La Stampa, 26 novembre 2008. Gli artigiani della paura. Volano cassa e aziende in crisi. Almeno 4 mila dipendenti artigiani sono in cassa integrazione in deroga. Lavorano in 921aziende che hanno pesanti difficoltà. Sono cresciute improvvisamente a partire da settembre ; in tutto il 2007 erano state 693. E’ questo il dato simbolico più importante della crisi che ha travolto gli artigiani e che, ieri sera nel corso dell’assemblea annuale della CNA, è stato analizzato con toni se non drammatici, seriamente preoccupati. E il peggio deve venire perché le piccole imprese hanno un calo di ordini del 30-40 per cento, a volte persino del 50. Per il presidente della CNA, Federico Casetta, "la crisi a Torino e in provincia sta assumendo caratteristiche peggiori che altrove, e non semplici intuizioni , ma dati certi e attendibili". Non ha dubbi: "Non è mai andata così male dal 2001 e siamo preoccupati soprattutto per l’anno prossimo". Ricordo che le aspettative per il primo trimestre del 2009 sono negative mentre "già è scesa la produzione industriale negli ultimi tre mesi". E il segretario Paolo Alberti spiega: "A pagare il prezzo più alto sono il proprio le piccole imprese fino a 50 dipendenti. Per questo settore di imprese si registra un calo della produzioni pari al 3,9%, una diminuzione del fatturato pari al 3,6% e una riduzione delle esportazioni dell’1,3% .E’ ancora peggio per l’artigianato la produzione diminuisce del 4,3%, il fatturato si riduce del 4% e le esportazioni calano del 1,3% ". il 60 % delle imprese si aspetta una vera e propria situazione di stagnazione economica e ovviamente nn prevede significativi investimenti nei primi sei mesi del 2009. secondo l’indagine congiunturale sull’ artigianato le difficoltà sono per tutti i settori, ma morde di più nella metalmeccanica, impiantistica e carta nelle imprese fini a 5 addetti. per la prima volta, però il saldo del fatturato è negativo anche per le aziende 11 e 15 addetti. Alberti sottolinea che il "brusco ridimensiona mento del fatturato con una caduta superiore al 30% ha provocato per ora una riduzione dell’occupazione del 5,6%. Proprio qui nel Torinese la cassa integrazione in deroga e fortemente cresciuta". Propone che la deroga alla cassa possa riguardare – oltre alla metalmeccanica, al tessile e al settore orafo- anche gli altri comparti. Dice: "Bisogna evitare i licenziamenti usando tutti gli strumenti possibili. Pensando anche che sia necessario che l’ente bilaterale, che ora paga la cassa integrazione per soli tre mesi, ottenga fondi regionali o della camera di Commercio per andare oltre il trimestre". Ma la logica della CNA non è puramente difensiva. Alberti pensa che si debba uscire dalla crisi con sostegni e nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuove energie sostenibili. E non solo. Ha una proposta: "Si dice spesso che mancano figure professionali ; la crisi potrebbe essere un momento in cui formare i lavoratori di azienda in crisi per altri lavori. Ma è fondamentale che i tempi siano stretti; non può accadere come adesso che un azienda presenta un progetto, occorrono 5 – 6 mesi per avere l’approvazione e gli altri quattro per metterli in cantiere. Troppo, rischiano di non servire più". E poi ci sono altre proposte come, ad esempio, il consentire alle imprese di compensare i crediti certi ed esigibili vantati nei confronti della pubblica amministrazione con i debiti di natura fiscale e contributiva o il concedere dilazioni nel pagamento delle imposte compresa la seconda rata di acconto su Ires, Irpef, Irap a partire dalla scadenza di novembre .
La Stampa, 25 novembre 2008. CNA Assemblea annuale. Alle 20.30, in via Millio 26, assemblea annuale con Federico Casetta, Paolo Alberti, Tom Dealessandri, Alessandro Altamura, Sergio Bisacca.
La Stampa-Torino Sette, 7 novembre 2008. De Amicis tra pensiero e gusto e gli effetti psicologici del vino. De Amicis non fu solo l’autore di "Cuore", ma anche giornalista e conoscitore della società, nonché attento ad un certo stile di vita. "Gli effetti psicologici del vino" che viene pubblicato da Donnedizioni di Torino (pp.63, costo 8 euro) è il resoconto di una conferenza tenuta dall’autore del 1880 è tratta dall’archivio della Società Filotecnica Torinese. Questi è altri aspetti della sua creatività saranno messi in luce con il convegno "De Amicis e il suo tempo: attualità di una biografia" organizzato per il centenario della morte da Donnaedizioni e Donna Sommelier lunedì 10 novembre, alle ore 11, al Circolo dei Lettori di via Bogino 9. Partecipano: Maria Luisa Alberico, Editore Donnedizioni "Motivazioni delle Celebrazioni e scelte editoriali per una ristampa"; Giorgio Revelli, presidente del Centro Culturale Tabiese "De Amicis ed il ruolo della letteratura per un nuovo sentimento nazionale"; Ferdinando Cabrini, Università degli studi di Torino- Facoltà di Scienze della Formazione-Extracampus "Cinematografie deamicisiane"; Giorgio de Rienzo, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea dell’università di Torino e del Piemonte Orientale "De Amicis senza cuore"; Paolo Berruti, neuropsichiatra. " ma con psicologia"; Marco Fraschia, docente Liceo Valdese "A spasso con De Amicis: un’esperienza in Val Pellice". Seguiranno letture di alcuni testi di De Amicis a cura di Stefano Ghione. Al termine è previsto un "un buffet deamicisiano" con i vini dei produttori della Camera di commercio di Torino e golosità degli artigiani CNA e del Paniere della Provincia di Torino. Nel pomeriggio sarà a disposizione di convegnisti e del pubblico il tram storico n°3203 del 1958, per un tour turistico della città allietato da letture deamicisiane. Due le partenze: alle ore 17 e alle ore 18 da via Bertola. info@donnasommelier.it, 328.126.96.29.
Torinosette, 7 novembre 2008. Rivoli, nella casa del Design gli esiti dei sei concorsi. La Casa del Conte Verde di Rivoli, in via Piol 8 diventa "The Green House- La casa del design". In un'unica grande mostra, a cura di CNA Torino ospita infatti dal 7 al 30 novembre. I risultati di sei differenti concorsi del calendario di Torino 2008 World Design Capital, il cui colore simbolo il verde che da appunto il titolo all’esposizione. I lavori provengono da: "Chocolate, Wood ed Accessories, tre sfide che chiedevano rispettivamente la progettazione di cioccolatini di design, di elementi di arredo per la casa e di accessori moda per la persona; dal concorso "Ecodesign", con progetti sul solare, sul fotovoltaico, sull’eolico e sull’acqua; "Green Fashion Design", una gara dedicata ai capi d’abbigliamento che interpretano il verde; da "Ve.De.Re-Venaria Design Reale", per l’ideazione di un gadget promozionale per Venaria. Nel medioevale edificio rivolese sono in mostra pannelli fotografici con dolci invenzioni di cioccolato, come la tavoletta "Cineciok", somigliante a una pellicola cinematografica che celebra il legame tra Torino e il cinema ed è figlia della collaborazione tra il maitre Chocolatier Gianni di Biase e la designer Ilaria Ortolani. E ci sono progetti su collettori termici ad aria e nuove tipologie di pannelli fotovoltaici disegnati dagli studenti del Politecnico di Torino o prototipi realizzati dalle Pmi piemontesi. E ancora: taielleur e cravatte, accessori e l’esposizione del progetto vincitore "Ve.De.Re-Venaria Design Reale" che, con delibera del sindaco di Venaria. È diventato un il nuovo oggetto simbolo della città sabauda. Si tratta di "Tanti è Meglio" (designer Matteo Peter Bonafede, produttore Artbox) ed è una spilla che rappresenta l’unicum architettonico costituito da giardini, dalla Reggia e dal centro storico così come fu progettato da Amedeo di Castellamonte. Il produttore ha previsto che con la stessa forma si possono realizzare anche portachiavi, ciondoli orecchini e da qui il nome "Tanti è meglio". Il 7 novembre si inaugura anche l’esposizione "Le vie del design" alla Torre della Filanda di Rivoli, sempre in via Piol, organizzata dall’Adi Piemonte e Valle d’Aosta.
La Stampa, 22 ottobre 2008. Una chiave come gadget della Reggia. Una chiave è il nuovo oggetto simbolo per il gadget di Venaria Reale. È stato ideato da Matteo Peter Bonafede e prodotto dal Padre, orafo, mauro Bonafede, dell’Artbox di San Sebastiano Curone (Alessandria che si è ispirato alla forma della mappa della Reggia. Il progetto ha vinto il concorso "Ve.De.Re-Venaria Design Reale" organizzato da CNA Piemonte e altri enti.
La Stampa, 16 ottobre 2008. Munari in mostra. Raccogli numerosi oggetti di design firmati Bruno Munari la mostra "Denota" che s’inaugura (ore 18) alla Casa del Conte Verde, via Fratelli Piol 8, a Rivoli le opere del maestro affiancano quelle di 30 giovani talenti selezionati da "I Notambuli", concorso di idee per nuovi block notes. La organizza Pma Design (associata CNA Torino), e rimarrà allestita fino al 4 novembre.
