CNA - Associazione della Città Metropolitana di Torino - disciplina-dell-attivit-di-autoriparazione
Disciplina dell'attività di autoriparazione
egge 122/1992

CNA nazionale - Aira/CNA

Legge 5 febbraio 1992, n°122

Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell’attività di Autoriparazione

 

Raccolta delle disposizioni

modificative ed integrative

- a cura dell'Ufficio Documentazione Legislativa CNA nazionale -

 

RACCOLTA DELLE DISPOSIZIONI NORMATIVE

IN MATERIA DI AUTOPARAZIONE

La regolamentazione organica dell'attività di autoriparazione ha avuto origine con la legge 5 febbraio 1992, n. 122; tale legge è stata successivamente oggetto di numerosi interventi legislativi che ne hanno, in parte, modificato i contenuti.

Questo studio si propone di offrire, e successivamente mantenere aggiornato, un quadro integrato delle disposizioni normative riguardanti questo settore, assumendo come testo base il testo della legge.

 

INDICE

 

1- LEGGE 5 febbraio 1992, n. 122 -

Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attività di autoriparazione.

(testo vigente integrato

2- D.P.R. 18 aprile 1994, n. 387 -

Regolamento recante disciplina del procedimento di iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione

(testo vigente)

3- LEGGE 5 gennaio 1996, n. 25 -

Differimento di termini previsti da disposizioni legislative in materia nel settore delle attività produttive ed altre disposizioni urgenti in materia - estratto

art. 5. Imprese di autoriparazione

art. 6 . Riconoscimento di requisiti tecnico-professionali

art. 10. Sanatori

4- D.M. MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE 30 luglio 1997, n. 406 -

Regolamento recante le dotazioni minime delle attrezzature e delle strumentazioni di cui debbono essere dotate le imprese esercenti attività di autoriparazione

5- LEGGE 26 settembre 1996 n. 507 -

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, recante disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attività di autoriparazione

6- Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112 -

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59

articolo 22, Liberalizzazioni e semplificazioni concernenti le funzioni delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura

 

L. 5 febbraio 1992, n. 122

 

Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attività di autoriparazione.

 

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

PROMULGA

 

la seguente legge:

 

art. 1. Attività di autoriparazione. -

 

1. Al fine di raggiungere un più elevato grado di sicurezza nella circolazione stradale e per qualificare i servizi resi dalle imprese di autoriparazione, la presente legge disciplina l'attività di manutenzione e di riparazione dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, ivi compresi ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli, adibiti al trasporto su strada di persone e di cose, di seguito denominata "attività di autoriparazione".

2. Rientrano nell'attività di autoriparazione tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente, anche particolare, dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore di cui al comma 1, nonché l'installazione, sugli stessi veicoli e complessi di veicoli a motore, di impianti e componenti fissi.

Non rientrano nell'attività di autoriparazione le attività di lavaggio, di rifornimento di carburante, di sostituzione del filtro dell'aria, del filtro dell'olio, dell'olio lubrificante e di altri liquidi lubrificanti o di raffreddamento, che devono in ogni caso essere effettuate nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dall'inquinamento atmosferico e di smaltimento dei rifiuti, nonché l'attività di commercio di veicoli.

3. Ai fini della presente legge l'attività di autoriparazione si distingue nelle attività di:

a) meccanica e motoristica;

b) carrozzeria;

c) elettrauto;

d) gommista.

 

art. 2. Registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione. -

 

1. Presso ogni camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura è istituito, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge , un registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione.

Il registro è articolato in quattro sezioni, ciascuna relativa ad una delle attività di cui al comma 3 dell'articolo 1, e in un elenco speciale delle imprese di cui all'articolo 4 .

2. L'esercizio dell'attività di autoriparazione è consentito esclusivamente alle imprese iscritte nel registro di cui al comma 1, ferme restando le disposizioni vigenti comunque riferibili all'esercizio delle attività disciplinate dalla presente legge, ivi comprese quelle in tema di autorizzazioni amministrative, di tutela dagli inquinamenti e di prevenzione degli infortuni.

3. Ciascuna impresa può essere iscritta in una o più sezioni del registro di cui al comma 1, in relazione all'attività effettivamente esercitata.

Non è consentito esercitare attività di autoriparazione che non siano di pertinenza della o delle sezioni del registro di cui al comma 1 in cui l'impresa è iscritta, salvo il caso di operazioni strettamente strumentali o accessorie rispetto all'attività principale.

