Il Giornale del Piemonte, 11 novembre 2003. I coiffeur devolvono l’incasso per i bimbi del Regina Margherita. "Aiutateci a far sorridere i piccoli pazienti del Regina Margherita" è lo slogan del progetto di solidarietà messo a punto dagli acconciatori e dai centri estetici che aderiscono a Cna, Confartigianato, Casa e Ala. Il progetto si articola in due diverse iniziative: una raccolta fondi che si concluderà il 31 dicembre di quest’anno e l’apertura straordinaria, il lunedì prossimo, degli acconciatori uomo-donna a Torino che devolveranno l’intero incasso della giornata. All’iniziativa hanno già aderito circa 350 operatori a Torino e provincia e gli organizzatori prevedono di poter superare il tetto dei 700 operatori entro fine anno. Il progetto consiste in una raccolta fondi da devolvere all’ospedale dei bambini Regina Margherita di piazza Polonia: l’obbiettivo e di offrire ai piccoli degenti un ambiente che risponde il più possibile ai loro bisogni. In particolare si tratta di ampliare e garantire la continuità dei servizi educativi e ludici delle insegnanti di scuola, delle animazioni del "Progetto gioca in Ospedale", dei volontari e dei clown. L’iniziativa è rivolta a tutti gli acconciatori e alle estetiste della provincia di Torino che potranno aderire attraverso una o entrambe le modalità: esporre all’interno dei propri negozi o centri di estetica un contenitore per la raccolta fondi, un cartoncino informativo e una locandina. Oppure tenere aperto il proprio esercizio lunedì 17 novembre e devolvere gli incassi della giornata al progetto. Le locandine, i cartoncini informativi e i contenitori per la raccolta fondi sono in distribuzione fino al 30 novembre presso tutte le sedi di Cna, Confartigianato, Casa e Ala. La Raccolta fondi è iniziata il primo novembre e si concluderà il 31 dicembre con una cerimonia nell’ambito della quale il ricavato verrà consegnato ai dirigenti del Regina Margherita. Alla cerimonia conclusiva saranno presenti noti stilisti torinesi in qualità di testimonial dell’iniziativa, dirigenti delle aziende cosmetiche cittadine che hanno aderito al progetto e i rappresentanti di Comune Provincia e Regione.
Il Giornale del Piemonte, 30 ottobre 2003. Artigiani informati con il cellulare. La Cna di Torino e Provincia grazie al supporto della camera di commercio offre non solo alle proprie imprese associate, ma tutte a quelle iscritte all’albo artigiani, un nuovo servizio chiamato "Informazione & Valore". Si tratta della possibilità di ricevere direttamente sul telefonino o sul computer le informazioni che più interessano l’imprenditore. L’obbiettivo del progetto è di formare in modo tempestivo tutte le imprese artigiane iscritte all’albo. Le informazioni saranno trasmesse gratuitamente, grazie a un sistema informativo messo a punto da Cna. "Informazione & Valore" verrà offerto solo ai primi 500 imprenditori regolarmente iscritti alla Camera di commercio di Torino che faranno richiesta.
Il Giornale del Piemonte, 11 marzo 2003. Artigiani, mancano i tecnici per la sicurezza. A rischio i servizi di salute e sicurezza di decine di migliaia di imprese. L’allarme viene lanciato dall’Ebap (Ente bilaterale artigianato Piemonte), per contestare un decreto che sta per essere varato dal governo. Anche se a Roma si è limitata a rispondere alla condanna dell’Ue nei confronti dell’Italia per non aver definito i requisiti professionali per i servizi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il decreto individua unicamente nella laurea e nei diplomi tecnici il requisito necessario per gestire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa scelta crea non pochi problemi, lamenta l’Ebap, perché non ci sono abbastanza soggetti per soddisfare per soddisfare le esigenze di centinaia di migliaia di imprese. La seconda obiezione è che questo provvedimento premia solo il titolo di studio a discapito della concreta esperienza sul campo, con l’effetto di innalzare fortemente i costi per imprese ed enti pubblici e privati. Secondo l’Ebap, il decreto del governo "lungi dal risolvere i problemi posti dall’Ue, ha ulteriormente complicato la situazione, mettendo in allarme tutto il mondo dell’imprenditoria". I rappresentanti degli artigiani affermano che sul mercato non esistono le nuove figure professionali richieste dal decreto o non ci sono nella misura in cui occorrerebbero. Se per l’individuazione dei nuovi responsabili e degli addetti alla sicurezza sui luoghi di lavoro le imprese dovranno andare sul mercato, qui non troveranno un numero sufficiente di esperti, oltre a caricarsi di nuovi costi. In Italia operano 1.5 milioni di imprese artigiane, 2 milioni di imprese commerciali, 1.3 milioni di imprese agricole, tutte interessate dal provvedimento. Se sono attualmente escluse le imprese a conduzione familiare e quelle unipersonali, l’Ue intende presto aprire un dibattito per allargare anche a queste categorie le regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. A tutte queste attività economiche si sommano poi le medie e le grandi aziende e le migliaia di piccoli comuni.
