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Home > Comunicazione > Rassegna stampa > Anno 2007 - Altre testate
 
Anno 2007 - Altre testate
 

 

Graph Creative, dicembre 2007. Allarme sugli studi di settore. Il messaggio è stato ribadito dal Presidente nazionale, Gianfranco Granara, nel corso della riunione della presidenza nazionale a Roma, lo scorso 8 novembre, alla quale era presente anche il neoeletto presidente provinciale di Cna comunicazione per la provincia di Torino, Enrico Capirone. L’assenza di specifici percorsi formativi per il riconoscimento delle professioni legate al mondo della comunicazione e di meccanismi di verifica delle competenze e della qualità del lavoro, rimane ancora oggi una condizione che concorre a provocare una situazione di oggettiva difficoltà di mercato per molte imprese del settore che si trovano a subire la concorrenza sleale di operatori poco più che improvvisati. Cna Comunicazione e Terziario Avanzato ha pertanto confermato tra le priorità delle propria azione sindacale in difesa delle imprese associate quella di consentire agli operatori del comparto di operare un quadro che riconosca e valorizzi meccanismi di formazione e aggiornamento, verifichi competenze e qualità, anche come risposta alla minaccia della concorrenza del lavoro irregolare. Si è inoltre confermato l’interesse a favorire la penetrazione tra gli associati alla Cna di strumenti quali il percorso "Ipp2, teso al conseguimento della qualifica professionale in campo fotografico, o le qualifiche Eucip, create da Aica, per il riconoscimento delle professioni legate all’informatica. Il riconoscimento di competenze specifiche sarà anche utile per l’inserimento delle figure professionali dei nuovi contratti di lavoro. Si è infine confermato l’interesse per la realizzazione di iniziative per la realizzazione di iniziative come il MiOpen del 19 e il 20 ottobre scorsi, evento nazionale promosso dalla Cna di Milano, nato con il proposito di informare e sensibilizzare le imprese sull’utilizzo di applicativi open source: Il Progetto MiOpen sarà riproposto per il 2008 e trasformato in una iniziativa permanente. Il tema dei rapporti sindacali, la gestione del nuovo contratto nazionale di lavoro (il primo comune all’intero settore comunicazione e dell’informatica) e degli integrativi regionali costituirà un altro momento importante dell’attività del prossimo anno, considerato anche per tutto il settore informatico un contratto "artigiano" una assoluta novità. Cna Comunicazione lancia poi un allarme sugli studi di settore: le disposizioni fiscali della Finanziaria non appaiono infatti sufficienti e si registrano grandi difficoltà grandi di molte imprese, che finora nono avevano avuti problemi di congruità, a rientrare nei parametri previsti dai vari studi. Sarà perciò necessaria un attenzione permanente nella fase di revisione. Inoltre, come contributo pratico per le imprese, l’Unione provvederà a predisporre un "vademecum" che raccolga informazioni, dati e fornisca indicazioni agli operatori della comunicazione relativi a tutti gli studi di settore che li vedono coinvolti. Un’altra partita importante, secondo la Presidenza dell’Unione, è quella della partecipazione attiva agli organismi di settore specialistici a livello europeo. In questo quadro è stata valutata favorevolmente la partecipazione al progetto promesso da Ueapme di costituire un associazione europea delle piccole imprese del settore Ict (il cosiddetto Pin Sme), infine è stata approvata la proposta di organizzare nel 2008 un evento nazionale rivolto alle imprese del settore arti grafiche capace di fornire alle aziende momenti di formazione e informazione sull’evoluzione del mercato e le nuove tecnologie. Un ultima questione affrontata dalla Presidenza è stata quella della cooperazione emessa in rete delle aziende.

Il Risveglio, 28 dicembre 2007. Le bontà del Piemonte in " Artigiane a corte". Le antiche ricette della cucina, i canestrelli di Vaie, le tipicità della Val di Susa. Questo è molto altro si è potuto trovare a Venaria durante il mercatino tematico "Artigiani a corte" l’eccellenza enogastronomica piemontese della Venaria Reale" Sabato 22 e domenica 23 dicembre. Organizzato dalla Cna all’interno della manifestazione alla "Natale alla Venaria Reale" promossa dalla Confesercenti cittadina, l’evento ha visto la partecipazione di molti venariesi occupati negli ultimi acquisti natalizi e di molti visitatori attrattati dalla varietà e dalla qualità dei prodotti proposti. Gioielli in vetro, oggettistica in ceramica, lavorazioni in ferro prodotte da imprese artigiane iscritte alla Camera di Commercio. "Con tale iniziativa non abbiamo voluto concorrere con le attività di Via Mensa o Piazza Annunziata e nemmeno con i mercato cittadino di Viale Buridani. E’ sta un’opportunità in più per la città di attrarre turisti e di far conoscere i prodotti tipici del territorio, ha spiegato Alessio Stefanoni, responsabile di Cna Commercio a Venaria. "Se le torrefazioni o le caffetterie acquistassero prodotti tipici magari della Val di Susa, anche i turisti di giornata provenienti da lontano potranno avvicinarsi ad essi, conoscendoli e apprezzandoli" ha continuato Stefanoni, proponendo in futuro ha continuato di tale manifestazione. "Nel coordinamento di iniziative dell’area metropolitana Venaria ha tutte le carte per ritagliarsi uno spazio proprio di qualità" ha infatti asserito l’assessore al Commercio Rosa Perrone. E la qualità ha abbondato sulle bancarelle di via Mensa: il birrificio Abbà ha presentato una ricetta ancora in attesa di brevetto per cioccolatini con cuore di miscela di birra, Graziella Arnaud ha offerto ai visitatori antiche ricette piemontesi fatte con mais bianco coltivato con metodi biologici, la pasticceria Arzilli ha preparato cioccolata calda per tutti, intanto l’atmosfera veniva resa suggestiva dagli zampognari e dai Babbo Natale che hanno percorso le vie del centro storico coinvolgendo i passanti e regalando caramelle ai bambini.

Il Risveglio, 20 dicembre 2007. Idee per il Natale. Il freddo pungente è arrivato e con esso anche la neve e l’inverno: la cosa che più caratterizza queste settimane è però l’imminenza del Natale, che si preannuncia bianco e gelato. Ma a Venaria si sa come scaldarsi. Prima una passeggiata per via Mensa piazza Annunziata, ammirando e degustando e negli stand espositivi della Rassegna di Artigianato di eccellenza e di qualità organizzata dalla Confesercenti domenica 16 dicembre. Un tripudio di prodotti tipici, di dolcezze culinarie, di confezioni regalo e di decorazioni natalizie. Poi un ballo sfrenato in piazza Vittorio Veneto dove l’Ascom venariese ha allestito un palco dove i più giovani hanno potuto esibirsi in performance canore accompagnati da un Babbo Natale altrettanto giovane e da folletti in gonnella. I genitori hanno potuto inoltre ammirare i propri figli solcare le passerelle vestiti con abiti del negozio Baby Look di Venaria a suon di musica da discoteca. Per i più piccolini nella piazza è stato allestito il baby park con giochi, disegni favole. L’Avis venariese inoltre ha offerto a tutti l’ottima cioccolata calda ricordando nel frattempo l’importanza del dono del sangue. Ma le iniziative proseguiranno anche sabato 22 e domenica 23 dicembre in piazza Annunziata e via Mensa, dalle 8 alle 18 con il Mercatino tematico "Artigiani a corte L’eccellenza enogastronomica piemontese alla Venaria Reale" organizzato dalla Cna. "Questo mercatino - ha dichiarato Alessio Stefanoni di Cna Commercio - è nato con l’obbiettivo di contribuire e stimolare il commercio del centro storico". Parteciperanno all’iniziativa imprese artigiane iscritte in Camera di commercio produttrici di alimentari tipici e alcuni produttori del settore del legno, del vetro, del ferro della ceramica e della biglietteria di alta qualità. L’evento si inserisce all’interno della manifestazione "Natale alla Venaria Reale", organizzato dalla Confesercenti, che vedrà nel 23 dicembre la giornata conclusiva, in piazza Don Alberione infatti verranno lette alcune letterine spedite dai bambini a Babbo Natale e depositate nella cassetta e ai bimbi presenti verranno distribuite caramelle e dolci. Volgerà al termine anche il concorso "Vota la vetrina più bella" che vedrà l’elezione delle tre vetrine più belle e di tre fortunati votanti che vinceranno vuoti da spendere nei negozi aderenti all’iniziativa. Per tutte le vie principali Babbi Natale, animazioni musicali, giochi e divertimenti.

Ansa, 11 dicembre 2007. Autotrasporto: Piemonte; 6000 camion fermi, benzina scarsa. Sono oltre 6000 i camion fermi secondo le associazioni degli autotrasportatori, sulla tangenziale di Torino. Altri blocchi sono in corso ad Asti, a Novara e a Vercelli, con forti ripercussioni sul traffico autostradale. Le situazioni più critiche sono sulla tangenziale sud di Torino agli svicoli autostradali di Novara e Asti ovest. "Gia domani i benzinai piemontesi potrebbero essere a secco di carburante", dice Gianni Nettis, presidente regionale della Faib Confesercenti. "Continua ad essere grave - afferma il segretario regionale della Fita-Cna, Franco Palese - l’atteggiamento del ministro Bianchi e del governo. La trattativa è saltata perché non vogliono prendere impegni già presi: o cambiano sistema o la protesta rischia di inasprirsi e può salire anche la tensione".

Ansa, 10 dicembre 2007. Incidenti lavoro: Cna apre sottoscrizione per famiglie. "L’Italia non può ricercare competitività sui mercati internazionali facendo lavorare 12 ore le maestranze e operando con impianti obsoleti". Lo afferma la Cna Torino che si è impegnata a lanciare una sottoscrizione tra i propri associati che confluirà nel fondo di Specchio dei Tempi. "Grazie alla concertazione nell’Ente Bilaterale per l’artigianato Piemontese fra le Confederazioni artigiane e i tre Sindacati dei lavoratori sul fronte del rispetto della legge 626/94 - afferma il segretario Paolo Alberti - posso dire che la qualità della sicurezza sui luoghi di lavoro nelle imprese artigiane è decisamente buona. Anche perché, a differenza delle imprese industriali, nelle imprese artigiane il titolare rischia al fianco dei propri dipendenti ed è quindi più consapevole dei dispositivi di sicurezza che devono essere adottati".

Ansa, 10 dicembre 2007. Autotrasporto: bloccato interporto Torino. L’interporto di Orbassano, alle porte di Torino è stato bloccato dagli autotrasportatori nel primo di cinque giorni di protesta indetta da sette organizzazioni di autotrasporto (Cna, Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Sna Casartigiani, Fiaip, Unitai) nonostante la convocazione fatta per domani, dal ministro del Lavoro Alessandro Bianchi. Sui piazzali dell’interporto sono fermi circa 600 mezzi e in manifestanti bloccheranno nei prossimi minuti la vicina tangenziale torinese. Il blocco è andato avanti fino all’alba al tunnel italo-francese del Frejus, dove oggi restano pochi camionisti al presidio anche perché oggi sono rarissimi i Tir che arrivano all’imbocco della galleria dalla parte italiana. "L’adesione allo sciopero è stata massiccia - afferma Constatino Spataro segretario provinciale torinese della Fita-Cna - sfiora il 90%. Abbiamo attuato questa protesta - ricorda Spataro per alcuni punti fondamentali: i costi d’impresa, regole sulle tariffe, eliminazione dell’abusivismo e quindi della concorrenza sleale".

Ansa, 9 dicembre 2007. Autotrasporto: domani stop; protesta e volantinaggio al Frejus. Questa sera decine di autotrasportatori dovrebbero concentrarsi, alle 22, all’imbocco del traforo del Frejus nell’ambito del fermo nazionale di cinque giorni, dal 10 al 14 dicembre, previsto dalle organizzazioni di categoria. "Lo scopo - spiega Costantino Spataro, segretario provinciale della Fita-Cna - è sensibilizzare la categoria sulle questioni che abbiamo messo al centro delle mobilitazione. Distribuiremo ai la lavoratori in viaggio verso l’estero materiale informativo". Il volantinaggio proseguirà fin oltre la mezzanotte quando scatterà il fermo generale deciso dalle associazioni Fita-Cna, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap, Sna Casartigiani, Unitai, convocate l’11 dicembre dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Obbiettivi prioritari dalla protesta, ha ricordato Spataro, costi d’impresa, regola sulle tariffe, eliminazione dell’abusivismo e quindi della concorrenza sleale.

Torino Cronaca Qui, 7 dicembre 2007. Lo sciopero dei Tir minaccia il Natale. Distributori di benzina a secco e scaffali dei supermercati vuoti. E questo lo scenario che rischia di contraddistinguere, la prossima settimana, proprio a pochi giorni dal Natale, a causa di uno sciopero senza precedenti nella storia dei movimenti sindacali. A fermarsi dal 10 al 14 dicembre prossimi, saranno tutti gli autotrasportatori che aderiscono a Confartigianato Trasporti, Fita-Cna, Sna Casartigiani, Conftrasporto e Fiap. Sarà la prima volta dal dopoguerra ad oggi che gli autotrasportatori incroceranno le braccia proprio a ridosso del Natale, e anche per un periodo così lungo. Ovviamente l’intento è quello di causare disagi in maniera visibile e ottenere finalmente "considerazione dal Governo e dal ministero dei Trasporti - spiega Francesco del Boca, presidente nazionale di Confartigianato Trasporti - Fino ad ora siamo stai completamente abbandonati da ministro Bianchi e dai suoi uffici, che hanno sempre ignorato le nostre richieste e le nostre proposte". I problemi sul tavolo sono molti, così come le richieste e le proposte delle associazioni di categoria che, in Piemonte, raggruppano 10.641 imprese 18.690 addetti. Tutti uniti per denunciare le gravi condizioni economiche, finanziarie operative in cui versa il settore, alle prese con la folle al rialzo del prezzo dei carburanti, l’esigenza di dover accrescere la capacità contrattuale delle imprese di autotrasporto, una Finanziaria da bocciare e la mancata attuazione della parte riguardante la normativa di settore contenuta nel protocollo firmato nel febbraio 2007. E, con la piaga dell’abusivismo che arrivare a mettere a repentaglio la sicurezza pubblica: "Come si può essere competitivi - spiega il presidente del Fai, Giovanni Rosaia - quando le nostre imprese devono vedersela con una concorrenza irregolare che, approfittando dell’assenza di controlli, non esita a impiegare autisti che stanno alla guida anche 18 ore la giorni?". Proprio per questo il blocco della prossima settimana non sarà totale. "E’ ovvio che queste ditte non si fermeranno e anzi cercheranno di rubarci del lavoro, ma speriamo comunque che i camion in strada saranno molto pochi". Esiste un modo per combattere questa piaga. "Chiediamo al governo di istituire un osservatorio sui costi - spiega il presente di Fita-Cna, Franco Coppelli -. Sarebbe così possibile stabilire delle tariffe minime per l’esercizio in pareggio. Se qualcuno scende al di sotto, allora significa che non sta rispettando le regole". Unica consolazione per chi rischia di vedersi complicata all’ultimo regalo, è il fatto che non sono previsti blocchi del traffico o "camion lumaca". Sulle autostrade. Almeno per ora. Questa è la prima protesta- conclude Rosaia – se non basterà sono pronto ai passi successivi".

Ansa, 6 dicembre 2007. Autotrasporto 10.600 aziende Piemonte stop dal 10 al 14. Per la prima volta dal dopo guerra ad oggi, l’autotrasporto italiano si fermerà per cinque giorni nel periodo immediatamente antecedente il Natale: dalle 24 del 10 dicembre alle 24 del 14 dicembre. In Piemonte sono interessate 10.641 imprese, con 19.690 addetti. Le motivazioni sono state illustrate dalle confederazioni piemontesi del trasporto merci Confartigianato Trasporti, Fita Cna, Sna Casartigiani, Conftrasporto e Fiap, in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i presidenti nazionale della Confartigianato trasporti, Francesco Del Boca e della Fita Cna, Fracco Coppelli. Il fermo del settore è stato deciso per protestare contro le "gravi condizioni in cui versano le imprese di autotrasporto dal punto di vista finanziario, economico ed operativo, le forti preoccupazioni per l’aggravio dei costi del gasolio alle quali occorrerà dare risposte adeguate per assorbire la loro incidenza sui costi di gestione; l’impossibilità di accertare la rispondenza della riforma e delle normative più generali del settore per "regolare" il mercato e la sua funzionalità;- l’assoluta esigenza di dovere accrescere la capacità contrattuale delle imprese di autotrasporto; il giudizio negativo in merito al disegno di legge della finanziaria 2008; la mancata attuazione della parte riguardante la normativa di settore, contenuta nel protocollo firmato nel febbraio 2007". Le confederazioni piemontesi del trasporto hanno illustrato le proposte al governo "che riguardano le funzionalità del mercato, le regole per l’accesso al mercato e alle professione oltre ad una serie di problemi generali che penalizzano le imprese, come ad esempio la revisione degli studi di settore, i divieti e le deviazioni, il codice della strada".

Il Risveglio, 6 dicembre 2007. Cna: gli artigiani alla corte sabauda. L’eccellenza enogastronomica in città. "Artigiani a corte. L’eccellenza enogastronomica piemontese alla Venaria Reale" è la manifestazione che sabato 22 e domenica 23 dicembre colorerà le strade del centro storico venariese, organizzata da Cna Commercio con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Inserito nelle manifestazione generale di "Natale alla Venaria Reale" organizzata dalla Confesercenti l’evento Cna dalle ore 8 del mattino alle 20 di sera lungo vi Mensa e piazza Annunziata "per stimolare il commercio in sede fissa del centro storico anche della parte più lontana della Reggia che meno gode del afflusso turistico", come ha dichiarato Alessio Stefanoni, referente locale di Cna Commercio. Alle due giornate parteciperanno imprese artigiane iscritte alla Camera di commercio produttrici di prodotti alimentari tipici della zona, di alta qualità, insieme ad alcuni produttori nei settori legno, vetro e ferro. Il grande pubblico avrà quindi la possibilità e degustare soprattutto le specialità agroalimentari delle Valli di Lanzo, dalla celebre Toma al salame di turgia, dai torcetti alle paste di meliga, dai grissini alle confetture, al miele. Gli amanti dell’artigianato potranno invece apprezzare le lavorazioni del legno, del vetro, dei gioielli della ceramica. "Cna attraverso Cna Commercio vuole aiutare le attività del territorio, siano esse commerciali o artigianali, a fare sistema al fine di arricchire l’offerta turistico-commerciale cittadina" ha continuato Stefanoni "in senso iniziative come Artigiani a corte sono concepite a servizio non solo dei cittadini venariesi, ma anche dei turisti della Reggia, con l’intento di attrarli all’interno della città in modo di tradurre in opportunità economiche e di sviluppo, e ciò opportunità di reddito per le imprese residenti, il flusso turistico ed ora prevalentemente di tipo culturale" ha spiegato Manuela Pica di Cna Commercio Venaria. L’iniziativa del 22 e 23 dicembre vuole anche ricollegarsi allo spirito creato da Peter Greenway per l’inaugurazione della Reggia: ripopolare la Reggia dl suo borgo, fatte di botteghe artigiane, da strade affollate di gente del polo e dai visitatori che commerciavano, discutevano, contrattavano. Un invito al passeggio nel centro storico.

Il Risveglio, 6 dicembre 2007. "Natale alla Venaria Reale", con i mercatini. Un atmosfera al pari di quella dei più famosi mercatini di Natale dei paesi del Nord. Babbi Natale che percorrono le vie del centro storico, zampognari itineranti, animazioni musicali. Luci colorate e un pizzico di aria invernale pungente. A completare il quadro mancano solo le bancarelle natalizie. Arriveranno anche quelle nel grande "Natale alla Venaria Reale" organizzato dalla Confesercenti cittadina, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, a partire da sabato 8 dicembre, quando sarà inaugurata in piazza Don Alberione la casetta di Babbo Natale in cui tutti i bambini potranno spedire le loro letterine. Il 23 dicembre alcune di queste verranno lette e tutti i bambini presenti riceveranno un dono di dolciumi e caramelle. Le bancarelle approderanno in via Mensa e piazza Annunziata da domenica 9 dicembre con la "rassegna d’artigianato d’eccellenza e di qualità" che si ripeterà domenica 16 dicembre. Una serie di artigiani del Piemonte che esporranno e presenteranno ai venariesi e ai visitatori i loro prodotti più tipici, più particolari più di pregio. "Questi mercatini non vogliono essere più in competizione con gli esercizi commerciali della città ne con il mercato cittadino" ha teso a precisare Alberto Alberetto, presidente di Confesercenti venariese. Sulle bancarelle si potranno trovare alimenti o prodotti artigianali selezionati che non si ritrovano nei negozi cittadini: i canestrelli della Val Susa, le paste di meliga della Val Cenischia, l’oggettistica natalizia di legno, le decorazioni fatte a mano, le produzioni artigianali più prestigiose e preziose, ottime come idee regalo. "Si spera che manifestazioni del genere, come quella della Cna e dell’Ascom possano diventare sia appuntamenti annuali sia ripetersi nel corso dell’anno, per far sì che il commercio portato dal turismo e dagli stessi venariesi che sono motivati uscire con proposte allettanti, possa essere valorizzato e incrementato" ha spiegato Alberetto.

Il Risveglio, 6 dicembre 2007. La città si accende di nuove luci. E’ iniziato il conto alla rovescia. Meno due giorni e Venaria verrà illuminata a festa. Quest’anno le luminarie saranno pressoché uguali a quelle dell’anno scorso: toccheranno viale Buridani, via Mensa, piazza Atzei, via Canale, piazza Costituente, corso Garibaldi, il Rotelliere di via Boccaccio. "Ma dall’anno prossimo ci saranno grosse novità" assicura Rosa Perrone. In base alla delibera comunale di acquisizione del servizio di luminarie natalizie, e secondo la legge regionale 18/94 la gestione sarà affidata a una cooperativa sociale, con lo scopo di creare opportunità di lavoro per disabili o ex alcolisti o ex tossici, o per chiunque abbia difficoltà di inserimento lavorativo. Oltre ad occuparsi della manutenzione, del montaggio e dello smontaggio delle luminarie, della custodia, la cooperativa dovrà creare rapporti di collaborazione con le dirigenze scolastiche della città e con le associazioni di categoria. Per questo motivo la durata del servizio della cooperativa sarà di tre anni. "La gara informale è stata vinta dalla cooperativa sociale dalla stessa parte di Cirié che ha convinto per l’ottimo rapporto qualità-prezzo sul progetto proposto, ed inizierà il suo operato a partire da gennaio 2008" ha spiegato l’architetto Giraudo del Comune, aggiungendo come il ribasso posto della cooperativa sul costo delle luminarie speso dal Comune (intorno ai 39mila euro a stagione)non entrerà nell’economia ma verrà utilizzato per un aumento delle luminarie nelle zone ora sprovviste, o un miglioramento di esse. "In questo progetto si inserisce anche la collaborazione con le scuole e le associazioni categoria che durante l’anno potranno partecipare con idee e contributi alla realizzazione delle luminarie 2008" ha continuato l’architetto. "Non è vero che il comune non si interessa del Natale" ha precisato l’assessore al commercio Perrone "quest’anno per l’organizzazione del Natale sono stai dati 800 euro, 200 euro all’Ascom e 2500 alla Cna, unito a questo nuovo progetto triennale di illuminazione".

Il Risveglio, 6 dicembre 2007. Artigiani senza vetrina. C’è una novità in arrivo per le prossime festività natalizie. Le associazioni lanzesi di commercianti legate al Borgo Vecchio e al Borgo Santa Croce, in collaborazione con Cna e gruppo trecentesco coordinato da Giuseppe Cabodi, hanno infatti assegnato all’iniziativa "artigiani senza vetrina" una dozzina di locali commerciali no utilizzato o sfitti che, per tutti i fine settimana pre-natalizi, saranno utilizzati come showroom e spazio vendita. "In questo modo - conferma l’assessore lanzese Matteo Filippin - si arricchisce l’offerta commerciale esistente contribuendo a rendere ancora più bello e ricco di proposte di Natale di quest’anno". Un’ulteriore novità consiste nell’apertura straordinaria delle attività commerciali nelle serate del 15 e 22 dicembre, per regalare ai lanzesi qualche ora di tempo in più da impiegare negli acquisti. Nella serata di sabato 15 dicembre oltre all’apertura degli esercizi commerciali saranno allestite bancarelle e punti di ristoro, con relativo accompagnamento musicale. Presso la sala consigliare, a partire dalle 17,30 verranno presentati i Tarocchi di Lanzo. A seguire, verrà allestito un momento gastronomico e saranno dedicati alcuni spazi alla lettura dei tarocchi. Il gruppo trecentesco del Comitato Ponte del Diavolo attraverserà invece le vie del Centro storico con la rievocazione storica "Aspettando il Natale nella castellania di Lanzo", giunta alla seconda edizione. Sabato 22, appuntamento con il Celtic Day. Dalle 21, la musica celtica sarà protagonista con il Laboratorio del Graal che presenterà il suo ultimo cd.

