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Anno 2008 - Il Giornale del Piemonte
 

Il Giornale del Piemonte, 27 dicembre 2008. Artigianato: sotto l’albero nessuna stretta al credito. Nessun problema con il credito e con l’accesso ai prestiti e quindi con il mondo delle banche per oltre cento artigiani su quasi centocinquanta. Insomma, sotto l’albero nessuna sorpresa sgradita per una delle categorie più importanti del nostro sistema economico regionale. Lo rivela una recente ricerca effettuata dalla CNA della provincia di Torino, che ha sottoposto un questionario a molti dei suoi affiliati. Quella restituita dal settore non è certo quella di un’isola felice sotto ogni punto di vista, così come tutti gli altri ambiti. Ma fa svenire lo spettro di quello che sembrava essere uno dei timori più consistenti: che gli istituti di credito stringessero i cordoni della loro borsa. La domanda- chiave era molto chiara e non lasciava margini di incomprensione: "Nei sei mesi scorsi, ha registrato difficoltà nell’accesso al credito?". Facendo un analisi delle risposte, emerge che ha fronte di 40 "si", ben 108 sono state le risposte negative. Più complessa, invece, la visione del futuro, visto che le parti si invertono se devono prevedere difficoltà crescenti o meno. Ma questo era lo stesso scenario in cui si era mossi da agosto – settembre a oggi salvo scoprire che invece non è cambiato nulla, nei rapporti con le banche. La controprova emerge da un'altra domanda, in cui la CNA ha chiesto se "negli ultimi tre mesi le banche con cui lavorate hanno ridotto o tolto gli affidamenti". Anche in questo caso, su 136 risposte, ben 124 sono state negative. Infine, su 124 risposte sul costo effettivo – tra interessi e spese – dal credito bancario, oltre la meta lo dichiara invariato (lo dicono in 56) o addirittura diminuito in (8 casi). "I risultati della nostra indagine- commenta Paolo Alberti, segretario provinciale di CNA Torino- sostanzialmente non rispecchiano affatto quello che sembrava essere l’elemento prevalente dei primi periodi della crisi, ovvero la rottura totale tra le aziende e le banche. Nessuno ci ha segnalato richieste immediate restituzioni dei prestiti o richieste di rientri". Il messaggio che emerge dell’indagine sembra dunque avere due chiavi di lettura: da un lato le piccole imprese (come quelle artigiane, appunto) soffrono meno delle grandi l’ emergenza legata al credito. "Questo succede- dice Alberti perché sono soggetti più sicuri ch onorano i propri debiti e perché sono meno indebitati dalle grandi imprese e per importi minori". Dal’altro lato appare decisamente importante il ruolo giocato dai Confidi dell’artigianato, che rasserena i rapporti tra aziende e istituti di credito."E’ un ruolo determinate – dice il segretario provinciale- nel rassicurare i rischi che assumono le banche nella erogazione nel credito agli artigiani e alle piccole industrie". "Altrettanto importante, poi aggiunge- la rilevazione secondo la quale gli interessi non sono aumentati. Il tasso è rimasto sostanzialmente invariato per quanto riguarda il credito a breve e a medio termine e anche quelli medio – lunghi sono in linea con i nove mesi precedenti. Possiamo dire che non si sono mossi nemmeno i tassi d’interesse per chi investe in macchinari o nell’immobiliare". La conclusione, quindi è che si debba ricalibrare anche l’approccio economico verso le Pmi: "Non c’è stato contraccolpo, a differenza delle imprese medio grandi. E chi ha una nicchia di mercato regge bene. Per questo bisognerebbe pensare politiche economiche che sostengono le realtà più piccole, magari quando fanno rete di imprese".

Il Giornale del Piemonte, 15 dicembre 2008. Le associazioni chiedono aiuto al Pdl in Regione. L’opposizione in Regione ha incontrato ieri, nell’imminenza dell’avvio della discussione sul Bilancio, i rappresentanti dell’associazione del settore economico e produttivo firmatarie del Patto per lo sviluppo sostenibile "Una svolta epocale - ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia, Angelo Burzi - perché siamo riusciti come minoranza dalla radicata cultura di governo, ad andare contro la consueta strategia di mera opposizione alle attività della maggioranza per elaborare questo confronto con le categorie produttive e presentare un’articolata proposta che ci permetta di affrontare nel modo migliorare la crisi". Anche per Giovanna Ventura, segretaria regionale di Cisl, è un fatto "estremamente importante" che al tavolo anticrisi sieda anche la minoranza e affinchè questo accadesse ci siamo personalmente impegnati nei confronti del governatore". Il rappresentante del sindacato moderato si è poi congratulato con le forze del centro destra per i contenuti del documento presentato per il dibattito ma ha poi precisato che mancano alcuni elementi. "La Regione - ha detto - non interviene con la leva fiscale, l’addizionale Irpef, bollo o auto o incentivi per le famiglie". Concorda che sul fatto che i costi della Sanità non possano diminuire, "ma si può solo procedere a una sua realizzazione". Erano 27 le associazioni di categoria che hanno partecipato ieri al dibattito, dall’Api al CNA da Confartigianato al Confcommercio al Collegio costruttori. Per Unicem era presente Lido Riba. "Giusti i contenuti della proposta del centrodestra , in particolare, quando si parla della necessità di superare un welfare basato sul puro assistenzialismo che si propone di premiare anche il merito". E ha sottolineato che "le Comunità montane soffrono in modo particolare di questa tendenza all’assistenzialismo e, anche se la crisi in montagna si fa sentire di meno le misure proposte nel documento sono condivisibili". E’ Giuseppe Provvisiero, dell’Ance, di via libera ai tagli delle spese superflue, "a condizione che queste siano usate per incentivare gli investimenti". E si dice convinto che "proposta del centrodestra e pienamente condivisibili, specie sul breve e medio termine".

Il Giornale del Piemonte, 12 dicembre 2008. "Senza l’accesso al credito non si sconfigge la crisi". Per l’occasione seduti allo stesso tavolo: CNA, Confartigianato e Casa Artigiani hanno scelto di unire le voci per far sentire meglio l’appello che il settore piemontese sta lanciando da tempo al mondo delle banche e a quello delle istituzioni: in una situazione straordinaria come quella attuale, servono misure straordinarie. O quanto meno è fondamentale che non peggiorino le condizioni per ottenere credito direttamente dagli istituti o passando per i confidi. Lo dicono i dati ma anche la rilevazione empirica di quel che sta succedendo, con l’avvicinarsi delle scadenze che la fine dell’anno porta con se. "Rispetto a una situazione di recessione del Pil contenuta- fa notare Mario Giuliano, presidente regionale di Confartigianato la percezione generale e ben più negativa. Dobbiamo impegnarci tutti per evitare che dalla recessione si passi alla depressione". "In Piemonte- prosegue fino all’agosto scorso il credito bancario ha rallentato per il 3.7 per cento. Famiglie mutui, ma anche imprese. Speriamo che sin dai prossimi giorni si possa costituire un monitoraggio del credito ma auspichiamo anche che venga garantita alle imprese la giusta dose di approvvigionamento finanziario, senza un aumento dei costi in termini di spread e di richieste di garanzie che non possiamo permetterci , così come il restringimento del credito". "Noi siamo quella parte del tessuto economico- aggiunge Sebastiano Consentino, presidente regionale di CNA che ha sempre tenuto continuando ad assumere mentre altri lasciavano a casa lavoratori. Ora però servono provvedimenti che siano strutturati , ma anche immediati, perché ci sono emergenze che vanno affrontate subito, senza rischiare ripercussioni, che possono sfociare anche nel sociale, visto che dietro ai dipendenti e agli imprenditori ci sono famiglie. Ci sono stipendi da pagare, le tredicesime e i contributi. Per questo chiediamo alle banche un segnale, non tanto per aumentare il credito se questo non è possibile per comprensibili problemi di liquidità, ma quantomeno per procrastinare le scadenze immediate, tramutandole nel medio-lungo periodo". Segnali positivi potrebbero arrivare, all’orizzonte, se sul piano regionale si muovesse la leva di Artigiancassa del Fondo rotativo gestito da Finpiemonte "per Artigiancassa serve l’immediato trasferimento delle risorse già impegnate nei bilanci 2007 e 2008- aggiunge Consentino- pari a 20 milioni di euro. Mentre per Finpiemone è necessario far pervenire al gestore i circa 21 milioni stanziati, impegnati e liquidati nel biennio 2005-2006". E proprio dalla Regione arrivano rassicurazioni che su questo fronte qualcosa si sta muovendo. Insieme a un impegno per ottenere, dall’Unione europea per il Docup 2000-2006- anche se il Piemonte è già prossimo al 100 per cento degli impieghi – e per rivedere almeno parte degli utilizzi dei Por. Programmi operativi regionali, per garanzie, consolidamento e spese di gestione intanto dall’Abi giungono aperture al dialogo:"la situazione non è facile, ma una restrizione del credito era da mettere in preventivo. Non si devono però fare denunce generalizzate, perché ci sono banche e banche. Le Pmi devono cercare un rapporto diretto con i singoli istituti territoriali, che possono avere una sensibilità particolare verso queste necessità. In ogni caso ci siamo e vogliamo superare le difficoltà. E’ anche nell’interesse delle banche".

Il Giornale del Piemonte, 2 dicembre 2008. Restructura rilancia l’appuntamento per il 2009 chiudendo quattro giorni con numeri da record. Ottimi risultai, a conferma di quanto già fatto registrare nelle esperienze passate. La XXI edizione di Restructura ospitata a Lingotto Fiere dal 27 al 30 novembre – si è chiusa con i numeri notevoli. A cominciare da netto aumento il numero delle aziende presenti ben 555 espositori suddivisi in 5 aree tematiche, dai serramenti al restauro dagli impianti alla cantieristica. E in crescita si è confermato anche il numero degli eventi ce hanno scandito il calendario: tra convegni , seminari e mostre, in totale sono stati 62, mentre erano 43nel 2007. E grande successo lo hanno fatto registrare anche gli Sportelli Utenza e le consulenze progettuali, una nuova iniziativa pensata per il pubblico in collaborazione con Casartigiani Torino e l’Associazione Giovani Architetti di Torino. Ben 170 gli incontri gratuiti con gli esperti del settore,che hanno risposto ai dubbi dei visitatori, in particolare sul tema del risparmio energetico e delle ristrutturazioni interne. Lo Sportello Energia CNA - presentato un anno fa proprio a Restructura – ha illustrato in anteprima a livello piemontese le opportunità di risparmio nell’acquisto di energia per le imprese rese possibili dal network "Trade is. it" attraverso il progetto "Enpower" Particolare interesse, inoltre, ha raccolto l’area dedicata al recupero, restauro e decorazione, organizzata con Regione, Confartigianato, Unione CNA Costruzioni e Casartigiani.

Il Giornale del Piemonte, 29 novembre 2008. Qui CNA - Con Euroimpianti un teleriscaldamento a misura di quartiere. Nel Torinese, un intero quartiere sarà riscaldato sotto l’egida della srl novarese Euroimpianti per la precisione a Chieri, dove sette palazzine, per un totale di 10 appartamenti, saranno servite dall’impianto realizzato dalla società sorta nel 1995 e sviluppatasi da una preesistente consolidata attività. "L’evoluzione più importante, e che prosegue tuttora sottolinea il fondatore, Mario Insinga, ha interessato in prevalenza l’area del Torinese, con un estensione del nostro impegno in tutta Italia. "Siamo specializzati nella messa a punto di impianti idrotermosanitari e anti-incendio in ambito sia civile che industriale e per riqualificare ulteriormente le nostre realizzazioni, in maniera anche istituzionale, ci siamo adeguati in modo da conseguire una certificazione Soa introducendo altresì un sistema di gestione della qualità che ci ha fatto ottenere la Uni En Iso 9001 2000". Proprio sulle soluzioni tecnologiche, finalizzate ad approntare sistemi di risparmio energetico, si incentrano il presente e il futuro prossimo della srl novarese. Come spiega ancora Insinga "Installiamo pannelli solari e impianti per il riscaldamento a pannelli che utilizzano caldaie a condensazione. Ci occupiamo inoltre di reti di teleriscaldamento con sistemi di contabilizzazione delle singole utenze e di impianti per il recupero delle acque piovane. Le committenze che riceviamo sono ultimamente concentrate su questi segmenti specifici, che intendiamo sviluppare anche sulla base delle più recenti tendenze di mercato". La dimostrazione di come le attività si siano ormai evolute su larga scala sta nell’impegno di Euroimpianti nella messa a punto del teleriscaldamento a servizio di sette palazzine a Chieri. "I 120 alloggi interessati- conclude Insinga- utilizzeranno sistemi per la contabilità dei consumi sia per il riscaldamento che per il sanitario. Un modo per ottenere il contenimento dei consumi e il miglioramento dell’efficienza energetica, oltreché l’assunzione di un preciso impegno da parte nostra.