3bis. La dotazione delle attrezzature e delle strumentazioni, occorrenti per l'esercizio dell'attività di autoriparazione è stabilita ed aggiornata con decreto del ministro dei Trasporti e della Navigazione, sentite le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative, con cadenza biennale.

 

art. 3. Iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione. -

 

1. Ai fini dell'iscrizione nel registro di cui all'articolo 2, l'impresa deve documentare la sussistenza dei requisiti seguenti:

[a) disponibilità di spazi e di locali, per la cui utilizzazione in relazione all'attività siano state acquisite le prescritte autorizzazioni amministrative, idonei a contenere i veicoli oggetto di intervento e le attrezzature e le strumentazioni occorrenti per l'esercizio dell'attività;

b) dotazione delle attrezzature e delle strumentazioni, occorrenti per l'esercizio dell'attività, indicate in apposite tabelle approvate, dal Ministro dei trasporti, con proprio decreto, sentite le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative.

Tali tabelle sono periodicamente aggiornate con la medesima procedura;]

c) designazione di un responsabile tecnico, anche nella persona del titolare dell'impresa, per ciascuna delle attività per il cui esercizio è richiesta l'iscrizione nell'apposita sezione del registro di cui all'articolo 2;

d) sede dell'impresa nella provincia cui si riferisce il registro delle imprese esercenti l'attività di autoriparazione nel quale viene chiesta l'iscrizione.

2. La perdita di uno o più dei requisiti di cui al comma 1 comporta la cancellazione dal registro di cui all'articolo 2.

[3. La commissione di cui all'articolo 9 delibera sulle domande di iscrizione nel registro di cui all'articolo 2 entro sessanta giorni.]

[4. Contro il mancato accoglimento delle domande di cui al comma 3 è ammesso ricorso al presidente della giunta regionale; contro la decisione del presidente della giunta regionale è ammesso ricorso in sede giurisdizionale.].

 

art. 4. Imprese esercenti in prevalenza attività di commercio di veicoli. -

 

1. L'esercizio dell'attività di autoriparazione, con carattere strumentale o accessorio, è consentito anche ad imprese esercenti in prevalenza attività di commercio di veicoli, nonché alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi iscritte all'Albo di cui all'art. 1, L. 6 giugno 1974, n. 298.

2. Le imprese di cui al comma 1, per poter esercitare, con carattere strumentale o accessorio, l'attività di autoriparazione, devono essere iscritte in uno speciale elenco del registro di cui all'articolo 2, previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui al comma 1 dell'articolo 3.

art. 5. Iscrizione nell'albo degli artigiani o nel registro delle ditte. -

 

1. L'iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione costituisce titolo per l'iscrizione dell'impresa nel registro delle ditte, di cui all'articolo 50 del testo unico delle leggi sui consigli provinciali dell'economia corporativa e sugli uffici provinciali dell'economia corporativa, approvato con regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, ovvero nell'albo delle imprese artigiane di cui all'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443.

In caso di iscrizione nell'albo delle imprese artigiane, l'imprenditore deve essere in possesso personalmente di almeno uno dei requisiti tecnico-professionali di cui al comma 2 dell'articolo 7 della presente legge.

All'accertamento dell'iscrizione dell'impresa nel registro di cui all'articolo 2 della presente legge, nonché all'accertamento del possesso, da parte dell'impresa, dei requisiti di cui agli articoli 2, 3 e 4 della citata legge n. 443 del 1985, procedono le commissioni provinciali per l'artigianato di cui agli articoli 9 e 10 della stessa legge n. 443 del 1985.

 

art. 6. - Obblighi del proprietario o possessore di veicoli o di complessi di veicoli a motore. -

 

1. Il proprietario o possessore dei veicoli o dei complessi di veicoli a motore di cui al comma 1 dell'articolo 1 deve avvalersi, per la manutenzione e la riparazione dei medesimi, di imprese iscritte nel registro di cui all'articolo 2, salvo quanto previsto dal secondo periodo del comma 2 dell'articolo 1 e fatta eccezione per gli interventi di ordinaria e minuta manutenzione e riparazione.

 

art. 7. - Responsabile tecnico. -

 

1. Il responsabile tecnico di cui alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 3 deve possedere i seguenti requisiti personali:

a) essere cittadino italiano o di altro Stato membro della Comunità europea, ovvero di uno Stato, anche non appartenente alla Comunità europea, con cui sia operante la condizione di reciprocità;

b) non avere riportato condanne definitive per reati commessi nella esecuzione degli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di veicoli a motore di cui all'articolo 1, comma 2, per i quali è prevista una pena una pena detentiva;

c) essere fisicamente idoneo all'esercizio dell'attività in base a certificazione rilasciata dall'ufficiale sanitario del comune di esercizio dell'attività.

