ha bloccato ieri la Motorizzazione di Torino. Il blocco, che è durato quattro ore consentendo solo l’accesso ali lavoratori della Motorizzazione, è stato deciso dalle tre categorie artigiane, Confartigianato, CNA e Casartigiani. La protesta è stata attuata "contro il mancato adeguamento delle tariffe, ancora ferme dal 1999 - sottolineano le associazioni artigiane - nonostante un verbale d’accordo siglato con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nel 2004 prevedesse un adeguamento a 45,85 euro. La quota destinata allo stato per ogni revisione è salita nel frattempo al 36,22".

La Stampa, 14 novembre 2006. E gli artigiani buttano via i loro attrezzi. Un paio di forbici, un martello, ma anche la tastiera di un computer, un metro, un’antenna e così via. Gli strumenti di mestiere di artigiano, insomma. Tutto simbolicamente gettato in un cassonetto giallo dei rifiuti su cui campeggia un equivocabile cartello: "Finanziaria: oggi gli attrezzi, domani le imprese". La protesta contro la manovra economica è stata organizzata, ieri mattina davanti alla Prefettura, da Confartigianato, CNA e CasArtigiani del Piemonte. Una delegazione delle associazioni artigiane è stata, inoltre, ricevuta dal capo di gabinetto della Prefettura. "La Finanziaria – afferma il presidente regionale CNA – rischia di compromettere il futuro del nostro settore. Tra i provvedimenti che destano maggiore preoccupazione, vi sono il drastico aumento della contribuzione per gli apprenditi, l’aggravio dell’imposizione fiscale derivante dalla revisione degli studi di settore e l’innalzamento dei contributi previdenziali per gli imprenditori". Il presidente regionale di Confartigianato, Mario Giuliano, aggiunge: "con queste misure nel 2007 le piccole imprese vedranno il costo del lavoro aumentare di quasi un punto. Problematici anche i tagli ai fondi Inail: paghiamo 4 e ci ritroviamo in mano solo 1. Ci vogliono mettere in ginocchio".l’invito al governo di rivedere la manovre viene ribadito anche da Michele Sabatino, segretario regionale CNA, "per evitare di dovere ridurre le assunzioni di nuovo personale". E Mario Giuliano ricorda come attualmente gli addetti in Piemonte "sono 300 mila le imprese 134 mila, a fronte di un export del 16% e del Pil del 13%". Polemica, inoltre, di trasferire la delega relativa alla legge sui congedi familiari al ministero della Famiglia (oggi è Welfare) che non ha portafoglio e che, quindi, comporta il pericolo di non avere più finanziamenti. E i riflettori vengono poi puntati sulle condizioni delle imprenditrici e dei giovani. "Due categorie ancora più a rischio – osservano Emanuela De Vita e Susanna Baldissera – che non meritano di essere ulteriormente penalizzate". Sabato 25 novembre, alla Fiera di Milano ci sarà una manifestazione degli artigiani delle regioni settentrionali. Solidarietà è stata espressa da Gilberto Pichetto, vicepresidente del consiglio regionale: "l’effetto incrociato dell’aumento dei contributi per gli apprendisti e della mancata approvazione della legge regionale in materia – sottolinea - penalizza fortemente le nostre oltre 100 mila aziende artigiane".

La Stampa, 13 novembre 2006. Al prefetto le chiavi delle aziende. Per protestare "contro la legge finanziaria che rischia di compromettere il futuro dell’artigianato", oggi alle 11 una delegazione della Confesercenti, del CNA e di CasaArtigiani del Piemonte consegnerà simbolicamente i rispettivi attrezzi del mestiere al prefetto Goffredo Sottile. Gli attrezzi saranno depositati dagli imprenditori di fronte all’ingresso della Prefettura, in piazza Castello. "Tra i provvedimenti che destano maggiori preoccupazioni in questa Finanziaria – spiegano i portavoce di Confesercenti, CNA e CasArtigiani del Piemonte- ci sono il drastico aumento della contribuzione per gli apprendisti, l’aggravio dell’imposizione fiscale derivante dalle revisione degli studi di settore, e l’innalzamento dei contributi previdenziali per gli imprenditori". con queste misure, aggiungono gli artigiani sul piede di guerra, "nel 2007 le piccole imprese vedranno il costo del lavoro aumentare di quasi un punto". Confartigianato, CNA e CasArtigiani hanno denunciato in più occasioni "la visione distorta che sembra aver ispirato questa legge finanziaria, in cui il lavoro autonomo e l’artigianato vengono additati come un mondo da colpire, perché ricettacolo di evasione fiscale e contributiva".

La Stampa, 4 novembre 2006. Uno sportello CNA nell’ex mensa Bull. Nuovi servizi per il modo dell’artigianato: si inaugura lunedì prossimo, alle 10.30, il nuovo sportello di CNA-Confederazione Nazionale dell’Artigianato e Cogart CNA Piemonte, in via Comotto 36, nei locali dell’ex mensa Bull. "Un’iniziativa che abbiamo assunto – dichiarano i vertici di CNA – per meglio servire artigiani, piccole imprese e commercianti del territorio". All’inaugurazione interverranno Marco Siriani, sindaco di Caluso, l’onorevole Marco Chianale, Federico Casetta, presidente provinciale CNA, Franco Gori presidente della sede territoriale CNA di Ivrea, Enzo innocente, presidente Cogart CNA Piemonte, Ferruccio Trabanelli, consigliere delegato della filiale Cogart CNA di Ivrea, Paolo Alberti, segretario provinciale CNA Renato Alberti, direttore Cogart CNA Pimeonte, Alberto Felentzer e Patrizia Battisti, responsabile della sede territoriale CNA di Ivrea, Mauro Paghera, responsabile della filiale Cogart CNA di Ivrea. "Si tratta di un vento importante - commentano ancora - per piccole imprese, artigiani, e commercianti del territorio, che nella CNA e in Cogart hanno già trovato, o potranno trovare, due partner affidabili, in grado di fornire le risposte più adatte alle loro esigenze di sviluppo, formazione, credito e assicurative". Per informazioni ci si può rivolgere alle sedi della CNA (0125.25.26.44) e della Cogart CNA Piemonte (0125.42.41.70) di Ivrea, di cui il nuovo sportello calusiese dipende.

La Stampa 30 ottobre 2006. "Non vogliamo morire per questa finanziaria". Lotta dura contro la Finanziaria. Se qualcuno aveva dei dubbi sul malumore di commercianti e piccole imprese, la manifestazione organizzata ieri da sette associazioni di categoria - Api, Ascom, Casa, CNA, Confagricoltura, Confartigianato, Confesercenti - ha lanciato un segnale preciso. Teatro Alfieri ore 10: 1000-1500 persone affollano le poltroncine Slogan, bandiere, rabbia e tanta voglia di contarsi. Nella platea spiccano i cappellini bianchi dei pianificatori insieme a quelli bianchi e verdi di Confagricoltura. Manca San Precario. Per l’occasione è stato arruolato San Giuseppe. "Anche lui era un artigiano – ricorda un cartello - Erode lo ha perseguitato, Prodi non fare lo stesso con noi!". Nonostante gli organizzatori ribadiscano che la manifestazione è apartitica, sotto il palco c’è un gran viavai di parlamentari e senatori. Presente lo stato maggiore del Polo "per spirito di solidarietà": da Forza Italia (Ghigo, Burzi, Ferrero, Leo) ad Alleanza Nazionale (Martinat, Ghiglia), passando per l’Udc (Vietti, Goffi). Rappresentano la maggioranza in solitaria, l’assessore comunale Altamura (Attività produttive) e il segretario provinciale della Margherita De Michele. Carlo Nebiolo, presidente Epat, stigmatizzata l’assenza dei parlamentari del centrosinistra. Nemmeno quella del sindaco passa inosservata. La base che, ha già il dente avvelenato contro il Governo per la Finanziaria, lo evoca ogni volta che si fa riferimento allo "scippo" dell’Expo 2015 un altro conto aperto con Roma: "E Chiamparino? Dov’è Chiamparino". No ad una Finanziaria che non incide sugli sprechi, non la prelievo del Tfr, no all’aumento dei contributi previdenziali per apprendisti e lavoratori autonomi, no all’inasprimento degli studi di settore, no all’imposta di registro sulle successioni aziendali. Concetti ribaditi dai leader che si avvicendano al microfono: Porchietto (Api), Coppa (Ascom), Bongiovanni (Casa Artigiani), Casetta (Cna), Serafino (Confagricoltura) Buggia (Confartigianato), Bagnolesi (Confesercenti). E’ l’unico ad essere contestato. Dice che questa non è la migliore delle manovre possibili e che molto resta da fare, ma già al tempo stesso ricorda i correttivi già adottati dal governo. Troppo moderato, addirittura filogovernativo, per la base che si riconosce nello slogan ripreso dalla Coppa: "Con questa Finanziaria se non battiamo uno scontrino chiudiamo due mesi, se li battiamo tutti chiudiamo per sempre". "Resto convinto delle mie ragioni – spiega Bagnolesi in seconda battuta -. Gli slogan facili non portano da nessuna parte, alcune poi ci sono inaccettabili". Ma sotto le volte dell’Alfieri non ‘c’è tempo per le sottigliezze. Più il messaggio è diretto, maggiori sono gli applausi: lo stipendio di Cimoli rispetto ai conti in rosso di Alitalia, i giochi di potere sulla Tav, l’omaggio all’imprenditore che si è suicidato davanti al Tribunale per i crediti non riconosciuti dallo Stato. Persino il rimando al caso – Parmalat. Tutto fa brodo per dire che così non sì può più andare avanti. "Concertazione", "rispetto" "riconoscimento del lavoro svolto", "equità", sono le parole d’ordine della manifestazione che ieri ha lanciato il primo forte segnale verso il governo. Bongiovanni (Casa Artigiani) annuncia che a novembre, quando sarà la votata la manovra, gli associati andranno dal prefetto "per consegnargli i feri del mestiere: applausi. Casetta (CNA), rivendica "la civiltà di questa manifestazione" e la sala sbotta: "per ora Basta con questo buonismo!". La base è esasperata: Roma è avvertita.

La Stampa, 29 ottobre 2006. Ore 10, scatta la rivolta delle categorie. L’avevano promesso e sono stati di parola: uniti contro la Finanziaria. La manovra impostata dal governo sarà impostata la protagonista della manifestazione unitaria organizzata stamane al teatro Alfieri (ore 10) da sette associazioni di categoria: Api, Ascom, Casa, CNA, Confagricoltura, Confartigianato, Confesercenti. Tema: "Cambiare la Finanziaria. Le piccole e medie imprese per una politica per lo sviluppo". Meno sobria la sintesi degli interessati: "Adesso basta, questa Finanziaria ci ammazza". Lo ribadiranno davanti una platea che si prevede nutrita: il primo segnale che la misura, anche sotto la Mole, è ormai colma. Le parole d’ordine sono parecchie: "concertazione"; "rispetto", attenzione a categorie che rappresentano tanta parte dell’economia italiana". Ci saranno i parlamentari piemontesi, invitati ad ascoltare le ragioni di un iniziativa che precisa Antonio Carta, Confesercenti "non vuole avere etichette di carattere politico". L’avvertimento è diretto a sinistra e a destra dove Forza Italia e An si preparano alle barricate. Ci saranno soprattutto gli associati, cioè la base pronta alla mobilitazione se Roma si volterà dall’altra parte. I telefoni dell’Ascom, ma non solo, sono roventi. Conferma Maria Luisa Coppa, la presidente: "Molti associati propongono di abbassare le serrande per una settimana. Altri puntano sulla chiusura anticipata delle attività". La temperatura sta salendo. La protesta di oggi, collegata a quella prevista nella capitale domani, rende l’idea di una pentola a pressione sul punto di esplodere. Nel mirino delle piccole e medie imprese ci sono punti diversi della manovra: dal prelievo del Tfr all’aumento dei contributi previdenziali per apprendisti, lavoratori autonomi e collaboratori dall’inasprimento degli studi di settore all’imposta di registro sulle successioni aziendali. In aggiunta, la Finanziaria "non incide sugli sprechi". Insomma: sarà lotta dura. "Non sarà l’unica forma di pressione – promette Carta - Basta con la triangolazione fra governo, Confindustria e sindacati". "Sarà un segnale forte", promette la Coppa". Anche Carlo Nebiolo, Epat, spara a zero: "negli Stai Uniti si valuta l’andamento dell’economia nazionale dalle vendite del Big Mak. Qui, nel Paese dell’enogastronomia, non si considera l’importanza del pubblico esercizio".