Il Giornale del Piemonte, 28 febbraio 2003. Ecco il primo dizionario d’impresa per gli stranieri. Nasce il primo dizionario multilingue per imprenditori stranieri. Lo ha realizzato la CNA di Torino su iniziativa della Camera di Commercio e con il contributo della Fondazione Crt. Il glossario "le parole dell’impresa" è stato stampato in 5.700 copie. In formato tascabile, contiene, tradotti in italiano, inglese, francese, rumeno e arabo, i 200 termini più significativi che uno straniero deve sapere padroneggiare per creare e gestire un’impresa in Italia. "Sono 11.080 gli stranieri – ha sottolineato Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino – iscritti al Registro imprese, in qualità di titolari, soci, amministratori, consiglieri e altre cariche, con un incremento del 28,8 per cento rispetto al 2001. C’è una notevole crescita della componente asiatica (+46 per cento pari al 10% del totale) e una sostanziale tenuta di quella africana che resta la più numerosa".
Il Giornale del Piemonte, 6 febbraio 2003. Corsi per stranieri aspiranti imprenditori. A partire da oggi e sino al prossimo mese di giugno, la Confederazione dell’artigianato (CNA) di Torino organizza, all’interno del Progetto Dedalo, un ciclo di incontri gratuiti rivolti a cittadini non comunitari titolari d’impresa o aspiranti imprenditori. il Progetto Dedalo offre un completo supporto di consulenza gratuita per la creazione e lo sviluppo dell’impresa e la formazione dei neo-imprenditori non comunitari. A tutt’oggi sono già 331 gli aspiranti imprenditori incontrati, 68 le imprese costituite e 45 quelle esistenti che hanno migliorato la loro gestione. Il dato interessante è che la distribuzione di queste imprese rispecchia quelle gestite da italiani. Il 45 per cento svolge la propria attività nel campo dell’edilizia, circa il 20 in quello del commercio e il 4 nell’alimentare. Gli incontri sono organizzati in collaborazione con la Provincia di Torino e l’associazione Alma Terra e si terranno a Torino, Ivrea, Pinerolo, Chieri e Moncalieri. Il programma dei lavori è uguale per tutti gli incontri, che avranno luogo dalle 20.30 alle 22.30, e prevede quatto temi: le leggi e le parole dell’impresa, il piano economico e finanziario di una nuova attività, le fonti di finanziamento. Il primo ciclo di incontri si svolgerà a Torino, nella sede provinciale della CNA, in via Avellino 6, nei giorni 6, 13, 20 e 27 febbraio. Il secondo ciclo si terrà a Ivrea, nella sala dell’ex Sinagoga, in via IV Martiri 20, nei giorni 3, 10, 17, 24 marzo prossimi. Per informazioni e adesioni al ciclo di incontri gratuiti si può contattare la CNA Torino, in via Avellino 6, oppure telefonare allo 011.46.17.717, l’indirizzo e-mail è progettodedalo@cna-to.it
Il Giornale del Piemonte, 12 gennaio 2003. L’ultimatum dei camionisti pronti a bloccare le frontiere. "Se il nostro governo non farà marcia indietro sulla chiusura dei valichi, noi bloccheremo tutti i passaggi tra Francia e Italia, lasciando libero solo il Monginevro che Parigi ha deciso di chiudere". Lo propone a muso duro uno dei rappresentanti dei sindacati dell’autotrasporto transalpino alla riunione che si è tenuta ieri mattina nella sede regionale del CNA di via Roma. Tutti i suoi colleghi francesi, con le facce cupe, annuiscono. E lui aggiunge: "Quando avremo inchiodato il traffico di mezza Europa e l’unico passaggio che lasceremo libero sarà quello di Claviere, voglio vedere cosa farà il