Il Giornale del Piemonte, 26 novembre 2008. Più credito e dilazioni per il rilancio. L’istituzione di un fono di rassicurazione delle operazioni di credito attraverso l’assistenza della garanzia del sistema dei confidi, la possibilità per le imprese di compensare i crediti certi ed esigibili vantati nei confronti della pubblica amministrazione con i debiti di natura fiscale e contributiva, dilazione nel pagamento delle imposte compresa la seconda rata di acconto su Ires e Irpef già a partire dalla scadenza di novembre e la rateizzazione dei debiti tributari emergenti dalle cartelle esattoriali per almeno un triennio. Sono queste alcune delle proposte emerse dall’assemblea annuale della CNA di Torino e provincia durante la quale si è discusso delle ripercussioni che la crisi sta avendo sul nostro territorio. Ma durante il dibattito si è parlato anche della possibilità di versare l’Iva dopo l’effettiva riscossione,del corrispettivo, della revisione delle tariffe dei premi assicurativi Inail, della decorazione Ici per gli immobili strumentali delle piccole imprese e di un sistema di incentivi fiscali premianti per le imprese che realizzano le performance migliori. Insomma, non sono certo mancati gli spunti per il mondo della politica, dall’appuntamento della CNA. Che ha rivolto il proprio invito non solo al Governo, ma anche agli enti locali come il Comune e la Provincia. "Quando affermiamo che la crisi sta assumendo nella provincia di Torino caratteristiche peggiori che altrove , non ci basiamo su semplici intuizioni ma su dati certi e attendibili" ha affermato Federico Casetta, il presidente della CNA del Torinese. "Sul fronte delle imprese- ha aggiunto Paolo Alberti, segretario cittadino di CNA - i primi effetti della crisi si manifestano attraverso l’allungamento dei tempi d’incasso delle fatture un ridimensionamento del portafoglio degli ordini".

Il Giornale del Piemonte, 25 novembre 2008. Confidi federale la ricetta di CNA contro la crisi. Un Confidi federale per fornire risposta efficaci alla domanda di liquidità finanziaria delle piccole e microimprese artigiane. Per rafforzare gli anticorpi di un tessuto connettivo, quello della provincia Granda, che già ora si distingue nel contesto regionale per una maggiore incidenza negli affidamenti creditizi sul totale dei finanziamenti bancari, ma proprio per questo necessita di delimitare e risolvere le esistenti criticità aziendali in modo da continuare a essere un motore dell’economia piemontese. E la ricetta della CNA regionale e provinciale, che ieri mattina attraverso i propri dirigenti di categoria ha lanciato l’"Sos sugli investimenti, auspicando una coesione politica e istituzionale che permetta lo sblocco immediato delle risorse verso la rassicurazione nazionale delle garanzie sui fidi e li pieno finanziamento di quanto già programmato per l’Artigiancassa e il Fondo rotativo regionale del comparto. Una strategia in più punti ma da attuare in tempi certi e unificati e le buone notizie in arrivo a Roma, da Palazzo Chigi, potrebbero rappresentare uno sprone decisivo anche per la giunta Bresso-Peveraro. Lo hanno spiegato il segretario regionale della Cna Michele Sabatino, coadiuvato dal vice segretario Santoro Maviglia e intervenuto assieme ai vertici provinciali- il presidente Carlo Giacchello, il vice Silvio Napoli e la direttrice Patrizia Dalmasso e al direttore di Cogart CNA Piemonte , Renato Alberti. "Siamo al fianco delle aziende anche attraverso gli uffici della Cogart che sostengono la garanzia creditizia e la consulenza alle Pmi", ha esordito Giacchello mentre la direttrice Dalmasso ha ricordato come le imprese artigiane, che nel cuneese sono 22 mila per un totale di 51 mila occupati, siano arretrate di oltre il 4 per cento nella quota di mercato: "E’ il settore del credito quello a cui ci siamo rivolti in particolare, perché le imprese possano essere messe in condizione di ottemperare alle scadenze convenute con le banche". Uno scenario dove- secondo il segretario piemontese Sabatino – Cuneo ha una propria specificità con un albo che pesa il 17 per cento di quello regionale e un utilizzo di Artigiancassa pari al 30 per cento del totale del Piemonte. Inoltre mentre alla artigianato viene distribuito il 5.2 per cento degli affidamenti bancari a fronte di un concorso la al Pil regionale del 17 per cento questa incidenza creditizia sale di tre punti nella Granda grazie alle banche di carattere locale". E proprio da qui il mercato si rivolge alla politica nazionale e regionale: "la patrimonializzazione dei Confidi, da a parte della Regione, è un atto che va nella giusta direzione, così come stiamo valutando positivamente anche il modo in cui il governo Berlusconi ha affrontato in prima battuta, in cui anche l’opposizione parlamentare ha espresso importanti aperture e manifestato volontà di collaborazione". Il segretario di CNA Subalpina vede di buon occhio anche il ruolo delle Fondazioni bancarie, "che nello specifico della Granda hanno svolto una funzione di primo piano nella salvaguardia di un localizzo creditizio oggi quanto mai vitale, a livello nazionale, potrebbero essere decisive per la finalizzazione del risparmio postale della Cassa Depositi e prestiti a programmi infrastrutturali di cui necessitano l’Italia e il Piemonte". E nella politica della liquidità finanziaria entra in gioco Cogart CNA: "E il primo Confidi di emanazione associativa che opera nell’ambito regionale e con una forte attenzione alla realtà dei territori, in un ottica che può definirsi federale. Vogliamo essere vigilati dalla Banca d’Italia e riusciremo a prestare livelli di garanzia a condizioni adeguate alle sfide delle Pmi. Le nostre operazioni, sono deliberate con potere di firma come filiale provinciale, di cui è responsabile, la direttrice Dalmasso". Due, pertanto, le questioni sul tappeto: "Resta il problema Artigiancassa che a livello piemontese ha già deliberato 270 milioni di euro ma ne ha approvati con riserva altri 110".

Il Giornale del Piemonte, 21 novembre 2008. Qui CNA - Fonti rinnovabili e risparmio: imprese e famiglie passano allo Sportello. Quando è l’Associazione di categoria a farsi impresa a mettere la dinamo a quelle associate. Nel vero senso e fornendo un servizio reale attraverso i 24 uffici territoriali della CNA nella provincia di Torino. Il servizio fornito, per la precisione, dallo Sportello Energia, di cui è responsabile il vicesegretario generale della categoria Luigi Pizzimenti. "Le nostre attività- spiega Pizzimenti offrono consulenza e assistenza tecnica nei settori del risparmio e dell’efficienza energetica, oltre che dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, e si avvalgono dell’opera di un gruppo di lavoro altamente professionale e preparato. La platea dei nostri utenti spazia dagli artigiani ai commercianti, dalle piccole e medie imprese in generale agli amministratori di condomini fino a singoli cittadini". Per quel che in particolare, riguarda l’innovazione aziendale in questo ambito, lo Sportello- aggiunge il vice segretario Pizzimenti- sostiene le politche d’investimento delle imprese in materia di energia attraverso le convenzioni siglate da CNA e Cogart CNA Piemonte con qualificati Istituti di credito; offre inoltre una consulenza per l’accesso agli incentivi governativi finalizzati al risparmio energetico e alla produzione vendita di energia, modalità meglio nota, come "Conto Energia"". Più in generale, e queste attività sono trasversalmente applicabili a tutti i contesti di vita civile e industriale, "lo Sportello cura la certificazione energetica degli edifici e la valutazione sul rendimento energetico di impianti e sistemi di illuminazione e riscaldamento. Sempre nell’ambito edilizio, il servizio consiglia sulla ristrutturazione energetica dell’immobile, sia esso una civile abitazione o la sede dell’impresa, indicando i materiali più idonei per ottimizzare i consumi, sottolinea ancora Luigi Pizzimenti, il quale pone l’accento anche sulle consulenze erogabili per individuare le fonti rinnovabili più adatte al tipo di consumo e alle caratteristiche strutturali e costruttive dell’edificio, nonché per scegliere in modo ragionato il miglior fornitore di elettricità e gas insomma, l’energia "chiavi in mano" nella casa e nell’azienda.

Il Giornale del Piemonte, 7 novembre 2008. CNA organizza una manifestazione per rappresentare i risultati di sei diversi concorsi che si sono sviluppati per tutto il 2008. CNA Torino presenta a Rivoli alla Casa del Conte Verde, in unica grande mostra da domani al 30 novembre i risultati di sei differenti concorsi di design che sono stati sviluppati lungo il corso del 2008, tutti inseriti nel calendario ufficiale degli venti di Torino World Design Capital. Protagonisti di questa mostra sono i designer ei produttori, artigiani e piccoli industriali, che per tutto il mese di novembre esporranno i loro progetti alla Casa del Conte Verde. Il verde colore simbolo dell’anno mondiale del design, trova a Rivoli una sua provocatoria declinazione in uno dei luoghi storici del Piemonte. La Casa del Conte Verde, il grande condottiero di Casa Savoia che prese quel nome proprio in omaggio al colore dei suoi abitanti e dei suoi vessilli. Per la CNA, la più grande organizzazione imprenditoriale della provincia di Torino, con oltre 15 mila soci imprenditori, "il design è la nuova leva, competitiva del futuro per il rilancio dell’artigianato e della piccola e media impresa" come spiega il presidente Federico Casetta. Le sei differenti sezioni di questa grande mostra che fa parte del più grande percorso "Le Vie del Design". Intendono dimostrare ai consumatori e ai piccoli produttori come il design possa entrare con grande facilità nella vita di tutti i giorni delle persone senza dover necessariamente passare attraverso le grandi produzioni seriali. Cioccolatini accessori moda, o promozionali, piccoli oggetti per l’arredo della casa e dell’ufficio possono essere reinventati, uscire dai luoghi comuni, e colpire per bellezza e praticità attraverso la collaborazione tra giovani designer e piccoli imprenditori. Tra le sezioni più apprezzate "Chocolate, Wood and Accessories" organizzata da Can Torino in collaborazione con l’associazione Altrementi. Si tratta di un’esposizione su pannelli fotografici degli elaborati vincitori dei 3 concorsi organizzati da CNA con l’associazione di creativi Altrementi, finalizzati alla progettazione di cioccolatini di design (già presentati in occasione di CioccolaTò a Torino, a marzo), di elementi di arredo per la casa e di accessori moda per la persona. "Ecodesign" è invece un’applicazione delle energie alternative ai nuovi prodotti componenti delle piccole, medie e grandi industrie di Torino e del Piemonte e più nello specifico una sfida creativa e didattica organizzata da CNA Torino in sinergia con il Politecnico. A seguito del progetto formativo sviluppato con gli studenti del corso di laurea in Ecodesign verranno esposti progetti sul solare (collettori solari termici ad aria e per il riscaldamento dell’acqua), sul Fotovoltaico (nuove tipologie di pannelli fotovoltaici che associano la produzione di energia elettrica e di calore), sull’Eolico (Elementi modulari per l’accelerazione ed il convogliamento dei flussi di vento), sull’Acqua (progetti per l’utilizzo corretto dell’acqua nell’edificio e l’ottimizzazione dei flussi idrici). Alla mostra vi saranno alcuni prototipi realizzati dalle pmi piemontesi che dovranno fare da apripista per altre aziende che potranno ricevere spunti e stimoli progettuali da trasferire nei loro laboratori.