La Stampa, 13 ottobre 2008. La ricetta di Chiamparino "Dimezziamo i consiglieri". Se il problema è solo ridurre i costi della politica allora basta dimezzare il numero dei consiglieri comunali, provinciali e regionali. E poi a seguire il numero di assessori. In questo modo si ottengono sicuramente dei risparmi economici ma non si eliminerebbe un altro costo altrettanto importante, quello dei tempi delle decisioni". Sergio Chiamparino, sindaco di Torino risponde così alle sollecitazioni dei vertici piemontesi della Confederazione nazionale artigiani, alle prese con una recessione alle porte e allarmati da una crisi finanziaria. A breve termine il problema è quello della liquidità e dell’accesso al credito per questo arriva la sollecitazione alle istituzioni pubbliche perché il rischio, come spiega Michele Sabatino, segretario piemontese CNA è di "cadere in mano agli usurai". La Confederazione ha condiviso queste sue preoccupazioni in un confronto a più voci con la politica e le istituzioni. Che fare, allora nel breve periodo? Il sindaco lancia la proposta di "creare attraverso la Cassa depositi e prestiti attraverso un fondo di garanzia che permetta di portare a termine le grandi opere, almeno quelle più avviate, e di evitare alle imprese di essere soffocate dai tassi d’interesse". Il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia. Enzo Ghigo, ha sottolineato, tra gli applausi, la necessità di attuare quella parte del programma della Pdl che prevede "che lo Stato incassi l’Iva solo quando le fatture sono state realmente incassate". Aggiunge: "Contro la crisi occorre fermezza mentre oggi molti perdono tempo a vantarsi di averla prevista". E sono le risposte da dare nel medio e lungo termine. Artigiani e piccoli imprenditori aspettano di sapere quali saranno gli effetti del federalismo fiscale. E qui entra in gioco il ragionamento del sindaco sui costi della politica: "Io credo che il problema non solo quello del risparmio economico ma di garantire decisioni in tempi brevi: 5 enti intermedi che devono fare scelte su uno stesso argomento sono troppi ed è necessario ridurli" Aggiunge: "solo con una semplificazione si risolvono i problemi legati alla farraginosità della decisione". Ecco perché Chiamparino ritorna sul tema della città metropolitana e chiede "che dopo il trasferimento dei poteri delle risorse Roma capitale si attui gradualmente un trasferimento analogo anche alle altre città metropolitane". Un tema che divide Chiamparino da presidente della Provincia. Antonio Saitta continua a difendere "io ruolo centrale giocato dall’ente provincia che garantisce le esigenze di 315 comuni". Le tesi di Chiamparino sono simili a quelle del capogruppo della Lega Nord della Camera Roberto Cota, che sottolinea: "E’evidente che non vogliamo abolire tutte le province, come si potrebbe fare a meno di quella di Cuneo? Ma per Torino il discorso è diverso". E ancora: il federalismo permetterà al nord di mettere a frutto le potenzialità di un sistema che potrebbe essere molto competitivo ed invece è mortificato dal centralismo". Per Gianfranco Morgando (Pd) "il federalismo deve essere una riforma che sappia riordinare complessivamente le istituzioni".
La Stampa, 13 ottobre 2008. La Regione apre agli artigiani "Pronti 20 milioni per i confidi". La Regione risponde positivamente alla richiesta di intervento lanciata dal segretario della CNA: "Rifinanzieremo il fondo il fondo rotativo e l’Artigiancassa e stanzieremo 20 milioni per la patrimonializzazione dei Confidi", annuncia il vicepresidente della Giunta, Paolo Peveraro, intervenendo all’annuale assemblea della confederazione che si è svolta ieri alla Fondazione Sandretto. L’allarme liquidità e il rischio di restare vittima degli usurai è stato lanciato dal segretario regionale, Michele Sabatino. Gli interventi della Regione dovrebbero permettere di allargare la rete delle garanzie economiche per questo settore. Peveraro, davanti ai delegati della confederazione nazionale artigiana ha promesso che "entro la fine dell’anno saranno garantite a Finpiemonte le risorse per rinnovare il fondo rotativo mentre nel bilancio di previsione del 2009 sono state previste le risorse per rifinanziare Artigiancassa". Il vicepresidente ha anche spiegato che "tra i 250 milioni di euro di investimenti previsti nel bilancio di previsione, 30 saranno destinati all’ artigianato". In poche settimane, poi la giunta dovrebbe approvare la delibera che "stanzia 20 milioni per stabilizzare i Confidi. Si tratta di soldi già accantonati che speriamo di stanziare entro la fine di ottobre". Peveraro, poi si è augurato che "che ci sia l’ampio consenso da parte di tutte le forze politiche per la rapida approvazione del nuovo testo unico per l’artigianato, una riforma concepita per semplificare il rapporto delle imprese con la burocrazia". Si vedrà. Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia, comunque spiega che "l’opposizione verificherà con estrema attenzione se le misure annunciate al vicepresidente della Giunta saranno realizzate oppure se la giunta Bresso si limita alla propaganda".
La Stampa, 12 ottobre 2008. Impresa impossibile. Oggi gli artigiani cercheranno di capire se la riforma dello Stato, il federalismo fiscale e la semplificazione amministrativa serviranno a tranquillizzare artigiani e titolari di piccole e medie imprese dagli "effetti dall’ormai conclamata recessione", spiega Michele Sabatino, segretario del CNA del Piemonte . effetti che partono da lontano. e che la crisi dei mercati finanziari internazionali ha trasformato in allarme. "In questi giorni –racconta Michele Sabatino, segretario CNA del Piemonte- abbiamo ricevute moltissime telefonate da moltissimi associati preoccupati non solo per la sorte dei loro risparmi ma soprattutto perché vedono sfumare le possibilità di attivare gli interventi necessari per rilanciare le loro attività". Il problema è semplice: "Avere certezze per quanto riguarda la liquidità perché altrimenti c’è il rischio di cadere in mano all’usura". I problemi nascono dai rapporti sempre più difficili con le banche. Difficoltà quotidiane come racconta Agron Brataj, un piccolo imprenditore che opera nel settore dei ponteggi e dell’edilizia: "Avevo da estinguere un’ ipoteca di 6000 euro su un capannone dalle parti di strada Lanzo. Ero in ritardo con i pagamenti e la banca senza dirmi niente ha venduto la struttura per centomila euro". Oltre al danno anche la beffa: "Dentro l’edificio sono rimasti i miei materiali e ogni volta che ho bisogno di utilizzarli devo telefonare al nuovo proprietario". Ad Andrea Veneto non va meglio. Racconta: "Da mesi la mia richiesta di finanziamento per estinguere un fido viene rimbalzata da ufficio ad ufficio. Poche settimane fa è arrivata la rata da pagare la rata con la minaccia che viso che avevo un scoperto di 60 centesimi rischiavo guai molto seri". Aggiunge: "Alla fine ho cambiato banca ma credo che il loro compito sia agevolare gli artigiani e non di farci andare con le pezze al culo". Le difficoltà economiche rischiano di congelare gli strumenti di intervento pubblico. Già nel mese, ad esempio, gli interventi di garanzia da parte della Confidi di CNA hanno registrato un calo del 6.1% rispetto all’anno scorso e in "questi mesi la situazione è peggiorata". Spiega ancora Sabatini. E poi c’è "Artigiancassa - spiega Renato Alberti, direttore di Cogart CNA - sta approvando con riserva tutte le domande di contributo allungando anche di molti mesi i tempi per la concessione del finanziamento". E poi c’è il problema legato al rifinanziamento del "fondi di rotazione di Finpiemonte: "Il ritardo nella restituzione nei fondi ottenuti rallenta la possibilità di reintegrare la dotazione economica e di finanziare nuove iniziative".
La Stampa,12 ottobre 2008. Federalismo e semplificazione. Oggi confronto con i partiti. L’annuale assemblea della CNA, la Confederazione nazionale dell’artigianato, si apre questa mattina ala Fondazione Sandretto, in via Modane 16 a Torino. Il segretario regionale ha invitato a discutere di "riforma dello Stato, federalismo fiscale e semplificazione cittadina" rappresentanti istituzionali e delle forze politiche. Al confronto partecipano il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il presidente della Provincia Antonio Saitta, il vicepresidente della regione, Paolo Peveraro, il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, il coordinatore regionale di Forza Italia, il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando. La tavola rotonda sarà conclusa da Sergio Silvestrini, segretario nazionale della confederazione che presenterà le proposte per cercare di ridurre gli effetti della crisi sulle piccole e medie imprese.
La Stampa, 12 ottobre 2008. Tre domande a Michele Sabatino Segretario CNA. Segretario Sabatino la situazione è così drammatica? "Si in questi giorni abbiamo ricevuto telefonate da moltissimi associati preoccupati per il loro futuro e non solo per quanto riguarda i risparmi, ma per la difficoltà di trovare risorse per andare avanti e rilanciare la propria attività. L’allarme fra i piccoli imprenditori e artigiani è altissimo. Servono interventi per garantire che i rubinetti del credito non vengano chiusi". Facile a dirsi, difficile a farsi. Secondo lei chi dovrebbe intervenire? "La Regione Piemonte deve farsi carico di rifinanziare Artigiancassa e il fondo di rotazione gestito da Finpiemonte , la finanziaria della regione. Servono 20 milioni in tempi brevi. E poi è necessario cambiare la destinazione dei fondi previsti dal disegno di legge che modifica il testo unico del settore". Che cosa deve fare la Regione? "La Regione ha messo a disposizione 22 milioni ma ha modificato il loro utilizzo, cioè quei soldi vengono tolti dal fondo di contro- garanzia e messi a disposizione dei Confidi di primo livello. Noi chiediamo che quelle risorse vengono utilizzate per aumentare la patrimonializzazione dei Confidi.
La Stampa, 15 luglio 2008. La bottega è servita. L’obiettivo è ambizioso: tagliare del 25% gli oneri amministrativi fissati per le imprese artigiane. Per farlo la giunta regionale punta sull’amplificazione amministrativa: sarà possibile aprire una bottega artigiana in pochi minuti basterà presentare la "comunicazione unica". Un volta presentata la domanda il titolare otterrà il riconoscimento immediato della qualifica di impresa artigiana e la dichiarazione di inizio d’attività. L’aspirante artigiano non sarà costretto ad aspettare i due mesi di tempo necessari per la formalizzazione del silenzio assenso e non dovrà attendere la deliberazione della commissione provinciale dell’artigianato. "Lo snellimento procedurale" è contenuto in un disegno di legge (ddl) predisposto dal vicepresidente della giunta regionale Paolo Peveraro che dovrà adesso essere approvato dl consiglio regionale. Il ddl modifica il testo unico in vigore da 10 anni e individua nuovi campi d’azione. Consigli dimezzati. La semplificazione dell’iter burocratico per ottenere la qualifica artigiana e solo la prima tappa "di una rivisitazione del settore che punta anche a snellire il numero dei componenti delle commissioni provinciali per l’artigianato e per facilitare l’accesso al credito", spiega Peveraro. E così è previsto che i componenti delle commissioni provinciali per l’artigianato e per facilitare l’accesso al credito che adesso variano da 19 a 27 componenti per il futuro saranno composte da un minimo di 7 ad un massimo di 13 rappresentanti: vengono eliminati il rappresentante delle organizzazioni sindacali il direttore Inps e quello della direzione provinciale del lavoro. Dimezzati anche i componenti della commissione regionale Il maestro artigiano. Nel testo riformato sono state inserite anche misure per la promozione artistica: viene istituito il titolo di Maestro artigiano rilasciati agli artigiani d’eccellenza che partecipano alle Botteghe scuola. Ancora Peveraro: "Punta a creare le condizioni per tramandare una tradizione professionale. E cosi interveniamo per sostenere economicamente l’organizzazione di stages formativi". I contributi vanno in parte al formatore e in parte all’apprendista. Per la prima volta, poi, viene introdotto un sistema di controlli "per valutare nel tempo la permanenza dei requisiti che hanno permesso di ottenere lo standard d’eccellenza". I confidi e banca d’Italia. Nel nuovo testo vengono modificate le norme per rendere più agevole l’accesso al credito e al sostegno al sistema di garanzia. Si punta soprattutto a favorire le azioni di sostegno "alla qualificazione dei prodotti e dei processi produttivi, all’innovazione gestionale e all’ adozione di buone pratiche. "In questo modo spiega - spiega Peveraro - rispondiamo all’esigenza di rafforzare la presenza delle imprese sui mercati in un periodo di forte difficoltà congiunturale e in relazione alla concorrenza con in paesi emergenti". La Regione, poi punta a rafforzare il sistema delle garanzie favorendo l’iscrizione dei confidi nell’albo degli intermediari vigilati. E la vigilanza effettua direttamente la Banca d’Italia. "per agevolare l’iscrizione che richiede anche un investimento sull’organizzazione interna la Regione metterà a disposizione 20 milioni ma questo ci permetterà di avere un sistema affidabile, trasparente e solido".
