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Italia Oggi, 21 dicembre 2005. Artigianato Olimpico. Le Olimpiadi invernali Torino 2006 come volano per l’artigianato di qualità piemontese. E’ questo il cuore del piano strategico di Agire, l’agenzia di interesse regionale nata in Piemonte per lo sviluppo commerciale delle imprese artigiane d’eccellenza. Agire, nata nel 2003 per volontà della regione Piemonte, di Unioncamere Piemonte, Confartigianato, Cna e Casa e del Centro studi per l’artigianato piemontese, ha presentato il programma per il 2006 insieme a un indagine conoscitiva sulle imprese artigiane piemontesi. Agire, dunque promuoverà un marchio, "Eccellenza artigiana", e lo farà sia attraverso la realizzazione di un nuovo sito internet, sia, soprattutto, grazie a una campagna mediatica che permetterà di raggiungere il maggior numero di consumatori e sfrutterà tutte le occasioni internazionali promosse a Torino nel 2006 per presentare i prodotti dell’artigianato tipico e di qualità piemontese alle migliaia di visitatori internazionali. Il primo appuntamento sarà proprio al Sestriere a partire dall’8 febbraio. "Gli artigiani eccellenti del Piemonte sono imprenditori che non hanno paura di aprirsi verso il mercato globale, anzi, chiedono semmai strumenti adeguati per poter competere in un mercato che cambia sistematicamente", ha dichiarato nel corso della presentazione del marchio Silvio Bessone, presidente di Agire. Secondo l’indagine condotta dall’agenzia, pur rappresentando in genere un artigianato di nicchia, più del 51% delle imprese eccellenti si colloca nella fascia tra uno e tre dipendenti, il 32% delle imprese dell’eccellenza artigiana opera sul mercato nazionale, il 7% nell’Unione europea e il 3% si rivolge a una clientela extraeuropea. "Per assecondare questa attitudine", ha dichiarato l’amministratore delegato dell’agenzia, Pierluigi Garavello, "intendiamo promuovere sempre di più il marchio "Eccellenza artigiana"per far comprendere al consumatore che il prodotto eccellente è contraddistinto dalla certificazione di qualità". Alla presentazione del piano strategico ha partecipato anche l’assessore regionale alle attività produttive Gianluca Susta, che, nel riconfermare la propria fiducia nel ruolo che può svolgere Agire, ha ricordato come le imprese dell’eccellenza artigiana costituiscano "una ricchezza per il sistema economico piemontese di cui rappresentano la punta di diamante. Vogliamo creare un sistema economico e produttivo", ha dichiarato l’assessore, "che metta insieme i poli di eccella del Piemonte, in cui l’artigianato riesca a dialogare e a interagire con il sistema industriale".
Italia Oggi, 2 dicembre 2005. Torino si propone con altre 22 guide. Alla vigilia dei XX Giochi Olimpici invernali l’immagine di Torino nel mondo è cambiata, forse in modo definitivo, grazie anche a un’operazione editoriale che ha coinvolto negli ultimi tre anni sette tra le principali case editrici di guide turistiche e che è stata presentata ufficialmente ieri a Torino. Su iniziativa della città di Torino e con il supporto della Compagnia di San Paolo e della Camera di commercio sono infatti nate 22 nuove guide turistiche in dieci lingue, a cura dei principali editori internazionali del settore: Lonely placet, Hachette, Time out, Dumont, Touring club, Mondatori-Electa, Dorling Kindersley. Non solo. Altre 50 guide, nazionali ed estere, sono state aggiornate ed ampliate nelle parti dedicate a Torino. L’operazione, voluta da Elda Tessore, assessore alle Olimpiadi, turismo e promozione internazionale della città di Torino, è stata condotta dal capoluogo subalpino mettendo a disposizione dei principali editori di guide turistiche una redazione specializzata, coordinata dallo studio Mailander di Torino che ha fornito suggerimenti, percorsi e immagini suggestive. Immagini che contribuiranno, secondo Enrica Melossi di Electa-Mondadori, a cambiare in modo definitivo l’immagine percepita dalla città da parte degli stranieri. Del resto, ancora nel 2002, come ha fatto notare Anna Martina, responsabile dell’ufficio centrale di comunicazione della città di Torino, sulla guida Italy du Nord dell’editore francese Petit Futè, il capoluogo piemontese veniva descritto come "una città provinciale, in cui giovani hanno i loro soliti di ritrovo e la borghesia ama frequentare solo i propri salotti e circoli esclusivi". Oggi, invece, sulla guida Un grand week end à Turin di Hachette si legge che Torino stupirà il turista come città della buona tavola, colta, vivace e con un considerevole patrimonio artistico. Le 22 guide, tradotte anche in russo, cinese, giapponese e olandese, sono tutte a catalogo e già in vendita nelle principali librerie di Londra, NewYork, Parigi, Pechino, Tokio e Madrid, città in cui sono state presentate nei mesi scorsi nell’ambito di un roadshow che si è concluso a novembre. Per sensibilizzare i torinesi ad un prossimo evento olimpico la città ha realizzato, insieme a Mondatori, l’agenda olimpica del 2006 che verrà omaggiata in 150 mila esemplari a partire dal 13 dicembre. E sempre per presentare Torino nel mondo è nato il portale web www.torinoplus.it.
Italia Oggi, 25 novembre 2005. Torino, un futuro di opere passato il treno dei Giochi. Torino si rivela più ottimista del previsto sul proprio futuro dopo le Olimpiadi invernali. È questa la tesi sostenuta, pur con differenti sfumature, dai principali protagonisti del mondo istituzionale e della rappresentanza imprenditoriale piemontese, riuniti ieri a Torino al convegno inaugurale di Restructura, il salone della costruzione e della ristrutturazione edile che ha aperto i battenti al quartiere fieristico del Lingotto. Dal segretario generale della camera di commercio Guido Bolatto. Al direttore generale dell’agenzia Torino 2006 che sta ultimando le opere olimpiche, dal presidente del Collegio costruttori edili Giorgio Gallesio all’assessore torinese al lavoro Ton Dealessandri, dal presidente dell’ordine degli architetti Riccardo Bedrone al segretario della Cna Piemonte Michele Sabatino, tutti sono convinti che Torino non perderà il treno dello sviluppo e saprà riconvertire il proprio tessuto produttivo, nonostante la crisi dell’industria dell’auto e la fine delle opere olimpiche. E questo, nonostante il fatto incontestabile che l’attesa conclusione del ciclo espansivo del mondo delle costruzioni a livello nazionale andrà a sommarsi, in Piemonte e proprio a partire dal 2006 al completamento dei grandi impianti sportivi e delle infrastrutture varie connesse alle Olimpiadi. L’Agenzia Torino 2006 ha gestito in questi anni e si appresta a finire di spendere, come spiega Arcidiacono, 1,700 milioni di euro, di cui 1,200 milioni provenienti dallo stato e altri 500 milioni provenienti da altri enti pubblici e dai privati. Tuttavia, come fa notare Gallesio, negli ultimi tre anni a Torino e provincia sono stati investiti quasi 7 mila milioni di euro in nuove opere, a testimonianza della voglia di rinnovamento del territorio e delle tante sfide che lo vedono impegnato. Dopo Torino 2006, come evidenzia ancora Arcidiacono, ci saranno infatti le Universiadi nel 2007, il congresso mondiale degli architetti nel 2008 e i 150 anni dell’unità d’Italia nel 2011. E come ricorda Bolatto, le grandi opere pubbliche non finiranno tutte con le Olimpiadi. Il passante ferroviario di Torino è infatti ancora in parte da interrare, la linea uno della metropolitana da completare e in prospettiva la linea due da realizzare ex novo, ci sono poi il progetto di ampliamento della tangenziale e il collegamento ferroviario veloce con Lione. Esiste insomma una programmazione lavori ben definita r il 2006 non sarà l’anno della crisi. Del resto come evidenziano i dati camerali, anche quest’anno il tasso di crescita delle imprese è rimasto positivo e stabile sui valori degli anni passati, intorno all’1,2- 1,5%, e questo nonostante le opere olimpiche siano praticamente già concluse. I timori però rimangono, soprattutto in merito alla capacità di spesa reale della pubblica amministrazione nei prossimi anni e quindi alla sua capacità di tener fede agli impegni assunti. Dealessandri già annuncia che a partire dal 2006 i comune avrà qualche problema, mentre "la provincia di Torino ha già approvato un bilancio da quaresima". Quanto al riutilizzo degli impianti sportivi dopo il 2006, Arcidiacono spiega che tutte le opere stano state concepite per essere riutilizzate e che almeno per gli impianti alpini non ci saranno problemi: incrementeranno la capacità ricettiva del Piemonte verso gli amanti degli sport invernali. Per le opere costruite a Torino, qualche problema in più però si pone, soprattutto in merito al riutilizzo del Pala Isozaki e dell’Oval del Lingotto, l’idea di convertirli ad accogliere fiere e convegni allarma Promotor International che teme una concorrenza sleale dopo anni di impegno sulla città e a nome del suo direttore generale, Umberto Benezzoli, propone di ricondurre a due sole società la gestione dei due futuribili nuovi poli congressuali e fieristico.