Il Giornale del Piemonte, 5 novembre 2008. Organizzazioni di categoria - Artigiani, commercianti e coltivatori: "Sono necessari aiuti per il motore economico regionale". Nessuna lista della spesa senza fine. Piuttosto poche, precise priorità perché qui si tratta di intervenire (e subito per dare sostegno alle forze produttive dell’economia piemontese. Già nei giorni scorsi le associazioni di categoria sono già state ascoltate in VII Commissione, quella Industria ma stamattina le loro richieste saranno ribadite nel corso del consiglio regionale straordinario sui temi dell’economia e della attuali difficoltà. Artigiani, commercianti, coltivatori diretti il quadro è completo. E complesso. "Dal mondo della politica ci aspettiamo che comprenda l’effettiva gravità della situazione", dice Sebastiano Consentino, presidente regionale di CNA. "Una difficoltà che non è virtuale, ma decisamente reale e che rischia di ricadere soprattutto sulle piccole e medie imprese del comparto artigiano". Quali le possibili soluzioni? "Si deve cercare nel bilancio regionale dice Costantino- i margini per dare supporto e risposte a quello che è il vero motore dell’economia piemontese. E qui non è questione di colore politico, serve un impegno bipartisan". "Per esempio- conclude il presidente di CNA - si potenzi il fondo della Regione per i Confidi, ma si cerchi anche di far slittare le imposte, in un momento in cui non sappiamo ancora come chiuderemo in nostri bilanci. Dobbiamo restare tutti uniti ed è fondamentale che le istituzioni facciano sentire la loro vicinanza alle imprese, che non devono perdere il loro entusiasmo". Simile il quadro per i coltivatori. "Nessun elenco della spesa – dice Giorgio Ferrero, presidente piemontese di Coldiretti- ma un paio di punti importanti e urgenti. Innanzitutto e prioritario restituire liquidità alle imprese agricole. E questo sia attraverso il sostegno del sistema dl credito che attraverso i pagamenti da parte della Regione. Per quanto riguarda il Psr, siamo rimasti ai pagamenti per parte del 2007. Aspettiamo il completamento di quell’anno e tutto il 2008". Il secondo punto, invece, riguarda provvedimenti operativi più legati alla produzione: "Bisogna attivare le leggi in Iter, come quelle per la filiera corta in mense e casa di riposo. Fornendo prodotti locali a queste strutture si guadagnerebbe in qualità ma si darebbe una mano all’economia del territorio". Anche i commercianti dicono la loro: "Chiediamo alla Regione di sensibilizzare il governo per provvedimenti come la detassazione delle tredicesime – dice Antonio Carta, segretario regionale di Confesercenti, la rateizzazione dell’acconti di novembre e il rifinanziamento del fondo antiusura. Inoltre si devono rivedere gli studi di settore, che non tengono conto delle attuali difficoltà. Infine la Regione deve farsi parte attiva per sostenere il credito alle imprese. Questa non è una situazione normale e certi debiti non si possono riscuotere in termini ordinari. Bisogna ricontrattare i piani di rientro. Dobbiamo tentare di traghettare la nostra economia fuori dalla crisi".

Il Giornale del Piemonte, 22 ottobre 2008. Venaria ha la sua chiave. Venaria, dopo aver recuperato la sua splendida Reggia e aver trovato un posto nel cuore di turisti e torinesi, ha anche il suo nuovo oggetto simbolo: si tratta della chiave della Città disegnata e prodotta dal designer Matteo Peter Bonafede, in coppia con Mauro Bonafede, titolare del laboratorio orafo Artbox di San Sebastiano Curone, in provincia di Alessandria. I due hanno vinto il concorso internazionale di design "Ve.de.re-Venaria Design Reale", organizzato dalla CNA Torino in collaborazione con l’Associazione Altrementi e con il Patrocinio della Città di Venaria Reale e dell’Adi e con il supporto della Camera di commercio di Torino. La chiave riproduce le linee essenziali dell’Unicum architettonico voluto di Castellamonte tra giardini Reggia, Reggia e centro storico. Le opere in concorso sono state selezionate da una giuria di esperti sulla base di dei tre requisiti previsti nel bando: innovatività, economicità riproducibilità e rappresentatività della Città di Venaria Reale. Il secondo classificato è stato presentato da Anonima Progetti di Lorenza Capitano e Giuseppe Ghignone. Nella categoria studenti ha invece vinto il designer venariese Andrea Vecera.

Il Giornale del Piemonte, 21 ottobre 2008. Uno sportello energia per case aziende. Buone idee e buoni consigli per ottimizzare i consumi di energia nelle case dei singoli privati, nei condomini o nelle imprese. Sono quelle che sono pronti a distribuire gli Sportelli Energia CNA, 24 in tutta la Provincia di Torino, che offrono la valutazione del rendimento energetico degli impianti di illuminazione e di riscaldamento, la consulenza per la ristrutturazione energetica, la consulenza per l’individuazione delle fonte energetiche rinnovabili più adatte, la certificazione energetica degli edifici, la consulenza per l’uso degli incentivi governativi, il sostegno degli investimenti delle imprese attraverso le convenzioni bancarie.

Il Giornale del Piemonte, 17 ottobre 2008. Formazione ed export: nuove sfide in bottega. Maggiore attenzione alla formazione (sia dei titolari che dei dipendenti) e un occhi rivolto ai mercati esteri, dove possono aprirsi prospettive interessanti se ci si presenta con i prodotti e la preparazione giusta. Sono soprattutto questi due i nuovi fenomeni che si possono osservare nel mondo dell’artigianato piemontese. Un comparto che come tutti gli altri, in Piemonte, ma anche in Italia e nel resto del mondo – sta soffrendo un periodo di grande turbolenza. Ma che non rinuncia a guardare il futuro con un approccio ottimista e cercando antidoti all’attuale momento di difficoltà diffusa. L’approccio positivo lo si nota all’interno dell’indagine congiunturale del secondo semestre 2008 confrontando i dati per quanto riguarda il giudizio sull’economia piemontese sulla domanda di mercato e sul fatturato in tutti i tre casi, dopo i risultati del primo semestre 2008, per il secondo semestre gli artigiani della nostra regione vedono la situazione in maniera più rosea. Se nel semestre passato c’era stato il picco negativo per i giudizi sull’economia (-26.4 il saldo ottimisti-pessimisti) ora questa cifra ha guadagnato oltre undici punti, rimanendo pur sempre nel campo dei negativi, ma arrampicandosi fino a quota -15.1. Stesso discorso per le aspettative sulla domanda (da -12.8 si sale a -4.2), per il fatturato, che da -7,6 passa a meno 4.2 nel saldo ottimisti/pessimisti. In recupero, inoltre , anche percentuali d’imprese che ha investito e che prevede di investire. Dal 39 per cento delle rilevazione 2007 si sale al 40 per cento, segno che resiste uno zoccolo duro di imprenditori artigiani che ci credono e investono nelle loro aziende. E se le analisi per settore e dimensione evidenziano come siano le aziende più strutturate quelle che riescono a rispondere meglio alle difficoltà, così come i comparti che si mantengono al di sopra della media del settore sono la metalmeccanica, i costruttori e i servizi alle imprese, e ancora sugli investimenti, che si puntano i fari e l’attenzione dell’analisi. Innanzitutto perché, accanto al rinnovo attrezzature (62% dei casi), si presenta una crescente cura per l’ampliamento della capacità produttiva (29,3 per cento, era il 5,6 nel 2006). E anche la diffusione e l’uso delle dotazioni tecnologiche che si sta diffondendo arrivando così agli standard di mercato. Una passione, quella per Pc e Internet che si manifesta soprattutto nelle aree metropolitane. Ma la voce più interessante per quanto riguarda i capitoli di investimento e quello che tocca la formazione. Alla luce di statistiche che associano migliori performance di mercato a chi si forma. l’indagine recente ha evidenziato come poco meno di un artigiano su tre (29,2 per cento) abbia scelto di tornare a studiare, staccandosi così dallo stereotipo di una professione consuetudinaria. I settori in cui gli artigiani scelgono maggiormente di fare formazione sono quelli dei servizi alla persona (estetisti parrucchieri, lavanderie) quello delle riparazioni, quello della metalmeccanica e quello dei servizi alla produzione. E’ inoltre interessante notare come siano i titolari con un titolo di studio, più elevato a scegliere la strada della formazione in un "circuito virtuoso di apprendimento", così come non c’è differenza tra i titolari che vogliono migliorare le proprie conoscenze (80.9 per cento) e i dipendenti (79.1). Un ultimo aspetto interessante che emerge dall’analisi dell’artigianato piemontese e quello legato all’internazionalizzazione. A fronte di un totale di oltre cento 135 mila imprese, sono per ora 5 mila 400 gli artigiani che hanno rapporti commerciali con l’estero, circa il 4%, ma quasi altrettanti sono quelli che s en avessero gli strumenti e la possibilità proverebbero a cercare fortuna oltre confine. Ovviamente, quelle che vanno "fuori" sono le imprese più grosse, ma sono anche quelle che- a confronto con nuovi concorrenti- innovano di più. I settori più propensi sono la metalmeccanica, la manifattura e i servizi alle imprese. Quasi un’azienda su due si limita all’export, ma non mancano accordi più complessi. Inoltre, la presenza all’estero di quasi un’azienda su due è stabile, altre si stanno consolidando, mentre il 34 per cento rimane occasionale. I mercati più ricercati sono ovviamente quelli più vicini (Francia Germania, Svizzera, Regno Unito e Spagna), ma non mancano color che puntano a mercati più complessi, come gli Usa, il Giappone e la Cina. A fronte si questo fenomeno, però, un altro aspetto curioso è quello che vede le imprese artigiane preferire la vendita diretta e l’iniziativa del singolo, per tentare i mercati esteri. Senza intermediari e senza prendere parte a missioni organizzate. È questo uno dei punti sui quali, evidentemente c’è un buon margine di manovra per migliorare l’efficacia delle prestazioni commerciali, ma anche il numero di chi decide di prendervi parte.

Il Giornale del Piemonte, 17 ottobre 2008. Consentino: "Tutti remino dalla stessa parte". "Dobbiamo trottare tutti insieme, ognuno portando il peso che gli spetta ma remando tutti nella stessa direzione". Lo stimolo che arriva da Sebastiano Consentino, presidente di CNA Piemonte, è inequivocabile, il momento non è facile, tutti devono impegnarsi . "Il sistema va avanti se tutti gli attori che lo compongono fanno la loro parte- spiega Cosentino- visto che la sfera di cristallo non è in possesso di nessuno e non possiamo sapere come andrà". E’ possibile, però mettere in campo alcune strategie che possono essere utili: "L’intervento più urgente è che così come gli istituiti di credito hanno ricevuto una misura di sostegno che ha fatto da tampone, lo stesso vorrei che fosse garantito a chi produce". Se questo non accadesse: "I piccoli rischiano di venire stritolati, bisogna ridistribuire il sostegno a tutto il sistema". Questo è il punto di partenza, insomma per rimettere in moto il circolo virtuoso. "La formazione e l’internazionalizzazione sono due settori dove ognuno di noi dovrebbe investire. Ma per farlo deve esserci la volontà e soprattutto l’entusiasmo, che da sempre sta alla base del nostro settore economico. Ecco perché tutti si devono impegnare perché non lo si perda". E uno stimolo alle istituzioni arriva anche da Mario Giuliano presidente di Confartigianato Piemonte: "Servono misure che aiutino gli artigiani a superare i limiti e gli ostacoli per riuscire ad andare all’estero con convinzione. E si deve agire in fretta". Un segnale di apertura è stato confermato da Paolo Peveraro, vicepresidente regionale e assessore all’Artigianato. "Come ente pubblico faremo la nostra parte con vigore sempre maggiore per assicurare lo sviluppo della nostra regione, sia sul fronte dei consumatori che su quello delle aziende. Abbiamo pensato a un fondo di sostegno per le situazioni più critiche ma lavoriamo anche sul fronte del credito". "Entro fine mese- ha aggiunto Peveraro ci sarà una delibera riguardo a un’operazione di rafforzamento del patrimonio del sistema di Confidi Piemonte".