La Stampa, 15 luglio, 2008. Finalmente non siamo più i figliastri di un dio minore. "Finalmente all’artigianato è riconosciuta la pari dignità nei confronti degli altri settori produttivi". Michele Sabatino, segretario regionale della Cna sintetizza così il giudizio positivo delle associazioni di categoria nei confronti di un "disegno di legge in cui contenuti innovativi sono il frutto della concertazione con tutte le confederazioni del settore". Secondo lei quali sono i punti di forza del disegno di legge? "Il primo, lo ripeto, è stato quello di aver scelto la strada delle concertazione e di coinvolgere e chi conoscesse le necessità e le paure degli artigiani. Così abbiamo definito insieme le linee guida e insieme alla Regione definiremo i piani di intervento operativo. Quando il disegno di legge sarà approvato il settore artigianato non sarà più figlio di un dio minore ma avrà apri dignità con gli altri settori produttivi visto che contribuiamo con il 12 per cento alla formazione del prodotto interno lordo del Piemonte e l’incidenza occupazionale del settore supera il 16% degli addetti dell’intero sistema produttivo". Dal punta di vista teorico va tutto bene. In sostanza che cosa cambia per un artigiano? "Si azzerano i tempi per aprire un’attività e si riducono le procedure per ottenere l’accesso al credito. Soprattutto la scelta degli strumenti operativi è affidata a provvedimenti attuativi decisi con una semplice delibera di giunta. Questo dovrebbe garantire una maggiore velocità dell’iter burocratico valorizzando anche i servizi offerti dalle diverse confederazioni". In che modo? "Nel nuovo testo unico si realizza il principio di sussidiarietà orizzontale e verticale che permette di valorizzare e utilizzare gli sportelli e le reti delle singole associazioni. Sono previsti riferimenti puntuali alla necessità di armonizzare gli interventi di sostegno. C’è l’impegno della giunta a introdurre i centri per l’artigianato". Secondo lei le misure contenute nel disegno di legge per agevolare l’accesso al credito sono sufficienti? "Si. E’ previsto un rafforzamento per i confidi più grandi anche attraverso il controllo di Bankitalia e si rafforzano anche le istituzioni più piccole. E’ positiva la scelta di sostenere la qualificazione dei prodotti e dei processi produttivi, l’innovazione gestionale. Questi interventi concertati dovrebbero permettere di rafforzare la presenza delle imprese artigiane sui mercati in una situazione sicuramente difficile dal punto di vista congiunturale".
La Stampa, 3 luglio 2008. "Noi artigiani, snobbati da politici e fondazioni". Perplesso, anzi di più: persino un po’ irritato. Il segretario della potente Cna, Paolo Alberti. È una voce fuori dal coro. Allo scatto di orgoglio del neo presidente dell’Unione industriale, Gianfranco Carbonato - che nel discorso di insediamento ha rivendicato più peso per gli industriali nei luoghi che contano – ribatte: "A contare poco siamo noi, non certo loro". E alla denuncia dell’imprenditore sull’esistenza "oligarchie anchilosate" riluttanti a misurarsi con il nuovo replica: "Mi sembra un falso problema". Alberti, ma allora qual è il problema? "Semplice, purtroppo una quasi totale indifferenza del mondo politico e istituzionale verso quelli che un tempo si sarebbero definiti ceti medi produttivi". Bella definizione, ricca di amarcord, ma come è possibile che accada nella Torino da anni governata dalla sinistra? "Qui sia la destra sia la sinistra hanno sempre scelto la grande industria. Non c’è dubbio su questo e lo hanno fatto ignorando o quei qui poco meno di 100 mila addetti che lavorano nelle nostre oltre 13 mila imprese associate". E perché accade questo proprio in una città che vanta le sue capacità di rinnovamento, di contaminazione tra vecchio e nuovo? "Perché di quello si parla in bellissimi convegni, ma poi nella sostanza si legge la realtà come se fosse quella di decenni fa. Si pensa ancora che Torino si la grande industria fordista con l’operaio classico e magari anche lo scontro capitale-lavoro". E invece? "Non ci si vuole accorgere che anche tra gli associati dell’Unione, tolta la Fiat e poche altre imprese con più di 2-300 addetti, c’è un universo di piccole e medie aziende che stanno tra i 15 e i 20 dipendenti, come le nostre. Solo che l’Unione conta noi no". Veramente il presidente Carbonato lamenta che l’Unione conta troppo poco. "Strano modo di vedere le cose. Non capisco: forse Cantarella non viene da quel mondo? E Barberis che dirige la Camera di Commercio? E il patron della Sant’Anna nella Fondazione Crt? Sono tutti estranei? E poi non mi faccia dire altro". Ma no, dica. "Non è il capo ufficio studi della Cna a essere diventato amministratore delegato della società pubblico-privata per Mirafiori, Tne, ma il loro". Non va bene? "Non ho detto questo. La persona non c’entra nulla. Ma la realtà resta quella che è". Vi sentite tagliati fuori? "Non ci sentiamo, lo siamo. Un esempio? Nel mondo delle fondazioni bancarie non esistiamo in assoluto. E guardi che il problema non è agitarsi per inventare un candidato". Ma allora che cosa volete? "Che cambi un clima culturale". Secondo voi c’è dello snobismo nei confronti dei piccoli? "C’è. E’ proprio venuto il momento che la politica e istituzioni si accorgano che esiste un mondo di artigiani diverso da quello che loro pensano. Abbiamo imprenditori che fanno innovazione, nuovi moderni, brillanti". Secondo lei non sono le oligarchie a impedire il cambiamento? "Troppo comodo pensare che sia Salza, perché poi di questo che si parla, a bloccare il rinnovamento. E’ un po’ più complicato e conta molto il come si vuol leggere la realtà; se si vuole veder che esiste un mondo vitale oltre la grande e media industria oppure no".
La Stampa, 24 settembre 2008. Nubifragio di fine estate. Danneggiate 60 aziende. Sessanta aziende con danni più o meno gravi sulle 180 monitorate. Di altre, isolate dopo che sono saltate le linee telefoniche, non si ha notizia. Macchinari fermi. Ordini congelati e fornitori raggiungibili solo con i cellulari. Saltate le cabine elettriche dell’Enel. E’ il quadro per ora approssimativo, che i vertici di Api e Cna hanno illustrato al presidente Antonio Saitta, affiancato dall’assessore Giorgio Gianni, e gli assessori Luigi Ricca e Andrea Bairati per la Regione nell’incontro dopo il nubifragio che il 13 e il 14 settembre si è abbattuto una vasta zona a nord-ovest di Torino: Caselle, San Maurizio Canavese, Leinì, Settimo, Cirié. Obiettivo: chiedere aiuti a breve e medio termine per fronteggiare gli effetti di una calamità che, come ha spiegato il dirigente Polo Foietta, in quella zona non ha predenti dal 1955. In sole 24 ore a Caselle sono caduti 273 millimetri di acqua, 269 a Cirié: quanto è bastato per mandare in tilt la rete di drenaggio in un ‘area fortemente impermeabilizzata negli ultimi vent’anni. Come si accennava, il bilancio è di straordinaria gravità. Ironia della sorte, la violenta precipitazione ha colpito a cavallo del 16 del mese prendendo in contropiede le aziende grandi e piccole, industriali e agricole, che a quella data non avevano ancora effettuato i versamenti a Inps e Inail: con il rischi di incorrere nelle sanzioni previste. Come se non bastasse, la prima risposta delle assicurazioni sulla copertura dei danni non lascia ben sperare. Da qui l’appello di Api e Cna, tutt’uno con quello dei sindaci interessati. Le richieste a Regione e Provincia sono state riepilogare da Claudia Porchietto, presidente Api: sollecito a Telecom perché ripristini alla svelta la rete telefonica; richiesta di una franchigia a Inps e Inail; mediazione con le assicurazioni; finanziamento di linee di credito a tasso agevolato; coordinato tra la Provincia, per opere di messa in sicurezza. Alcuni sindaci hanno chiesto di poter derogare dal Patto di stabilità per rimediare i danni subiti dalle infrastrutture pubbliche. Domande precise, seguite a breve dalla richiesta dello stato di calamità nella speranza che anche il governo dia una mano. I primi contatti con Guido Bertolaso sono in corso, molto dipenderà dalla classificazione della calamità naturale. Qualche risposta è già arrivata. Come ha spiegato Saitta la provincia si impegna a coordinare i Comuni colpiti e avvierà la progettazione per la messa in sicurezza del reticolo idrogeologico del territorio. La documentazione sarà consegnata ai parlamentari piemontesi. Anche la Regione non si tirerà indietro. Ricca, oltre a tenere i contatti con Bertolaso . tratterà con l’Ania la partita assicurativa. Bairati farà lo stesso con Inps e Inail, si attiverà verso Telecom e, una volta ricevuta la richiesta dello stato di calamità, valuterà con Finpiemonte ed Eurofidi una gamma di soluzioni finanziarie: fondo rotativo, fondo di garanzia, nei casi più gravi interventi s fondo perduto. In ogni caso, ha avvertito Bairati, i tempi non saranno brevi. Particolare che invece sta molto a cuore a chi, come Porchietto, sollecita interventi tanto concreti quanto rapidi. La settimana prossima è prevista un nuovo incontro.
