CNA - Associazione della Città Metropolitana di Torino - La crisi colpisce i lavoratori della conoscenza
La crisi colpisce i lavoratori della conoscenza

2010: ancora un anno nero

per i lavoratori autonomi della conoscenza

 

 

LA CNA di Torino, attraverso CNA InProprio, la specifica associazione che rappresenta i nuovi lavoratori autonomi (le Partite Iva) attivi nel vari campi della consulenza - lancia l'allarme: anche questa fascia di lavoratori rischia l'invisibilità, perché non sono professioni regolamentate e non hanno quindi neanche la cassa di risonanza di Albi o di Ordini professionali di riferimento.

 

“La crisi - afferma Pino Andriolo, 50 anni consulente aziendale e Presidente provinciale di CNA InProprio - colpisce anche noi che forniamo servizi tanto alle imprese che alla pubblica amministrazione. A differenza che negli ultimi 20 anni, in cui il lavoro autonomo professionale ha avuto una forte affermazione per i noti processi di terziarizzazione dell'economia, oggi c'è una contrazione significativa della domanda di servizi: in molti casi i professionisti di questo settore stanno vivendo situazioni di vera e propria disoccupazione.

 

“Noi - continua Andriolo – riteniamo che la Pubblica amministrazione debba essere in grado di promuovere e valorizzare le proprie professionalità interne. Questa idea di Pubblica amministrazione non è in contraddizione con il ricorso a professionisti esterni. Sono molti i fronti su cui sperimentare questa modalità di rapporto tra Pubblico e consulenti esterni: i Programmi pubblici con l'utilizzo di fondi europei o interventi con risorse locali. Tuttavia il mercato peri i professionisti della conoscenza rallenta molto o si è molto contratto: le imprese da sole, in una fase di crisi così acuta, difficilmente hanno risorse proprie e quindi non spendono. I tagli alla spesa pubblica sono solo uno dei problemi, a cui si aggiunge la dissennata campagna di denigrazione dei servizi di consulenza che sia da destra che da sinistra si è scatenata da qualche anno a questa parte. Prima il governo Prodi, poi le iniziative rumorose del Ministro Brunetta hanno messo in seria difficoltà i professionisti seri che prestano la propria opera in attività e progetti specifici apportando alla pubblica amministrazione competenze specialistiche che non hanno nulla a che fare con il lavoro precario mascherato”.

 

“Inoltre – aggiunge Andriolo - il risultato di questa campagna è che le false consulenze (si citano autisti e accompagnatori di amministratori e politici) restano e le strutture pubbliche tendono ad affidare i servizi di consulenza alle grandi società, le quali fanno largo impiego di giovani professionisti assunti con forme precarie ed a basso costo: questi giovani professionisti, quando va bene, percepiscono 70 o massimo 120 euro a giornata a fronte di circa 400 intascati dalle grandi società di consulenza!”.

 

“Nel corso della crisi – afferma Filippo Provenzano, funzionario responsabile di CNA InProprio Torino – abbiamo quasi raddoppiato il numero dei nostri soci: oggi associamo circa 200 professionisti della conoscenza attivi nei servizi alle imprese e alla pubblica amministrazione. Questo risultato è dovuto anche al fatto che nel corso degli ultimi due anni abbiamo lavorato molto per offrire servizi e per ottenere politiche pubbliche a favore di questo mondo, alcuni risultati ci sono stati. In particolare nella nuova legge regionale sul Lavoro (legge n°34/2008) è stato previsto anche il riconoscimento dei lavoratori autonomi di seconda generazione tra i suoi beneficiari: ora bisogna dare corso ad una politica organica rivolta a questi lavoratori, che sono una risorsa importante per le competenze che posseggono. Noi proponiamo a livello regionale l'approvazione di uno “Statuto del nuovo lavoro autonomo” che sostenga con politiche e servizi concreti questi lavoratori per il loro sviluppo e rafforzamento professionale e di mercato. Nel frattempo la CNA di Torino non sta con le mani in mano: abbiamo predisposto uno specifico progetto sperimentale per intervenire su questi lavoratori per sostenerli e se del caso riqualificarli in un mercato depresso ed in evoluzione, pensiamo ad esempio che occorra coinvolgere questi professionisti in iniziative di rete di imprese per sviluppare maggiore competitività sui mercati. Il progetto ha già ricevuto il finanziamento della Compagnia di San Paolo ed è in attesa di ricevere analogo finanziamento anche dalla Camera di Commercio di Torino”.

 

“Sotto il versante degli ammortizzatori sociali – afferma Paolo Alberti, Segretario Provinciale di CNA Torino – abbiamo la necessità di aprire una riflessione. Questi lavoratori non hanno forme di tutela e in crisi come queste rischiano di passare direttamente dal lavoro alla disoccupazione senza alcun paracadute, come le rilevazioni Istat testimoniano. Su questo terreno siamo attivi a livello nazionale, proprio il 4 febbraio a Roma si è tenuto un nostro importante convegno che ha coinvolto esperti e parlamentari di tutte le parti politiche sul tema “Quale welfare per le nuove professioni?”. Se poi si aggiunge ai problemi di welfare gli alti contributi previdenziali e il basso accesso al credito la situazione è veramente critica. Quindi, anche a livello locale chiediamo un confronto: in Piemonte questi lavoratori si stima che siano 100-120.000 di cui oltre la metà concentrati nella nostra provincia”.

 

“La CNA – conclude Alberti – sta rafforzando il suo impegno di rappresentanza per questo mondo: UNIPROF è la nuova associazione che anche a livello locale prenderà forma, unendo le forze di CNA e di ASSOPROFESSIONI, costituendo una realtà con oltre 50.000 associati a livello nazionale.”
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