CNA - Associazione della Città Metropolitana di Torino - Il Giornale del Piemonte
Il Giornale del Piemonte

Il Giornale del Piemonte, 4 dicembre 2010. Cna Torino a Susa la mostra che celebra  l’Unità di Italia. Gli artigiani di Torino e provincia di Cna scelgono Susa per dare il loro contributo ai festeggiamenti  dei 150 anni dell’Unità di Italia. Da oggi alla Befana, nel castello della Contessa Adelaide, c’è «l’Italia Riparte dall’Arte e dall’Artigianato» ( dalle 14 alle 20 tutti i sabati e le domeniche più l’8 dicembre  e Santo Stefano). Si tratta di una mostra evento che celebra lo stile italiano, nell’arte, nella moda nel legno arredo, nel design e nell’alimentare con la presenza di imprese da fuori Piemonte: la manifestazione è un luogo privilegiato per la definizione di accordi commerciali con i consumatori e imprenditori che potranno poi essere perfezionati e conclusi direttamente in sede espositiva nella propria impresa. Sono previsti due momenti specifici di confronti fra imprese e attori sociali ed economici: sabato 11 dicembre, alle 14 con il workshop «A+A=B2B», sabato 18 dicembre, alle 11 col seminario sui giovani e il lavoro.

Il Giornale del Piemonte, 26 novembre 2010. La ripresa si deve costruire mattone dopo mattone. Un miliardo di euro all’anno da risparmiare e altri undici miliardi di giro d’affari. Ecco, il peso economico, solo per il Piemonte, di un passaggio dell’edilizia tradizionale a quella energicamente compatibile. Un beneficio per il territorio che si tradurrebbe anche in migliaia di nuovi posti di lavoro. E che è stato portato sotto i riflettori nella giornata di ieri, a Restructura 2010 (presso Lingotto Fiere) da Api Torino l’occasione è stato il convegno specialistico «integrazione  tra efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili: «le opportunità sul territorio» che proprio Api Torino ha organizzato insieme a Consorzio JPE 2010. Collegio Edile e Camera di Commercio. D’altra parte il risparmio energetico e la sostenibilità ambientate sono due gli assi portanti di Restructura che fino a domenica trasformerà Torino nella capitale dei lavori  edili analizzando il momento del settore e le prospettive a 360 gradi restando alla ricerca presentata da Api a completare il bilancio positivo di questo tipo di edilizia in Piemonte ci sono altri due dati: il risparmio in termini di energia impiegata circa 6.000GWh all’anno)e un taglio di quasi 58 tonnellate  all’anno  di anidride carbonica immessa nell’atmosfera. Più in generale tenendo conto che la bolletta  energetica italiana è di circa 70 miliardi di euro all’anno al consumatore. Se si intervenisse riducendo  solo il 10% dei consumi si arriverebbe ad un risparmi di 7 miliardi  ogni anno su scala nazionale. Per quanto poi riguarda poi l’occupazione i nuovi posti di lavoro sono legati ai settori della bioedilizia, della certificazione energetica degli edifici, della  progettazione  e produzione  di materiali  a basso impatto ambientale, della realizzazione di sistemi passivi per il riscaldamento ed il raffreddamento e dell’integrazione dei sistemi tradizionali  per la fornitura di energia termica o di quella elettrica. «Basterebbero questi numeri – spiega Fulvio Faletti, vicepresidente di Api Torino e presidente del Consorzio JPE 2010 per capire l’importanza in termini economici e ambientali della diffusione  dell’uso delle fonti rinnovabili  di energia e dei meccanismi di risparmi energetico» «Il problema aggiunge  è che oggi si fa ancora troppo poco  in questa direzione. Basta pensare che in Piemonte esistono, stando alle rilevazioni ufficiali  della Regione 1,7 milioni di edifici, ma il tasso di rinnovamento è solamente del 6,5 per mille mentre secondo l’Ue il potenziale tecnico di miglioramento dell’efficienza energetica del settore residenziale è di circa il 40%. Certo molto dipenderà anche dalla nuova formula del bonus energetico del 55% in discussione in questi giorni. Ma se solo metà degli edifici  fosse interessata dalla riconversione e tenendo conto della superficie media delle abitazioni in Piemonte, i risparmi supererebbero  gli 800 milioni di euro arrivando a sfiorare il miliardo». Proprio per diffondere una corretta  «cultura energetica, nella’ambito dell’incontro il Consorzio JPE 2010 ha firmato un protocollo d’intesa con il Collegio dei Geometri  della provincia di Torino per tutelare l’apparato produttivo  esistente , assicurare il rilancio delle attività industriali prioritariamente nell’ambito delle energie rinnovabili  e delle innovazioni  di produzioni industriali  eco compatibili  legate all’efficienza  energetica. Ma accanto alle pmi anche gli artigiani  sono i protagonisti di queste giornate  di convegni  e di confronti: proprio per questo Cna Piemonte  organizza per oggi un confronto sul leasing strumento che può rivelarsi utile  per superare la crisi di liquidità  degli enti pubblici, laccio che attualmente tiene stretti  i nuovi possibili  lavori  e relativi appalti. Il leasing invece finanziando le opere pubbliche  e infrastrutturali, garantirebbe quindi il sostegno all’economia  e la ripresa dell’occupazione  anche in un periodo  come quello attuale SE ne parla alle 10.30 in Sala Avorio.

Il Giornale del Piemonte, 26 novembre 2010. Se si ristruttura  casa ecco le agevolazioni. Tra le maggiori tematiche d’attualità tra coloro che vogliono ristrutturare la propria casa sia essa la prima o quella delle vacanze c’è senza dubbio il discorso legato alle agevolazioni fiscali. In particolare, quelle legate al recupero del patrimonio edilizio. Proprio per illustrare questo tipo di possibilità e per chiarire i dubbi dei contribuenti intenzionati ad avviare lavori di ristrutturazione edilizia. L’Agenzia delle Entrate sta partecipando in questi giorni a Restructura 2010. A Lingotto fiere, durante la manifestazione i funzionari dell’Agenzia sono a disposizione del pubblico presso lo stand A33 (padiglione2) per fornire un servizio informativo di qualità ai visitatori con un focus specialistico sulle agevolazioni fiscali connesse al recupero del patrimonio edilizio e al risparmio energetico. La presenza in fiera sarà l’occasione inoltre per fornire anche assistenza fiscale a 360 gradi sugli altri argomenti tributari d’interesse generale. Mediante il collegamento all’anagrafe tributaria sarà possibile anche ottenere il codice pin per l’abilitazione ai servizi telematici oppure richiedere informazioni, per fare un esempio, su tessera sanitaria/ codice fiscale stato di avanzamento dei rimborsi e verifica della propria posizione fiscale.

