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Anno 2005 - La Stampa
 

La Stampa, 20 dicembre 2005. Con il progetto Dedalo l’immigrato fa impresa. Al convegno promosso in occasione della I Giornata dell’immigrazione, Cna e SanPaolo Imi hanno proposto il bilancio dei loro servizi per i cittadini immigrati. Attraverso il progetto Dedalo, avviato nel 2000, fino al dicembre 2004 la Cna ha incontrato 965 stranieri interessati alla creazione d’impresa e ha fatto nascere 146 imprese. Al Multiethnic Point Sanpaolo Imi attivo in piazza della Repubblica dal giugno 2004 sono stati aperti 300 conti correnti intestati a titolari provenienti dal oltre 15 Paesi extraeuropei e sono stai erogati finanziamenti per 4.2 milioni di euro. Dedalo, in corso Brescia 75, offre consulenze e servizi a tutto campo: dalla regolarizzazione del soggiorno fino alla creazione d’impresa. E proprio su questo punto la collaborazione Cna- Sanpaolo Imi sarà particolarmente forte.

La Stampa, 30 novembre 2005. L’antica ricetta della birra di Vaie. Bionde, brune e rosse adesso le trovate a Vaie. Dopo Chiusa San Michele e prima di Sant’Antonino di Susa, in questo piccolo centro della Valsusa è nato un microbirrificio, il SorA’ laMA’ che parte alla conquista del mercato nazionale proponendo birre vive e crude di alta qualità. Ideatore e proprietario è Davide Zingarelli, 35 anni ingegnere meccanico ad indirizzo automazione che ha abbandonato i regoli per intraprendere questa avventura. In questo mondo, dove si parla quasi sempre di vino, scoprire che ci sono giovani che decidono di uscire dal seminato per "gettarsi" anima e corpo in un progetto non semplice da affrontare ha il suo fascino. In provincia di Torino risultano iscritti all’Albo solo due burrifici, il Grado Plato di Chieri di Sergio Ormea e il Richetto di Avigliana, di Pier Carlo, che produce anche bibite. Dice Alessio Stefanoni, responsabile della comunicazione degli artigiani della Cna: "Quella dei burrifici artigiani è un’attività emergente in provincia di Torino. La sollecitazione arriva dai consumatori che chiedono birre diverse, non industriali, dal sapore deciso e originale". Il microbirrificio SorA’ laMA’ ha proprio questa finalità. Il suo nome significa signor Athos e la Mamma (sono i soprannomi delle persone che hanno studiato le ricette di questa birra) e adesso ha tutte le intenzioni di conquistare prima il fondovalle poi l’intero Paese. Dice Davide Zingarelli: "Antica e semplice la ricetta di questa birra: acqua che bolle, orzo che fermenta, aggiunta di luppolo come per il the e lievito di birra che si deposita sul fondo della bottiglia, fantastico per la salute". A Vaie con Davide c’è anche Ivana Baesi, 41 anni, responsabile commerciale: "La nostra produzione sarà sempre limitata a 300 litri annui. Saremo quindi costretti a selezionare i locali a cui fornire il prodotto". E a completare il team di Vaie c’è anche Lorenzo Turco, il mastro birraio. E le birre prodotte? Splash! (dai profumi delicati di frumento), Slurp! (chiara con profumi di luppolo), Glu Glu! (chiara doppio malto), Wow (rossa doppio malto), Ooh! (ambrata, triplo malto con con concentrato di profumi fruttati), Mmm! (scura con intensi profumi tostati di caffè, liquirizia e cacao), Hurrà! (ad alta percentuale di castagna, dal sapore intenso e caldo), Gulp! (fermentata in presenza di frutta).

