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Anno 2007 - Italia Oggi
 

Italia Oggi, 11 dicembre 2007. Import tessile, è allarme. Il ministro della salute, Livia Turco, lancia da Torino l’allarme sanitario per le importazioni indiscriminate di prodotti tessili dai mercati asiatici. "Ogni anno in Italia il 4% circa del milione del 500 mila casi di dermatosi che si manifestano in Italia", ha detto Livia Turco, "sono da imputarsi al contratto con tessuti colorati impropriamente trattati con sostanze che sensibilizzano la pelle e che spesso si sono rivelate tossiche e cancerogene". In valore assoluto si tratta 60 mila pazienti allergizzati che "alla sanità pubblica costano, per la sola diagnosi, ben 120 milioni di euro". Nel giorno del lutto cittadino per le vittime dell’acciaieria Thyssen Krupp, ospite di un convegno nazionale promosso dalle confederazioni artigiane Cna, Confartigianato e Casartigiani e dello stesso ministero della salute in collaborazione con Regione Piemonte e Unioncamere Livia Turco ha invitato a riflettere sui rischi dei consumatori per l’uso di prodotti tessili di scarsa qualità che invadono il mercato europeo e che, in fondo, causano gravi danni alla salute anche ai lavoratori dei paesi di origine di questi prodotti, in primis Cina e India, senza escludere l’Italia. Il convegno, dal titolo "Salute, sicurezza, imprese e consumatori, come ha spiegato Sergio Ceccon, presidente, presidente del settore moda per il comitato di coordinamento delle confederazioni artigiane del Piemonte, intendeva del resto proporre una grande alleanza tra produttori e acquirenti per il rilancio del comparto tessile-abbigliamento-calzature, sollecitando "l’attesa approvazione di una legge sulla tracciabilità in Italia dei prodotti tessili a tutela del made in Italy e della salute di tutti". Il ministro ha poi riconosciuto il primato tutto piemontese in questa materia. Proprio su proposta dell’intero tessuto produttivo e del mondo universitario piemontese e in particolare torinese e biellese nel marzo scorso si è costituito l’Osservatorio nazionale per la valutazione dei rischi sulla salute dei prodotti tessili che si occupa dell’analisi dei prodotti tessili commercializzati in Italia di produzione sia nazionale che estera. "Riconosco che siamo partiti in ritardo", ha ammesso la Turco sottolineando però che adesso il cammino è tracciato. Ma da parte delle confederazioni artigiane è arrivata una bacchettata al ministro. Il presidente nazionale di Federmoda Cna, Luigi Rossi, ha infatti ricordato che "su queste materie il governo ha la pessima abitudine di continuare a confrontarsi solo con Confidustria".

Italia Oggi, 1 dicembre 2007. Restructura: efficienza energetica, Pmi attive. In assenza di una politica industriale coraggiosa capace di incentivare la riconversione di parte del sistema produttivo italiano, il protocollo di Kyoto rischia di provocare un effetto boomerang sull’economia nazionale, incentivando lo sviluppo della produzione e del consumo di energie da fonti rinnovabili che derivano dal’utilizzo di apparecchi e tecnologie che nella grande maggioranza dei casi dovranno essere importati da altri paesi lo ha detto il segretario di Cna Torino, Paolo Alberti; a Restructura Extra, il salone delle costruzioni e delle ristrutturazioni di Torino, in corso al Lingotto Fiere fino a domani durante la presentazione alla stampa e agli operatori dello Sportello Energia Cna. "L’esempio del fotovoltaico", ha sottolineato Alberti, precisando che "il 95% dei produttori di silicio e di pannelli solari non sono Italiani". Alberti ha però anche ricordato che la piccola impresa sta dimostrando grande interesse verso questo mercato in crescente espansione, come dimostrano i recenti dati relativi all’utilizzo delle risorse del primo bando "Industria 2015" della legge Bersani: "Su 1.067 progetti presentati nel solo settore efficienza energetica, oltre il 36% sono stai firmati da imprese con meno di 20 dipendenti". Ma secondo la Cna occorre fare di più, "favorendo la partecipazione a questi bandi da parte di consorzi di piccole imprese e soprattutto incentivando la riconversione produttiva di parte delle Pmi e delle imprese artigiane del comparto metalmeccanico". Lo Sportello Energia, si rivolge ad artigiani, commercianti, e Pmi, amministratori di condominio e privati cittadini interessati al risparmio e all’efficienza energetica della propria impresa e della propria casa e offre una consulenza globale per l’utilizzo degli incentivi governativi del 55% sulla riqualificazione energetica. Proprio i condomini come ha ricordato il direttore di Cna, Mario Tanino, sono "insieme agli edifici pubblici e propri divoratori di energia". Cna Costruzioni insieme all’Istituto nazionale di Bioarchitettura ha presentato a Restructura il bando del concorso nazionale "Riqualificazione e recupero in edilizia e sostenibilità", premio alle migliore iniziative per l’edilizia sostenibile finalizzata al recupero e alla riqualificazione edilizia e urbana.