La Stampa, Torino Sette, 20 giugno 2008. Block notes. Unione Cna Comunicazione, tel. 011.4617621. "Concorso Pma Design reinventa il block notes". Il bando è inserito nel calendario ufficiale degli eventi di Torino World Design Capital sono previste due categorie di premi. Sono previste due categorie di premi: sono previste due categorie di premi: professionisti (1° premio 5000 euro, 2° premio 3000 euro, 3° premio 2000 euro); studenti (1° premio MacBook Pro, 2° premio Weekend a scelta, 3° premio Tavoletta grafica Intuos 3 A4). Gli elaboratori dovranno prevenire unitamente la modulo di iscrizione, in pacco anonimo entro le ore 17 del 1° settembre. Il bando integrale del premio è consultabile su www.cna.to.it oppure www.pmadesign.it
La Stampa – Valenza e Monferrato, 17 giugno 2008. Un orafo valenzano inventore del gadget simbolo di Venaria. Quando qualcuno lo riceverà in dono o lo acquisterà potrà farne un ciondolo, un orecchino, un portachiavi oppure una spilla. È il simbolo ufficiale della città di Venaria Reale destinato a promuovere, la città gli abitanti, il territorio, valorizzando l’accoglienza nella reggia mirabilmente restaurata e valorizzando le attività commerciali e artigianali. A ideare il simbolo è stato il valenzano Matteo Peter Bonafede, 34 anni, da 8 anni titolare con la sorella Micol della Artbox, una piccola azienda artigianale con sede a San Sebastiano Curone, specializzata in oggetti d’arte costruiti in materiali diversi. Il gadget è in argento ed è stato ideato al termine di confronti e studi con il padre Mauro, supervisore della ditta, forte di un’esperienza di 40 anni a Valenza: "Quando abbiamo saputo del concorso, promosso da Cna e Città di Venaria Reale, siamo andati a visitare la Reggia - racconta il valenzano ma l’idea di riprodurre l’asse centrale di via Mensa, nel centro storico di Venaria, che collega i giardini della Reggia, l’Esedra e la piazza dell’Annunziata, è venuta da una visione della zona attraverso il satellite. Dall’alto si nota la continuità, ideale e reale, prodotta dalla piazza, dal corso di raccordo e da corpo architettonico della Reggia, collocati sullo stesso asse portante. con mio figlio se ne parlato a lungo e alla fine lui ha realizzato il progetto. Si è preferito scegliere l’argento perché è un materiale prezioso, ma assicura al contempo il contenimento dei costi, grazie anche la basso contenuto tecnologico del processo di fusione e della lavorazione". Matteo Peter Bonafede ha battezzato la sua creazione "Tanti è meglio" riferendosi ai molteplici usi dell’oggetto. Forse per questo ha vinto nella categoria professionisti del concorso Ve.De.Re-Venaria Design Reale, assicurandosi un contributo di 5000 euro per la messa in produzione del gadget che sarà curata proprio dall’Artbox, ieri, intanto, sono stati proclamati vincitori. Ha ritirato il premio Mauro Bonafede perché il figliò è negli Stati Uniti per lavoro.
La Stampa, 1 giugno 2008. Concorsi. Block notes. Un oggetto di uso quotidiano tutto da reinventare. Perché anche il prendere appunti richiede stile. L’idea arriva dalla Pms design di Rivoli, l’azienda, socia Cna, festeggia i dieci anni nel campo della cartografia e del packaging creativo lanciando un concorso: "I Notambuli". E chiama a raccolta professionisti e studenti affinché s’ingegnino nella scelta di formati, materiali e rilegature. Il bandi è scaricabile su www.pmadesign.it. Per i vincitori premi in denaro. Trenta progetti verranno messi in produzione. Protagonisti inoltre della mostra "Denota", dal 26 ottobre alla Casa del Conte Verde di Rivoli, in contemporanea con la collezione del maestro Bruno Munari.
La Stampa, 19 maggio 2008. Quattordicimila depliant buttati. Novanta pagine per snocciolare qualche nozione sulla storia della città, per offrire il vademecum dei servizi e numeri di telefono di pubblica utilità o da comporre in caso di emergenza. Più di un anno fa ne sono state stampate circa 14 mila copie, mai distribuite alle famiglie di Venaria. Perché sono tutte da rifare. "E’ stato verificato che nella guida ci sono degli errori grossolani come numeri di telefono sbagliati, per esempio, qui abbiamo deciso di farle ristampare, taglia corto Vincenzo Russo l’assessore alle relazioni pubbliche dell’amministrazione di Venaria, che, nella prefazione, sottolineava come, in quelle novanta pagine, fossero racchiuse le istruzioni per la nostra città". Anche perché il librettino, sfornato dalla Noana Srl di Reggio Emilia. Per la collana "L’Italia in Comune", promossa in accordo con gli enti pubblici è stato pubblicato grazie alle inserzioni di decine di commercianti della città. Che, però, non l’hanno mai visto. Anzi, molti di loro non si ricordavano nemmeno di aver versato una somma in denaro per garantirsi una somma in denaro sulla terza edizione della guida. È un danno economico per le attività del territorio in un momento in cui la città ha bisogno di uno strumento come una guida alla città" spiega Alessio Stefanoni, responsabile del Cna Commercio di Venaria, uno degli inserzionisti. Continua: "chi lavora può sbagliare ma ci sono i tempi e i modi per rimediare all’errore ogni tanto bisogna di aver il coraggio dia ammettere gli sbagli e soprattutto di comunicarli a chi ha investito dei soldi". "Della realizzazione di questi opuscoli informativi non ne sapevo nulla - dice perplesso Alberto Alberetto, numero due provinciale della Confesercenti della quale è responsabile cittadino - le associazioni di categoria non sono state coinvolte". Ovviamente la vicenda sta diventando un motivo per scatenare la battaglia politica da parte dell’opposizione. "E’ scandaloso, che da più di un anno 14 mila guide pagate dai commercianti siano state sistemate in un magazzino e mal distribuite- attacca Pino Capogna, Capogruppo in consiglio del popolo della Libertà che, nella prossima seduta a Palazzo Civico chiederà spiegazioni ufficiali alla giunta". Aggiunge: "Voglio che l’amministrazione mi dica perché non ha avvertito nessuno di questa gaffe. Anzi, mi auguro che venga stampato un altro numero aggiornato a spese della ditta. Oppure, che siano restituiti gli euro a quegli esercenti che avevano messo mano al portafoglio". Sulla questione ha chiesto delle spiegazioni anche l’assessore Vincenzo Russo. "Come ho già detto è stato deciso di non divulgarle ai cittadini perché abbiamo riscontrato una serie di errori che consideriamo gravi - non si nasconde Russo-. Purtroppo quando c’è ne siamo accorti, la terza edizione della Guida ai Servizi era già stata stampata". Per l’amministrazione consegnare alle famiglie il vademecum del cittadino", anche con qualche strafalcione, sarebbe stato scorretto. "Vorrei precisare che l’intoppo non provocherà danni alle casse del Comune e che tutti i libretti saranno ristampati senza errori, anzi nella nuova veste grafica siamo riusciti ad inserire la toponomastica recente e altri servizi che sono stati attivati. Stiamo cercando di accelerare i tempi perché la guida sia disposizione il più presto possibile".
La Stampa, 11 maggio 2008. Un aiuto ai negozi danneggiati dai cantieri. La Regione ha stanziato poco più di 560 mila euro per aiutare le attività commerciali di Cirié danneggiate dai cantieri aperti nell’ultimo periodo. Si tratta di venticinque negozi che avranno la possibilità di accedere ad un finanziamento a tassi di interessi agevolati. L’iniziativa è sta promossa dall’assessorato al Commercio e da Ascom, Cna e Confesercenti. Il sostegno economico andrà a negozianti sparsi tra piazza Castello, corso Martiri della Libertà, nella zona del centro storico e a Cirié 2000. la nuova area destinata ai servizi nata nei vecchi stabilimenti Remmert. "Capisco che sia stato creato del disagio in città, ma i cantieri significano sviluppo, nuove opere, servizi e benefici futuri - sottolinea Giorgio Perello, vice sindaco ed assessore al Commercio del Comune di Cirié - Abbiamo adottato misure di contrasto, a questi problemi, attivando finanziamenti mirati in conto interessi, con il contributo prezioso delle associazioni". Possono fare richiesta per ottenere i benefici tutte le attività localizzate in un’area definita, soggetta la disagio dei cantieri. I "I finanziamenti possono andare dai 15 ai 25 mila euro - continua Perello - a semplice rendicontazione delle spese sostenute i nostri uffici lavorano ora per offrire le stesse opportunità agli operatori che gravitano attorno ad un altro grande cantiere, quello che prevede la riqualificazione di via Robassomero".