Il Giornale del Piemonte, 26 novembre 2010. Occhi puntati sulla certificazione  energetica. La giornata di oggi, Restructura 2010, si apre  con un Convegno specialistico concepito per fornire un prezioso momento di approfondimento  ai professionisti, dal titolo «Certificazione energetica: un ‘opportunità per i progettisti». Per la prima volta saranno a messe a confronto le potenzialità e le differenze  dei vari metodi certificazione attraverso l’analisi delle norme a cui sottoposti  i progetti  e con il supporto di esempi applicativi. Esperti  di ciascun  processo di certificazione porteranno  le loro esperienze attraverso case story dimostrative e saranno discusse le certificazioni CasaClima , Casa Unica, LEED, Protocollo  ITACA, SB100 AN. Appuntamento in Sala Gialla alle 10. Il calendario di incontri e seminari con i temi più importanti per l’aggiornamento tecnico: normative, sicurezza, gli incentivi fiscali, toccando  anche gli argomenti  più innovativi come i leasing per gli Enti pubblici e Domotica per il completamento.  Un appuntamento da segnalare è la presentazione di Energethica 2011 la mostra convegno dell’energia  sostenibile che si terrà sempre al Lingotto Fiere  dal 7 al 9 aprile 2011. L’ideale completamento di Restructura nell’offerta di soluzioni utili  per il risparmio energetico  e di metodi di produzione  di energia da fonti  rinnovabili  (se ne parla  alle 11 presso la Sala Arancio)
Il Giornale del Piemonte, 3 novembre 2010. Torino Design week per mantenere l’idea della filiera. La filiera torinese e piemontese del design, forte delle aziende e dei professionisti che la compongono  non vogliono lasciare  che il ferro si raffreddi  e  che i riflettori  si spengano su un  comparto  che vanta radici  profonde  nel nostro territorio  e che rappresenta  un potenziale  di crescita interessante  per l’economia locale. Ecco perché da oggi, a domenica torna, con al sua terza  edizione, il «Torino design week».  Sono passati due anni  da quando, nel 2008, la città  di Torino fu nominata Torino  design capital. E da allora  ha continuato  a emergere  un patrimonio spesso sommerso  di imprese che del design hanno fatto  il proprio business, con innumerevoli  sbocchi  in settori diversi tra loro e spesso  impensati. Secondo rilevazioni recenti, in Piemonte ci sono 624 imprese che producono beni o servizi design intensivi o che utilizzano il design come leva competitiva. Metà sono imprese business to business (54%)  metà rivolte al pubblico (46%).  Quasi  il 50%  è concentrato a Torino e produce  i 2/3  del fatturato. Industrial design  e automotive design i settori più importanti. Il design, inoltre  è adottato da quasi la metà delle imprese industriali nello sviluppo dei prodotti, ma solo un quarto lo adotta in modo sistematico. Per quanto riguarda la Camera di Commercio di Torino, esistono servizi dedicati come lo sportello del Designer aperto dal 2008 per offrire consulenza gratuita a chi vuole affidarsi agli strumenti di tutela della proprietà intellettuale: brevetti, marchi, modelli. Un’attività che continua a riscuotere successo e a servire sempre più numerosi utenti: già oltre 250  nel 2010. Tra gli appuntamenti del Design week che inaugurerà oggi alle 11,30 in piazza Vittorio Veneto – il tema portante è questa edizione  è il design cosiddetto «autoprodotto», fenomeno che vede una tendenza, tra i designer di progettare, ma anche produrre e commercializzare i propri prodotti. Un convegno sul tema («Self made meeting») si terrà  nella sala  dei consiglieri  della Provincia. Molte  le realtà locali  coinvolte, da Cna alla Camera  di Commercio, dal Politecnico  all’Istituto europeo  del design , allo Iaad.  E se il «segnalibro» della manifestazione  sarà un’istallazione  composta da sei container  in piazza Vittorio, negli  giorni  si tiene una sorta  di mostra mercato  con alcune  delle realizzazioni  fatte di operatori  del nostro territorio: si tratta  di Operae design  shop&shop e il Paese ospite  sarà l’Olanda. All’vento  faranno da cassa  di risonanza  anche oltre 40  negozi del centro, che esporranno comunicazioni  e materiali  sull’evento.

Il Giornale del Piemonte, 20 ottobre 2010. Artigiani:  i dati ci sono, l’ottimismo non ancora. A pensarci, c’è da rompersi la testa. La quinta indagine congiunturale di Cna Torino, che coinvolge artigiani piccola industria e commercio, si mostra come una serie di numeri solo apparentemente lineari. Già perché nelle loro analisi le conclusioni finiscono ben distanti dal punto di partenza: qui dati, cioè, che mettono a confronto nero su bianco, il periodo che va da maggio ad agosto rispetto all’inizio del 2010. L’artigianato, per esempio, vede aumentare di imprenditori che hanno registrato un fatturato  in ascesa (dal 15% si è passati al 21%). In aumento anche le situazioni di stabilità: dal 47% al 55%. Calano invece coloro che hanno registrato cali di fatturato che erano il 38%  e ora sono il 24 %. In calo ( dal 5 al 4,5% ) anche le imprese a rischio chiusura. Sul fronte dell’occupazione, poi, sono diminuite  le imprese senza dipendenti. Questo vuol dire che sono ripartite le assunzioni, magari di apprendisti. E allo stesso tempo –coerentemente tra maggio e agosto il riscorso alla cassa integrazione è sceso in maniera robusta: dal 20% di inizio 2010 ora si è arrivati al 5%. Anche alla voce credito tutto filo liscio: sono addirittura il 97% le aziende che dichiarano  di non aver problemi di stretta finanziaria con le banche. Unica battuta d’arresto è quella degli investimenti , visto che hanno speso il 6,4%  degli artigiani, mentre  erano stati l’8,4% fino ad aprile. Le previsioni, tuttavia, riportano la freccia  verso l’alto, con un’attesa  che arriva la 7,4%. La situazione  non si discosta di molto per quanto riguarda le altre due categorie  che più recentemente sono nate sotto l’ala di Cna Torino. La piccola  industria per esempio, vede rinforzarsi  le fila delle imprese che vedono crescere il fatturato (dal 20,5, si è saliti al 23,6%) aumentano anche le stabili (dal 53 al 55,9%) mentre diminuiscono quelle in difficoltà (il fatturato è sceso per il 20,5 delle imprese  dato che arrivava al 26,5% nella rilevazione precedente). Passo indietro del ricorso della cassa integrazione anche in questo comparto: dal 50% si è scesi al 36% . Detto in parole fa ancora più effetto: prima usavano la Cig un’azienda su due , ora una su tre. In lieve aumento anche coloro che investono: dal 17% si è arrivati al 20% e le previsioni per i prossimi mesi è di salire ancora di mezzo punto. E si accoda anche  il Commercio: anche qui aumenta il numero di chi vede crescere il fatturato (dal 12, 5 al 23,5%) raddoppiano gli invariati (dal 25% al 55,9%) mentre si riducono a un terzo con cali di fatturato dal 62,% al 20, 6%. Sul fronte del credito, il 92% delle imprese dichiara di non aver problemi con il mondo bancario. Insomma , il panorama non è nemmeno male. Ma tutto questo non basta ai vertici torinesi  dell’associazione di categoria per guardare la futuro con ottimismo: «Siamo  comunque preoccupati perché può accadere che con l’avvicinarsi  della fine dell’anno alcuni imprenditori possano decidere di chiudere» ammonisce  il presidente  di Cna  Torino, Daniele Vaccarino. «E’ fondamentale aggiunge- che a livello politico si creino le condizioni per dare prospettiva e speranze alle aziende». Il piede  sul freno  lo mette anche Paolo Alberti, segretario di Cna Torino: «il problema  più grosso è che i risultati  sono stati, per quando  in crescita, inferiori alle attese  dello scorso quadrimestre. E per il prossimo  anche le attese sono al ribasso. Se la proporzione tra ipotesi e numeri reali rimane la stessa, ho paura che dovremo ricollocarci  a un livello più basso». Nel rapporto  con la politica, la richieste sono chiare:«Dopo un periodo di risposta alla crisi con politiche difensive, ora è il momento di politiche espansive, anche a costo di aumentare il debito pubblico. Speriamo che si deroghi al patto di stabilità, perché ci sono enti pubblici che hanno disponibilità ma non possono spendere». E in base a quanto trapela dagli uffici europei (con tanto di conferma del ministro Giulio Tremonti), la strada potrebbe essere proprio quella.