La Stampa, 27 ottobre 2006. Forza Italia e Alleanza Nazionale in piazza contro la Finanziaria. Forza Italia e An scendono in piazza contro la Finanziaria del governo Prodi. Il partito di Berlusconi sta organizzando una raccolta firme in tutto il Piemonte. Sabato e domenica in ogni capoluogo e nei principali comuni saranno installati gazebo per informare i cittadini del fatto che "la Finanziaria penalizzerà il Piemonte che vanta un forte tessuto produttivo", spiega il coordinatore azzurro, Guido Corsetto. Intanto lo stato maggiore del partito parteciperà domenica alla manifestazione contro la Finanziaria organizzata al Teatro Alfieri da Api, Ascom, Casa, CNA, Confartigianato, Confesercenti. All’appuntamento ci saranno anche i militanti di An. Il partito sta organizzando per l’11 novembre una manifestazione "No Tax, si Tav, a cui è annunciata la presenza del leader Gianfranco Fini.

La Stampa-Torinosette, 27 ottobre 2006. Costruire una rete di servizi pensata per i nuovi italiani. Martedì 31 ottobre, nella Sala della Pace del Sermig, in piazza Borgo Dora 61, seconda edizione dell’"I-Day-Giornata per l’immigrazione" organizzata da CNA Torino, in sinergia con l’Istituto Bancario Sanpaolo e con il patrocinio della città di Torino. La manifestazione prevede un convegno dal titolo "Costruire insieme una rete di servizi per i nuovi italiani", cui seguirà alle 21 il concerto del gruppo musicale Music Ensemble, l’orchestra Multietnica di Porta Palazzo, all’interno del cortile del Maglio. Il sistema CNA ha dato organicità alle proprie iniziative attraverso il varo di un progetto nazionale, CNA nazionale, CNA World, che si propone di favorire, sostenere e rafforzare la creazione di uffici territoriali in grado di offrire servizi in funzioni delle specifiche leggi che la regolano nel nostro Paese, sei diritti sociali e della creazioni d’impresa. Ingresso gratuito su invito da ritirare nella filiale Sanpaolo di piazza della Repubblica o negli uffici CNA Torino. Info: 011.46.17.717-643-645, progettodedalo@cna-to.it

La Stampa, 27 ottobre 2006. Smog, l’Ascom chiede lo sconto. Tira e molla sullo smog fra Comune e commercianti. Nuovo incontro dell’assessore all’Ambiente Domenico Mangone, ieri, con le associazioni di categoria (Ascom, Confesercenti, Epat, Confartigianato, CNA, Api Unione Industriale, Collegio dei Costruttori); nuove richieste da parte degli interessati in vista dell’ordinanza fissata la settimana prossima dal sindaco Chiamparino. L’impostazione del provvedimento sembra ormai digerita. Conferma l’assessore: "Dal confronto non sono emerse particolari divergenze, entro un paio di giorni tireremo le somme". In compenso, non sono mancate le richieste. Quelle riassunte da Maria Luisa Coppa, presidente Ascom, sono tre: sconto di un’ora sullo stop mattutino per i veicoli commerciali (9-13 anziché 8-13); "finestre" per gli "spuntasti" cioè gli ambulanti privi di posto fisso costretti a spostarsi da mercato a marcato. Non ultima: la deroga al provvedimento nel periodo natalizio. Tradizionale terreno di scontro tra commercianti e l’amministrazione. Sulla prima richiesta Palazzo civico è possibilista, per le altre rimanda alla Provincia. Spetta a quest’ultima, infatti mediare fra i comuni dell’area metropolitana per garantire l’omogeneità e quindi l’efficacia del provvedimento. Non a caso ieri, subito dopo l’incontro, Mangone ha girato l’appello delle associazioni di categoria al collega Dorino Piras. Risultato: nemmeno la Provincia è disposta a fare le barricate sulle variazione di orario, ma di deroghe non si parla. "la riduzione del divieto dalle 9 alle 13 ci può stare", spiega Dorino Piras, che ieri ha sottoposto la questione ai Comuni della cintura. Da Palazzo Cisterna fanno notare che la prima proposta alle amministrazioni, "poi modificata su richiesta del sindaco Chiamparino" andava proprio in questa direzione. Punzecchiature a parte, l’intesa sembra possibile. La richiesta delle deroghe, invece, viene rispedita al mittente: cioè ai commercianti. "Ora basta, abbiamo già dato", taglia corto Piras. In assenza di nuove modifiche il quadro è il seguente. Da Lunedì 6 novembre i veicoli commerciali Euro 0 ed Euro 1, vale ma dire i veicoli diesel con omologazione precedente al 1997 e quelli a benzina con omologazione precedente al 1993, saranno bloccati da lunedì al venerdì nella fascia oraria 9-13; le auto private della stessa categoria dovranno fermarsi negli stessi giorni ma dalle 13 alle 19. l’ordinanza comunale è prevista fra una manciata di giorni.

La Stampa, 25 ottobre 2006. La giornata per l’immigrazione. Martedì nella sala della pace del Sermig, in piazza Borgo Dora 61 si terrà la seconda edizione dell’"I-Day-Giornata per l’immigrazione" organizzata da CNA Torino, in sinergia con l’istituto Sanpaolo e con il patrocinio della Città. La manifestazione prevede un convegno dal titolo "Costruire insieme una rete di servizi per i nuovi italiani", attraverso il quale, a seguito della prima edizione dell’I-day nel 2005 e dell’esperienza del "Progetto Dedalo", CNA vuole tracciare un bilancio del lavoro svolto e proporre insieme al Sanpaolo una più forte specializzazione degli interventi in favore di una effettiva inclusione dei cittadini non comunitari nel tessuto economico e sociale italiano e torinese. Al termine del convegno seguirà, alle ore 21 il concerto del gruppo musica Ensemble, l’orchestra multietnica di Porta palazzo al cortile del Maglio.

La Stampa, 17 ottobre 2006. La grande alleanza contro la Finanziaria. Al Teatro Alfieri il 29 ottobre, per dire no alla Finanziaria. Alla fine, Api, Confagricoltura, CNA, Confartigianato, Casa, Ascosm e Confesercenti hanno rotto gli indugi e deciso di fare una manifestazione di domenica mattina, si intende per non perdere tempo. Chiameranno a raccolta i loro iscritti in un teatro e chiederanno a parlamentari piemontesi di partecipare. Le sette associazioni sostengono che la Finanziaria nega la concertazione, colpisce l’impresa produttiva, non interviene sulla spesa pubblica, alza la pressione fiscale. E in particolare dicono no al prelievo del Tfr, all’imposta di registro sulle successioni aziendali, all’inasprimento sugli studi di settore, all’aumento dei contributi previdenziali, per apprendisti, lavoratori autonomi e collaboratori. Intanto sono 1.300 i fax accumulati sulla scrivania della presidente dell’Api, Claudia Porchietto. Sono quelli degli associati che hanno raccolto l’invito dell’associazione: mandare un fax con disegnato un mazzo di chiavi alla presidenza del Consiglio per protestare contro la Finanziaria. E ieri di Finanziaria si sono occupati anche i sindacati che hanno incontrato a Palazzo civico i parlamentari: so sono presentati solo quelli del centro sinistra – Morgando, Malgaro; Lucà; Marcenaro, Merlo, Turgliatto, Di salvo, Alfonzi, Provera – nessuno del centro destra. Alla riunione c’erano anche il vice sindaco Tom Dealessandri e il presidente della Provincia, Antonio Saitta preoccupati per i possibili tagli ai bilanci degli enti locali. I segretari di Cgi , Cisl, Uil sono d’accordo sull’impianto complessivo delle legge di bilancio soprattutto per quanto riguarda la lotta all’evasione e la redistribuzione dei redditi a favore dei ceti più deboli. Ci sono però alcuni aspetti che il sindacato chiede di modificare come i ticket sul pronto soccorso. Per Donata Canta della Cgil "devono essere rafforzate le misure per gli incapienti, quelle persone che hanno un lavoro talmente "povero" e precario, con un reddito talmente basso da non poter detrarre nemmeno le eventuali spese mediche". A Nanni Tosco Cisl non va bene "il prelievo forzoso del 50% del Tfr, l’aumento dello 0,30% dei contributi a carico dei lavoratori dipendenti, la mancata parificazione della no tax area di pensionati e lavoratori, l’irrisoria entità del fondo per i non autosufficienti". E Giorgio Rossetto della sostiene che in "particolare andranno valutati gli impatti che questa Finanziaria avrà nella nostra regione; infatti come emerge dalla dichiarazioni dei nostri stessi amministratori locali, i benefici fiscali derivanti dalla Finanziaria potrebbero essere vanificati dal peggioramento delle politiche sociali o dall’incremento delle tasse a livello locale".