Eco del Chisone, 5 dicembre 2007. Tregua in Consiglio sul piano del commercio. Negli ultimi mesi ci eravamo abituati a sedute al color bianco, costellati tra duelli serrati tra maggioranza e opposizione a suon di emendamenti e qualche volta di invettiva. La settimana scorsa invece l’Amministrazione ha camminato sul velluto. Eppure all’ordine del giorno c’era una delibera quanto mai delicata e, se vogliamo, destinata ad incidere pesantemente sul futuro di Pinerolo. Ci riferiamo a al piano del Commercio strumento richiesto dalla regione per programmare gli interventi sul territorio comunale. In poche parole è stato indicato in quale aree della città sono previsti addensamenti commerciali e supermercati di piccola e di grande dimensione. Il tutto con pesanti implicazioni dal punto di vista urbanistico. Insomma i motivi di scontro non mancavano. Invece la deliberà è stata approvata dopo un breve dibattito con il solo voto contrario della consigliera Revel. Favorevole pura la minoranza a partire da Forza Italia, anche se qualcuno, non del tutto convinto, ha preferito al momento del voto, in modo palese, non entrare in aula. L’assessore Berti, illustrando il provvedimento ha voluto assicurare che la volontà dell’Amministrazione "è di tutelare per il futuro il commercio nel centro storico e i negozi di vicinato" ai quali l’adozione del Piano del commercio permettere di accedere ad appositi finanziamenti. Sempre Berti ha poi comunicato l’esclusione dal Piano delle aree Colcos (oggetto di un grosso intervento edilizio non appena l’attuale stabilimento in fase di trasferimento dell’area industriale della Porporata verrà abbattuto), ex Enel e Mustad. A proposito della Colcos, il consigliere di opposizione Cirri ha chiesto che l’Amministrazione si impegni a non compensare quello che è stato perso in commerciale con ulteriori concessioni sulla parte residenziale. Per quanto riguarda l’opposizione, il capogruppo di Forza Italia Ezio Bagnus ha sostenuto: "Nel redigere questo Piano, una volta tanto l’Amministrazione si è comportata correttamente, dialogando con l’opposizione, recependo i suggerimenti. Prendiamo atto che Cna Commercio ha dato parere favorevole, auspico che questo possa rappresentare un modi operare più frequente". Pochi gli interventi dalla fila della maggioranza. Per Buttero della Margherita "la preoccupazione per la sopravvivenza del piccolo commercio resta, allo stesso tempo, non prevedere spazi per la grande media distribuzione e privare la città di questa chance sarebbe controproducente nel momento in cui gli stessi andrebbero comunque ad installarsi nei paesi vicini come per altro già avviene". Fuori del coro la consigliera Revel che ha annunciato il proprio voto contrario, sottolineando "la mancanza di una vera programmazione del commercio. A questo punto dobbiamo chiederci se al di la delle buone intenzioni vogliamo salvare la vitalità del centro storico". Infine, il sindaco ha ammesso che "le preoccupazioni della consigliera Revel sono fondate – ma proprio da questa consapevolezza – deriverebbe l’impegno dell’Amministrazione a sostenere il commercio in città". Un buon lavoro da parte della Commissione competente, forse anche perché, aggiungono i soliti bene informati, nel bene e nel male nessuno dei professionisti legati alle varie cordate politiche è stato scontentato.

Eco del Chisone 5 dicembre 2007. Genovesio: i perché di un sì. Il piano del Commercio licenziato dal Consiglio comunale la scorsa settimana è stato condiviso dalla principale associazione di categoria della città, la Cna Commercio associazione presieduta da Chicco Genovesio. Presidente, davvero questo Piano vi piace? "Si è vero ne abbiamo seguito l’iter e alla fine dopo aver dato i nostri suggerimenti lo abbiamo condiviso". Eppure apre la strada Ipercoop ad un enorme concentrazione di esercizi commerciali: non vi spaventa? "Nel valutarlo siamo partiti dalla considerazione che ormai il danno era stato fatto permettendo la localizzazione dell’Ipercoop alla quale noi siamo stai sempre contrari. A questo punto abbiamo seguito le indicazioni dei nostri associati della media distribuzione alcuni dei quali hanno manifestato la volontà di insediarsi in quell’area non tanto per ricollocarsi ma per ampliare l’offerta. Si tratta di nomi noti nell’imprenditoria pinerolese, penso che ci guadagnerà anche l’occupazione". Resta comunque aperto il problema di salvaguardare il commercio del centro storico (nel senso più ampio del termine e dei negozi di vicinato). Secondo lei si sta facendo abbastanza? "Penso ci sia ancora molto da fare; ma soprattutto una decisione a tempi brevi sulla localizzazione del posteggio sotterraneo; a Pinerolo la gente non viene perché non trova parcheggio". Secondo voi dove andrebbe realizzato? "Abbiamo indicato piazza Fontana, la logica vorrebbe così naturalmente salvaguardando il mercato, le due cose non sono affatto incompatibili; ma, ripeto, sarà soprattutto importante decidere in fretta".

Eco del Chisone, 5 dicembre. Pinerolo si apre ad un magico Natale. Quello che sta per invadere il centro di Pinerolo sarà un natale diverso rispetto agli anni scorsi. La marcia di avvicinamento delle festività - da sempre caratterizzata da un abbellimento generale - sarà occasione per dar vita a una scenografia curata nei minimi dettagli. "Pinerolo la città di Babbo Natale"(questo è il titolo dell’iniziativa è opera delle fervide menti di Pro Loco e Gruppo Alzani per conto del Comune. Il villaggio natalizio sarà ritmo di banda venerdì 7, alle 18, nel foyer del teatro Sociale. Babbo Natale a bordo di una slitta, aprirà la sua casa in piazza San Donato e la mostra di presepi nel foyer è in via Brignone. Intanto, accenderanno le luminarie, dislocate in piazza Roma ("La nevicata luminosa" e l’albero magico"), piazza San Donato ("il cielo stellato), piazza Facta ("Il cielo stellato e l’albero magico"), piazza Verdi ("Fontana luminosa), piazza Vittorio Veneto ("Passeggiata illuminata") e piazza Garibaldi ("Bosco incantato"). Ogni week-end (fino al 23 dicembre) sarà possibile girare per la città sulla carrozza di Babbo natale o sul trenino magico (partenze da piazza San Donato), gustare le prelibatezze in piazza Roma dalla Pro Pinerolo e dalle Pro Loco ospiti, visitare i mercatini, e la casa di Babbo Natale, magari per consegnare le letterine. I negozi si trasformeranno in laboratori natalizi e distribuiranno i biglietti magici per vincere un giro sulla sua slitta. Un gruppo di folletti dell’associazione Sportiva, dalle 15 di ogni domenica, si allenerà con trampolini e scale magiche a entrare nei camini delle case. Il tutto nel bosco incantato allestito nei giardini della stazione, tra danze, acrobazie e fate appese sugli alberi illuminati. Un’iniziativa che si preannuncia ricca ma che ha già creato alcuni problemi. In una lettera ai socia di Cna Commercio, il presidente Giovanni Genovesio scrive: "Siamo certi che il risultato dell’impegno degli organizzatori sarà apprezzabile ma alcune difficoltà sono emerse per prezzi praticati per l’adesione alle luminarie e alle manifestazioni rispetto la passato da più parti è stato lamentato un rincari dei costi". Gli appuntamenti della settimana. Venerdì 7, ore 18: inaugurazione nel foyer del teatro Sociale. Sabato 8, ore 11 Babbo Natale all’Albergian in corso Torino 85. Domenica 9, ore 11: Babbo Natale da Galup in strada Fenestrelle 32. Nei laboratori di Babbo Natale Dall’8 al 24 degustazione te e tisane dalle 9 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19 all’Erboristeria dei Portici in via Savoia 37. Dall’8 al 31 degustazione dolci di Natale dalle 16 alle 18. l’8 e il 9 degustazione panettone dalle 17 alle 18. 30 da Manù in Piazza Facta 10. l’8 e il 9 dalle 16 alle 19 panettone e salumi alla Bottegaccia in via Trento 10. Domenica 9 in via Montegrappa, a spasso in pony e spettacoli in strada. E a tavola per gustare le prelibatezze dei ristoranti di Pinerolo e valli, basterà ritirare una contromarca negli esercizi che espongono il marchio Laboratorio di Babbo Natale. Il coupon (non cumulabile) da diritto a uno sconto di 7 euro sul menu dall’8 al 31 dicembre. Per i ristoranti di Prali, l’offerta è valida dall’8 al 23 dicembre e dal 7 al 31 gennaio. Inoltre Prali, dal 28 al 30 dicembre, accoglierà la festa dei mercatini di Natale trasformandosi in un paese incantato.

Ansa, 4 dicembre 2007. Salute: regole centri estetici Torino; Cna, inutile fretta. Il comune avrebbe dovuto attendere la nuova disciplina regionale per acconciatori e centri estetici "per evitare di andare in conflitto con le disposizioni quadro della Regione Piemonte che dovrebbero anche comportare la necessità di dover modificare nuovamente il regolamento comunale appena approvato". Lo sostiene l’Unione Cna Benessere e Sanità che esprime perplessità sul nuovo regolamento comunale. "L’approvazione così celere di questo provvedimento - osserva la Cna - se da un lato era dovuto e atteso a seguito della liberalizzazione del mercato e delle semplificazioni burocratiche introdotte dal Decreto Bersani, dall’altro rischia di andare in conflitto con i futuri provvedimenti normativi in attesa di essere deliberati dalla Regione Piemonte che si è posta l’obbiettivo di uniformare su tutto il territorio regionale le regole che disciplinano le attività dei saloni di acconciatura e dei centri estetici. In particolare, per quanto riguarda l’attività di acconciatura, si rammenta che nel settembre del 2005 il Parlamento ha approvato la nuova disciplina di settore, attraverso la legge 174/2005, la cui completa attuazione è demandata proprio alle regioni".

Graph Creative, novembre 2007. Prime della classe. Ancora una volta prime della classe. Le imprese artigiane dei settore. Le imprese artigiane dei settori grafica, fotografica, videografica, cartotecnico, grafico-pubblicitario e affini, per la prima volta insieme a quelle dell’area informatica e servizi innovativi, hanno il nuovo contratto nazionale di lavoro, a seguito dell’ipotesi di accordo dello scorso 28 marzo, integrato dal successivo accordo del 28 maggio, siglati dalle confederazioni sindacali dei lavoratori e dalle rappresentanze datoriali di settori tra le quali vi è la Cna. Il contratto di lavoro dei grafici è il primo a essere chiuso nel mondo artigiano. E forse, il fatto di essere sempre i primi nella chiusura dei contratti di lavoro è anche un po’ lo specchio della forte dinamicità di questo settore. A questo nuovo contratto nazionale di lavoro Cna ha dedicato uno specifico incontro con le imprese associate e non associate della provincia di Torino facenti parte dell’Unione Cna Comunicazione e Terziario Avanzato, la nuova unione di rappresentanza del mondo della comunicazione in senso lato e dei servizi innovativi che si è costituita lo scorso anno proprio in previsione della definizione di questo nuovo contratto di lavoro unico. All’incontro che si è svolto lo scorso 18 ottobre presso la sede provinciale della Cna Torino erano presenti il nuovo presidente provinciale di Cna Comunicazione e Terziario Avanzato, Renato Capirone, il Responsabile provinciale Vitaliano Alessio Stefanoni, la Responsabile del Dipartimento Sindacale e Consulenza del Lavoro della Cna Torino, Maria Angela Brunetto, e una rappresentante di Intesa-Sanpaolo, Gloria Actis banca partner del sistema Cna che ha illustrato prodotti finanziari in convezione Cogart Cna Piemonte a sostegno degli investimenti e della liquidità aziendale. Il nuovo contratto consentirà alle imprese dell’informatica, dell’Ict e più in generale dei servizi ad alto valore aggiunto, di applicare ai propri lavoratori un contratto più consono alle loro specificità produttive. La regola basilare per applicare il nuovo contratto anche in questi settori e che non devono essere messi in discussione i diritti acquisiti dei lavoratori; il lavoratore non deve rimetterci nel passaggio di contratto. Il nuovo contratto è inoltre il primo a recepire la recente interpretazione dell’età massima per l’assunzione di un apprendista che viene riconosciuta a 29 anni e 364 giorni. Va poi sottolineato che le imprese artigiane possono assumere un apprendista anche come primo dipendente e che questo tipo di inquadramento, la cui durata massima nel contratto in questione spazia dai 4 a 5 anni a seconda del livello retributivo, consente un notevole abbattimento dei costi indiretti. Nel caso di assunzioni part-time di tipo orizzontale, previo consenso del lavoratore, viene inoltre permesso all’imprenditore di far effettuare lavoro supplementare fino al raggiungimento del 50% del normale orario di lavoro annuo, senza bisogno di ricorrere allo straordinario. Viene inoltre innalzato a 136 il tetto di ore annue (in precedenza erano 120) entro il quale l’azienda può realizzare regimi di orario in particolari periodi, con il superamento dell’orario contrattuale sino al limite delle 48 ore settimanali. Infine nel caso di assunzione a termine per sostituzione viene per la prima volta consentito in modo ufficiale un periodo di affiancamento tra il lavoratore sostituito il suo sostituto.

Ansa, 30 novembre 2007. Energia: Torino; Restructura, presentato sportello energia Cna. A Restructura Extra, il salone delle costruzioni e delle ristrutturazioni di Torino, in corso al Lingotto Fiere fino a domenica, è stato presentato lo Sportello Energia Cna. Si rivolge ad artigiani, commercianti, piccole e medie imprese, amministratori di condominio e privati cittadini e privati cittadini interessati al risparmio e all’efficienza della propria impresa e della propria casa. Lo sportello offre una consulenza globale per l’utilizzo degli incentivi governativi del 55% sulla riqualificazione energetica degli edifici. "In assenza di una politica industriale coraggiosa capace di incentivare la riconversione di parte del sistema produttivo italiano - ha spiegato il segretario provinciale di Cna Torino, Paolo Alberti - il protocollo di Kioto rischia di provocare un effetto boomerang, sull’economia nazionale, incentivando lo sviluppo della produzione e del consumo di energia di fonti rinnovabili che derivano dall’utilizzo di apparecchi e tecnologie che nella grande maggioranza dei casi dovranno essere importate da altri paesi. L’esempio del fotovoltaico è emblematico" ha sottolineato Alberti, precisando che il "95% dei produttori di silicio e di pannelli solari non sono italiani". Alberti ha però anche ricordato che la piccola impresa sta dimostrando grande interesse verso questo mercato in crescente espansione. Ma secondo la Cna occorre fare di più, "soprattutto favorendo la partecipazione a questi bandi da parte di consorzi di piccole imprese e soprattutto incentivando la riconversione produttiva di parte delle Pmi e delle imprese artigiane del comparto metalmeccanico". Proprio i condomini come ha ricordato il direttore di Cna Asti, Mario Tanino, sono "insieme agli edifici pubblici dei veri e propri divoratori di energia". Oggi un condominio consuma in media 150-170 khw al metro quadro di energia l’anno, ma si potrebbe arrivare a 30 kWh.

L’Avvenire on-line, 30 novembre 2007. A "Restructura" presentato lo Sportello Energia Cna. In assenza di una politica industriale coraggiosa capace di incentivare la riconversione di parte del sistema produttivo italiano, il protocollo di Kyoto rischia di provocare un effetto boomerang sull’economia nazionale, incentivando lo sviluppo della produzione e dal consumo di energie da fonti rinnovabili che derivano dall’utilizzo di apparecchi e tecnologie che nella grande maggioranza dei casi dovranno essere importate da altri paesi. Lo ha detto il segretario provinciale di Cna Torino, Paolo Alberti a Restructura extra, il salone delle costruzioni e delle ristrutturazioni, di Torino, in corso di svolgimento al Lingotto Fiere fino a domenica durante la presentazione alla stampa e agli operatori dello Sportello Energia Cna. "L’esempio del fotovoltaico è emblematico" ha sottolineato Alberti, precisando che il 95% dei produttori di silicio e di pannelli solari non sono italiani". Alberti ha però anche ricordato che la piccola impresa sta dimostrando grande interesse verso questo mercato in crescente espansione, come dimostrano i recenti dati relativi all’utilizzo delle risorse del primo bando "Industria 2015" della legge Bersani: "Su 1067 progetti presentati nel solo settore efficienza energetica, oltre il 36% sono stai firmati da imprese con meno di 20 dipendenti". Ma secondo la Cna occorre fare di più "soprattutto favorendo la partecipazione a questi bandi da parte di consorzi di piccole imprese e soprattutto incentivando la riconversione produttiva di parte delle Pmi e delle imprese artigiane del comparto metalmeccanico". Lo Sportello Energia si rivolge ad artigiani, commercianti e Pmi, amministratori di condominio e provati cittadini interessati al risparmio e all’efficienza energetica della propria impresa e della propria casa e offre una consulenza globale per l’utilizzo degli incentivi governativi del 55% sulla riqualificazione energetica degli edifici. Proprio i condomini, come ha ricordato il direttore di Cna Asti, Mario Tanino, sono "insieme agli edifici pubblici dei veri e propri divoratori di energia". Oggi un condominio consuma in media 150- 170 kWh al metro quadro di energia l’anno, ma si potrebbe arrivare a 30kWh, Cna Costruzioni insieme all’Istituto nazionale di bioarchitettura ha inoltre presentato a Restructura il bando del concorso nazionale "riqualificazione e recupero di edilizia e sostenibilità", premio alle migliori iniziative per l’edilizia sostenibile finalizzata al recupero e alla riqualificazione edilizia.

La Repubblica.it, 30 novembre 2007. Energia: Cna Torino, Nasce "Sportello Energia". Nasce, per iniziativa della Cna di Torino, lo "Sportello Energia", un servizio erogato alle imprese ed ai cittadini per quanto riguarda soluzioni per il risparmio e l’efficienza energetica. "L’assenza di una politica industriale coraggiosa capace di incentivare la riconversione del sistema produttivo Italiano - ha detto, oggi, il segretario Cna di Torino Paolo Alberti presentando l’iniziativa nell’ambito della rassegna Restructura - rischia di provocare un effetto boomerang sull’economia italiana, incentivando, lo sviluppo della produzione e del consumo delle energie rinnovabili, che derivano dall’utilizzo di prodotti provenienti nella maggioranza dei casi (95% per pannello fotovoltaici) da altri Paesi". Lo "Sportello Energia" sarà operativo su tutto il territorio della provincia di Torino attraverso 24 uffici territoriali della Cna. Il servizio viene erogato ad artigiani, commercianti e Pmi, amministratori di condominio e privati cittadini da un pool di consulenti esperti di materia di risparmio ed efficienza energetica e di fonti energetiche rinnovabili.

L’Espresso on-line, 30 novembre 2007. Energia: Cna Torino, Nasce "Sportello Energia". Nasce per iniziativa della Cna di Torino, lo "Sportello Energia", un servizio erogato alle imprese ed ai cittadini per quanto riguarda soluzioni per il risparmio e l’efficienza energetica. "L’assenza di una politica industriale coraggiosa capace di incentivare la riconversione del sistema produttivo italiano – ha detto, oggi, il segretario Cna di Torino Paolo Alberti presentando l’iniziativa nell’ambito della rassegna Restructura – rischia di provocare un effetto boomerang sull’economia italiana, incentivando lo sviluppo della produzione e del consumo delle energie rinnovabili, che derivano dall’utilizzo di prodotti provenienti nella maggioranza dei casi (95% per i pannello fotovoltaici) da altri Paesi". Lo "Sportello Energia" sarà operativo su tutto il territorio della provincia di Torino attraverso i 24 uffici territoriali della Cna. Il servizio viene erogato ad artigiani, commercianti e Pmi, amministratori di condominio e provati cittadini da un pool di consulenti esperti in materia di risparmio ed efficienza energetica e di fonti energetiche rinnovabili.

Il Risveglio, 29 novembre 2007. "La battaglia" delle multe. Circa 200 persone hanno affollato la sala del centro "Bonino" nella serata di martedì 27 novembre, per parlare di multe. All’incontro, organizzato dalla segreteria cittadina di Forza Italia- verso il partito del Popolo delle Libertà, hanno partecipato l’avvocato Tom Servetto e il suo collega Stefano Caniglia, esperto nella giurisprudenza nel settore, alla serata, moderata dal consigliere comunale di Venaria Pino Capogna, c’è davvero chi è andato in escandescenza. "Io abito in Canavese e passo sovente da li ha raccontato una donna esasperata- adesso nel giro di pochissimi giorni mi sono arrivate, tre sanzioni da pagare. Ma sono centinaia di euro. Questi si rendono conto, rischiano di rovinare chi ha dei problemi economici e fa fatica ad arrivare a fine mese o no?". Proteste. Tra gli automobilisti c’è chi ne ha prese addirittura una decina di multe. O per aver bruciato il rosso o per aver schizzato ad oltre 70 chilometri orari lungo corso Garibaldi dove scorrono circa 40 mila veicoli al giorno. I cittadini, su una prudente proposta dell’avvocato Tom Servetto, hanno deciso di consegnare al legale alcune multe per capire se ci possono essere estremi per una causa comune. O comunque se ci si può appigliare a dei vizi di forma per procedere a dei ricorsi. "Il vero guaio - hanno sottolineato i rappresentanti del Cna Commercio - sono i tempi della notifica delle contravvenzioni e della cartellonistica in corso Garibaldi che non è affatto considerata adeguata. "Per questo - spiegano - chiediamo trasparenza all’amministrazione nel modo in cui si pone nei confronti del cittadino. Non vogliamo entrare nel merito politico della vicenda, ma francamente 150 giorni per la consegna delle contravvenzioni ci sembrano eccessivi. E se un operatore commerciale passa da Corso Garibaldi dieci volte al giorno? Quante multe rischia di prendere? Noi chiediamo se davvero gli autovelox sono stati sistemati per fare della prevenzione o un metodo veloce per fare cassa. "Ma - come ha sottolineato Capogna - devono avere il coraggio di dirlo chiaramente". Uno degli aspetti che vogliono chiarire i legali poi, e se le contravvenzioni sono notificate dal comando della polizia municipale di Venaria o dalla ditta che ha preso in carico l’appalto per il quale percepisce il 35 per cento dell’incassato reale. Quindi gli organizzatori stanno decidendo se chiedere un consiglio comunale dove potranno intervenire gli automobilisti multati (arrivano da quasi tutti i comuni del Ciriacesi e anche della Valli di Lanzo e del Canavese ) e chiedere agli amministratori dei chiarimenti. Il comandane della polizia municipale Luca Vivalda e l’assessore alla Qualità della Vita Stefano Grillo ci tengano a far sapere che, al momento, gli utenti della strada che hanno deciso di contestare i verbali si attestano ad una percentuale di appena il 7 per cento. Un numero lontanissimo della rivolta di popolo che si è verificata a Settimo nei mesi scorsi dove poi, l’amministrazione comunale è stata costretta ad una retromarcia annullando migliaia e migliaia di multe. Intanto, nei prossimi giorni, il comandante dei vigili si incontrerà con i vertici della ditta che gestisce gli apparecchi su corso Garibaldi (per ben due volte è già stata costretta a sostituire l’obbiettivo dell’autovelox frantumato a martellate) per cercare un riduzione dei tempi di consegna delle notifiche. I legali hanno spiegato anche come il 95 per cento delle contravvenzioni sarebbe impugnabile, ma solo il 10% degli automobilisti ricorre. Le contravvenzioni (c’è chi ne ha più di dieci) vanno da 36 euro a 370 euro, più di decurtazione di 10 punti delle patente (con la sospensione da uno tre anni), per l’eccesso di velocità. Paga invece 154 euro con sei punti in meno della patente chi no si è fermato al semaforo rosso.

Il Risveglio, 29 novembre 2007. "Natale alla Venaria Reale 2007". "Natale alla Venaria Reale 2007". Questo il tema della serata di martedì 20 novembre organizzata dalle Associazioni di categoria venariesi per illustrare il programma della manifestazioni per festeggiare il Natale in città. Partendo da un idea di turismo che deve essere più commerciale, Alberto Alberetto, presidente della Confesercenti, che quest’anno è l’incaricata della manifestazione natalizia, il programma che partirà sabato 8 dicembre con l’animazione musicale e i Babbi Natali nel centro storico, e l’inaugurazione della casetta di Babbo Natale, in piazza Don Alberione. Anche quest’anno i bambini potranno scrivere una letterina a Babbo Natale e depositarla nella casetta. Il 23 dicembre le letterine verranno aperte a tutti i bambini riceveranno i dono dei dolciumi. Il 9 dicembre partirà invece la rassegna dell’artigianato e di qualità in via Mensa e piazza Annunziata, che si terrà anche domenica 16 dicembre. In questa data inoltre in piazza Vittorio Veneto, l’Ascom organizzerà "Natale in piazza 2007" con animazioni, giochi e sfilate per bambini. "I mercatini in via Mensa non andranno certo a interferire sul mercato che il mercato solito natalizio in viale Buridani" tengono a sottolineare gli organizzatori, ai quali si è unita quest’anno la neo Cna Commercio. Il 22 e 23 dicembre in via Mensa si terrà infatti il mercatino "Artigiani a Corte. L’eccellenza enogastronomica piemontese alla Venaria" come ha precisato il presidente di Cna Commercio Alessio Stefanoni. Il 23 dicembre inoltre si avrà il tripudio dei festeggiamenti: ad Altessano Babbi Natale e zampognari percorreranno l’intero quartiere, mentre in piazza Annunziata, ci sarà il mercatino di scambio dei doni dei bambini. Anche quest’anno i negozi che aderiranno alla manifestazione potranno partecipare al concorso "Vota la vetrina più bella", verranno coinvolti anche i clienti e il pubblico degli esercizi commerciali e artigianali. I primi tre negozi votati riceveranno in premio delle targhe che verranno consegnate a gennaio al Centro Bonino. Per fidelizzare la clientela inoltre, tra il pubblico votante su apposita scheda che troverà nei negozi, saranno sorteggiati tre vincitori che riceveranno buoni acquisti spendibili nei negozi aderenti. Per informazioni 011.43.60.347 (orario ufficio).