Italia Oggi, 23 novembre 2005. Edilizia in crisi senza ristrutturazioni. Cna liquida come "fantasiosa" l’ipotesi del governo, contenuta nella legge finanziaria per il 2006, di ricavare un maggiore gettito di 220 milioni di euro riportando l’Iva sull’edilizia dal 10 al 20%. Secondo il responsabile nazionale della Cna ostruzioni, Giuliano Sciarri, "L’Iva al 20% avrà come unico risultato quello di far precipitare nell’economia sommersa moltissime imprese, con una conseguente riduzione non solo delle entrate legate all’Iva ma anche dei versamenti contributivi e Inail". E a poco servirà l’entrata in vigore, prevista dal 1° gennaio 2006, del Durc, il Documento unico di regolarità contributiva destinato a semplificare le procedure di partecipazione agli appalti da parte delle imprese. Secondo Sciarri, infatti, "se ben applicato il Durc contribuirà a portare trasparenza nell’edilizia solo in relazione agli appalti pubblici e quelli provati di grande importo, ma non andrà a incidere sul mercato delle ristrutturazioni edili che interessa direttamente i singoli consumatori". Eppure quello delle ristrutturazioni continua a rimanere il primo mercato di riferimento per le costruzioni in Italia , con una valore del 60% circa nell’intero giro d’affari. Un mercato che meriterebbe quindi una maggiore attenzione da parte del governo, come chiede il responsabile piemontese di Cna costruzioni, Giovanni Brancatisano, ricordando che su questi temi gli operatori economici e le istituzioni si confronteranno al Lingotto fiere di Torino, al convegno inaugurale di Restructrura, il salone della costruzione e delle ristrutturazione edilizia che aprirà i battenti domani. Il convegno intitolato "L’edilizia dopo l’evento olimpico: quali prospettive?", partendo dalla realtà piemontese, interessata da grandi cantieri ormai prossimi al termine, cercherà di commentare i dati preoccupanti diffusi dal Cresme che anticipano per il 2006 una crisi del mercato delle costruzioni una crisi che sta destando i primi timori anche tra gli artigiani che per molti versi rischiano di essere i più colpiti. Ne è fortemente convinto Guido Pesaro, dalla Cna costruzioni, secondo cui i pesanti tagli previsti dalla Finanziaria per il 2006 finiranno con il paralizzare a macchia di leopardo molti cantieri pubblici attualmente in corso a iniziare da quelli dell’Anas. "Nel corso del 2005", ha spiegato Pesaro, "lo stato doveva trasferire all’Anas 1.700 milioni di euro, ma ha effettivamente erogato 380 milioni e per il 2006, a oggi non vi sono certezze rispetto alle risorse che mancano all’appello". Quanto all’edilizia privata, Cna si aspettava da parte del governo la disponibilità a utilizzare l’incentivo fiscale alle ristrutturazioni, previsto in rialzo dal 36 al 41%, come leva per stimolare il mercato dell’edilizia privata. Un’attesa che rischia però di rimanere vana a causa dell’incremento dell’Iva sull’edilizia del 20%. "Si tratta di un grosso errore", sottolinea Sciarri in quanto lo stato non guadagnerà nulla da questo tipo di provvedimento: "Quando lo scarto tra un lavoro regolare e un in nero diventa meno appetibile, il cliente finale preferisce ricorrere a forme di lavoro nero, anche per un effetto psicologico". I tagli agli enti locali previsti dalla Finanziaria determineranno inoltre, secondo Pesaro, "una drastica riduzione delle spese dei comuni per i piccoli interventi di manutenzione edile, quelli normalmente di appannaggio delle imprese artigiane". L’unica nota positiva che arriva da Roma in questi giorni è quella relativa all’intervento del parlamentare azzurro Franco Strabella, piemontese, che a seguito delle pressioni delle Confederazioni artigiane h proposto e ottenuto il 15 novembre scorso, durante una riunione congiunta della commissione ambiente e lavoro, di estendere la durata del Durc da un mese a tre mesi. Una decisione che al sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, si è già impegnato recepire nelle legge finanziaria in modo da renderla esecutiva per gennaio, quando è prevista l’entrata in vigore del Durc. A Partire dal Piemonte, le confederazioni artigiane avevano infatti denunciato come la durata mensile del Durc avrebbe complicato la partecipazione delle imprese agli appalti pubblici, anziché semplificarla, costringendo le imprese come chiedere qualcosa come quattro milioni di certificati ogni anno. Nel corso del convegno inaugurale di Restructura è attesa anche la presenza di Mimmo Arcidiacono. Direttore generale dell’Agenzia Torino 2006 che sta realizzando tutte le grandi opere legate alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 opere su cui già aleggiano i primi timori in merito al loro riutilizzo futuro.
Italia Oggi, 18 novembre 2005. Ristrutturare costerà 1.000 euro in più. "Si favorisce la concorrenza sleale". "Sicurezza in pericolo". "Pagheranno le aziende". Sono queste alcune le reazioni che vengono dal mondo associativo e imprenditoriale edilizio ai cambiamenti previsti nella Finanziaria in materia di agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione e di recupero del patrimonio edilizio. Perché se da un lato viene aumentata dal 36 al 41% la detrazione possibile dell’Ire, ex Irpef, dall’altro si riporta al 20% l’Iva sui materiali. "Con il risultato che dei 48 mila euro del confermato tetto massimo di spesa ce ne sono 1.000 in più di tasse per le famiglie", spiega Giorgio Gallesio di Ance Torino. L’effetto di questo cambiamento e però molto più ampio. "Tutto gioca a favore del sommerso", spiega Federico Ruta, di Aniem. "Perché dalle agevolazioni ha tratto vantaggio la piccola edilizia privata, che dovrà rimediare. In Toscana, secondo i dati della Cisl, su 105 mila occupati, un terzo lavora in nero. Ed è facile immaginare come". Mauro Busa, responsabile dell’area lavoro della Lega delle comparative, aggiunge: "Più in generale si rischia di stroncare il ruolo di locomotiva occupazionale che l’edilizia privata ha avuto negli ultimi anni, perché sui bandi pubblici sarà inutile fare affidamento nei prossimi anni". infine, questa decisione rischia di creare gravi carenze a livello di sicurezza. "Tutto ciò che porta al lavoro nero peggiora la situazione", spiega Lio Scopacasa, del Cpt di Torino. "Inoltre, la Finanziaria taglia già 4 miliardi dei trasferimenti della sanità alle regioni", continua. "Mi sembra logico prevedere che tra assumere un dottore o un ispettore del lavoro si propenda a scegliere il primo". Quali le soluzioni possibili? Giovanni Brancatisano", della Cna torinese, chiede "un abbassamento dell’Iva sui materiali del 5%, come peraltro avviene già in Francia. Riportiamo pure la 36% la detrazione, ma togliamo il tetto massimo". Si accontenterebbero di meno all’Ance: "Nostro obbiettivo per l’anno prossimo sarà di ottenere o la diminuzione dell’Iva o l’eliminazione del tetto massimo", dichiara Gallesio. Aniem invece chiede quanto meno una definitiva regolamentazione degli sgravi, senza sorprese a ogni Finanziaria: "Che emarginano le aziende più sane, con forze lavoro stabili, quindi meno capaci di adattarsi a questi continui cambi di strategia del governo", spiega Ruta e neanche il Durc (Documento unico regolarità contributiva) che entrerà in azione dal 1° gennaio 2006 sembra uno strumento utile in tal senso: "Perché finchè la congruità resta sospesa saranno sempre i furbi ad avere ragione", conclude Gallesio.