Torino sette, 9 maggio 2008. Aria, terra, acqua e fuoco. L’artigianato in mostra. Dopo il grande successo della seconda edizione del 2007, con più di 200 espositori e oltre 10.000 visitatori, torna quest’anno il terzo anno consecutivo la "Mostra dell’Artigianato" di Bosconero. La manifestazione organizzata dell’Assessorato all’Artigianato del Comune, in collaborazione con la Cna-Confederazione Nazionale dell’Artigianato, le associazioni locali e con il contributo finanziario della Regione Piemonte aprirà i battenti domenica 11 maggio, con orario 9-19, ed ingresso gratuito per il pubblico. La Mostra dedicata alla riscoperta dei 4 elementi; aria, acqua e fuoco, nasce dalla consapevolezza che il settore artigianale può consentire un’importante risorsa per l’economia del territorio ed al contempo può generare occasioni anche per il settore turistico creando percorsi che accostino la ricerca dell’artigianato locale alla riscoperta di luoghi di interesse artistico- storico, di cui le terre canavesane. Il Comune di Bosconero con queste iniziativa intende proporsi come vetrina di eccellenza per l’artigianato canavesano, offrendo l’opportunità ai comuni della zona di partecipare con le proprie produzioni di eccellenza alla manifestazione. Inoltre nell’intento di promuovere scambi culturali e creare legami che aprano prospettive di lavoro fuori dai confini del Piemonte, saranno presenti anche artigiani di altre regioni. La giornata vedrà in esposizione oggetti artistici, prodotti artigianali, specialità tipiche piemontesi mentre i visitatori potranno ammirare scultori, intagliatori, decoratori, sarti, ceramisti, cesellatori del legno e del ferro, pasticceri produttori di cibi e bevande (dei quali potranno degustare i raffinati prodotti) e molti altri espositori i quali si esibiranno "dal vivo" nelle varie fasi di produzione dei loro straordinari manufatti. All’interno del circuito della mostra saranno inoltre allestite "l’esposizione di trattori d’epoca, i quali faranno rivivere la tecnica di aratura di "una volta" e lavorazione del ferro col maglio collegato con una locomobile a vapore e la sempre affascinante "esposizione di bici e moto d’epoca". E non è finita qui. A cornice di questa splendida vetrina ci saranno inoltre punti ristoro, musica, spettacoli balli ed intrattenimenti di vario genere che allieteranno la giornata e coinvolgeranno grandi e piccini. Ma la "Mostra dell’Artigianato" è anche l’occasione per festeggiare la parziale ristrutturazione del Comune. Infatti, in mattinata ci sarà l’inaugurazione della facciata del palazzo municipale riportata all’antico splendore grazie ai lavori si restauro eseguiti su volontà dell’Amministrazione Comunale nel contesto del "Corso di restauro professionale delle facciate storiche" in collaborazione con il Politecnico di Torino ed il Cna. insomma una giornata all’insegna della tradizione, dell’artigianato del gusto e anche dell’arte. Altre informazioni presso gli uffici comunali (solo al mattino) ai numeri 011.9889.616- 011.9889.372
La Stampa - Torino Sette, 25 aprile 2008. Convegno Cna. Convegno "Design, artigianato e piccola industria le nuove frontiere della creatività e dello sviluppo", con interventi e testimonianze di numerosi esperti del settore. Segue rinfresco. Info 011.4617652 o astefanoni@cna-to.it
La Stampa, 25 aprile 2006. Più vigili e telecamere per vegliare su Venaria. Undici agenti di polizia municipale in più, con un reparto che si muoverà in bicicletta, un sistema di telecamere wireless su tutta la città e la completa pedonalizzazione della centrale via Mensa con il divieto di transito a chi non è residente. Ma non è tutto. Il comune di Venaria entro giugno, entro giugno prenderà in concessione dal Demanio la vecchia caserma dei carabinieri di Via Medici del Vascello per trasformarla in una moderna centrale operativa dei vigili urbani. Ecco i primi ingredienti della ricetta Venaria per la sicurezza. Lo ha annunciato il sindaco Nicola Pollari durante il faccia a faccia con i commercianti che si è svolto in municipio l’altra sera. Un’assemblea che ha raggiunto anche toni accesi, alla quale hanno partecipato il Maggiore Ubaldo Manacorda, comandante dei Carabinieri della compagnia di Venaria, in questi giorni supportato dal alcune pattuglie della Compagnia di intervento speciale di Milano e Luca Vivalda, comandante dei vigili della città. L’incontro era stato fortemente voluto dalle associazioni di categoria (Ascom, Confesercenti, Cna) dopo una serie di furti, rapine e spaccate che avvenute nell’ultimo periodo. Tra i commercianti questi c’è chi, come Gianni Paganelli (al negozio della figlia hanno frantumato la vetrina sette volte) vorrebbe più rigore e più partecipazioni dei politici alla vita della città: "Con tutto quello mi è successo, io, sindaco non l’ho mai vista". E poi c’è anche chi come Vincenzo Prisco, vede un'unica soluzione: "Scendere in strada con le forze dell’ordine durante la notte". "A noi sta bene che la comunità si organizzi e dia un mano- riflette il sindaco - Ma che mi dice che, tra i volontari, non ci siano violenti che scendano in strada solo per provocare disordini?". "Nel capitolo sicurezza abbiamo investito 200 mila euro- spiega Pollari ma di anno in anno la sorveglianza sulla città verrà potenziata". I commercianti vorrebbero più divise in giro, "come il vigile di quartiere" o "il carabiniere singolo". La stessa richiesta che Pollari ha avanzato qualche giorno fa al prefetto paolo Padoin. "L’ho invitato a venire a trovarci e gli ho spiegato, che, con l’apertura della Reggia, dei Giardini e di tutte le manifestazioni parallele, a Venaria e come se ci fossimo ritrovati di colpo 10 mila abitanti in più - ricorda il primo cittadino-. Per questo abbiamo bisogno di uomini in più che garantiscono la sicurezza ai venariesi e ai turisti che arrivano da tutto il mondo". A scandagliare strade e piazze ci sarà anche un sistema di telecamere, tecnicamente definito un "ombrello wireless". Si tratta di una rete di comunicazione senza fili cooperativa costituita da un gran numero di nodi che fungono da ricevitori, trasmettitori e ripetitori. Il comune ha già stanziato 90 mila euro per l’istallazione della rete e per l’acquisto dei primi occhi elettronici che monitoreranno la città 24 ore su 24 e che trasmetteranno le immagini su monitor visionati da personale. "Le telecamere sono molto piccole, si mimetizzano facilmente e possono essere spostate da una zona all’altra rapidamente - illustra ancora Pollari - chi delinque non saprà se può essere ripreso o no". Per tutelare le attività commerciali del centro ed evitare che chiunque possa passare con l’auto (i ladri che hanno assaltato per tre volte la biglietteria sono arrivati in auto) tutti gli accessi di via Mensa (via Castellamonte, via XX Settembre, via Rolle, via Pavesio, via Medici del Vascello) saranno regolati con "pilomat": cilindri in mezzo alla strada che ostruiscono il passaggio e scompaiono nel terreno azionati da un telecomando (in possesso dei residenti) o per il suono delle sirene dei mezzi di soccorso.
La Stampa, 22 aprile 2008. Camera di commercio la sfida dei grandi elettori. Le nomine effettuate dal sistema camerale nel "parlamentino" della Compagnia di San Paolo sono solo la punta di un Iceberg che segnala come le grandi manovre per leggere i vertici della Camera di commercio di Torino in scadenza all’anno prossimo siano già iniziate. E sono partite senza esclusioni di colpi. L’obbiettivo dei presidenti delle categorie economiche non è quello di fare un bliz contro il presidente Alessandro Barberis ma di condizionare il suo operato attraverso una richiesta di maggior collegialità per poi giocarsi la partita della presidenza e della giunta nei prossimi mesi quando il quadro politico sarà più chiaro, e soprattutto, quando si saprà se il potere di Enrico Salza e del blocco sociale e politico che regge la città dai primi anni Novanta è ancora lo stesso. Del resto nella richiesta d’incontro con il presidente, Alessandro Barberis arrivati dai leader di Api (Claudia Porchietto), Unione Industriale (Alberto Tazzetti), Ascom (Maria Luisa Coppa), Confartigianato (Paola Buggia), Casa (Claudio Bongiovanni) Confesercenti (Giuseppe Bagnolesi) e di Cna (Federico Casetta) non si parla di nomine ma di "un incontro per affrontare i temi di più stretta in ordine alla rappresentanza del sistema associativo del territorio". Che cosa vuol dire? "Non e in atto nessuna operazione per far saltare la giunta della Camera di commercio. In questi anni le categorie hanno costruito una rete di relazioni sul territorio mettendo da parte i personalismi. E adesso è arrivata l’ora di far valere il peso di questa rete sia per le politiche della Camera di commercio sul territorio sia per gli assetti futuri". Politiche e assetti che "sarà necessario condividere con i vari attori del sistema e condividerle in tavoli ufficiali non ufficiosi". E aggiunge: "Non chiediamo più poltrone ma la traduzione di questo lavoro di relazione in un metodo più collegiale delle scelte". Alberto Tazzetti spiega: "Il problema è che serve un metodo diverso perché le categorie non possono essere chiamate solo a versare contributi ma devono sapere anche che cosa fa la Camera di commercio". Aggiunge: "Abbiamo chiesto al presidente di fare una valutazione assieme anche sulle nomine- certo è sorprendente che Unioncamere non trovi un rappresentante da indicare per la Compagnia e alla fine scelga un notaio - e sulle politiche da intraprendere per favorire lo sviluppo del territorio" Tazzetti e Porchietto chiedono "più collegialità" e per garantirla sono pronti a chiedere al "presidente di valutare tutti insieme se non sia il caso do modificare le regole che definiscono i poteri di nomina e di indirizzo". Del resto per dirla con Giuseppe Bagnolesi "riteniamo di essere il motore produttivo della città è chiediamo più spazi di quelli che abbiamo. Vogliamo sapere quali sono i criteri con cui vengono scelti certi nomi". Aggiunge Maria Luisa Coppa: "Le ultime nomine non rappresentano le associazioni delle piccole e medie imprese. Sono mancate le consultazioni e serpeggia il malumore". Quando Tazzetti parla di un notaio nominato da Unioncamere si riferisce a Caterina Bima, vicepresidente uscente della fondazione bancaria e vicina al vicesegretario nazionale dell’Udc, Michele Vietti. Mentre il ruolo giocato da Salza nella fusione tra Sanpaolo e Intesa era messo sotto accusa dai leader del Pd e di Forza Italia. Vietti fu uno dei pochi politici a difenderlo. E cosi in molti quei palazzi hanno interpretato quella nomina con la riconferma di un intesa. La rivolta della categorie- anche se l’atteggiamento degli artigiani di Cna è molto più cauto e il presidente Casetta parla solo della necessità di un maggior dialogo tra le istituzioni- testimonia il malessere di un mondo economico che è cresciuto anche al di fuori dei giochi di piazza San Carlo e che adesso ha fatto sistema e chiede più rappresentanza. Nei prossimi mesi si saprà quanto la rete di rapporti reggerà la corsa al rinnovo degli assetti della Camera di commercio.
La Stampa, 6 aprile 2008. Pinerolo scontro sui parcheggi sotterranei. Se la precedente amministrazione comunale si è caratterizzata per la nascita delle strutture olimpiche e la ricostruzione del teatro Sociale, l’attuale guidata, da Paolo Covato, potrebbe essere quella che varerà i progetti per la creazione dei parcheggi sotto le piazze di Pinerolo. Sul tavolo del primo cittadino è arrivato è arrivato lo studio di fattibilità del Gruppo Torinese Trasporti e in settimana la segreteria del sindaco preparerà le copie per tutti i consiglieri. Ma un argomento come questo, che mette in conto anche una decina d’anni di cantieri, non lo si affronta solo nella sala del consiglio comunale. Da alcuni giorni molti si chiedono se è necessario scavare sotto terra per far posto alle auto, la scindo le piazze libere ai pedoni. "Siamo solo alle battute iniziali- precisa il sindaco. Nel centro di Pinerolo abbiamo 4100 posti auto, di questi 600 nella zona blu, parcheggi che da questa settimana sono aumentati da 52 centesimi a 80 centesimi all’ora, e la centrale piazza Vittorio Veneto accoglie gratis 572 auto, nel giorno in cui si è occupata dal mercato, uno fra i più grandi d’Europa". Quello che al momento è solo un progetto punta a realizzare parcheggi anche sotto piazza Cavour, dal lato di via Lequio (90 posti in più rispetto agli attuali 200 e di questi 95 da vendere) e ancora in via Principi d’Acaia (130 box per residenti) e nei pressi del tribunale (110); sotto piazza Vittorio Veneto si otterrebbero 675 posti, 103 in più rispetto ad ora, e di questi 450 a rotazione e 220 da mettere in vendita a chi non ha un autorimessa. "La spesa prevista- dice il sindaco- è di 20 milioni per il parcheggio sotto piazza Vittorio Veneto. Poco meno della metà, 9.154.000, si ricaveranno dalla vendita dei box ai residenti o commercianti che hanno nei pressi un’attività il resto lo si recupererà con la tariffa dei parcheggi. Operazione senza costi per il Comune, ma a carico della società che vincerà l’appalto". I pareri sulla necessità di realizzare questi parcheggi sono contrastanti: "Fra pochi mesi a Pinerolo aprirà un Ipercoop con oltre 1.600 auto gratis - spiega Chicco Genovesio, presidente dell’associazione commercianti – i negozianti del centro, grazie ai parcheggi sotterranei, avranno una possibilità in più per affrontare la concorrenza". Ma non tutti i commercianti sono d’accordo nel vedere la piazza di Pinerolo trasformarsi in una cantiere per un paio d’anni. "Il mercato del sabato ed del mercoledì verrà spostato altrove- aggiunge Giorgio Costalunga, il panettiere all’angolo con la piazza – per noi significa vendere 500 chili di pane in meno alla settimana". L’altra sera il fronte del no ha costituito un comitato e farà una petizione. Preoccupati i 350 venditori ambulanti: "Non sappiamo dove vogliono mandarci- dice Gionatan Sartore -. Quando torneremo si perderanno dei posti, si parla di 150 banchi in meno. E ognuno sostiene due famiglie".