La Stampa, 6 novembre 2005. Sportello per imprese delle Valli Orco e Soana. Finora, chi ha un’impresa nelle valli Orco e Soana era costretto a perdere almeno una mezza di giornata di lavoro e andare a Ivrea a Torino per farsi preparare un qualsiasi certificato: ad esempio l’attestato di iscrizione alla camera di commercio, richiesto dalla pubblica amministrazione per accedere a un bando di gara o dalle banche per ricevere un finanziamento. Buone notizie: il 1° dicembre, negli uffici della comunità montana, nasce uno sportello apposito per coprire un gap che si era fatto pesante, visto che da tempo si parla di rilancio e valorizzazione delle piccole e medie aziende locali. Grazie a un progetto messo a punto con la Cna, confederazione nazionale dell’artigianato e delle piccole medie imprese, i computer della sede di Locana saranno collegati direttamente con la Camera di commercio e ci vorrà un attimo per ricevere tutti i documenti necessari. Non basta: presto verrà organizzato un ciclo di seminari informativi destinato ai titolari delle società che lavorano nelle due valli. C’è da dire che questo è soltanto l’ultimo risultato di una collaborazione tra il parlamento delle valli Orco e Soana e il Cna che dura da tre anni. il primo passo era stata l’introduzione di un servizio di orientamento e sostegno alle microimprese attraverso uno specifico "fondo di rotazione"; un altro sportello ad hoc si occupa anche di consulenze al credito agevolato e digestione monetaria delle aziende. Dopo la pubblicazione di un bando per la concessione di anticipazioni finanziarie gli imprenditori hanno potuto su un contributo complessivo di 80 mila euro, e hanno risposto con investimenti che già superano i 400 mila.

La Stampa, 3 novembre 2005. Gli artigiani corteggiati dalla Cina. Una delegazione della città cinese di Shenyang (la quinta del paese con 8 milioni di abitanti) è in questi giorni a Torino per stringere accordi con imprenditori piemontesi. La delegazione composta da Zhou Hang, responsabile della promozione investimenti, e dai suoi collaboratori Ma Yuzhi, e Derrik Du, è accompagnata dal consigliere regionale Giovanni Pizzale (Italia dei Valori) e si prefigge di incentivare l’apertura in Cina di un ufficio della Cna (Confederazione nazionale artigiani) a favorire la nascita in Cina di aziende artigiane e industriali, sull’esempio di quanto già fatto da altre imprese europee, come la tedesca Bmw. Una collaborazione che non deve spaventare il Piemonte: "L’unico modo per garantire al Piemonte un futuro economico certo - dice infatti Pizzale - è stringere rapporti commerciali con la Cina e con gli altri mercati emergenti".

La Stampa 4 ottobre 2005. Casetta riconfermato presidente Cna. Federico Casetta 64 anni, costruttore edile, è stato confermato presidente della Cna insieme al segretario provinciale Paolo Alberti. La nomina è avvenuta al termine dei lavori dell’assemblea quadriennale alla quale hanno partecipato 200 delegati.

La Stampa, 6 luglio 2005. Indotto auto un’azienda su 4 è in crisi. Per la Cna "c’è una situazione allarmante per le aziende artigiane e le piccole industrie dell’indotto auto a causa della riduzione della domanda locale da parte della Fiat e dai fornitori di primo livello". La crisi tocca il 25% delle 1.200 imprese torinesi con difficoltà nella liquidità e con "termini di pagamento che superano i 200 giorni". Secondo l’associazione occorre passare "dalle analisi e gli studi sul distretto dell’auto a proposte concrete". Propone di "applicare la disattesa legge sui pagamenti e correggere le storture più assurde come l’anticipo Iva sui ricavi non realizzati; agevolare l’accesso al credito alle imprese della filiera dell’auto". La Cna sollecita anche specifiche iniziative in favore del polo della componentistica auto torinese: una strada che passa dal "rilancio del sito produttivo di Mirafiori da parte della proprietà".