L’Eco del Chisone, 28 novembre 2007. Già 1500 imprese in Cna Commercio. Cna da alcuni mesi ha dato una rappresentanza formale alle imprese del commercio, che già da tempo associava attraverso le tradizionali Unioni dei mestieri. Lo ha fatto costituendo Cna Commercio. Una scelta che è nata da una riflessione rispetto al forte legame che spesso esiste, nei fatti, tra produzione e vendita di un prodotto e tra vendita ed erogazione di un servizio. E cosi, in poco tempo Cna Commercio rappresenta e tutela 1500 imprese in tutta la provincia di Torino imprenditori del commercio in sede fissa, del turismo e dei servizi. A tali ditte Cna Commercio offre oltre ai tradizionali servizi del sistema i associativo anche servizi specifici quali, ad esempio assistenza per interventi in materia di Pqu corsi di abilitazione, per l’esercizio professionale nel settore, consulenze e servizi per la messa a norma di locali commerciali (igiene, antinfortunistica, antincendio). Cna Commercio accreditata presso tutti i tavoli istituzionali territoriali in cui si discutono le politiche per il commercio ha già preso posizione su questioni importanti quali i fondi compensativi a favore degli esercizi di vicinato presenti nei comuni dove si realizza un centro commerciale o la regolamentazione delle aperture domenicali o ancora le conseguenze della liberalizzazione di mercato. Il presidente provinciale di Cna Commercio è il pinerolese Giovanni Genovesio, imprenditore nel settore della ristorazione, mentre il responsabile provinciale è Erminio Melloni. A Pinerolo Cna Commercio è già presente e strutturata (referente Vilma Bucci 0121.040.270)

Il Risveglio, 22 novembre 2007. Critiche ai limiti alla circolazione. Il 5 novembre scorso sono entrati in vigore i nuovi limiti alla circolazione, imposti dalla città di Torino e dai principali comuni dell’hinterland alle vetture euro 0 e euro 1 diesel. Il divieto è accedere su tutto il territorio urbano dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì, mettendo così in difficoltà artigiani commercianti, agenti di commercio e privati cittadini. In questo senso la Cna si è unita al coro di proteste delle altre organizzazioni dell’artigianato e del commercio contro questo provvedimento che è stato approvato rapidamente e senza un adeguata programmazione che andrà a impattare su tutti gli operatori economici, come ha dichiarato Alessio Stefanoni addetto stampa di Cna. "Cna è riuscita a far passare insieme alle altre organizzazioni l’esclusione del divieto per le vetture euro 1 benzina e ha ottenuto anche una deroga per i veicoli che possono circolare alle 8,30 e alle 13 e alle 14,30 alle 19" ha continuato Stefanoni, aggiungendo, che il provvedimento, lesivo della libertà delle persone, va a contrastare con le altre norme che regolamentano lo spostamento dei veicoli a motore. Le vetture infatti sottoposte ai nuovi divieti sono comunque sottoposte alla revisione, al pagamento del Bollino blu, del bollo e dell’assicurazione per l’intero anno solare. "Ancora una volta la sinistra provinciale e comunale colpisce i più deboli in modo classista si penalizza chi non può acquistare un nuovo veicolo e si impedisce a questi di lavorare" si unisce al coro a sezione venariese di Alleanza Nazionale che richiede al comune di Venaria di impegnarsi con la Bresso per ottenere rimborsi e sconti sul bollo per chi non può transitare a Venaria fa parte infatti di quei comuni dell’area metropolitana che hanno aderito ai divieti provinciali. "Non è certo il blocco che risolve il problema ambientale. Forse in centro a Torino i divieti sono più comprensibili ma a Venaria non se ne sentiva il bisogno"ha dichiarato il presidente dell’Ascom Venariese Benedetta Salvador, ribadendo però che ancora nessun associato Ascom si è ancora lamentato di eventuali disagi. "il problema è estendibile a tutta l’area metropolitana dell’hinterland torinese. L’unico disappunto e che viene così penalizzata a fascia debole dello stato sociale che non può permettersi di cambiare auto" ha commentato Alberto Alberetto, presidente della Confesercenti venariese. "La mancanza di un piano organico di ampio respiro e l’estrema frammentarietà dei singoli provvedimenti rischiano di rinviare solo nel tempo la risoluzione delle vere problematiche legate alla qualità dell’aria e di una fluidificazione del traffico, nonché di alimentare artificiose contrapposizioni di natura ideologica su possibili rimedi che non giovano certo alla ricerca delle soluzioni più sostenibili" concludono da Cna.

Ansa, 22 novembre 2007. Artigianato: Cna Torino, nasce gruppo giovani imprenditori. Si è costituito il Gruppo giovani imprenditori della Cna di Torino che presto si doterà di un coordinamento permanente. L’obbiettivo è quello di scambiare esperienze e cercare insieme nuove opportunità per le imprese, ma c’è anche l’intenzione di riflettere sul ruolo dei giovani imprenditori nella società. Alle riunioni possono partecipare tutti gli iscritti alla Cna di età non superiore ai 35 anni: sono 2.408, dei quali 1.801 uomini e 607 donne. La grande maggioranza delle giovani donne imprenditrici opera nel comparto della moda e del tessile- abbigliamento, nel commercio e nel settore bellezza-benessere. Gli uomini operano soprattutto nei settori delle costruzioni, dell’impiantistica e della produzione. Significativa è anche la giovanissima età di molti imprenditori: se infatti il 58% ha un’età compresa tra i 31 e i 35 anni; il 30,4% ha tra i 26 e i 30 anni e l’11% tra i 21 e i 25 anni.

Avvenire on-line, 21 novembre 2007. Nascono i Giovani Imprenditori Cna. Si è costituito ufficialmente il Gruppo giovani imprenditori della Cna di Torino che presto si doterà un coordinamento permanente. Il primo obbiettivo già centrato nel corso dell’Assemblea costitutiva di ieri sera, 21 novembre, nel salone Carbotta, presso la sede provinciale della Cna di via Millio 26, è quello di favorire la conoscenza reciproca, per poter scambiare esperienze ed informazioni e ricercare insieme nuove opportunità e strumenti di miglioramento per le imprese. Ma c’è anche l’intenzione di riflettere sul ruolo dei giovani imprenditori in un mondo e una società che stanno cambiando sempre più in fretta, generando condizioni di insicurezza ma anche novità epocali ricche di opportunità. I giovani imprenditori di Cna intendono operare in modo leggero, evitando riunioni noiose, magari di fronte ad un aperitivo o in blog su Internet. Alle riunioni del Gruppo giovani imprenditori possono partecipare tutti gli iscritti alla Cna di età non superiore ai 35 anni. Sono 2408 i Soci Cna che rispondono a questo requisito; 1801 sono uomini, 607 donne. La grande maggioranza delle giovani donne imprenditrici opera nel comparto della moda e del tessile-abbigliamento, nel commercio e nel settore bellezza-benessere. Gli sono invece soprattutto imprenditori delle costruzioni, dell’impiantistica e della produzione. Significativa è anche la giovanissima età di molti imprenditori: se infatti il 58% ha un età compresa tra i 31 e i 35 anni; il 30,4% ha tra i 26 e i 30 anni e l’11% tra i 21 e 25 anni.

Ansa, 21 novembre 2007. Sanità: Solarium; Cna, servono regole ma anche più cautela. La Cna chiede regole certe per i solarium e invita glia manti della tintarella, molti dei quali giovani a maggiore cautela e gradualità nell’esposizione "al sole artificiale" "Il problema che ciclicamente si ripropone per solarium - sostiene a proposito delle recenti indagini della Procura di Torino - è conseguenza diretta della mancata emanazione del decreto ministeriale sulle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico che il settore attende a 18 anni". La Cna ribadisce la necessità che "i ministeri interessati procedono rapidamente nell’approvare questo rapidamente nell’approvare questo provvedimento che può finalmente consentire di avere regole certe e generalizzate e far terminare questo stillicidio di interventi che periodicamente vengono promossi dalla magistratura o da altre autorità pubbliche nazionali o territoriali". In merito alle carenze registrate a seguito delle indagini avviate dalla procura di Torino, "le imprese del settore estetico in quanto utilizzatrici professionali di queste apparecchiature, non possono che accogliere con favore ogni iniziativa che sia mirata alla maggiore sicurezza degli operatori e degli utenti". Quanto gli amanti della tintarella, la Cna ricorda che "l’esposizione al sole artificiale" deve avvenire con cautela e gradualità rispettando regole e tempi di esposizione collegati anche al proprio fototipo, evitando eccessi che possono portare col tempo anche a patologie gravi. E’ sempre bene rivolgersi in cui sia presente personale qualificato in estetica in grado di fornire consulenza e indicazioni rispetto ad una corretta esposizione e se è il caso di sconsigliarla".

Ansa, 6 novembre 2007. Smog: Stop mezzi inquinanti; Cna, danni economici per artigiani. Anche la Cna protesta contro i nuovi limiti alla circolazione imposti dalla città di Torino e dai principali comuni dell’hinterland alle vetture Euro 0 benzina e diesel ed Euro 1 diesel. Si tratta di un "provvedimento che, ancora una volta è stato approvato rapidamente e senza un’adeguata programmazione e andrà ad impattare duramente su tutti gli operatori economici". "E’ del tutto evidente - afferma la Cna, in una nota - che chi nono sostituisce un veicolo vetusto lo fa essenzialmente perché non ha le risorse e mancano incentivi economici seri per favorire l’ammodernamento dei veicoli". La Cna esprime "parziale soddisfazione per essere riuscita a fa passare assieme alle altre organizzazioni, l’esecuzione del divieto per le vetture Euro 1 benzina e per aver ottenuto una lieve deroga ai veicoli merci", anche se "rimane l’amarezza di fondo per un provvedimento lesivo della libertà di movimento delle persone". La conseguenza è "il progressivo impoverimento del tessuto urbano e sociale e la trasformazione della zona centrale di Torino in dormitorio o centro uffici. La mancanza di un piano organico di ampio respiro e l’estrema frammentarietà dei provvedimenti rischiano di rinviare nel tempo la risoluzione delle problematiche legate alle qualità dell’aria e a una migliore fluidificazione del traffico, nonché di alimentare artificiose contrapposizioni di natura ideologica sui possibili rimedi".

Avvenire on-line, 5 novembre 2007. Stop veicoli inquinanti: allarme dalla Cna. I nuovi limiti alla circolazione imposti dal 5 novembre dalla città di Torino e dai principali comuni dell’hinterland alle vetture Euro 0 benzina e diesel ed Euro 1 diesel, con il divieto di accendere i motori su tutto il territorio urbano, dalle ore 8 alle 19, dal lunedì al venerdì mettono in gravi difficoltà artigiani, commercianti, agenti di commercio e privati cittadini. In questo senso la Cna si è unita al coro di proteste delle altre Organizzazioni dell’artigianato e del commercio contro questo provvedimento che, ancora una volta, è stato approvato rapidamente e senza un’adeguata programmazione e andrà ad impattare duramente su tutti gli operatori economici. E infatti del tutto evidente che chi non sostituisce un veicolo vetusto lo fa essenzialmente perché non ha le risorse per farlo, e ad oggi, va sottolineato, mancano incentivi economici seri per favorire l’ammodernamento dei veicoli. Cna sottolinea comunque la parziale soddisfazione per essere riuscita a far passare insieme alle altre Organizzazioni l’esclusione dal divieto per le vetture Euro 1 benzina per aver ottenuto una lieve deroga ai veicoli merci che a differenza degli altri non possono circolare dalle 8.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 19: possono cioè muoversi nella pausa pranzo. Rimane però l’amarezza di fondo per un provvedimento lesivo della libertà di movimento delle persone e che, per assunto e della salute pubblica, va a contestare con le altre norme che regolamentano lo spostamento dei veicoli a motore: tutte le vetture sottoposte ai nuovi divieti sono comunque tenute ad effettuare regolarmente la revisione, pagano il Bollino blu (semestralmente) il bollo e l’assicurazione Rc-Auto per l’intero anno solare, ma pur rispettando tute queste regole non possono circolare. Le Organizzazioni dell’Artigianato e del Commercio hanno, inoltre, sottolineato in una nota stampa congiunta che troppo spesso i provvedimenti antinquinamento se da un lato sottraggono comunque quote rilevanti di clientela alle attività commerciali ed artigianali con annessi gravi disagi alla popolazione, per contro non ottengo in risultai sperati in termini di decongestionamento del traffico e di miglioramento della qualità del’aria, come dimostra la vicenda delle targhe alterne. Va poi evidenziato che le posizioni di quanti nell’amministrazione pubblica tendono ad estromettere di centri urbani tutta una serie di funzioni commerciali ed artigianali, non portano ad altro se non al progressivo impoverimento del tessuto urbano e sociale ed alla trasformazione della zona centrale di Torino in dormitorio o centri uffici. La mancanza di un piano organico di ampio respiro e l’estrema frammentarietà dei singoli provvedimenti, per altro, rischiano di rinviare solo nel tempo la risoluzione delle vere problematiche legate alla qualità dell’aria e di una migliore fluidificazione del traffico, nonché di alimentare artificiose contrapposizioni di natura ideologica sui possibili rimedi che certamente non giovano alla ricerca delle soluzioni più opportune e sostenibili.

Graph Creative, ottobre 2007. Appuntamento con il design. A Torino e provincia l’Unione Comunicazione e terziario Avanzato ha aperto la porta ai designer. La Presidenza provinciale dell’Unione ha infatti deliberato l’ingresso nelle compagine associativa dei designer, una figura emergente, sospesa a metà tra la libera professione e l’impresa, ma perfettamente integrata all’interno della filiera della comunicazione in quanto i designer utilizzano come fornitori esterni grafici, tipografi, legatori, ideatori e manutentori di siti web. Anzi, spesso gli stessi designer padroneggiano in prima persona alcune delle professionalità più rilevanti del mondo della grafica. Torino si prepara del resto a dare, tra pochi mesi, nel 2008, una grande visibilità ai designer e al loro lavoro. Nel 2008, infatti Torino sarà la prima World design capital design della storia, titolo assegnato dall’Icsid (International Council of Industrial Design), la più importante organizzazione mondiale volta alla diffusione del design come disciplina utile alla sviluppo sostenibile in 52 Paesi del mondo. La prima bozza del programma ufficiale della manifestazione ricco di eventi, convegni ed esposizioni è stato presentato al Salone internazionale del mobile di Milano, mentre quello definitivo sta uscendo proprio in questi giorni. Intanto si conoscono già membri del comitato scientifico: Gillo Dorfles, milanese, pittore, professore universitario, critico d’arte e fondatore del Mac (Movimento arte concreta); Enrico Morteo torinese di nascita e milanese di adozione, architetto, storico e critico del design che collabora con molti periodici di settore come Abitare e Interni; Guta Moura, portoghese, tra i fondatori e presidente di Experimenta, un’associazione culturale di Lisbona per la promozione del design è una delle più importanti esposizioni sul tema a livello internazionale; Michael Thomason, inglese, fondatore, della Design Connect, società di consulenza rivolta alle imprese di design per strategie di business, e membro Icsid e della Royal Society of Arts oltre che presidente del Bureau of European Design Association. Cna Torino è uno dei principali supporti esterni del comitato organizzatore di Torino 2008 World Design Capital (Wdc) che prima nelle vacanze ha individuato nella flessibilità, concetto caro all’artigianato, e alle Pmi il collante concettuale delle diverse iniziative del calendario ufficiale che movimenteranno tutto il 2008 e una buona parte 2007, portando ancora una volta il Piemonte ad assumere il ruolo di città riferimento. "Flexibility, the way we change" è lo slogan ufficiale, voluto, dal Comitato organizzatore, per esaltare il ruolo della flessibilità nella cultura occidentale, voluto dal comitato organizzatore, per esaltare il ruolo della flessibilità della cultura occidentale. Per ricordare a tutti, cittadini, imprenditori, progettisti e istituzioni che la società contemporanea ha bisogno di idee dinamiche e che odia le idee chiuse. In questo senso, il design è da sempre provocazione intelligente e creativa, termometro delle tendenze future, anticipatore di bisogni e generatore di soluzioni semplici partecipando da problemi complessi. I piccoli imprenditori hanno sempre fatto della flessibilità, della capacità di adattarsi al cambiamento, del saper trovare sempre e comunque la strada giusta il proprio cavallo di battaglia per poter o anche solo per poter sopravvivere alle tante crisi industriali di cui è costellata la storia recente e più remota di questa città di questo paese. Torino sta vivendo da circa dieci anni un processo di trasformazione economica e sociale che da città fordista, profondamente legata alla grande impresa, le sta proiettando sempre più verso il mondo dei servizi e dell’Information Communication Technology, con un rinnovato e ritrovato protagonismo degli artigiani e delle piccole imprese. La World Capital Design, a partire da Torino, sono in questo senso, città in trasformazione che si avvalgono dello strumento del design per contribuire a ristabilire nuovi equilibri, collaborando a ridisegnare un futuro sostenibile e condiviso. Torino non è solo una delle capitali normali mondiali del car design. E non è più la città della Fiat. E alle piccole imprese, e ai giovani designer e ai piccoli studi di progettazione che la Cna guarda con crescente interesse come ingredienti basilari di una nuova miscela esplosiva e generatrice di sviluppo e di innovazione diffusa sul territorio. Cna crede fermamente nella possibilità di utilizzare il design come una nuova leva competitiva per rinnovare il tessuto piccolo imprenditoriale della provincia di Torino e per creare nuove sinergie che a loro volta sapranno generare nuove opportunità di mercato per gli stessi imprenditori. Su questi temi Cna promuoverà un convegno (9 aprile 2008) che, insieme a un concorso di design ripartito in più sezioni, è già stato inserito nel programma preliminare degli eventi ufficiali di Torino 2008 Wdc.

Corriere di Moncalieri, 30 ottobre 2007. Novembre tra musica e cultura. Dal 3 al 18 novembre 2007 torna la "Rassegna Internazionale Moncalieri Jazz", giunta alla decima edizione. È un evento dal forte impatto emotivo, mirato alla creazione di un polo musicale nella città di Mocalieri che, da dieci anni presegue, l’obbiettivo di affermare un propria autonomia e originalità culturale. L’organizzazione dall’Agmus Cdmi, con il patrocinio della Presidenza del Consigli dei Ministri, del Ministero per i Beni Culturali-Dipartimento dello Spettacolo, della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte, con il contributo degli Assessorati alla Cultura del Comune di Moncalieri, della Provincia di Torino, della Regione Piemonte, del Comune di Collegno, del Comune di Orbassano, della Fondazione Crt, del Cna Associazione Provinciale di Torino, Fondiaria-Sai e con la collaborazione della Giugiaro Design, dell’Acqua Sant’Anna di Radioscrigno, Radiorai, dal Piemonte dal Vivo, del Politecnico di Torino, della Famija Moncaliereisa, della Pro Loco di Moncalieri. Moncalieri Jazz, nell’anno del suo decimo compleanno, propone un’edizione ricca di appuntamenti davvero imperdibili che, tra gli eventi di "Aspettando la Rassegna" e "La Rassegna" , offre un panorama quanto mai diversificato per gli appassionati di Jazz e non solo. Per dare il giusto risalto a dieci anni di Jazz e non solo. Per dare il giusto risalto a dieci anni di Jazz in riva al Po è stata ideata una nuova linea grafica del logo ufficiale realizzato grazie alla collaborazione con la Giugiaro design di Giorgetto Giugiaro. Verranno inoltre coinvolti attori della città, associazioni, locali pubblici, vie e piazze cittadine; saranno interessate le scuole, l’università i centri commerciali e i teatri che diventeranno il palcoscenico dei tanti artisti della città piemontesi.

L’Eco del Chisone, 17 ottobre 2007. Pinerolo: corso di abilitazione. A Pinerolo parte il corso professionale per l’abilitazione alla somministrazione di alimenti e bevande. L’Ecipa Piemonte in collaborazione con l’Associazione Commercianti ed Esercenti del Pinerolese, aderente a Cna Commercio, organizza a Pinerolo il corso abilitante alla somministrazione di alimenti e bevande riconosciuto dalla Regione Piemonte. Il corso consiste in 120 ore di lezione in grado di soddisfare ogni esigenza del futuro esercente (informazioni legali e fiscali, commerciali, normative igieniche e sanitarie). Le lezioni si terranno a Pinerolo, dal lunedì al giovedì, dalle ore 19 alle 22. la partecipazione al corso è a pagamento. Il corso partirà appena raggiunto il numero minimo di iscritti, Info: Associazione Commercianti ed esercenti del Pinerolese aderente, Cna Commercio, tel. 0121.04270.

Il Risveglio, 27 settembre 2007. Reggia e città più vicine. La richiesta di non tagliare fuori la città dalla grande festa per l’inaugurazione della Reggia venariese, 12 e il 13 ottobre, è stata accolta dall’Amministrazione comunale che ha organizzato un incontro con le associazioni di categoria operanti sul territorio martedì 18 settembre presso il Centro Incontro Pierino Bonino. I rappresentanti di Cna Commercio, dell’Ascom e della Confesercenti erano presenti per organizzare al meglio il calendario delle attività previste per le giornate di apertura, in modo da consentire ai commercianti coinvolti di partecipare all’evento non solo come spettatori. "Non vogliamo infatti che l’apertura della Reggia rimanga una sterile festa per gli invitati vip" hanno spiegato le associazioni di categoria "ma desideriamo che tutta la cittadinanza, insieme alle attività economiche e commerciali presenti, siano protagoniste". Nelle serate inaugurali infatti i negozi del centro storico saranno aperti e le vie principali verranno investite, da colori, musica spettacoli itineranti e animazioni. Inoltre, per meglio inserire la cittadinanza nei festeggiamenti circa 6000 mila biglietti per le visite inaugurali di entrambi le serate sono in vendita ad 8 euro e si possono trovare presso le biglietterie dell’Asm, del Teatro Concordia, del Centro Commerciale, della Reggia, e all’InfoPiemonte a Torino. Grazie all’intervento dell’Ascom venariese, e alla disponibilità di Alberto Vanelli, direttore regionale e ai Beni Culturali che si è prodigato in tal senso, sono stati messi a disposizione altri 1500 biglietti, affidati agli esercizi commerciali venariesi, da distribuire vendere al prezzo di 3 euro, "per portare la Reggia in città, sfruttando lo stretto rapporto che i commercianti hanno con i clienti" come ha spiegato Benedetta Salvador; presidente dell’Ascom. E su questo punto sono sorte le maggiori polemiche. "L’assegnazione di biglietti riteniamo debba essere suddivisa in parti uguali fra i commercianti, i pubblici esercizi e gli artigiani che operano sul territorio, purché abbiano un locale frequentato dal pubblico e abbiamo aderito all’iniziativa"ha continuato la Salvador in risposta alla distribuzione dei biglietti indistinti fra Ascom, Cna, e Confesercenti, operata dall’amministrazione. "La rappresentanza sindacale delle associazioni di impresa non è solo data dal numero delle tessere ma dalla categoria in toto rappresentata. Bisogna agire in rappresentanza di tutti i lavoratori, anche degli artigiani" ha commentato Alessio Stefanoni di Cna Commercio. "Pur riconoscendo il merito all’Ascom di tale iniziativa"ha dichiarato l’assessore alle attività produttive Rosa Perrone "non possiamo esimerci dalla distribuzione di 500 biglietti ad ogni associazione.