Il Giornale del Piemonte, 1 ottobre 2010. Artigianato: i giovani  chiedono più spazio. Essere giovani a quarant’anni. Un sogno, per chi vorrebbe fermare il tempo. Un incubo, per chi invece vorrebbe spiccare il suo volo verso l’autosufficienza e prima di quella data. Ne sanno qualcosa gli artigiani, quelli definiti «giovani» ma che non lo vogliono rimanere in eterno. E che, per rilanciare la loro voglia «barbarica» di rivoluzionare la situazione , si sono dati appuntamento oggi a Torino, per una due giorni  intitolata «Cna Next: il futuro non è più quello di una volta». Tantissimi  gli ospiti attesi per confrontarsi con le nuovi generazioni di imprenditori, che dopo questa prima edizione proseguiranno i loro dibattiti anche su Internet, attraverso una sito web apposito  che si chiamerà proprio cnanext. Tra i più attesi, senza dubbio Kerry Kennedy, figlia di Robert Kennedy e presidente della Fondazione che ne porta il nome. Avvocato impegnata sul fronte dei diritti civili, discuterà di legalità e sviluppo economico. Domani ci sarà invece il ministro  della Gioventù, Giorgia Meloni, che più che un intervento istituzionale  si confronterà in dialogo  serrato con oltre trecento partecipanti  attesi al Piccolo Regio. «Al ministro chiederemo un aiuto – spiega Andrea di Benedetto presidente nazionale dei  Giovani Cna  per portare avanti le nostre richieste. Noi non vogliamo più aiuti  a pioggia o finanziamenti a fondo perduto, però chiediamo diritti, acceso al credito difesa del merito e mobilità sociale. L’Italia è infatti il Paese in cui più di tanti  altri i figli finiscono per appartenere alla stessa classe sociale dei genitori senza possibilità di migliorala». Tra gli 80mila  ei 90 mila in Piemonte circa tra cui  circa 3 mila solo a Torino e provincia gli artigiani giovani si guardano intorno. «Sono convinto dice –Di Benedetto – che  i cambiamenti debbano essere “barbarici” cioè rompendo seccamente altrimenti non si fa che ottimizzare l’esistente». E la scelta di Torino non è casuale: «Siamo venuti sotto la Mole per il grande entusiasmo che ci è stato dimostrato da una realtà territoriale particolarmente vivace  e propositiva, ma anche perché Torino è la capitale europea dei Giovani per il 2010» Le discussioni di questi due giorni non potranno fare a meno di riferirsi anche all’attuale congiuntura economica dove proprio l’artigianato (in Piemonte come in Italia) ha rappresentato un’ancora di salvezza. «Se da un lato è particolarmente dura per un giovane mettersi in affari, visto che le situazioni come quello dell’accesso al credito rischiano di essere scoperti – sottolinea Di Benedetto  -in tutta Italia percepisco nelle nuove generazioni  una grande voglia di investire e credere nel futuro. Più che tra i vecchi associati. I giovani  sono pronti a impegnarsi ma senza assistenzialismo piuttosto con la garanzia di veder premiato in merito».

Il Giornale del Piemonte, 3 agosto 2010. Cna Torino: il governo  ripensi al 10% d’anticipo. Dialogo e confronto. E l’unica strada  che si può seguire per sciogliere un nodo che si sta venendo a creare nel modo dell’edilizia. L’ allarme  lo lancia la Cna Torino che a nome  dei suoi artigiani del settore  attira  i riflettori  sul decreto  78/ 2010 approvato  pochi giorni fa  del Governo e Retroattiva dall’inizio  di luglio. Il provvedimento  prevede, caso di lavori  di ristrutturazioni o di risparmio energetico (in cui vengono gli incentivi  rispettivamente  e del 55%), una ritenuta alla fonte per le aziende  pari al 10% calcolato  sull’importo  che pagheranno  i clienti. Un dovere per imprese attive nell’edilizia , ma anche nell’impiantistica e nella produzione di infissi  che parano nel campo della ristrutturazione e della riqualificazione  energetica degli edifici. La ritenuta  del 10% colpisce le risorse delle imprese  - dice Cna  Torino – pregiudica la loro possibilità di investire, riduce la liquidità disponibile, aggrava  le già forti  e crescenti difficoltà di accesso  al credito  per le pmi operanti nel settore delle costruzioni». Le nostre imprese non possono permettersi  di lasciare  per almeno un anno allo Stato  un valore  pari al 10% dell’imponibile della fattura pagata tramite  bonifico dal cliente. Per la maggioranza delle aziende vuol dire rinunciare per quasi un anno al proprio margine  di guadagno. Inoltre  se il legislatore avesse voluto colpire aree di evasione o frode in una logica di vero federalismo, avrebbe dovuto intervenire  su quei territori a più alta infedeltà  fiscale. In realtà  tale norma inciderà negative  su due misure – il 36%  e il 55% di incentivi  - che siano ad oggi hanno agito nel far emergere aree di lavoro nero e irregolare  e hanno incentivato i consumatori  a valorizzare  il proprio patrimonio edilizio».