La Stampa, 15 ottobre 2006. Giù le mani da Orbassano. La piattaforma logistica Sito piace anche agli autotrasportatori per conto terzi che sono tra Torino e provincia una marea: 6.500. sono imprese per lo più piccole o medie con 2-3 dipendenti, ma ce ne sono di grandi, con oltre cento mezzi nel proprio parco. Decisamente l’ipotesi agitata dalle Ferrovie di costruire un nuovo centro intermodale non trova consenso nel mondo imprenditoriale e neppure tra i diretti interessati, quelli che su un camion consumano tutta una vita. Il presidente della Fita-CNA, l’associazione degli autotrasportatori maggioritaria nel settore, Constatino Spataro, non ha dubbi: "La linea Tav-corso Marche-Orbassano ci convince ed è una reale opportunità di sviluppo. Ci sono seri studi europei che sostengono che nei prossimi dieci ci sarà un autentica impennata nella circolazione delle merci. E d’altronde quest’anno l’incremento è stato, nella nostra zona del Nord-Ovest, del 3% rispetto all’anno prima". Questa massa di merci che arriva dall’Est europeo, ma anche dall’Oriente e dalla Cina rischia di far saltare l’equilibrio precario di oggi. Spataro è polemico: "Già oggi le nostre aziende sono penalizzate rispetto a quelle, ad esempio, francesi, perché la nostra velocità commerciale è inferiore del 10% a causa delle infrastrutture". E cosi quasi paradossalmente i migliori amici del trasporto su rotaia sono gli autotrasportatori, i campioni per eccellenza del trasporto su gomma. Spataro: "Abbiamo bisogno che le merci arrivino, ad esempio dalla Francia, in treno. Si fermino in una piattaforma logistica come Orbassano, vengano lavorate sul posto e caricate sui camion. E lo stesso ovviamente vale al contrario". Per questa ragione l’idea che il Sito – con i suoi 3 milioni di metri quadrati di superficie, i 900 mila metri quadrati di magazzini, i 5 mila addetti, i ristoranti, gli alberghi e gli altri servizi- venga abbandonato fa accapponare la pelle a Spataro e ai suoi colleghi. "Ma che fine farebbe quell’area? Che senso ha sistemarne una nuova a Chiasso a quel punto troppo vicino alla piattaforma di Novara che in piena espansione?" E aggiunge: "Le Ferrovie sostengono che far fermare la Tav a Orbassano non è economico, ma in ogni caso cerchiamo di non dimenticare che le infrastrutture si fanno anche al servizio del territorio. Non vorrei che ci accadesse come a Novara che si vedrà sfrecciare la Tav senza usarla e che di fatto la linea ad alta velocità diventi una Lione–Milano". Spataro si appella agli enti locali: "La regia deve essere loro: il tracciato della Tav è deciso: le ferrovie devono realizzarla e farla funzionare non sovrapporsi alle esigenze del territorio". Su Orbassano anche il presidente della Fita, come già ce ne sono da parte di grandi operatori del settore. Assicura: "Se il Sito si ingrandisce molte nostre imprese potrebbero insediarsi lì. Sarebbe un’occasione anche per far crescere la dimensione delle nostre aziende che sono spesso troppo piccole per competere con i concorrenti europei che sono gruppi con centinaia di mezzi".

La Stampa, 13 ottobre 2006. Sanpaolo-Intesa Torino non perde. E’ fatta e al presidente del Sanpaolo Imi, Enrico Salza, sembra un sogno. In tarda sera nella storica sede di piazza San Carlo dice: "Quella che mi può sembrare un sogno, è una sfida inaccettabile". E subito aggiunge quasi a tacitare i possibili tormenti dei torinesi: "Non vogliamo essere una delle poche banche presenti in Europa tra 10 anni". Salza è persino un poco commosso; confida di aver telefonato alla moglie subito dopo l’accordo e che "era contenta per me". Una piccola pausa privata in una giornata pesante, ma suo modo anche eccezionale: l’accordo tra Sanpaolo Imi e Banca Intesa è una di quelle operazioni destinate a segnare il futuro del settore bancario del Paese. Salza ribatte persino con un po’ di fastidio a chi gli domanda se si rischia uno sbilanciamento di poteri a favore della capitale lombarda. Nelle scorse settimane si era prodigato per rassicurare i concittadini e persino sabato scorso in un saluto non formale all’assemblea per i sessant’anni della CNA lo aveva ridetto anche scherzandoci su: "Non me lo chiedete ancora.Lo ripeto: il grattacielo si farà". Alludeva il grattacielo progettato da Renzo Piano. E ieri a muso duro ha ripetuto: "E’ ora che i torinesi smettano di piangersi addosso, il mondo cambia e bisogna accettare nuove sfide". Quasi le stesse parole dell’amministratore delegato Alfonso Iozzo, che ha affermato che "450 anni di storia dimostrano che saremo una grande banca e Torino giocherà un ruolo importante". Ma come è ovvio qualche timore in città e in regione soprattutto tra i quasi 10mila dipendenti c’è. Ieri i nuovi vertici hanno ribadito che la fusione porterà attraverso "un piano concordato con il sindacato, anche dei risparmi in termini di costo del personale". Naturalmente non ci sono cifre di esuberi e Corrado Passera ha detto che "non è possibile ad oggi fare delle stime degli esuberi". E spiegato: "Sarà un processo che avverrà una discussione con i sindacati". Comunque, ha ribadito che "una fusione simile comporta necessariamente delle sinergie di costo che non saranno più realizzate nella rete commerciale, bensì a livello di strutture centrali e di società di prodotto". Infatti i timori maggiori sono per chi opera fuori dalla filiali- che non dovrebbero essere falcidiate dall’antitrust tranne forse quelle di Biverbanca- ma negli uffici soprattutto quelli di ramo assicurativo. Pare che una buona notizia ci sia anche se non confermata: il centro di calcolo di Moncalieri sarebbe in pole position. Un certo ottimismo lo ostenta il segretario della Fabi, Mauro Bossola: "Basta con questa storia degli esuberi: noi chiediamo ai nuovi vertici di questo grande gruppo quante persone intendono assumere per far fronte ai nuovi compiti". E aggiunge: "Ci aspettiamo che i lavoratori vengano coinvolti e che si tenga conto del patrimonio che rappresentano". Analizza: "Non ci devono essere timori eccessivi perché non si tratta di una banca in crisi, ma di una fusione. Siamo di fronte a u processo di crescita non di arretramento. A noi tocca garantire gli interessi collettivi. Ma non vogliamo parlare di esuberi adesso". Costanza Vecera della Cgil ricorda che i lavoratori sono spaventati e preoccupati "molti si sentono persi". Ma aggiunge: "La novità vera e l’ok di Credit Agricole. Sembra che sulle sorti di Eurizon Salza abbia avuto ragione nel dire che garantiva rispetto nel futuro". E prosegue: "Cerchiamo a volte di pensare che investimenti possono anche portare sviluppo per tutti. Adesso tutto inizia dal punto di vista sindacale: manca il piano industriale". E spiega: "Occorre valutare la situazione dei Centri direzionali e della elaborazione dati. Noi diciamo che va tutelato il polo di eccellenza del Sanpaolo. Non è una difesa campanilistica".

La Stampa, 8 ottobre 2006. In piazza a sessant’anni per salvare gli artigiani. Sessant’anni ben portati. La CNA ha festeggiato ieri con il concerto di Eugenio Bennato & Taranta Power, Sponda Sud, un anniversario importante e lo ha fatto all’Auditorium Rai mischiando formalità e divertimento. Il presidente provinciale, Federico Casetta, ha anche premiato una sessantina di associati con più di trentacinque anni di attività. Tra città e provincia sono 11.500 le imprese associate con oltre 20 mila addetti. A Torino è arrivato anche il presidente nazionale, Ivan Malavasi che non si è lasciato sfuggire l’occasione per polemizzare con il governo sulla Finanziaria. Ha detto: "Abbiamo proclamato uno stato di agitazione che durerà nel tempo. Su alcuni punti occorre una mobilitazione per correggere la Finanziaria. La realtà è che le piccole imprese sono penalizzate a favore di quelle grandi". E ha spiegato: "La riduzione del cuneo nbfiscale è praticamente nulla per le aziende con meno di sei addetti e cioè il 92% della nostra categoria. Inoltre la tassa del 10% sull’apprendistato vanifica per tutti i benefici della riduzione del cuneo. Sembra una beffa anche perché nell’imprese piccole e medie che si concentra la maggioranza assoluta degli apprendisti". Malavasi con orgoglio ha rivendicato il ruolo svolto dalla sua associazione e dagli artigiani nel "rimettere in piedi l’Italia del dopoguerra, ridando un mestiere a chi l’aveva perduto e una speranza di vita migliore a migliaia di famiglie". Ha aggiunto: "Oggi più che mai, la CNA rappresenta una parte importante dell’economia italiana: glia artigiani e le piccole medie imprese creano occupazione, soprattutto tra i giovani e creano nuove imprenditorialità". Alla cerimonia – presenti autorità e amministratori pubblici – ha partecipato a sorpresa anche Enrico Salza che ha sparso ottimismo per il futuro della sua banca e assicurato: "Se mi domandate se il grattacielo si farà vi rispondo: si farà".

La Stampa, 8 ottobre 2006. Se rullano tamburi e grancasse il marchio di fabbrica è Battezzati. Certo i tempi sono cambiati e adesso molti strumenti arrivano dalla Cina a costi stracciati. Ma i tamburi o le grancasse prodotti da Gianfranco Battezzati sono ancora quelli scelti dalla banda della presidenza della Repubblica, della Polizia di stato o degli alpini o della Marina. L’artigiano premiato ieri dalla CNA, è figlio d’arte: il padre ha fondato la ditta nel ’56. musicista, suonava la tromba nell’orchestra del Regio. E visto il boom dei piccoli complessi sull’onda dei successi dei Beatles decise di produrre gli strumenti a percussione in proprio. Racconta Gianfranco Battezzati nel suo negozio sotto la Mole: "Poi la concorrenza cinese ci ha costretti a scegliere di diventare produttori di nicchia. Adesso produciamo un migliaio di pezzi all’anno quasi sempre su commissione. Noi li personalizziamo a seconda delle esigenze del committente". Costruire un tamburo è un’arte e quella dei Battezzati è riconosciuta in tuta Italia. Le bande più importanti scelgono i loro legni pregiati e apprezzano la loro realizzazione a mano accuratissima. Perché come racconta Gianfranco Battezzati – sembra facile, ma far diventare un tamburo perfettamente rotondo non è uno scherzo". Il mestiere si sta perdendo schiacciato dalla mancanze di scuole e dalla concorrenza, ma per l’artigiano la sfida continua: "Già mio nonno suonava sulle navi; è un alluno di famiglia e per ora resistiamo".

La Stampa, 27 settembre 2006. Tav, coro di no a Tazzetti: "Ha sbagliato il momento". Un coro di no accoglie la proposta del presidente torinese di Confindustria Alberto Tazzetti di scendere in piazza in favore dell’Alta velocità. A cominciare dal sindaco Sergio Chiamparino che dice di approvare il messaggio - "giusto chiedere di far sentire la voce di chi sostiene la necessità dell’opera". – ma di non condividerne la modalità: "Non è questo il momento di manifestare, non è tempo di esacerbare gli animi". E mentre la conferenza dei servizi slitterà al 12 ottobre a causa dello sciopero delle compagnie aeree, il ministro delle infrastrutture Antonio di Pietro ieri ha risposto alla mozione firmata da Forza Italia e da Udc, che chiede la reintegrazione della legge obbiettivo e lo sblocco dei lavori: "E’ bene che si capisca una volta per tutte che ricorrendo alle legge ordinaria noi accorciamo i tempi. Aggiungo poi che c’è poco da sbloccare, bisogna cominciare ex novo una procedura per un’opera importante. Non si possono sbloccare i lavori se prima non si riprogramma un intervento un interevento da 5 miliari di euro". A Torino, anche l’Api e CNA reagiscono con freddezza all’idea di una manifestazione. La presidente dell’Associazione piccoli imprenditori Claudia Porchietto non nasconde il suo stupore: "Speriamo che il dibattito si risolva a favore della realizzazione dell’opera, ma riteniamo doveroso l’accordo con le popolazioni locali". La Tav non deve rappresentare soltanto un passaggio sul territorio aggiunge: "Non bisogna permettere che sia Milano a trarre vantaggio, come appare chiaro dai disegni delle Ferrovie". Il segretario provinciale del CNA Paolo Alberti annuisce: "siamo per la Tav, ma non crediamo che sia utile manifestare, né a favore né contro. Riteniamo che le questioni reali poste dalle popolazioni debbano essere ascoltate". La presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa insiste sulla necessità di accelerare sulle decisioni: "C’è il rischio di creare nuovi spazi al muro contro muro". Dall’incontro che si è svolto lunedì sera con alcuni amministratori della valle, il segretario provinciale dei Democratici i sinistra Larizza esce chiedendo al governo di riprendere al più presto il cammino: "Chiederemo un incontro con il ministro Bersani". E aggiunge: "Del tutto inopportuno organizzare una manifestazione per il Sì alla Tav: non mi sembra una grande idea mettersi adesso ad alzare del muri". Per Rifondazione, il consigliere regionale Iuri Bossutto critica i toni usati da Tazzetti: "Parlare di maggioranza silenziosa e diritti di molti soffocati dalle grida di pochi è quanto mai irreale e fuorviante". L’Italia dei Valori sostiene invece che, al di là del distinguo, non si possa incorrere nel rischio di perdere un’occasione unica di sviluppo economico e sociale: "Tutti i vertici delle istituzioni e la maggioranza dei cittadini sono favorevoli al progetto".