La Stampa, 17 maggio 2005. Vertenza bisarche, lo sciopero continua. La perdita economica per i bisarchisti fermi ormai da tre settimane, è pesante se si considera che un mezzo fattura 13 mila euro la mese. E in questi giorni di blocco dell’attività chi ha dei dipendenti li paga comunque perché nel settore non c’è la cassa integrazione. Ieri mattina i dirigenti della Fita-Cna (che rappresenta sia a livello nazionale sia a quello locale) la stragrande maggioranza della categoria –composta da 700 aziende in Piemonte con mille addetti e da 3 mila in Italia – hanno spiegato le ragioni della loro lotta giunta alla quarta settimana e che ha bloccato nei piazzali in tutto il paese Italia oltre 100 mila auto. La prima preoccupazione è rivolta ai lavoratori della Fiat di Melfi e Suzzara – e a quelli di Mirafiori che se la vertenza non si concluderà rapidamente resteranno a casa – che sono in cassa integrazione. A loro Franco Palese, segretario regionale piemontese della Fita-Cna, dice: "Non siamo noi la causa della cassa, ma le aziende: noi avevamo avvertito a gennaio, a febbraio, a marzo che senza un accordo saremmo stati costretti a fermarci; nessuno ci ha risposto. Non abbiamo potuto evitare il fermo". E aggiunge: "Siamo i primi interessati a un esito felice e rapido della vertenza, ma giovedì scorso nel primo incontro al Ministero, il sottosegretario Uggè non ha fatto una mediazione seria, ma ha continuato a saltare dal tavolo con noi a quello con i committenti, cioè le aziende intermediarie tra le case costruttrici e le imprese di autotrasporto". Le richieste dei bisarchisti sono un aumento delle tariffe del 10% - considerando che il solo gasolio è lievitato del 22% in un anno – il rispetto delle intese tariffarie che invece, secondo la Fita, non viene osservato da molte aziende committenti. L’associazione artigiana ritiene anche che i produttori debbano rispondere dalle tariffe applicate dalle imprese a cui affidano la logistica della loro auto. Oggi l’associazione di categoria scriverà a Presidenti di Regione e Provincia Bresso e Saitta e sindaco sollecitandoli "a far sentire la loro voce al governo perché la situazione è gravissima, se il blocco continua la ripercussione sulle aziende sarà molto pesante, anche sull’indotto". E’ probabile anche che nei prossimi giorni venga organizzata una nuova manifestazione forse come quella della scorsa settimana quando una trentina di bisarche hanno percorso la città da Nord a Sud a passo di lumaca e clacson spiegato. Ma è diffusa nella categoria la speranza che nel giro di 48 ore si possa arrivare a una nuova convocazione al Ministero. Dice Franco Palese: "Questa volta speriamo che il sottosegretario non millanti intese con le aziende produttrici come ha fatto la volta scorsa mandando a rotoli la trattativa". Palese polemizza anche con la Fiat: "Negli ultimi anni è passata dalle 6-7 aziende che utilizzava prima alle circa 30 attuali, piccole e che spesso utilizzano addirittura imprese monoveicolari senza rispetto del contratto".

La Stampa, 10 aprile 2005. Check up finanziario. "Il mio check up finanziario è la nuova proposta di Cna e Camera di commercio di Torino per consentire alle Pmi di effettuare una verifica completa della propria situazione finanziaria: ai conti correnti ai prestiti a medio-lungo termine, dal leasing all’utilizzo di finanziamenti agevolati. Il progetto mette a disposizione degli imprenditori un consulente esperto in finanza aziendale che, svolgendo un analisi personalizzata e riservata, aiuterà l’impresa a migliorare la capacità di credito, la liquidità aziendale e l’uso delle fonti di finanziamento; ottimizzare il rapporto con la banca; risparmiare sugli interessi passivi; conoscere e usare i finanziamenti agevolati; approfondire la conoscenza del bilancio nella sua parte finanziaria. Il servizio, erogato anche presso l’impresa, consiste in un’elaborazione dei dati aziendali che saranno studiati e commentati in alcuni incontri tra l’imprenditore e il consulente per giungere a concrete proposte di miglioramento della gestione finanziaria. Info: Cna, Via Avellino 6 Torino, tel. 011.46.17.617/622, gmicheletti@cna-to.it