2. Il responsabile tecnico deve inoltre possedere almeno uno dei seguenti requisiti tecnico-professionali:

a) avere esercitato l'attività di autoriparazione, alle dipendenze di imprese operanti nel settore nell'arco degli ultimi cinque anni, come operaio qualificato per almeno tre anni; tale ultimo periodo è ridotto ad un anno qualora l'interessato abbia conseguito un titolo di studio a carattere tecnico-professionale attinente all'attività diverso da quelli di cui alla lettera c) del presente comma;

b) avere frequentato, con esito positivo, un apposito corso regionale teorico-pratico di qualificazione, seguito da almeno un anno di esercizio dell'attività di autoriparazione, come operaio qualificato, alle dipendenze di imprese operanti nel settore nell'arco degli ultimi cinque anni;

c) avere conseguito, in materia tecnica attinente all'attività, un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o un diploma di laurea.

3. I programmi e le modalità di svolgimento dei corsi di cui alla lettera b) del comma 2 sono ispirati a criteri di uniformità a livello nazionale e sono definiti dalle regioni, sentite le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative, in conformità ai principi della legge 21 dicembre 1978, n. 845.

 

art. 8. - Soggetti iscritti nel ruolo degli artigiani qualificati della provincia autonoma di Bolzano. -

 

1. L'iscrizione nel ruolo degli artigiani qualificati di cui all'articolo 12 del testo unificato delle leggi provinciali sull'ordinamento dell'artigianato e della formazione professionale artigiana, emanato con decreto del presidente della giunta provinciale di Bolzano del 9 novembre 1990, n. 28, è equiparata, ove la qualificazione artigiana concerna l'attività di autoriparazione, al possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui al comma 2 dell'articolo 7 della presente legge, ai fini dell'iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione.

 

 

[art. 9. Commissione per il registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione. -

 

1. Presso ogni camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura è istituita, con deliberazione della giunta camerale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, una commissione per il registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione.

La commissione dura in carica quattro anni ed è composta:

a) dal presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o da un suo delegato, che la presiede;

b) da due rappresentanti del Ministero dei trasporti, di cui uno in rappresentanza dell'ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, designati dal Ministro dei trasporti;

c) da un rappresentante della giunta regionale;

d) da cinque esercenti l'attività di autoriparazione in rappresentanza delle organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative sul piano regionale, designati con riguardo alle attività di cui al comma 3 dell'articolo 1;

e) da un rappresentante del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, designato dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

2. La commissione di cui al comma 1:

a) compila e aggiorna il registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione e delibera sulle relative domande di iscrizione;

b) accerta il possesso e verifica la conservazione dei requisiti di cui agli articoli 3 e 7;

c) rilascia le attestazioni di iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, con specifica indicazione della o delle sezioni ovvero dell'elenco speciale in cui l'impresa è iscritta;

d) delibera la cancellazione dal registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione che abbiano perso i requisiti per l'iscrizione;

e) propone alle competenti autorità provinciali o regionali le sanzioni da applicare per le violazioni della presente legge, eccezion fatta per quelle di cui all'articolo 12.

3. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono autorizzate ad istituire una tassa per diritto di segreteria determinata in misura tale da assicurare piena copertura agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 1 dell'articolo 2 e del comma 1 del presente articolo.]

 

art. 10. Vigilanza e sanzioni. -

 

1. Le province e i comuni vigilano sull'applicazione della presente legge.

2. L'esercizio dell'attività di autoriparazione da parte di una impresa non iscritta nel registro di cui all'articolo 2 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire dieci milioni a lire trenta milioni e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.

3. L'esercizio, da parte di una impresa, di attività di autoriparazione di pertinenza di sezioni del registro di cui all'articolo 2 diverse da quella in cui l'impresa è iscritta è punito, salvo il caso di operazioni strettamente strumentali o accessorie rispetto all'attività principale, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire cinquemilioni a lire quindici milioni e con la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.

Se la violazione sia ripetuta, si fa luogo alla cancellazione dell'impresa dal registro di cui all'articolo 2.

4. Chiunque viola la disposizione di cui all'articolo 6 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire centomila a lire cinquecentomila.

 

art. 11. Responsabilità delle imprese esercenti attività di autoriparazione. -

 

1. Ferma restando la responsabilità civile, le imprese esercenti attività di autoriparazione sono responsabili, ai sensi del comma 2, degli interventi effettuati.