Il Giornale del Piemonte, 7 luglio 2010. «Studiare i prodotti di domani: ecco  come si riparte».  Nessuna nuova, buona nuova, Una adagio  che, con i tempi che corrono in economia andrebbe riveduto e corretto. Ma questo è quanto dicono gli artigiani torinesi, che hanno partecipato  all’indagine  congiunturale sul primo quadrimestre del 2010. Insomma la situazione si è stabilizzata, non peggiora più anzi,  un briciolo di miglioramenti dei fatturati  c’è  rispetto  ai mesi passati, sia per quanto riguarda (nella galassia di Cna Torino)  gli artigiani in senso stretto, sia la piccola  industria, sia il commercio. Ma se si vuole  davvero  un impennata- pur senza tornare  subito ai livelli  dei pre- crisi- ci  si deve  inventare qualcosa di nuovo. Già, ma cosa? Un idea , in Cna Torino , se la sono fatta «Posto  che l’obbiettivo è finale  è sempre  quello di traghettare  sull’altra sponda  del fiume  il maggior numero  possibile di aziende - sottolinea  il segretario  provinciale , Paolo Alberti – bisogna  investire una risorse una vera e propria  ricerca sul futuro dei prodotti». Insomma; una specie di marketing declinato al domani: «Ci  si deve concentrare sullo studio di quali saranno i settori e le lavorazioni che davvero hanno  delle prospettive  davanti a sé, un arco  temporale di almeno 5 anni. Una volta appurato questo , si deve passare  a una seconda  fase: tutte le aziende  devono aprire  la proprie porte  e lasciarsi analizzare, tra competenze e tecnologie, per capire quante e quali  di loro possono riconventirsi sui nuovi filoni». «Ecco- conclude Alberti- a livello di territorio  a livello di territorio, quella che può essere  una vera politica  industriale. Forti di una valutazione di questo genere, le aziende  potranno  così pensare  se è così pensare se è con chi fare e soprattutto potranno stilare  piani  industriali solidi e credibili». Proprio quello  che serve, di questi  tempi, come lasciapassare  nel dialogo con le banche: «E con l’entrata  in vigore  dei criteri di Basilea  3 i  vincoli al credito saranno ancora più stretti». Intanto, a fronte di una situazione che stenta a decollare, gli artigiani  di Torino provincia non difettano cerca di ottimismo: il 32% pensa di veder aumentare  il proprio fatturato (contro il 22% della rilevazione  precedente), mentre coloro che temono un peggioramento scendono , dal 29,2% al 19,7%. Più ottimista  che in passato  anche la piccola industria (da 23,5 a 29,4% quelli che prevedono miglioramenti). Quello che unisce  i tre ambiti in cui si muove  Cna Torino, però è soprattutto e soprattutto la richiesta al governo della revisione  degli studi di settore. Un dettaglio non trascurabile, poi, riguarda l’occupazione: se le previsioni non sono inclini al boom di assunzioni, la spiegazione  non sta solo nella crisi economica. «Nel nostro settore – dice  il presidente Cna Torino, Daniele Vaccarino- si fa ancora fatica  nell’incrociare la domanda di manodopera  con l’offerta per quanto numerosa. Ci sono capacità e competenze  che non riusciamo a trovare». Una chiave di lettura  che,  in tempi di occupazione, meriterebbe maggiore attenzione.