Italia Oggi, 30 novembre 2007. Un natural park per Torino. Il risanamento ambientale del grande buco nero delle Basse di Stura, circa 540 ettari di territorio urbano nell’area nord di Torino una delle aree più inquinate a livello nazionale, secondo il ministero dell’ambiente potrebbe partire dalla costruzione di un natural power park, un parco tecnologico per la produzione di energia con fonti rinnovabili miste: fotovoltaico, idrogeno e idroelettrico. La notizia è stata divulgata ieri a Torino, nel corso del convegno inaugurale di Restructura Extra, "Costruire senza distruggere", patrocinato da Italia Oggi. Pier Giorgio, relatore generale del progetto "Trasmettere la Città Sostenibile", componente del coordinamento scientifico del Laboratorio Città Sostenibile nato a seguito delle firma del protocollo d’intesa firmato nel settembre 2006 da numerosi enti pubblici e privati, tra gli altri Città di Torino, provincia di Torino, Regione Piemonte e Politecnico di Torino, con il preciso obbiettivo di sviluppare una progettualità volta alla riqualificazione ambientale, economica e sociale di quell’immensa porzione di città che si estende lungo le sponde del torrente Stura, tra la Tangenziale Nord di Torino, la discarica dei rifiuti urbani dell’Amiat che chiuderà per saturazione nel 2009 il quartiere popolare della Falchera e gli assi urbani di via Lanzo e via Reiss Romoli. Come ha ricordato il presidente dell’Ordine degli architetti di Torino, Riccardo Bedrone, il progetto Trasmettere la Città Sostenibile sarà sviluppato nell’ordine di un simposio internazionale che si terrà a Torino tra l’11 e il 16 febbraio 2008, ma le proposte operative verranno illustrate solo a fine giugno durante i lavori del XXIII Congresso mondiale degli architetti, che si terrà per la prima volta in Italia a Torino, dal 29 giungo al 3 luglio, in occasione del 60ennale dalla fondazione dell’Unione Internazionale degli architetti (Uia), come ha spiegato Bedrone, "bonificare un’area ampia con le Basse di Stura, è un operazione complessa, che richiede dai 15 ai 25 anni. In alcuni l’operazione si conclude anche dopo cinquant’anni come insegna il bacino della Rhur in Germania". Gli architetti metteranno i loro studi e suggerimenti a disposizione degli amministratori pubblici, spiega ancora Bedrone "suggerendo l’ipotesi della costituzione di una società misto pubblico-privato per la realizzazione di tutte le opere necessarie per la bonifica e la riqualificazione delle Basse di Stura, il cui costo sicuramente elevatissimo, non è ancora quantificabile". Bedrone ha poi anticipato che il tema portante del congresso mondiale degli architetti sarà "comunicare architettura", ovvero cercare di avvicinare il lavoro degli architetti ai fruitori delle opere realizzate. "Anche gli architetti devono imparare ad ascoltare", ha detto Bedrone "per rendere più polare l’architettura e soprattutto più rispondente alle esigenze di chi dovrà viverla". Riprendendo il tema del convegno inaugurale di Restructura, il salone delle costruzioni che quest’anno si svolge in contemporanea con la biennale internazionale delle infrastrutture, Infrastructura, Sebastiano Consentino, presidente di Cna Piemonte, ha detto che "per costruire senza distruggere occorre sapere, pensare a lungo termine" e, ricollegandosi all’intervento di Bedrone, "che è fondamentale rafforzare il dialogo tra costruttore edile e progettista". Il vicepresidente della Regione Piemonte, Paolo Peveraro, infine ha evidenziato che al concetto della sostenibilità urbana "è ispirato il documento di programmazione strategica 2007-2013 della Regione Piemonte che intende promuovere la sostenibilità ambientale ed energetica". Soddisfazione per l’edizione del 20ennale di Restructura è stata espressa dal nuovo direttore generale del Lingotto Fiere, Andrea Varnier, che ha ricordato che quest’anno il salone può contare su quasi 40 mila metri quadri di esposizione e 421 espositori da tutta Italia, "dati che lo accreditano senza dubbio come un grande evento nazionale".