Italia Oggi, 9 novembre 2005. Uno sportello per le comunità montane. Dal primo dicembre lo sportello di orientamento e sostegno delle micro-imprese della comunità montana Valli Orco e Soana, a Locana, in provincia di Torino, attivato nell’ottobre 2003 in collaborazione con la Cna Torino, sarà connesso, primo in Piemonte e tra i primi in Italia, con la rete "Telemaco" della Camera di commercio. Potrà emettere, al solo costo dei diritti di segreteria, tutti i certificati di competenza camerale, in bollo e carta libera. Come ha sottolineato il presidente della comunità montana, Marino Ceretto, "dal 1° dicembre, qualsiasi cittadino e qualsiasi imprenditore del territorio, ma anche qualsiasi notaio o studio professionale, potrà ottenere direttamente presso la sede della comunità montana, senza bisogno di recarsi a Ivrea oppure a Torino, una visura camerale oppure un altro certificato camerale, fra tanti comunemente richiesti alle imprese dalle pubbliche amministrazioni fino alle banche". Un servizio utile e intelligente che va ad affiancarsi a quello recentemente avviato dalla comunità montana in sinergia con l’Agenzia delle entrate che permette, sempre presso di Locana, di ottenere l’attribuzione di una nuova partita Iva a un imprenditore o un lavoratore autonomo. L’attività dello sportello per le micro-imprese così di un nuovo servizio che dovrebbe incrementarne ulteriormente l’attività, già estremamente significativa. Nel solo periodo gennaio-luglio 2005, lo sportello ha infatti accolto 44 utenti, di cui 36 imprese. Tra le richieste delle imprese prevalgono quelle legate alle informazioni sui finanziamenti agevolati. Come ha spiegato il segretario della comunità montana Gualtiero Fasana, a fronte di uno stanziamento diretto a 80 mila euro da parte dell’ente, "sono stati attivati sul territorio investimenti per circa 400 mila euro". Sono state dieci le aziende beneficiarie del primo bando del fondo rotativo, ma nel prossimo semestre, con il rientro del 50% dei fondi già stanziati, si renderanno disponibili nuove risorse per le imprese. Comunità montana e Cna puntano però a incrementare quanto prima la dotazione finanziaria del fondo rotativo per arrivare, come ha auspicato il presidente dell’Ufficio territoriale di Ivrea della Cna Franco Gori, "a erogare i finanziamenti alle imprese direttamente allo sportello, senza dover ricorrere a nuovi bandi".
Italia Oggi, 18 ottobre 2005. Basilea 2, si al Fondo. Semaforo rosso della associazioni artigiane piemontesi alla Banca pubblica di garanzia in vista di Basilea 2. Via libera, invece, al Fondo pubblico che dovrà garantire i Confidi. In Piemonte si sta sviluppando una forte confronto tra il mondo imprenditoriale e la regione per la riorganizzazione del sistema di garanzia per le imprese in vista dell’entrata delle nuove regole di Basilea. Alcune proposte non hanno però incontrato il consenso di Cna e Confartigianato, le quali hanno espresso il loro dissenso negli incontri avvenuti con l’assessore regionale alle attività produttive Gianluca Susta. "Abbiamo preso atto con soddisfazione", hanno dichiarato i presidenti di Cna e Confartigianato, Sebastiano Consentino e Mario Giuliano, "nel corso del recente incontro con l’assessore Susta, del superamento, dell’ipotesi di una società unica che avrebbe dovuto inglobare tutti i Confidi esistenti, e, al tempo stesso, ci siamo dichiarati disponibili a discutere del fondo pubblico di garanzia alla cui costituzione daremo il nostro contributo già a partire dalla commissione tecnica convocata per lunedì prossimo". I presidenti delle due confederazioni hanno ribadito il ruolo fondamentale del credito per realizzare investimenti, ampliare e innovare la produzione, raggiungere nuovi mercati. Per questo Cna e Confartigianato hanno cercato in questi ultimi anni di adeguarsi ai dettami di Basilea 2 realizzando importanti processi di fusione che hanno portato le iniziali 20 cooperative di garanzia piemontesi ad aggregarsi in quattro Confidi che diventeranno due nel 2006. In Piemonte i Confidi di Cna e Confartigianato annoverano complessivamente 51.078 soci al 31 dicembre 2004 rispetto al totale di 55.753, pari al 92% dell’intero sistema dei Confidi di emanazione associativa. I Confidi artigiani hanno dimostrato di essere una rete efficiente e capillare che ha stabilito un rapporto corretto e trasparente con gli associati aiutandoli a compiere le scelte migliori, assistendoli nel rapporti col sistema bancario e assicurando un costo del credito inferiore a quello normalmente praticato con bassissime insolvenze. "Ci sentiamo quindi a pieno titolo", affermano i presidenti regionali di Confartigianato e Cna, Giuliano e Consentino, "attori di un processo di crescita, di valori e di cambiamenti fondamentali. Siamo contrari", hanno proseguito i due presidenti, "alla ricapitalizzazione di Eurofidi con risorse pubbliche se questo si traduce in un ulteriore taglio alle risorse destinate all’artigianato già sensibilmente ridotte in seguito all’assestamento 2005 del bilancio regionale". Giuliano e Consentino hanno auspicato, infine, la ripresa di un confronto (che ritengono sarà sicuramente positivo)ai diversi tavoli concertativi regionali nell’interesse dell’economia regionale e delle piccole imprese piemontesi.
Italia Oggi, 13 ottobre 2005. Il Dop sbarca nell’Uae. I prodotti alimentari di qualità stanno riscuotendo un crescente consenso negli Emirati Arabi Uniti (Uae) grazie alle sinergie che stanno nascendo nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza. E l’artigianato si sta accreditando tra i veri protagonisti della scalata in atto al mercato emiratino. Sull’onda lunga del successo del made in Italy, la Camera di commercio italiana negli Emirati Arabi e nei paesi del Golfo, in collaborazione con Promos, Agenzia speciale della camera di commercio di Milano, ha organizzato recentemente una missione di dieci imprenditori espressione di Federlombardia Confagricoltura. Molti i prodotti rappresentati, tutti contraddistinti dalla Denominazione di origine protetta (Dop) (bresaola, Grana Padano, riso carnaroli, taleggio, panettone milanese) e tutti rigorosamente assaporati nel corso di numerose cene ufficiali che si sono svolte nei più eleganti ristoranti italiani di Dubai e Sharjah in presenza del presidente e del segretario generale della Camera di commercio italiana negli Uae, Piero Ricotti e Mauro Marzocchi, del direttore generale della camera di commercio di Dubai, Abdul Rahaman Al Mautaiwee, e di rappresentanti del consolato italiano. Come spiega Mauro Marzocchi, segretario della Cciaa di Dubai, già responsabile export della Cna di Torino, tra gli ideatori della Camera di commercio negli Uae, "nel 2000 in tutti gli Emirati erano presenti non più di dieci ristoranti italiani, oggi se ne contano almeno 70". E lo sviluppo della ristorazione italiana degli Uae fa da traino ai prodotti alimentari di qualità, accanto a una vera e propria esplosione del fenomeno della grande distribuzione organizzata. I francesi di Carrefour, gli inglesi della Spinneys e gli indiani della Choitram sono ormai leader nel commercio al dettaglio e possono facilitare la penetrazione dei prodotti italiani tra i consumatori locali. Secondo Marzocchi "le maggiori chance le hanno i prodotti di macchia di grande qualità, proprio quelli tipici dell’agricoltura e di un certo artigianato italiano". Pur essendo ancora prematuro parlare dei risultati economici della missione, il capodelegazione, Pasquale Gervasini, vicepresidente di Federlombarda-Confagricoltura, dichiara a Italia Oggi la sua soddisfazione per l’esito della missione che si inserisce in un lungo percorso di promozione dei prodotti Dop lombardi iniziato quattro anni fa e che ha già toccato Turchia, Usa, Romania, Russia, Giappone. Gervasini sottolinea in particolare la grande apertura degli Uae ai gusti dell’Occidente e dice che si "aspetta di poter avviare rapporti commerciali interessanti".