Eco del Chisone, 12 settembre 2007. Artigianato, sogni nel cassetto. L’Artigianato si è concluso domenica 2 in un bagno di folla. Ma c’è già chi pensa alla prossima edizione. Innanzitutto Ezio Giaj, padrino dell’iniziativa (è stato lui a inventarla 31 anni fa), secondo cui "l’edizione più bella deve essere sempre quelle a venire". Poi, le sollecitazioni "verso un Artigianato sempre più tecnologico e aperto ai nuovi sistemi, migliorando l’area enogastronomica, magari spostandolo da piazza Marconi, troppo piccola per le esigenze di un settore così apprezzato". E ancora l’importanza di mettersi intorno a un tavolo, associazioni di categoria, politici e privati, commercianti e Atl, perché per fare il bene della rassegna c’è posto per tutti. Affinché non se ne parli soltanto 9 giorni l’anno". Il sogno più grande? "Vedere il centro storico riqualificato da botteghe permanenti e scuole di Artigianato. Ma anche un museo, almeno europeo, dell’artigianato". Gli espositori, da sempre perplessi per i prezzi di affitto degli stand, sebbene calmierati dal comune. I costi vanno da 750 euro a un massimo di 900. Troppo alti per chi, oltre alla promozione, punta anche a un certo guadagno. Le associazioni di categoria. Per Confartigianato, Ivana Gallo si definisce soddisfatta: "Le due nuove aree hanno allargato la rassegna anche se eccellenze meriterebbero uno spazio più centrale. Ormai l’antica bottega è rappresentata in minima parte. In linea comunque con le tendenze generali". Renato Alberti di Cogart/Cna lamenta invece "l’isolamento dell’eccellenza artigiana in via Principi d’Acaja mentre Confartigianato e la Casa si trovavano in piazza Cavour. E poi, perché la rassegna è durata un giorno in meno? La chiusura delle piazze per dieci giorni, con la conseguente carenza di parcheggi, doveva essere giustificata da una durata maggiore". Tra i sognatori, Antonio Cortesi del Gruppo Alzani, che ha organizzato questa edizione, sembra sognare un po’ di più. Vincitore di una convenzione annuale per organizzare l’Artigianato il suo gruppo intende il prossimo anno partecipare ancora la bando. E se mai lo vincesse? "Beh, potremmo sparare tutte le cartucce che per mancanza di tempo abbiamo messo da parte". Per esempio? "Una disposizione innovativa degli stand per accontentare tutti, anche i commercianti, che no avrebbero più le vetrine nascoste; un Artigianato europeo per favorire l’integrazione attraverso la professione e dare spazio ai gemellaggi; sviluppare l’area della salute mettendo in mostra l’associazionismo volontaristico". E poi ancora, la possibilità di organizzare parallelo alla rassegna un festival di arti di strada, ma soprattutto "tanta voglia di collaborare con Comune e privati per pianificare i lavori nell’arco di un anno e non di pochi mesi". Genovesio, presidente Cna commercio, definisce la rassegna come "una risorsa per gli esercenti, che hanno la possibilità di farsi conoscere a un pubblico folto. L’eterna piaga cittadina resta il parcheggio, che scarseggia ancor più del solito in concomitanza con le manifestazioni". In ultimo, il Comune: "l’investimento sull’ambiente vorrei fosse ulteriormente sviluppato - spiega il sindaco - E’ necessario uno sforzo maggiore per valorizzare l’artigianato artistico. L’Amministrazione farà la sua parte, favorendo la riqualificazione di via Principi d’Acaja".

Graph Creative, settembre 2007. Una risorsa per le imprese. Gestire file di testo e fogli di calcolo, trattare le immagini in formato digitale, creare file audio e video, progettare un componente meccanico o elettronico: sono solo alcune delle possibilità offerte dai software open source. Lo hanno capito gli imprenditori presenti, a Torino, lo scorso 27 giugno, all’ incontro organizzato dall’Unione Cna Comunicazione e Terziario Avanzato presso la nuova sede provinciale della Confederazione di Via Millio 26. l’evento è stato creato n collaborazione con l’azienda associata Quid Web e Media Spa e in partenership con Unicredit Banca. Dopo il saluto di Rodolfo Suppo presidente Regionale di Cna Comunicazione, Sara Noro e Thomas Moore Spa hanno spiegato come i programmi open source siano oggi affidabili e gratuiti, versatili e compatibili con i principali standard internazionali e permettano risparmi notevoli sui costi di acquisti dei software oltre ha una maggiore libertà di utilizzo, svincolando l’imprenditore dalle costose licenze d’uso, pur essendo talvolta un po’ complessi da utilizzare privi di completi manuali d’uso e soggetti a continui miglioramenti (sono quindi talvolta disponibili on-line versioni non ancora ottimizzate). Cristina De Rhoden dello Studio legale Barbetta ha poi approfondito gli aspetti- tecnico giuridici che disciplinano i software open source. Preziosi sono gli interventi di Rosanna Chiesa e Carlo Regis dell’Ordine dei Dottori Commercialisti che hanno illustrato le opportunità offerte dal servizio di conciliazione controversie della Camera arbitrale del Piemonte e di Elio Raschi, condirettore regionale Unicredit Banca Piemonte –Valle d’Aosta, che in chiusura dei lavori ha illustrato le opportunità di finanziamento disponibili, in convenzione per i Soci Cna, per il rinnovo di impianti e l’acquisto di apparecchiature hardware e software. L’intera serata è stata filmata ed è ora disponibile in modalità streaming sul sito web della CNA torinese (www.cna.to.it), in un’apposita sezione dove, accanto ai link di numerosi siti web nei quali sono scaricabili programmi open source gratuiti. I sostanza si è trattato di un incontro formativo rivolto alle imprese artigiane dei settori comunicazione e Information Communication Technology (Ict) voluto dalla Cna per divulgare le opportunità di business legate all’utilizzo dei programmi open source. Programmi che permettono alle piccole imprese artigiane e industriali risparmi notevoli sui costi di acquisto dei software e una maggiore libertà di utilizzo degli stessi, svincolando l’imprenditore delle onerose licenze d’uso. Una praticità recepita recentemente anche dal Governo e dal Parlamento Italiani che li stanno adottando per realizzare importanti risparmi nella Pubblica Amministrazione: lo scorso 17 maggio, infatti, è stato formalmente annunciato dal ministro all’innovazione nella PA Luigi Nicolais, il portale dell’Osservatorio Open Source, un portale che pur esistendo da tempo, ora mette in campo le annunciate iniziative pensate per spingere l’open source tutta la Pubblica Amministrazione italiana; lo scorso 11 luglio la Camera dei Deputati ha invece annunciato che cambierà il sistema operativo dei computer passando gradualmente da Windows a Linux. Accanto al risparmio dei singoli imprenditori che utilizzano questi software, Cna sottolinea il fatto che la diffusione dei programmi open source crea nuove e interessanti opportunità di lavoro alle piccole aziende dell’Ict, in quanto possono andare a realizzare partendo dagli standard già diffusi sul web, soluzioni ad hoc per i loro clienti e comunque offrire consulenze mirate per un corretto utilizzo di questi software. Al termine della serata è stato consegnato agli imprenditori presenti un Cd-Rom contente i 12 programmi open source in versione esecutiva presentati dalla Quid Spa ora disponibili anche sul sito web della Cna Torino, con l’obbiettivo di superare le eventuali difficoltà di scaricamento dei file in assenza di una connessione veloce a Internet.

Il Risveglio, 26 luglio 2007. Venaria, da città dormitorio a città turistica. Venaria città turistica. Venaria non più città "dormitorio" ma sede culturale e artistica. Venaria con la sua Reggia e i suoi Giardini ma anche Venaria con i suoi negozi, con il Centro Commerciale, con il suo mercato. Venaria e i suoi commercianti sono stati destinatari della serata organizzata della Cna provinciale di Torino presso il centro incontro Piero Bonino martedì 17 luglio. "Il turismo venariese è una potenzialità da sfruttare che tocca sia l’amministrazione comunale che ciascun operatore economico del territorio" ha spiegato il sindaco Nicola Pollari nell’aprire i lavori e nel dichiarare quanto nella città siano fondamentali le risorse umane e d’impresa. "Sarebbe importante poi nei mesi di settembre e ottobre convocare una sorta di stati generali dell’economia venariese per attivare insieme una vera cultura del turismo e dell’accoglienza" ha concluso il primo cittadino. Importanti anche i percorsi di formazione, presentati dall’assessore al commercio Rosa Perrone. "E’ importante che gli operatori vengano formati in base alla storia della città, ai suoi cambiamenti nel tempo"ha dichiarato proponendo anche l’idea dei centri commerciali naturali, discorso che è stato proseguito da Giovanni Genovesio presidente provinciale della Cna Commercio, che lo ha sperimentato nella città di Pinerolo. La Cna ha colto poi l’occasione della serata per presentare un nuovo ramo dell’associazione artigiana, quello appunto della Cna Commercio. "Non si vuole sottrarre clientela alle associazioni del commercio" ha commentato Paolo Alberti, segretario provinciale Cna "ma si vuole solo affiancare alle associazioni artigiane l’attività coodinamento degli esercizi commerciali ed economici". L’incontro è stato moderato dal responsabile Ufficio Comunicazioni e stampa della Cna provinciale Vitaliano Alessio Stefanoni.

Noua Comunitate, 21 luglio 2007. Tra i romeni cresce la voglia di imprenditorialità. La Cna è una delle più importanti confederazioni nazionali, che a Torino riunisce numerose piccole e medie imprese, di cui molti titolari sono stranieri. In merito alla vostra esperienza, che tipo di svolta c’è stata nell’ambito della comunità romena dopo l’entrata nella nazione dell’Ue? Se vogliamo parlare d’imprenditoria straniera a Torino e provincia, dobbiamo sottolineare che sono moltissime le imprese gestiti da cittadini di origine non – italiana: cresce la voglia di imprenditorialità, l’esigenza di affermare la propria cultura attraverso anche attraverso u lavoro autonomo. Facendo riferimento alla comunità romena in particolare, è in assoluto, la più presente quella che dimostra una maggior voglia di fare attività in proprio: non solo dipendente , quindi ma anche lavoro autonomo. Grazie alla iniziative pensate dal team guidato dal presidente provinciale della Cna, Federico Casetta, siamo fieri di contare oggi circa 14.000 imprese associate al CNA e attive nei settori dell’artigianato, del commercio e della piccola industria di queste 318 sono romene e 167 di queste operano a Torino. Quali sono i settori nei quali gli imprenditori romeni sono più presenti? Le imprese romene sono distribuite su tutto il territorio della provincia di Torino ed in tutti i settori economici: edilizia e finiture, installazione e manutenzione impianti, alimentare, commercio, tintorie, falegnamerie, carpenteria in ferro. Gli uomini sono più presenti nell’edilizia con ruoli moto diversi: alcuni hanno solo la partita IVA, quindi sono prestatori d’opera all’interno di un cantiere, ma molti altri svolgono delle attività imprenditoriali. Sulle donne romene, francamente, nono ho dati significativi. Ci sono piccole attività nel settore alimentare, panificio, commercio, ma niente in particolare. Comunque le romene non si possono paragonare da questo punto di vista, per esempio, con le donne di origine nigeriana, per esempio, che usano l’impresa come uno strumento di riscatto sociale, per rompere barriere culturali che le inibiscono nel paese d’origine. Come associazione che è molto importante favorire e stimolare creazione delle imprese da parte dei romeni e degli stranieri in genere, perché abbiamo notato per esperienza, seguendo vari progetti di integrazione, che proprio lo straniero tende a dare lavoro ad un altro connazionale e quindi l’impresa diventa un volano importante d’integrazione. Il 6 luglio si è tenuto lo sciopero generale dei dipendenti delle aziende artigiane, proclamato da Cgil; Cisl e Uil. Come hanno risposto i lavoratori e qual è la posizione della Cna rispetto a questo sciopero?. Questo sciopero è stato indetto unitariamente dalle confederazioni sindacali dei lavoratori. Rispetto a questo sciopero, la Cna insieme ad altri due maggiori confederazioni artigiane, che sono Confartigianato e Casa, ha espresso immediatamente una posizione di forte perplessità e di forte contestazione. Lo sciopero, comunque, non ha avuto una risposta particolarmente significativa e forse proprio questa la dimostrazione di quanto si sia trattato in fondo solo di una prova di forza da parte del sindacato. La Cna e le altre confederazioni dell’artigianato sono rimate sorprese dalla proclamazione di questo sciopero anche perché si sta lavorando, con grande passione, con grande voglia di arrivare e dai risultati postivi per il rinnovo del contratto e quindi troviamo assolutamente, fuori luogo, immotivato, questo sciopero. Così come si è espresso anche nel comunicato stampa emesso dalla Cna nazionale: "Nel corso dei negoziati per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la CNA unitamente alle altre Confederazioni artigiane ha infatti dichiarato la propria disponibilità al riconoscimento di aumenti economici in linea, ed in alcuni casi superiori alle aspettative inflattive" quindi non esisteva proprio la base per farlo. Comunque noi continuiamo le trattative e siamo sicuri che arriviamo al risultato desiderato per tutti. Perché un piccolo imprenditore si dovrebbe rivolgere a voi, alla Cna, come associazione, e non ad un’altra? Innanzitutto perché la Cna è stata a livello nazionale la prima associazione d’imprese che ha dimostrato attenzione verso il mondo degli stranieri, creando il Progetto Dedalo nel lontano settembre del 2000. un progetto che è nato come un progetto di assistenza per la creazione di un’ impresa per gli stranieri, con il personale di madre lingua per superare le varie barriere psicologiche che spesso fanno si che il migrante abbia diffidenza o timore o anche semplicemente l’imbarazzo della lingua. Un progetto che si è successivamente sviluppato grazie al contributo di vari enti pubblici, penso alla Regione Piemonte, alla Provincia di Torino, alla Camera di Commercio. Il progetto Dedalo, è diventato a partire dallo scorso anno il Servizio Dedalo che funziona all’interno del contenitore nazionale Cna, che si chiama Cna World. Che è, diciamo così un’etichetta all’interno della quale ci sono tutti i servizi del sistema nazionale Cna, che conta 430 mila imprese, rappresentative di tutti i settori. Il servizio eroga una serie di prestazioni alle imprese degli stranieri. Tengo però a sottolineare che il progetto Dedalo nato a Torino è stato il pre-pista di Cna World. Oggi a Torino il servizio Dedalo ha uno sportello proprio in corso Brescia 75, dove vengono erogati molteplici servizi, dall’assistenza fiscale al tutoraggio per le imprese gestite dai cittadini stranieri, alle consulenze e servizi nell’applicazione delle leggi e delle normative per l’immigrazione, compresi i ricongiungimenti familiari, i rilasci e i rinnovi dei permessi di soggiorno. Vengono poi erogati dei servizi per le imprese che vogliono assumere dei cittadini stranieri, quindi lo sportello è un punto di riferimento, anche per gli italiani non soltanto per gli stranieri; viene poi erogata un’assistenza e un supporto per l’apertura di un conto corrente bancario con gli istituti convenzionati che sono in primis Impresa San Paolo e Unicredit Banca. Non solo, proprio con San Paolo abbiamo strutturato un corso destinato ad aiutare lo straniero nella gestione delle problematiche connesse al credito agevolato. Il corso è già partito ma a settembre ci saranno, ancora delle lezioni. Il riferimento è sempre la nostra sede di corso Brescia 75, dove vengono svolte le lezioni negli orari serali, convenienti per lo straniero che lavora. Un’altra iniziativa che si è dimostrata molto gradita e "Le parole dell’impresa" : il primo dizionario rivolto agli stranieri e agli italiani lavoratori, contenete una serie di termini e vocaboli utili sia per lo straniero che si deve inserire nel mondo del lavoro sia per l’italiano che offre lavoro alo straniero. Spesso, la barriera linguistica è il principale ostacolo all’avvio di un rapporto di lavoro regolare che è quello che, come associazione ci interessa promuovere. Pere rendere più semplice l’interscambio abbiamo creato questo dizionario in formato tascabile tradotto in sette lingue: inglese, francese, romeno arabo, spagnolo, albanese e cinese. Questo glossario all’interno di ogni singola pagina, presenta un vocabolo che viene tradotto simultaneamente partendo dalla descrizione in italiano, in tutte le sette lingue. Il glossario è disponibile presso i 23 uffici territoriali presenti in provincia oppure allo sportello relazione col pubblico dalla Camera di Commercio di via San Francesco da Paola.

Luna Nuova, 10 luglio 2007. Passeggiando per Susa, tra Arte e artigiani. Il fine settimana di bel tempo ha visto riversarsi in città migliaia di visitatori per la quinta edizione di "Arte e artigiani della valle di Susa", quest’anno dedicata al ferro e al fuoco. La manifestazione promossa dalla Città e dal Cna, va perfezionandosi di anno in anno. In particolare l’edizione 2007 è stata accolta da una città colorata di fiori e bandiere. L’unico peccato, per chi non era mai stato a Susa prima e che non abbia potuto godere della bellezza del campanile di San Giusto, in questi mesi in via di ristrutturazione. Moltissimi gli stand degli artigiani e delle scuole d’intaglio. L’occasione è stata ghiotta anche per capire come lavorano i vetrai e gia artigiani del ferro che normalmente non si ha modo di vedere in azione tra strumenti del mestiere, incudini e fiamme ossidriche. Tutta via Palazzo di Città si è riempita di bancarelle, tra fiori e bigiotteria, golosità al cioccolato e biscotti, lavorazioni in legno e tessuti, vestiti d’alta moda e vestiti studiati apposta per chi lavora. Un fiume i gente si è riversato per le vie del centro storico, tra mostre di pittura, ricami d’arte, spettacoli di clown, parchi gioco, in legno e gonfiabili, trucchi del Gruppo teatro insieme di Susa, i concerti degli allievi dell’ Istituto musicale "G.B. Somis" negozi aperti e affollati. Di sera, poi altro pienone per gli spettacoli dei comici Bred e Pitt e degli acrobati del Fantasy show. Nel complesso un’esplosione di colori e di suoni in grado di rendere la città bella e accogliente nono solo per i turisti ma per gli stessi valsusini che possono riscoprire i piacere di passeggiare all’ombra dell’arco di Augusto Passeggiata che poteva diventare anche interessante dal punto di vista culturale grazie alle visite guidate dell’associazione "Amici del castello della contessa Adelaide".

Agenzia Ansa, 5 luglio 2007. Scioperi: domani si fermano artigiani, protesta immotivata. Gli artigiani sciopereranno domani otto ore. La protesta è stata indetta a livello nazionale da Cigl, Cisl e Uil contro il mancato rinnovo dei contratti di lavoro fermi da quasi otto anni. Per la Cna, "lo sciopero è immotivato" ed esistono i margini negoziali per continuare le trattative e adeguare al più presto le normative contrattuali e le retribuzioni dei lavoratori del comparto alle sfide". "Dopo un anno di trattative – afferma in una nota l’associazione- siamo costretti a registrare che il ritardo dei rinnovi dipende dal rifiuto da parte del sindaco di riconoscere la specificità che l’artigianato rappresenta nel nostro paese. Nel corso dei negoziati, la Cna unitamente alle altre Confederazioni artigiane ha infatti dichiarato la propria disponibilità al riconoscimento di aumenti economici in linea e in alcuni casi superiori alle aspettative inflattive, e hanno manifestato l’intenzione di migliorare alcune normative contrattuali". "Purtroppo - aggiunge la Cna - l’indisponibilità dei sindacati al confronto su nuove modalità di articolazione dell’orario di lavoro, conformemente a quanto previsto dalla normativa vigente, fa il paio con la negazione al riconoscimento della specificità dell’apprendistato nelle imprese artigiane. Il modello di apprendistato non può essere lo stesso i vigore nelle banche, nelle assicurazioni, o nelle grandi imprese, come pretenderebbe il sindacato". In Piemonte il numero complessivo di occupati è di 303 mila unità (175 mila sono lavoratori autonomi e 128 mila quelli dipendenti). I sindacati hanno organizzato un presidio regionale, dalle 10,30 alle 13, a Torino in Piazza Castello, davanti alla Prefettura. E’ stato chiesto un incontro al Prefetto di Torino al quale parteciperanno gli assessori al Lavoro e alle Attività produttive della Regione Piemonte.

La Sentinella del Canavese, 15 giugno 2007. Mostra mercato di grande pregio. Sabato 9 e domenica 10 giugno, il Comune di Lanzo ha ospitato la prima edizione della mostra mercato dedicata all’artigianato dal titolo "L’Eccellenza Artigiana delle Terre Alte", una manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Sede territoriale della Confederazione Nazionale Artigiani di Cirié, in sinergia con lo sportello CNA di Lanzo, il Cogart CNA Piemonte, la Regione, la Provincia, le Comunità montane Valli di Lanzo e Val Ceronda Casternone, i consorzi Artimont, Agrimont, il Consorzio Operatori Turistici, il Gal (Gruppo di azione locale) e l’Atl3 Canavese Valli di Lanzo. Il grande pubblico a passeggio nella piazza dell’antico mercato di Lanzo ha avuto quindi la possibilità di ammirare il "saper far artigiano e apprezzare e degustare soprattutto le specialità agroalimentari delle Valli: dalla Toma di Lanzo al salame di turgia; dal torcetti allel paste di meliga,dai grissini alle confetture, al miele. Alla manifestazione erano presenti una quarantina di espositori: cinque per quanto riguarda l’eccellenza nella lavorazione del legno, tra cui anche l’Acil, l’associazione culturale "Il Legno" per la prima volta a Lanzo; quattro alimentari; una delegazione di Macerata, la ditta Domotecnica di Ciriè, l’acqua Pian della Mussa che ha distribuito bottigliette di acqua ai visitatori; un tessile d’eccellenza, tre del vetro e poi ancora ferro e ceramica. Venerdì 8 giugno alle ore 21 presso il foro boario i "Lou Dalfin" si sono esibiti in concerto di Musica Occitana, organizzato dal Gruppo Elettrogeno. Sabato, invece alle ore 11 si è svolta l’inaugurazione e l’apertura degli stand alla presenza del sindaco di Lanzo, Andrea Filippin; degli Assessori all’Artigianato e al Commercio, Elena Savant e Domenico Loria; il segretario provinciale della Cna Torino, Paolo Alberti e Santoro Maviglia vice segretario Cna Piemonte; Tiziana Bernengo, settore Artigianato della Regione Piemonte; il presidente della Comunità Valli di Lanzo, Mauro Marucco e il presidente del Gal, marino Poma. Alle 14 il convegno dal titolo "L’Eccellenza Artigiana oggi", ha cui hanno partecipato le autorità oltre Giovanni Brancatisano, delegato della Cna per L’Eccellenza Artigiana presso la Regione Piemonte e Valerio Menoni, responsabile del settore artistico della Cna. Sempre nella giornata di sabato c’è stato uno speciale annullo filatelico dedicato alla manifestazione, nello stand delle Poste Italiane. Infine domenica pomeriggio la manifestazione si è conclusa con l’assegnazione di un prestigioso riconoscimento a sei espositori giudicati "eccellenti": il "Panificio delle Alpi" di Mauro Paire (Ceres); Giorgio Cottino degli allevamenti caprini (Rocca); Mario Teppa per le costruzioni in ferro (Procaria); Luca Cassano e i suoi lavori in legno; Maria Giovanna Lagana per i suoi costumi d’epoca (Ciriè) e la delegazione di artigiani delle Marche.

Torino Cronaca, 14 giugno 2007. AAA parrucchieri cercasi. Nei tempi della bellezza cresce l’offerta di lavoro e aumenta la domanda. Nel primo trimestre del 2007 sono stati avviati i provincia di Torino nel settore dell’estetica 624 lavoratori: parrucchieri in prevalenza (294), ama anche estetisti (208) e istruttori sportivi (87). Insomma il wellness avanza e offre un’opportunità imprenditoriale ai disoccupati che viene messa in luce dalla nascita "Sportello Wellness" il servizio, attivo nei Centri per l’impiego di via Bologna 153 e via Castelgomberto 75, intende favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro nei settori del wellness, termine che si riferisce al benessere fisico e alla cura del proprio aspetto. È un modo imprenditoriale, dunque, che non si limita più al solo fitness (centri sportivi, palestre) ma si sviluppa in altri settori del mercato, come la cosmetica e l’estetica, la salute o il tempo libero. "Il settore del Welness- spiega l’assessore provinciale al lavoro, Cinzia Condello- costituisce un segmento importante della realtà imprenditoriale dell’artigianato piemontese". E’ la dimostrazione è nei numeri. L’attivazione dello Sportello Wellness potrà infatti contare su un bacino di 1.260 lavoratori iscritti che hanno reso la loro disponibilità ai Centri per l’impiego per numerose qualifiche appartenenti al settore: il 56% come acconciatori, il 25% estetisti, il 7% acconciatori non esperti, il 4% istruttori sportivi e il restante 8% equamente diviso tra i truccatori, manicuristi e massaggiatori estetici o terapeutici. Per quanto riguarda, invece, le imprese, in Piemonte sono circa 12.500 le aziende che operano nel settore. "Si tratta- osserva Davide Padroni, responsabile provinciale Cna, settore Benessere e Società- di un comparto che sta crescendo rapidamente. In due anni centri benessere di Torino e provincia sono passati da 650 a 950. A questi si aggiungono 5 mila saloni di acconciature presenti nell’area torinese. In totale, il settore Welleness conta 10 mila addetti al livello provinciale e 22 mila a livello regionale". Cresce, dunque, la domanda sul territorio a cui non segue però un’offerta qualificata: secondo un’indagine della Cna la maggior parte delle imprese trova difficoltà a reperire manodopera qualificata. Lo Sportello Welleness intende sopperire a tale carenze offrendo alle imprese un servizio di preselezione del personale e ai lavoratori un corretto orientamento al lavoro.