Italia Oggi, 29 novembre 2007. Torino, al via Restructura Extra. Architettura riqualificazione e sostenibilità urbana saranno i temi centrali del convegno inaugurale di Restructura extra, il salone delle costruzioni e delle ristrutturazione edile che apre i battenti questa mattina al quartiere fieristico del Lingotto di Torino a 200 esatti dalla sua prima edizione: "Costruire senza distruggere", metterà a confronto architetti amministratori pubblici e rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di settore (Collegio costruttori edili, Cna Costruzioni) su una delle questioni calde che saranno dibattute a giugno del prossimo anno nel corso del XXIII congresso mondiale dell’Unione internazionale degli architetti (Uia). Al convegno, patrocinato da Italia Oggi, sono stati invitati, tra gli altri. Al convegno, patrocinato da Italia oggi, sono stati invitati tra gli altri, il vicepresidente della regione Piemonte, Paolo Peveraro, il presidente dell’ordine degli architetti della provincia di Torino, Riccardo Bedrone, e il direttore generale del Lingotto Fiere Andrea Varnier. In concreto, l’Ordine degli architetti presenterà in anteprima il progetto "Trasmettere la città sostenibile" finalizzato alla riqualificazione dell’area torinese della Basse di Stura, fortemente compromessa dal punto di vista ambientale e urbanistico. Su quest’area un pool di esperti internazionali sarà chiamato a confrontarsi nel corso di un workshop a Torino, dall’11 al 16 febbraio 2008, per proporre un piano di sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale all’interno del quale affrontare i temi della progettazione integrata, della qualità urbana, della partecipazione e della governante pubblico e privato per favorire investimenti capaci di generare reddito, sviluppo e nuova occupazione. I risultati di "Trasmettere la città sostenibile" saranno illustrati il 2 luglio 2008 durante il congresso dell’Uia. Restructura che lo scorso anno ha avvicinato 73 mila visitatori si estenderà su 38 mila metri quadrati di esposizione e si affiancherà fino al 1° dicembre, a Infrastructura, la biennale internazionale delle Infrastrutture, coinvolgendo in totale quasi 500 espositori. Nella giornata di oggi si segnala anche il convegno anche il convegno "Risolvere una controversia tempo e denaro", sul servizio di conciliazione della camera arbitrale del Piemonte (ore 18, sala Amaranto). Restructura è aperto tutti i giorni fino a domenica 2 dicembre (ore10-20).