Il Giornale del Piemonte, 12 ottobre 2008. Gli artigiani: riforme subito o è la fine. Diciamolo: abbiamo vissuto momenti migliori. Lo tsumani ha investito l’America e poi l’Europa e adesso si cerca di mettere gli argini dietro lo stellone. Il sistema bancario. E’ a rischio, ma in misura minore rispetto a quello di altri Paesi. La fortuna di chiamano banche commerciali. Da noi la finanza non va per la maggiore. Non basterà però difendersi pensando di avere già l’antidoto in corpo. Guai il governo farà la sua parte. Le misure contingenti, a garanzia degli istituti di credito. Sono il primo passo. Ma superata la bufera, sul piatto resteranno i guai. La riforma dello stato, il federalismo fiscale, la necessità di avviare una decisa semplificazione amministrativa. E proprio questi saranno ala centro dell’assemblea annuale della CNA Piemonte e della tavola rotonda che si terranno questa mattina dalle 9.30 alle 13 alla Fondazione Sandretto, in via Modane a Torino. Presieduta dal presidente regionale Sebastiano Consentino introdotta dalla relazione del segretario regionale Michele Sabatino, l’assemblea annuale vedrà gli interventi del capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota; di Paolo Peveraro, vicepresidente della Regione Piemonte; del senatore Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia; di Sergio Chiamparino, sindaco di Torino; di Antonino Saitta, presidente della provincia di Torino; di Gianfranco Morgando, segretario regionale del Pd. Le conclusioni dei lavori saranno affidate al segretario generale della CNA Sergio Silvestrini. Alla ribalta una crisi finanziaria di portata storica, che, partita dagli Stati Uniti, si sta abbattendo sull’intera Europa mettendo in luce gli effetti di un’economia globalizzata. In questo quadro risaltano i ritardi di natura strutturale riguardanti il nostro paese per il quale il Fondo Monetario Internazionale prevede una fase di recessione perdurante a tutto il 2009. "In Italia la priorità di affrontare – spiega appunto Consentino è la bassa crescita legata ai bassi redditi. Ma è la crisi finanziaria mondiale che rischia di trascinare nel baratro il sistema di piccole imprese, noi facciamo economia noi facciamo economia reale ma le banche no. E chi rischia siamo noi. Anche la Regione deve fare la sua parte, non solo lo Stato. E su questi temi, al termine dell’assemblea, verrà posto in votazione un ordine del giorno in cui saranno riassunte le proposte della CNA da presentare al governo e alle istituzioni riguardanti la grave situazione economica". Come dire che l’opinione pubblica e le imprese attendono una politica di rilancio degli investimenti, dell’occupazione e della capacità di consumo dai livelli più bassi, in grado di qualificare maggiormente la spesa pubblica che negli ultimi 9 mesi è aumentata di 9, 8 miliari di euro rispetto alla stesso periodo del 2007. Proprio la spesa pubblica ha scalato l’agenda del ministro Brunetta fini al primo posto. Il primo passo è stato la trasparenza: redditi pubblici di manager e dirigenti; il secondo è il taglio dei fannulloni. Ma qui va aperta una parentesi, il Comune di Torino sta facendo la sua parte o meglio: ci prova. Giusto per la cronaca su 200 dipendenti cui era stato vagheggiato il taglio dei premi di fine anno, ben 144 hanno minacciato di dissotterrare l’ascia di guerra. E i sindacati sono pronti a sostenere "la sacrosanta" battaglia. Insomma: il crolla delle borse, la sempre più bassa capacità di acquisto per le categorie deboli e le difficoltà in cui sta sprofondando il pianeta sembrano distanti anni luce dalla percezione di chi sembra essere privilegiato. Ma non la pensano così i colletti bianchi di palazzo civico. Facile intuire dunque come sia difficile conciliare crisi, contrattazione e riforme. Ma per la CNA Piemonte il federalismo fiscale è la partita più importante dopo però l’intervento a sostegno del sistema produttivo. E’ chiaro: senza le banche, le aziende vanno in crisi e se le aziende vanno in crisi il problema cambierà nome: occupazione, un problema ridimensionato in questi anni ma che potrebbe tornare di attualità immediatamente a ridosso della crisi. Ricetta? Interventi sul credito e federalismo. "Da sola però la riforma- spiega ancora Consentino può rappresentare nel medio periodo una leva determinata per dare una nuova prospettiva di crescita all’Italia purché venga attuata per valorizzare l’insieme del sistema Paese". Le regioni potranno così diventare pilastri del nuovo assetto dello Stato e del sistema federale. "Purché però - avvertono dalla CNA sappiano coniugare una minore pressione fiscale e una maggiore efficienza nella prestazione dei servizi orientai allo sviluppo ed al sociale". Gli enti locali, Regioni, Province e Comuni, dovrebbero avere maggiori poteri. Ma le imprese si aspettano uno scatto in più dal governo. E qui torna in ballo la riforma federale. Gli enti potrebbero essere ridotti e in alcuni casi accorpate le funzioni in una riorganizzazione che garantisca semplificazione, efficacia nell’erogazione dei servizi e applicazione del principio di sussidiarietà. Nessuno rimarrà indietro almeno nelle intenzioni, sulla carta". Oggi porteranno il saluto il presidente della CNA di Torino Federico Casetta, il prefetto di Torino, Paolo Padoin, il presidente della Camera di Commercio di Torino Alessandro Barberis. I componenti dell’assemblea, dopo lo svolgimento del convegno saranno infine chiamati ad approvare la relazione del vice segretario della CNA, Santoro Maviglia, relativo al Bilancio Consuntivo della CNA Piemonte per l’anno 2007.

Giornale del Piemonte, 12 ottobre 2008. La carica dei 13 mila per il federalismo. E crescono gli iscritti tra i pensionati. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) è la più grande associazione di rappresentanza del mondo dell’artigianato e della piccola media impresa a Torino e Provincia, con oltre 13 mila e 500 soci che diventeranno più di 30 mila in Piemonte 430 mila in tutta Italia. Dal 1946, anno della sua fondazione, CNA è al fianco degli artigiani, delle piccole industrie del manifatturiero, del commercio del turismo e dei servizi e dei nuovi lavoratori autonomi, dando voce alle loro richieste di finte alle Istituzioni, alle pubbliche amministrazioni e ai sindacati dei lavoratori. Con la Cna gli imprenditori trovano inoltre tutte le risposte per un efficiente gestione aziendale, grazie ad un sistema di servizi che spazia dalla contabilità alla consulenza in materia ambientale, per arrivare alla formazione rivolta a soci e dipendenti e alla consulenza al credito. La CNA Pensionati (la Federazione nazionale artigiani pensionati) conta 3mila e 900 soci in provincia e quasi 9 mila in Piemonte.

Il Giornale del Piemonte, 11 ottobre 2008. Domai l’assemblea annuale. Torino. La riforma dello Stato, il federalismo fiscale, la necessità di avviare una decisa semplificazione amministrativa: questi i temi al centro dell’assemblea annuale della CNA Piemonte e della tavola rotonda che si terranno domani- dalle 9.30 alle 13-presso al Fondazione Sandretto, in via Modane 16 a Torino. A fare gli onori di casa ci sarà il presidente regionale Sebastiano Consentino, insieme al segretario regionale Michele Sabatino.

Il Giornale del Piemonte, 28 settembre 2008. Campagna di Cna sull’uso del metano. Cna Torino è tra i firmatari del protocollo d’intesa tra provincia di Torino, Camera di commercio, Italgas, Aes Torino finalizzata alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica su corretto uso del gas metano. Il presidente Federico Casetta commenta "è già in atto un’azione di sensibilizzazione degli installatori associati". Per raccogliere le adesioni alla campagna "informati e sereni il mese della sicurezza del gas". E spiega che "oltre mille installatori termo-gas- idraulici operanti a Torino e nell’hinterland metropolitano, associati a Cna, hanno già ricevuto una lettera in cui si chiede di manifestare la disponibilità ad effettuare sopralluoghi gratuiti per verificare la conformità degli impianti termici alla legge che prevede nuove procedure per l’attivazione dei nuovi impianti a gas, e dal primo aprile 2009, per quelli modificato riattivati". Per i cittadini il mese della sicurezza offre l’opportunità di ottenere gratuitamente un check up visivo dell’impianto del gas con il rilascio di una "dichiarazione di rispondenza", oppure la segnalazione delle anomali riscontrate ai sensi delle normative vigenti e l’invito a effettuare rapidamente un intervento di manutenzione.

Il Giornale del Piemonte, 24 settembre 2008. Design tra economia e cultura. Ha preso ufficialmente il via l’iniziativa "Verso Torino Design Week", promossa dall’omonima associazione e sostenuta dalla camera di commercio con l’obbiettivo di individuare le prospettive per l’economia territoriale. Di questo si è discusso ieri sera al centro congressi dell’ente camerale, mentre la sede Cna ospiterà, alle 17, 30 di venerdì prossimo, l’incontro sull’opportunità per l’impresa.

Il Giornale del Piemonte, 23 settembre 2008. Artigianato e Pmi, un mappamondo per uscire dal guscio. Conoscere un segreto e non poterlo rivelare a nessuno. La piccola impresa si trova spesso in questo imbarazzo: investe sul prodotto attraverso una lodevole cura dei dettagli, dei materiali e della qualità. Ma quando si affaccia sui mercati internazionali si vede scavalcata da chi ha puntato più sulle relazioni che sulle novità. Per risolvere questa "impasse", il Centro estero per l’internazionalizzazione del Piemonte ha promosso una strategia per offrire gli strumenti necessari alle piccole produzioni in modo di valorizzare le proprie eccellenze. Un percorso che si snoda in tre fasi: analisi delle richieste, valutazione del modello di internazionalizzazione compatibile con le risorse umane e proposta di servizi. Tutto questo con l’aiuto di "Mappamondo", un software che stimola l’azienda ad allineare personale e obiettivi commerciali, riconoscendo eventuali sfasature e individuando le risposte operative. Il sorpasso della forma sul contenuto è un fenomeno ben conosciuto nel mondo dell’impresa, soprattutto per quanto riguarda le relazioni tra grande industria e piccoli fornitori. Il nuovo servizio gratuito del Centro estero per l’internazionalizzazione (Ceipiemonte) vuole invece valutare potenzialità e criticità dei piccoli produttori, accompagnandoli con strumenti e azioni personalizzate su obbiettivi perseguibili. Il software è stato elaborato da esperti con il coordinamento del Centro estero, grazie a un progetto dell’Unioncamere e degli Enti camerali piemontesi. "Il comparto artigiano e delle piccole imprese - spiega Giuliano Lengo, direttore di Ceipiemonte - è fondamentale per l’economia piemontese. Di queste imprese, solo una piccola parte ha già avviato relazioni con l’estero, esportando, esportando prodotti o servizi e sviluppando la capacità di affrontare le tematiche legate all’internazionalizzazione in chiave di organizzazione di investimento". Solo per le aziende artigiane i dati Unioncamere relativi al 2007 indicano 136mila imprese che impiegano oltre 300 mila addetti (il 16 per cento degli occupati su scala regionale). "Esiste però un divario rispetto alle imprese che non sono ancora strutturate in tal senso - continua Lengo -. Mentre le prime richiedono servizi specializzati e orientati allo sviluppo, le seconde necessitano di orientamento per muovere i primi passi nei rapporti con l’estero". Il nuovo servizio si rivolge infatti a tutti i "piccoli" che vogliano rendere grandi i loro rispettivi prodotti, a patto che abbiano coerenza fra struttura organizzativa interna e strategia per l’estero, che prevedono un budget per l’internazionalizzazione e che siano attrezzate per adeguare i propri prodotti in base ai mercati "target". Tutti i lunedì su appuntamento, negli uffici di corso regio parco, a Torino, un funzionario del Centro estero a disposizione per fornire assistenza nello sviluppo di strategie di approccio e di espansione sui mercati esteri. Tentare, comunque, non nuoce, anche perché rispetto agli standard nel campo della formazione, della consulenza e dei servizi. Il Centro estero offre ai piccoli imprenditori un’occasione di verifica. Una sorta di check up che possa reimpostare la "mission" aziendale attraverso una più mirata definizione di ruoli, motivazioni e obbiettivi all’interno dell’organigramma.

Il Giornale del Piemonte, 23 settembre 2008. Cna: "E’ un’opportunità per azzerare i gap". "La struttura, come da’altronde gli strumenti, sono requisiti necessari, ma non sufficienti per garantire una presenza efficace e vantaggiosa dei nostri associati sui mercati esteri". Così Sebastiano Consentino, presidente della Confederazione nazionale dell’artigianato e della Pmi per la regione Piemonte (Cna), commenta il nuovo servizio che il Centro estero per l’internazionalizzazione offre ad artigiani o piccole imprese per invitarle o sostenerle nella presentazione dei prodotti piemontesi fuori dai confini nazionali. "Finalmente possiamo servirci anche noi di quei mezzi e di quella consulenza continua il massimo rappresentante degli artigiani piemontesi - che spesso sono accessibili sono per chi può disporre di un budget che permette di andare oltre i costi di gestione e produzione d’impresa", Cna Piemonte conta oltre 30mila aziende associate, tutte accomunate da un unico problema: riuscire a entrare nelle grandi commesse per ottenere margini di reddito e visibilità. "Le vie per accedere a mercati più vasti rispetto a quelli locali - continua Consentino - sono tre: quella della sponsorizzazione, dell’innovazione o della partecipazione. Ovviamente le prime sono le soluzioni più dispendiose, ma se riuscissimo a mettere a sistema a tutte le esigenze in seno a ogni settore del tessuto produttivo regionale, sarebbe un passo fondamentale verso il rilancio".Una piccola impresa, nonostante la qualità del prodotto, non può permettersi di rispettare gli stessi tempi di consegna e gli stessi volumi degli ordinativi di una grande industria, "ma se condivide la commessa con una consociata può azzerare il gap e finalmente affermarsi sui mercati inesplorati". Il presidente della Cna Piemonte giudica quindi positivamente la nuova proposta che giunge da Unioncamere, ma delle associazioni di categoria parte un appello per convincere artigiani, piccoli agricoltori, piuttosto che gli allevatori, ad allargare gli orizzonti attraverso una visione d’insieme, magari cercando partner durante gli stessi incontri organizzati dal Centro estero. "La crisi della Fiat - conclude Consentino - spinse i piccoli fornitori a presentarsi all’estero. Da allora la filiera automobilistica è tornata sul mercato nazionale, ma continua a perfezionare a perfezionare affari con le grandi case automobilistiche europee.