La Stampa, 17 settembre 2006. Ma il "made in Piemonte" a Canton raccoglie complimenti e commesse. Per intanto il caffè: quello espresso vigoroso e aromatico della Gavazza al posto dell’acquoso Starbucks. I due point dell’azienda torinese, piazzati in angoli strategici della mega fiera di Canton, sono presi d’assalto soprattutto da cinesi. Un dolce biglietto da visita per la dozzina di imprese di Torino che, dal piccolo al grande, sono sbarcate in Cina nella delegazione di massa e che stanno macinando incontri al ritmo di 40-50 al giorno. In Cina ci sono le stelle del firmamento economico della città dalla Fiat alla Bertone dal Sanpaolo-Imi alla Fata, solo per citarne alcune. E accanto le piccole. Quelle che da sole quel mercato non lo potrebbero mai raggiungere. Carlo Caldere della Avvioservice produce bulloni: "E’una bella missione, utile. Non ho concluso, ma preso tantissimi contatti". E Isabella Giuliano dell’Api spiega: "Per chiudere un contratto ci vogliono quando va benissimo sei mesi, a volte il doppio. Qui però si viene non solo per vendere. C’è chi in oriente cerca clienti dell’Occidente". E dice: "Alle fiere lo stand del nostro imprenditore è accanto a quello di un produttore cinese: stesso prodotto, prezzi diversi, ma qualità molto diverse. E così il tedesco che visita gli stand coglie fisicamente e sceglie il prodotto migliore, quello che ha standard europei, il nostro". Gli imprenditori e i loro accompagnatori sono stanchissimi. "Turismo zero – racconta Claudio Barbero dell’Unione industriale – il percorso è albero pulmino, fiera ritorno". Però è molto soddisfatto: "Ho finto i biglietti da visita. Ho incontrato almeno 50 persone e stretto relazioni con associazioni di imprenditori. Alcune aziende mi manderanno campioni dei loro prodotti dell’indotto auto che possono interessare ai nostri associati". A Canton c’è anche la CNA con Daniele Vaccarino. Racconta di un clima di amicizia verso l’Italia, della curiosità per strada, della voglia di comunicare. E poi c’è stata una scoperta inattesa: "Abbiamo incontrato alcuni italiani che vivono qui e fanno gli imprenditori. sono degli utilissimi contatti per il futuro". Delle aziende del suo gruppo una, che produce macchinari per la realizzazione di vetri industriali, è molto vicina a concludere la vendita di impianti. Tutti sono concordi: "Siamo qui al momento giusto. Questo è un enorme mercato con 70-80 milioni di consumatori a livello europeo in costante crescita". D’altronde è la Cina a trainare simbolicamente la crescita dell’export torinese. Alle spalle Torino ha sei mesi d’oro per le esportazioni, cresciute del 12,3% in un anno. Le merci da Torino vanno per il mondo e una bella fetta raggiunge la Cina. C’è un autentico boom di export con un raddoppio in dodici mesi. Adesso il Paese asiatico rappresenta il 2% delle esportazioni di Torino. E la meccanica strumentale – cioè i macchinari – è cresciuta addirittura del 186%.

La Stampa-Torinosette, 15 settembre 2006. Creative Economy. La CNA di Torino, nell’ambito delle iniziative per il 60esimo anniversario dalla sua fondazione, organizza una tavola rotonda per la presentazione della ricerca "Creative Economy a Torino", finanziata dalla Camera di commercio di Torino e realizzata dalla CNA di Torino con il supporto della Cooperativa di ricercatori Antilia, in collaborazione con l’Associazione a titolo, la Cooperativa Zenith e l’Associazione Atelier. L’indagine intende offrire un quadro descrittivo ed alcuni elementi di valutazione sulle prospettive delle imprese attive nella produzione di contenuti, servizi, eventi, nell’ambito dell’industria culturale, dei nuovi media e dell’entertainment. Info 011/4617621-709.

La Stampa, 15 settembre 2006. Creative Economy. La CNA di Torino, per il 60° anniversario della sua fondazione, presenta la ricerca "Creative Economy a Torino". info: 011.46.17.621. Fondazione Merz, via Limone 24, ore 17,30.

La Stampa, 14 settembre 2006. Una città per creare. Un Pc, un telefonino, un tetto. Romantico, economico. Di giorno si lavora. La sera si va in giro, si vede gente al Quadrilatero, nei locali di tendenza dove alla fine tutti conoscono tutti e non si perde tempo, ma si inventano idee e progetti. Così è il creativo torinese. E non è neppure una mosca rara: sono quasi 46 mila. Sette su dieci hanno meno di 45 anni, sono quella generazione nata e cresciuta tra Murazzi e centri sociali, incubatori come Urban e associazioni. Sono un branco che tende al solitario - quattro su dieci lavorano soli - ma che quando condivide un progetto è disposto a fondare una società: il 43% ha al massimo cinque addetti. Dimensioni piccole, ma i soldi che giurano non sono poi così pochi: è vero che la metà delle 11.200 aziende della creative economy torinese fattura meno di 100 mila euro, ma due su dieci arrivano a superare i 500 mila. È comunque – come spiega una ricerca commissionata da CNA e Camera di commercio – il fatturato dei creativi e superiore a quella di un analoga impresa artigiana di settori più tradizionali. Dai cervelli torinesi partono beni immateriali per il mondo. Ci sono i documentari sull’ambiente che vanno in Sud Africa o i dj famosi tipo Mauro Picotto o Roger Rama che si fanno come dice Angelo Michelsons della CNA - "club e locali di mezzo universo". Poi c’è l’aziendina, piccola ma fortissima nella sua nicchia, che trasporta opere d’arte ovunque in Europa e ch’è anche quella che chiavi in mano realizza a Berlino e Londra mostre di arte contemporanea. Sono tutte donne le critiche d’arte che in rete "vendono" recensioni e riflessioni. Sono ragazzi invece i designer della Turn, la nuova design community, che progetta arredi e lampade, prodotti multimediali e che disegna non manufatti, ma – come amano raccontare - "stili di vita". Naturalmente non è tutto oro quello che rifulge nelle notti torinesi dense di idee e speranze. I creativi raccontano che quando varcano le porte blindate delle banche per chiedere finanziamenti a sostegno di progetti e reti, spesso vengono accolti da una allegra risata. E infatti per dare una mano e spillare qualche euro, la CNA sta costituendo un fondo per fornire garanzie bancarie. Sottocapitalizzate per definizione – tranne alcuni grandi imprese nella pubblicità o nel design- queste aziende hanno bisogno di crescere. Chiedono che il settore, anche se produce cultura, sia considerato un comparto industriale come gli altri su cui orientare incentivi economici. Adesso i clienti sono istituzioni culturali e enti pubblici o aziende private. A Torino mancano le grandissime aziende – i cosiddetti big players privati – capaci di trainare l’indotto. Un problema che affligge i creativi, ma non li scoraggia. Sono in tanti a rinunciare a un lavoro più stabile ma ripetitivo per inseguire nuovi stimoli.

La Stampa, 13 settembre 2006. Torino, i creativi ti fanno ricca. Una città di artisti e musici, filmaker e affabulatori, designer e inventori di siti. Insomma una città di creativi. Quasi quarantaseimila persone campano bene o male, di economia impalpabile legata alla loro capacità di creare nei settori dell’editoria, dell’informatica, dei servizi avanzati e della cultura. Fanno di tutto dal Dj al rilegatore di libri, dal grafico al pubblicitario, dal gestore di locale di tendenza al Pr, dal redattore di riviste al produttore di video. Ogni mille torinesi c’è me sono sessanta che hanno scelto di lavorare con creatività. La "creative economy" è un mondo spesso sconosciuto che colloca Torino- secondo una ricerca della Bocconi- al terzo posto in Italia dopo Roma e Milano. In tutto sono state censite da un’accurata indagine promossa dalla CNA, in collaborazione con al Camera di Commercio, quasi 11 mila 200 aziende. In alcuni settori la crescita e vertiginosa: più 34% negli ultimi cinque anni nella cultura e divertimento e più 39 nei servi avanzati. La cosiddetta "creative economy". È uno dei tanti volti di una città che muta i continuo e la ricerca fotografa una situazione pre Olimpiadi; è probabile che oggi il settore sia ancora cresciuto. Di sicuro queste aziende, tutte artigiane, incrementano il fatturato: per la metà in tre anni è aumentato del 60%. E l’entità del giro d’affari è rilevante: il 14% di chi ha tra i 6 e i 20 addetti fattura tra i 250 e i 500 mila euro; il 36,8% dei più piccoli con due-cinque dipendenti oscilla tra 100 e i 250 mila euro. Chi pensa a un settore asfittico, relegato in locali di nicchia e affidato ai sogni adolescenziali sbaglia di brutto: per metà queste imprese hanno clienti sparsi per l’Italia e due terzi lavorano per l’estero. Da Torino partono idee, servizi, prodotti per Londra e Parigi, Berlino, Barcellona. Naturalmente ci sono anche problemi. In tutti i settori mancano le grandissime sia nel campo dell’editoria come in quello del cinema. E gli imprenditori- che pur apprezzano il clima torinese – lamentano la difficoltà a creare eventi di rilievo extra-locale. E non mancano critiche per il sottoutilizzo e le incertezze che pesano sul centro di produzione Rai. Il settore attira come un pifferaio magico decine di ragazzi e a loro sarà riservato tra gennaio e febbraio, il primo salone in Italia, "Faber", organizzato da Carlo Boccazzi con l’assessorato al Lavoro del Comune. E’ dedicato a far incontrare le capacità professionali dei giovani con le grandi imprese. Per una settimana i vincitori del concorso, che sta per partire, potranno raccontare se stessi e le proprie capacità.