Italia Oggi, 23 novembre 2007. Restructura si fa extra-sostenibile. L’edilizia è la ristrutturazione in chiave ecologica: sarà questo il temo portante della ventesima edizione di Restructura, la più importante vetrina nel mondo delle costruzioni nel nord-ovest che aprirà i battenti il 29 novembre al quartiere fieristico del Lingotto di Torino, in contemporanea con la biennale Infrastructura, sotto la nuovissima insegna "Restructura Extra". Ecologia, risparmio ed efficienza energetica, sostenibilità urbana ed ambientale, saranno, infatti, centrale sia nell’impostazione dell’area espositiva che quest’anno supererà i 38 mila metri quadrati, sia dei 43 momenti congressuali previsti a partire dal convegno inaugurale. "Costruire senza distruggere" che anticiperà uno dei temi che saranno dibattuti nel corso del XXIII Congresso mondiale degli architetti di Torino 2008. come ha spiegato il presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Torino, Riccardo Bedrone, "all’interno dell’iniziativa Trasmettere la città sostenibile, l’ordine accoglierà a Torino, per una settimana, a febbraio 2008, cento ricercatori di tutto il mondo che lavoreranno insieme per progettare il risanamento ambientale dell’area delle Basse di Stura, una delle più inquietanti del capoluogo piemontese e di tutta Europa". I risultati di questo progetto di ricerca saranno presentati a giugno 2008 durante i lavori del congresso dell’Unione internazionale degli architetti (Uia). D’intesa, con Cna, Confartigianato e Casa, l’Ordine degli architetti presenterà inoltre i primi risultati del progetto per la riscoperta degli antichi mestieri artigiani nell’architettura che ha già permesso di censire 200 professionalità di grande valore a rischio di estinzione. Come ha spiegato il nuovo direttore generale del Lingotto Fiere, Andrea Varnier, ex Toroc, Restructura 2007 che rimarrà aperto fino al 2 dicembre sarà strutturato in sei nuove sezioni: energia e ambiente, dedicata alla soluzione e ai modelli innovativi per il rinnovamento dell’ambiente costruito e ai materiali e alle tecnologie per il risparmio e l’efficienza energetica, cantiere e macchine; edilizia e finiture che ospiterà anche gli artigiani del recupero, del restauro e della conservazione edile organizzati dalla Cna; impianti e sicurezza; esterni e giardino e servizi a gestione, dedicata alle apparecchiature, hardware e software per il mondo delle costruzioni e il settore immobiliare. A Restructura si parlerà però anche di incentivi alle ristrutturazione. E a questo proposito la direzione regionale del Piemonte dell’Agenzia delle Entrate ha già comunicato che nel corso del 2007 sono state 25 mila le comunicazioni di inizio lavori per l’utilizzo della detrazione fiscale del 36% e che negli ultimi dieci anni in Piemonte le comunicazioni sono state totale 286.307. L’assessore regionale alle politiche territoriali Sergio Conti ha sottolineato, invece come in Piemonte stia cominciando a decollare anche la detrazione del 55% per gli interventi di recupero finalizzati alla certificazione energetica e alla contabilizzazione del calore e che "dall’inizio dell’anno è quadruplicata la superficie dei pannelli fotovoltaici installati sui tetti di abitazioni e fabbricati industriali". Del resto proprio il Piemonte, come ricorda l’assessore regionale all’ambiente, Nicola de Ruggiero, "è la prima regione ad aver presentato un piano organico per migliorare la qualità dell’aria approvato dall’Ue". E nei primi dieci mesi del 2007 i giorni di superamento dei limiti per la diffusione del Pm 10 si sono ridotti del 21,1%.

Italia Oggi, 23 novembre 2007. Sì a gruppo giovani imprenditori. Si è costituito il gruppo giovani imprenditori della Cna di Torino, che unisce oltre 2.400 imprenditori under 35 che mirano a dorarsi di un coordinamento permanente. Primo obbiettivo dell’operazione individuato nell’assemblea costitutiva di mercoledì scorso a Torino è quello di favorire la conoscenza reciproca degli associati per scambiare informazioni e ricercare nuove opportunità e strumenti di miglioramento per le imprese. Alle riunioni del gruppo possono partecipare tutti gli iscritti alla Cna di età non superiore ai 35 anni. Dell’associazione dei giovani torinesi della Cna, 1801 sono uomini e 607 le donne. La grande maggioranza delle giovani donne imprenditrici opera nel comparto della moda e del tessile-abbigliamento, nel commercio e nel settore bellezza-benessere. Gli uomini sono invece soprattutto imprenditori delle costruzioni, dell’impiantistica e della produzione. Significativa è anche la giovanissima età di molti imprenditori: se infatti il 58% ha un’ età compresa tra i 31 e i 35 anni, il 30,4% tra i 26 e i 30 anni e l’11% tra i 21 e i 25 anni. Dopo il gruppo giovani della Cna di Biella, nato quattro anni fa quello di Torino è il secondo in Piemonte, ma analoghi gruppi di lavoro sono già nati e continuano a nascere presso le sedi locali della Cna. Il gruppo giovani di Torino è coordinato da Giovanni Micheletti e dall’imprenditrice associata Paola D’Agostin membro della presidenza provinciale.