La Stampa, 28 marzo 2008. Fino a 10 mila euro per le microimprese. Sono le due facce di una stessa medaglia chiamata lavoro. E il palcoscenico è lo stesso: la Valle Orco. La grande industria è ancora alle prese con uno dei momenti più delicati della sua storia: l’azienda più importante, la Sandretto di Pont Canavese, un centinaio di dipendenti) ha sfiorato il fallimento e ora in amministrazione straordinaria, dopo fiaccolate e appelli di politici, sindaci e sindacalisti, si interroga sul suo futuro, nella tesa dei nuovi acquirenti e con la certezza della cassa integrazione prorogata per altri tre mesi. L’altra faccia è quella delle micro-imprese, oltre 400 irriducibili che operano nel campo artigianale, meccanico alberghiero, edilizio. La Comunità montana ha stretto un patto con due istituti bancari (Unicredit e Intesa San Paolo) per farle crescere. Per convincere i piccoli imprenditori a non mollare. E’ dedicato a loro il bando, a chi non ha più di dieci dipendenti e vuole investire. "Si tratta di un anticipo finanziario fino a 10 mila euro, a tasso zero- spiega l’ assessore alle attività produttive, Valentino Nugai-. potrà essere ottenuto dopo la presentazione di un dossier con le fideiussioni bancarie e il nulla osta di un’ apposita commissione". Il ruolo degli istituti bancari è di garanzia, ma non solo: "Interverranno, dove richiesto, con un ulteriore sostegno creditizio - sottolineano in Comunità - ad un tasso di interesse agevolato: non oltre il 5%". La parola "spopolamento", quando si parla di queste montagne, non manca mai: "Si può e si deve combattere – dice Nugai -. Questo è il nostro secondo progetto concreto rivolto a chi crede nel lavoro in questo territorio". Il primo (fondo di rotazione) si è appena concluso. Il funzionamento è lo stesso: un appoggio economico della Comunità montana ( con il contributo operativo della Confederazione nazionale dell’Artigianato) che è servito a 12 aziende per nascere e crescere. Sono stati stanziati (e già tornati al mittente oltre 100 mila euro, a fronte di investimenti per oltre 250 mila. Intanto c’è già chi attende la nuova occasione. La lista degli "irriducibili"del lavoro in valle non manca. Come Massimo Contratto, 34 anni, che un anno fa ha lasciato un impiego in Regione per diventare imprenditore, nella sua Locana: ha creato dal nulla una piccola officina meccanica che sforna parti per macchine utensili. "I problemi non mancano. Ma ho qualcosa di mio, e se ci impegna davvero non è un azzardo puntare su queste montagne".
La Stampa, 14 marzo 2008. Designer allo specchio per scoprirsi più grandi. Vivaci, tenaci, non demordono i giovani designer torinesi e si buttano in nuove avventure anche stimolati dalla Capitale Mondiale del Design. Per la prima volta- su iniziativa e finanziamento della Cna è stata analizzata Turn, la design Community nata nel 2005 e dal allora in costante espansione. Quando è stata inventata era la prima in Italia; adesso associa novanta aziende tra studi associati, ditte individuali e liberi professionisti. Ha 400 addetti e un fatturato complessivo di oltre 10 milioni di euro. Una community di giovani grafici, architetti, copywiter, designer specializzati in servizi creativi per imprese private piccole e grandi, istituzioni pubbliche e cuturali: il 67% dei titolari delle attività, infatti ha tra i 30 e i 40 anni. I "turners"sono omogenei tra loro: tre quarti provengono da famiglie benestanti, otto su dieci sono laureati, conoscono le lingue e ovviamente stanno come i topi nel formaggio nella rete informatica. Provengono da famiglie di dirigenti, imprenditori, liberi professionisti; in altre parole, dalla upper middle classe urbana. Attraverso la ricerca "Turn at the Mirror", la community ha voluto indagare su stessa per approfondire la conoscenza degli associati e stimolare una riflessione pubblica sulle opportunità e sulle problematiche collegate a questa rete professionale. Il 58% di queste attività si occupa di comunicazione e grafica, il 61% di design d’interni, architettura e allestimenti di spazi pubblici. Un terzo dei "turners" fa design di prodotto. Mediamente le imprese hanno 5 addetti. E si sforzano di crescere negli ultimi tre anni il 70% ha incrementato fatturato e personale. Ma tanta fisica non sempre è premiata da risultati economici giudicati soddisfacenti e infatti otto su dieci ritengono il fatturato non "congruo alla quantità di lavoro svolto". Dalla ricerca emerge che fra i punti di debolezza c’ è lo scarso sostegno pubblico, un mercato di commesse ancora debole e un sistema finanziario incapace di credere in un settore innovativo". La maggioranza della società ha una committenza relativamente ristretta (meno di dieci clienti), ma pochi lavorano in regime di mono-committenza (il 10% circa) sebbene un quarto dipenda per oltre metà del fatturato dal cliente principale, e solo un quarto dipenda da tre principali clienti in misura inferiore al 50%. Tutte le imprese hanno tra i primi due clienti almeno un’azienda privata: prevalgono, rispetto alle grandi imprese, le piccole e medie, ma nel 30% dei casi sono grandi operatori. In genere appare ancora rilevante la quota di mercato che dipende daglii enti pubblici o dalle istituzioni culturali- a loro volta legato a finanziamenti pubblici. Ma tutto sommato i "turners" sono soddisfatti dalla loro città. Ne lodano la qualità dell’attività culturale e la qualità della vita in genere, con il voto 7,5 su dieci- ne apprezzano la capacità di esprimere innovazione. E sopra la sufficienza sono anche il costo della vita e delle abitazioni (voto 6 su 10), i servizi pubblici locali, l’Università e i centri di ricerca. Maluccio invece vanno i servizi finanziari, le opportunità di lavoro e il sostegno pubblico tutti sotto il sei.
La Stampa, 5 marzo 2008. Gli artigiani in mostra con la prima di ArTò. In contemporanea con il secondo weekend di Expocasa debutta la prima edizione di ArTò, mostra mercato organizzata in collaborazione con le Organizzazioni Artigiane di Confartigianato, Cna, CasArtigiani: un nuovo grande vento espositivo dedicato alle attività Artigiane, che coinvolge tutte le categorie merceologiche di quest’area produttiva che permetterà al pubblico di scoprire i segreti di antichi mestieri che si tramandano di generazione di raccogliere, su un’area complessiva di oltre 3.000 mq, imprese piemontesi e loro rappresentanze istituzionali, ma anche delegazioni e associazioni di altre regioni italiane, quali Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Si tratta del primo Salone dell’Artigianato organizzato in Piemonte, aperto a tutte le imprese che operano nel campo dell’artigianato manifatturiero e alimentare, l’occasione per il pubblico di scoprire tante curiosità e oggetti misteriosi, di ritrovare sapori tradizionali, di scovare manufatti d’arredo, di innamorarsi di vestiti e di ornamenti dal fascino di altri tempi. Lo spazio dedicato all’artigianato piemontese occuperà un’area commerciale di oltre 1000 mq, con un’attenzione di riguardo per le eccellenze. Molti i settori rappresentati: dalla ceramica del vetro dagli strumenti musicali alla stampa e legatoria, dall’oreficeria e argenteria alla lavorazione del legno, dal ferro battuto al tessile. Il settore alimentare di qualità avrà uno spazio espositivo dedicato, in cui sarà prevista la presenza di produttori al cioccolato, di pasticceria d’autore, dei salumi del territorio dei formaggi d’alpeggio, delle conserve e dei prodotti sottovetro, dei distillati e delle grappe, dei prodotti, della torrefazione e molto latro ancora. All’interno dell’area istituzionale della Regione Piemonte, sono previsti incontri musicali, spazi di confronto tra artigiani e consumatori, degustazioni guidate, oltre ad una vetrina permanente del design e della creatività dell’artigianato artistico. La Sala Gialla ospiterà l’attesa premiazione di oltre 80 artigiani eccellenti che operano nelle province di Torino, Alessandria e Aasti e che, nella loro carriera lavorativa, si sono distinti professionalmente, tanto da meritare il riconoscimento di Piemonte Eccellenza Artigiana. Eventi collaterali. ArTò in mostra, in musica in passerella, per gioco. Ecco quindi la mostra di Silvio Vigliaturo oppure Artemusica in concerto: sabato 8 marzo, ore 16 domenica 9 marzo, ore 16 gli allievi della scuola Arte Musica eseguiranno musiche dal blues al Jazz, musiche da camera, brani di L. Einaudi, G. Allevi, J.S. Bach, F. Chopin. In passerella: domenica, ore 17 Sfilata di capi d’abbigliamento e accessori personalizzati. Le acconciature e il trucco rievocheranno vecchi e nuovi mestieri dell’artigianato. Interessante anche Giocare con il mais: uno spazio tutto dedicato ai bambini e alle loro famiglie con laboratori didattici. L’appuntamento di ArTò dal 6 al 9 marzo: ingresso gratuito, giorni feriali dalle ore 16 alle 22; sabato e domenica dalle ore 10 alle 22. Info: tel. 011.66.44.111- fax 011.66.46.64, info@ar-to.it -www.-ar-to.it
La Stampa, 4 marzo 2008. A Expocasa si scoprono le più recenti tendenze nel campo dell’arredamento. Sino al 9 marzo Expocasa al lingotto Fiere di Torino propone importanti novità: oltre allo spazio espositivo dedicato all’arredamento e alle idee per il matrimonio con Ide Sposa, i visitatori potranno cimentarsi nell’arte del fai da te con i concorsi proposti da Manualmente; scoprire i segreti dell’artigianato Made in Italy con la mostra mercato ArTò con le eccellenze del design piemontese nella mostra proposta dall’Adi. Expocasa, il Salone dell’Arredamento, festeggia la sua quarantacinquesima edizione e propone tutte le ultime novità per la casa: dalle cucine alle camere da letto, dai complementi d’arredo agli infissi e serramenti, un’ offerta che spazia dallo stile classico a quello per la "casa dei sogni". Una parte dell’esposizione è riservata anche quest’anno a Idea Sposa, Salone dedicato alla cerimonia nuziale che presenta una panoramica di tutto quanto concerne il mondo della cerimonia nuziale. Il pubblico potrà inoltre assistere alle numerose sfilate di moda e ammirare, dal vivo modelli esclusi di gradi firme di moda sposi. L’arte del fai da te diventa protagonista di questa edizione del Salone dell’Arredamento con i corsi proposti da Manualmente il pubblico in collaborazione con l’Associazione per il Design Industriale, la Mostra "Le Eccellenze del design piemontese". Attraverso un percorso espositivo fatto di immagini e prodotti premiati dal Compasso d’Oro si Racconta il design piemontese. Expo casa è arte contemporanea e designo con la mostra Movida Collection: una mostra d’arte contemporanea a cura di Raquel Barriuso Diez e Vittorio Amedeo sacco che raggruppa opere di pittura e scultura in vetro, ceramica, legno, ferro, marmo. Qualche informazione utile ai visitatori, innanzitutto. L’area espositiva è aperta nei giorni feriali dalle 16 alle 22, mentre il sabato e la domenica l’apertura avviene dalle 10 alle 22. Il biglietto costa 6 euro, ridotti coupon 4 euro (valido dal lunedì sino al venerdì). Per la Festa della Donna è tata programmata una speciale iniziativa: sabato 8 marzo l’ingresso è gratutio per tutte le donne. C’è anche una speciale "offerta compleanno". L’ingresso è gratuito per chi compie 45 anni fra il 29 febbraio ed il 9 marzo. Expocasa è una rassegna in programma dal 29 febbraio al 9 marzo nella sede espositiva di Torino. Lingotto Fiere, in via Nizza 194. Per informazioni tel. 011.66.44.111 - fax 011.66.46.642, info@expocasa.it - www.expocasa.it.