La Stampa, 7 aprile 2005. La città si ferma per il Papa. Un minuto di silenzio alle 12 in tutta la città, il lutto visibile dei commercianti e degli artigiani. E la possibilità di assistere ai funerali di Giovanni Paolo II sui maxischermi. Cosi Torino si è preparata a vivere la giornata di domani, quella dell’ultimo saluto a Papa Giovanni Paolo II, alle 10 in Piazza San Pietro. La diretta televisiva delle esequie si potrà seguire sul maxischermo in piazzetta Reale (con dotazione di 300 sedie) per iniziativa del Comune. Analoga possibilità, nella cittadella salesiana di Valdocco: un maxischermo è previsto sull’altare maggiore nella basilica di Maria Ausiliatrice (400 posti a sedere e 100 in piedi), un altro nella vicina sala Don Bosco (100 poltrone) e un terzo nel teatro Grande Valdocco, con entrata in piazza Sassari (800). L’iniziativa diocesana di consentire agli anziani e ai gruppi in visita a Valdocco di seguire la cerimonia funebre nei luoghi di San Giovanni Bosco, visitati dal Papa nel settembre 1988, è stata curata dal rettore della basilica, don Sergio Pellini, con "Missioni Don Bosco Media Centre". "L’obbiettivo è offrire un momento significativo di raccoglimento e di preghiera, meglio se accompagnato da un cammino di conversione. Per questo, durante la "diretta" molti sacerdoti saranno disponibili per le confessioni", spiegano i salesiani. Prima del collegamento con San Pietro sarà diffuso un breve video con una sintesi degli incontro del Santo Padre con i Salesiani e le Figli di Maria Ausiliatrice (sarà visibile anche sulla sezione video www.sdb.org/ans; info, tel. 011.52.24.253) e domani alle 8, in Basilica, don Angelo Palma celebrerà una messa animata dagli studenti. Le associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato, Ascom, Confesercenti e Cna, invitano i propri aderenti a partecipare al lutto nazionale e "a testimoniare il profondo cordoglio per la scomparsa di Giovanni Paolo II, con la sospensione dell’attività e le serrande abbassate in concomitanza con le esequie". L’associazione territoriale Confedervie invita i suoi associati a spegnere le vetrine dalle 10 alle 11.