Il Giornale del Piemonte, 19 settembre 2008. Se il Feng Shui diventa strategia per fare business. Al bando superstizioni e credenze popolari, antica disciplina cinese che studia le relazioni esistenti tra un luogo e i suoi abitanti, a Torino diventa strumento di competitività per le imprese. Uno stimolo nuovo, un "quid" aggiuntivo messo a disposizione di piccole e medie aziende artigiane da Cna Torino con Politecnico, Ordine degli Architetti e Cesmeo, che organizzano a partire da oggi il primo congresso internazionale di Feng Shui scientifico e sostenibilità ambientale. Tre giornate di lavori, inserite nel calendario ufficiale di Torino 2008 World Design Capital, per mettere a confronto maestri provenienti da ogni parte del mondo con studiosi, architetti, designer e urbanisti, con lo scopo di approfondire i principi dell’urbanizzazione dell’Estremo Oriente in relazione alla moderna disciplina della sostenibilità ambientale. Obiettivo del Congresso voluto e presieduto dall’architetto Carlo Amedeo Reyneri e realizzato con il sostegno del Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Provincia e città di Torino, è dunque quello di creare una piattaforma internazionale per la diffusione di una cultura della qualità abitativa che coniughi glia antichi saperi orientali del Feng Shui con le rispettive conoscenze occidentali come la geomanzia. Un’opportunità interessante per chiunque desideri migliorare la propria qualità della vita, magari ristrutturando o arredando la propria casa secondo i principi dell’antica cinese, ma soprattutto un’occasione unica per i giovani imprenditori architetti e designer che vogliono trovare nuove ispirazioni della progettazione di ambienti ma anche di oggetti d’uso comune. Immenso, infatti, è il campo di applicazione delle regole del Feng Shui, fenomeno che va ben oltre la superficiale interpretazione che ne è stata data in Occidente, dove per molto tempo è stata ridotta a un asettico minimalismo nell’arredo delle abitazioni. E proprio questo il principale obbiettivo del congresso torinese: restituire alla disciplina Feng Shui l’autorevolezza scientifica che le è propria. "E’ la prima volta che in Italia si organizza una manifestazione di questo tipo - dice Carlo Amedeo Reyneri ed è la prima volta che si svolge all’interno di un ateneo. Il fenomeno Feng Shui, infatti contornato da un aura di superstizione credenza popolare verrà in questo caso affrontato in maniera più razionale e scientifica all’interno di un tempio della razionalità come il Politecnico di Torino". E la città della Mole non è nuova a questo tipo di impegno. Già a luglio, infatti, a Torino si tenne un incontro organizzato dall’associazione provinciale Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola media impresa, dedicato al tema del Feng Shui inteso come arte di abitare e scienza del costruire. All’appuntamento presero parte oltre cento imprenditori, designer e anche operatori della comunicazione, uniti dal comune interesse di sondare nuove leve competitive per dare slancio alla propria attività economica per distinguersi dai concorrenti. Il Congresso al Politecnico appare in questo senso come una "seconda puntata" una nuova occasione per avvicinarsi in maniera scientifica a questa disciplina dell’abitare incontrando alcuni dei massimi esperti della materia. "L’obiettivo del Congresso- spiega Federico casetta, presidente di Cna Torino è far conoscere come il Feng Shui possa influenzare le scelte di architetti, designer, produttori operatori della comunicazione all’insegna della biosostenibilità e di un nuovo approccio al costruire e all’arredare in sintonia con l’ambiente e la natura, senza rinunciare al confort, ma anzi migliorando la qualità della vita". Tra gli ospiti della tre giorni torinese spiccano personalità di fama internazionale tra cui studiosi e ricercatori di Feng Shui come Richard Ashworth, Jill Landere e Jon Sandifer ed esperti di Feng Shui e astrologia cinese quali Marie Pierre Dillensengers e Derek Walters. E poi un nutrito gruppo di architetti e architetti e ingegneri come Gyda Anders, Priscilla Braccesi, Bernardino Chiaia, Howard Choy, Claudio Greco, Simona Mainini, Carlo Amedeo Reyneri e Silvia Sacchi. E infine esperi di discipline analoghe come Mauro Aresu e Arianna Mendu (radiestesia)e Giulia Bellentani (Vastu). Ma soprattutto questa volta c’è anche una madrina di eccezione: la torinese Silvia Cortella, in arte Emma Re, una delle voci europee protagoniste ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. La cantante si esibirà durante la serata di gala del primo giorno di lavori del Congresso nell’Aula magna del Politecnico. Un mondo in più per sancire il legame tra Cina e Piemonte, proprio in un ateneo dove studiano oltre 700 giovani cinesi. E parlando di Feng Shui anche la scelta della location, Torino sembrerebbe non esser casuale. Tra le città italiane, infatti è una di quelle che più si avvicina ai principi del Feng Shui. Essendo cinta dalle montagne e attraversata da tre fiumi.

Il Giornale del Piemonte, 31 luglio 2008. Servizi migliori alla clientela. Alla presenza del presidente nazionale Confartigianato-elettrodomestici Innocenzo Sartor, del segretario nazionale Cna Installazione Impianti e del presidente nazionale Cunre Disma Carraro è stato siglato un accordo di collaborazione tra Estendo spa e le principali associazioni di categoria dei riparatori di elettrodomestici. L’accordo vuole migliorare il servizio di assistenza tecnica di Estendo ai consumatori.

Il Giornale del Piemonte, 29 luglio 2008. No, ai filmati di nozze omaggio. Da Cna arrivano critiche all’idea del Comune di Torino di omaggiare i filmati ricordo delle cerimonie nuziali che saranno ospitati in palazzi storici della città. "Sarebbe un grave danno per gli artigiani fotografi", Spiega Enrico Capirone, presidente Cna Comunicazione e Terziario Avanzato.

Il Giornale del Piemonte, 29 luglio 2008. Environment Park, si cambia. Il cda di Environment Park spa ha rinnovato i vertici della società. Il nuovo presidente del Parco scientifico tecnologico per l’ambiente sarà Mauro Chianale, 49 anni. Come vicepresidente è stato nominato Federico Casetta, in qualità di amministratore delegato è stato confermato Alessandro Battaglino consigliere designato da Finpiemonte spa.

Il Giornale del Piemonte, 23 luglio 2008. Cna, dagli artigiani la spinta per un asse Albania-Piemonte. La firma ufficiale in calce ai protocolli d’intesa sarà scritta soltanto a settembre, a Tirana, presso la sede del Governo, ma in questi giorni si sono già tenuti gli incontri che gettano le basi per rapporti più stretti, a livello economico, ma non solo tra Piemonte e Albania. Intorno allo stesso tavolo si sono seduti, tra gli altri, i rappresentanti di Cna Piemonte (il presidente Sebastiano Consentino e il segretario regionale Michele Sabatino), il presidente d’Intesa San Paolo Enrico Salza, l’assessore regionale all’internazionalizzazione Andrea Bairati, il padre della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino Lorenzo Massobrio e la delegazione del governo albanese (guidata dal vice ministro Zef Bushati e dal console onorario Gianni Firera). Lo scopo degli incontri è quello di creare reciproche collaborazioni per valorizzare sia l’economia dell’Albania che quella piemontese, riuscendo anche a crear e integrazione tra le due culture. A livello di artigiani si studia la possibilità di trovare nella realtà albanese un’opportunità di sviluppo, come dimostra la costante crescita dell’export nei Paesi dei Balcani. Ma non solo: la delegazione albanese e il presidente di Intesa-Sanpaolo, Enrico Salza, sono d’accordo sulla possibilità di collaborare per realizzare, tra gli altri, interventi infrastrutturali sul territorio. Con la Regione, poi si è discussa l’apertura in territorio albanese di un presidio (una sorta di desk) a sostegno degli imprenditori piemontesi e dei prodotti che vogliono intrecciare rapporti con l’Albania. Interessante anche il progetto dell’azienda svizzera Egl per la costruzione di un gasdotto che, attraverso l’Albania in direzione delle coste pugliesi, arriva la mercato italiano. Infine, alcune collaborazioni potrebbero nascere per quanto riguarda fondi europei e distretti industriali.

Il Giornale del Piemonte, 3 giugno 2008. I gusti nostrani conquistano Nizza. Si è conclusa ieri con successo la missione francese delle 24 aziende piemontesi che hanno preso parte a "L’Itale a Table", la grande mostra mercato dedicata all’enogastronomia italiana d’eccellenza che, per il quarto anno consecutivo, si è svolta a Nizza, lungo la famosa Promenade des Anglais. L’iniziativa è stata sostenuta da Confartigiano,Cna e CasArtigiani, con Regione, Sistema Camerale piemontese e Centro Estero per l’internazionalizzazione.

Il Giornale del Piemonte, 29 maggio 2008. Gara per creare un nuovo block notes. Pma Design e Cna Torino presentano oggi il concorso di design "I Notambuli" (per l’ideazione del nuovo block notes), che insieme alla mostra "Denota", viene promosso da Pma Design in occasione del proprio decennale nel campo della produzione e la stampa di packaging d’avanguardia e oggetti di comunicazione e design.

Il Giornale del Piemonte. 10 aprile 2008. L’imprenditoria è pronta a scommettere su Alitalia. "Chi di voi se la sente di sottoscrivere una fiche per l’Alitalia se ve lo chiedesse io vostro presidente del consiglio ?". Lo chiede il candidato premier del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, alle associazioni degli imprenditori che incontra questi ultimi giorni di campagna elettorale. E assicura che tutti gli hanno risposto di si. Come del resto sta avvenendo anche in Piemonte, dove tutto il mondo politico del centrodestra ha deciso di appoggiare questa battaglia. A cominciare dal coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Crosetto. "L’iniziativa del presidente Berlusconi è senz’altro condivisibile e già ci stiamo muovendo in questo senso riscontrando grande interesse, anche se non è questo il momento di fare nomi e cognomi". E si dice convinto che questa vicenda troverà soluzione dopo le elezioni e sarà una soluzione seria che darà stabilità all’azienda con pano capace di salvaguardare le maestranze come la tutela delle rotte sull’Italia ma anche ridurre le spese che l’azienda finora ha avuto".Il candidato Pdl al Senato Andrea Fluttero, è sicuro che "se riuscissimo anche per Alitalia, a trovare un Marchionne vale dire un manager o un team di manager bravi e con esperienza nel settore che siano in grado di mettere a punto un progetto industriale, non sarà un problema promuovere un ‘azionariato diffuso che possa raccoglier un ampia adesione, in cui ogni imprenditore possa dare proporzione alla propria forza". E la candidata del Pdl alla Camera di Piemonte 1, Caterina Ferrero ribadisce che "è un bene che la svendita ai francesi di Alitalia. Sia sta bloccata, perché sarebbe stato u altro pezzo importante del Sistema Paese, che avrebbe preso la via dell’estero, con le inevitabili ricadute". Il coordinatore provinciale degli azzurri rileva poi che "Il governo Prodi e l’intero Pd sembrano non capire l’importanza strategica di alcuni settori economici, dati che non c’è nessun paese al mondo che si proverebbe con leggerezza di una compagnia aerea di bandiera, che per anni è stata peraltro il testimonial dello sviluppo italiano e il volto dell’Italia nel mondo". Il consigliere regionale del centrodestra precisa che "ora si deve pensare a recuperare, la piena operatività, e sono certa che dall’imprenditoria Italiana, ma anche piemontese, può venire un contributo, una risposta forte all’appello lanciato da Berlusconi". E sottolinea che considera essenziale che a guidare l’opposizione "sia un governo forte, credibile, non questo esecutivo che ha condotto la privatizzazione in modo così inconcludente e confuso da finire in un vicolo cieco". Ferrero conferma di aver potuto riscontare personalmente l’interesse di molte persone, perché salvaguardare l’italianità di Alitalia è una questione nazionale: questo gli imprenditori l’hanno capito e sono certa che si comporteranno di conseguenza".Il segretario regionale di Lega Nord, Roberto Cota, ammonisce che "niente e peggio di Air France, il cui unico intento è quello di colonizzare il trasporto aereo per fare gli interessi dell’hub parigino". Dopo aver premesso che nessuno ha la sfera di cristallo per sapere come andrà a finire, sottolinea che "la possibilità di dare vita a una cordata e senz’altro reale, ma passando attraverso la legge Marzano, scritta apposta per salvare le grandi aziende in crisi, vale a dire congelando i debiti e mettendo a punto un piano di ristrutturazione che sia appetibile per i finanziatori consentendo ad Alitalia di tornare sul mercato". Cota disegna quindi l’identikit di chi dovrà far parte di questa cordata, le banche egli imprenditori del Nord, "che di certo ha davanti un piano credibile non avranno difficoltà a migliorare l’offerta di Air France". Per il candidato del Pdl al Senato, Gilberto Pichetto, "la compagnia di bandiera aerea è una componente fondamentale dell’eccellenza Italiana a livello internazionale. Anche nel mondo delle imprese c’è questa consapevolezza delle sinergie che vi possono essere tra export e il ruolo Alitalia". E anche lui puntualizza che "una volta che sia chiaro il progetto industriale, che preveda un’ opportuna ristrutturazione con tempi certi per raggiungere il raggiungere il pareggio, ho la sensazione che non vi siano difficoltà a trovare imprenditori, anche in Piemonte disponibili a una cordata nazionale". Perché non sono i soldi a mancare, "ma a un progetto di rilancio in grado di rendere produttiva un azione divorata da sindacalisti e boiardi di Stato". Più prudente la posizione di Federico Casetta, presidnete di Cna Torino. "Siamo – dice- una realtà territoriale e non nazionale, ma la considerazione che possiamo fare e che Alitalia, come ogni altro pezzo del Sistema Paese deve imparare a stare sul mercato". Considera poi l’appello di Berlusconi agli imprenditori Italiani "di per se un bel messaggio di grande appeal ma fatto per un’ azienda che ha voragini di debiti". Ammonisce che "al momento manca un serio gruppo piano industriale che considero essenziale per procedere ma, anche quando venisse allestito, dubito che un azionariato di decine di migliaia di soci sarebbe in grado di esprimere una governante adeguata a stare sul mercato".