La Stampa, 4 luglio 2006. Niente tregua, siam tassisti. Trombe, fischi, cori d’insulti a Prodi, caos all’aeroporto, ore e ore di assemblea, inseguimenti e ingiurie contro Fassino che spunta per caso a Caselle nel cuore della rivolta e alla fine un giuramento: "Non molleremo". E’ la cronaca di una giornata di fuoco, quella che racconta la protesta dei tassisti andata in scena ieri. È fallito un tentativo di mediazione del prefetto del sindaco e delle stesse rappresentanze sindacali, degli autisti che avevano proposto di sospendere le agitazioni in cambio dell’apertura di un tavolo di discussione con Chiamparino su un decreto che liberalizza le licenze. La base non ci sta e l’intesa firmata dai sindaci finisce in coriandoli l’obbiettivo dei rivoltosi non è il sindaco, ma il ministro. Risultato. Si prepara un corteo per l’assemblea nazionale domani a Roma; nel frattempo, i tassisti non vogliono sentire parlare La giornata di ieri comincia con un centinaio davanti al Municipio, altrettante a Caselle, e l’incontro, alle 10,30 dal prefetto Goffredo sottile. Nei suoi uffici si danno appuntamento con Chiamparino e l’assessore provinciale Campia tutte le sigle: Uti, Fit-Cisl, Confcooperative, Ugl, Asa, Confartigianato, CNA, Unsiau e chi più ne ha più ne metta. I tassisti lasciano le auto davanti al Comune e corrono in piazza Castello, con i fischietti e le trombe da stadio incollati alle bocche. "La base è esasperata. Gridano su Prodi cose irripetibili, e spiegano di essere pronti a tutto, anche alla galera, perché tutto stanno perdendo. Gridano che le licenze passano mano a 150 mila euro l’una, e che "per pagare ho ipotecato la casa" o "ci siamo indebitati fino al collo per i prossimi 20 anni". Gridano che hanno imparato dai no Tav come ci si fa ascoltare, e che non molleranno finchè la norma non sparirà. Sotto i portici, Agostino Ghiglia (An) offre consigli e solidarietà. E’ la mezza, quando l’incontro con Sottile e Chiamparino finisce. Il sindaco se ne va dal retro. Il suo portavoce spiega: "Non discuterà con chi tiene in ostaggio la città. Giovedì aprirà un tavolo di discussione, ma solo se i tassisti cesseranno subito queste proteste che sono al di fuori dei codici di regolamentazione dello sciopero". I sindacalisti danno appuntamento alla "base" al Caselle, per un’assemblea. Intanto, la strada per l’aeroporto è già di fuoco. Le auto bianche bloccano gli accessi alle rampe dello scalo. Equipaggi e passeggeri devono fermarsi a uno-due chilometri dai terminal, si forma fin dall’ingresso nella superstrada, a Torino, una lunga coda. I passeggeri che approdano ai check – in sono esasperati e sfiniti, mentre i voli accumulano ritardi. Gli autisti trasportano gratis anziani, bambini e disabili, facendo la spola dal blocco all’atrio partenze. Ma il caos è sovrano. Nerina Bifera, insegnante: "Ognuno ha il diritto di manifestare, ma non così, interrompendo un servizio pubblico nella totale illegalità". E Giovanni Casagrande, di Montanaro: "creano problemi a chi non c’entra e non risolvono nulla". Aimée Berengan, di Pianezza: "E’ inconcepibile". Mentre la Sagat chiede l’ausilio della protezione civile delle Valli da Lanzo per assistere i passeggeri, c’è anche chi si sta con i tassisti: "Rischiassi di perdere il lavoro farei come loro", dice Antonina Pellagra. Fuori, intanto, il primo sindacalista Albero Aimone Cat, arringa i 2.300 colleghi: "il sindaco può stare dalla nostra, nell’applicazione del decreto: la norma demanda i comuni la possibilità di calmierare il numero di licenze. Per aprire la trattativa però dobbiamo cessare la protesta". I colleghi lo sommergono di "no". Aimone Cat così come glia altri sindacalisti che cercano di calmare gli animi. Non la spunta. La base non ci sta. Urlano: "E’ il ministro, non il sindaco che vogliamo. Deve rimangiarsi il decreto". "A Roma, Milano Firenze protestano a oltranza, facciamo lo stesso". Walter Provetto (Asa-Taxi) grida che "Mollare oggi il blocco ci consentirà di protestare giovedì in modo autorizzato". Niente da fare. Si discute per ore , ma si torna indietro. Emiliano Oberto, presidente del "5737", e Pier Giovanni Bestente del "5730": "L’ostacolo va rimosso in modo definitivo. Se il sindaco ci viene incontro, ma la legge resta avremo per sempre questa spada di Damocle sulla testa". I tassisti garantiranno – gratis – il trasporto di sangue e della guardia medica, ma non torneranno al lavoro. Allentano i blocchi, ma trascorreranno la notte: "Potranno passare le auto private". Si elegge un comitato, autorizzato, d’ora in poi a trattare con le istituzioni in alternativa ai sindacati. Mentre partono le collette per il corteo a Roma, si sparge la voce che nell’aereostazione c’è Piero Fassino. Tutti gli corrono incontro sbraitando. Lo raggiungono che è già al chek-in. Volano fischi e insulti tali da far intervenire la polizia. Che lo scorta, tenendo a bada a fatica i dimostranti, fino al varco d’ingresso.

La Stampa, 27 giugno 2006. Imprenditori. Viene presentata la nuova edizione del dizionario tascabile per imprenditori stranieri. Lo illustrano Alessandro Barberis, presidente della Camera di commercio di Torino e Federico Casetta, presidente di Cna Torino. Palazzo Birago, via Carlo Alberto 16, ore 11.

La Stampa, 23 giugno 2006. La musica dei Subsonica nel dvd delle Valli di Lanzo. Sarà la vitalità ritmica dei Subsonica, il gruppo torinese nato come laboratorio musicale nel 1996, tanto amato dai giovani, a fare da inconsueta colonna sonora la Dvd promozionale della Valli di Lanzo. Una scelta originale che abbia immagini tradizionali del territorio montano a sonorità insolite per questo tipo di filmati. "L’eccellenza artigiana e il territorio delle Valli di Lanzo" è il titolo scelto per il Dvd, realizzato dalla Cna e dalla Comunità montana Valli di Lanzo, in collaborazione con la Carson & Co, patrocinato e cofinanziato dalla Regione Piemonte, attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari. La presentazione è in programma mercoledì 28 giugno alle 11 alla Camera di commercio di Torino, a Palazzo Birago di Borgaro in via Carlo Alberto 16. Gli obbiettivi che i promotori dell’iniziativa si sono posti e nono solo la valorizzazione di un paesaggio unico in cui primeggiano oltre alle imponenti montagne, boschi di latifoglie e conifere e laghi di grandi bellezza, la promozione delle numerose attrattive turistiche e le offerte sportive, ama anche la conoscenza delle lavorazioni e dei prodotti tipici, di legno ferro, pietra e specialità alimentari, contrassegnati dal marchio dell’eccellenza artigiana. La Cna, in sostanza, con questo filmato vuole avvicinare i mestieri artigiani (ed in particolare l’artigianato d’eccellenza) al turismo del territorio.

La Stampa, 11 giugno 2006. Volano benessere ed estetica. Il mondo legato al benessere e all’estetica ha subito negli ultimi anni una notevole accelerazione, sia sul piano della creazione di valore, che su quello dell’innovazione. Basti pensare all’uso sempre maggiore di nuove tecnologie nelle macchine dell’estetica o all’evoluzione dei prodotti per la cura del corpo. Questa evoluzione rende più importante il ruolo dell’estetista non solo sul piano della presentazione di un servizio che riguarda la cura della persona, ma anche su quello psicologico con notevoli riflessi sul benessere e sulla qualità della vita. L’utenza pur molto esigente, ha però difficoltà ad orientarsi tra gli innumerevoli prodotti, tecniche e trattamenti (manuali o svolti con ausilio di macchinari) offerti da personale non sempre qualificato. Ci si trova spesso a scegliere un istituto od un operatore non tanto in base alle garanzie di professionalità serietà ed esperienza, ma unicamente in base all’impatto delle sollecitazioni pubblicitarie. Cresce, di conseguenza, il numero dei clienti e parallelamente il numero degli abusi. Il settore dell’estetica conta quasi 1500 aziende con circa 4000 occupati ebbene si stima che, il 40% del mercato dell’estetica in Piemonte sia in mano a persone che svolgono la professione illegalmente. Per arginare questo preoccupante fenomeno, la Regione Piemonte ha approvato il progetto proposto dalle associazioni di categoria (Confartigianato CNA e Casa) per una nuova campagna di sensibilizzazione a difesa dei consumatori, dal titolo "Non permettere che giochino sulla tua pelle". La campagna - divulgata su mezzi stampa e sulle principali emittenti radiofoniche - ha previsto la distribuzione di 10.000 locandine rivolte ai consumatori presso gli esercizi commerciali dei capoluoghi di provincia e negli uffici pubblici e 5.000 vetrofanie che gli operatori del settore potranno esporre come garanzia nei confronti del cliente. I vantaggi di cui il consumatore può usufruire avvalendosi di un’impresa regolarmente iscritta sono molti: la certezza di affidare la cura della propria persona ad operatori qualificati grazie ad anni di studio, apprendistato e aggiornamenti; la certezza di entrare in centri e luoghi in cui vengono rispettate le leggi su ambiente, igiene e sicurezza; la certezza di affidarsi ad imprenditori in regola col fisco e con i contratti di lavoro. Viceversa i danni che un abusivo può arrecare ai clienti sono notevoli, nono solo sul piano dell’efficacia dei trattamenti, ma anche su quello della tutela della salute. Inoltre l’abusivo svolge una vera e propria concorrenza sleale nei confronti dell’imprenditore "regolare" che invece vuole svolgere il suo lavoro nella correttezza e nel rispetto delle leggi versando regolarmente imposte e contributi. Le estetiste qualificate in base al percorso formativo previsto dalla legge nazionale 1/90 si trovano a dover fronteggiare gravi difficoltà nel mantenersi competitive rispetto ad un mercato che richiede un aggiornamento costante anche di carattere tecnologico. Fondamentale, quindi la definizione di procedure utili a promuovere quei Centri Estetici in grado di offrire un servizio qualificato e "riconoscibile" come tale dall’utenza, utile a contraddistinguere la professionalità dell’estetista qualificata e a dissociarla da chi usa impropriamente tale titolo.