2. Il Ministro dei trasporti definisce con proprio decreto, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previo parere di una commissione di esperti da lui nominata, le garanzie , e la relativa durata, che le imprese esercenti attività di autoriparazione prestano, obbligatoriamente e inderogabilmente, nei confronti dei committenti, all'atto della assunzione dell'incarico, in ordine agli interventi effettuati e alla relativa qualità.

3. Con il decreto di cui al comma 2 sono altresì stabilite le sanzioni per l'inadempimento delle garanzie prestate.

Per gli inadempimenti di particolare gravità, è stabilita la sanzione della sospensione da tre a sei mesi o della cancellazione dell'impresa dal registro di cui all'articolo 2.

 

 

[art. 12. Concessione, ad imprese esercenti attività di autoriparazione, di compiti di revisione periodica dei veicoli a motore e dei rimorchi. -

 

1. Al fine di assicurare l'effettuazione delle revisioni periodiche dei veicoli a motore e dei rimorchi, di cui all'articolo 55 del testo unico delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393, come modificato dall'articolo 5 della legge 24 marzo 1980, n. 85, entro i termini stabiliti ai sensi del medesimo articolo, e in relazione a particolari e contingenti situazioni operative degli uffici provinciali della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti, il Ministro dei trasporti, nelle province individuate con proprio decreto, può affidare, in concessione quinquennale, le revisioni periodiche dei veicoli a motore e dei rimorchi capaci di contenere al massimo sedici posti, compreso quello del conducente, ovvero con peso complessivo a pieno carico fino a 35 quintali, ad imprese esercenti attività di autoriparazione iscritte nel registro di cui all'articolo 2 della presente legge e in possesso delle attrezzature e delle strumentazioni necessarie per le operazioni di revisione.

2. Il Ministro dei trasporti definisce con proprio decreto, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le attrezzature e le strumentazioni di cui al comma 1, nonché le operazioni e le modalità tecniche ed amministrative per le revisioni effettuate dalle imprese di cui al medesimo comma.

3. La Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti effettua periodici controlli presso le officine delle imprese di cui al comma 1 e controlli, anche a campione, sui veicoli a motore e sui rimorchi sottoposti a revisione presso le imprese medesime.

I controlli presso le officine sono effettuati dagli impiegati di cui al primo comma dell'articolo 4 della legge 18 ottobre 1978, n. 625, come sostituito dall'articolo 17 della legge 1° dicembre 1986, n. 870, e con le modalità di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 19 della stessa legge n. 870 del 1986.

L'importo delle spese a carico delle officine è versato in conto corrente postale ed affluisce alle entrate dello Stato con imputazione al capitolo n. 3566 dello stato di previsione dell'entrata, la cui denominazione è conseguentemente modificata con decreto del Ministro del tesoro.

4. Qualora, in occasione dei controlli di cui al comma 3, si accerti che l'impresa non dispone delle attrezzature e delle strumentazioni di cui al comma 1, il Ministro dei trasporti revoca la concessione di cui al medesimo comma 1.

5. Il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, determina le tariffe per le operazioni di revisione dei veicoli a motore e dei rimorchi effettuate dalla Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti e dalle imprese di cui al comma 1, nonché le tariffe per i controlli periodici presso le officine effettuati, dalla Direzione generale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti, ai sensi del comma 3.

Le tariffe sono determinate in misura tale da assicurare il mantenimento del livello di gettito per l'erario accertato nell'esercizio finanziario antecedente a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.

6. Le imprese di cui al comma 1, ai fini dell'annotazione, sulla carta di circolazione, delle revisioni dei veicoli a motore e dei rimorchi effettuate, trasmettono, al competente ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti, entro il termine e con le modalità stabiliti con decreto del Ministro dei trasporti adottato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:

a) la carta di circolazione del veicolo a motore o del rimorchio;

b) la certificazione della revisione effettuata, con indicazione delle operazioni di revisione e degli interventi prescritti eseguiti;

c) l'attestazione del pagamento, da parte dell'utente, delle tariffe per le operazioni di revisione eseguite.

7. Gli uffici provinciali della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti annotano, sulla carta di circolazione del veicolo a motore o del rimorchio, entro e non oltre sessanta giorni dalla ricezione della documentazione di cui al comma 6, la revisione effettuata.

Dopo tale adempimento, la carta di circolazione è a disposizione, presso i suddetti uffici, per il ritiro a cura delle imprese di cui al comma l, che provvedono alla restituzione all'utente.