La Stampa – Torino Sette, 29 febbraio 2008. Expocasa, il salone fa miracoli con l’artigianato e il bricolage. Aria di rinnovamento sul fronte fieristico. Sarà per festeggiare la 45° edizione, oppure per il semplice desiderio di stare al passo con i tempi, o per ampliare il bacino d’utenza. Fatto sta che quest’anno "Expocasa", che ormai giunta in età matura, si fa in quattro. Il salone del mobile- al Lingotto fiere dal 29 febbraio al 9 marzo, organizza Promotor International- ospita al sui interno un trittico di tutto rispetto: "Idea Sposa" con suoi suggerimenti in tema nuziale, i laboratori di "ManualMente" ovvero il fai da te, e le eccellenze del design radunate sotto il titolo di "ArTò". Una primizia che s’intreccerà con "Expocasa" solo dal 6 al 9 marzo. Ma procediamo con ordine. Venerdì 29 febbraio "Expocasa" inaugura con un concerto: alle 19 (Sala Blu, Padiglione 2) gli allievi di Artemusica eseguono brani per percussioni, musica classica per chitarra e jazz per pianoforte. Alle 20,30 Gabriele Braga, allievo 14enne del Maestro Raffaele Tavano e vincitore di diversi concorsi internazionali, interpreta al pianoforte alcuni pezzi di Bach, Shubert e Chopin. Detto questo, la rassegna risponde a quelle che sono un po’ tutte le esigenze (e le tendenze) del momento in materia d’arredo. Stile contemporaneo, classico etnico e di design, ma anche cucine, camere da letto e idee per vestire il giardino. In questa overdose di divani, tappeti, lampade e tendaggi, trova spazio anche "Tecnicasa" dove – a tu per tu con gli esperti – ci si può informare sui nuovi impianti di riscaldamento e condizionamento, idrosanitari, serramenti, e pavimentazioni. Di tutto e di più. Mostra nella mostra, riconfermata la presenza di "Idea Sposa" ormai collaudata vetrina dedicata al matrimonio e dintorni supportata da defilè in passerella che da sempre- in special modo nel fine settimana – attraggono le folle (nel Padiglione 2 sabato 1 e sabato 8 marzo, ore 17,30 - ore 21, domenica 2 e domenica 9 marzo, ore 17,30 - ore 21, domenica 2 e domenica 9 marzo, ore 15- ore 17,30). Ed orche mette alla provaa le novità. Sotto le volte del Lingotto debutta la collaborazione con "ManualMente" l’abilità fai da te dei visitatori. Partecipando ai tanti laboratori in calendario (150 in totale, elenco completo sul sito www.expocasa.it, consigliato prenotare), si metterà alla prova la propria creatività dando vita ad oggetti di carta, bijoux e bomboniere oppure cimentandosi nell’arte del ricamo. Bisognerà invece attendere giovedì per entrare nel vivo di "ArTò", prima edizione della mostra mercato supportata dalle organizzazioni artigiane piemontesi di Confartigianato, Cna, CasArtigiani. Una new entry - che vista la coincidenza con l’anno di "Torino World Design Capital" - assume anche valenza culturale. Lo testimonia un percorso fatto di immagini e prodotti premiati dal Compasso d’Oro che raccontano il design "made in Piemonte". La manifestazione – oltre ad offrire un incontro ravvicinato con gli antichi mestieri- raduna delegazioni e associazioni di altre regioni italiane, con grande attenzione per le eccellenze. Dalla ceramica al vetro, dagli strumenti musicali alla legatoria, dall’oreficeria, alla lavorazione del legno, dal ferro battuto al tessile.
La Stampa - Speciale Casa, 29 febbraio 2008. ArTò, non solo un evento espositivo ma il palcoscenico dei grandi artigiani. Nei suoi ultimi giorni di svolgimento e precisamnete dal 6 al 9 marzo, Expocasa si arricchisce di un ulteriore, inedito atout che si prospetta di forte e particolare richiamo per il pubblico si tratta di ArTò 2008, il primo salone delle Attività Artigiane, organizzate dal Gl-events – Promotor International Spa con il patrocinio della città di Torino, in collaborazione con le Organizzazioni Artigiane piemontesi di Confartigianato, Cna e CasArtigiani, con il contributo di Regione Piemonte, Unioncamere del Piemonte e Camera di Commercio di Torino riunite in uno stand istituzionale). ArTò, non solo un nuovo evento espositivo, bensì un autentico palcoscenico d’eccellenza che coinvolge le più diverse categorie, scenograficamente allestito nel padiglione 5 di Lingotto Fiere: l’ingresso è gratuito, l’apertura va dalle ore 16 alle 22 nei giorni feriali, dalle 10 alle 22, il sabato e la domenica. Le presenze spaziano dall’arredamento nelle sue variegate sfaccettature- produzione, decorazione, tappezzeria, restauro…- alla scintillante universo che riguarda i gioielli ei bijoux Il tessile si esprime nell’eleganza dei capi d’abbigliamento tailor-made, negli accessori, in raffinati ornamenti come pizzi e merletti di produzione artigianale. Di particolare fascino il comparto che sa trarre creazioni artistiche da legno, pietra, ferro, cotto, vetro e altri materiali, di grande interesse il settore che concerne la carta di qualità e le relative tecniche di lavorazione. Non manca ad ArTò il settore alimenti e bevande con una serie di prodotti tipici, dalle variazioni sul tema del cioccolato alle salse che profumano di tartufo, dai dolici sardi alla focaccia ligure, dai distillati alpini alla birra: ne sicuramente può mancare, in sintonia con una delle più importa tanti capacità manifatturiere piemontesi, il comparto artigiano delle lavorazioni meccaniche. Il pubblico trova negli stand di ArTò – tutti operativi in mostra- una serie di manufatti pregio, belli, interessanti e sovente anche curiosi, all’insegna della fantasia, tabarri, spolverini e salta fossi, pochettes ricamate a mano ombrelli decorati, essenze naturali, micro giostre con carillon… E, trattandosi di una mostra mercato, i visitatori non usciranno certamente a mani vuote: poiché l’artigianato di qualità costituisce un ambito produttivo di forte appeal sui consumatori, nonché un prezioso patrimonio culturale ed economico che va salvaguardato e sostenuto. Una realtà che n Italia trova multiforme, vitale espressione in ogni città, paese borgo: da nord a sud opera una dinamica galassia di piccole imprese di grande livello in grado di offrire prodotti esclusivi, sovente pezzi unici, imprese che sanno come rapportare le antiche tradizioni al contemporaneo, spesso utilizzando strumenti che presuppongono una nobile sapienza e un’ estrema abilità manuale, coniugata con la creatività e culminante nell’arte. Ne è splendido esempio l’immagine simbolo di ArTò 2008, una suggestiva vetro – fusione opera di Silvio Vigliaturo, artista conosciuto in tutto il mondo, calabrese di nascita, piemontese d’adozione. E non a caso se le Amministrazioni Regionali e il sistema Camerale hanno da tempo avviato una politica diretta alla tutela delle lavorazioni artigiane che presentano elevati requisiti artistici che estrinsecano valori economici collegati alla tipicità dei materiali impiegati, alle tecniche di lavorazione, alla cultura dei luoghi d’origine, fin dalle sue prime edizione, ArTò vuole dare risalto alle realtà artigiane nazionali, accogliendo le singole aziende, ma anche Enti e istituzioni, Consorzi e Scuole d’indirizzo artigiano; la realizzazione di un evento espositivo ricolto alle sole attività artigiane costituisce quindi un importante momento di promozione, in stretta sinergia con le politiche regionali. In questo quadro assume particolare significato la partecipazione istituzionale della Regione Piemonte che- su una grande area costantemente animata da incontri ed eventi- dispiega ad ArtTò le eccellenze dell’artigianato subalpino impegnate nei più diversi settori: ceramica, vetro, strumenti musicali, stampa e legatoria, oreficeria ed argenteria, tessile, abbigliamento, lavorazione del legno, del ferro battuto del rame…uno spazio è dedicato all’alimentare di qualità: cioccolato, pasticceria d’autore, salumi del territorio, formaggi d’alpeggio, conserve e prodotti sottovetro, distillati e grappe, prodotti della torrefazione. Vengono altresì coinvolte le imprese artigiane legate al settore della salute e benessere, nonché le aziende che operano nei servizi alle imprese e alle persone.