La Stampa. 29 marzo 2005. Gli artigiani torinesi alla conquista del mercato cinese. Sono piccoli, ma il fascini industrial-commerciale della Cina li seduce e li spinge a una avventura impensabile fino a qualche anno fa. Di Shenyang – la capitale con oltre 4 milioni di abitanti della regione del Nord-Est parlano poeticamente come di "un fiore che sta per sbocciare" riferendosi alle potenzialità economiche della zona. Ed è lì che andranno gli artigiani torinesi organizzati dalla Cna a aprire fabbriche di componenti meccaniche o di pasta, di abiti o i mobili. Ha solo tre dipendenti Giuseppe bellino della Mabel di Rivalta eppure riempie gli scaffali delle grande distribuzione di porta tv e scarpiere avvalendosi di una serie di terzisti. A giugno partirà per Shenyang con la delegazione organizzata dalla Cna, ma ha già incontrato negli scorsi giorni a Torino un folto gruppo di amministratori cinesi che hanno permesso ogni sorta di agevolazione agli investitori artigiani. Racconta Bellino: "Ho provato anni fa ad aprire una nuova azienda, ma non è andata bene, i costi sono troppo alti e io vendo alla grande distribuzione, mica sono Scavolini". Adesso l’idea di occupare le case cinesi con i suoi mobiletti di truciolare - che "in un anno è aumentato del 30% perché qui siamo in un regime di oligopolio" - lo ha catturato. Ha già progettato anche i particolari: "Andrà un mio collaboratore e qui progetteremo la parte di progettazione e disegno. Non si perderà del lavoro, anzi. D’altronde è ormai chiaro o si va in quei grandi mercati o non si va da nessuna parte". Ha una dimensione decisamente anomala per l’artigianato la Scanferla di Avigliana. L’ha fondata Bruno Scanferla – che è anche vicepresidente della Cna – e adesso ha 48 dipendenti. Produce componenti elettromeccaniche per Volkswagen, Siemens, Bosch e solo il 10% del fatturato deriva dalle vendite in Italia. Racconta che aveva in progetto l’apertura di uno stabilimento nell’Est europeo, ma "ora che ho visto la presentazione di questa zona cinese, vivace e piena di potenzialità come eravamo noi negli Anni Sessanta, ha cambiato idea, andremo in Cina". Prosegue: "Ho consultato i miei collaboratori, che sono tutti sotto i quarant’anni, e mi sembrano molto stimolati, qualcuno ne ha già parlato persino alla moglie". Scanferla però è afflitto da un tormento: non vuole che si pensi che gli imprenditori vanno laggiù solo per pagare meno gli operai lasciandosi alle spalle un cumulo di macerie industriali. Spiega: "Non perderò un solo posti di lavoro qui a Avigliana. Noi progettiamo e realizziamo gli stampi per la produzione sia di serie sia di piccole dimensioni. Siamo molto duttili". Assicura: "Andare in altri mercati dove ci sono produttori che hanno bisogno di noi è una scelta di crescita, praticamente obbligata in momenti di crisi, non di delocalizzazione". Racconta che nella zona di Shenyang gli immobili costano "il 75-80% in meno di qui, che per pagare un operaio specializzato sono sufficienti mille euro all’anno contro i 5000 italiani". Dallo spaghetto di soia quello di grano duro. E’ questa l’ambizione di Alessandro Sangiorgio che ha soli 25 anni vuole "colonizzare" i cinesi dello Shenyang e mutare i loro gusti servendo piatti di pasta calda e ben condita a pranzo e vendendo pasta artigianale per la cena. Proprietario di una ditta individuale che surgela, essicca e conserva funghi, il giovane imprenditore vuole avventurarsi in Cina – con la collaborazione di un docente di Agraria – per realizzare due progetti. Spiega: "La Cina produce milioni di funghi e quindi noi possiamo conservarli e venderli. Questo è un primo filone di attività che prosegue quella che stiamo già facendo". Aggiunge: "Io credo molto nella ipotesi aprire dei negozi di franchising di macchine per pastifici che contemporaneamente forniscono piatti di pasta per il consumo immediato". Sangiorgio confida molto nel fascino del made in Italy: "Sono che piacerà, perché i cinesi adorano i prodotti italiani".