Il Risveglio, 14 giugno 2007. "Eccellenze locali in mostra a Lanzo". Artigianato in piazza sabato 9 e domenica 10 a Lanzo. Le eccellenze del territorio hanno incontrato il grande pubblico per due giorni, con la manifestazione. "L’Eccellenza Artigiana nelle terre alte. L’arte del fare i prodotti tipici da degustare"organizzata da Città di Lanzo, Regione Piemonte, Cna, con la Comunità Montana. In piazza Allisio sotto l’Ala e in piazza Peradotto c’erano i prodotti enogastronomici tipici della Valli di Lanzo - la Toma d’Lans, i Torcetti, l’acqua del Pian della Mussa, ma anche le opere in legno, pietra e ferro realizzati dai mastri artigiani della zona. Rappresentati i tre consorzi nati con il Gal il gruppo di azione locale: gli artigiani dell’ArtiMont, il consorzio per la promozione dei prodotti tipici di montagna, il consorzio operatori turistici, tra gli ospiti, le imprese artigianali della Regione Marche con il loro stand. Nel pomeriggio di sabato, Domenico Ciccaldo della Cna lanzese, il sindaco Andra Filippin e l’Assessore Elena Savant sono intervenuti in una conferenza sul ruolo dell’ Eccellenza artigiana oggi", a cui hanno partecipato operatori e cittadini. "Siamo solo alla prima edizione di questa manifestazione, ma i risultati sono molto positivi", ha commentato Ciccaldo. "Lanzo accoglie con grande fervore gli stand degli artigiani della zona sicuri che possa esserci una crescita continua del settore artigianale della nostra zona", ha spiegato Elena Savant. "I Comuni delle Valli possono incentivare con opportuno investimenti il mantenimento dell’artigianato tipico che un ottima forma per promuovere all’estero, anche nei nuovi mercati come la Cina e L’india, le nostre valli alpine", ha detto il primo cittadino di Lanzo Andra Filippin. Nella mattinata di sabato, Poste Italiane ha anche presentato l’annullo filatelico dedicato all’evento. La manifestazione lanzese ha presentato al pubblico le imprese insignite dalla Regione con il "marchio "Piemonte Eccellenza Artigiana". Sono 73 quelle del Ciriacese e delle Valli di Lanzo che in questi hanno conquistato il riconoscimento, sinonimo di qualità e garanzia di rintracciabilità del prodotto. 15 nel settore alimentare (pasticceria, panificazione e pasta, pasta fresca), 38 nel settore legno, 9 nel restauro ligneo, 2 negli strumenti musicali, 2 nel settore vetro, 3 nei metalli, 2 nel settore tessile e abbigliamento. Lanzo si conferma una città artigianale vivissima, grazie a ben cinque imprese riconosciute con l’Eccellenza artigiana".

Ansa, 14 giugno 2007. Imprese: A Torino nasce il primo sportello Wellness. Su Italia Oggi l’iniziativa della Cna locale. Per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nei settori del benessere della bellezza estetica e dello sport è nato a Torino il primo sportello wellness. E’ quanto si legge su "Italia Oggi" secondo cui l’iniziativa è firmata dal centro per l’impiego di Torino, dalla provincia di Torino e dalla Cna torinese. Già da oggi le imprese artigiane operative nei comparti dell’acconciatura uomo – donna e i centri estetici potranno avere a disposizione un canale preferenziale e gratuito per la selezione del personale. Lo sportello offrirà alle imprese un servizio di preselezione del personale con un attento esame del profilo professionali dei candidati, nonché la possibilità di colloqui preliminari e riservati a una consulenza specialistica sugli incentivi all’assunzione.

Leggo, 14 giugno 2007. Torinesi narcisi, il wellness fa "boom". Torinesi supernarcisi. Vanno in palestra, frequentano assiduamente saloni di acconciatura e bellezza, dove si fanno fare trattamenti viso e corpo, massaggi estetici o terapeutici, make up, manicure e pedicure. E alimentano un business che in città è in costante rapida ascesa. Ne è la prova il proliferare di negozi da parrucchieri (da uomo e donna), estetiste, truccatori istituti di bellezza e palestra. Un esercito di professionalità qualificate che in totale impiega diecimila addetti. "A Torino e Provincia ci sono cinquemila saloni di acconciatura – spiega Davide Padroni, responsabile Cna, settore benessere e sanità, quello della bellezza è un settore che sta crescendo molto: basti pensare che negli ultimi due anni il numero dei centri benessere in città è passato da 650 a 950". Un trend in crescita quello del wellness - termine che si riferisce al benessere fisico e alla cura del proprio aspetto – che offre notevoli possibilità di lavoro per giovani e meno giovani. Da ieri, nei Centri per l’impiego della Provincia in via Bologna 153 e via Bologna e via Castelgomberto 75 è in funzione un nuovo sportello, in collaborazione con la Cna che ha l’obbiettivo di coordinare la domanda e l’offerta di occupazione nel settore. aspiranti lavoratori vengono offerte opportunità concrete di lavoro e una consulenza specialistica sulle diverse forme contrattuali. Alle imprese viene offerto un servizio di preselezione del personale.

Ansa, 13 giugno 2007. Lavoro: Nasce sportello per centri bellezza e benessere. In soli due anni, in provincia di Torino, i centri di benessere sono aumentati da 650 a 950 e, nel primo trimestre e nel 2007 hanno cominciato un’attività nel settore 624 lavoratori, il 44% con contratto di apprendistato. Nel complesso in Piemonte le imprese sono circa 12.500 (10.000 nell’acconciatura uomo e donna) con un totale di 20.000 addetti. Per rispondere ai problemi specifici di questo scomparto nasce uno sportello specialistico, realizzato dalla Provincia di Torino in collaborazione con la Cna. Si chiama "Sportello Wellness" ed è in funzione da oggi presso le due sedi torinesi del centro per l’Impiego, in via Bologna e in via Castelgomberto. Offre alle imprese un servizio di preselezione del personale, la possibilità di colloqui preliminari e riservati, una consulenza specialistica sugli incentivi all’assunzione, ai lavoratori viene garantito un corretto orientamento in base alle aspirazioni e competenze. La Cna trasmetterà periodicamente ai suoi soci interessati un file sulla disponibilità di personale distinto per qualifica, iscritto presso il Centro per l’Impiego di Torino. "I nostri centri per l’Impiego- ha sottolineato l’assessore provinciale al lavoro, Cinzia Condello – si confermano un crocevia d’incontro fra domanda e offerta, in sempre più specifici settori. Lo sportello è una risposta soprattutto per i giovani che escono dai corsi di formazione, ma è anche un servizio alle imprese". "Uno sportello di interesse pubblico – ha osservato Davide Padroni, responsabile provinciale Cna Benessere e Sanità- può dare opportunità a chi vuole intraprendere questa attività. Ne settore è sempre maggiore l’esigenza di personale qualificato, le imprese lamentano spesso che le ragazze non sono preparate". Ai centri per l’Impiego di Torino sono iscritti 1.260 lavoratori con qualifiche appartenenti al settore: il 56% acconciatori, il 25% estetisti, il 7% acconciatori non esperti, il 4% istruttori sportivi , il restante 8% truccatori manicuristi o pedicuristi, massaggiatori.

Ansa, 7 giugno 2007. Auto: tre mosse hanno salvato pmi indotto da crisi Fiat presentata indagine Api, Cna e Ires. Tre mosse hanno salvato le piccole medie imprese dell’indotto auto dalla crisi della Fiat, ma anche se alcune non ce l’hanno fatta: la capacità di diversificazione dei settori dei mercati, l’internazionalizzazione, i processi di innovazione produttiva e gestionale. Fa il punto sul comparto una ricerca promossa dall’Api, dalla Cna di Torino e dall’Ires Piemonte, che è stata presentata oggi. L’indagine ha interessato 300 aziende fino a 250 addetti, prevalentemente del secondo e terzo livello della fornitura. Le imprese coinvolte hanno registrato dal 2000 al 2006 a causa della crisi Fiat, un calo dell’occupazione del 5,7% negli stabilimenti piemontesi, mentre nello stesso arco di tempo se si considerano anche le altre attività produttive in altre aree del Paese, i lavoratori sono aumentati del 2,2 %. In ogni caso la flessione dei dipendenti è stata inferiore a quella relativa agli stabilimenti Fiat Auto in Piemonte, scesi agli oltre 28.000 del 2000 a poco meno di 17.000 del 2006. In questi anni – mette in evidenza la ricerca- è diminuita dal 35 al 27,8% la dipendenza dalla Fiat Auto, calo recuperato dalle vendite alle altre case automobilistiche la cui quota nel 2006 ha lo stesso valore di quello del Lingotto. Intanto è cresciuta l’internazionalizzazione: sono un circa un terzo le aziende che esportano e l’incidenza delle vendite all’estero è passata dal 28, 6% al 34%. Il terzo fattore di competitività riguarda gli investimenti in macchinari, impianti e in tecnologia informatica, mentre ridotto è stato invece l’investimento in prodotti nuovi e innovativi, effettuato solo dal 17% delle imprese. "Il sesto semestre consecutivo di aumento produttivo nel settore della componentistica – ha sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore alle attività produttive, Paolo Peveraro – è il dato incoraggiante da cui partire per rafforzare il buon andamento della crescita industriale. La Regione ha messo in campo una serie di strumenti che manifestano la rande attenzione per il settore. Il Docup 2007-2013 metterà a disposizione circa tre mil0iardi di euro, un’ imponente mole di risorse che deve essere finalizzata al sostegno delle attività produttive della nostra regione. Entro fine anno decollerà un fondo chiuso a compartecipazione pubblico- privata, destinato all’internazionalizzazione dell’indotto auto". "I risultati che le piccole e medie imprese dell’indotto auto hanno ottenuto in questi anni – ha affermato Fabrizio Cellino, presidente di Unionmeccanica – dimostrano le capacità imprenditoriale e tecnica delle nostre aziende fanno ben sperare per il futuro. Da imprenditore sono orgoglioso del fatto che l’indotto auto torinese negli anni della crisi Fiat sia riuscito a tenere la testa alta. E sono altrettanto contento che la Fiat oggi stia dimostrando grandi capacità di dare risultati. Ci sono tutte le condizioni per sperare nella continuità dell’industria metalmeccanica a Torino". "La strada da seguire ora- ha osservato Enzo innocente, presidente regionale della Cna Produzione – è quella delle aggregazioni, attraverso processi di fusioni ma anche la costituzione dia aziende temporanee. È anche necessario che il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca, pubblici privati alle imprese, più volta enunciati, si traduca finalmente in azioni concrete".

Il Risveglio, 31 maggio 2007. La Regina dei fiori conquista Venaria. La pioggia non ha fermato i visitatori. La pioggia tanto attesa è arrivata. La pioggia che ha reso l’aria più respirabile, che ha alleviato in parte la grande siccità di questi ultimi mesi. E che ha caratterizzato la quinta edizione della Festa delle rose a Venaria rendendola decisamente più umida. Nonostante i violenti temporali abbattutisi sabato 26 e domenica 27 maggio però i venariesi, gli appassionati e i fedeli dell’appuntamento annuale all’insegna dei fiori non hanno desistito. Indossati impermeabili e aperti gli ombrelli eccoli infatti riversarsi nel centro storico venariese curiosando fra stand colmi di fiori dai colori vivaci, fra i negozi aperti delle vie principali, fra i banchetti di enogastronomia locale allestiti in viale Buridani. Curiosità di questa edizione è stata la vendita della "rosa più piccola del mondo" in piazza Annunziata di cui se ne potevano trovare esemplari di svariati colori. Presso il Bookshop della Reggia in piazza della Repubblica il pubblico femminile poteva acquistare la "Rosa d’Orleans", la fragranza che unisce in se i profumi dei giardini della Reggia in cui si narra che "la prima sposa" di Vittorio Amedeo II, Anna Maria d’Orléans, amasse passeggiare inebriandosi dell’odore dei fiori e delle piante. Un piacevole omaggio ai giardini di prossima apertura (domenica 10 giugno) è stato l’allestimento in piazza Annunziata di una loro simulazione in miniatura curata da Alberto Vanelli della Regione Piemonte, dagli architetti Mirella Macera e Maria Crista Amoroso, da Chiara e Alberto Montarsino di Real Verde, da Anna Pironti e Paolo Zanini del Castello di Rivoli, dal Consorzio Imballaggi Alluminio e da Andrea Arduino dell’ Impresa Verde. Numerosi banchetti di associazioni venariesi come la Pro Loco Venaria Altessanno. L’associazione Cento Fiori, Il Cai, il Club Venaria Reale Granata, l’associazione culturale Venaria Reale-Castronovesi di Sicilia. In conclusine della festa piazza Vittorio Veneto la Cna ha organizzato una sfilata di abiti e di acconciature di professionisti venariesi, che sono stati accompagnati dalla voce del cantante artigiano Simone Poncino.

Torino Sette, 25 maggio 2007. E’ nato il "Glossario del gusto". M. come miasse, sottili e croccanti rettangoli di farina di mais che vengono cotte su apposite piastre, lungamente riscaldate sul fuoco; P come plin, pasta fresca all’uovo ripiena di una caratteristica farcia a base di carne. E poi ancora I come Ifernot, piccola cantina interamente scavata sottoterra ,utilizzata soprattutto per custodire le bottiglie di vini molto pregiati. Sono questi alcuni esempi di quello che troverete nel "Glossario del gusto", un dizionario ragionato e curato dalla Confederazione nazionale dell’artigianato con il contributo della Camera di commercio di Torino e Regione. Alla stesura ha lavorato il dipartimento di scienze merceologiche della facoltà di Economia dell’Università di Torino. L’obbiettivo è offrire uno strumento culturale per valorizzare e promuovere i prodotti ed educare al gusto e fidelizzare il consumatore. Il Glossario, in tre lingue, è disponibile, gratuitamente negli uffici della Camera di commercio e dell’Artigianato- Commercio della Regione. Per info: 011.46. 17. 603.

Il Risveglio, 24 maggio 2007. Festa delle rose, il ritorno della regina. La quinta edizione della Festa delle Rose. Sta per prendere il via. Sia sabato 26 (dalle ore 15 alle 24) che domenica 27 maggio (dalle ore 10 alle19) in piazza Annunziata si potranno ammirare i Giardini della Reggia, in miniatura, come anteprima dell’inaugurazione effettiva del 10 giugno prossimo. Sempre nella piazza il visitatore potrà giocare a scoprire "la rosa più piccola del mondo" la cui fioritura ha coinvolto i maggiori vivai della zona. Lungo tutto il Centro Storico cittadino si potranno trovare stand di esposizione e vendita di fiori, piante da giardino e da appartamento, oggettistica, decoupage, erbe ed essenze oltre che di rose e dell’essenza che racchiude in se la fragranza dei Giardini della Reggia, la Rosa d’Orleans. In piazza Vittorio Veneto, inoltre, verrà inaugurata la mostra filatelica a cura dell’associazione Filatelica di Venaria Reale dedicata alle rose e ai fiori cui domenica 27 seguirà lo speciale annullo postale effettuato come sempre dalle Poste Italiane. Novità di questa edizione sarà la serata sabato 26 maggio con il "Rose street Festival" in cui gli artisti coordinati dalla Compagnia Artistica La Paranza del Geco, intratterranno il pubblico con performance di animazione, musica e clownerie. Sul palco si alterneranno Alice Bauco in "Hiroshima", Levis Mario in "Vorrei…", Les Turbo Tap in "Les Turbo Tap Show", Losco e Tombolosca della Compagnia del Laccio Rosso in "Pulizie Bizzarre", Mr MaGiKinder in "Magicabaret", Luigi Ciotta in "Giuseppe Talamia. Tutti in valigia", Giovanni Fiori in arti circensi, Matteo Cionini in trampoli e giocolerie, Alessandro Angeloni in trampoli, Anna Moben in uno spettacolo di teatro fisico, comico e poetico. Domenica 27 maggio lungo viale Buridani si potranno trovare stand enogastronomici per la promozione dei prodotti delle Valli di Lanzo del Canavese. Inoltre il viale sarà abbellito dai lavori del laboratori dell’Unitre venariese. In piazza Vittorio Veneto la Cna di Torino organizzerà "Di forbice e di taglio" esibendo chiome e trucchi tipici della Corte dei Savoia. Per l’occasione, il 26 e il 27 verrà presentato il "Cittacolato- Venaria Reale" la tavoletta di cioccolato fondente con incisa in rilievo al posto dei classici quadretti, la piantina di una città prescelta in questo caso la Reale.

Il Risveglio, 17 maggio 2007. Inaugurazione ufficiale dei Giardini Reali. "La Reggia fa parte della città e la città comprende la Reggia". Un’occasione per presentare un’imminente Festa delle Rose di sabato 26 e domenica 27 maggio, ma anche per ricordare a tutta la cittadinanza quanto la città e Reggia siano strettamente collegate, imprescindibili. Nella conferenza stampa di mercoledì 16 presso l’aula Magna del Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali" "La Venaria Reale" gli organizzatori della manifestazione più famosa del territorio venariese, giunta alla sua quinta edizione, hanno presentato u programma ricco di eventi originali e di grande importanza turistica. "Ciò che rende una manifestazione davvero riuscita - ha spiegato il sindaco Nicola Pollari – è il calore dato da tutta la cittadinanza, da coloro che accolgono i turisti e visitatori. La città è ciò che il turista trova prima di tutto a prescindere dalla manifestazione in se la quale ha comunque la funzione di incentivare il visitatore a rimanere e a ritornare". Puntare dunque sull’accoglienza creando sempre di più quel nodo indissolubile fra Venaria e la sua perla più preziosa, la Reggia. Di anno in anno la manifestazione viene arricchita di particolari più attraenti, aumentando sinergie fra tutti gli enti e le associazioni locali coinvolte. La curiosità del pubblico sarà sollecitata, quest’anno grazie alla collaborazione con la Regione Piemonte, il Progetto la Venaria Reale e la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio dalla realizzazione in Piazza Annunziata di miniature dei Giardini Reali capace di riproporne in scala la bellezza del Parco Alto e Basso che rimarranno esposti fino al 3 giugno. "La Reggi è patrimonio non solo culturale ed economico per la città", ha dichiarato Alberto Vannelli direttore regionale ai Beni Culturali, ricordando che il 10 giugno prossimo verranno presentati e inaugurati i Giardini della Reggia. La rosa sarà il centro focale di tutta l’iniziativa. Come ha esposto Mirco Repetto, direttore artistico e organizzatore dell’iniziativa, più di 130 espositori saranno presenti su Via Mensa e Viale Buridani nelle due giornate proponendo fiori, piante, profumi e colori. Novità di questa edizione sarà la "Notte delle rose" o per usare un termine più anglosassone, la "Rose street Festival" sabato 26 maggio dalle 21 con animazioni di strada, musica e clownneria con la collaborazione del gruppo la Paranza del Geco. In piazza Annunziata sarà possibile inoltre osservare e comparare la "rosa più piccole del mondo" fatta arrivare appositamente da un vivaio ligure. Lungo Viale Buridani domenica 27 esposizione degli elaborati dei laboratori dell’Unitre venariese. "La Festa delle Rose"ha ricordato Leonello Mosole, presidente dell’Asm organizzatrice, "ha l’ambizione di proporsi come momento della promozione artistica della città di Venaria rafforzando i rapporti di cooperazione con realtà economiche legate alla floricoltura, ai prodotti enogastronomici e alle espressioni artistiche". "Con il contributo dell’Ascom, della Confesercenti e della Cna" ha aggiunto Rosa Perrone assessore al turismo e al commercio.

Ansa, 9 maggio 2007. Alimentare: glossario del gusto Cna per operatori e turisti. Un dizionario di 160 pagine, formato pocket, con oltre 500 termini della tradizione alimentare e piemontese: è il Glossario del Gusto, realizzato dalla Cna e stampato sia in Italiano (tremila copie) sia in inglese, francese e tedesco (mille). Il volume, realizzato con il contributo della Camera di commercio di Torino, è stato presentato oggi in una conferenza stampa. Il Glossario- spiega Stefano Busi, responsabile provinciale della Cna Alimentare- contiene principali termini utilizzati nei disciplinari sull’eccellenza artigiana della regione Piemonte per i settori del caseario, salumi gastronomia, pasta fresca, panificazione, liquori, pasticceria, gelateria, cioccolato e caramelle. L’obbiettivo è alimentare, uno strumento culturale per valorizzare e promuovere i propri prodotti, ma anche educare al gusto. Il Glossario è destinato inoltre a turisti, italiani e stranieri, per facilitare la comprensione di alcuni termini relativi a produzioni specifiche, ai loro ingredienti e alle attrezzature per la preparazione. Il dizionario, il cui progetto scientifico è stato curato dalla Facoltà di Economia dell’Università di Torino, sarà disponibile da domani alla Fiera del Libro presso gli stand della Camera di Commercio di Torino e della regione Piemonte. Poi potrà essere richiesto nella sede della Cna di Torino e presso la Camera di Commercio.

Il Canavese, 20 aprile 2007. L’artigianato eccellente conquista Cirié. Ci sarà sicuramente la 2° edizione nel 2008 della manifestazione dedicata agli antichi mestieri ed agli artigiani eccellenti. L’edizione numero 1 si è svolta con successo nella giornata di domenica 15 aprile con un picco di presenze registrata nel corso del pomeriggio quando piazza San Giovanni e via San Ciriaco sono state invase da visitatori. Idem dicasi per il mercatino dell’antiquariato che è stato allestito sotto i portici anche se i visitatori, stando alle prime impressioni raccolte nel corso della giornata, consigliano agli organizzatori di spostare le manifestazioni, nel viale di corso Martiri come un tempo e di allargare la presenza anche a chi mette in mostra "cianfrusaglie" e non solo antiquariato di elite. "Il bilancio è positivo per essere stata la prima edizione- commenta un soddisfatto Giorgio Perello, assessore al Commercio- Lo sforzo compiuto dal mio assessorato insieme a quello dell’artigianato coordinato da Marita Peroglio è stato ampiamente ripagato con un successo di pubblico. Ci sono tutti i presupposti affinché questa manifestazione diventi un appuntamento fisso nel panorama delle iniziative ciriacesi. Grazie alla bella giornata, i visitatori hanno approfittato per fare anche una passeggiata sotto i portici per ammirare il commercio della nostra città". Nel corso del pomeriggio si svolte anche delle premiazioni. Una targa per il miglior "Artigianato artistico" è andata a Chiara Ferraris dell’Atelier di Torino. Premio per l’"Artigianato d’Innovazione" per le energie rinnovabili ed il risparmio energetico, di Torino. Ultimo premio per "l’Artigianato della tradizione" andato al laboratorio di ceramica di Paolo Castagneris di Venaria. Alla premiazione erano presenti, oltre agli assessori Giorgio Perello e Marita Peroglio anche Giovanni Brancatisano del Cna di Torino – ente che con la sede locale presieduta da Domenico Ciccaldo- ha promosso l’iniziativa. Grazie anche per la presenza a Domenico Zumbo e a Roberto Leone sempre del Cna.

Il Risveglio, 19 aprile 2007. Un esordio incoraggiante per la Mostra Mercato. Anche i bambini che domenica scorsa che non sono andati in cascina ma hanno seguito i genitori alla prima edizione della "Mostra mercato dell’artigianato d’eccellenza" hanno potuto sbizzarrirsi ad accarezzare, montare e mungere. Non animali in carne ossa, ovviamente, ma quelli in legno realizzati Luisella e Livio Rocchietti due artigiani eccellenti del Val di Viù che con le loro creazioni hanno catalizzato l’attenzione dei più piccoli in piazza San Giovanni. Ma anche il pubblico adulto non si è annoiato tra laboratori di ceramica artistica on the road, le sculture in materiale riciclato di Mimmo Rotella, vecchie insegne, costumi d’epoca, ma anche bioarchitettura e poi si sono lasciati tentare da cioccolato, confetture mieli e altri prodotti tipici delle valli di Lanzo e non hanno mancato anche una puntatina al "mercatino dell’antiquariato e dell’amarcord" che ha popolato i portici di corso Martiri. Un buon successo complice la giornata da tenore quasi estivo, per la prima edizione della manifestazione proposta dagli assessorati cittadini al Commercio e Artigianato in collaborazione con il Cna. Un premio è stato consegnato a tre artigiani eccellenti del territorio in rappresentanza dei settori, tradizionale, artistico e innovativo. Per il primo settore è stato premiato il laboratorio di ceramiche artistiche del venariese Paolo Castagneris. Chiara ferrarsi è stata premiata per il suo atelier artistico mentre, per l’innovazione, il premio è stato assegnato alle energie rinnovabili Solegratis. Pochi però i negozi del centro storico che hanno accolto i visitatori a serrande alzate. "Siamo soddisfatti- tira le somme Giorgio Perello, vice sindaco e assessore cittadino al Commercio". Il Cna ha fatto uno sforzo importante per far partire questa prima edizione, che , come ogni prima edizione, necessita di qualche messa a punto della macchina organizzativa. Ottima la risposta degli operatori e del pubblico. Ci sono tutti i presupposti perché questo evento possa entrare nel calendario delle manifestazioni cittadine, radicarsi e ampliarsi".

Eco del Chisone, 18 aprile 2007. Cna, nuova sede a Torino. Centinaia di persone, venerdì 13 a Torino, in via Milito 26 per l’inaugurazione della nuova sede provinciale della Cna. Un edificio (3.500 mq sale riunioni e salone) un tempio inserito nel tessuto produttivo della grande impresa che oggi, come hanno sottolineato il presidente provinciale Casetta ed il segretario Alberti, "è diventato il centro direzionale della piccola impresa: un altro segno della Torino che cambia". La Cna per quanto riguarda le piccole imprese, è leader a livello nazionale ed in provincia ha migliaia di associati che sono "soggetti di riferimento pienamente riconosciuti in quanto oggi attori importanti dello sviluppo locale. Un riconoscimento che è venuto dalle varie autorità intervenute all’inaugurazione, dal sindaco di Torino Chiamparino al presidente della provincia Saitta e dalla Regione. Il nuovo edificio, di proprietà della Cna, ospita accanto alla sede provinciale, anche la filiale di Torino della Cogart-Cna Piemonte, il Confidi espressione del sistema Cna e la Cna assicurazioni che insieme completano la gamma delle aziende associate.