La Stampa-Torino Sette, 29 febbraio 2008. Faber meeting, la creatività dei giovani incontra le imprese. Viviamo in uno strano paese. Dove per esempio i giovani pieni di idee non mancano, ma a mancare è una rete di imprese predisposta ad accoglierle e fare si che vengano realizzate. C’è molta dispersione insomma, grande spreco di risorse. In Europa va diversamente, già da un po. L’idea base del "Faber meeting" da mercoledì 5 a venerdì 7 marzo a Torino, parte proprio dal tentativo di colmare questa lacuna. Come spiega l’ideatore Carlo Boccazzi Varotto: "Per la prima volta proviamo a fare dialogare il mondo della creatività, che finora ha sempre vissuto all’ombra di festival e manifestazioni culturali, con le aziende, che ai festival non hanno l’abitudine di andarci. Vedremo come va". Il "Faber meeting" vuole aiutare i giovani di talento, che fino a oggi o per scelta o per mancanza di opportunità, hanno operato ai margini del mercato, entrarci o a posizionarsi in moda più stabile acquisendo informazioni e contatti preziosi, in altre parole, creare una rete. I partecipanti sono stati selezionati tra coloro (e sono tanti da tutta Italia) che avevano preso parte al nazionale Faber "Quando al creatività incontra l’impresa", rivolto a giovani tra i 22 e i 35 anni per opere da realizzare nei campi degli audiovisivi, dell’animazione tradizionale e 3D e del Web design. I trenta creativi ammessi al "Faber meeting" saranno protagonisti di una serie di incontri riservati che si terranno mercoledì 5 e giovedì 6 marzo al Virtual Reality & Media Park, dove avranno l’occasione di conoscere l’opinione di manager di aziende come Rai, Mediaset, De Agostini, T-Lab ma anche di tante piccole realtà di successo del territorio piemontese. Sono previsti tre workshop, uno per sezione del concorso: per il web ci sarà Franz Fischnaller, uno dei "guru" mondiali dell’interaction design; per animazione Mattehew Luhn, story artist della Pixar (la società che ha prodotto "Ratatouille"), per l’audiovisivo il regista torinese Mimmo Calopresti. Peccato che questo ben di Dio sia "off-limits", per il pubblico che potrà parte al "Faber meeting" soltanto venerdì 7 marzo per l’atto finale della manifestazione al Cinema Massimo di via Verdi. Alle 14.30, saranno proiettati i trenta lavori finalisti, mentre dalle 18 alle 19 si terrà la cerimonia di premiazione in cui saranno proclamati tra i vincitori assoluti. Uno per ogni ambito del concorso, ognuno dei quali riceverà in premio 2000 euro, elargiti da Cna Torino, Confartigianato e Casartigiani Torino. Un bel segno che questa iniziativa ha coinvolto gli ambienti giusti. Faber meeting non finirà qui: in serata (ore21), al Cafè Liber di corso Vercelli 2 grande festa di chiusura aperta a tutti.
La Stampa, 26 febbraio 2008. "Più qualità per battere la crisi del mercato" il mercato del cioccolato riesce a battere al crisi puntando sulla qualità. Una sensazione che emerge con chiarezza da "CioccolaTò"il grande evento torinese dedicato ai maestri del cioccolato. La manifestazione diventa un momento di confronto, di scambio e di crescita, come spiega il calabrese Riccardo Fazzolari di Golosia: qui si possono incontrare colleghi di altre regioni, a volte ci si scambia le ricette, le relazioni aiutano tutti a crescere. Lo spirito di collaborazione prevale sulla concorrenza: per reagire alla fase di recessione economica di cui risente anche il settore dolciario, è necessario fare fronte comune, promuovere il cioccolato italiano e puntare sull’eccellenza". "Il singolo artigiano non ha la forza per dare la giusta visibilità ai propri prodotti- spiega Franco Ruta, dell’antica Dolcearia Bonajuto di Modica e rappresentante dei cioccolatieri Italiani della Cna mettendosi assieme o creando dei gruppi di lavoro c’è la possibilità di crescere, con investimenti ridotti". "CioccolaTò" diventa anche un termo entro del mercato del cioccolato: "quest’anno il livello d’acquisto si è abbassato- spiega Franco Rosso della pasticceria torinese La Cambusa del Capitano Rosso- una volta spendevano in media 25-30 euro, oggi difficilmente si superano i 7. Ciononostante negli ultimi anni abbiamo sempre registrato degli incrementi significativi, credo sia importante riuscire ad andare incontro alle esigenze del cliente, proponendo prodotti a prezzi potabili. Nonostante la crisi, vede il bicchiere mezzo pieno "mi sembra che l’artigianato stia superando la produzione industriale, magari non i numeri assoluti, ma con tendenza, proprio per la minore possibilità di spesa, la tendenza è quella di consumare meno, ma meglio concedendosi qualche chicca sfiziosa". Franco Ruta parla addirittura di un "un momento splendido. Nel mondo del cioccolato c’è un fermento che non si era mai visto in Italia. I consumatori hanno un’attenzione crescente, verso la qualità si informano. Credo sia soprattutto un fenomeno di reazione alle norme introdotte qualche anno fa dalla Comunità Europea, che equiparava i grassi vegetali al burro di cacao nella preparazione del cioccolato", come dire: non tutto il male viene per nuocere. Dal Nord al Sud, tutti concordano che è fondamentale il rispetto della qualità artigiana, il lavoro a mano, l’attenzione per le materie prime e le capacità di innovazione. E l’evoluzione dei piccoli produttori porta benefici anche all’industria, "che negli ultimi anni , inseguendo l’artigiano, cerca di puntare su proposte innovative", sottolinea Franco Ruta. Per tenere il passo però è necessario "puntare sulla qualità, ma i ridimensionare un po’ i costi- spiega Franco Rosso- mio padre diceva " la bocca sotto il naso ce l’abbiamo tutti", bisogna fare prodotti accessibili, bisogna fare prodotti accessibili , qualcuno è andato troppo in alto". CioccolaTò rappresenta "una vetrina importante e una buona piattaforma per crescere insieme – secondo Fazzolari – In questo senso è significativa la crescente partecipazione degli stranieri".
La Stampa, 24 febbraio 2008. Rollo siciliano o torrone sardo, tutto fa gola. Sabato pomeriggio, secondo giorno di CioccolaTò, inizia la dolce invasione. Un gruppo di bikers, giubbotti di pelle, moto cromate, chopper a tre ruote, cede al richiamo del cibo degli dei e fa tappa davanti al laboratorio di Silvio Bessone. Qualche curioso si sofferma davanti alle creazioni concorso "Chocolate & Design" nello stand dell’unione Cna Alimentare dive capeggiano vere e proprie sculture di cioccolato. Con una spesa che varia tra i 2 e i 5 euro, i visitatori possono degustare i nuovi prodotti realizzati grazie alla collaborazione tra designers e mastri cioccolatai, e compilando l’apposita cartolina possono partecipare alla votazione del cioccolato più bello ed originale. Con l’incedere del pomeriggio cresce l’afflusso di gente, vengono presi d’assalto gli stand dei marchi più noti. Alla Lindt c’è un villaggio gonfiabile per i più piccoli, la Ringo distribuisce palline di cioccolatò, non a caso, il padiglione è interamente occupato da un calcio balilla lungo 5 metri dove si gioca alla baraonda e chi si trova la centro può sperimentare sulla sua pelle, la frustrazione di una "Vita da mediano" cantata da Ligabue: nessuna speranza di fare goal. A proposito di musica, la colonna sonora è offerta dalla soundchek per il concerto dei Finley; sotto il palco nel primo pomeriggio sono già assiepate più di duecento persone. Marta ha 15 anni arriva da Pinerolo e questo è il suo primo concerto: la prima fila non gliela toglie nessuno, non c è coccolato che tenga. Poco lontano una folla altrettanto numerosa si immerge nel laboratorio "Icewines ed Eiswine nel mondo", degustazione di vini del ghiaccio internazionali abbinati alle prelibatezze al cioccolato. Tra un cioccolatino, una crepes e una banana ricoperta al cioccolato, con stecchino da passeggio, il pubblico sempre più numeroso sfrutta il palcoscenico di CioccolaTò per i assaggiare prodotti rari e scoprire produzioni particolari. Piacciono il rollo siciliano e quello africano, stuzzicano i dolci sardi dell’Antica Barbagia, si conferma un evergreen il torinese Bicerin, spariscono in fretta le torte di Odilla Chocolat. La Pasqua anticipata di quest’anno fa comparire le prime uova di cioccolato, colorate, decorate, dalle forme più disparate, come il pallone di calcio della Pasticceria del Capitano Rosso, dove sempre in tema di stranezze, ci si può concedere degli one shot a bas e di liquore del cacao, serviti in ciotoline anch’esse di cioccolato: bevi il ripieno e ti mangi il bicchiere. Con l’avanzare della sera curiosi e appassionati di cioccolato si mescolano al pubblico del concerto mentre poco lontano, al King Kong Microplex di via Po 21, prende il via in laboratorio quotidiano curato da Clara e Gigi Padovani, che oggi, "Spicesday", vede protagonisti gli "aromi divini".
La Stampa, 9 febbraio 2008. Un gadget di design per la città delle Reggia. Il Cna di Torino, in collaborazione con Altrementi, bandisce il premio di Design "Venaria Design Reale" per l’ideazione, produzione commercializzazione del gadget ufficiale della città di Vanaria Reale. Non viene data una tipologia di oggetti prefissata, il designer sarà libero nel decidere, tipo, forma, materiali dimensioni del gadget. La scelta di proporre l’ideazione di questo gadget deriva dal fatto che Venaria, dopo l’apertura la pubblico della Reggia si sta trasformando in meta turistica. Partendo da questi presupposti, nell’anno che vede Torino capitale mondiale del Design, il premio intende promuovere la realizzazione di un gadget che diventi l’emblema della nuova identità cittadina. La partecipazione al premio è aperta ai professionisti under 40 e studenti under 30 delle Facoltà di Architettura e Ingegneria e delle Scuole di design. Cna e Comune di Venaria sosterranno la messa in produzione delle prima serie dei due gadget vincitori attraverso un contributo di 2500 euro per ciascun gadget a patto che questi venga commercializzato entro fine del 2008. Il bando del premio è su www.fucina-altrementi.it.
La Stampa, 26 gennaio 2008. I metalmeccanici un caso regionale. A scorrere i numeri offre segnali confortanti anche l’artigianato valsusino (imprese con meno di 22 addetti) 3017 le aziende nel 2005, 3051 nel 2006, sino alle 3076 del 2007. Dice Paolo Alberti, segretario della Cna-Torino "Il settore metalmeccanico è un vero e proprio "caso", in controtendenza rispetto all’intera provincia: nel 2007, infatti, risultano 411 aziende contro le 404 del 2005. un incremento lieve ma se consideriamo la crisi dell’indotto di quegli anni è un dato di tutto rispetto...". nelle cifre della Camera di commercio ci si imbatte poi in aspetti curiosi. Avigliana, per esempio è il comune con il maggior numero di imprese (1299), mentre il fanalino di coda è Moncenisio con appena 8 realtà aziendali. San Giorio di Susa risulta invece il comune con il maggior tasso di sviluppo (5,66% nel 2007), in termini di saldo positivo nel rapporto tra le attività nate e quelle cessate. Al contrario Borgone di Susa registra un 0,57%. Un altro elemento significativo l’età delle imprese valsusine: bene il 44% di esse in effetti, è nata dopo il 2000. |