La Stampa, 4 marzo 2005. Ztl, la fattura salverà gli artigiani dalla multa. I pacchi di multe che si accumulavamo maligni per centinaia di euro sulle scrivanie di attoniti e furiosi artigiani impiantisti saranno solo. La Cna è riuscita a convincere Comune Gtt che gli artigiani non si infilano nelle aree a traffico limitato del centro storico per pura perfidia, ma perché devono riparare il più in fretta possibile la caldaia di infreddoliti cittadini. Così da adesso gli impiantisti potranno penetrare nella Ztl per lavoro, farsi serenamente fotografare dalla telecamera, e giustificarsi entro 20 giorni. Cna, Comune e Gtt hanno predisposto un modulo che deve essere inviato via fax al Gtt insieme a una pezza giustificativa come la fattura del lavoro svolto. Il Gtt non manderà la multa. Spiega il segretario della Cna Paolo Alberti: "Negli ultimi due mesi ci sono arrivate decine di telefonate di artigiani nostri associati e non che avevano accumulato dalle quaranta alle cento multe. Con la nostra associazione di mestiere l’Anim abbiamo sollecitato Comune e Gtt a colmare un vero e proprio vuoto normativo a danno della categoria" E aggiunge: "Con l’entrata in funzione delle nuove telecamere che sorvegliano il transito nelle aree Ztl erano infatti state previste esenzioni a posteriori per chi ha cambiato auto, per chi ha l’auto dal meccanico, per le aziende che hanno cantieri in centro, per i carri attrezzi, ma non per gli impiantisti manutentori del settore termo-gas-idraulico che praticamente ogni giorno devono raggiungere i loro clienti del centro storico per la manutenzione periodica degli impianti e per affrontare delle vere e proprie emergenze". Il presidente della Anim, Renato Boninsegni, racconta: "Gli impiantisti non entrano nella zona per spregiudicatezza o perché non vogliono osservare le regole, ma perché hanno bisogno di avere il furgone vicino alla casa dove lavorano: a bordo hanno apparecchiature costose soprattutto pesanti da trasportare, non possono fare alcuni isolati con quel carico". Il comune ha deciso di sanare la svista ed è stata trovata la soluzione per il futuro, ma delle migliaia di multe già contestate che ne sarà? L’unica soluzione possibile è pagare? Il Comune in questo caso non può intervenire perché non è l’ente cui spetta di "togliere" una multa. La partita si gioca adesso tra Cna, Gtt e Prefettura. Un’altra strada è quella del ricorso individuale che dovrebbe avere buone possibilità dal momento che è stato riconosciuto dal Comune che gli installatori hanno diritto per lavoro a entrare nella zona chiusa.

La Stampa, 5 febbraio 2005. Accordo con la Cina per gli artigiani. La Cna ha siglato due accordi con la regione cinese del Shenyang per investimenti in quell’area. Tra i benefici: totale esenzione fiscale sugli utili prodotti per due anni e riduzione del 50% dal terzo al quinto anno, costi al mq degli immobili inferiori dell’80% rispetto a Torino.

La Stampa, 1 febbraio 2005. I cinesi cercano partner piemontesi. I cinesi sbarcano a Chieri. La delegazione con gli occhi a mandorla delle polisse città di Shenyang e Fuxin della provincia del Liaoning, nel Nord Est della Cina, ieri hanno avuto il primo "tour de force" tra conferenze stampa, incontro con Torino 2006 e Toroc, visita alle opere olimpiche, colloquio con l’amministrazione chierese e l’Associazione Turismo Torino. La scambio tra i comuni del patto territoriale di Torino Sud e la Cina durerà una settimana fitta di appuntamenti e di premesse per una futura collaborazione e economica. I cinesi cercano partner-ship per gli affari, sono interessati a tutti i settori e lo lasciano intendere. La visita della delegazione cinese segue di qualche mese la missione pionieristica del sindaco di Chieri Agostino Gay e dell’assessore Antonio Guarini, che insieme a imprenditori locali e rappresentanti della Cna e della Coldiretti avevano rotto il ghiaccio a Oriente, decisi a far uscire dallo stato economico l’area del Chierese, che negli ultimi anni ha visto la chiusura di molte imprese, non solo tessili, e ha conosciuto il declino industriale. "Oggi la Cina è un colosso economico in espansione, ma può essere anche un’occasione di sviluppo e un mercato per la nostra economia –spiega il sindaco Gay- Per questo abbiamo deciso di prendere contatti con le autorità nel Liaoning". Viaggio a spese di sindaco e assessore che si sono pagati aereo e hotel. Ma la missione è andata a buon fine. E ora sono i cinesi che cosa ha da offrire il "contenitore Piemonte". Forse qualche affinità non manca: grandi lavoratori piemontesi e cinesi, riservati al limite della diffidenza entrambi, gentili. "Non c’è settore al quale non siano interessati - aggiunge il sindaco Gay - meccanico, tessile, ma anche a quello agroalimentare e turistico. Abbiamo visitato un’azienda specializzata nell’abbigliamento, la Fil è un’impresa leader nel settore meccanico come la "Vergnano Utensili" e sono rimasti colpiti dall’organizzazione". La delegazione cinese è composta da rappresentati politici, il vicesindaco Gu Chn Li del comune di Shenyang, città che conta 5 milioni di abitanti, e di tecnici, come Ma Yuzhi, vicedirettore per l’investimento Europeo e America per l’Area centrale di sviluppo Tiexi, e il suo assistente Yuan Qingwei. Nei prossimi giorni incontreranno il sindaco di Mocalieri, degli altri comuni del Patto territoriale Torino Sud e dell’Astigiano, ma anche i rappresentanti del mondo industriale e dell’impresa, dell’Università e dell’agricoltura.