La Voce, 17 aprile 2007. Tutti pazzi per l’artigianato. Una domenica diversa dalle altre, Cirié si è svegliata con il centro storico invaso da decine di bancarelle. La Fiera "Mestieri antichi e artigianati eccellenti stata un successo sotto ogni punto di vista. Fin dalle prime ore del mattino molti visitatori hanno passeggiato per il centro cittadino ammirando gli artigiani giunti da ogni angolo del Canavese. Soddisfatti, ovviamente, gli organizzatori della fiera promossa dal Cna (Confederazione nazionale dell’Artigianato) in collaborazione con l’assessorato al commercio del comune di Cirié. Alla manifestazione hanno preso parte 20 espositori fra cui 9 eccellenti (2 vetrai, 2 mobilieri, 1 fabbro, 4 alimentari), due consorzi Artimont e Agrimont di cui Cna è promotrice, insieme alla comunità montana Valli di Lanzo Val Ceronda e Casternone, due scuole d’intagli di Cantoria (la scuola del territorio) e di Chieri. A fine giornata è stato consegnato il premio per l’innovazione tecnologica ad Alberto Pezzone titolare della Domotecnica di Ciriè frazione (frazione Vastalla). Il suo stand ha avuto anche il più grande successo di visitatori. Il premio all’artigianato artistico a Paolo Castagneris di Venaria Reale, mentre il premio per l’artigianato di tradizione è stato consegnato a Chiara Ferraris di Art & Glass Fusing di Torino. Gli artigiani sono stati giudicati da un apposita commissione composta da Giovanni Brancatisano ( Delegato Cna presso la regione Piemonte), gli assessori Giorgio Perello e Maria Margherita Peroglio Carus, Domenico Ciccaldo ( Presidente Cna territoriale di Cirie) e Domenico Zumbo (Responsabile sede Cna di Cirie). Artigianato ma non solo. Contemporaneamente alla fiera si è svolta anche la manifestazione "Cascine aperte". Molte persone hanno potuto ammirare l’azienda agricola "Ricca Fabrizio" in Località Compasso, l’azienda agricola di "Foco Enrica di strada Monea a Nole, e l’azienda Agrituristica "L’isola che non c’è" di Bertetto Mauro in località Ghe a Devesi. I visitatori hanno avuto modo di ricoprire le bellezze del mondo agreste, un’ apposita navetta ha portato i turisti nelle varie cascine. Questa iniziativa è stata promossa con la Coldiretti. Insomma, una domenica da ricordare, una manifestazione da ripetere.

Torino Cronaca, 14 aprile 2007. Una nuova casa per 12 mila imprese artigiane. Un immenso cartellone pubblicitario la scritta. La scritta Cna a caratteri cubitali. Sull’intera facciata del palazzo. Più di 3.500 metri quadrati di superficie, 54 uffici e 4 sale riunioni per un costo totale di quasi 5 milioni di euro. E a nuova sede provinciale di Torino della Cna (Confederazione dell’artigianato e della piccola media impresa), inaugurata ieri mattina alla presenza del sindaco, Sergio Chiamparino, del presidente della Provincia Antonio Saitta, dell’assessore regionale, Giovanni Caracciolo e di quello comunale, Alessandro Altamura. Dopo la sede di Via Maria Vittoria che ci ha visti nascere nel lontano 1946 e quella di via Avellino che ci ha ospitati a partire dal 1984 ha sottolineato il presidente di Cna Torino, Federico Casetta, questa è la terza sede provinciale, ma la prima di nostra proprietà. Si tratta di un grande investimento immobiliare, che rafforza la nostra presenza sul territorio, una presenza capillare che può vantare ben 24 uffici territoriali. L’edificio nasce da recupero di un preesistente fabbricato industriale costruito a metà degli anni ’60: i lavori di ristrutturazione eseguiti da due consorzi della stessa Cna, sono iniziati nel gennaio 2006 e durati poco meno di un anno. L’intera progettazione è stata curata dallo studio Amirante. Si tratta di un edificio un tempo inserito nel tessuto produttivo nella grande impresa torinese – ha spiegato ancora Casetta che oggi è diventato il centro direzionale della piccola impresa è ha una nuova casa per le oltre 12 mila aziende nostre associate. Un segno della Torino che cambia: una volta era la grande industria a dare lavoro ai cittadini, mentre oggi sono le piccole a far crescere l’economia del territorio".

Ansa, 14 aprile 2007. Cna: inaugurata nuova sede a Torino. Oltre 3.500 metri quadrati di superficie, suddivisi in 480 al pian terreno, 1549 al primo piano e 489 al secondo, cui si aggiungono 498 metri quadrati in parte interrati: è la nuova sede provinciale della Cna in via Millio 26 inaugurata alla presenza, tra gli altri, della presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso del sindaco Sergio Chiamparino e dei vertici delle Cna, Paolo Alberti (segretario provinciale), Federico Casetta, Sebastiano Consentino e Ivan Malavasi, presidente provinciale, regionale nazionale. La nuova struttura è dotata di 54 uffici, 4 sale riunioni e una sala conferenze da 100 posti. "Dopo la sede di via Maria Vittoria che ci ha visto nascere nel lontano 1946 – ha rievocato Casetta- e quella di via Avellino ce ci ha ospitati a partire dal 1984, questa è la terza sede provinciale della Cna, ma è anche la prima di proprietà". Si tratta di un grande investimento immobiliare che rafforza la nostra presenza capillare e certamente unica nel panorama associativo imprenditoriale che può vantare ben 24 uffici territoriali". "Vogliamo- ha aggiunto- che sin da oggi questo edificio venga percepito da tutti come la casa delle piccole imprese della provincia di Torino". "Per questo opereremo – ha concluso – affinché in questa nuova casa le oltre 12000 imprese nostre associate diventino per le istituzioni di governo locali, regionale e nazionale dei soggetti di riferimento pienamente riconosciuti in quanto già oggi attori importanti dello sviluppo locale".

Agi, 13 aprile 2007. Artigianato: Cna Torino, nuova sede su tre piani per 3.500 metri quadrati. Un edificio di tre piani per 3.500 metri quadrati complessivi con 54 uffici, quattro sale riunioni, un salone conferenze da 100 posti. E’ la nova sede della Confederazione nazionale dell’Artigianato, Cna, di Torino, in via Millio, inaugurata questa mattina con una cerimonia ufficiale. L’edificio rappresenta la terza sede della Cna Torinese (12.000 imprese associate) dopo quelle di Via Maria Vittoria aperta nel 1946 seguita da quella di via Avellino 6, aperta nel 1984. "E’ la terza sede- ha sottolineato il presidente, Federico Casetta- ma la prima di proprietà. Si tratta di un grande investimento immobiliare che rafforza la nostra presenza sul territorio della provincia, una presenza capillare con 24 uffici territoriali". Obbiettivo dell’associazione: "trasformare la sede- ha spiegato Casetta- nella casa di tutte le piccole imprese della provincia di Torino: artigiane, commerciali, del turismo, dei collaboratori professionali non iscritti ad un Albo, ma anche e delle piccole e medie imprese del torinese". L’edificio è il risultato della ristrutturazione di un ex fabbricato industriale costruito a metà degli anni sessanta. I lavori di ristrutturazione sono cominciati nel gennaio 2006 e sono durati poco più di un anno.

Panorama, 19 aprile 2007. Indotto l’altra faccia del successo Fiat. Fra la porta numero 5 di Mirafiori, che si apre in corso Agnelli 200, dove batte il cuore della Fiat targata Sergio Marchionne, e la zona industriale di Grugliasco (nella prima cintura di Torino), dove ha sede la Bertone, uno dei marchi più celebri del design automobilistico, ci sono pochi chilometri. Eppure le due aziende sembrano altrettanti mondi, separati da una distanza siderale. Alla Fiat il visitatore è accolto da una rutilante Bravo rossa. Mentre alla Bertone di rosso ci sono le bandiere e gli striscioni sindacali appesi alle cancellate. Le stanze e i corridoi del quartier generale di Mirafiori trasudano ottimismo. E invece nel file che fiancheggia la Bertone, fra cocchi delle tute blu che presidiano lo stabilimento, ristagna un aria cupa che tracima in disperazione. E se la Fiat s’è lasciata alle spalle la crisi e oggi aspetta trepidante il lancio della nuova Cinquecento, 1.500 operai della fabbrica di Grugliasco attendono con angoscia l’inizio dell’estate perché a luglio scadrà la cassa integrazione. "La verità" commenta amaro Giorgio Airaudo segretario della Fiom (l’organizzazione sindacale dei metalmeccanici della Cgil), "è che grazie alla cura Marchionne la Fiat è uscita dalla crisi. Ma Torino no. Nel 2002 Mirafiori aveva 27 mila addetti, oggi sono 15 mila. Se si considera che per ogni posto di lavoro in Fiat. Oggi sono 15 mila. Se si considera che per ogni posto di lavoro in Fiat c’è ne sono da tre a quattro nell’indotto… la Fiat è stata risanata e va benissimo, ci mancherebbe. Ma in provincia di Torino stati distrutti 50 mila posti di lavoro. E siamo diventati una discarica di ammortizzatori sociali". Giuseppe Berta, docente dell’ Ise (Istituto di storia economica) dell’Università Bocconi di Milano, ascoltato consulente sia dell’Unione Industriale di Torino sia del sindaco Sergio Chiamparino, osserva: "Una volta quando andava bene per la Fiat andava bene. Oggi non è più così". Che cosa è cambiato allora nel rapporto fra le Fiat e le aziende nell’indotto? Berta sorride e un po’ scuote la testa: "E’ cambiato talmente tanto che non ha più nemmeno senso parlare di indotto. Io questo termine non lo uso, trovo che sia più appropriato parlare di sistema automotive. Il cambiamento è cominciato è cominciato all’inizio degli anni Novanta e ha portato a una forte diversificazione. Tanto che oggi questo sistema non è più dominato dalla Fiat, che un tempo aveva il potere di far sorgere o spegnere un’impresa. Ma la faccia della medaglia ha anche un’altra faccia". Quale? "nel periodo di crisi delle Fiat" spiega il professore "la diversificazione ha funzionato come ammortizzatore. Ma proprio l’allontanamento del sistema Fiat rende oggi problematico, per molti, agganciarne pienamente la ripresa". Nella sede dell’Unione industriale il presidente degli imprenditori torinesi Alberto Mazzetti (la cui azienda non fa parte dell’indotto o sistema automotive che dir si voglia) vede il classico bicchiere mezzo pieno: "Può sembrare un paradosso, ma la crisi della Fiat ha rappresentato una spinta per la crescita del sistema industriale. Per sopravvivere le aziende dell’indotto che un tempo dipendevano totalmente da mamma Fiat, hanno dovuto cercare nuovi clienti, andare all’estero, diventare più competitive. E oggi sono in media più grandi e strutturati, più ricche di management e tecnologia. Da officine sono diventate imprese. Certo, non tutti ce l’hanno fatta. Ci sono stati morti e feriti, ma tanti hanno trovato strade nuove. Diciamo che c’è stata una selezione Darwiniana". A pilotare almeno in parte questo processo di selezione è stato, nell’era Marchionne, un ingegnere di 61 anni che si presenta con una robusta stretta di mano e una precisazione: "Sono laureato in ingegneria meccanica ma l’ingegnere non l’ho mai fatto". Si chiama Gianni Coda, è sbarcato nel pineta Fiat nel 1979 come responsabile del servizio acquisti della Teksid, poi l’ha girata quasi tutta fino ad approdare alla guida di Fiat Brasile. Quando Marchionne l’ha richiamato a Torino per affidargli il "purchsing" dell’intero gruppo: "Compriamo pezzi per 25 miliardi di euro: di cui 20 in Europa, 13 in Italia e 7 per la sola Fiat auto". La rivoluzione dell’Indotto Fiat racconta coda, inizia in un momento preciso: "la svolta è avvenuto in seguito alla rottura con la General Motors. Prima c’era una joint venture tramite la quale si comparava tutto insieme. Finita quell’esperienza abbiamo ridisegnato tutta la rete dei nostri fornitori". Oggi l’universo indotto è strutturato come una serie di gironi concentrici: la prima cerchia, quelle dei fornitori di primo livello che hanno un rapporto diretto con la Fiat, è formato da 160 gruppi, spesso multinazionali. Poi ci sono altre centinai di subfornitori. E di subsub fornitori. Nel suo insieme stima Coda, l’universo indotto è composto (a Torino e dintorni) da circa 1.200 aziende. Come è cambiato il loro rapporto con il Lingotto? Coda lo spiega così: "Prima ogni settore della Fiat aveva i suoi fornitori. Oggi si tratta e si compara tutto a livello di gruppo. Poi puntiamo a costruire, almeno con i fornitori di primo livello, un rapporto di partenership. Il che significa una collaborazione più stretta: nuovi pezzi e prodotti vengono sviluppati insieme. Ciò comporta che ricerca, tecnologia e investimenti si distribuiscano sul territorio. Terzo: noi puntiamo alla crescita dei fornitori locali, anche all’estero. Oggi, molti per esempio, ci hanno seguito e producono in Polonia. Quarto: non ci limitiamo cercare il prezzo più basso, come ai temi della joint venture con la Gm, ma ragioniamo con i fornitori su come arrivarci". E la selezione darwiniana? "Ha fatto bene: nel 2003 l’utile operativo dei fornitori piemontesi era pari, in media, all’1,6 per cento del fatturato. Oggi è quasi raddoppiato, intorno al 3 per cento". Aldo Enrietti, docente di economia industriale all’Università di Torino, ha appena concluso un’indagine, condotta con alti due colleghi, sulle aziende medio-piccole che lavorano nel comparto dell’auto. L’inchiesta, che ha riguardato un campione di 300 imprese, conferma la minore dipendenza dalla Fiat: "Fra il 2001 e il 2005" Enrietti "la percentuale del loro fatturato collegata a Mirafiori è scesa dal 36 al 28 per cento. Nello stesso periodo la dipendenza dalle altre due case automobilistiche è passata dal 24 al 33 per cento. Nello stesso periodo la dipendenza dalle altre case automobilistiche è passata dal 24 al 33 per cento". Tutto bene, allora? Non proprio. L’indagine condotta dall’economista torinese mette infatti in luce anche due aspetti decisamente negativi. "Molte imprese dell’indotto" dice Enrietti "lamentano che la cura Marchionne ha colpito i loro margini di guadagno e trovano meno stressante lavorare per le case automobilistiche straniere. In secondo luogo, c’è il problema dei temi di pagamento: nei momenti peggiori si è arrivati a 120 giorni, oggi si viaggia sui 90. Mentre per girare bene queste aziende avrebbero bisogno di essere pagate, come del resto prevedono le norme, a 60 giorni". E alle imprese più piccole va ancora peggio: "Tutti quelli che occupano gli ultimi posti nella catena dell’indotto Fiat, i fornitori di terzo o quarto livello, vengono messi in durissima concorrenza e hanno enormi problemi di liquidità, perché sono costretti ad accettare temi di pagamento che raggiungono anche i 200 giorni" accusa Paolo Alberti, segretario degli artigiani della Cna: Risultato: "In pochi anni le piccole imprese dell’indotto si sono dimezzate. Quelli che resistono sono degli eroi". Per capire gli umori, le aspettative e le preoccupazioni che animano l’universo delle imprese dell’indotto Fiat basta imboccare la tangenziale che si snoda fra le periferie industriali dei paesi che circondano Torino. A Virle a una ventina di chilometri a sud di Mirafiori, c’ è la San Valeriano: "produciamo soprattutto rivestimenti per i bauli delle auto, con una tecnologia nostra che abbiamo cominciato a sviluppare fin dagli anni Settanta" racconta il titolare, Franco Tasca. Le commesse della Fiat rappresentano il 30 per cento del fatturato che nel 2006 è stato di 40 milioni. I dipendenti della fabbrica sono 150, ma appena una settimana fa erano 180 : "Per una trentina abbiamo fatto ricorso alla mobilità. Non che manchino gli ordinativi. E che abbiamo aumentato l’automazione. Dopo la cura Marchionne con la Fiat si lavora meglio, non c’è dubbio. A condizione però di saper stare sul mercato ed essere competitivi". E competitività è una parola che ripete come un Mantra anche Mauro Rftacco, amministratore delegato della Frigostamp di Bruino ( stampaggio lamiere, 200 milioni di fatturato per metà legato alla Fiat): "Adesso la Fiat corre e noi dobbiamo starle dietro. Noi siamo terzisti, non possiamo vivere di rendita in un mondo sempre più competitivo. Anche se è difficile perché la competitività comporta margini più bassi. Nel nostro settore. Quello dello stampaggio, negli ultimi anni hanno chiuso decine di aziende". La ricetta per sopravvivere? "Aggregare, riorganizzare i processi produttivi. E darsi una mossa: noi siamo già in Romania, andremo anche in Polonia". Quella della crescita è stata anche la strada battuta dalla Adler Plastic (Villastellone) di Paolo Scudieri, azienda specializzata nella produzione di intercapedini per abbattere rumori e vibrazioni dei veicoli. "Noi abbiamo cercato di anticipare i tempi, comparando aziende e quote di mercato quando la crisi era nera e molti mollavano. Abbiamo fatto una decina di acquisizioni, spendendo una trentina di milioni. Soldi nostri, non delle banche" spiega Scudieri. "Oggi la Fiat ti dice chiaro e tondo: voglio partner che siano all’altezza, che sappiano stare sul mercato, capaci di essere o diventare imprese globali" racconta Ennio Stucchi, consigliere della Ibs (Industria bulloneria speciale) di Ferriera (quattro case, due bar e altrettanti capannoni all’imbocco della Val di Susa). L’azienda fa parte del gruppo Fontana (11 miliardi di bulloni prodotti all’anno, che valgono 600 milioni di fatturato) e Stucchi tiene rapporti con la Fiat per tutte le società del suo gruppo. La cura Marchionne? "Per l’indotto è stata una scossa di adrenalina". Peccato che molti non abbino retto. Tanto che alla Cgil di Torino hanno aperto un ufficio con un nome che la dice lunga: "Ufficio fallimenti". Lo dirige Maria Vincenti, una sindacalista a cui lo humour non difetta: "Mestiere allegro il mio neh". Poi apre un registro e comincia a snocciolare un rosario di nomi e sigle di aziende fallite: Bs, Cat,Tecnomont, Frigerio, Imas…Tutte sconosciute. Tutte imprese con poche decine di dipendenti che non si sono guadagnate un rigo in cronaca nemmeno con la morte. Tutte aziende stecchite dall’adrenalina di Marchionne. È l’altra faccia della rinascita della Fiat. "Noi vogliamo far crescere tutto il sistema" dice Coda "e mediamente i fornitori la voglia di crescere ce l’hanno. Certo, ce anche chi non ce la fa. Ma se ce bisogno di dare una mano la Fiat, questa Fiat, non si tira indietro".

Il Risveglio, 12 aprile 2007. Artigianato d’eccellenza in mostra. Non prendete impegni per la prossima domenica 15 aprile, una giornata da passare in città senza il rischio annoiarsi. Mestieri antichi e artigiani eccellenti è il titolo coniato da Palazzo d’Oria per riunire il ventaglio di proposte per tutti i gusti che animeranno il centro storico cittadino che la campagna ciriacese. A cominciare dalla novità assoluta, la prima edizione della "Mostra mercato dell’artigianato, firmata dagli assessorati cittadini al Commercio e all’Artigianato con la collaborazione del Cna che sarà affiancata dalla prima edizione annuale del "mercatino dell’antiquariato e dell’amarcord" proposta dell’assessorato al Commercio, e alla quinta edizione di "Cascine aperte" organizzata invece dall’assessorato cittadino all’Agricoltura e dalla Coldiretti della zona. E per la giornata i negozi del centro terranno le saracinesche alzate. Dalle 9 alle 18 la "Mostra mercato dell’artigianato di eccellenza" porterà nel cuore cittadino, via San Ciriaco e piazza San Giovanni una ventina di artigiani eccellenti del territorio suddivisi in tre settori, tradizionale, artistico e innovativo: intagliatori del legno, mobilieri, maestri del vetro, ma anche artisti e un angolo riservato alla bioarchitettura e alle fonti di energia rinnovabili. E poi non mancherà l’artigianato del gusto ossia i Prodotti del paniere della provincia di Torino: dai torcetti di Lanzo alle tome valligiane al cioccolato al cioccolato prodotto a Mezzenile. Sarà possibile assaggiarli e naturalmente anche acquistarli. "E’ la prima edizione di un’iniziativa che spero che si consolidi nel tempo e cresca- spiega Giorgio Perello, vice sindaco e assessore cittadino al Commercio. L’obbiettivo è far incontrare la gente con gli artigiani locali di qualità riconosciuti dalla Regione Piemonte che sono molti anche se non tutti lo sanno". Alle 16 in Piazza San Giovanni è prevista l’assegnazione di una targa di riconoscimento ad ogni settore da parte delle autorità cittadine, un’iniziativa che vuole testimoniare l’interesse e l’apprezzamento per le realtà produttive che contribuiscono a dare prestigio al territorio. Qualche paso più in là, sotto i portici di corso Martiri della Libertà sarà possibile fare invece un tuffo nel passato tra le bancarelle del mercatino delle pulci che esordisce con la sua prima edizione annuale. Le famiglie con pargoli potranno invece approfittare delle cascine delle campagne ciriacese aperte per un giorno ai visitatori, per un immersione totale nella vita agreste: mucche da mungere, vitellini, galline, ma anche orticelli e frutteti coltivati col metodo tradizionale. La giornata coincide infatti con la quinta edizione di "Cascine aperte" promossa dalla Coldiretti provinciale dalla collaborazione con l’assessorato cittadino all’Agricoltura. Se nessuna delle proposte fa al caso vostro potrete sempre contare su un evento sportivo la finale provinciale di pallavolo under 14 maschile e femminile che si disputerà nel pomeriggio tra la palestra ex Grassi di via Prever e quella lanzese di via Vittime dei lager.

Il Risveglio, 5 aprile 2007. "Cascine aperte", eccellenze artigiane, mercati antiquario e dei prodotti tipici. Agricoltura, artigianato, enogastronomia, antiquariato e sport. Questo è il pacchetto di proposte che gli assessorati cittadini preposti stanno confezionando per domenica 15 aprile. Durante la giornata le aie della campagna ciriacese torneranno ad aprire le porte ai visitatori per la quinta edizione di Cascine aperte promossa dalla Coldiretti provinciale in collaborazione con l’assessorato cittadino all’Agricoltura. Tra le aziende agricole, dove genitori, nonni e bambini accompagnati dai tecnici della Coldiretti potranno avvicinare per un giorno mucche, vitellini, e anche assaggiare le cose semplici fatte in casa. Come sempre sarà attivato un servizio navetta. Ma la giornata rurale, che l’anno scorso aveva fatto coppia con Cirié in fiore maggio, quest’anno si sposa con una serie di eventi collaterali. A cominciare da una novità assoluta la "Mostra mercato dell’ artigianato d’eccellenza", proposta dall’assessorato cittadino al commercio e quello all’Artigianato in collaborazione con la Cna, che animerà Piazza San Giovanni e via San Ciriaco. "E’ la prima edizione di un’ iniziativa che si consolidi nel tempo e cresca spiega Giorgio Perello, vice sindaco e assessore cittadino al Commercio. L’obbiettivo è far incontrare la gente con gli artigiani locali di qualità riconosciuti dalla Regione Piemonte che sono molti anche se non tutti lo sanno". Legno, vetro, ferro battuto e altri ancora i materiali utilizzati per realizzare gli oggetti in esposizione. A fianco si inserirà l’enogastronomia di qualità cioè il Mercatino dei Prodotti di fattoria del Piemonte promosso dalla Coldiretti che accompagna "Cascine aperte" fin dalla prima edizione. E non è tutto. Durante la giornata, terza domenica di aprile, corso Martiri della Libertà ospiterà la prima edizione annuale del Mercatino dell’antiquariato e dell’amarcord. E non mancherà un evento sportivo legato alla pallavolo, la finale dell’Under 14. Quattro le squadre presenti.