Il Giornale del Piemonte, 6 luglio 2010. Le voci di quattro regioni per parlare alla politica. Insieme, rappresentano oltre un terzo della potenza di fuoco (economicamente  parlando) parlando  di 800 mila imprese su un totale di oltre 5 milioni  e 300 mila. Ma insieme resistono anche delle difficoltà che in questo periodo colpiscono  il loro settore. Ecco perché gli artigiani di Piemonte, Liguria, Veneto e Lombardia  hanno deciso di unire  le forze per ribadire a una sola voce quelle che sono le priorità e crescere. In particolare, a stringere un patto di ferro  sono state le segreterie regionali  di Cna , che ieri a Torino hanno presentato per la prima volta l’iniziativa  approfittando della presenza  del segretario nazionale  dell’associazione di categoria, Sergio Silvestrini. Si tratta di un documento comune  che ha come interlocutori ideali le rispettive amministrazioni  regionali  e,  più in altro, il governo: si parla di ritardi nei pagamenti, ma anche di semplificazione e lotta alla burocrazia. Infine si discute di infrastrutture , ma senza dimenticare  il tema del credito, visto che proprio di recente il confidi «di casa», Cogart Cna, è stato  ammesso all’articolo 107 del Testo unico bancario, migliorando  la propria capacità di fornire garanzia finanziaria agli associati. «Oggi è Torino e il Piemonte rappresentano una delle realtà più significative del nostro settore – ha sottolineato Silvestrini -  proprio qui abbiamo testimonianze di un artigianato che si sta organizzando per reagire alla crisi. Proprio l’iscrizione  di CogartCna è una grande cosa, in questo senso, visto che i confidi hanno rappresentato un punto di riferimento in un anno  di grande difficoltà insieme  agli ammortizzatori  sociali», Un pensiero anche  al ruolo di Cna: in un momento in cui comincia a vedersi qualche segnale anticiclico, ma restano anche le incertezze, l’associazione di categoria assolve a un ruolo fondamentale». E sulla manovra economica, il giudizio è chiaro: «Stabilizzare il debito pubblico e una necessità ineluttabile. Non mettiamo a disposizione  capacità per riuscirci,  visto che conti in ordine  rappresentano  anche una forza attrattiva  per gli investimenti stranieri. Serve però un equilibrio qualitativo oltre che quantitativo, nei tagli. E una garanzia nei servizi  e nell’efficienza, otre che  nel sostegno dello sviluppo». A livello regionale, Cna ribadisce  il suo elenco di priorità: «Con la Regione  vogliamo riprendere il concetto degli appalti pubblici, assegnati, sotto una certa soglia di valore, con il coinvolgimento  delle imprese del territorio e senza il massimo ribasso come criterio discriminante» ribadisce il presidente  di Cna Piemonte. Francesco Cudia . «Quanto al Piano casa, poi aggiunge  - i buoni propositi si sono inceppati  in regole diverse da Comune da territorio a territorio. Servono cantieri  per uscire  dal vicolo cieco in cui si è finiti». Sull’alleanza con le regioni vicine, la chiave  di lettura  è semplice: «Qui si concentra la più grande parte produttiva del Paese, soprattutto per quanto riguarda le aziende piccole o  conduzione famigliare – dice Michele Sabatino, segretario di Cna Piemonte- e il 50% dell’export italiano passa da qui. Ecco perché da qui deve uscire un messaggio forte al mondo della politica ci sono interventi che non si possono rimandare». Uno  su tutti  come si diceva è legato al riguardo dei pagamenti: «Si parla spesso dei ritardi dell’amministrazione pubblica che spesso impiega sei mesi per onorare le spettanze. Ma per noi i casi più dolorosi son quelli dei ritardi di pagamento tra le imprese, dove i cosiddetti “piccoli” si trovano a sopportare il peso della crisi altrui, ma tra stretta al credito bancario da una parte e clienti che non pagano dall’altra la tenaglia rischia di essere fatale per tante attività artigianali». Quindi serve una regola, nero su bianco: «Ci vuole una legge che regoli i tempi di pagamento dice Sabatino e chiediamo che le Regioni approvino un ordino del giorno che impegni il governo a pronunciarsi in materia. Succede così anche nella vicina Francia, ma anche in Olanda, Germania o Danimarca. Sarebbe un modo concreto per dar seguito allo Small business act dell’Unione Europea  a favore  delle imprese più piccole». Accanto a opere infrastrutturali  da realizzare in tempi certi  per garantire competitività e a una semplificazione che metta Ko la burocrazia inutile, il tema caldo  è ancora quello del credito: «I confidi hanno bisogno di sostegno pubblico e quindi chiediamo maggiore attenzione nell’allocazione delle risorse altrimenti rischiano  di essere penalizzati. Inoltre siamo molto preoccupati  per i nuovi criteri  di Basilea 3, che bloccheranno ulteriormente  i finanziamenti  alle famiglie, ma soprattutto alle imprese». Proprio si credito e imprese, nel pomeriggio di ieri a villa Gualino si è tenuta una tavola rotonda organizzata  Cna Piemonte  e CogartCna . «Questa crisi  che ora colpisce l’economia  reale e quindi le imprese, non è certo partita da noi – sottolinea Sebastiano  Consentino, ex presidente regionale e ora vicepresidente di Cna Piemonte. Però i più colpiti risultano essere proprio i più deboli.  Le imprese ora, mettono a disposizione il proprio bagaglio di lavoro  e la volontà di farcela, ma è necessario che anche gli altri facciano la loro parte, più di quanto l’abbiano fatta fino a oggi». Se infatti, da un lato viene riconosciuto l’impegno della Regione con l’una e con l’altra amministrazione  e se anche le banche in parte si sono mosse, ora questo no basta più: «Ora che si intravvedono  i primi segnali di ripresa – dice Consentino a margine della tavola rotonda – noi imprenditori artigiani dobbiamo trovare un giusto supporto e da questo punto di vista  salutiamo con soddisfazione  la velocità con cui la giunta Cota  risponde  alle necessità  dell’economia. E’ sempre  più importante  rafforzare i confidi  ma anche garantire l’aiuto  alle imprese in un momento  così drastico: le banche  stesse tornino a fare appieno il loro lavoro, concedendo credito ai privati, alle famiglie come alle aziende, che dimostrano di avere i requisiti. Solo così si può rimettere in moto un circolo virtuoso  senza ricadere negli errori del passato. E poi non bisogna dimenticare il taglio della burocrazia un’operazione a costo zero per tutti, che non può che portare benefici, ma che al momento fatica  a decollare  nonostante i tanti annunci».

Il Giornale del Piemonte, 15 giugno 2010. Il mondo delle  imprese  pronto a collaborare. Piace al mondo produttivo piemontese la proposta di istituire una  consulta  imprenditoriale  permanente per accompagnare la realizzazione della Torino Lione, in modo da costruire le migliori condizioni per generare le ricadute imprenditoriali e occupazioni per i territori fin dalle fasi iniziali dalle cantierizzazioni. «Finalmente la situazione è chiara, i tempi definiti. E anche finanziamenti comunitari sembrano essere accessibili. Ha commentato il presidente degli industriali torinesi, Gianfranco Carbonato. In questo quadro di ritrovare certezze è il momento i  cui dare contributi concreti ed impegnarci affinchè l’opera strategica per il nostro territorio e il nostro paese venga realizzata al più presto in modo da generare nuovo impulso per l’economia». Giudizio positivo anche da parte del presidente della Cna Torino Daniele Vaccarino che chiede l’immediata convocazione della consulta mentre il presidente del Collegio costruttori, Alessandro Cherio  conferma l’impegno «affinchè l’impegno le imprese del territorio traggano beneficio, in termini economici e occupazionali , sia dai lavori  per la nuova tratta ferroviaria sia dalla opere correlate». Di passo importante e positivo che parlato  il vicepresidente vicario  di Api Torino, Massimo Guerrini: «L’approccio con cui si sta guardando alla Torino – Lione, un percorso  condiviso di progettazione che ponga attenzione al territorio e alle ricadute positive immediate si di esso».