La Stampa, 11 giugno 2006. Il centro studi stratega delle imprese artigiane. Non è da molto che le organizzazioni di categoria dell’artigianato hanno provveduto a rinnovare il Consiglio direttivo del Centro Studi. Abbiamo rivolto alcune domande al nuovo presidente, Sebastiano Consentino. Che cos’è il centro studi per l’artigianato piemontese e quali obbiettivi persegue? "Il centro studi per l’artigianato è una struttura unitaria costituita da: Confartigianato Piemonte, CNA Piemonte e Casartigiani Piemonte. L’obbiettivo principale è l’analisi delle problematiche del settore, sia dal punto di vista economico, sia da quello tecnico-scientifico. Tale analisi elabora un lavoro di ricerca che tende a fornire una conoscenza il più possibile approfondita dall’artigianato piemontese". Nell’ambito dell’economia regionale quale deve essere il ruolo dello Csar? "Il ruolo delle Csar deve avere capacità e l’intuizione di proporre progettualità di analisi che rispondano alle aspettative del settore dell’artigianato e della piccola impresa, a seconda del territorio, dell’economia, dell’economia, delle peculiarità specifiche di un settore, di bacino, di filiera etc". come si manifesta la rappresentanza delle associazioni di categoria nelle azioni e nei progetti del Centro Studi? "Le associazioni di categoria devono avere sempre di più la capacità di individuare gli obbiettivi reali che possono essere di grande interesse per la categoria interessata. Il Centro Studi, attraverso il coinvolgimento degli imprenditori, ha il compito di segnalare, possibilmente con anticipo, quali cambiamenti possono verificarsi in un dato settore o territorio in conseguenza di un sistema economico che cambia. Insomma bisogna tentare di prevenire piuttosto che curare, utilizzando le imprese come delle "antenne" che captano i segnali di cambiamento". Il rapporto con l’ente pubblico, nel caso la Regione, deve essere fondamentale. Quale impulso vuol dare, in quanto nuovo presidente, nell’attività del centro in tal senso? "Il fondamentale rapporto con la Regione deve sempre di più rafforzarsi soprattutto nella condivisione degli obbiettivi. Questa collaborazione va sicuramente a vantaggio dell’intero sistema produttivo e quindi dell’economia regionale in generale. In quanto nuovo presidente dello Csar. In perfetta sintonia con il direttore Amleto Impaloni, che insieme a me è stato designato a coordinare le attività del centro studi, vogliamo migliorare e soprattutto rendere utile il lavoro svolto dal centro studi affinché venga utilizzato dalle imprese come strumento veramente valido a supporto di scelte che gli imprenditori si troveranno a dover fare per migliorare e far crescere le proprie imprese". Lei è al tempo stesso un imprenditore e un autorevole membro della rappresentanza di categoria. Sotto questa duplice veste, quali nuove sfide per l’artigianato lei vede nell’immediato futuro? "Posso affermare che nono soltanto nell’immediato futuro l’artigianato e le piccole imprese devono imparare a confrontarsi con un sistema produttivo ed economico che cambia in continuazione. La prima cosa da fare attraverso il coinvolgimento delle istituzioni, è quella di approfondire per poi individuare gli andamenti del mercato, adoperandosi in tali direzioni anche nella formazione delle classi di imprenditori che dovranno essere il motore economico del domani. Ci si dovrà adoperare, senza falsa retorica e accantonando le appartenenze politiche e le contrapposizioni di principio, in una politica di condivisione degli obbiettivi in cui ogni soggetto dovrà fare la propria parte".

La Stampa, 11 giugno 2006. Eccellenza Artigiana con "Agire". Le imprese piemontesi dell’Eccellenza artigiana possono contare su un utile strumento operativo che le accompagni nel difficile cammino commerciale. Si tratta di Agire-Agenzia di Interesse Regionale per lo Sviluppo Commerciale delle Imprese dell’Eccellenza Artigiana del Piemonte; una struttura creata dalle Organizzazioni Regionali dell’Artigianato (Confartigianato, CNA, Casa) che ha come obbiettivo di lavorare per lo sviluppo commerciale delle imprese dell’Artigianato artistico, tipico e tradizionale. Il progetto ha mosso i suoi primi passi all’inizio del 2003 quando la Regione Piemonte affidò al Centro Studi per l’Artigianato Piemontese, l’incarico di creare uno strumento operativocce tenendo conto degli obbiettivi e delle reali potenzialità di ciascuna impresa, potesse affiancare l’imprenditore artigiano nello sviluppo della propria attività e nella creazione e mantenimento dei rapporti con i clienti. In questo modo è stata costituita una società consortile, anche con lo scopo, con la presenza delle imprese artigiane, di tradurre la politica di valorizzazione del marchio "Piemonte Eccellenza Artigiana", in "valore aggiunto" delle imprese e rafforzarne, quindi, la competitività. Ne parliamo con il presidente Silvio Bessone e con L’Amministratore delegato Piero Garavello. Presidente, quali sono le motivazioni che hanno determinato la costituzione di Agire? "Il tratto caratterizzante delle Aziende dell’Eccellenza è un alto livello di specializzazione operativa concentrata nella figura del titolare, imprenditore artigiano di grande capacità e vasta - sovente e pluridecennale - esperienza. Tuttavia, in genere, a manualità ed inventiva fuori dal comune non corrisponde, perlopiù a causa della gestione del quotidiano, un’attenzione in campo imprenditoriale altrettanto eccezionale. La scarsa familiarità degli imprenditori meno giovani con gli strumenti informatici oggi indispensabili per la gestione aziendale, talora la mancanza di consuetudine rispetto alla collaborazione, o persino rispetto alla semplice comunicazione con le altre imprese, la mole-spesso fuorviante - di informazioni e proposte commerciali a pioggia che ricevono, sono solo alcuni dei limiti, anche strutturali, che gli artigiani d’Eccellenza avvertono come gli ostacoli alla piena realizzazione delle loro potenzialità economiche, oltre che culturali e creative. Con la costituzione di Agire si è intenso quindi intervenire per aiutare le imprese ad aumentare la loro competitività e a contare di più sul mercato, coniugando le necessità microeconomiche delle singole imprese con la politica economica che gli Enti pubblici, in particolare la Regione Piemonte, hanno messo in atto nei confronti del settore dell’Eccellenza Artigiana. Lo scopo è utilizzare l’impiego delle risorse pubbliche, creare un legame tra chi promuove e chi vende, armonizzare in una visione strategica unitaria, metodi, diversi tra loro, di tutti gli attori in gioco di questo strumento di accompagnamento per la crescita delle imprese: l’Ente pubblico, le associazioni artigiane di rappresentanza, le aziende fornitrici di servizi ad "alto valore aggiunto", i consulenti d’impresa". All’Amministratore delegato Piero Garavello chiediamo in che modo Agire opera per conseguire l’obbiettivo di lavorare per lo sviluppo delle imprese. "Pur nella specificità di ogni singolo settore merceologico, di concerto con i piani di programmi di sviluppo della Regione Piemonte e delle Associazioni Artigiane, Agire progetta, promuove e gestisce progetti ed iniziative promozionali e di comunicazione cercando di far conoscere la tradizione del passato attraverso gli strumenti della modernità. Sul piano della comunicazione Agire ha avviato un’attività continuativa ed organizzata verso i suoi diversi interlocutori (enti e istituzioni, aziende e mercati, pubblico e media) attraverso: portale Internet dedicato ossia una struttura dinamica in costante aggiornamento ed evoluzione; l’area istituzionale, che contribuisce a presentare i diversi organismi costituenti Agire, gli obbiettivi dell’agenzia e le iniziative in programma; l’area operativa che consente ai visitatori di individuare gli artigiani e le lavorazioni di interesse ed alle imprese artigiane di presentare i loro prodotti e raccontare la loro attività imprenditoriale; documentazioni monografiche ed istituzionali, cataloghi e presentazioni di prodotti; spazi espositivi permanenti; organizzazioni di incontri ed eventi tematici; partecipazioni a fiere e manifestazioni nazionali ed internazionali. Affinché il marchio "Eccellenza Artigiana" nono sia soltanto l’immagine di una scelta istituzionale che seleziona le imprese per le loro capacità di "saper fare", ma si trasformi in valenza economica, sostenga la capacità dell’impresa e crei valore sul mercato, l’Agenzia si è strutturata costituendo al proprio interno, un Ufficio Tecnico che ha il compito di concretizzare e rendere operative le strategie marketing dell’Agenzia stessa. Tre gli indirizzi operativi: stampa, relazioni esterne marketing e comunicazione d’impresa. Attraverso il proprio Ufficio Tecnico Agire monitora costantemente fabbisogni, richieste, peculiarità, obbiettivi di sviluppo, potenzialità di ciascuna impresa artigiana e, di concerto con mondo associativo, Regione Unioncamere Piemonte, ricerca identifica i potenziali mercati di riferimento, favorisce i contatti tra mercati ed imprese artigiane accompagna le imprese nelle definizioni di accordi commerciali".

La Stampa, 11 giugno 2006. Le parole dell’impresa. E’ di prossima pubblicazione l’edizione aggiornata di "Le parole dell’impresa", dizionario tascabile multilingue dedicato ai cittadini stranieri interessati ad avviare un’attività imprenditoriale in Italia. Il glossario voluto dalla Camera di commercio di Torino e realizzato da Cna Torino, presenta una nuova versione arricchita nel numero di lingue per poter raggiungere un bacino sempre più ampio di imprenditori. La nuova edizione sarà, inoltre, ancora più completa nei concetti riportati, che toccano numerose aree tematiche, dagli adempimenti amministrativi al diritto del lavoro, dal sistema tributario alla normativa ambientale. Proprio la ricchezza e la chiarezza dei contenuti, la prima edizione de "Le parole dell’impresa" è stata particolarmente apprezzata anche dagli imprenditori italiani. La presentazione alle associazioni e alla stampa avverrà a Palazzo Birago, in via Carlo Alberto 16 a Torino 27 giugno alle ore 11. Il volumetto, gratuito nelle varie sedi della Camera di commercio di Torino e di Cna a partire dal 28 giugno prossimo.

La Stampa, 25 maggio 2006. Com’è cambiato l’indotto della Fiat. Sempre meno dipendenti dalla Fiat. Così sono le piccole medie imprese della componentistica torinese che hanno affrontato la crisi della grande azienda. Dal 2000 il fatturato medio derivante dalla Fiat è sceso del 30% mentre è cresciuto del 23 quello ricavato da latri clienti. L’export è cresciuto del 4% mentre l’occupazione è calata del 5%. La ricerca realizzata da Cna, Api e Ires Piemonte evidenzia che comunque per le piccole imprese rimangono difficoltà nei rapporti con il credito e nell’utilizzo degli strumenti per la ricerca e l’innovazione.