Italia Oggi, 4 ottobre 2005. Torino conferma Casetta. Federico Casetta, 64 anni costruttore edile di Cambiano, in provincia di Torino, è stato confermato alla guida della Cna Torino, assieme al segretario provinciale Paolo Alberti. La nomina è avvenuta al termine dei lavori dell’assemblea quadriennale elettiva che si è svolta domenica 2 ottobre, a Torino, in presenza di quasi 200 imprenditori delegati e numerosi imprenditori, personalità e rappresentanti delle istituzioni e del segretario generale della Cna nazionale Gian Carlo Sangalli. Cavaliere del lavoro, Casetta è dirigente della Cna dai primi anni 80 e ha ricoperto importanti incarichi a livello nazionale, regionale e provinciale. Presidente regionale per due mandati consecutivi, dal 1994 al 2001, Federico Casetta ricopre di presidente della Cna Torino dal 2001 e rimarrà in carica fino al 2009. L’assemblea elettiva ha confermato anche i dieci componenti della presidenza del primo mandato di Casetta (Claudio Campagnolo, Domenico Ciccaldo, Raffaele di Gregorio, Silvana Neri, Nicola Pugliese, Bruno Scanferla, Pasquale Scarlatelli, Adriano Spada, Rodolfo Suppo e Daniele Vaccarino) a cui si sono aggiunti due nuovi membri, Paola D’Agostin e Ferruccio Trabanelli.
Italia oggi, 30 settembre 2005. Torino parla di economia e indotto Fiat. Lo stato di salute dell’economia torinese e l’economia dell’indotto Fiat saranno al centro dell’assembla quadriennale elettiva della Cna di Torino in programma domenica. A chiudere i lavori che si terranno al centro congressi Torino Incontra sarà il segretario generale della Cna, Gian Carlo Sangalli, alla presenza di oltre 200 imprenditori delegati, in rappresentanza delle sedi territoriali e delle unioni dei mestieri della Cna torinese, per un totale 13.500 soci. Per la Cna si tratta di un importante momento di confronto con le istituzioni, le parti sociali, i media e le altre organizzazioni imprenditoriali. Al centro del dibattito pubblico lo stato di salute dell’economia torinese e piemontese alla luce della vicende Fiat e della crisi dell’indotto, ma anche i primi incoraggianti segni di ripresa che da più parti cominciano ad arrivare. "Consapevole del proprio ruolo e della propria capacità di rappresentanza nei confronti degli artigiani e delle piccole medie imprese, ma anche delle proprie capacità di erogare servizi tradizionali e innovativi a tutte le aziende", commenta il presidente uscente della Cna Torino, Federico Casetta, che si è ricandidato per i prossimi quattro anni, "il gruppo dirigente della confederazione si presenta compatto a raccogliere le nuove sfide della rappresentanza imprenditoriale e pronto a dare il proprio contributo, al fianco delle istituzioni, per favorire lo sviluppo economico della provincia di Torino". A differenza della scorsa scadenza elettiva, nel giugno, 2001 l’assemblea di quest’anno è fortemente caratterizzata da documento di "Riforma del sistema Cna" approvato dalla direzione nazionale, che ha profondamente modificato lo Statuto nazionale.
Italia Oggi, 16 settembre 2005. Vademecum per fare un’impresa. Un vademecu per facilitare la nascita di nuove aziende. E svelare tutte le difficoltà e i segreti del mondo dell’artigianato e della pmi. E’ quanto realizzato dalla CNA di Torino, con il contributo economico della Camera di commercio di Torino: una guida pratica alla direzione d’impresa, dal titolo "Imparo l’impresa", attualmente in distribuzione presso i 22 uffici della CNA a Torino e provincia. Il volume, di 223 pagine, è diviso in quattro capitoli curati da cinque autori, dipendenti e consulenti esterni della CNA, esperti dei problemi dell’impresa diffusa e della piccola impresa, con anni di esperienza maturata direttamente sul campo. La prima sezione, dedicata alla direzione dell’impresa, è stata curata da Livio Montafia e Fulvio Porro; la seconda, dedicata alla "Direzione finanziaria" è a cura di Roberto Bordiga; la terza, sul "Marketing" è di Giovanni Micheletti; la quarta, sulla "Comunicazione d’impresa" è di Vitaliano Alessio Stefanoni. La pubblicazione è nata con l’obiettivo di offrire al mondo dell’artigianato e della piccola impresa uno strumento di agile consultazione in grado di offrire tuttavia elementi utili e operativi per la gestione dell’azienda. Per questo, la guida è ricca di casi aziendali analizzati e scomposti, con riferimento alle varie discipline trattate, per offrire al lettore utili spunti di riflessione per migliorare i processi decisionali interni all’azienda. Il volume può essere ritirato gratuitamente da tutte le imprese iscritte alla Camera di commercio di Torino, e quindi non necessariamente associate alla CNA, rivolgendosi presso uno qualsiasi degli uffici della CNA presenti sul territorio della provincia di Torino.
Italia Oggi, 8 luglio 2005. Il Piemonte a tutto wireless. In Piemonte è in atto una vera e propria rivoluzione informatica che entro il 2007 consentirà la diffusione capillare su tutto il territorio regionale di un sistema di connettività a banda larga e collegamenti wireless. Si tratta del programma Rupar 2, promosso e sostenuto dalla Regione Piemonte, il cui valore complessivo è stimato in 100 milioni di euro, di cui 22 milioni stanziati con fondi Docup-Ue, e i cui primi cantieri partiranno gia entro il 2005. Secondo quanto è emerso da un’indagine dell’Osservatorio Ict Piemonte, nonostante oggi la banda larga abbia i Piemonte una copertura del 75,6% della popolazione e del 78,05% delle imprese, appena il 24,05% del territorio regionale è interessato da questo importante servizio di trasmissione dati e connettività a internet. Il programma Rupar 2 è stato illustrato ieri a Torino dal direttore regionale per le politiche all’innovazione, Sergio Crescimanno, nel corso di un seminario a cui sono stati invitati i rappresentati delle principali associazioni imprenditoriali piemontesi: Unione industriale di Torino, Federapi Piemonte, Cna Piemonte. Il destino di questa importante "autostrada digitale" e della sua capacità di diventare, come auspica la regione Piemonte, un nuovo volano per l’economia piemontese, è infatti legato alla capacità delle associazioni di impresa di far conoscere questa infrastruttura e le sue infinite potenzialità, ma anche di incidere positivamente sul digital divide e di favorire la diffusione della cultura informatica tra le piccole e le microimprese. Proprio a questa tipologia di aziende è infatti principalmente rivolto il progetto Rupar 2 che cerca di supplire alla scarsa redditività del posizionamento dei cavi a fibra ottica nelle aree meno densamente popolate del Piemonte e comunque laddove i tempi di rientro del capitale investito sono troppo lunghi per incoraggiare l’iniziativa privata. E in questo senso, una piena disponibilità, alla veicolazione delle opportunità economiche che potranno nascere a seguito del completamento del progetto Rupar 2 è stata manifestata dal segretario regionale della Cna Pimonte, Michele Sabatino, che ha sottolineato come "le piccole imprese si vedranno messe a disposizione, a costo zero, la connettività a banda larga, con la possibilità di sviluppare on- line servizi ad alato valore aggiunto, ma anche di scambiarsi più rapidamente informazioni e fruire di servizi e-learning". Un’opportunità che grazie ai collegamenti wireless verrà estesa anche alle imprese ubicate in 468 comuni montani.