8. Fino all'annotazione, sulla carta di circolazione del veicolo a motore o del rimorchio, della revisione effettuata, la certificazione di cui alla lettera b) del comma 6 sostituisce a tutti gli effetti la carta di circolazione.

9. Il sesto comma dell'articolo 55 del citato testo unico, approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 393 del 1959, è sostituito dal seguente:

" Chiunque circola con un veicolo che non sia stato presentato alla revisione è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trecentomila a lire cinquecentomila. La sanzione è del pagamento di una somma da lire seicentomila a lire un milione se la violazione è ripetuta. "

10. Il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, stabilisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:

a) le sanzioni amministrative, ivi compresa l'eventuale revoca della concessione di cui al comma 1, applicabili, alle imprese di cui al medesimo comma, nel caso di rilascio di false certificazioni o attestazioni di cui alle lettere b) e c) del comma 6 o di revisioni effettuate in difformità dalle prescrizioni vigenti;

b) le sanzioni amministrative applicabili, alle imprese di cui al comma 1, per la violazione degli obblighi di trasmissione, al competente ufficio provinciale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del Ministero dei trasporti, della documentazione di cui al comma 6. ]

art. 13. Disposizioni transitorie. -

 

1. In sede di prima applicazione, sono iscritte nel registro di cui all'articolo 2 le imprese che, alla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano le attività di cui all'articolo 1, e le attività specializzate ad esse assimilabili, essendo iscritte nel registro delle ditte di cui all'articolo 50 del citato testo unico approvato con regio decreto n. 2011 del 1934 ovvero nell'albo delle imprese artigiane di cui all'articolo 5 della citata legge n. 443 del 1985.

2. Le imprese di cui al comma 1 designano, entro centottanta giorni dalla data di iscrizione nel registro di cui all'articolo 2, il responsabile tecnico di cui all'articolo 7, purché in possesso di uno dei requisiti tecnico-professionali di cui al comma 2 del medesimo articolo.

3. Nel caso delle imprese artigiane iscritte nell'albo di cui all'articolo 5 della citata legge n. 443 del 1985, e in sede di prima applicazione della presente legge, il responsabile tecnico può essere designato, anche in difetto dei requisiti tecnico-professionali di cui al comma 2 dell'articolo 7, nella persona del titolare, ovvero nelle persone di un socio o di un familiare partecipante alla impresa o di un dipendente la cui partecipazione diretta al processo di lavorazione per almeno tre anni negli ultimi cinque anni sia attestata mediante dichiarazione resa e sottoscritta ai sensi dell'articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15.

[4. (Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge), le imprese di cui al comma 1 documentano, (alla commissione di cui all'articolo 9), pena la cancellazione dal registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, la sussistenza dei requisiti di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 3.]

4-bis Le imprese di cui al comma 1 che abbiano avviato le procedure necessarie per conseguire le prescritte autorizzazioni di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 3 hanno titolo per rimanere iscritte al registro fino all'avvenuto rilascio delle medesime.

 

 

D.P.R. 18 aprile 1994, n. 387 .

 

Regolamento recante disciplina del procedimento di iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;

Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241;

Vista la legge 24 dicembre 1993, n. 537, ed in particolare l'articolo 2, commi 7, 8 e 9;

Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 122;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22 febbraio 1994;

Considerato che i termini per l'emissione del parere delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati ai sensi dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, sono scaduti rispettivamente in data 30 marzo 1994 e 26 marzo 1994;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza generale del 13 aprile 1994;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14 aprile 1994;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato;

 

Emana

 

il seguente regolamento:

 

1. Oggetto del regolamento e definizioni. -

1. Il presente regolamento disciplina il procedimento di iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, di seguito "legge".

2. Ai sensi del presente regolamento:

la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura è denominata "camera di commercio";

le imprese esercenti attività di autoriparazione sono denominate "imprese".

 

2. Registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione. -

1. La camera di commercio provvede alla tenuta del registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, istituito dal comma 1 dell'articolo 2 della legge.

2. Alla copertura degli oneri sostenuti dalle camere di commercio per la tenuta del registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione si provvede ai sensi dell'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580, fissando appositi diritti di segreteria secondo i criteri e le modalità di cui al comma 2 di detto articolo.

 

3. Iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione. -

1. Le imprese, prima di esercitare l'attività di autoriparazione, sono tenute a presentare alla camera di commercio una denuncia d'inizio di attività, attestante per ciascuna officina il possesso dei requisiti richiesti dal comma 1 dell'articolo 3 della legge, per l'iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, nel quale registro le imprese vengono iscritte di diritto.