La Stampa, 19 maggio 2006. Dal vivo lo scontro è più bello. E venne il giorno del faccia: quello pubblico, dopo il confronto a "La Stampa". Ieri sera Rocco Buttiglione e Sergio Chiamparino si sono sfidati davanti alla gente, nel salone di Torino Incontra ospiti delle associazioni dei piccoli industriali (Api), dei commercianti (Ascom e Confesercenti), e artigiani (Casa, Cna, Confartigianato). A dire il vero, il dibattito non ha attirato folle oceaniche: in sala c’erano anche posti vuoti. Forse perché i temi della campagna elettorale sono stati sviscerati e approfonditi già mille volte, o forse perché la sfida dell’urna ha, per i più, un esito scontato. Presenti al gran completo, invece, i politici: Ghigo e signora, Castellani, assessori uscenti e aspiranti. Numerosi i giornalisti. Buttiglione s’era anche fatto accompagnare da una vivace claque. I due, peraltro, già nel pomeriggio si erano scontrati da Maria Latella, su Sky Tg 24 e non avevano risparmiato le sortite ad effetto. A cominciare da quella di Chiamparino, che ha dichiarato che "se il nuovo governo dovesse bocciare la Tav sarò il primo ad incatenarmi davanti al ministero". E Buttiglione di rimando: "Torino è come una mela apparentemente bella ma nella quale si nasconde un verme", nel senso che "restano infatti molti problemi della città". Poi l’indicazione di una nuova prospettiva, che per l’ex ministro si fonda su un "grande progetto culturale in occasione dei 150 anni dell’unità di Italia". Se in tv gli sfidanti litigano sulla Juve e sugli effetti negativi dello scandalo sulla città a Torino Incontra il battibecco scatta non appena Buttiglione ricorda i meriti del governo Berlusconi nel successo delle Olimpiadi "che ha fatto affluire milioni di euro sotto la Mole e il ruolo a volte nascosto giocato da Letta, Pescante e anche da me". Il sindaco lo guarda ironico e affonda: "E’ quello stesso governo che ha fatto mancare 60 milioni a poche settimane dall’inizio dei Giochi rischiando di mandare a rotoli l’intera organizzazione". Dopo un’ora di dibattito arriva la prima gaffe. Si parla del ritorno a Torino degli architetti Gregotti e Cagnardi che dovranno ridisegnare corso Marche. Per il sindaco è importante "dare un volto comune alle tante città (Torino, Grugliasco e Collegno) che corrono lungo quell’asse". Anche Buttiglione condivide il progetto per "viale Marche". E’ la prima e l’unica gaffe dell’ex ministro che però fa scattare il pubblico: "E’ la prova che lei non conosce Torino", attacca un fan di Chiamparino. "Lei è un cafone, stia zitto", risponde a tono un Rocco boy. Si parla di tutto, dalle infrastrutture allo sviluppo della città, del turismo e della cultura. Ma è sulla sicurezza che si gioca la partita del dibattito. Buttiglione raccoglie diversi applausi parlando di una città che ha paura. Chiamparino lo invita a non fare demagogia "perché, affrontato così, questo tema non porta fortuna ai candidati". E spiega: "Chiederò al ministro Amato di restituirci quei 170 agenti che hanno lavorato alla sicurezza preolimpica. Ci basterebbero quelli per migliorare la vivibilità della città". L’avversario replica rubandogli la battuta: "Chiamparino fa sempre tutto facile, tende a narcotizzare i problemi. La sua è la politica dell’esageroma nen, ma io che ho girato la città in questi giorni mi rendo conto che i problemi sono bel lontani dalla soluzione". I responsabili delle associazioni chiedono ai due candidati una ricetta per il rilancio delle piccole e medie imprese. Chiamparino cita spesso l’esempio dell’accordo raggiunto sulle aree Fiat, Buttiglione parla di sviluppo che passa per la via obbligatoria delle infrastrutture. Si riprende immancabilmente il tormentone della Tav. il sindaco rilancia l’ipotesi di una raccolta fondi attraverso un sovrapedaggio sul passaggio dei Tir lungo l’autostrada. L’avversario ne conviene: "Buona idea. Si è fatto così anche per finanziare l’autostrada del Brennero". Arriva la domanda contro la grande distribuzione, "come contrastarla per salvare il piccolo commercio". Buttiglione, dimostrando di essere informato sugli ultimi fatti accaduti a Torino, dice: "E ’molto grave che abbia chiuso una libreria come Lattes". Aggiunge che gli ipermercati si combattono le aree e le licenze. Per Chiamparino la politica della tutela del piccolo commercio si compie attraverso un azione concordata con Provincia e Regione. Così come attraverso un accordo tra enti si può lanciare l’idea di un fondo per l’aggiornamento dei cittadini: "perché Torino, ex città fordista, patisce un tasso preoccupante di bassa scolarizzazione".

La Stampa, 18 maggio 2006. Faccia a faccia con platea. Chiamparino e Buttiglione si affrontano stasera, e per la prima volta, in pubblico. L’incontro avverrà alle 21 nella Cavour del Centro congressi di Torino Incontra in via Nino Costa 8. A organizzarlo sono state le associazioni di rappresentanza delle piccole e medie imprese: Api, Ascom, Casa, Cna, Confartigianato, Confesercenti.

La Stampa, 4 aprile 2006. La Cdl in ordine sparso per l’anti-Chiamparino. Calumet della pace, addio. All’invito dell’azzurro Guido Corsetto ad un incontro in settimana per indicare l’anti Chiamparino, l’Udc risponde picche. Sia il sottosegretario all’economia Michele Vietti, sia il ministro ai Beni Culturali rocco Bottiglione e l’europarlamentare e coordinatore provinciale Vito Bonsignore dicono "che oramai è troppo tardi, meglio attendere il risultato delle politiche". Il balletto della scelta del candidato sindaco all’interno della casa della libertà insomma, sembra senza fine. Fino a venerdì scorso era Corsetto a voler rimandare la discussione del 10 aprile. Ma prima la provocazione di Vietti su Chiamparino candidato ideale anche per il centro destra, poi la disponibilità a correre del ministro Bottiglione lo hanno convinto a convocare una riunione entro venerdì. Troppo tardi. Perché mentre Lega Nord e Alleanza Nazionale, pur criticando il ritardo, accolgono di buon grado la proposta, l’Udc non ne vuole neppur sentir parlare. Appuntamento rinviato, dunque, per avere la possibilità di contarsi e decidere in base al rapporto di forza decretato dagli elettori. Il primo a respingere la mediazione del coordinatore regionale di Forza Italia e Michele Vietti. Ieri mattina, a margine dell’incontro con i candidati dei due schieramenti organizzato da Cna e Confartigianato è intervenuto in modo inequivocabile: "Al punto in cui siamo lasciamo aprire le urne il 10 aprile e poi discutiamo tutto". Per essere certo di non essere frainteso aggiunge: "Capisco che Corsetto sia abituato al sistema delle docce scozzesi: un giorno ci dice che c’è tempo, l’altro che vuole fare in settimana la riunione per indicare il candidato. Un giorno dice che siamo troppo piccoli per parlare, il giorno dopo si preoccupa di qualsiasi cosa sosteniamo. Beh adesso siamo noi a voler aspettare" Passa qualche ora e Bottiglione rincara la dose. Forza Italia rivendica l’anti Chiamparino perché è il primo partito della coalizione? "Non è una scusa valida - afferma il ministro. - Primo perché altrimenti in tutta L’Italia ci dovrebbero essere solo aspiranti sindaci azzurri, secondo perché l’esito elettorale potrebbe portare delle sorprese. Meglio quindi rinviare la decisione dopo lunedì prossimo. Un vero peccato perché la scommessa torinese è ancora aperta è sarebbe stato necessario individuare la persona giusta molto tempo fa per rafforzare il rapporto con il territorio". E sulla propria discesa in campo ribadisce: "Mi sento un torinese, non vedo quindi perché non potrei essere io il candidato. Ci penseremo da lunedì prossimo". Posizione condivisa da Vito Bonsignore: "Una scelta oggi non ha senso, meglio aspettare. La candidatura di Buttiglione non è motivata da orgoglio di partito, ma dalla consapevolezza che l’Udc ha uomini capaci di rappresentare le esigenze degli elettori moderati". La reazione di Corsetto a questo fuoco di fila? Di sasso. "Non posso far altro che prenderne atto, tenuto che però che da tre giorni non riesco a parlare ne con Vietti ne con il segretario regionale Goffi. Insisto sulla necessità di rimanere uniti anche se non capisco più a che gioco sta giocando l’Udc, tanto più che seduto al mio fianco, al dibattito organizzato dalle associazioni artigiane, Vietti mi ha a malapena rivolto il saluto".

La Stampa, 26 marzo 2006. Al via la Borsa del cioccolato. Ritorna fino al 2 aprile CioccolaTò, il festival del cioccolato che trasforma Torino in un’attrattiva unica per tutti i golosi e in un importante luogo di incontro per i maestri cioccolatieri e i grandi marchi nazionali e internazionali. Come ogni anno sono previsti spettacoli, letture e degustazioni, mostre, incontri con i più grandi maitres chocolatiers e, novità assoluta, una "Notte Fondente" il 31 marzo al Quadrilatero romano. Sulle orme delle due precedenti edizioni, CioccolaTò 2006 allargherà i propri confini riproponendo la Borsa del Cioccolato, domani 27 marzo e martedì 28. Organizzata dal Centro Estero Camere Commercio Piemontesi su incarico della Camera di commercio di Torino, città di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte, la "Borsa del Cioccolato" rappresenta per i produttori di cioccolato e dolci un’occasione d’incontro con importatori, grandi dettaglianti e buyer selezionati, tra quelli che trattano cioccolato e prodotti dolciari di alta gamma alla ricerca di eccellenze, qualità e prodotti innovativi e di nicchia per un consumatore dal gusto raffinato. I Paesi di provenienza degli operatori invitati a partecipare a questa edizione della Borsa appartengono in maggioranza a Paesi della "vecchia Europa dei 15", come Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Regno Unito e Svezia, ma è previsto anche un allargamento alla Bulgaria e una "puntata medio-orientale" negli Emirati Arabi. Gli ospiti stranieri sono stati invitati per un week-end in Piemonte alla scoperta dell’importante tradizione cioccolatiera. E da domani potranno incontrare i potenziali fornitori: un appuntamento da non perdere per i produttori - espositori di CioccolaTò. D’altra parte Torino e il suo distretto sono uno dei maggiori centri italiani per la lavorazione del cioccolatò, con una produzione di 85 mila tonnellate e un fatturato di circa 850 milioni di euro (rispettivamente il 35,7% della produzione nazionale e il 34.2% del fatturato italiano) e accanto alle grandi realtà industriali, sono le aziende artigianali a portare avanti le tradizione cioccolatiera torinese. CioccolaTò offrirà anche un piccolo assaggio di Torino Capitale del Design 2008: in piazza San Carlo saranno esposte, allo stand CNA, opere realizzate su progetti degli studenti dell’Istituto d’Arte Applicata e del Design e prototipi concepiti da maestri cioccolatieri e food designer dell’Associazione Designer Italiani.

La Stampa, 25 marzo 2006. Indennizzo autoriparatori. La Cna organizza, alle 9, al Lingotto, un convegno su "Indennizzo diretto: il nuovo rapporto tra automobilista, carrozziere, assicurazione, qualità della riparazione, sicurezza del veicolo, diritti del danneggiato".

La Stampa, 24 marzo 2006. Quasi un matrimonio con il design. Se uno è un cioccolatiere è per forza un artigiano, non ci sono dubbi. Mai però si era cercato un legame solido con la parola design. Il dolce mondo del cioccolato ha sempre avuto difficoltà a trovare una congiunzione. Anzi, ci sono sempre state anche diffidenze. Nasce per porre fine a questa situazione il progetto della Confederazione dell’artigianato e dell’Istituto d’arte applicata e design di Torino: Cioccolato e design, quando i sapori si fondono con la passione per le forme. Come dicono Vitaliano Alessio Stefanoni, dell’Ufficio comunicazione della Cna e Stefano Busi, esperto alimentare "la proposta vuole essere un modo per raccontare come l’eccellenza alimentare sia in grado di incontrare il design senza prescindere da quegli elementi che lo legano alla propria arte. I nuovi cioccolatini, o meglio, i nuovi "sistemi di cioccolato" proposti alla stand della Cna, in piazza San Carlo, sono la dimostrazione di come possa esistere un rapporto tra cioccolato e design". Nello stand, oltre alla degustazione di prodotti tipici della cioccolateria, si trova una selezione di 10 progetti su carta di design del cioccolato, realizzati dagli studenti dell’Iaad e i relativi prototipi in cioccolato dei maestri cioccolatieri.