Il Giornale del Piemonte, 15 maggio 2010. Gli stati generali mettono in cantiere il progetto-ripresa. Le stesse domande, ma ancora nessuna risposta (o comunque poche) il settore delle costruzioni pone ormai da tempo quelle che secondo agli addetti ai lavori sono le priorità da perseguire per poter rilanciare il tessuto imprenditoriale, ma in assenza di cenni concreti di reazione l’unica possibilità è quella di unire nuove voci al coro, in modo da far sentire ancora più forte e chiaro il grido d’allarme. Ecco perché nella giornata di ieri, per la prima volta si sono tenuti gli «Stati generali della costruzioni »: evento unico del suo genere in Piemonte (un solo precedente nazionale, a Roma lo scorso anno) che ha raccolto attorno allo stesso tavolo tutte le anime del mondo edile. Dall’associazione costruttori alle sigle artigiane dalle cooperative ai sindacati. In gioco, numeri che certificano come anche il settore edile sta soffrendo la crisi internazionale pagandolo con licenziamenti, fallimenti o aziende che chiedono  ma anche le strade da percorrere per cercare di rimettere in moto un circolo virtuoso che nel caso delle costruzioni alimenta anche un robusto indotto «Non siamo abituati a manifestazioni di piazza ha sottolineato il presidente di Ance Piemonte, Giuseppe Provvisiero  cui abbiamo sempre preferito il dialogo. Così intendiamo continuare ribadendo però quelli che sono i traguardi principali  da tagliare». Il punto di partenza e che investire nelle costruzioni  (e quindi nelle infrastrutture) da un lato ha una ricaduta positiva  sia occupazione  che economia in senso lato, ma dall’altro attrezza il territorio a ripartire a pari con gli altri competitori quando sarà il momento di accelerare. Le priorità si diceva innanzitutto una modifica la patto di stabilità interno mettendo in condizione le amministrazioni meritevoli di saldare i propri crediti  per i lavori già eseguiti. Quindi sbloccare le risorse già deliberate  dal Cipe nel giungo 2009 (in tutto 11,2 miliaridi) e – a livello telegiornale – avviare quelle piccole opere che possono subito essere cantierate. Il tutto tenendo d’occhio i creiteri di assegnazione dell’appalto eliminando il criterio del massimo ribasso, che porta con se solo cattiva qualità e incertezza sui tempi di realizzazione  effettivi, e portando all’assegnazione diretta senza gara per qui lavori che non superano i 500 mila euro. Grandi speranze sono inoltre risposte in un Piano Casa  finalmente sbloccato in tutti suoi aspetti. Infine accanto all’allargamento  della cassa integrazione e alla facilitazione dell’accesso al credito, anche un più ferreo rispetto delle regole, sia per chi deve lavorare sia per chi si trova poi a pagare. «Incontreremo la Regione – ha ribadito Provvisiero – per chiedere di sbloccare  quei lavori locali  cui hanno già provveduto Lombardia, Veneto Puglia. Senza dimenticare la manutenzione e la messa in sicurezza  per le strade o per l’edilizia scolastica». Proprio sull’edilizia scolastica è dei giorni scorsi l’ultima delibera del Cipe che assegna 350 milioni su scala nazionale  per la manutenzione  e la messa in sicurezza. Ma adesso gli addetti ai lavori che dalla carta si passa al cantiere. «Il 70 % delle scuole vanno messe in sicurezza – ha sottolineato Piero Donnola  di Fica Cisl, ma anche le strade hanno bisogno di manutenzione. Il nostro settore sta affrontando un problema occupazionale, ma quando tocca la Fiat, magari con numeri più ridotti si fa molto più rumore. Ecco perché la nostra richiesta  al governatore Cota è di convocare italiana un tavolo permanente». Ad allargare  il campo della possibilità che l’edilizia aspetta di cogliere in Piemonte, ci sono anche  le grandi opere: «Può partire il corridoio 3 ha detto Giovanno Pibiri  di Filca Cigil- il collegamento Genova -Rotterdam che ha concluso tutti i suoi passaggi. Ma anche la Tav se ci sono soldi quindi la Tangenziale Est di Torino, ma anche i lavori  di visibilità per il Biellese o per il Novarese». Un’altra anima importante del mondo delle costruzioni è quella rappresentata dall’artigianato:  piccole o piccolissime attività  che compongono però la spina dorsale di certe lavorazioni. «Per il Piemonte  è importante valorizzare l’eccellenza artigiana, che per ora è rimasta soltanto un bel logo  da mettere sulle nostre fatture il messaggio di Luciano Gandolfo che  ha parlato a nome di Confartigianato ma anche di Casa Artigiani e di Cna che ha aggiunto «l’offerta di prodotti a chilometri zero»,  dall’argilla al legname e molto altro, peraltro in piena coerenza e nel rispetto delle caratteristiche  estetiche del territorio». Proprio gli artigiani insistono sulla possibilità di assegnare agli appalti  sono i 500 mila euro di valore  senza ricorrere alla gara, ma privilegiando chi lavora sul territorio. E  ancora gli artigiani soffrono più di altri la paga dei ritardi di pagamento: «Non bisognerebbe mai andare oltre ai 60 giorni. Poi ognuno faccia la sua parte, comprese le banche, che devono concedere i finanziamenti». Un’altra richiesta riguarda le agevolazioni in essere, come quella del 55% per gli interventi sull’efficienza  energetica: «Un provvedimento da rilanciare e prolungare –ha detto Gandolfo  visto che è stato uno dei pochi a darci una boccata d’ossigeno». Sulle regione infine, ha insistito anche Mauro Busa a nome delle sigle cooperative. «Le imprese hanno fatto molto per attenersi alle misura di sicurezza. Ora  anche la pubblica amministrazione  che le regole  le produce, deve rispettarle. A cominciare  dai pagamenti e dai criteri  di assegnazione degli appalti».

Il Giornale del Piemonte, 8 maggio 2010. Commercianti e artigiani si preparano alla grande svolta. Partecipare all’elaborazione dell’agenda del Paese: fisco, federalismo, semplificazione legislativa, scuola, infrastrutture. E l’ambizione di commercianti e artigiani, i cui gruppi dirigenti daranno vita a rete imprese Italia l’alleanza che rappresenterà due milioni di soggetti. E’ passato alla storia come «Patto di Capranica» dall’omonimo cinema romano) quello tra Cna Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato per costruire un superorganismo in grado di dialogare alla pari con le istituzioni. E le ricadute saranno visibili soprattutto sul territorio e nelle aree a maggior consistenza produttiva e commerciale. «E’ un avvenimento epocale dove artigiani, esercenti piccoli e grandi, produttori ritrovano un antico spirito di rivalsa per rivitalizzare la società civile nel suo complesso», spiega Daniele Vaccarino, Cna Torino). «Il ruolo propulsivo delle nostre imprese non andrà più disperso» aggiunge Antonio Carta (Confesercenti provinciali). «Il patto a livello nazionale e locale – dice Maria Luisa Coppa (Ascom – Confcommercio), rappresenta la volontà di tutti a livello  locale e nazionale, di emergere da una situazione di limbo».