Italia Oggi, 14 giugno 2007. Pmi del wellness, sportello a Torino. A Torino, è nato lo sportello wellness, la struttura che ha la finalità di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nei settori del benessere, della bellezza estetica e dello sport. L’iniziativa firmata dal centro per l’impiego di Torino, della provincia di Torino e della Cna torinese, è stata presentata ieri alla stampa e agli operatori e permette già da oggi alle i prese artigiane operative nei comparti delle acconciature uomo- donna e dei centri estetici di avere a disposizione un canale preferenziale e completamente gratuito per la selezione di personale. Il centro per l’impiego per l’impiego di Torino e la Cna attraverso l’Unione benessere e sanità, hanno messe insieme le loro competenze per dare vita allo sportello wellness che è in funzione presso le due sedi torinesi del Centro per l’impiego in via Bologna e in via Castelgomberto, ma anche per i soci della Cna di via Millio 26, sempre a Torino. Lo sportello wellness offre alle imprese un servizio di preselezione del personale con un attento esame del profilo professionale dei candidati, nonché la possibilità di colloqui preliminari e riservati e una consulenza specialistica sugli incentivi all’assunzione. Ai lavoratori, ancora, vengono invece garantiti un corretto orientamento al lavoro in base alle proprie aspirazioni, e alle competenze, delle opportunità di lavoro concrete, e una consulenza specialistica sulle diverse forme contrattuali, oggi disponibili sul mercato. Il comparto wellness è in continua espansione, come dimostrano i dati sugli avviamenti al lavoro resi possibile attraverso i centri per l’impiego in provincia di Torino nel primo trimestre 2007: 624 lavoratori inseriti, di cui il 44% attraverso lo strumento dell’apprendistato; di questi 294 sono entrati in salone di acconciatura, 208 in centri estetici e 87 in strutture sportive. La sperimentazione dello sportello wellness effettuata dal centro per l’impiego di Torino negli ultimi due mesi ha del resto comprovato l’utilità di questo servizio: partendo da 15 richieste di assunzione pervenute da 13 imprese artigiane, sono stati preselezionati 65 nominativi già trasmessi agli imprenditori. A oggi presso i centri per l’impiego della provincia risultano disponibili 1.260 persone in cerca di occupazione nel settore del wellness, 581 dei quali presenti nella sola città: tutti questi profili saranno messi a disposizione degli imprenditori che si rivolgeranno allo sportello wellness. A prelevare nettamente, ancora una volta, sono i profili dell’acconciatore uomo-donna (711, in provincia, 286 in Torino città), dell’estetista (318 e 149) e dell’istruttore sportivo (44,26).