Il Giornale del Piemonte, 9 aprile 2008. Walter fa l’impresa in un solo giorno e gela Confindustria. Sarà anche sembrata una buona idea, al candidato premier del Pd, Walter Veltroni, quella di promettere agli imprenditori, che, con lui al governo, le imprese si apriranno in un giorno. Slogan efficace, decisionista in linea con i tempi. Peccato però che agli esperti del settore sia piaciuto molto poco. "Idee, pensieri e proposte sulla semplificazione amministrativa ritornano spesso", osserva Livio Dezzani, responsabile Urbanistica e semplificazione di Confindustria Piemonte. E aggiunge che "anche nel dibattito parlamentare che nell’ultima Finanziaria erano comparse alcune idee nuove e interessanti, poi naufragate nell’ultima e affannosa corsa agli emendamenti". Secondo Dezzani, comunque, "il problema e che spesso, quando si pensa ad agevolare la nascita dell’impresa, la politica pensa a d imprese micro o piccolissime coincidenti con una o due persone fisiche, al lavoro in un locale, di modeste dimensioni semplici attrezzature". Precisa quindi che "agevolare queste micro- imprese è indubbiamente una bella cosa ma risolve poco del problema qualitativo e quantitativo dell’economia italiana, perché se si sale solo un po’ di livello i problemi si fanno più complessi". Secondo l’esperto di Confindustria, "agevolare la nascita dell’impresa vuol dire prendere in problemi molto più complessi, con grosse implicazioni nel campo dell’urbanistica, dell’edilizia, delle forniture energetiche, dello smaltimento rifiuti, tutti i problemi che non si risolvono in 24 ore, ma che vanno affrontati nel minor tempo tecnicamente possibile, con un ruolo della pubblica amministrazione che sia tempestivo e professionalmente valido". E insiste che "una valida politica per agevolare la nascita delle imprese richiede pertanto due gambe, per poter correre al massimo delle velocità razionalmente possibile". Le due gambe sono norme più semplici perché è questo il grande ruolo delle semplificazione e uffici pubblici più attrezzati più professionali, più tempestivi, "perché è impossibile pensare di amministrare un Paese moderno, una grande potenza industriale, se la parte pubblica non torna a investire nei propri Uffici Tecnici, che sono la spina dorsale di ogni risposta data bene e in fretta alle imprese". Il segretario generale Api Torino, Roberto de Gioanni, considera a sua volta "irrealistica la proposta di Veltroni, che va intesa piuttosto come un ‘indicazione simbolica, perché questo obbiettivo è stato al centro dell’impegno del Radicale Daniele Capezzone durante il governo Prodi, peccato però che il resto dell’Unione non l’abbia appoggiato e non si capisce perché la maggioranza di centrosinistra al governo non fatto nulla, quando poteva, in questa direzione". E chiede "una semplificazione di tutto l’impianto legislativo", oltre a "riconsiderare, anche se molto impopolare dirlo adesso, alcuni aspetti dei recenti decreti sulla sicurezza sul lavoro, redatti sull’onda dell’emotività, che puniscono più le violazioni formali che quelle sostanziali". Paolo Alberti, segretario provinciale di Cna, osserva sua volta che "a Torino la situazione è già molto buona da questo punto di vista, ma nel resto d’Italia non è così ed è quella direzione che bisogna lavorare". Per il candidato del Pdl al Senato, Gilberto Pichetto, "la promessa di Veltroni è così fantasiosa da risultare inattuabile". E rileva che "occorre essere realistici, e nessuno lo è come gli imprenditori, che sono portati dalla loro professionale alla concretezza". Quanto alle lungaggini burocratiche, "l’iniziativa degli sportelli unici – ammonisce- è quasi ovunque fallita perché occorre a monte semplificare le regole, le norme, facendo testi unici snelli e solo dopo si può chiedere alle amministrazioni di ridurre i tempi". Caterina Ferrero ironizza che "altro che aprire un’ impresa in un giorno, se Veltroni va al governo ne farà chiudere migliaia in meno tempo". E si dice convinta che "non è con proposte irrealistiche che Veltroni può pensare di accattivarsi gli imprenditori, ancora scottati dai recenti provvedimenti del governo Prodi, che hanno oggettivamente frenato lo sviluppo e sottratto risorse alla crescita". Annuncia quindi che "molto più concretamente il Pdl propone provvedimenti che, volendo, si possono prendere immediatamente. Per esempio, non vogliamo che l’Iva sia versata dalle imprese al fisco solo dopo averla incassata. E una cosa che si può fare addirittura con un decreto ministeriale. Così come chiediamo che, quando il fisco deve rimborsare Iva o altri gettiti, lo faccia in tempi commerciali, ovvero 60- 90 giorni, non in tempi biblici".

Il Giornale del Piemonte, 3 aprile 2008. Un ministro per il rilancio regionale. Anche in questi casi non è la quantità ma la qualità che conta. Nel governo Prodi sedevano ben quattro ministri piemontesi – Emma Bonino Cesare Damiano, Paolo Ferrero e Livia Turco- ma a parte qualche milione per l’edilizia sanitaria, nessuno si è accorto che nella stanza sedessero così tanti concittadini. Impegnati a discutere dei massimi sistemi, non hanno avuto nessuna attenzione per le esigenze di questo territorio che già di suo incontra non pochi ostacoli a fare lobby. Visto il ritardo accumulato negli ultimi 24 mesi è essenziale che nel prossimo governo ci sia un ministro piemontese che, una volta Roma si ricordi di essere piemontese. Il primo a lanciare il sasso nello stagno è stato lanciare il sasso nello stagno è stato il senatore di Forza Italia, Aldo Scarabosio presidente in carica della Commissione Industria commercio e turismo a Palazzo Madama, che dalla sua autorevole posizione va dicendo da tempo che per rialzarsi il Piemonte ha bisogno di un ministro". Affermazione subito ripresa da Confindustria. Il presidente regionale, Luigi Rossi d Montelera, auspica quindi che al "nostro ministro sia affidato il settore Ricerca e Innovazione per poter definire, in questo campo politiche e interventi coerenti complementari a livello nazionale e regionale; questo è anche in considerazione del fatto che il Pil investito in spesa di ricerca e sviluppo in Piemonte (1,6%) è molto più elevato della media nazionale (1,1%) e del fatto che la percentuale di spesa privata piemontese per R&S è del 76% segnale di un approccio all’innovazione di tipo imprenditoriale". Confindustria si augura inoltre che anche il ministero alle infrastrutture sia assegnato a un piemontese che "garantirebbe la necessaria attenzione sul tema, in particolare sulle opere connesse ai grandi corridoi europei delle reti Ten, che ne consentono il completamento di tratte funzionali ed altresì indispensabile che il Piemonte ricopra una carica di governo nel campo dell’energia perché è fondamentale intraprendere una nuova politica energetica eventualmente riaprendo dibattiti e approfondimenti su temi delicati, quale il nucleare. Anche Federico Casetta presidente di Cna Torino auspica che il Piemonte "possa esprimere il prossimo Ministro dell’Industria e delle Attività produttive e questo in modo del tutto neutro rispetto ala colorazione politica del governo che uscirà dalle urne il prossimo 15 aprile" E precisa che "questa considerazione è il frutto di tre distinti ragionamenti: innanzitutto la debole presenza, negli ultimi governi di esponenti piemontesi nelle compagini ministeriali; in secondo luogo la grande preparazione e competenza di molti personaggi politici piemontesi; da ultimo, ma non certo per importanza, riteniamo che il sistema produttivo piemontese, all’avanguardia da sempre a livello nazionale, possa essere in qualche modo considerato il laboratorio naturale in cui attingere alle classi dirigenti del sistema Italia che andranno a insediarsi nel prossimo governo". Massimiliano grasso, vicepresidente di Api Torino, invece non è convinto che un ministro possa portare tante risorse sul territorio, anche se non nega che ce ne sarebbe un gran bisogno, ritiene piuttosto che si necessaria un’ operazione di lobby trasversale, a prescindere dalla presenza di un rappresentante politico ai massimi livelli. E conferma che i campi che hanno bisogno di essere bloccati sono le infrastrutture, "dal retro porto di Genova nell’Alessandrino al sostegno dell’aerospace in cui gli imprenditori locali hanno tanto insistito". Anche il mondo della politica si unisce a questo appello. Il senatore Enzo Ghigo (Fi) ricorda che "on la vittoria del centro destra il Pdl piemontese avrà una nutrita rappresentanza in Parlamento, costituita da esponenti che hanno maturato diverse esperienze, sia in campo amministrativo che professionale". E ritiene "fondamentale che sia assicurata una presenza diretta in seno al governo, in modo da perseguire gli interessi del Piemonte, dei cittadini e delle imprese ottenendo quell’attenzione dai livelli centrali che il governo Prodi ha completamente negato". Il senatore di Alleanza Nazionale, Andrea Fluttero conferma che "in due anni i quattro ministri piemontesi di Prodi non hanno portato risultati concreti alla nostra regione". E, in considerazione dell’importante "contributo che il Piemonte darà alla vittoria del Pdl", chiede "un ritorno altrettanto importante in termini di investimenti su una regione che ha dato tanto all’Italia e ha bisogno di essere valorizzata per non finire marginalizzata nelle nuove dinamiche europee. Con questi obbiettivi è indispensabile che possa esprimere almeno un ministro autorevole in posa strategica". Anche il vicesegretario regionale dell’Udc, Michele Vietti, non ha dubbi che il Piemonte avrebbe bisogno di una forte presenza ministeriale, "anche se purtroppo l’attuale sistema politico e la legge elettorale non aiutano a formare e selezionare una classe dirigente che sappia coniugare interessi del territorio e quelli nazionali". Lamenta quindi che "i ministri non si inventano" e vede "pochi a destra come a sinistra che abbiano questo phisique du role".il portavoce regionale di La Destra, Roberto Salerno, rileva infine che "l’importante e avere al governo ministri che non si dimentichino di nessun territorio e questo è ancora più vero per il Piemonte, che sempre viene dimenticato nelle politiche economiche, sociali e produttive".