2. Nella denuncia d'inizio di attività le imprese devono specificare la sezione o le sezioni del registro in cui chiedono di essere iscritte, a seconda delle attività svolte, precisando, nel caso in cui dette attività siano limitate ad alcune soltanto di quelle proprie di ciascuna sezione, di quali attività effettivamente si tratti.

Le imprese, esercenti in prevalenza attività di commercio di veicoli, nonché le imprese di autotrasporto di merci per conto terzi iscritte all'albo di cui all'articolo 1 della legge 6 giugno 1974, n. 298, che svolgano con carattere strumentale o accessorio attività di autoriparazione, e ogni altra impresa o organismo di natura privatistica che svolga attività di autoriparazione per esclusivo uso interno, devono chiedere l'iscrizione nello speciale elenco, allegato al suddetto registro, previsto dal comma 2 dell'articolo 4 della legge, precisando le attività effettivamente esercitate tra quelle di cui al comma 3 dell'articolo 1 della legge.

3. Presentata la denuncia d'inizio di attività, ai sensi dei commi 1 e 2 del presente articolo, le imprese possono iniziare ad operare, fatti salvi gli ulteriori requisiti richiamati dal comma 2 dell'articolo 2 della legge.

4. Entro sessanta giorni dalla presentazione della denuncia d'inizio di attività, la camera di commercio verifica d'ufficio la sussistenza dei requisiti richiesti per l'iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione.

Qualora rilevi la mancanza di uno o più di tali requisiti, la camera di commercio dispone, con provvedimento motivato da notificare alla impresa entro il medesimo termine di sessanta giorni, il divieto di prosecuzione dell'attività e la cancellazione dal registro, ovvero, nei casi in cui ciò sia possibile, invita l'impresa a conformare la propria attività alla norme della legge entro il termine fissatole dalla stessa camera di commercio.

5. La camera di commercio può, in qualsiasi momento, verificare la permanenza del possesso dei requisiti richiesti dalla legge per l'iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione.

Qualora rilevi la mancanza di uno o più di tali requisiti, si applicano le disposizioni di cui al comma precedente.

6. Per le attività di verifica di cui ai commi 4 e 5 del presente articolo, la camera di commercio si avvale della collaborazione degli uffici periferici del Ministero dei trasporti - Direzione generale M.C.T.C.

7. Contro i provvedimenti della camera di commercio in materia di registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, è ammesso, entro trenta giorni dalla emanazione del provvedimento, il ricorso al presidente della giunta regionale, il quale decide nei trenta giorni successivi.

 

4. Abrogazione di norme. -

1. Ai sensi dell'articolo 2 comma 8 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, dalla data di entrata in vigore del presente regolamento sono abrogati i commi 3 e 4 dell'articolo 3 e l'articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 122.

 

5. Entrata in vigore. -

1. Il presente regolamento entra in vigore centottanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale .

 

Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59

 

 

 

Titolo II

Sviluppo economico e attività produttive

Capo III

Industria

 

Art. 22.

Liberalizzazioni e semplificazioni concernenti le funzioni delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

 

1. omissis

2. omissis

3. è subordinato ad una denuncia di inizio attività l'esercizio delle seguenti attività, precedentemente assoggettate ad iscrizione nei registri camerali:

a) attività di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione di impianti di cui all'articolo 2 della legge 5 marzo 1990, n. 46, e al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 392;

b) attività di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione di cui all'articolo 1 della legge 25 gennaio 1994, n. 82;

c) attività di autoriparazione di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 122.

4. omissis.

 

 

Rinvii:

Vedi anche:

DM Trasporti 28 febbraio 1994, sulla "Individuazione delle imprese abilitate ai controlli delle emissioni inquinanti"

 

gazzetta ufficiale 20 gennaio 1996, n. 16

Legge 5 gennaio 1996, n. 25

Dfferimento di termini previsti da disposizioni legislative nel settore delle attività produttive ed altre disposizioni urgenti in materia

 

GAZZETTA UFFICIALE 30 SETTEMBRE 1996 N. 229

Legge 26 settembre 1996 n. 507.

"Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 122, recante disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell'attività di autoriparazione"

Entrata in vigore: 1° ottobre 1996.

 

 

testi degli articoli 2, 3 e 4 della citata legge n. 443 del 1985

art. 2. - Imprenditore artigiano. -

è imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l'impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.