Italia Oggi, 6 luglio 2005. Fiat non paga e l’indotto va a picco. L’indotto Fiat lancia l’allarme per i ritardi dei pagamenti e denuncia lo stato di crisi. Per gli artigiani e le piccole industrie torinesi dei componenti per le auto, infatti è scattata l’emergenza liquidità, a causa dell’eccessivo protrarsi dei termini di pagamento da parte della società del gruppo Fiat e dei fornitori di primo livello: fino oltre i 200 giorni, contro una media di appena 45 giorni rilevata sul mercato tedesco. E la crisi colpisce almeno il 25% delle 1200 imprese dell’indotto, dimensioni medie piccole, certamente inferiori agli standard europei: ben 900 imprese su 1.200 hanno infatti meno di 50 addetti, per un totale 12.250 addetti; di queste, 350 imprese hanno meno di nove dipendenti e occupano 1.370 addetti. A lanciare l’allarme, al governo nazionale, ma anche alle istituzioni locali e ai mezzi di informazione, è stata ieri la crisi della Cna Torino che sulla crisi dell’indotto continua a non vedere un forte impegno politico del sistema paese nel suo insieme, proprio mentre si moltiplicano le analisi economiche e gli studi sul distretto dell’auto. Le difficoltà delle pmi torinesi sono state illustrate da Enzo Innocente, presidente di Assomeccanica- Cna Piemonte e Bruno Scanferla, vice presidente Assomeccanica – Cna nazionale. Ma anche da Franco Cavaglià, vicepresidente Assomeccanica – Cna Piemonte, Paolo Alberti, segretario Cna Torino e Stefano Busi, segretario Assomeccanica-Cna Torino. "Le aziende artigiane e le piccole industrie dell’indotto auto sono allarmate" hanno detto, "in particolare per la lenta e costante riduzione della locanda generata dalla Fiat e dai suo fornitori di primo livello e dagli effetti che ciò determina dell’artigianato e delle piccole industrie". In questi ultimi anni, molti subfornitori dell’indotto, per non chiudere hanno dovuto ridimensionare l’attività, ridurre i dipendenti, utilizzare gli ammortizzatori sociali. Ora però queste aziende devono però fronteggiare una drammatica crisi di liquidità a causa del mancato rispetto dei termini di pagamento pattuiti. Secondo la Cna piemontese non solo non si rispettano la legge sulla subfornitura, che prevede l’obbligo di pagamento fatture entro 60 giorni e la direttiva Ce sull’applicazione degli interessi automatici sui ritardi, ma assiste a una ulteriore dilazione dei pagamenti fino a 200-230 giorni dalla consegna dei beni. Tutto ciò sta mettendo in ginocchio le aziende più dipendenti dall’indotto locale. E mentre nei mesi scorsi sono emerse proposte per intervenire con sostegni finanziari a favore dei grandi gruppi della componentistica, non si segnalano progetti adeguati per sostenere le aziende dell’artigianato e della piccola industria che si trovano con crediti immobilizzati su cui si sono effettuati i versamenti Iva allo stato. In pratica, le aziende del settore non riescono a ottenere i pagamenti per le commesse effettuate, ma nello stesso tempo devono anticipare su queste stesse commesse. Pertanto, la Cna di Torino e del Piemonte chiedono al governo e alle istituzioni locali (comune e provincia di Torino, regione Piemonte) misure urgenti per applicare la disattesa legge sui pagamenti e correggere le storture più assurde come l’anticipo Iva su ricavi non realizzati; agevolare l’accesso al credito alle imprese operanti nella filiera dell’auto costituendo un fondo di garanzia che favorisca l’intervento diretto dei Confidi piemontesi per la riassicurazione dei crediti verso le banche; operare nei confronti delle banche per ripristinare lo sconto fatture e per una gestione responsabile dell’esposizione debitoria delle aziende evitando la loro segnalazione alla centrale dei rischi come previsto da Basilea 2. Cna chiede, infine, che tutte le politiche nazionali e locali a favore del settore auto incentivino la cooperazione tra le imprese, in modo da favorire la nascita di consorzi e fusioni in grado di incrementarne la massa critica.
Italia Oggi, 6 luglio 2005. Sangalli (Cna) sommerso da debellare. "il sommerso è una piaga per il nostro paese e come tale va debellata". Questo il monito lanciato da Gian Carlo Sangalli. Segretario nazionale Cna, a una platea di quasi 500 persone che affollava il teatro delle Muse di Ancona sabato scorso per i festeggiamenti del 60° anno della Cna provinciale. "Insieme ai consumatori le prime vittime del lavoro nero", ha proseguito Sangalli. "sono proprio le piccole imprese che si trovano così costrette a pagare un prezzo altissimo per la correttezza della loro attività. E’ in verità nessun governo ha mai fatto nulla di concreto contro questo fenomeno". Del peso delle piccole medie imprese per il buon funzionamento della nostra economia ha parlato anche il presidente provinciale Renato Picciaiola nel suo intervento di apertura, durante il quale ha ricordato che dopo pausa estiva, riprenderà per la Cna provinciale la serie di congressi che vede l’associazione rinnovare i propri organismi dirigenti a tutti i livelli. Picciaiola ha anche ricordato l’impegno della Cna verso il sociale, come la scuola in costruzione in Brasile. La Cna infatti, in questi 60 anni di attività, ha sempre mantenuto viva la sua attenzione sia verso il mondo delle imprese che rappresenta, sia verso i rappresentanti del contesto sociale, istituzionale ed economico, sia verso il territorio, nella profonda convinzione che un imprenditore è, prima di tutto, un cittadino. Anche in questo contesto è stata ribadita l’importanza della collaborazione tra il mondo del lavoro e quello della formazione, quale fondamentale bacino da cui attingere gli imprenditori del futuro, ma anche quale fonte di informazione e di aggiornamento per gli imprenditori di oggi. "Per uscire dalla crisi", hanno detto i vari relatori, "le piccole imprese hanno bisogno di innovazione e ricerca, ma soprattutto di fare sistema".
Italia Oggi, 11 maggio 2005. Credito più facile alle imprenditrici. Si chiama Garanzia Donna ed è un prodotto sperimentale per facilitare il credito alle donne imprenditrici. E’ stato lanciato sulla piazza torinese a partire dallo scorso 1° maggio, festa del lavoro, e venduto da tutte le agenzie e filiali Sanpaolo –Imi e Cogart –Cna, la cooperativa di garanzia di credito del sistema Cna torinese. Il prodotto è nato per rispondere alle piccole esigenze di credito delle donne, per ora fino a un massimo di 10 mila euro. Cifra poco più che simbolica ma che da un segnale nei confronti delle imprese in rosa. L’iniziativa è della Cna, che attraverso il Comitato e insieme a Cogart Cna e Sanpaolo-Imi ha deciso di premiare il lavoro delle imprenditrici che operano in provincia di Torino, garantendo loro una nuova fonte di finanziamento a basso costo, con spese di istruttoria contenute e tasso di interesse vantaggioso. "il problema del credito", spiega Silvana Neri, presidente nazionale del Comitato impresa donna Cna, "è un problema avvertito a tutti i livelli, ma le donne imprenditrici scontano ancora, per motivi culturali, diffidenza e timori che spesso impediscono loro di accedere anche a finanziamenti di modesto importo". Eppure come sottolinea Silvana Neri, "le donne imprenditrici hanno una solvibilità molto elevata, certamente superiore alla media". Come dimostra l’esperienza torinese, "il sistema bancario sta cambiando e inizia a dare più credito alle donne imprenditrici". Garanzia Donna offre linee di credito di modesto importo, ma ridice i costi di istruzione pratica, semplifica tutte le procedure di erogazione e limita al minimo le garanzie richieste. Non solo. Nel costo di attivazione della linea di credito è compreso un servizio di consulenza economico- finanziaria, erogato dalla Cogart Cna, che consente anche all’imprenditrice che si è già vista rifiutare un prestito di mettere in ordine il bilancio aziendale e migliorare il rapporto con la propria banca. Il finanziamento ottenuto non è rimborsabile in 36 mesi ed u tasso di interesse dell’1,75% più l’Euribor a un mese. Inoltre, grazie all’accordo raggiunto tra Cna, Cogart Cna e Sanpaolo-Imi l’imprenditrice non deve pagare nulla se la pratica non va a buon fine.