Il Giornale del Piemonte, 6 maggio 2010. Credito e Confidi nell’agenda regionale. Continua  il giro consultazioni per il neo assessore  regionale allo sviluppo economico e attività produttive Massimo Giordano. Dopo aver incontrato nella giornata di martedì le tre sigle sindacali e gli industriali ieri è stata la volta degli artigiani. Nella sede della Cna Piemonte Giordano ha incontrato il gruppo dirigente della confederazione e i dirigenti della Cogart Cna Piemonte, Sul tavolo temi di stringente attualità come il credito, soprattutto per quanto riguarda l’accesso e più generale i rapporti che gli artigiani e le piccole imprese si trovano a vivere con il mondo delle banche. «Il rilancio dell’occupazione hanno sottolineato in vertici di Cna Piemonte, il presidente Francesco Cudia e il segretario Michele Sabatino è strettamente legato alle capacità di creare opportunità imprenditoriali e di nuovi investimenti sul territorio piemontese». «Come Cna Piemonte – hanno aggiunto ribadiamo l’esigenza di avviare al più presto le opere immediatamente – cantierabili, di rafforzare i contratti  di insediamento per nuove imprese e ridefinizione delle procedure  degli appalti  con importi che arrivano  fino a 500 mila euro che favorisca la partecipazione  delle imprese del territorio a tali lavori». Strettamente legata al tema del credito è la priorità che Cna ha ribadito a Giordano: serve un’immediata proroga del fondo anticiclico previsto delle legge 34 in scadenza per il mese di giugno. Accanto a questo, è necessario anche il rifinanziamento del credito  agevolato per investimenti e scorte, così come è sempre più urgente l’individuazione di chi dovrà essere il soggetto gestore. «Abbiamo anche sollecitato ha detto Sabatino – il trasferimento ai confidi delle risorse già stanziate nella passata legislatura, insieme all’individuazione di ulteriori risorse per il potenziamento dei confidi stessi con particolare attenzione alle strutture  vigilate dalla Banca d’Italia». Nell’occasione dell’incontro di ieri, la Cna Piemonte ha chiesto all’assessore regionale Giordano di fare da intermediario con il governo nazionale  affinchè la moratoria  sui mutui in scadenza  a giugno possa essere prorogata  sia sui finanziamenti  ordinari, sia su quelli agevolati. «L’assessore ha espresso vivo interesse per gli esposti – ha spiegato il presidente Cudia alla fine dell’incontro – e ha ribadito il proprio impegno a fissare nei prossimi giorni, così come preannunciato dal presidente Cota, tavoli di approfondimento in materia di credito, internazionalizzazione e lavoro per rilanciare l’economia piemontese.

Il Giornale del Piemonte, 22 aprile 2010. Un libro di Vico dedicato ai «Piccoli». Si chiama «Piccoli, la pancia del Paese» il libro protagonista ieri sera  presso la sala Giolitti  del Centro Congressi  Torino  incontra. Scritto da Dario di Vico, il volume è stato presentato  (oltre  che dall’autore) dal presidente di Cna Torino Daniele Vaccarino, dal segretario cittadino di Cisl Nanni Tosco e dal professor Giuseppe Berta della Boccini  di Milano. L’incontro è stato moderato da Paolo, segretario di Cna Torino.

Il Giornale del Piemonte, 15 aprile 2010. Non solo cibo: ora a Torino è la moda a diventare slow. La lentezza del vestirsi? Non è solo abitudine femminile da barzelletta. Può essere uno stile di vita e un modo di pensare. Per quanto riguarda gli artigiani che fanno capo a Cna Torino, la «Slow fashion» è soprattutto un marchi di qualità, una garanzia legata a un capo d’abbigliamento che certifica la sua  tuotale diversità rispetto  alle catene  di montaggio  made in China, dai falsi e dai tarocchi , ma anche dal caos delle distribuzioni presso i grandi commerciali. Un po’ come la filosofia che tanto ha – proprio da questo per il cibo di nicchia e di qualità allo stesso modo l’artigianato torinese  vuole rialzare la testa e rivendicare  la propria unicità e le proprie caratteristiche  distintive. «Slow Fashion» è un marchio che Cna Torino ha registrato a livello europeo e che se all’inizio poggia su una base  di circa 300 aziende associate vuole ampliare i suoi confini. Ma mantenendo sempre un rigoroso disciplinare cui attenersi. «C’è un altro modo di vestire lontano dal caos di grandi centri commerciali e dai prodotti tessili usa  e getta  che invadono i mercati rionali», è il messaggio. E gli artigiani si propongono come ambasciatori  di questi valori legati a capacità manuali e intuizioni stilistiche innovative, competenze tecniche e buon gusto. Ne emerge così una dimensione che non esclude quella massificata né quella delle grandi «griffe» piuttosto si tratta di una proposta  nata da un lavoro lento e meticoloso «che chiede di essere  indossata  con consapevolezza». «Perché vestire bene – dicono gli artigiani- è un piacere  che va gustato con calma, come leggere un buon libro o degustare un buon vino». Intanto  a Rivoli  è stata presentata la nuova tappa di «La qualità oltre il design» mostra – evento dedicato proprio alla moda all’arte e al design made n Italy. Dopo le esperienze positive di Chieri e Susa (9000 visitatori) la proposta ritorna  alla Casa del Conte Verde, da sabato fino al 16 maggio a ingresso gratuito. In esposizione, abiti prodotti di sartoria , tessuti accessori e bijou tutti di produzione artigianale locale.

Il Giornale del Piemonte, 2 aprile 2010. Cna scrive a Cota: «Adesso lavoriamo per la ripresa». Prima  erano priorità da esporre  in occasione della campagna elettorale. Ora che le urne hanno dato il loro esito ecco che i temi caldi della ripresa diventano materiale di discussione politica, di stringente attualità. A ribadirlo, è Cna Piemonte, che mostra ovviamente un punto  di vista particolarmente concentrato sul mondo artigiano e sulle piccole imprese. «Ci congratuliamo con il neoeletto presidente della Regione Roberto Cota. Dice il presidente della Cna Piemonte Franco Cudia -. Nell’augurargli buon lavoro, confermiamo la nostra piena disponibilità a contribuire con proposte e confronti al rilancio dell’economia piemontese». Ricollegandosi proprio al confronto avuto con Cota durante la campagna elettorale. Cna ribadisce l’urgenza dell’intervento su alcuni settori. «E’ necessaria afferma il segretario regionale della Cna Piemonte. Michele Sabatino – un’immediata concertazione tra le parti sociali e Regione e per il sostegno del lavoro nell’artigianato e nella piccola impresa per potenziare gli ammortizzatori sociali. Inoltre occorre ridurre il costo del lavoro non solo attraverso la decontribuzione e la defiscalizzazione, ma anche mediante la diffusione della previdenza complementare  che consentirà attenuando in prospettiva gli attuali gravosi costi della previdenza obbligatoria, da liberare risorse finanziarie da destinare alle attività e all’occupazione». Ma tra le grandi tematiche da affrontare per garantire il respiro necessario all’economia regionale c’è senza dubbio quella delle opere di manutenzione e messa insicurezza dalle strutture pubbliche. Secondo Cna, serve un vero e proprio Piano: «Bisogna facilitare  la partecipazione delle piccole imprese agli appalti pubblici, inserendo nei capitoli  l’obbligo di utilizzo di materie prime  tipiche dei territori in cui vengono svolti i lavori», sottolinea il presidente Cudia. E un altro terreno in cui intervenire immediatamente è la neutralizzazione degli effetti più deleteri dell’applicazione della direttiva Bolkestein, con maggiori regolamentazioni per l’apertura di nuove attività evitando una concorrenza senza regole. Infine ma non certo per rilevanza, il tema del credito: «Ci attendiamo conclude Cudia - un nuovo cospicuo piano di patrimonializzazione nei confidi per favorire l’accesso al credito delle imprese artigiane. Chiediamo al presidente Cota di porre urgentemente  al tavolo  della Conferenza Stato Regioni la moratoria di Basilea2». Altrimenti con i bilanci di fase di chiusura e i vecchi parametri, addio finanziamenti.