Italia Oggi, 8 giugno 2007. Indotto, superata la crisi Fiat. Le pmi piemontesi dell’indotto auto, hanno superato con successo, la crisi Fiat. A dimostrarlo è un indagine condotta dal centro studi Ires in sinergia con la Cna e l’Api di Torino e provincia. La ricerca curata da Aldo Enrietti, Renato Lanzetti e Luca Sanlorenzo si intitola la "La componentistica in movimento" ed è stata presentata ieri a Torino alla stampa e agli operatori economici suscitando un notevole interesse. La dipendenza in termini di fatturato complessivo da Fiat è complessivamente scesa dal 35% del 200 al 27,8% del 2005 questo è avvenuto principalmente grazie ad un internazionalizzazione delle imprese. Un fenomeno che ha interessato non solo le medie imprese, spesso multinazionali, del primo livello do frontiera del colosso Fiat. Ma anche le imprese meno strutturate. Del resto, un terzo delle 300 imprese dell’indotto auto preso in esame dalla ricerca sono imprese con meno di dieci addetti. Un campione che tiene conto della realtà imprenditoriale piemontese del settore, popolato da 2297 imprese, che vede ancora il 59% della aziende collocarsi al di sotto dei 100 dipendenti e che nel 76% dei casi fattura meno di 10 milioni di euro l’anno. Elementi di indubbi debolezza del tessuto imprenditoriale che il vice presidente della regione Piemonte, Paolo Peveraro, non ha mancato di sottolineare, proponendo però anche la soluzione: incentivare con risorse pubbliche, il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca pubblici e privati verso le Pmi per favorire l’innovazione, lo sviluppo e quindi la crescita dimensionale delle imprese. Una ricetta che è piaciuta al presidente regionale di Cna Produzione, Enzo Innocente che ha comunque auspicato che dalle parole si passi veramente ai fatti, "perché proprio questa è la strada più volte indicata dalla Cna alle istituzioni, ma fino ad oggi praticata con estrema cautela e con molta difficoltà". La ricerca ha comunque dimostrato una buona capacità delle pmi dell’indotto auto di diversificare la loro presenza sui principali mercati internazionali, slegandosi progressivamente dalle forniture al sistema Fiat e avvicinando nuovi committenti. I dati parlano chiaro: sono 128 su 300 le imprese del campione che esportano, di queste, 65 sono piccole, e la loro quota di fatturato legata all’export è salita dal 2000 al 2005 dal 22% al 27%, mentre per le 50 medie imprese è passata dal 36,2% al 43,3%. E se fino al 2000 le imprese piemontesi andavano all’estero per seguire Fiat, dopo 2005 ci vanno per cercare nuovi committenti oppure per seguire committenti stranieri. Rimane però una debolezza sul fronte degli investimenti a prevalere è ancora l’innovazione di processo e solo il 18% delle imprese intervistate ha effettuato innovazione di prodotto (l’11% ha introdotto un nuovo prodotto, il 7% ne ha innovato uno esistente). Scarsa appare inoltre la capacità dell’indotto auto di servirsi degli strumenti regionali di politica industriale: il 53% dichiara di non averne fatto ricorso, il 32% ha invece utilizzato incentivi per l’innovazione e gli investimenti.

Italia Oggi, 25 maggio 2007. Torino i restauratori lanciano l’allarme. Uno spettro si aggira per l’Italia: è la normativa che regola l’attività di restauratori e di beni culturali, una serie di decreti di dubbia costituzionalità, ferraginosi al punto di non venire sistematicamente applicati e così contradditori da rischiare di mettere migliaia di imprenditori del settore in condizione di non poter più lavorare per i prossimi anni. È questo l’annoso problema affrontato oggi a Torino, presso il centro conservazione e restauro "La Venaria Reale" nel corso di un convegno che ha visto gli interventi di lustri esperti ed esponenti del mondo delle istituzioni. L’argomento è quanto mai delicato. Le imprese del settore invocano, infatti, ad alta voce chiarezza e certezze legislative per chi opera nel restauro su bei culturali sottoposti a tutela. Una richiesta ancora più pressante considerata la politica di rilancio del turismo culturale realizzata dal governo italiano, e, in modo particolare, dalla regione Piemonte. Che il legislatore italiano sia in forte imbarazzo lo dimostra il fatto che, nonostante il primo decreto sia stato emanato nel 2001, manchino ancora i provvedimenti attuativi. Le confederazioni artigiane, Cna, in testa paventano che, qualora i decreti venissero attuati, circa 30 mila imprese in Italia si troverebbero di fatto a non poter più operare nel settore. La normativa, infatti, prevede che gli operatori sia in possesso di precisi requisiti che dovrebbero avere ottenuto negli otto precedenti: di qui, gli evidenti dubbi di incostituzionalità della norma.