... omissis

L'imprenditore artigiano, nell'esercizio di particolari attività che richiedono una peculiare preparazione ed implicano responsabilità a tutela e garanzia degli utenti, deve essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dalle leggi statali.

 

art. 3. - Definizione di impresa artigiana. -

É artigiana l'impresa che, esercitata dall'imprenditore artigiano nei limiti dimensionali di cui alla presente legge, abbia per scopo prevalente lo svolgimento di un'attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, escluse le attività agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo il caso che siano solamente strumentali e accessorie all'esercizio dell'impresa.

É altresì artigiana l'impresa che, nei limiti dimensionali di cui alla presente legge e con gli scopi di cui al precedente comma, è costituita ed esercitata in forma di società, anche cooperativa, escluse le società a responsabilità limitata e per azioni ed in accomandita semplice e per azioni, a condizione che la maggioranza dei soci, ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell'impresa il lavoro abbia funzione preminente sul capitale.

L'impresa artigiana può svolgersi in luogo fisso, presso l'abitazione dell'imprenditore o di uno dei soci o in appositi locali o in altra sede designata dal committente oppure in forma ambulante o di posteggio. In ogni caso, l'imprenditore artigiano può essere titolare di una sola impresa artigiana. (Articolo modificato dalla Legge 20 maggio 1997, n. 133 recante "Modifiche all'articolo 3 della legge 8 agosto 1985, n. 443, in materia di impresa artigiana costituita in forma di società a responsabilità limitata con unico socio o di società in accomandita semplice"; vedi)

 

art. 4. - Limiti dimensionali. -

L'impresa artigiana può essere svolta anche con la prestazione d'opera di personale dipendente diretto personalmente dall'imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i seguenti limiti:

a) per l'impresa che non lavora in serie: un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;

b) per l'impresa che lavora in serie, purché con lavorazione non del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 12 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;

c) per l'impresa che svolge la propria attività nei settori delle lavorazioni artistiche, tradizionali e dell'abbigliamento su misura: un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. I settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e dell'abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del presidente della Repubblica, sentite le regioni ed il Consiglio nazionale dell'artigianato;

d) per l'impresa di trasporto: un massimo di 8 dipendenti;

e) per le imprese di costruzioni edili: un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.

Ai fini del calcolo dei limiti di cui al precedente comma:

1) non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana;

2) non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, sempre che non superino un terzo dei dipendenti non apprendisti occupati presso l'impresa artigiana;

3) sono computati i familiari dell'imprenditore, ancorché partecipanti all'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro prevalentemente e professionalmente nell'ambito dell'impresa artigiana;

4) sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente lavoro personale nell'impresa artigiana;

5) non sono computati i portatori di handicaps, fisici, psichici o sensoriali;

6) sono computati i dipendenti qualunque sia la mansione svolta.

 

 

CRONOLOGIA

 

[Legge 5 febbraio 1992, n. 122]

 

LAVORI PREPARATORI

 

Camera dei deputati (atto n. 267)

 

I lavori hanno preso avvio durante la Xª legislatura con l'atto n. 267, presentato dall'on. Aldo ANIASI ed altri, il 2 luglio 1987, assegnato alla IX commissione (Trasporti), in sede referente, il 9 febbraio 1988, con pareri delle commissioni I, II, V e X.

Esaminato dalla IX commissione, in sede referente, nelle sedute del 1° febbraio 1989, 8 febbraio 1990, 21 febbraio 1990, 21 marzo 1990, 18 aprile 1990, 13 giugno 1990, 4, 11, 19, 25 luglio 1990, 20 dicembre 1990, 22 gennaio 1991, 6 febbraio 1991 e 6 marzo 1991.

Assegnato nuovamente alla IX commissione, in sede legislativa, il 28 maggio 1991.

Esaminato dalla IX commissione, in sede legislativa, il 18 giugno 1991, 3 luglio 1991 e approvato il 17 luglio 1991, in un testo unificato con l'atto n. 719 (RIGHI ed altri).

 

Senato della Repubblica (atto n. 2923).

 

Assegnato alla 8ª commissione (Lavori pubblici), in sede deliberante, con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 3ª, 5ª, 6ª, 7ª, 10ª, 11ª, 13ª e della Commissione per le questioni regionali.

Assegnato nuovamente alla 10ª commissione (Industria), in sede deliberante, il 7 gennaio 1992.

Esaminato ed approvato definitivamente dalla 10ª commissione il 16 gennaio 1992.

 

La legge è stata pubblicata sulla G.U. il 19/02/1992, n. 41, ed è conseguentemente entrata in vigore il 5 marzo 1992.