Il Giornale del Piemonte, 1 aprile 2008. "Serve una ripresa dei consumi". Gli artigiani chiedono ai candidati alle elezioni di aprile di realizzare una politica di rilancio dell’economia permettendo la ripresa dei consumi e lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Lo hanno evidenziato ieri mattina un incontro pubblico a cui hanno partecipato, tra gli altri, Guido Crosetto (Pdl), Roberto Cota (Lega Nord), Beppe Lonero (La Destra), Michele Vietti (Udc) e Gianfranco Morgando) (Pd). "E’ indispensabile – secondo Marco Giuliano, presidente di Confartigianato che ha parlato anche a nome del comitato unitario delle confederazioni- riqualificare e ridurre la spesa pubblica orientandola verso gli investimenti, le infrastrutture, le mobilità, la ricerca, le innovazione". La strada che porta all’Italia nuova,l secondo gli imprenditori artigiani, passa attraverso la governabilità, la promozione dell’imprenditorialità, conduce alla riduzione della pressione fiscale e all’introduzione di misure che garantiscono sicurezza e legalità. Il presidente di Cna Sebastiano Consentino, nel richiedere una rapida approvazione del testo unico sulla sicurezza, ne auspica un’immediata modificazione per introdurre semplificazioni e maggiore certezza del diritto". Consentino ha giudicato inoltre deludenti i sostegni alla prevenzione e le sanzioni eccessive e sproporzionate. E ha proposto una legge per regolamentare un accesso al settore delle costruzioni che, elevando la preparazione professionale e tecnica dei nuovi imprenditori e ampliando l’aggiornamento formativo è di quelli già in attività, permetta di ridurre significativamente parlando il numero degli incidenti sul lavoro. Sul tema delle pensioni è intervenuto Ulderico Carboni, presidente di CasArtigiani: nel denunciare la drammatica situazione in cui versano milioni di pensionati, ha richiesto "una legge nazionale per la non autosufficienza, la parificazione degli assegni familiari e l’innalzamento dei minimi di pensioni a 580 euro al mese. "Il futuro governo- ha osservato Crosetto dovrà essere in grado di realizzare una politica così forte da consentire alle famiglie di reagire agli effetti della globalizzazione". E ha precisato che "ciò è possibile solo se sarà tagliata la pesa e ridotta la pressione fiscale". Inoltre Crosetto ha sottolineato come sia necessario introdurre, per la classe politica, meccanismi di responsabilità personale per moralizzare il governo della spesa pubblica. Il fisco è stato anche al centro delle riflessioni, che ha richiamato l’impegno del Carroccio per un più diffuso federalismo fiscale, l’unico mezzo che possa consentire una riduzione complessiva delle aliquote. Inoltre ha richiamato la necessità di detassare gli straordinari e di realizzare una politica una reale politica a difesa delle imprese manifatturiere per mettere al riparo dalla concorrenza del Paesi emergenti. Vietti ha sua volta ha ricordato la necessità di valorizzare il ruolo sociale delle piccole e medie imprese e dei lavoratori autonomi. "per snellire le procedure – ha auspicato- dobbiamo introdurre la clausola del silenzio/ assenso in tutte le procedure amministrative, l’utilizzo ad ampio raggio del contrasto d’interessi per allargare la base imponibile e contrastare l’evasione". E ha ribadito come gli studi di settore debbano essere legati realmente alle situazioni economiche del territorio in cui sono collocate le imprese. Lonero fa presente che tra le proposte del suo partito c’è quella di versare l’Iva solo quando la fattura è stata incassata. "La lotta all’evasione, poi, rileva- non si fa strangolando chi lavora alla luce del sole ma facendo emergere i tanti che operano completamente in nero sottraendo lavoro ai regolari". Morgando si è invece impegnato a confrontarsi sistematicamente nel corso della legislatura, con le confederazioni artigiane per realizzare una vera concertazione. E ha sottolineato come le azioni del governo spesso rallentate dall’eccessiva burocrazia e dalla ridondanza degli apparati statali. A suo parere proprio la riforma del bilancio dello Stato, proposta del governo Prodi unita a un controllo delle attività dei singoli ministeri permetterà di realizzare il contenimento della spesa pubblica.

Il Giornale del Piemonte, 25 marzo 2008. "Senza oppressione fiscale torneremo motori di sviluppo". Sono il cuore pulsante del’economia, rappresentano circa il 90% dei 4 milioni di imprese distribuite nel nostro Paese eppure il Governo ha lasciato le loro richieste inascoltate. E loro, gli artigiani, se ne stanno con le mani in mano, alzano la voce e già pensano alle richieste da sottoporre al nuovo Esecutivo cui spetterà il compito di risolvere alcuni nodi ritenuti determinanti. "Non prendiamo posizione ne contro ne a favore di Prodi ma analizziamo lo storico- spiega il presidente Cna Torino, Federico Casetta- e così facendo emergono un sacco di problematiche no risolte. Innanzitutto la lotta lavoro sommerso e al lavoro nero perché questo genera concorrenza sleale". I dati danno ragione agli artigiani: il 30 per cento del Pil scompare nel sommerso. A non basta per risollevare le sorti di una categoria. "abbiamo sentito parlare di riduzione del costo al lavoro. Lo si faccia. Di proposte intelligenti sottolinea Casetta- ne sono state fatte tante ora bisogna metterle in pratica". Ma per farlo non si può prescindere dal rivolgere più attenzione alle imprese artigiane come nota Fabrizio Actis a capo della Cna vercellese. "Chiediamo una politica fiscale di collaborazione e concertazione – ribadisce- una politica molto diversa da quelle applicata dal ministro Visco. E poi vorremmo la detassazione degli straordinari e la flessibilità del mercato al lavoro. Idee condivise dal collega Edmondo grosso che Guida la Cna di Biella che rilancia: "Vogliamo meno burocrazia e invece ci siamo ritrovati con un governo che l’ha aumentata e tempi certi sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni" e per Biella c’è pure qualcosa in più. "Siamo un distretto in crisi, per cui è necessario che lo Stato ci aiuti. Faccio un esempio – spiega-: Novara può beneficiare del corridoio 5. Alessandria farà lo stesso con l’interporto. Due infrastrutture che aiutano gli artigiani. Biella, invece, è uno dei pochi capoluoghi a non avere neppure un’autostrada". Infrastrutture, tema delicato e caro anche agli artigiani novaresi che guardano con il fiato sospeso alle vicende di Malpensa. "Un suo ridimensionamento- ribadisce il presidente Cna Franco Biondo – significherebbe ulteriore sofferenza". Molto più duro e diretto Sebastiano Dutto, ai vertici di Confartigianato imprese Cuneo che ricorda come i ritardi nelle grande infrastrutture finiscano per essere un costo improprio pesante. "Chiediamo- dice la liberazione dell’artigianato dai vincoli fiscali e burocratici che ne impediscono la crescita e ne aumentano impropriamente i costi diretti e indiretti. Sulla fiscalità, in questi due anni è stato prima approvato e poi disatteso lo Statuto del Contribuente, con l’applicazione retroattiva nel tempo dei nuovi studi di settore che stabilivano parametri più onerosi di regolarità contributiva. Altrettanto prioritaria è la questione delle tariffe energetiche, altra tassa che grava impropriamente su un tessuto di piccole imprese". "Il vero lavoro precario è quello dell’artigianato- gli fa eco Carlo Giachello, alla guida di Cna nella Granda. La situazione va riequilibrata. Anche l’iscrizione all’albo deve essere più selettiva in funzione dell’acquisizione per via formativa delle competenze necessario per il settore in cui si intende operare". La soluzione potrebbe essere quella offerta da Gianfranco Berta, Cna Asti, che rigetta la necessità di "avere aiuti come la grande industria. Basta una burocrazia ridotta la minimo, un protocollo fiscale giusto e mani libere per essere competitivo e valorizzare l’anima vera del comparto ovvero la creatività al servizio del made in Italy". Aiuti o non aiuti, non si risana l’economia con i tassisti e parrucchieri. E’ il pensiero di Marco Bologna, segretario provinciale di Cna Alessandria, che considera le liberalizzazioni uno dei maggiori fallimenti del Governo Prodi. Ma non solo. "E’ ora di smetterla di fare i conti con l’effetto- annuncio della Finanziaria. Il nuovo Governo- dice dovrà ascoltarci sul serio. Siamo disposti a fare sacrifici, ma le decisioni andranno prese assieme". Per cominciare, abbassando le aliquote Irpef i riducendo i costi dell’Irap "pesantissimi per le piccolissime realtà" e poi cercando i veri evasori e facendo "i soliti controlli ai soliti noti. Bisogna stanare gli abusivi applicando tolleranza zero verso chi è fuori dal sistema".

Il Giornale del Piemonte, 5 marzo 2008. Camera di Commercio ad "Artò". Il sistema camerale piemontese sarà presente al Salone delle attività artigiane "ArTò",organizzato da Promotor International in collaborazione con Regione, Confartigianato, Cna e CasArtigiani, in programma da domani al Lingotto Fiere. Nello stand A3 del Padiglione 5, Unioncamere Piemonte e le Camere di commercio presenteranno i servizi offerte alle imprese artigiane del territorio in tema di contributi, incentivi e agevolazioni, promozione e valorizzazione delle filiere, tradizionali, innovazione e giustizia alternativa.

Il Giornale del Piemonte, 5 marzo 2008. La creative economy s’incontra a Torino. Il comune di Torino, con il supporto di Finpiemonte e il contributo della Camera di Commercio e della Regione, presenta Faber Meeting, un’occasione di incontro e di confronto tra aziende della "creative economy" e giovani talenti. Trenta giovani autori nei campi degli audiovisi, dell’animazione tradizionale e 3D e del web design sono stati selezionati e parteciperanno a partire da oggi al Faber Meeting, manifestazione fatta da incontri, dibattiti e workshop e che si terrà al Virtual Reality & Media Park di Torino, un modo per sperimentare una nuova modalità di interazione di creatività e mercato. Rai, Mediaset, Tilab, DeAgostini, ma anche tante altre realtà presenti sul territorio piemontese il loro rapporto creatività- impresa attraverso tre giorni di panorama e orientamenti del mercato. Il regista torinese Mimmo Calopresti, maestro del genere documentaristico e del cinema verità, insieme a Matthew Luhn story artist della Pixar (la società che ha prodotto Ratatouille, Cars e Gli incredibili) e Franz Fischnaller, direttore artistico, un gruppo interdisciplinare che si occupa della fusione della tecnologia, comunicazione, arte e disegno condurranno i tre workshop rivolti ai finalisti del contest. Dal documentario alla fiction linguaggi e tendenze sarà il tema affrontato da Calopresti mentre Luhn approfondirà l’argomento cinema d’animazione: dal disegno alla storia; a Fischnaller il compito del passaggio di occuparsi dal web all’interaction design. Il 7 marzo, a chiusura del Faber Meeting in un incontro aperto al pubblico presso il cinema Massimo sarà possibile assistere alla proiezione di tutte le opere e conoscerne gli autori. Al termine della giornata saranno proclamati tre vincitori assoluti, uno per ogni ambito, che riceveranno in premio 2000 euro, offerti da Cna Torino, Confartigianato Torino e CASArtigiani Torino. Aderiscono a Faber Archiworldchannel, Bellissimo Vision, Enarmonia, Fondazione Ultramundum Interaction - design Lab, La Stampa.it, Mo-ViDa Ententernaiment, No –real, Prc Multimedia, Rai, Utet-De Agostini, Virtual Reality & Multy Media Park, e la manifestazione è patrocinata da Api Torino, Film Commission di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Progetto Atelier, Turn, Università di Torino, Politecnico di Torino, Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola di Animazione.

Il Giornale del Piemonte, 4 marzo 2008. Cogart-Cna abbatte i tassi d’interesse. Per piccole e medie imprese è in arrivo ancora un’ancora di salvezza. Il periodo non è certo dei più favorevoli, ma in un momento in cui la gran parte dei finanziamenti riguarda la liquidità delle aziende, Cna Piemonte, attraverso Cogart, ha sottoscritto un’ importante convenzione con a Banca Popolare di Novara per il sostegno a medio termine delle piccole e medie imprese. "L’accordo prevede - conferma il direttore Cogart Cna Piemonte, Renato Alberti- su un plafond di 20 milioni di euro l’erogazione di finanziamenti a tassi agevolati. In aggiunta al dato di riferimento sui tassi d’interesse europei, lo spread del finanziamento del banco novarese andrebbe dallo 0,75 all’1,15 dell’importo erogato, oltre alla percentuale euribor, che sul dato medio dei finanziamenti a tre mesi si attesta sul 4,30 punti.". Cogart Piemonte, costituita nel 1978 dalla Cna, è una cooperativa per le imprese amministrata dagli stessi imprenditori e artigiani che fornisce assistenza in materia finanziaria e presta garanzie fidejussorie per agevolare l’accesso al credito bancario con gli istituti convenzionati. "Rispetto al tasso medio dell’1,25 per cento chiesto dalle altre banche – continua Alberti – questo accordo, che sarà comunicato ufficialmente oggi pomeriggio, mette sul mercato le migliori condizioni possibili in tutta la regione". Una spinta all’impresa che potrebbe condizionare in positivo l’atteggiamento anche degli altri istituti sul territorio verso la piccola e media impresa, l’artigianato e il settore agricolo. "Tutti possono accedere al servizio- conferma il direttore Cogart- perché questa opportunità è a disposizione anche di coloro che non sono ancora tra gli oltre 25mila soci della Cofidi piemontese, anzi invito anche gli iscritti alla Api e alle varie Coldiretti, a " mettersi in fila" vista la rara occasione di accedere a tassi simili". Secondo Cogart, infatti ammontano a oltre 220 milioni di euro finanziamenti erogati nel 2007 tramite l’intermediazione finanziaria garantita dalla cooperativa. Una somma considerevole utilizzata da oltre 5 mila imprese. "Garantiamo alle banche il 50 per cento delle eventuali insolvenze- chiarisce Alberti- e il nostro servizio, dal momento dell’entrata in vigore della normativa europea Basilea2, che condiziona l’accesso al credito da parte delle imprese, è sempre più apprezzato. Nelle fattispecie il bisogno di liquidità per approfittare dell’auspicabile fase di ripresa del mercato coincide con quegli elementi di garanzia necessari dal primo gennaio per contare sui finanziamenti. Data la contabilità semplificate dalle piccole e medie imprese, prevedo che il tasso "record" dello 0,75% andrà a disposizione di circa un terzo tra coloro che richiederanno questo servizio, senza dimenticare l’estremo interesse di tutto lo spettro del tasso che offre la convenzione con Bpn". Basilea 2 è il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche. In base ad esso le banche dei Paesi aderenti dovranno accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti. Maggiore è il rischio presentato dalle imprese, maggiori saranno gli accantonamenti. Le banche devono quindi classificare i propri clienti in base alla loro rischiosità, attraverso procedure di raiting sempre più sofisticate. Il timore è che l’applicazione dell’accordo possa tradursi in minor credito alle imprese più rischiose a tassi più elevati. La normativa di Basilea2, estremamente complessa fissa solo le linee guida, lasciando ampio spazio alle banche, sotto il controllo delle autorità centrali (da noi la Banca d’Italia) quanto alle metodologie e ai processi che porteranno alla definizione del rating. "Proprio in quest’ottica – conclude Renato Alberti - la nostra attività di servizi e di garanzie assume maggior pertinenza, tanto che l’accordo con Bpn sarà il primo passo verso una crescita del nostro ruolo".