Italia Oggi, 5 maggio 2005. Piemonte L’Ict rischia di arretrare. Le imprese piemontesi dell’Ict sono a un bivio. Quello che negli ultimi anni è stato, per volume di investimenti e un numero di nuove imprese, uno dei settori più dinamici dell’economia subalpina comincia ad accusare i primi segnali di affaticamento e la fondazione Torino wireless lancia una primo segnale di allarme. Il rischio a breve termine, per 11 mila imprese del settore è quello di un pericoloso arretramento su posizioni di bassa competitività, come emerge da una ricerca condotta dalla fondazione su 189 imprese. Questi segnali della crisi ormai dietro l’angolo: bassa redditività, elevato indebitamento con il sistema bancario, caduta degli investimenti in ricerca e sviluppo (dai 12-17mila euro per dipendente dal 1999 ai 6-12mila euro del 2004 con crescenti difficoltà a finanziare la ricerca), patrimonializzazione sotto gli standard, presenza marginale sui mercati esteri (solo 13% del fatturato deriva da vendite in Europa). E per rispondere a questa crisi Torino wireless propone anche una soluzione: la definizione di progetti pilota per favorire l’aggregazione delle imprese. Una soluzione, questa, che piace al segretario provinciale della Cna Torino, Paolo Alberti, intervenuto alla presentazione della ricerca. Secondo Alberti, infatti l’Ict riflette e amplifica un limite di fondo, tutto italiano, del sistema produttivo, ovvero lo scollamento tra grande impresa e micro-impresa e più in generale tra centri di ricerca pubblici e privati. Uno scollamento che significa mancanza di travaso di Know-How e quindi perdita di competitività dell’intera filiera dell’Ict che va così impoverendosi. "Occorre dunque", secondo Alberti, "una politica nazionale che obblighi le imprese, grandi medie e piccole, a fare sistema". Dalla ricerca condotta da Torino wireless, fondazione nata con l’obbiettivo di creare e sostenere il distretto tecnologico piemontese dell’Ict, favorendo la sinergia tra gli attori pubblici e privati del mondo della ricerca, dell’imprenditoria e della finanza, emerge che la maggior parte delle imprese subalpine dell’Ict realizza software (45%) e in particolare offre soluzioni orientate verso la comunicazione (sms, messenger), i database e la sicurezza informatica. Un significato 34% di imprese produce invece hardware, principalmente nell’area dell’elettronica e dei componenti per il networking e la comunicazione wireless. Tra i fornitori di servizi (21%) spiccano consulenze, system integration e manutenzione tecnica.
Italia Oggi, 21 aprile 2005. Assunzioni on-line per le pmi torinesi. E’ nata IoAssumo, la prima banca dati on-line pensata per rispondere alle esigenze occupazionali degli artigiani e delle piccole medie imprese della provincia di Torino. IoAssumo arriva dall’esperienza della Cna e di Dbm Italia, società specializzata nella consulenza di supporto alla ricollocazione professionale dei lavoratori e nella ricerca di risorse umane. L’iniziativa consente agli artigiani e alle piccole imprese associate alla Cna di accedere periodicamente e in modo totalmente gratuito a un elenco di operai generici e specializzati, impiegati e tecnici, ma anche di manager in attesa di una nuova occupazione . il servizio viene offerto esclusivamente agli imprenditori associati alla Cna e viene erogato solo via e-mail. Per accedere al servizio è necessario contattare l’Ufficio soci della Cna al numero verde 800.81.20.40 e compilare un modulo di adesione in cui si dovranno specificare le generalità proprie e delle impresa e le caratteristiche professionali del lavoratore di cui si è alla ricerca. L’impresa viene così inserita in un database informatico e potrà ricevere, periodicamente, e fino all’eventuale richiesta di cessazione del servizio, una scheda contenente tutti i profili professionali selezionati da Dbm Italia. Nella scheda vengono indicate le generalità del lavoratore, la sua età e il titolo di studio conseguito, la qualifica e la disponibilità oraria e territoriale (part-time; full-time;disponibilità a turni o alle trasferte). Contattando direttamente Dbm Italia l’impresa associata Cna potrà così richiedere il file con i curricula completi dei lavoratori di suo interesse, definendo tempi e modalità per un eventuale colloquio. In virtù di uno specifico accordo siglato con Cna, Dbm Italia offre inoltre alle imprese associate un servizio di ricollocamento del personale qualificato in esubero (out-placement): il servizio è a pagamento, a tariffe speciali riservati ai Soci Cna. Il modulo di adesione alla banca dati IoAssumo è già disponibile in formato pdf sulla home page del sito internet della Cna, all’indirizzo web www.cna.to.it
Italia Oggi, 25 marzo 2005. Check-up sulle finanze delle pmi torinesi. "Il mio check-up finanziario", attivo da marzo è il nuovo progetto organizzato dalla Cna di Torino insieme con la Camera di commercio locale per consentire alle piccole medie imprese piemontesi di effettuare uno screening completo della propria situazione finanziaria: dai conti correnti, ai prestiti a medio lungo- termine, dai leasing all’utilizzo dei finanziamenti agevolati. La Cna di Torino ha messo a disposizione dei piccoli imprenditori un consulente esperto in finanza aziendale che, svolgendo un analisi personalizzata e riservata aiuterà l’impresa a proseguire alcuni importanti obbiettivi: migliorare la capacità di credito; migliorare la liquidità aziendale e l’uso delle fonti di finanziamento; migliorare il rapporto con la banca, risparmiare sugli interessi passivi. E ancora: conoscere e usare i finanziamenti agevolati; conoscere più a fondo il bilancio nella sua parte finanziaria. Il servizio si svolge presso l’impresa o presso la Cna e consiste in una elaborazione dei dati aziendali: numeri e cifre saranno studiati e commentati in alcuni incontri tra l’imprenditore e il consulente che avanzerà proposte concrete di miglioramento della gestione finanziaria. Un’idea, questa, che potrebbe, anche avvalersi dello strumento degli studi di settore, i quali, come spesso hanno sottolineato gli esperti fiscali dell’associazione artigiana, possono essere usati proprio per studiare lo stato di salute aziendale.
Italia Oggi, 23 marzo 2005. L’indotto dell’auto non molla. A Torino l’indotto auto stringe i denti, ma tira avanti. Investiti dalla crisi internazionale e in particolare dalle difficoltà dal gruppo Fiat, artigiani e pmi della filiera metalmeccanica che operano in provincia di Torino stanno reagendo, per sopravvivere, adottando diverse soluzioni: ricerca di sinergie della ricerca scientifica per innovare processi di produzione e prodotti; flessibilità in uscita dal mercato di lavoro, quando sono al di sotto dei 15 dipendenti; delocalizzazione sui mercati esteri, in particolare dell’Esteuropa. "I pagamenti sono sempre più un disastro" spiega il segretario provinciale Assomeccanica-Cna, Stefano Busi, "ma va anche detto che la situazione non migliora nel pubblico impiego, oppure in un settore di punta come l’aeospazio dove Alenia, a Torino paga 180-240 giorni". Siamo quindi in presenza di una crisi generalizzata e comunque a una sostanziale tenuta delle piccole imprese dell’automotive che quando possono cercano anche di difendere le loro maestranze. "Al governo" aggiunge il segretario provinciale della Cna Torino, Paolo Alberti, "chiediamo una politica industriale che incentivi le piccole imprese vero le fusioni e la cooperazione, ma anche verso la ricerca scientifica, rendendo soprattutto più semplice l’incontro con gli istituti di ricerca pubblici". Quella della delocalizzazione all’estero di parti di produzione sembra tuttavia per le piccole imprese più strutturata la strada obbligata per difendere il proprio fatturato, anche a seguito della continua fuoriuscita di pezzi importanti della produzione automobilistica di Fiat dallo stabilimento torinese di Mirafiori verso altri stabilimenti italiani (Cassino, Melfi, Termini Imerese) e stranieri (Brasile, Polonia, Turchia). "Nel futuro", spiega Busi, "non ci sarà più un collegamento diretto tra ripresa della Fiat e ripresa dell’indotto auto torinese". Secondo Bruno Scanferla, titolare della Scanferla Bruno snc di Avigliana, una piccola impresa hi tech di 32 addetti che si occupa di progettazione e produzione di stampi progressivi per la deformazione a freddo delle lamiere per l’industria automobilistica e non, gli artigiani e le pmi "devono imparare a fare massa critica, insieme, per affrontare le sfide della competizione globale, salvaguardando per quanto sarà possibile un’occupazione di qualità in provincia di Torino". L’obbiettivo è quello di delocalizzare pezzi di produzione all’estero, meglio se nella vicina Europa dell’Est, dove è disponibile una forza lavoro qualificata e ancora a buon mercato. Ma per fare questo le piccole imprese devono fare rete con altre imprese dello stesso calibro, "attraverso lo strumento del consorzio, oppure la fusione". La scelta che hanno oggi molte imprese dell’indotto, spiega Scanferla "è quella di investire sul futuro insieme ad altre imprese del territorio, oppure mettere in conto di dover cedere l’attività a qualche pmi straniera nel giro di pochi anni". E proprio Scanferla sta avviando, insieme alla Tecno Bajardi di snc di Torino, un progetto di produzione industriale per delocalizzare parti di produzione seriale a basso valore aggiunto in Slovacchia, sfruttando il differenziale sul costo della manodopera. La Tecno Bajardi è un’impresa di 24 addetti che progetta e costruisce stampi per materie plastiche e pressofusioni. Il titolare Enzo Innocente, spiega che le piccole imprese devono seguire la strategia già adottata dalle grandi imprese, delocalizzare dove la forza lavoro è meno cara, "andando a ricostruire all’estero preziosi rapporti di fornitura e relazioni con le grandi imprese europee dell’auto e con le pmi dell’indotto spendibili anche sul mercato torinese e italiano".