Italia Oggi, 16 maggio 2007. Imprenditrici a confronto nel Torinese. A poco più di anno delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 le donne imprenditrici della provincia di Torino si interrogano sui risultati economici che questo grande evento internazionale ha avuto e potrà avere per il sistema economico complessivo e in particolare alla crescita dell’imprenditoria femminile. Il confronto su queste tematiche avverrà nel corso di un convegno che si svolgerà, mercoledì 16 maggio, presso il centro incontri della camera di commercio di Torino, a partire dalle ore 9.30, intitolato "Olimpiadi e territorio +1; le imprenditrici riflettono su opportunità e risultati". Il convegno è organizzato dalla camera di commercio di Torino e dal comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della camera di commercio, presieduto da Silvana Neri che ha ricoperto a lungo il ruolo di presidente nazionale Cna impresa donna e che oggi ricopre quello di presidente del comitato torinese. E proprio Silvana Neri chiuderà i lavori del convegno verso le ore 13. Il convegno sarà l’occasione per riflettere sulle sfide che attendono Torino proprio a seguito dei XX Giochi Olimpici Invernali, facendo anche tesoro dell’esperienza maturata a Barcellona che nel 1992, alle Olimpiadi, ha saputo rinnovare la propria immagine nel modo a ridisegnare l’assetto urbanistico. L’incontro sarà, infine l’occasione per conoscere le linee di azione della Fondazione 20 marzo, nata per gestire e valorizzare gli impianti sportivi costruiti per le olimpiadi invernali e che ora rischiano di diventare una pesante eredità, con costi di gestione anche molto elevati.

Italia Oggi, 17 aprile 2007. Taglio del nastro alla Cna di Torino. Inaugurata ufficialmente la nuova sede provinciale della Cna Torino. L’associazione, infatti si è spostata in via Francesco Millio 26. "Per la Cna torinese si è trattato di un grande giorno", ha commentato il presidente provinciale della Cna di Torino, Federico Casetta, "ma lo è stato soprattutto per quelle migliaia di artigiani, commercianti, piccoli imprenditori dell’industria e dei servizi che hanno dato e continuano a dare la Cna la loro fiducia". Dopo la sede di via Maria Vittoria angolo via Bogino, che ha visto nascere la Cna Torinese nel lontano 1946, e quella di via Avellino 6, che l’ha ospitata a partire dal 1984, questa è la terza sede provinciale della Cna, ma è anche la prima di proprietà. Il nuovo palazzo uffici di via Millio della Cna, ha ricordato Casetta, è nato grazie "al contributo espresso con il proprio lavoro, l’impegno quotidiano, la partecipazione attiva degli oltre 250 collaboratori e quello di coloro che nei 60 anni della nostra storia hanno lavorato con dedizione e passione nella nostra organizzazione". Alla cerimonia di rito del taglio del nastro erano presenti tutte le istituzioni locali: dalla presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, al presidente della provincia di Torino, Antonino Saitta, sino al Vicario del prefetto di Torino, Giuseppe Forlani. A fare gli onori di casa sono stati il presidente nazionale, della Cna Ivan Malavasi, il vice presidente nazionale Daniele Vaccarino, insieme al presidente provinciale della Cna Federico Casetta e al segretario Paolo Alberti, con il segretario regionale Sebastiano Consentino. Per la Cna Torinese si tratta di un grande investimento immobiliare, che rafforza la propria presenza sul territorio della provincia, una presenza capillare e certamente unica nel panorama associativo imprenditoriale, che può vantare ben 24 uffici territoriali. "Vogliamo che sin da oggi questo edificio venga percepito da tutti come la casa delle piccole imprese della provincia di Torino, ha detto Casetta, precisando di riferirsi a tutte le imprese, "a quelle artigiane, commerciali del turismo, ai collaboratori professionali non iscritti a un albo, anche a tutte le Pmi del Torinese". L’edificio si sviluppa lungo le via Millio, Dall’Ongaro e Spalato su tre piani, per complessivi 3.500 metri quadrati, e si struttura all’interno in 54 uffici, quattro sale riunioni e una grande sala conferenze da 100 posti. I lavori sono stati realizzati a tempo di record, sotto la direzione dello studio Amirante architetti associati, nell’arco di tutto il 2006 dal consorzio edile Cardea.

 
 
 
 
 
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