La Stampa, 24 marzo 2006. Una piazza al CioccolaTò. Appena archiviate le Olimpiadi, e già Torino è pronta a celebrare un’altra passione, questa volta golosa: il cioccolato. Nuova missione per quello slogan - "The passion lives here" - che durante i Giochi, aveva ben sintetizzato lo spirito di una città vivace e intraprendente. Nel secondo atto, il sipario si alza su "CioccolaTò". La quarta edizione della Kermesse che declina il cibo degli dei in tutte le sue forme, scende in piazza San Carlo da oggi al 2 aprile, con un fitto programma di eventi- musica, cabaret, reading e convegni- che si spingono nei caffè storici sino a raggiungere il Quadrilatero, teatro della "Notte Fondente" del 31 marzo, tutti svegli fino all’alba. Ottantaquattro aziende (nove in più rispetto alla scorso anno) occuperanno l’intera piazza, nonché parte di via Roma, pronte ad offrire ghiotti assaggi, dai gran cru fino alla praline da meditazione. L’Icam allestisce una piantagione di cacao che, sul modello interattivo dei musei d’oltreoceano, illustra i processi di lavorazione, dalla fava alla tavoletta; Confartigianato riproduce una "Fabbrica del cioccolato", con tanto di conche, raffinatrici e modellatrici in formato mignon; nello stand della Città, sono esposti i capolavori di cioccolatò dei pasticcieri del territorio; la Cna ospita prototipi di food designer e di studenti dello Iaad. Ogni giorno poi, sono previsti atelier per bambini: oggi, alla ore 15 si gioca con i colori del cioccolato; domani alle 11, con i pasticcini. E mentre al Caffè Torino, Slow Food organizza degustazioni (oggi alle 16, si celebrano i 180 anni di Caffarel) e laboratori (ore 18, Gigi Padovani giornalista del La Stampa, parla di "Sua maestà il gianduiotto") devolvendo l’incasso al presidio Slow Food Cacao Nacional-Ecuador; il Museo Accorsi propone il 29 marzo e il 1° aprile, un itinerario sul tram degli anni Trenta, a spasso fra i palazzi barocchi in cui un tempo si svolgeva il rito del cioccolato. Domani alle 15, invece, dai Murazzi parte la Chocconave, un viaggio lungo il fiume - animato da pirati attraverso la storia del cibo degli dei, raccontato da un esperto (tel. 011.66.80.580). Infine, Turismo Torino rilancia il Chocopass, il carnet che permette assaggi nei caffè storici, confetterie, e botteghe di cioccolatieri. In vendita ad Atrium, in piazza Solferino, e a Porta Nuova.

La Stampa, 22 marzo 2006. Tempo di liti nell’Atl pinerolese. "Un successo di squadra" così titola la brochure che accompagna il bilancio presentato ai soci dell’Atl 2 Montagnedoc. Carta patinata, rilegatura a spirale, impeccabile stampa tipografica, immagini che ripropongono luoghi, personaggi e momenti legati all’evento olimpico. Un pizzico di vanità alla quale l’Atl più famosa d’Italia non vuole rinunciare nel momento più importante dell’anno, quando si chiede il consenso dei soci. Bilancio approvato all’unanimità, ma con un’astensione: quella della Cna. I malumori nella confederazione che rappresenta gli artigiani erano nell’aria da tempo, il delegato di Pinerolo Mauro Prot aveva già presentato le sue dimissioni, lui era stato designato della direzione torinese a rappresentare la Cna. "Non condivisone delle scelte strategiche dell’Atl" si era limitato a dire Prot e al suo posto nella seduta di approvazione del bilancio è arrivato Paolo Alberti, segretario provinciale Cna, che spiega: "Non ho votato il bilancio sostanzialmente per due motivi: non ritengo sufficiente la somma di 200.000 euro prevista come fondo di rischio, e come socio non ho sufficienti informazioni riguardo al consorzio Orit una realtà imprenditoriale che vede l’azienda turistica coinvolta la 51% e dove il presidente del consorzio è Luigi Chiabrera presidente della stessa Atl". Insomma secondo la Cna ci vuole più chiarezza. E in questo senso non servono le spiegazioni che arrivano a Danilo Bessone, direttore amministrativo dell’Atl: "E’ tutto molto semplice, chi vuole saperne di più ha solo da fare una visura camerale, non abbiamo nulla da nascondere". Ma non sono tanto i contenuti di un documento quello che chiedono i rappresentanti dell’associazione che raggruppa gli artigiani, i nomi di altre società che a loro volta controllano altre attività imprenditoriali portano solo ad un gioco di scatole cinesi, che rientra n elle logiche commerciali. "Qui rimane l’amaro in bocca per il fatto che le Olimpiadi hanno coinvolto solo marginalmente gli artigiani gli artigiani delle valli, tutto si è deciso altrove - dice Alberti - e chi ha lavorato è stato utilizzato come appalto del subappalto". E così capita che per portare i turisti alle case in affitto per l’evento olimpico ci si imbatte in un autista che arriva dalla Puglia, a cui nessuno ha dato una cartina delle vie della zona e che non ha mai guidato sulla nave. La risposta arriva puntuale da Chiabrera: "Abbiamo più volte invitato gli artigiani locali, in tante occasioni, compresa la nostra dell’artigianato di Pinerolo, ad organizzare le proprie capacità in consorzi per poter risistemare gli alloggi, ma purtroppo non ha accolto questo invito e così sono arrivati da fuori altri imprenditori". Non vuole soffermarsi sugli aspetti critici di un bilancio, per altro approvato dai soci, il presidente dell’Atl e quindi sposta il discorso dalle cifre del bilancio i numeri del grande evento: "Abbiamo gestito in modo impeccabile, le 9 sedi degli uffici turistici sono stati rinnovati, nel mese delle olimpiadi abbiamo avuto un milione e mezzo di contatti, abbiamo stipulato 6.500 contratti d’affitto, abbiamo messo a disposizione 25.000 posti letto. In una sola parola è stato un successo che è davanti agli occhi di tutti".

La Stampa, 4 febbraio 2006. Sei olimpico? E io ti multo. La legge è legge. Anche quando appare assurda. Così i carabinieri stanno multando decine di commercianti "rei di avere in vetrina o sull’insegna i cinque cerchi olimpici. Agiscono in seguito a esposti- denuncia presentati dal Toroc la legge 167 del 2005 in tema di "Misure di tutela del simbolo olimpico in vita dei Giochi Olimpici 2006" prevede una sanzione sino a 100 mila euro, ma se il malcapitato paga entro 60 giorni se la cava con 2000. alcuni episodi sfiorano la follia. Il bar Olympic di corso agnelli di corso Agnelli 60 si chiama così da 3 anni e da 3 anni dispone di insegne a cinque cerchi (fra l’altro approvate dal Comune). Il titolare Roberto Canella, 40 anni, è senza parole: "Siamo tutti impegnati a presentarci bene per le Olimpiadi. Ricevere una multa di questo tipo disorienta. Il Comune nei mesi scorsi, ha inviato gli esercizi pubblici un depliant "di allestire vetrine colorate e festose in veste olimpica". Per me la "veste olimpica" sono i cinque cerchi". La denuncia prevede anche la rimozione immediata delle insegne olimpiche: "Io ho coperto l’insegna a muro con dei pannelli di cartone ed i cinque cerchi del neon con carta stagnola. Ma soprattutto mi sono sentito beffato". Capita di tutto. La signora Sergia della Sergia Boutique di via San Tommaso 24: "Saldo tutto e chiudo bottega. Ne avevo già una mezza intenzione, ma ora ho deciso. La delusione e l’amarezza sono stai enormi. Prima tanto battage per Torino più olimpica. Poi questa odiosa multa. Poi questa odiosa multa. Non pagherò: non mi piego a una sanzione così assurda". Il tam-tam attraversa la città provocando frettolosi smantellamenti: c’è chi ha rifatto la vetrina, chi ha ritirato la cartellonistica, chi ha incollato giornali sui simboli cari a De Coubertin. Dice il proprietario di uno storico negozio di articoli sportivi del centro che, sulle finestre esterne dell’ammezzato, ha da sempre i cerchi olimpici: "Dovrei noleggiare una gru per andarli a coprire ma mi costerebbe più della multa: rischierò". Oppure quella del gastronomi di Borgo Po che da giorni vendeva splendide torte salate con l’inimitabile simbolo: "Ho svenduto di gran carriera. Da domani solo torte anonime". E un pizzaiolo di Borgo San Paolo, costretto ad eliminare dal menù la "pizza Torino 2006", provoca: "I carabinieri multino anche le frecce tricolore che i cerchi olimpici li hanno disegnati addirittura in cielo".

La Stampa, 8 gennaio 2006. Bollo sulle fotocopie, ma lo sanno in pochi. E’ in arrivo il bollo per la fotocopia. I titolari delle copisterie si stanno preparando, anche se a loro insaputa, mettere il vecchio registro Siae, che entro un mese verrà sostituito dal nuovo e pratico bollo. È simile a quello che viene messo sui documenti ufficiali e dovrà essere attaccato sulle fotocopie dei libri coperti da diritto d’autore. C’è ne saranno di diversi valori, a secondo delle quantità di materiale duplicato, sempre rispettando, però, il limite del 15 per cento di ogni opera riproducibile. L’accordo è stato siglato lo scorso novembre tra la Siae e le associazioni degli esercenti, ma ad oggi pochi commercianti conoscono la novità. "Stiamo inviando ai nostri associati- spiega Renato Boninsegni, segretario provinciale di Cna Comunicazioni – delle note per informarli. Certo è un metodo più veloce per gli esercenti, che non perderanno più tempo per andare a pagare la Siae". Finora i titolari delle copisterie dovevano recarsi una volta a bimestre negli uffici della Siae e portare i registri sui quali erano stati annotati i titoli dei volumi fotocopiati, numero di pagine e autore. "Era una gran perdita di tempo - racconta Paolo Giachino, de "L’Originale di corso Matteotti -, con il negozio pieno di clienti. Io però non ne sapevo nulla del bollo". Ma c’è già chi per evitare ogni problema con diritti e controlli da parte della Finanza, non riproduce libri. Nella zona universitaria, quella dietro di Palazzo Nuovo c’è un alta concentrazione di copisterie, ma è raro trovare qualcuno che abbia sentito parlare del famoso bollo. Chi ne è infornato, però sembra ottimista: "Mi sembra utile per le dispense che contengono parti di volumi universitari - dicono alla Cromocopie - ma non sappiamo come potremo prevedere a priori quante ne faremo". L’entusiasmo legato al risparmio di tempo ed energie viene smorzato dal pagamento anticipato, che prevede da parte dell’esercente una stima del lavoro prodotto. "il venditore dovrà decidere quanti acquistarne sulla base del fatturato del bimestre precedente o dell’anno precedente - spiega la Guardia di Finanza -. Questo dovrebbe diventare anche un incentivo a non evadere i diritti d’autore, perché in sostanza si paga in anticipo". I controlli saranno duplici: da parte direttamente della Siae e da parte dei finanzieri. Non devono, o non dovrebbero, preoccuparsi gli acquirenti, sui quali il costo del bollo non dovrebbe gravare ulteriormente. Attualmente al negoziante costa 8 centesimi di diritti Siae. "Ogni bimestre - prosegue Giachino pago dagli 80 ai 100 euro di diritti, senza contare la mezza giornata persa per andare a portare il registro". Il fenomeno delle fotocopie abusive è in crescita, nonostante il divieto di riprodurre più del 15 per cento di una stessa opera. In alcuni centri non ci sono controlli, in altri, dove invece il titolare effettua una verifica, il cliente cambia copisteria. Gli addetti ai lavori ritengono però, che con il nuovo sistema dei bolli anche il cliente abbia un controllo diretto sul materiale fotocopiato. Proprio come con lo scontrini fiscale. Anche se, come precisato dalla Guardia di Finanza, si tratta di una legge legata alla Finanziaria, e come tale entrerebbe in vigore il 10 gennaio, il protocollo siglato tra le parti prevede che i primi bolli siano disponibili alla fine di febbraio.

 
 
 
 
 
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