Italia Oggi, 16 marzo 2005. Supplente d’azienda. Prima in Italia, Torino sperimenta un nuovo servizio per consentire alle donne imprenditrici di diventare mamme senza dover rinunciare alla propria attività. Attraverso il progetto europeo Equal "Da donna a donna" che vede coinvolti Francia, Italia e Spagna è stato sviluppato, a Torino, il concetto, "di figura di sostituzione", coniato dalla legge italiana 53/2000, ma rimasto fino a oggi lettera morta. Il progetto, per la verità aperto anche alle esigenze degli imprenditori uomini, intende sperimentare la desiderabilità da parte del mercato di figure sostitutive in grado di rimpiazzare temporaneamente l’imprenditrice o l’imprenditore che devono assentarsi per motivi di formazione, di malattia o per maternità (casi previsti dalla 53/2000). Partendo dall’esperienza della Cna Torino, partner del progetto insieme, a Cna servizi, e in particolare del Comitato impresa donna della Cna torinese, è stato possibile predisporre un questionario compilato da 60 imprenditrici da cui è emersa la grande difficoltà in cui si sono trovate molte imprenditrici quando hanno deciso di avere un figlio. Difficoltà che spesso è sfociata nella chiusura dell’attività, oppure in una sua sospensione con conseguenti danni economici in fase di riapertura. Visto da un punto di vista sociale, il problema è però ancora più ampio. Come spiega a Italia Oggi la presidente nazionale del Comitato impresa donna, Silvana Neri, "se già il 24% delle imprese italiane è donna, nella maggior parte delle altre imprese le donne sono spesso socie, coadiuvanti". Insomma, un esercito di donne lavora tutti giorni nelle aziende italiane e contribuisce alla crescita del pil nazionale e le difficoltà a conciliare i tempi del lavoro come i tempi della famiglia, sottolinea Silvana Neri, "si traducono spesso in una scarsa propensione ad avere figli; una tendenza che va invertita con provvedimenti di questo tipo, soprattutto in relazione al continuo incremento del lavoro autonomo tra le donne". Torino si propone così città pilota a livello nazionale, anche sulla base dell’esperienza già maturata in Francia, per sviluppare la figura di sostituzione in azienda. Per il momento il progetto "Da donna a donna" ha coinvolto un’imprenditrice torinese che presto diventerà mamma e una donna che la sostituirà in azienda con mansioni tecnico-amministrative. Il progetto consentirà in questo senso di valutare fino a che punto è possibile delegare funzioni vitali dell’impresa a una persona esterna e quali modalità contrattuali possono garantire nel migliore dei modi sia l’imprenditrice sia la figura sostitutiva. Allo stato attuale, come spiega il responsabile del progetto Equal per la Cna Torino, Giuseppe Morena, "in questi primi tre mesi di sperimentazione sono emerse alcune criticità,solo in parte risolte, anche se in prospettiva appare concreta la possibilità di andare a creare una banca dati che permetta l’incontro tra domanda e offerta". Una banca dati che potrebbe essere gestita dalla Camera di commercio di Torino, dagli enti bilaterali, oppure anche da un’agenzia privata.
Italia Oggi, 9 marzo 2005. Torino, Ztl aperta agli impiantisti. Stop alle multe per gli artigiani impiantisti del settore termo-gas idraulico nella zona a traffico limitato (Ztl) del centro storico di Torino. Grazie all’intervento della Cna, attraverso la propria associazione di mestiere, Anim-Cna, i transiti nell’Area Ztl dettati dagli impegni professionali degli artigiani saranno d’ora in poi soggetti all’esenzione a posteriore delle multe. Cna ha infatti sollecitato città di Torino e Gruppo torinese trasporti (Gtt) per andare a colmare un vero e proprio vuoto normativo a danno della categoria. Con l’entrata in funzione delle nuove telecamere che sorvegliano il transito nelle aree Ztl di Torino sono, infatti, state previste esenzioni a posteriori per chi ha cambiato auto, per chi ha l’auto dal meccanico, per le aziende che hanno cantieri in centro, per i carri attrezzi, ma non per gli impiantisti manutentori del settore termo-gas idraulico che praticamente raggiungono i loro clienti del centro storico per la manutenzione periodica degli impianti e per affrontare le emergenze. Le necessità di raggiungere il cliente con il proprio autoveicolo è dettata dalla necessità di disporre tutta la strumentazione per il controllo e la riparazione degli impianti e questo indipendentemente dal fatto che lo stabile del cliente si trovo lungo una via a traffico limitato o addirittura riservata solo ai messi pubblici. Molti impiantisti hanno così collezionato in questi mesi dalle 40 alle 100 multe, con un corrispondente esborso di alcune migliaia di euro. A seguito di un incontro chiarificatore con alcuni dirigenti della città di Torino e del Gtt. È così stata pienamente approvata l’idea della Cna di assicurare l’esenzione ai posteri del pagamento delle multe anche per tutti gli impiantisti manutentori che nei 20 giorni successivi alla violazione sono in grado di provare, tramite fattura o ricevuta fiscale, che questa infrazione a avvenuta a seguito di un intervento presso un cliente . Cna, d’intesa con il comune e Gtt, ha così predisposto un modulo che deve essere inoltrato via fax (011. 568.30.25) per giustificare, con documentazione idonea allegata, che la violazione è avvenuta per doveri professionali. I moduli sono a disposizione di tutte le imprese contattando la Cna, via Avellino 6, Torino, telefono 011.46 17.604; i moduli sono anche scaricabili dal sito web della Cna (www.cna.to.it).