Il Giornale del Piemonte, 13 febbraio 2008. Concorso per il logo di Venaria. Cna Torino bandisce il premio di Design Ve.De.Re.-Venaria Design Reale per l’ideazione produzione e commercializzazione del gadget ufficiale della Città di Venaria Reale. Il bando è patrocinato dal Comune di Venaria Reale, e dalla Camera di commercio di Torino ed è stato redatto secondo le procedure previste dall’Adi-Associazione disegno industriale di cui la stessa Cna è socia. La scadenza è fissata per il 12 maggio.

Il Giornale del Piemonte, 16 gennaio 2008. Nuovi fondi per le Pmi piemontesi. Finaziamenti per le Pmi: dopo la riapertura dei bandi regionali (sulla base della Legge Regionale 34/04 che mette a disposizione complessivamente circa 45 milioni di euro) le realtà produttive si interrogano e lanciano messaggi alla Regione. Per questa ragione ieri pomeriggio al centro congressi Torino Incontra, Api Torino, Cna e Compagnia delle Opere del Piemonte ha organizzato l’incontro dal titolo. "Per le Pmi in arrivo nuovi finanziamenti. Le linee d’intervento della Legge Regionale 34/04". Un’importante occasione per fare il punto della situazione a pochi giorni dall’apertura dei termini per la presentazione delle domande. "Era un anno che riaspettavamo la riattivazione del flusso di risorse regionali per le Pmi spiega Claudia Porchietto, presidente di Api Torino. Occorre però dire con chiarezza che i fondi messi disposizione con questi primi bandi rappresentano certamente risorse importanti per la crescita delle nostre imprese, ma non esauriscono le necessità di investimento che occorre soddisfare per rispondere in maniera adeguata alle sollecitazioni dei mercati. È un primo passo a cui, speriamo si posso aggiungere a breve termine l’avvio dei bandi del POR 2007-2013 che oramai dovrebbero essere in dirittura d’arrivo. A tal proposito sollecitiamo la Regione a consultare le associazioni come utile supporto alla realizzazione definitiva dei bandi al fine di utilizzare l’utilizzo di queste importanti risorse". Il convegno si è tradotto in un momento importante anche dal punto di vista politico. "Il fatto che tre grandi associazioni d’impresa abbiano scelto di parlare con una voce sola nei confronti della Regione- aggiunge Porchietto- ha una forte politica e strategica nei confronti del decisore pubblico che ha in questo modo davanti tutto il mondo della piccola e media impresa". Critico il presidente della Cna Torino Federico Casetta: "Pur condividendo l’impianto complessivo della legge regionale 34/2004 desideriamo manifestare alcune nostre perplessità. Innanzitutto la Cna ha accolto criticamente la decisione di sospendere decorrere dal 13 gennaio 2008 la misura di sostegno tra collaborazione tra piccole industrie e centri di ricerca che andava sotto il nome di voucher. Di fatto, questa misura prevedeva contributi a fondo perduto fino a 30 mila euro per progetti di ricerca e sviluppo e proprio per questa sua caratteristica era particolarmente idonea a stimolare la voglia di fare ricerca da parte delle piccole industrie e delle imprese artigiane più strutturate che costituiscono una parte estremamente rilevante del tessuto produttivo piemontese. Alla Regione la Cna chiede pertanto di recuperare questa misura nei prossimi bandi che daranno piena attuazione alle politiche industriali regionali in programma. Un’ultima considerazione va invece fatta sul bando Manunet 2008: l’obbligo di creare partnership internazionali posto come condizione di accesso al progetto stesso pone non pochi limiti alla reale partecipazione delle piccole aziende. Riteniamo pertanto che se l’obbiettivo è quello di coinvolgere e non solo sulla carta le piccole industrie occorre che la Regione si faccia carico di individuare modi e luoghi dove le piccole imprese europee possono realmente incontrarsi per conoscersi e valutare l’invio di iniziative congiunte". "Uno dei temi centrali nelle discussione del Paese- aggiunge infine Dario Odifreddi, presidente della Compagnia delle Opere del Piemonte- è quello legato al ripensamento delle rappresentanze e al ruolo dei corpi intermedi; in questo contesto ritengo essenziale il tema delle alleanze. L’incontro di oggi vuole essere un primo tassello di una strada in cui soggetti diversi per storia e riferimenti culturali decidono di operare con l’intento di aiutare i propri associati a cogliere tutte le opportunità utili sostenere la sfida imprenditoriale. Non v’è dubbio che tra queste rientrano le misure relative ai fondi comunitari di cui oggi si parla. Ritengo inoltre che anche per le istituzioni sia più agevole ed efficace dialogare con un sistema meno frammentato. Infine una seria e libera alleanza tra le rappresentanze datoriali può fornire un contributo importante nella ridefinizione della governante del nostro territorio".

Il Giornale del Piemonte, 11 gennaio 2008. Finanziamenti: 45 milioni per le Pmi. Piccole e medie imprese alleate per l’ammissioni ai nuovi bandi di finanziamento che, nel loro insieme, - grazie al meccanismo della legge regionale 34/2004- fondi per complessivi 45 milioni di euro. Una dote importante per una politica industriale piemontese orientata alla promozione di una forte coesione produttiva, tecnologia e commerciale delle Pmi. Quella stessa coesione che Api Torino, del Cna del capoluogo subalpino e Compagnia delle Opere esprimeranno martedì prossimo, in concreto, all’incontro organizzato nella sala Giolitti del centro congressi "Torino Incontra", a partire dalle 15. Introduttore e moderatore Massimo Gibin, responsabile del servizio Credito e Finanza di Api Torino. La discussione entrerà nel merito applicativo con la relazione di Giuseppe Benedetto, direttore delle Attività produttive, della Regione che si soffermerà sulle caratteristiche della legge 34 come strumento di politica industriale su scala territoriale ampia. Uno strumento che agevola i progetti di ricerca e sviluppo, come metteranno in evidenza Loredana Zorzan, della direzione regionale Attività produttive, Giovanna Bossi, in rappresentanza del gruppo interdisciplinare Regione/Fin Piemonte, e Franco Rossigno, della direzione Innovazione, Ricerca Università. Agevolazioni il cui spazia attraverso una pluralità di contesti applicativi di assoluta importanza pratica per la gestione dei costi produttivi aziendali dall’efficienza energetica alla sicurezza dei luoghi di lavoro fino all’istallazione delle tecnologie delle’informazione Ici. Aspetti di cui parlerà Giorgio Diquattro per Fin Piemonte, spa, al società che ha seguito della recente riforma regionale si propone come soggetto istituzionale titolare di una politica finanziaria attuativa delle strategie di politica economica subalpina, con la gestione dei relativi procedimenti. Riflettori puntanti, infine, sui progetti strategici, che nella fase attuale riguardano inevitabilmente il settore aereospaziale: relatore sarà Franco Russo, sempre della direzione regionale Attività produttive. L’incontro di martedì si caratterizza, pertanto, come momento di confronto e concertazione non solo tra una determinata associazione di categoria e L’ente pubblico titolare delle misure finanziarie, ma anche come qualificante occasione per un maggiore raccordo tra diverse organizzazioni imprenditoriali con interessi convergenti verso l’ammissione a benefici economici che impongono il superamento dell’individualismo delle sigle.

Il Giornale del Piemonte, 9 gennaio 2008. Carta d’identità per la piccola impresa. Un autentico "manifesto" che sarà anche "la carta d’identità" della nuova "classe media"; quella rappresentata dalle partite Iva delle piccola impresa, dalle quali arriva sempre più forte la domanda di una politica economica che abbandonami la tradizionale distinzione fra industria , artigianato e commercio. E favorisca, proprio attraverso questa visione del tessuto connettivo locale, le basi di una crescita reale dell’economia torinese e regionale – al netto dell’inflazione – che arriva a un livello minimo del 2 per cento, "essenziale per scongiurare del tutto i rischi di recessione sempre incombenti". Un obbiettivo, anzi due obbiettivi- il primo dei quali, cioè la presentazione del "manifesto", sarà messo a segno in primavera- enunciati da Paolo Alberti, segretario della Cna torinese, la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa. Il dirigente della dinamica Associazione di categoria, proprio in questa ottica, annuncia la prossima costituzione di "Cna industria", in linea già attuato per il commercio. "In termini numerici- spiega Alberti- anche il 2007 si è connotato per una crescita sia degli associati, sia della capacità dei nostri uffici di erogare servizi e assistenza alle aziende. Si concretizza così il nostro contributo al miglioramento di uno scenario che, per quanto riguarda l’artigianato in generale della provincia metropolitana, rimane all’insegna di una complessità di fondo, per effetto di un’ economia globalizzata che ha fatto sentire le proprie conseguenze soprattutto nel segmento manifatturiero e meccanico. A risentirne sono state, in particolare, le piccole e piccolissime aziende". Per le quali prosegue il segretario della Cna- le modalità di reazione delle avvisaglie o alle manifestazioni di crisi sono state molto diversificate: "Alcuni operatori, pur mantenendo un radicamento territoriale solido, hanno intrapreso un percorso di internazionalizzazione che interessa in misura evidente la componentistica. Altri, impegnati nelle attività di servizio legate per esempio all’auto hanno fatto propria la sfida della riconversione, come è avvenuto nel caso dei manutentori, che, in ragione delle mutate attese di residenza tecnica dei veicoli, sono diventati sosti tutori di pezzi e ricambi". Il terreno vero di sfida, da cui dipendono molte scelte aziendali di rilievo rimane però quello del Fisco: "La Finanziaria 2008 non sembra discostarsi molto dalle impostazioni di politica economica nazionale che l’hanno preceduta. Lo sgravio dell’Ires, relativo all’aliquota dell’imposta sul reddito della società, beneficerà in modo massiccio le realtà produttive medie e grandi mentre per quelle di piccole e piccolissime dimensioni confidiamo nell’efficacia del cosiddetto "forfettone",misura di semplificazione fiscale e contabile indirizzata a quelli che la stessa manovra del Governo definisce "contribuenti minimi per natura", ossia lavoratori autonomi senza dipendenti e con un ridotto volume d’affari". Analogia tensione verso i mercati finanziari:"La stretta creditizia che veniva da più parti evocata con l’entrata in vigore di Basilea 2- precisa Alberti- non è avvenuta. Il nostro impegno, comunque sarà orientato a favore il maggiore approccio del sistema bancario alla valorizzazione dei progetti e delle idee imprenditoriali, ovviamente salvaguardando l’integrità del risparmio e l’interesse delle famiglie risparmiatrici". Per questo la regia della politica industriale diventa il "nodo centrale- conclude Alberti- il tessuto delle piccole e piccolissime imprese chiede soluzioni che favoriscono riduzioni strutturali dei costi impropri, a partire dalla produzione e dall’approvvigionamento di energia e proseguendo sul terreno salariale. Siamo consapevoli delle tematiche legate al potere dell’acquisto delle famiglie, ma l’aumento dello stesso, può essere realizzato solo attraverso una defiscalizzazione della busta paga, che non accresca il valore assoluto del costo del lavoro. Già ora interi settori, penso anzitutto, all’autotrasporto, devono accollarsi la totalità dei costi della logistica – dalla benzina alla rete stradale – comprimendo fortemente i propri margini di utile economico a causa di una concorrenza tra i padroncini fattasi oramai agguerrita e internazionale anche in questo settore".

Il Giornale del Piemonte, 9 gennaio 2008. Cna, per le piccole imprese arriva la carta d’identità. Un manifesto che rappresenti una vera "carta d’identità" della piccola impresa superando le tradizionali divisioni tra piccola industria, artigianato e commercio. Lo annuncia per la primavera il segretario della Cna torinese Paolo Alberti, che sottolinea: "Serve la massima coesione per far conseguire all’economia metropolitana e piemontese un tasso di crescita reale di almeno il 12 per cento".

 
 
 
 
 
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