Il Risveglio, 29 marzo 2007. Il fallimento dell’ex Burgo di Germagnano e l’allarme occupazione delle Valli di Lanzo. La delicata questione occupazionale che ha coinvolto le Valli di Lanzo con la recente crisi della cartiera di Germagnano – ed il successivo fallimento dell’azienda cartaria ex Burgo è approdata giovedì sera anche sul tavolo del Consiglio comunale lanzese, dove si sono confrontati in un dibattito il sindaco di Lanzo Andrea Filippin, l’ex presidente della Comunità montana Valli di Lanzo Sergio Geninatti Togli, e il consigliere di minoranza, nonché presidente della Cna Valli di Lanzo, Domenico Ciccaldo. All’ordine del giorno c’era infatti l’approvazione della convenzione con il Comune di Torino – documento che stanno portando all’approvazione in sede di consiglio, i comuni dove hanno la residenza i dipendenti della Cartiera e della Cooperativa che opera al suo interno- per accelerare i tempi erogazione della Cassa Integrazione. "La Cartiera di Germagnano- ha commentato dopo l’approvazione della convenzione l’ex presidente della Comunità montana Sergio Geninatti Togli, che ora è seduto tra i banchi della maggioranza lanzese - è un azienda storica, era un fiore all’occhiello degli stabilimenti Burgo. Agli inizi degli anni ’90 purtroppo si persero una sessantina di posti di lavoro, ma ora la cartiera occupava 115 dipendenti, se non si considerano i 30 lavoratori che lavorano nelle cooperative e le tante imprese esterne che si occupano della manutenzione e fanno parte dell’indotto. Se escludiamo le Asl prosegue Geninatti Togli sul piano produttivo non troviamo aziende altrettanto grandi in tutto il nostro territorio. Credo quindi che valga la pena fermarsi a riflettere sul fatto che gli Amministratori debbano mettere in atto una serie di azioni propedeutiche, non potendo evidentemente, sostituirsi agli imprenditori". Ma Geninatti ha fatto anche una riflessione sulla situazione occupazionale del recente passato. "Purtroppo i dati di questi ultimi tre anni sono tutt’altro che confortanti. Si persi oltre 100 posti di lavoro dell’ex ospedale Mauriziano di Lanzo, 50 alla Delphi di Germagnano, ora alla Nordel di Pessinetto. Si parla di una trentina di posti rischio; è vero, subentrato un nuovo proprietario ma ci sono nuove problematiche da risolvere. Le amministrazioni pubbliche non possono certo starsene a guardare. È un nostro dovere sollecitare un tempestivo riavvio della produttività. Diversa la soluzione del problema secondo il presidente della Cna di Ciriè e nelle Valli di Lanzo, Domenico Ciccaldo. "Sono d’accordo con Geninatti sul fatto che le istituzioni debbano muoversi per arginare la crisi, ma credo ance che occorra intervenire prima che le aziende falliscono. Oggi, gestire un’ attività ha dei costi enormi- riflette Ciccaldo, per limitarli occore lavorare sulle sinergie fra comuni e fra privati ed Amministrazioni pubbliche. Il turismo non basta per una Comunità montana come la nostra. E ugualmente importante, I sindaci conclude Ciccaldo devono essere un po’ più vicini alle imprese anche quando le cose vanno bene". Il sindaco di Lanzo, Andrea Filippin, ha invece sposato il problema su un’altra delicata questione, quella della viabilità. "non possiamo pretendere che gli artigiani vengano ad insediarsi da noi se abbiamo strade di collegamento con la città impercorribili a causa delle code. Forse finalmente partiranno i lavori per la circonvallazione di Venaria, ma quanti anni dovranno ancora passare prima che sia terminata? La Provincia non può esimersi da questi interventi indispensabili sulla viabilità.

Graph Creative, marzo 2007. Due giorni di comunicazione. Imprenditori esperti di comunicazione e dirigenti del sistema Cna di tutta Italia. Si sono dati appuntamento a Modena, il 19 e il 20 gennaio scorsi, per dibattere e approfondire le problematiche, ma anche le opportunità del settore. L’evento che si è concluso con il Consiglio nazionale dell’Unione Cna Comunicazione e Terziario avanzato, si è svolto presso la Cna di Modena. Per la Cna Torino erano presenti i membri di presidenza Rodolfo Suppo accanto a Renato Boninsegni e a Vitaliano Alessio Stefanoni. I lavori, aperti dal direttore generale della Cna di Modena, Maurizio Torreggiani, sono stati fortemente caratterizzati dall’affermazione di un principio: l’importanza per le piccole imprese dell’area comunicazione e Ict di mettersi in rete, costruendo filiere competitive in grado di rispondere meglio alla domanda dei clienti che sempre più chiedono servizi di qualità a costi contenuti, Torreggiani, in particolare, ha sottolineato come la Cna sia stata la prima associazione di rappresentanza delle imprese a integrare in un'unica unione di mestieri, i settori della grafica, della fotografia e dell’Ict e come questa scelta sia stata compiuta proprio nel tentativo di favorire l’incontro tra le imprese associate. Di fatto, Cna Comunicazione e Terziario avanzato riunisce oggi 45.600 imprese artigiane e 114 mila addetti nei settori dell’informatica, applicata alla comunicazione, stampa digitale , prestampa e progettazione grafica, promozione pubblicitaria, editoria e cartotecnica, Ict, e Cna, il comparto grafico-editoriale conta 14.300 aziende e 53.600 addetti (una media di 3,7 addetti per impresa); il cartotecnico conta 700 ditte e 4.200 addetti (media di 5,7 addetti il 31% in Lombardia); l’informatica cinta 10.300 ditte e 22.000 addetti; gli studi e i laboratori fotografici sono 12.000, per 18.500 addetti; gli studi promozione pubblicitaria sono 3.700, per 7.800 addetti. Le imprese dell’area comunicazione e Ict sono molto piccole e spesso sono numericamente troppe, almeno rispetto ai parametri europei. Questo imporrà nei prossimi anni, nel logiche del mercato, forme di selezione naturale delle imprese che premieranno chi saprà innovare e fare rete mentre chi rimarrà isolato e non al passo con i tempi e destinato a chiudere, travolto dalla concorrenza anche straniera. Usando un’espressione un po’dura ma certamente chiara, il professor Adrio Vezzari, Docente di teoria e tecnica della comunicazione pubblicitaria presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’università di Modena e Reggio Emilia ha detto che "nel futuro esisteranno solo due tipi aziende quelle che andranno incontro al cambiamento e quelle morte". Nella giornata di sabato la Cna di Modena ha presentato la guida Modena Ict 2007 che raccoglie le schede di 50 imprese associate alla Cna di Modena che hanno deciso di mettersi in vetrina per dare valore aggiunto al proprio lavoro e al presentarsi i propri soci Cna e alle imprese del territorio. Cna Torino ha illustrato il progetto Arianna, un portale di market place on line per favorire l’aggregazione tra imprese dei settori grafica-legatoria stampa- fotografica e industrial design. Prima del Consiglio nazionale di Cna Comunicazione e Terziario avanzato che ha chiuso i lavori delle due giorni, il Responsabile nazionale dell’Unione, Giuseppe Scozzi, ha fatto il punto sull’impegno della Cna in merito alle nuove normative in materia di deposito obbligatorio degli stampati (l’obbligo non è più a carico dei tipografi, ma dei committenti siano essi editori o autori); sul trattamento dei dati personali e sulla tutela del diritto d’autore, con particolare riferimento alla difesa del lavoro dei fotografi dei fotografi (i diritti di riproduzione di una fotografia appartengono sempre al fotografo salvo diversa indicazione in fattura).

Il Risveglio, 15 marzo 2007. Artigianato e piccola impresa sono in ripresa. All’Albo nel 2006 iscritte 130 aziende in più. Il settore dell’artigianato e della piccola e media impresa è in ripresa. "Le aziende crescono in modo proporzionale e con le nuove iscrizioni ci aspettiamo un incremento delle iscrizioni", afferma Domenico Zumbo responsabile della sede Cna Cirié. L’associazione che raggruppa gli artigiani locali fornisce i dati relativi al 2006: nella zona del ciriacese e delle Valli di Lanzo nel 2005 erano iscritte all’albo artigiani circa 4.200 ditte che sono aumentate fino a 4.330 nel corso dell’anno passato. Il settore trainante resta quello dell’edilizia. Nel nostro territorio si contano infatti quasi un migliaio di imprese edili. "Merito anche del fatto che per iscriversi come costruttori non sono richiesti dei requisiti professionali", specifica Zumbo. Ultima "ruota del carro" sono gli autotrasportatori. La categoria è stata fortemente penalizzata dalla legge entrata in vigore nel 2005 che a creato un forte sbarramento e un blocco nelle iscrizioni: all’aspirante autotrasportatore si richiedono infatti precisi requisiti professionali da raggiungere un corso attraverso un successivo esame alla Motorizzazione, oltre a una fideiussione di 50 mila euro. Se nel 2005 in Piemonte il Pil aveva fato registrare una lieve diminuzione, nel primo semestre 2006 le prospettive per l’economia regionale sono divenute più favorevoli: per l’anno in corso si prevede una crescita intorno all’1%, anche grazie alla ripresa dalla Fiat, che ha risollevato in parte le sorti dell’indotto. A patire però in questo periodo sono alcuni gruppi professionali, come e imprese di pulizia i parrucchieri-estetisti. Con il decreto Bersani spiega Zumbo - chiunque può registrarsi come impresa di pulizia, perché per svolgere il lavoro è stata eliminata la necessità di avere esperienza professionale e determinai requisiti. Nel settore della bellezza la situazione è cambiata nel senso che prima i Comuni, stabilivano le distanze necessarie tra i vari negozi di acconciatura o estetica, mentre ora è stata abolita la distanza minima. Questo significa che, con tutta probabilità i saloni si riverseranno sul centro delle città più appetibili dal punto di vista commerciale". Il decreto entrerà in vigore il 15 marzo, come l’eliminazione del giorno di chiusura settimanale. "La Cna chiedeva le liberalizzazioni, ma no così selvagge sostiene anche il presidente Cna Domenico Ciccaldo riprendendo la posizione della confederazione artigiani a livello nazionale. Si sarebbe voluto un coinvolgimento non dei singoli mestieri ma dell’intero settore del commercio e delle professioni".

Il Risveglio, 15 marzo 2007. Poretti terzo a cioccolato e design. Le Valli di Lanzo si sono aggiudicate il terzo premio del concorso "Cioccolato e Design", organizzato dalla Cba di Torino e curato da Altrementi "Fucina contemporanea di giovani creativi", col patrocinio della Citta di Torino, la regione Piemonte, la camera di commercio di Torino. Tra i dieci artigiani cioccolatieri associati alla Cna e gli undici giovani progettisti – i cui lavori sono stati selezionati tra i 140 pervenuti si è aggiudicato il podio anche il mezzenilese Stefano Poretti, un nome che nelle Valli di Lanzo e ormai anche tutto il ciriacese e il canavese, fa inequivocabilmente pensare al cioccolato. Con l’albero della felicità, progettato da Daniele Bassano. I dirigenti della Cna coinvolti in questo progetto si sono detti soddisfatti per il continuo miglioramento dell’iniziativa, ormai alla sua seconda edizione nell’ambito di Cioccolatò. La presidente della giuria Luisa Bocchietto ha preannunciato a prossima edizione per il 2008 ancora più ricca e orientata alla produzione con il coinvolgimento di tutti i progettisti professionisti a livello territoriale. I prodotti sono in degustazione presso lo stand della Cna in piazza Vittorio Veneto. Stefano Busi, responsabile provinciale di Cna alimentare ha affermato che "un ulteriore passo in avanti potrà essere quello di creare un gruppo di esperti per valutare la qualità organolettica degli ingredienti, accanto alle caratteristiche estetiche e funzionali alla produzione in serie".

Ansa, 8 marzo 2007. Alimentare: "cioccolato e design", premiati artigiani. Migliaia di pezzi artistici in cioccolatò, realizzati da un gruppo di giovani designer e artigiani torinesi sono stai venduti presso lo stand della Cna durante la manifestazione Cioccolatò. "Un evento - ha sottolineato Paola Zini direttore di Torino World Design Capital 2008 - che anticipa lo spirito di Torino 2008, capitale mondiale del design, favorendo l’incontro tra i progettisti e piccole imprese". Tra i 140 pezzi che hanno partecipato al concorso "Cioccolato e design", organizzato dalla Cna con il patrocinio della città di Torino, della Regione Piemonte e della Camera di commercio di Torino, ne sono stati premiati undici. Il primo premio di mille euro è stato assegnato al pezzo "Città Cioccolato", prodotto dalla società Monteccone Cioccolato, "per avere reinventato in modo giocoso la tavoletta tradizionale per la facilità di produzione e per aver creato il luogo della città dove il design incontra il marketing". Il secondo premiato ha ricevuto 400 euro, gli altri 200 ciascuno. Soddisfatti per il continuo miglioramento dell’iniziativa, alla sua seconda edizione nell’ambito di Cioccolatò, si sono dichiarati i dirigenti della Cna alimentare e la presidente della giuria, Luisa Bocchietto che preannuncia una prossima edizione per il 2008 ancora più ricca e orientata alla produzione con il coinvolgimento di tutti i progettisti professionisti a livello territoriale. Stefano Busi, responsabile provinciale della Cna alimentare ha affermato che "un ulteriore passo potrà essere quello di creare u pane di esperti per valutare la qualità organolettica degli ingredienti accanto alle caratteristiche estetiche e funzionali alla produzione in serie". Alberti Daniele, presidente fondatore di Altrementi "ringrazia per aver compreso l’importanza di creare un transfer tecnologico fra l’innovazione dei giovani progettisti e il tessuto produttivo locale".

Torino Cronaca, 7 marzo 2007. Il crimine non fa abbassare le serrande. Non si abbassano le saracinesche dei negozi di fronte alla criminalità. Il mercato della droga agli angoli delle strade, Parco Stura come a San Salvario, e le attività delle gang spaventano ma non intimoriscono i commercianti, la paura certo, dilaga diffondendo un senso di inquietudine e di incertezza ma non manca l’audacia e il coraggio in chi vive i problemi "della strada". "Chi commette atti criminalità- dichiara Antonio Carta, segretario della Confesercenti- non la farà franca. Noi commercianti non ci rassegniamo: i delinquenti i delinquenti non si troveranno mai di fronte a gente rassegnata". Il messaggio è chiaro: a Torino i commercianti si ribellano, rinnegando la paura e ripudiando la giustizia "fai da te". "La sicurezza è un diritto- aggiunge Carta- come la carta d’identità. Il commercio non è avulso dalla città, non vive in un isola separata: l’insicurezza dei residenti è comune a quella dei commercianti. Il tema della sicurezza non ha colore politico ma deve essere affrontato da tutte le forze in campo che devono lavorare insieme per rendere sicure le strade. Anche noi commercianti dobbiamo collaborare segnalando alle forze dell’ordine le situazioni a rischi senza sostituirci allo Stato. Il cittadino non è omertoso e non ha il timore di fare denunce perché lo Stato a Torino funziona meglio che in alti posti". Una linea condivisa dalle altre associazioni di categoria. "Siamo stati tutti danneggiati e pesantemente conferma Giovanni Genovesio, Cna Commercio sia dal punto di vista materiale che psicologico. Siamo spaventati perché diventa difficile vivere serenamente. Aprire un’attività commerciale, per questo occorre mettere mano al problema. E una preoccupazione di tutti: le istituzioni non sono ferme ma è necessario attivare un tavolo di confronto per creare una rete, tra politici, forze dell’ordine e commercianti". Per la confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, al sicurezza delle strade e dei centri urbani "è una condizione fondamentale per garantire le condizioni minime per poter lavorare". Ma sicurezza vuol dire anche più forze dell’ordine: "non chiediamo - spiegano dalla Cna - un miglior dispiegamento delle forze dell’ordine per garantire una maggiore copertura. Da un paio di anni il corpo di Polizia Municipale è attivo anche nelle attività di controllo del territorio, ma è una percentuale comunque bassa. Non esiste, comunque, ne viene, alcuna formula di autodifesa, modello giustizia "fai da te". La difesa autonoma - aggiunge Genovesio - è un brutto segnale, significa che la giustizia non funziona: è importante, invece riuscire a individuare e a incrementare i mezzi e gli strumenti preposti alla difesa". Per Maria Luisa Coppa presidente dell’Ascom, "siamo un tassello importante per le forze dell’ordine perché siamo in grado di trasmettere le sensazioni e le preoccupazioni delle persone che vivono sulla strada. Noi commercianti siamo garanti di sicurezza: dove ci sono negozi c’è più sicurezza per questo non bisogna mai abbassare la guardia. Siamo disponibili a collaborare e già manteniamo un rapporti diretto e pratico ma chiediamo di poter lavorare in sicurezza.

Luna Nuova, 9 febbraio 2007. A spasso sulle vie dei sapori. Un percorso per andare "Di paese in paese" trovare il meglio della produzione artigiana e dell’enogastronomia. E’ quanto propone la Comunità montana che ha affidato al Cna il compito di realizzare dei depliant sui prodotti enogastronomici e sull’eccellenza artigiana che completano l’agenda "Trova & annota 2007". "L’obbiettivo è la comunicazione di quanto offre la valle a coloro che la percorrono, a volte anche in modo affrettato o con erronea percezione"ha detto Vitaliano Alessio Stefanoni dl Cna, facendo l’esempio di turisti francesi che valicano le Alpi in cerca di spaghetti perché questo è lo stereotipo che hanno dell’Italia. Al contrario occorre far loro conoscere la toma o l’intaglio del legno i marroni e i tanti prodotti da forno che arrivano dalla tradizione della valle. E farne risorse economiche, facendoli uscire da mercato di nicchia". "I depliant commissionati dalla Comunità sono stati realizzati in collaborazione con l’Alt Montagne Doc e cofinanziati dalla Regione" ha sottolineato Pacifico Banchieri, assessore in Comunità montana, ribadendo che l’intento è di farne un agile strumento di comunicazione pr valorizzare il valore del territorio, le lavorazioni e i prodotti tipici. Tra questi vi sono quelli contrassegnati dal marchio dell’eccellenza artigiana, ma anche altri che sono noti e rinomati, ma per la loro caratteristica non possono accedere al marchio. Lungo l’elenco: ceramica legno pietra e specialità alimentari come pan della Marchesa, canestrelli, gelato artigianale, paste di meliga, focaccia di Susa, birra e torrefazione del caffè. "Gi artigiani sono i protagonisti quotidiani della promozione di questa valle ogni giorno con il loro lavoro - ha detto Stefanoni - e danno un futuro al passato".Beppe Morena è l’autore dei due depliant con i quali il Cna intende avvicinare i mestieri artigiani (ed in particolare l’artigianato d’eccellenza) ai circuisti turistici del territorio, proponendo il percorso che unisce bottega a bottega di paesi diversi, in una sorta di vetrina dilatata lungo l’asse della valle. E sul tema dell’eccellenza artigiana e dell’enogastronomia Ferrentino rilancia. Il presidente della Comunità montana bassa valle di Susa e Cenischia presente martedì scorso con i produttori locali, ha infatti annunciato che tra breve la valle potrebbe avere una nuova e più adeguata "vetrina". "Proprio in questi giorni ho ricevuto l’offerta da parte di un imprenditore privato per la realizzazione di una struttura da mettere al servizio dei produttori locali per la vendita dei prodotti tipici" ha detto. L’area ideale sarà individuata tra Chiusa San Michele e Bussoleno e dovrà essere abbastanza ampia da contenere una struttura di circa mille metri quadrati. A chi proponeva un recupero di immobile in disuso con l’archeologia industriale, fermentino ha risposto "Bello, ma lungo da realizzare. Con la nuova struttura tra sei mesi potremmo avere già la nostra grande vetrina in cui ospitare i prodotti dando la visibilità che meritano, al fine di venderli". Poco prima, infatti, molti erano stati gli interventi di artigiani che si dicevano impossibilitati a dividersi tra produzione di qualità e promozione commerciale, chiedendo a viva voce la nascita di consorzi ad indirizzo diverso, come quello del marrone: un soggetto lo produce, un altro si occupa della commercializzazione. Il presidente della Comunità rincara la dose, e precisa "E’ ora di smettere di dire che abbiamo molte potenzialità inespresse o da rivalutare, è tempo di tradurre tutto questo in mercato, perché chi produce vuole il giusto riconoscimento, e la valle può e deve decollare, anche economicamente".

La Valsusa, 8 febbraio 2007. Valle promossa dagli artigiani. La "Confederazione Nazionale dell’Artigianato" e la Comunità montana Bassa Valle di Susa hanno presentato Martedì scorso i nuovi depliant sui prodotti enogastronomici e sull’eccellenza artigiana della Valle. In due pieghevoli intitolati "Di paese in Paese" serviranno a promuovere i prodotti del territorio. L’assessore Angela Bracco ha messo in evidenza l’importanza dell’eccellenza artigiana: "In valle abbiamo validissimi artigiani che con il lavoro aiutano anche lo sviluppo del turismo. Dobbiamo dire grazie alla regione che sostiene quelle imprese", le guide sono state realizzate dalla Comunità montana Bassa Valle con il contributo della Regione. "Un importate investimento per far conoscere le attività", spiega Vitaliano Alessio Stefanoni della Cna. I mestieri tipici - ha aggiunto - devono essere difesi e accompagnati ad affrontare il mercato. Le piccole imprese devono essere inserite in un circuito, capace di promuovere tutte le attività; solo così potremo giocare una carta vincente per il futuro". La grande industria è in crisi e secondo l’assessore della Comunità Montana Pacifico Barbieri, artigianato e turismo possono essere valide alternative di lavoro". Per Beppe Morena responsabile dello sviluppo locale della Cna "è il primo passo per realizzare altri itinerari, tutti tendenti a promuovere le attività e le bellezze del territorio. Dobbiamo una rete tra imprese e pubblici amministratori". Per raggiungere questo risultato occorre incentivare l’attività promozionale. Il presidente della Comunità Montana Ferrentino, è convinto che occorre un grande sforzo. "La valle ha una vocazione turistica, ma occorre agire. Entro il 3 maggio è possibile presentare progetti per ottenere finanziamenti comunitari al 50% un importante possibilità per creare una vetrina della valle intendiamo creare una struttura che metta insieme tutte le attività artigiane del territorio tra Chiusa San Michele e Bussoleno". Numerosi gli interventi del pubblico: alcuni hanno sollecitato l’importanza di un centro di raccolta di tutti gli artigiani, altri di creare un consorzio che aiuti a vendere i prodotti anche all’estero. È stata proposta anche la realizzazione di una struttura mobile per le fiere, e di creare un fondo per aiutare i giovani ad aprire un attività.

Le Nouvelle Esthétiques, gennaio-febbraio 2007. Costruttori di immagine: Mega Trend. I professionisti del settore acconciatura ed estetica si sono confrontati con il modello di analisi delle nuove tendenze trucco, acconciatura e abbigliamento. L’analisi è stata elaborata dall’esperta Maria Grazia Barcelli dello studio Demetra di Milano con la collaborazione di stilisti Kemon, truccatori Cna e con abiti forniti da Federmoda, attraverso 12 modelle e "quattro quadri": "boreale", puro e fresco, dominato dal bianco e dai colori pastello, make-up leggero, capelli lisci, ma dinamici e biondi; "elegant cruise", uno stile più curato elegante, tagli mascolini e baschetti, castani scuri, ebano e ramati, labbra rosse; "repoter", un viaggio in Oriente, capi semplici, ma sensuali, make up naturale, capelli castani con volumi arrotondati; e infine; "tropical" ispirata ai Paesi caraibici, dai colori caldi, brillanti e appariscenti, trucchi forti, abiti arabeschi e batik, tagli voluminosi e chiome ondulate. Gli abiti sono stati forniti da Soci Cna Federmoda: Aip, Sartoria Enrica Daidone, Giurato Palmira Fiori per l’abbigliamento, Bottega del cucito di Barbara Maturano. Il make up delle modelle è stato curato dai soci Cna settore estetica: Emanuela Drammis e i suoi collaboratori, Istituto estetico primavera di Giorgina Lodo, Centro di estetica Valenzano di D’Agostin &C. Sas e il centro estetico Monica Percelsi. Gli acconciatori: Izia di Patrizia Lauria &C. Snc; Gf Parrucchieri di Francesco Carlucci; L’atelier dei capelli di Rita Camozza; Paola Seminario; Stilnovo di Francesca Ferraro; Meckari Parrucchieri; Marco Pennino; Giovanna Raffaele; Le Piane&C.; Paola Schillaci e Cinzia Zannibelli per capelli e Company Italia e Daniela Panucci per scissor coordinate da Mauro di Domenico, Responsabile e Company Italia. Lo show condotto dalla speaker Valentina Carfagna e da Savino Moscia, presidente nazionale dell’Unione Cna Benessere e Sanità. È stato anticipato dalla commedia teatrale "C’è molto da attendere" della compagnia "Ludus in Fabula" ambientata in un salone di acconciatura dove sono stai mesi in risalto i tic e i comportamenti dei clienti e degli stessi operatori. Durante la giornata per celebrare il 60° anniversario di Fondazione della Cna e della Fibma ( Federazione Italiana barbieri misti, acconciatori e affini) una delle rappresentanze storiche del sistema Cna, sono stati premiati con una targa di riconoscimento gli ex presidenti nazionali del settore acconciatura, Giorgio Arcaleni, oltre a Elsa Forte, coordinatrice nazionale del settore estetica. Tra il pubblico erano presenti anche Danilo Garone e Alfonso Trapani, rispettivamente responsabile e presidente nazionali di "Cna Benessere e Sanità", Giuseppe Sciarrino, presidente provinciale dell’Unione Cna Benessere e Sanità", Michele Sabatino, segretario regionale Cna Piemonte, Paolo Alberti e Luigi Pizzimenti, segretario e vice segretario Cna Torino. Inoltre, è stato presentato il calendario della "Società Mutua Parrucchieri" di Torino. Cna ringrazia le aziende supporters: Beauty Arreda, Cappa, Lit Service, Akys Phitocosmesi, Rossana Zanetta Cosmetici. Hanno ricevuto il premio alla carriera: "Flli Sonetti Snec" di Luigi e Salvatore Sonetti; Melara Vincenzo; Rosa Maria De Alexandris; Italo Minasi.