Italia Oggi, 5 febbraio 2005. Pmi piemontesi, occasioni in Cina. A conclusione di una fitta settimana di incontri, con enti, istituzioni locali e imprese da parte della delegazione cinese della provincia del Liaoning in visita a Torino e in Piemonte, la Cna ha siglato due importanti accordi con il Deputy governor dell’Administration committee of Shenyang economic and technological development area, Zhou Hang. Un accordo diretto, firmato giovedì sera dal segretario della Cna, Paolo Alberti, in presenza del vicepresidente della Camera di commercio torinese, Daniele Vaccarino, e del vice presidente della Cna Torino, Bruno Scanferla. È un secondo accordo, firmato dal segretario provinciale di Assomeccanica-Cna, Stefano Busi, insieme a I3P (l’incubatore del Politecnico di Torino) e al Corep. Investire a Shenyang significa, tra l’altro, beneficiare di una totale esenzione fiscale sugli utili prodotti per i primi due anni di una riduzione del 50% dal terzo al quinto anno; tutto questo accanto alla presenza di una manodopera locale preparata a buon mercato e a un costo al metro quadro degli immobili mediamente inferiore dell’80% rispetto a Torino. La provincia cinese del Liaoning intende concentrarsi sullo sviluppo economico e tecnologico di alcuni settori: automotive, impiantistica, alimentare e packaging, chimica e medicina, abbigliamento- tessuti, elettrodomestici per la casa e informatica. Tra i maggiori investitori internazionali presenti a Shenyang vi sono General Motors, Bmw, Alcatel, Bridgestone, Basf e il gigante francese della distribuzione alimentare Carrefour. Rimane comunque un dato di fatto. La presenza delle imprese straniere nel Lianoning è ancora piuttosto limitata e ciò rende questa parte della Cina particolarmente interessante per le Pmi italiane che più facilmente possono riuscire a stipulare accordi di collaborazione con imprese cinesi. Oggi a Shenyang sono presenti appena dieci imprese italiane, di cui solo una torinese. Cna sta così cercando di sviluppare le relazioni industriali tra gli artigiani e le Pmi del torinese e la provincia del Liaoning. A questo proposito, la Cna ha già presentato in Piemonte un progetto in fase di approvazione in ambito Docup che prevede l’apertura di un desk della Cna Torino a Shenyang, un’area dove oggi il sistema Piemonte è completamente assente. Una nuova missione di imprese piemontesi a Shenyang, dopo quella dell’ottobre 2004, è prevista per giugno- luglio di quest’anno.
Italia Oggi, 1 febbraio. Torino-Shenyang Pmi a confronto. A distanza di 20 anni dal gemellaggio tra la città di Torino e la cinese Shenyang ripartono con forza in questi giorni le relazioni economiche e culturali del Torinese e la provincia del Liaoning, un area di 50 milioni di abitanti a circa 1.000 chilometri a nord di Pechino, al confine con la Corea del Nord e con sbocco sul Mar Giallo. Su invito del patto territoriale Torino su e della Cna Torino, per un’intera settimana, a partire da ieri, una delegazione ufficiale di politici e tecnici cinesi, tra cui il vicesindaco del comune di Shenyang, Gu Chun Li, e il vicedirettore del dipartimento per gli investimenti Europa e America per l’area centrale di sviluppo industriale di Tiexi, Ma Yuzhi, visiterà i principali comuni della provincia di Torino, e in particolare di quelli aderenti al Patto territoriale, e quindi Chieri e Moncalieri, incontrando amministratori pubblici e imprenditori interessati a sviluppare relazioni commerciali, ma anche a investire in una delle province cinesi meno inflazionate dagli investimenti stranieri, in particolare, sono previsti incontri, con i dirigenti di Finpiemonte, Itp agency (agenzia per la promozione degli investimenti in Piemonte), il centro estero delle camere di commercio piemontesi, il Politecnico di Torino con il relativo incubatore di imprese innovative e l’agenzia per la promozione turistica del torinese, Turismo Torino. Come ha spiegato alla stampa Gu Chun Li, la provincia di Liaoning intende concentrarsi su alcuni settori: automotive, impiantistica, alimentare e packaging, chimica e medicina, abbigliamento-tessuti, elettrodomestici per la casa e informatica. Il settore dell’automotive, in modo specifico, vede la città di Shenyang in forte crescita, con sette stabilimenti di costruttori di auto, alcuni dei quali nati da accordi industriali con colossi stranieri come General motors e Bmw, mentre l’indotto della componentistica conta già 300 Pmi. Cna, in particolare, sta cercando di sviluppare le relazioni industriali tra artigiani e pmi del torinese e la provincia del Liaoning anche al di la dell’azione del Patto territoriale Torino sud di cui è membro. A questo proposito, la Cna ha già presentato in Regione Piemonte uno specifico progetto in fase approvazione in ambito Docup. La delegazione cinese era stata preceduta a ottobre 2004 da una visita ufficiale di rappresentanti del Patto territoriale Torino sud, tra cui il sindaco di Chieri, Agostino Gay, Cna e Coldiretti.
Italia Oggi, 13 gennaio 2005. Una camera italiana a Dubai. Parte l’attività della Camera di commercio italiana per gli Emirati arabi e i paesi del Golfo con sede a Sharjah. Prima in quell’area del mondo la camera aderirà nel corso di quest’anno ad Assocamere estero, l’associazione delle camere italiane all’estero in tutto il mondo. E nel 2006 inizierà l’iter di riconoscimento del ministero delle attività produttive, la nuova struttura è la naturale trasformazione di Italy in Emirates, ufficio di promozione inaugurato nel marzo 2000 nell’emirato di Sharjah, per aiutare le imprese italiane a inserirsi in maniera stabile in un mercato in forte espansione come quello degli Emirati Arabi. Realizzato grazie al finanziamento della regione Piemonte e dell’Ice, nel 2003 Italy in Emirates, un progetto elaborato e realizzato da Cna, ha esteso la propria competenza in tutti gli emirati, con il supporto del governo di Sharjah. "In questi anni ha collaborato attivamente con l’Ice di Roma e di Dubai, con il ministero delle attività produttive e con l’ambasciata e il consolato italiano negli emirati, spiega il segretario generale della camera Mauro Marzocchi. Grazie al progetto negli emirati è stata data assistenza a circa 200 aziende italiane, alcune delle quali hanno creato società in loco e sono state oltre 600 le aziende locali con cui sono stati realizzati contatti operativi. Oltre alle iniziative di taglio tipicamente commerciale, sono state numerose quelle realizzate a livello culturale - economico come, per esempio il seminario - esposizione di Giugiaro a Dubai o la mostra del recupero della Reggia di Venaria a Sharjah. "La manifestazione che ha dato maggiore visibilità e soddisfazione alle imprese italiane e alla camera è stata l’ideazione e la co-organizzazione (con Artex e ExpoSharjah) di Italian life style in the Emirates, la prima fiera italiana del settore casa e alimentare tenutasi negli Emirati", chiarisce Franco Biagi presidente di Artex, "un’iniziativa in cui Cna è stata affiancata da Confartigianato per una rappresentanza complessiva di circa 800 mila imprese con oltre 1.000 uffici in Italia". Alla prima edizione 2004 hanno partecipato 120 aziende italiane, con il supporto ufficiale del ministero attività produttive. "la Camera di commercio italiana negli emirati" chiarisce il presidente Piero Ricotti, "nata con l’appoggio della camera di commercio di Sharjah, con l’adesione di numerosissimi soci imprenditori e soci istituzionali italiani e locali, non potrà che proseguire fortemente l’attività svolta finora, svolgendo un ruolo di primo piano nell’interscambio commerciale e culturale fra i due paesi. I soci della camera emiratini che intendono sviluppare i rapporti con l’Italia, grazie a noi, potranno contare su un punto di riferimento che consente un’approfondita conoscenza dell’imprenditoria italiana e del sistema Italia". Secondo i responsabili della nuova Cciaa è forte anche la volontà di collaborare nella realizzazione delle iniziative con le istituzioni (ambasciata, consolato, Ice) e le associazioni italiane presenti sul territorio come i Business council e l’Associazione culturale italiana. "Grazie alle iniziative della nuova camera", interviene Filippo d’Andrea responsabile per l’internazionalizzazione della Cna, "verrà rafforzata l’immagine delle aziende italiane presenti negli Uae presso le istituzione e l’imprenditoria locale". La prima assemblea generale della camera si è tenuta lo scorso 20 dicembre a Sharjah alla presenza di numerose aziende locali e dei rappresentanti di istituzioni emiratine come il ministro delle comunicazioni e dei trasporti Al Mansour, il presidente della camera di commercio di Sharhaj Al Midfa e italiane come Andrea Mitolo dell’ambasciata italiana e il direttore dell’Ice Dubai Ferdinando Fiore. Lo staff della camera di commercio è costituito attualmente da sei persone, grazie alle quali continueranno a essere erogati i servizi di assistenza reale alle aziende di entrambi i paesi, come per esempio la ricerca di partner, importanti o agenti, l’organizzazione di missioni commerciali e governative da e per l’Italia, ricerche di mercato, assistenza legale e fiscale, assistenza fieristica, eventi culturali. |