La Stampa, 19 gennaio 2005. Assessori divisi sulla ceretta della domenica. Palazzo civico si divide sulla ceretta. Sembra una battuta, ma ieri, in giunta, sembrava così. Sul tavolo di sindaco e assessori l’ordinanza preparata da Elda Tessore (responsabile del Commercio) che consente a estetisti e titolari di centri per l’abbronzatura di tenere aperto al pubblico anche la domenica, dalle 14 alle 19. All’esame dei colleghi non tanto l’approvazione dell’ordinanza (che segue un altro iter amministrativo e comunque era già stata approvata), ma la filosofia stessa del provvedimento. O meglio: "dell’opportunità di autorizzare le aperture domenicali , in generale". Ciò premesso è chiaro che l’argomento della delibera (ovvero "libera abbronzatura per tutti la domenica", in qualche modo ha finito per influenzare - anche se non hanno ammesso - gli assessori. Ma cominciamo dall’elenco dei favorevoli e dei contrari. O meglio da quelli che ieri mattina, dopo l’assessore Tessore, hanno preso in modo inquieto per dire la loro sull’argomento. A favore dell’apertura domenicale di solarium ed estetisti (ma in realtà dell’apertura domenicale tout-court), l’assessore alla Casa Roberto Tricarico e quello al Patrimonio e al Bilancio Paolo Peveraro. Contrari, più o meno in modo netto, tutti gli assessori di area popolare capeggiati dal vicesindaco Marco Malgaro (Margo Borgione Personale e Stefano Lepri Assistenza) e infine l’assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero. Sue gli argomenti forti di quest’ultima fazione: la domenica è una giornata da dedicare alla famiglia. Seconda questione: bisogna pure pensare alla tutela dei lavoratori dipendenti che si ritroverebbero costretti dai titolari a lavorare la domenica. Uscita dalla giunta, l’assessore Sestero l’ha messa sul ridere: "Per favore non fatemi litigare con la mia estetista. Comunque io dico solo che se si può evitare il lavoro domenicale è meglio". Passiamo all’elenco dei favorevoli: "Ho sempre avuto un approccio "liberal" a questi problemi - spiegato Paolo Peveraro - e da sempre sostengo l’apertura domenicale per chi vuole farlo e per chi viole permetterselo". Più cauto l’assessore al lavoro Tom Dealessandri: "Non si può liquidare il problema con un "sì" o con un "no". Vanno considerate le ragioni di tutti: fruitori dell’esercizio come lavoratori dipendenti". E il sindaco? Ha ricordato che quando lui era piccolo, a Moncalieri, i negozi erano aperti la domenica mattina, poi si è addentrato in modo serio, come fa lui, nel problema. Per chi si fosse perso la puntata precedente - Tessore illustrò l’ordinanza già due giorni or sono - ne riassumiamo la sostanza. Il Comune di Torino ha accettato (ed è la prima città in Italia a farlo) la richiesta ed estetisti e titolari di solarium di poter tenere aperto la domenica, dalle 14 alle 19. La loro motivazione? "Siamo subissati dalle richieste. E quando restiamo aperti becchiamo la multa". L’assessore ha trasformato la proposta in ordinanza: l’esperimento durerà fino al prossimo dicembre. Speriamo che entro quella data anche la giunta si accordi sulle aperture domenicali.

 
 
 
 
 
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