You, febbraio 2007. I 60 anni di Cna a Torino. Primavera - Estate 2007 Hair Style e Make-Up, hanno partecipato oltre 400 addetti ai lavori, fra parrucchieri ed estetiste, e si sono confrontati con il modello di analisi delle nuove tendenze trucco, acconciatura e abbigliamento per – la primavera estate 2007, elaborato dall’esperta Mari Grazia Barcelli, dello studio Demetra di Milano. Le tendenza moda sono state illustrate grazie alla collaborazione di stilisti kemon, truccatori Cna e abiti forniti da Federmoda. Lo show condotto dalla speaker Valentina Carfagna e da Savino Moscia, presidente nazionale dell’Unione Cna Benessere e Sanità, è stato anticipato dalla commedia teatrale "C’è molto da attendere"; interpretata dalla compagnia "Ludus In Fabula" è ambientata in un salone i acconciatura dove sono stai messi in risalto i tic e i comportamenti dei clienti e degli stessi operatori. Durante la giornata voluta per celebrare il 60° anniversario di fondazione della Cna e della Fibma (Fibma federazione italiana barbieri misti, acconciatori ed affini), una delle rappresentanze storiche del sistema Cna, sono ostati premiati con una targa di riconoscimento gli ex presidenti nazionali del Settore acconciatura, Giorgio Arcaleni e Antonio Marino, oltre a Elsa Forte, Coordinatrice nazionale del Settore Estetica. Un’occasione speciale durante la quale è stato presentato il calendario della società Mutua Parrucchieri di Torino, un originale raccolta di immagini nata da un’attenta ricerca di materiali storici d’archivio. Il calendario ripeccare la storia della Società di Mutuo Soccorso artigiana dalla sua costituzione e l’incasso (10 euro a copia) è destinato ad arricchire il fondo di solidarietà della Società Mutua, messo a disposizione di tutti i parrucchieri e i titolari dei centri associati che si trovano in difficoltà economiche.

Zefiro, febbraio 2007. Un presidente scrittore: Savino Moscia. Proprio in qualità d’autore, oltre che di presidente, Savino Moscia si è presentato alla ribalta della manifestazione svoltasi Torino per il 60° anniversario di fondazione del Cna, proponendo un divertente e applauditissimo "atto unico" ambientato in un salone di acconciatura, da lui scritto insieme alla moglie. Lo abbiamo intervistato in questa occasione, partendo proprio da questo aspetto meno conosciuto della sua personalità. Come ha scoperto e ha coltivato negli anni la sua vena artistica? Sono un creativo, sento continuamente il bisogno di esprimermi: la vena letteraria è una conseguenza. Non nego che in tutto ciò ci sia un pizzico di narcisismo, ma l’aspetto più importante, per me, non è compiacermi di ciò che scrivo, ma farlo arrivare agli altri. Penso inoltre che si debba colmare una lacuna importante che è quella culturale, spesso presente in questo mestiere, senza che noi sappiamo riconoscerla e valorizzarla. Invece, la carta vincente è senza dubbio arricchire culturalmente la professione. Come è nato in particolare il testo di "C’è molto da attendere" l’atto unico che è stato rappresentato in occasione del 60° della Cna? È nato una decina d’anni fa, mentre ero in vacanza con mia moglie e parlavo con lei degli atteggiamenti delle clienti, e anche del personale del salone. Ci siamo detti: perché non riderci su è nata così questa rappresentazione teatrale, che abbiamo già portato in giro per l’Italia con successo. Spero che tutto ciò possa avere un seguito magari con qualche rappresentazione all’estero. Proprio di recente mi è stato chiesto di farne un traduzione in lingua inglese. La sua attività d’autore si estende anche allo specifico di settore… In effetti ho scritto e scrivo parecchio su temi inerenti alla professione, anche se la dimensione che realmente mi appassiona è quella del romanzo. Ho un progetto: terminare la mia attività in salone e tra tre anni dedicarmi esclusivamente alla scrittura… Questo è il mio grande sogno nel cassetto, e spero proprio di poterlo realizzare. Torniamo al presente: lei è attualmente Presidente Nazionale di Cna Benessere e Sanità, la nuova struttura che sostituisce le precedenti associazioni di mestiere. Come riesce a conciliare questo ruolo con gli altri suoi impegni, professionali e culturali? Si tratta di un impegno importante, che ho accettato di assumere per trasmettere il mio punto di vista nel mondo dell’acconciatura. La mia convinzione e che non dobbiamo occuparci di rassegne e show- già provvedono le aziende ad organizzarli benissimo, con grandi mezzi- quanto piuttosto aiutare gli acconciatori a diventare dei manager. Un compito che il sindacato può e deve svolgere: proprio per questo stiamo mettendo a punto una formazione specifica che porti l’acconciatore a raggiungere la consapevolezza del ruolo che ha oggi nella società. Una scelta in sintonia con il cambiamento che ha portato al nuovo assetto organizzativo della Cna orientato al coinvolgimento di aree omogenee d’interesse, pur mantenendo viva l’identità dei singoli settori… Si tratta di una scelta che sicuramente aiuta nello scambio delle opinioni, nella crescita, che ci aiuta a superare le nostre barriere mentali e ci mette a confronto con altre filiere, con altre situazioni, insegnandoci ad essere anche dei "politici". Quanto dura il suo mandato? Dura per quattro anni. Poi, come ho detto, penso di smettere per dedicarmi al mio progetto. In ultimo, un accenno autobiografico alla sua presenza nel sindacato. Sono iscritto al Cna da quasi trent’anni: ho iniziato la mia attività sindacale in modo casuale, intervenendo come un consulente ad un seminario. Devo tutto a Salvatore Bonetti che mi ha preceduto: mi ha insegnato molte cose e mi ha fatto appassionare a questa realtà, anno dopo anno, cercando di non venire mai meno a due principi che ritengo fondamentali: agire in modo onesto, cercando di non arrendersi ai mille inevitabili compromessi che la politica- anche in ambito sindacale- propone, e soprattutto partecipare perché questo ci rende liberi. Certo, partecipare significa prendersi anche delle responsabilità, maggiormente quando si arriva ai vertici: ma sono convinto che il raggiungimento di una carica importante non debba essere vissuto come potere, ma piuttosto come potenzialità di cambiare qualcosa.

Il Mercoledì, 31 gennaio 2007. "L’artigianato vuole crescere". "Il nostro obbiettivo è continuare a crescere, facendo leva soprattutto sull’orgoglio dell’artigiano". Il presidente dell’ufficio di zona di Moncalieri Silvano Gecchele e la funzionaria Alessandra Giorgis fanno il punto sul pianeta artigianato. La sede territoriale, in via Einaudi 29, conta 650 clienti a cui offre numerosi servizi, attraverso una rete di esperti in vari settori e rappresenta il punto di riferimento per diversi consumi. Candiolo, Carmagnola, Carignano, La Loggia, Lombriasco, Nichelino, Osasio, Piovesi, Trofarello, Villastellone, Vinovo e Moncalieri. Complessivamente il numero di attività presenti su questo territorio è assai rilevante, essendoci circa 5.500 ditte attive. E se la zona di Moncalieri è ancora fortemente legata al settore dell’auto e metalmeccanico, sia con attività di produzione che di servizi, a Carmagnola resta prevalente il settore agricolo. In primi, comunque, resta l’edilizia, che conta 863 ditte, a cui bisogna aggiungere i 691 edili specializzati. "La situazione degli artigiani - sottolinea Gecchele - non sicuramente facile, in quanto sconta una situazione di crisi segnali di ripresa ma in forma diesel". Difficoltà che vengono affrontate "con grande spirito di abnegazione e senza mai guardare l’orologio. Stiamo in mezzo tra l’industria e i lavoratori dipendenti e in questo periodo di crisi abbiamo fatto da camera di compensazione assorbendo molti usciti dalla grande impresa. Se la nostra volontà è quella di continuare a crescere, una sfida non facile è quella di aumentare il confronto tra di noi. Oggi- continua Gecchele- l’attività sindacale è poco sentita è vi è una partecipazione non sempre all’altezza delle aspettative anche su incontri e momenti informativi importanti". Unire l’aspetto produttivo e gestionale non è sempre facile. "nelle nuove generazioni vediamo che l’orgoglio che ha sempre contraddistinto l’artigiano è in una fase, di stasi e diversi giovani appena possono preferiscono una assunzione, e diventare dipendenti". Diverse anche le iniziative attivate in loco per supportare questa professione dal progetto Dedalo, a favore degli immigrati "che ha dato ottimi risultati", al "Mip". Il progetto Mettersi in proprio" (che ha uno sportello a Moncalieri in via Santa Croce 12) finanziato dalla Provincia che supporta con "forme di accoglienza, accompagnamento, consulenza e tutoraggio la creazione di nuove imprese".

Il Canavese, 19 gennaio 2007. Bolletta rifiuti, rabbia degli artigiani. Per l’emergenza rifiuti a Lanzo, il Cna (Confederazione Nazionale Artigianato e della piccola media impresa) chiede all’Amministrazione comunale guidata da Andrea Filippin una verifica delle superfici delle aziende del territorio, per un’ equa ripartizione della spesa. È questo il nocciolo principale discusso durante la conferenza stampa organizzata preso la sede ciriacese del Cna. In via Prever 15, martedì 10 gennaio nella quale hanno preso parte Domenico Ciccaldo presidente del Cna territoriale di Cirié, oltre che consigliere d’opposizione nell’amministrazione, responsabile della Asq Srl Società del sistema Cna specializzata in materia di ambiente e sicurezza sul lavoro e Roberto Leone del Cna. Il Cna dopo aver riscontrato una profonda incongruità sulla dimensione delle superfici su cui è stato calcolato il Tia "Tariffa di igiene ambientale" che da questo anno la città ha sostituito la tassa rifiuti di attività artigianali, esercizi pubblici e piccole industrie chiede la verifica dei metri quadrati denunciati dagli imprenditori di Lanzo per un più equo anno per la tariffa per l’anno 2007. Gli aumenti in questione sono infatti rilevanti, oltre il 30 per cento e totalmente ingiustificati se rapportati ai metri cubi denunciati dalle imprese. "Alcuni imprenditori lanzesi alla fine del 200 si sono visti recapitare bollette rifiuti superiori anche del 300, 400, rispetto alla scorso anno- spiegano durante la conferenza stampa – e in una zona economicamente depressa com’è Lanzo e le Valli, degli aumenti così significativi possono anche portare alla chiusura dell’attività. Negli ultimi anni sono già molte le ditte artigianali che hanno chiuso i battenti, aggravando pesantemente la situazione lavoro sul territorio valligiano. È necessario che l’Amministrazione lanzese come compromesso sulla carta, si impegni a verificare e a modificare la situazione inerente la tariffa per lo smaltimento rifiuti". In accordo con il Cisa di Cirié il Consorzio Intercomunale Servizi per l’Ambiente delegato dal Comune di Lanzo, come da quello di Nole, Balangero, Villanova, Mathi, Valdellatorre, e Givoletto per la gestione della nuova tariffa rifiuti che gestisce il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. L’ufficio Cna di Lanzo, in Umberto I 52/A, è disponibile ad attivare un sevizio di raccolta e revisione delle cartelle di riscossione che verrà effettuato, il lunedì, il martedì, e il mercoledì dalle 10 alle 12. E’ indispensabile riuscire a raccogliere i dati di oltre 200 attività artigianali, commerciali e turistico alberghiere entro la fine di febbraio- spiegano dal Cna- altrimenti non solo non verranno corrette le bollette inesatte emesse per il 2006, ma anche quelle inerenti al 2007 verranno emesse superiori rispetto al dovuto. Senza contare che la raccolta rifiuti, ogni anno diventa sempre più cara per colpa delle difficoltà di smaltimento e quindi degli aumenti sono sicuramente in programma. Bisogna sbrigarsi conclude il Cna – non solo far promesse sulla carta alla fine di febbraio manca poco più di un mese". Per ulteriori informazioni in merito telefonare al Cna di Ciriè al numero 011/ 92 05 811.

Il Canavese, 19 gennaio 2007. "A fine mese nuove valutazioni". "Nessuno mi ha informato di queste iniziative del Cna - interviene il sindaco, Andrea Filippin all’indomani della conferenza stampa organizzata nelle sede ciricese della Confederazioni Artigiani sull’emergenze rifiuti a Lanzo - non sapevo dell’incontro, altrimenti avrei partecipato, ma sulla questione credevo fossero già stati presi tutti gli accordi del caso. A metà dicembre- ricorda il primo cittadino- c’è stato incontro tra questa amministrazione, il Cisa il consorzio Intercomunale al quale abbiamo come Comune delegato la gestione della Tia (Tariffa di igiene ambientale) e il Cna durante il quale si è ricontrollato di le metrature degli esercizi commerciali ed artigianali del territorio, in modo da poter correggere le bollette emesse per il 2006 e poi anche quelle dei prossimi anni. C’è stata una seconda riunione il 28 di dicembre – continua il sindaco Filippin- questa volta tra il Cna e il dotto Ferdinando Silvano, responsabile della Cst Group, ditta alla quale il Cisa ha affidato la gestione materiale inerente la bollettazione della Tia. E mi risulta che il dottor Silvano staia verificando tutti i casi segnalati dei diretti interessati a noi o direttamente al Cisa, in cui la Tia sia stata calcolata basandosi su metrature erronee oppure non tendo conto che molte aziende conferiscono normalmente gran parte dei loro rifiuti ad aziende autorizzate allo smaltimento. I controlli richiesti del Cna durante la conferenza stampa di martedì 10 gennaio stanno già avvenendo - ribadisce il sindaco. Intervistato per un parere dell’Amministrazione sulla questione- ed entro la fine di gennaio saranno emesse le nuove bollettazioni corrette. Un discorso a parte, invece per quanto riguarda la ripartizione della spesa complessiva in percentuale, tra utenze domestiche e a quelle non domestiche. L’amministrazione di Lanzo ha deciso di mantenere, come in passato, la suddivisione del 50 e 50. anche se essendoci più utenze domestiche su territorio, rispetto a quelle non domestiche, quest’ultime vengono penalizzate. "Controlleremo ancora attentamente la situazione e poi valuteremo se "dovremo correggere il tiro"- conclude Andrea Filippin - anche se non sono stati "commessi errori grossolani"in questa attuale suddivisione come è stato sostenuto da qualcuno. La nostra è stata una scelta ben precisa. Se c’è da pagare di più preferisco che siano le attività commerciali e artigianali, che comunque possono sempre ricaricare la spesa sui loro prodotti finali e non una famiglia, magari di 5 persone monoreddito, che vive in un appartamento di 100 metri quadrati".

Il Risveglio, 18 gennaio 2007. Cna e artigiani protestano contro il rincaro dei rifiuti. La Cna scende in campo contro il caro rifiuti. Dopo oltre un anno di solleciti in cui il presidente della Confederazione artigiani - Cirié e Valli di Lanzo - Domenico Ciccaldo, chiedeva spiegazioni all’Amministrazione lanzese sulle incongruità che erano state riscontrate già a fine 2005 in mote bollette dei rifiuti indirizzate agli artigiani, martedì scorso è stata indetta una conferenza stampa per presentare il problema ai giornali. A che cosa è dovuto questo rincaro dei rifiuti? "Con il passaggio di tassa a tariffa, già di per se più gravosa, si sono create delle asimmetrie tali da provocare aumenti delle bollette, fino al 300%- spiega il responsabile dei progetti di sviluppo locale della Cna Roberto Leone. Siccome un tempo esistevano delle esenzioni, chi ha dichiarato meno si è trovato a pagare meno anche a fronte di un’ampiezza aziendale visibilmente maggiore di altre. Inoltre- prosegue c’erano delle riduzioni che spettavano, agli artigiani di cui non si è tenuto conto, e molti costi che dovevano essere sostenuti dalle industrie sono stati invece scaricati sugli artigiani". I solleciti nei confronti dell’Amministrazione lanzese erano iniziati già nell’ottobre del 2005. "Avevamo espresso già allora la nostra preoccupazione in merito all’applicazione del nuovo regolamento che introduceva la tariffa rifiuti, inviando una lettera illustrando le problematiche ai sindacati ed assessori alle Attività produttive della valle. Ora - spiega Domenico Ciccaldo - in accordo con l’Ente di gestione, ovvero la società Cst, abbiamo dato la nostra disponibilità a controllare e verificare le cartelle che superano il 30% la tassa pagata l’anno precedente, affinché vengano modificate. Gli artigiani devono pagare, ma secondo equità. A Lanzo ci sono circa 200 imprese, tra artigiani e piccoli commercianti; alcune di loro lavorano addirittura in perdita e non possono essere ulteriormente gravate da costi assurdi". Il servizio di consulenza verrà svolto presso la Cna di Lanzo, in via Umberto I 52/A, nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì dalle 10 alle 12. "Siamo disponibili ad andare incontro ai nostri concittadini - ha sottolineato il sindaco di Lanzo Andrea Filippin. Purtroppo, questo passaggio da tassa a tariffa ha comportato degli inevitabili aggiustamenti. Se le bollette non dovessero essere ricalcolate in tempo da parte della società incaricata, vedremo di chiedere una proroga per il pagamento dell’ente di riscossione".

Torino Cronaca, 12 gennaio 2007. Con "Motore pulito" i controlli gratuiti degli artigiani di Cna. Informare gli automobilisti e gli operatori del settore sulle nuove disposizioni e sensibilizzare i cittadini a mantenere in efficienza i veicoli: è l’obbiettivo di "Motore Pulito" di Asso Car, l’associazione dei centri di revisione della Cna e l’istituto professionale Birago. Gli appuntamenti sono per sabato 13 gennaio (9-14) al centro di revisione Car test, di corso Novara 114 e per sabato 20 (9-14) all’istituto Dalmazio Birago, corso Novara 65: di effettuerà gratuitamente il controllo dei gas di scarico agli automobilisti, ad opera dei ragazzi dell’Istituto Birago e con le attrezzature messe a disposizione dalle case costruttrici di strumentazione diagnostica, e si distribuirà il materiale informativo fornito dal Comune di Torino.

Torino Cronaca, 12 gennaio 2007. "Occorre smascherare tutte le attività abusive". Più controlli e più attenzioni da parte della Polizia municipale per smascherare i finti "centri estetici" o gli illegali "centri massaggi" due luoghi su cui regna la più totale confusione, ad iniziare proprio dalla terminologia che l’immaginario collettivo tende spesso a confondere. Il centro estetico è tutt’altra cosa dalle strutture nate con l’obbiettivo di nascondere un attività a sfondo sessuale, come il caso di Viva Lain o del più recente Carpe Diem. È la differenza è sostanziale, come sottolinea Davide Padroni, il responsabile provinciale Unione Benessere e Sanità della Cna. Le case di appuntamenti come le ha definite la Cna, si camuffano spesso dietro l’insegna "centro estetico" andando a colpire anche l’immagine professionale degli operatori del settore. "Purtroppo è vero per questo bisogna stare attenti a non utilizzare in maniera impropria il termine "centro estetico". I veri centro estetici regolarmente iscritti alla Camera di Commercio di Torino sono circa 900 e pagano regolarmente imposte e contributi. Il titolare deve essere in possesso dell’abilitazione professionale come prevede una legge specifica che regolamenta appunta l’attività estetica". I centri estetici sono però spesso confusi nell’immaginario collettivo con "i centri massaggi". "Il centro massaggi legalmente non esiste. Esiste quello che viene definito centro estetico dove possono essere fatti massaggi per l’eliminazione di in estetismi estetici e per il mantenimento dell’equilibrio psicofisico della persona con l’utilizzo di idonee apparecchiature a norma e autorizzate dall’Asl. Noi siamo consapevoli che a volte qualche professionista pensa a fare il salto per arrotondare le entrate ma questi casi non rappresentano la norma, sono l’eccezione. E, oltretutto, sono anche dei reati penalmente perseguibili che non c’entrano nulla con l’estetica". La Cna cosa ha fatto per regolamentare o controllare il proliferare di questi finti centri estetici? "Le segnalazioni che riceviamo anche dal Carpe Diem ci era già giunta qualche voce, le controlliamo e successivamente le trasmettiamo al Comune per procedere dal punto di vista amministrativo e anche soprattutto contro l’abusivismo. Le segnalazioni più mirate le trasmettiamo invece all’autorità giudiziaria. Anni fa, ad esempio inviammo ai Nas una lista e 20 finti centri estetici vennero chiusi". Cosa si può fare quindi per salvaguardare l’immagine dei centri estetici? "E’ necessario vigilare e controllare meglio il territorio. Un’attenzione maggiore dei Vigili indirizzata alla lotta contro l’abusivismo potrebbe smascherare non solo le attività abusive ma pure quelle illegali e penalmente perseguibili".

Estetica, gennaio 2007. 60 anni in confederazione. Sono passati sessant’anni da quando un gruppo di ventisei artigiani diede vita alla Cna, Confederazione nazionale dell’Artigianato, che approvò il suo Statuto nel dicembre ’46 a Roma. Un traguardo importante, celebrato a Torino con Costruttori d’immagine, l’evento moda organizzato da Cna e Benessere, settore acconciatura ed Estetica, in collaborazione con la Cna Federmoda, la Società Mutua Parrucchieri di Torino e il gruppo Kemon. Una grande festa, alla quale hanno preso parte oltre quattrocento, acconciatori, un viaggio nella moda 2007, anticipata da Maria Grazia Barcelli dello studio Demetra di Milano e interpretata dagli stilisti Kemon e truccatori Cna. Un’occasione per celebrare un anniversario e per stendere un bilancio insieme al presidente nazionale Savino Moscia. Presidente, perché Torino per festeggiare i 60 anni? La Cna è nata su iniziativa di un gruppo di imprenditori tra i quali si distinguevano proprio gli acconciatori, raggruppati sotto la sigla Fibma, Federazione Italiana Barbieri misti e affini. La Cna di Torino è stata tra le primissime a costituirsi in associazione sindacale. Ecco perché l’Unione Benessere e Sanità, nella quale sono oggi rappresentati gli acconciatori uomo-donna, ha scelto di celebrare l’anniversario proprio in questa città. E la Cna che cosa ha dato in questi anni di relazione? Una profonda organizzazione. Il traguardo più importante? Direi l’associazionismo, una forte rappresentatività nazionale in grado di firmare i contratti collettivi nazionali di lavoro e promuovere leggi specifiche di settore. Obbiettivi futuri? Creare, attraverso la formazione specifica espressa dal nostro sistema associativo, dei veri e propri manager. Senza sostituirci alle aziende, ma facendo in modo che ognuno, per le proprie specificità, possa dare il meglio alla categoria. Fibma, Cna Federacconciatori, Cna Benessere e Sanità: le differenze? Da "soggetto" individuale, in quanto associazione degli acconciatori siamo passati all’unione di diverse categorie. E’un unità che ci rende tutti più consapevoli delle problematiche di filiera, ma al contempo, più forti perché numericamente più importanti nei confronti della stessa Cna delle altre associazioni di categoria e delle istituzioni. Lei è presidente da novembre 2005: un primo bilancio? E’ stato un anno esaltante caratterizzato dalla consapevolezza, di dover rafforzare, organizzare, e far funzionare l’unione dei settori acconciatura, estetica, fitness, odontotecnica, podologia. Una rivoluzione culturale a cui, con la sapienza che il tempo richiede, tutti stiamo cercando di dare un buon contributo. Quali servizi offre la Cna agli acconciatori? Servizi a 360°, dalla rappresentanza sindacale alla formazione, dalla consulenza aziendale a quella sulle leggi di settore. Siamo un organizzazione importante che i parrucchieri hanno saputo non solo recepire ma addirittura anticipare grazie alla loro incredibile voglia di associazionismo. Come ha ricordato a Torino uno degli ex presidente Cna, Antonio Marino oggi presidente nazionale della Camera italiana dell’acconciatura, "Durante il secondo conflitto mondiale, sotto le bombe del nemico, non rinunciarono mai per decidere orari e tariffe. Non sono molte le categorie che possono vantare analogie". Buon compleanno Cna.

Corriere di Chieri, 5 gennaio 2007. Cresce la Cna Torino; nuova sede provinciale. E’ operativa la nuova prestigiosa Sede provinciale della Cna Torino, in via Francesco Millio 26, in Borgo San Paolo, che diventerà la casa delle 13.500 imprese associate in provincia imprese artigiane e commerciali, ma anche Pmi e professionisti non iscritti ad un Albo. I lavori di ristrutturazione iniziati nel dicembre del 2005, sono stai effettuati dall’Associazione temporanea di scopo costituita dai consorzi Cardea e Cetp, entrambi aderenti alla Cna. Il nuovo edificio nato dal recupero di un preesistente fabbricato industriale, accoglie al pian terreno la sede torinese della Cogart Cna Piemonte (ingresso da via Spalato 60/d), l’Unipol-Cna Assicurazioni Srl (via Spalato 62/a) e il Patronato Epasa (via dall’Ongaro 6/e). i numeri di telefono coincidono solo in parte a quelli abituali, per cui è opportuno fare riferimento al numero verde della Cna (chiamata gratuita), 800.81.20.40, e al centralino 011.46.17. 666, che sono rimasti immutati. L’inaugurazione ufficiale della nuova sede è prevista nelle prossime settimane, quando l’operatività nel Palazzo uffici sarà a regime. La sede degli uffici chiedesi rimane quella di via Cesare Battisti.

 
 
 
 
 
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