 

 

Cronologia delle disposizioni successive (attuative e modificative)

 

1- Il D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, Nuovo codice della strada, (v. G.U. 18 maggio 1992, n. 114, S.O. n. 74, poi corretto con avviso di rettifica -G.U. 9 febbraio 1993, n. 32- e con avviso di errata-corrige -G.U. 13 febbraio 1993, n. 36-) con l'art. 231 ha abrogato l'art. 12 "Concessione, ad imprese esercenti attività di autoriparazione, di compiti di revisione periodica dei veicoli a motore e dei rimorchi" della L. 122/92.

L'art. 80 del D.Lgs. 285/92 ha delegato "Il Ministro dei trasporti" a stabilire, "con propri decreti, i criteri, i tempi e le modalità per l'effettuazione della revisione generale o parziale delle categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi".

Rinvio: le norme successive sulle revisioni sono raccolte in un fascicolo a parte.

2- Il D.L. 27 novembre 1992, n. 463 (in G.U. 28/11/1992, n. 281), ed il D.L. 26 gennaio 1993, n. 19 (in G.U. 27/1/1993, n. 21), entrambi non convertiti in legge (v. i relativi comunicati in G.U. 27/1/1993, n. 21 e in G.U. 29/3/1993, n. 73) avevano disposto (con i rispettivi artt. 10, di identico contenuto) la sostituzione del comma 1 dell'art. 4.

3- L'art. 10, del D.L. 29 marzo 1993, n. 82 (in G.U. 29/3/1993 n. 73), convertito con L. 27 maggio 1993, n. 162 (in G.U. 28/5/1993, n. 123) ha successivamente disposto, in via definitiva, la sostituzione del comma 1 dell'art. 4.

4- D.L. 30 giugno 1993, n. 212, "Disposizioni urgenti in materia di differimento di termini previsti da disposizioni legislative", art. 28, (Imprese autoriparatrici) disponeva:

c. 1.: differiva alla data di entrata in vigore dello stesso decreto-legge il termine previsto dall'articolo 13, comma 1, della legge 122/92, per l'iscrizione -d'ufficio- nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione, previsto dall'articolo 2, della stessa legge;

c. 2.: disponeva "Fino alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dei trasporti previsto dall'articolo 3, comma 1, lettera b), della legge 122/92, le imprese che intendono avviare attività di autoriparazione dopo la data di entrata in vigore del presente decreto sono iscritte nel registro, sulla base dei requisiti di cui alle lettere c) e d) del medesimo articolo 3, restando soggette all'obbligo di cui all'articolo 13, comma 4, della stessa legge".

5- D.L. 30 agosto 1993, n. 330, art. 32, idem

6- D.L. 29 ottobre 1993, n. 429, art. 32, idem

7- D.L. 28 dicembre 1993, n. 542, (G.U. 29/12/1993, n. 304, corretto con avviso di rettifica in G.U. 08/01/1994, n. 5, e poi decaduto per decorrenza dei termini), art. 34, idem

8- D.L. 26 febbraio 1994, n. 134 (in G.U. 28 febbraio 1994, n. 048. Corretto con avvisi pubblicati su G.U. 5/03/1994, n. 53 e 11/03/1994, n. 58), art. 34, idem

9- D.M. Ministero dei Trasporti e della Navigazione 16 marzo 1994, n. 358, Regolamento recante le dotazioni minime delle attrezzature e delle strumentazioni di cui debbono essere dotate le imprese esercenti attività di autoriparazione.

10- La disciplina é stata successivamente modificata dal D.P.R. 18 aprile 1994, n. 387, "Regolamento recante disciplina del procedimento di iscrizione nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione" (G.U. 18/6/1994 n. 141, S.O. n. 94), che ha abrogato l'art. 3 commi 3 e 4, e 9 ? della L. 122/92, ed ha ridefinito le procedure relative alla iscrizione nel R.I.A.

11- D.L. 29 aprile 1994, n. 257 (in G.U. 30 aprile 1994, n. 99): identico al n. 8.

12- D.P.R. 9 maggio 1994, n. 608, Regolamento recante norme sul riordino degli organi collegiali dello Stato (in G.U. 3

CNA - Associazione della Città Metropolitana di Torino - Via Millio 26 10141 Torino (To) - Italia
Tel. +39.011.1967.2111 - Fax +39.011.1967.2194 - 2192 - 2251 - P. Iva 06611450013 Cod. Fiscale 80082230014
Informativa Privacy CNA Torino - Informativa Legge 124/2017