nostro governo davanti alle proteste dei camionisti portoghesi, spagnole e olandesi". Il summit dell’autotrasporto italo-francese si volge così, senza incomprensioni, nonostante le barriere linguistiche, evidenziando una grande identità di visioni e consapevolezza della gravità del momento. Le dichiarazioni ufficiali successive sono molto più moderate e attendiste ma, nella riunione a porte chiuse, è già stato deciso tutto. Sono state messe a punto le armi che i camionisti useranno se scoppierà quella "guerra" che appare molto probabile, nonostante gli incontri previsti nei prossimi giorni. Si comincia infatti martedì con l’incontro tra i ministri ai Trasporti Pietro Lunardi e Gilles de Robien. Ma il viceministro Ugo Martinat, che conosce a fondo la situazione, è scettico. O semplicemente realista. "Ci guarderemo in faccia, ci diremo le cose con la faccia scura e poi ognuno rimarrà sulle proprie posizioni", ha profetizzato nei giorni scorsi. Al summit seguiranno altre riunioni in Francia tra i sindacati – il capo delegazione è Denis Soliveres – e le autorità locali francesi. Il 22 si incontreranno invece il prefetto di Torino e quello del distretto delle Rhone-Alpes. E due giorni dopo è previsto un nuovo incontro a Torino tra le associazioni di categoria dei due Paesi per valutare la situazione e decidere il da farsi. La posizione ufficiale degli autotrasportatori è comunque chiara: condanna senza appello della misura presa unilateralmente dal governo francese. Una condanna per motivi "di principio e di sostanza": "perché impedisce la libera circolazione delle merci e delle persone stabilita in una grande quantità di documenti comunitari". "È in gioco la sopravvivenza stessa dell’economia italiana", ha sottolineato il segretario di Fai, Enzo Pompilio. Secondo Franco Palese, segretario Fita/CNA, esiste invece un accordo non scritto dei Paesi del Nord-Europa per tagliare fuori l’Italia. "Avvallato dai francesi – puntualizza – perché tutto quello che riescono a togliere a noi va a loro vantaggio". E per provocare, aggiunge: "presto avremo l’aria più pulita e con un bassissimo inquinamento acustico, ma non sapremo più come produrre reddito". Pompilio commenta che le ragioni addotte dai Francesi "sono ridicole, perché il Monginevro è in funzione quasi tutti i giorni dell’anno da oltre 50 anni e non ci sono mai stati grossi problemi, mentre noi abbiamo notizie di surriscaldamento ai freni proprio da parte dei mezzi che percorrono la Torino-Bardonecchia". Gli autotrasportatori, poi, si dicono disposti ad una chiusura oraria dei due valichi in questione – in ballo c’è anche il colle della Maddalena – ma solo per consentire ai cantieri di lavorare a opere di ristrutturazione o di miglioramento. Un punto che sta particolarmente a cuore alla delegazione italiana, perché le limitazioni francesi sono chilometriche. In altre parole, se passassero le loro indicazioni, potrebbero continuare a utilizzare i passi solo i camion delle aziende che hanno sede a meno di 65 chilometri dal confine. Molte nel loro territorio, pochissime al di qua delle Alpi, dato che quasi tutte sono situate nel Torinese. Anche per questo la proposta è quella di domandare ai due governi di creare un tavolo di lavoro, cui dovranno sedere anche i rappresentanti degli autotrasportatori, per arrivare a un accordo bilaterale che comprenda tutta la politica del traffico alpino.
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