Il Giornale del Piemonte, 25 marzo 2010. Artigiani al voto: tra dubbi e richieste improrogabili. Non fosse che la questione è terribilmente seria ci sarebbe quasi da sorridere. Nell’approssimarsi di un nuovo appuntamento elettorale, infatti, artigiani e pmi ritrovano di nuovo nella posizione che la tradizione popolare affida alla bella Maria: tutti la vogliono ma poi nessuno se la piglia, lasciandola con un palmo di naso. E a tre giorni dalle Regionali la Cna ha deciso di alzare la voce con i suoi rappresentati torinesi  e piemontesi. «Siamo stufi ha detto il presidente di Cna Torino Daniele Vaccarino, il segretario cittadino Paolo Alberti e il segretario regionale Michele Sabatino di sentirci sempre dire che il nostro settore è la spina dorsale dell’economia per poi vedere che le politiche  imprenditoriali privilegiano la realtà più strutturata e i settori più distanti da noi». Ecco perché dopo alcune prese di posizione ufficiali in accordo con altre sigle datoriali, Cna pone ai candidati alla Regione una domanda specifica e che li tocca da vicino: «Siamo una risorsa per la ripresa o soltanto una zavorra?». E un documento inviato a chi aspira a guidare la Giunta sintetizza i temi più impellenti da affrontare, le risposte più stringenti cui dare risposta. Da una distribuzione degli aiuti più ritagliata sulle dimensioni delle pmi a un maggiore equilibrio fiscale complessivo tra tributi nazionali e locali. Per tacere dei ritardi di pagamento (ormai sempre più diffusi anche a livello privato) e degli aumenti per la ex tassa (e ora tariffa) dei rifiuti. Tra tutte, la necessità più impellente è però, senza dubbio, quella del credito: la chiusura  dei bilanci 2009 è ormai questione di giorni e se non si farà qualcosa per ottenere una moratoria dei parametri di Basilea 2, «i meriti» che le aziende potranno vantare nel chiedere un finanziamento alle banche che cammineranno su gambe decisamente deboli. «Il valore della piccola impresa e dell’artigianato – conclude Francesco Cudia, presidente di Cna Piemonte - non può rimanere un’enunciazione. Deve diventare strategia progettazione e azione concreta delle amministrazioni». Intanto, per affiancare quelle attività artigianali che a seguito della crisi si trovano a dover affrontare una situazione particolarmente complicata, nasce Cna Sos imprese: si tratta di un pool di esperti di credito, finanza, diritto e burocrazie varie pronti a consigliare agli imprenditori a seguire la strada migliore per tornare a crescere.

Il Giornale del Piemonte, 25 marzo 2010. Cifre - A Torino i dati migliorano. Dati migliori dell’ultima rilevazione, ma lo scatto verso l’alto deve ancora arrivare. Si può riassumere così l’ultima indagine congiunturale condotta da Cna Torino. Sono infatti diminuite di alcuni punti percentuali le aziende che vedono calare il loro fatturato (dai 41,9 al 39,6) mentre chi ha visti  il fatturato invariato è stato il 41% (contro il vecchio 44,9%). Fatturato in crescita, infine per il 19,4% delle attività artigiane: erano il 13,2% a metà 2009. Migliora  anche  la situazione occupazionale: stabili coloro che intendono ricorrere ad ammortizzatori sociali mentre calano le aziende che hanno ricorso (il 5,8 contro il 19%). Scese anche  dall’ 81 al 59,3% le aziende che hanno usato ammortizzatori per più di metà dei dipendenti. Anche se rimangono al di sotto dei livelli del 2008, crescono, anche le imprese che vogliono investire.

Il Giornale del Piemonte, 9 marzo 2010. A Rivoli è nato il nuovo sportello che aiuta il popolo delle partite Iva.  Dalla ricerca di una nuova occupazione all’assistenza nelle pratiche burocratiche per l’apertura di una partita Iva e così via. A Rivoli prende il via da lunedì prossimo 15 marzo, lo sportello per l’orientamento al lavoro autonomo realizzato da Cna Torino in collaborazione con il comune. Si tratta di un servizio che si schiera a  fianco dei lavoratori in proprio operativo ogni lunedì dalle 9,30 alle 11,30 nella sua sede di via Dora Riparia 2/c, nelle immediate vicinanze di Palazzo civico. Tra le possibilità offerte agli utenti l’orientamento al lavoro autonomo la consulenza alla creazione d’impresa per apertura partita Iva, iscrizioni in Camera di Commercio, Inps e Inail, le messe a norma locali, la consulenza al credito per l’apertura di una nuova attività economica. L’iniziativa è stata passata da Cna- Associazione Provinciale di Torino in rappresentanza delle quasi 15 mila imprese artigianali, commerciali e piccole industriali  in provincia di Torino. Proprio in un momento come questo può risultare prezioso un servizio gratuito di orientamento al lavoro automono rivolto a tutti i cittadini residenti che a causa della perdita di un posto di lavoro dipendente o spinti da un desiderio di mettersi  a lavorare in maniera indipendente desiderano conoscere meglio opportunità  e rischi connessi all’apertura di un ‘attività in proprio. «L’autoimpreditorialità anche in tempi di crisi dicono da Cna Torino permette di fornire risposte concrete a chi è alla ricerca di una prima occupazione, quindi i giovani o ha voglia  di indipendenza dal proprio datore di lavoro  e di esprimere al meglio le proprie capacità  professionali, ha necessità di reinventarsi un ‘occupazione dopo la perdita di un posto di lavoro dipendente». Da oltre 60 anni la Cna è specializzata nella costituzione di società e ditte individuali ed è in grado di fornire tutta l’assistenza legata  alla creazione della partita Iva, il versamento dei contributi previdenziali, l’inquadramento di eventuali dipendenti. Ogni anno, la Cna  assiste così nella loro costituzione  oltre 500 imprese».  Ma lo sportello ha anche una funzione di orientamento  al mondo del lavoro: vuole essere infatti uno strumento di dialogo  con gli studenti dell’ultimo anno del liceo delle scuole medie superiori e degli istituti professionali.

Il Giornale del Piemonte, 4 marzo 2010. Basilea 2, pagamenti e bandi: dalla Ue un’ancora per le Pmi. Le piccole e medie imprese con motore potente per far riprendere l’economia locale, ma anche quella mondiale. La convinzione, ormai ha pervaso addirittura le alte stanze dell’Unione europea che ha dato vita alla Small Business Act, ma sul territorio si attendono ancora gli effetti concreti. Ecco perché Cna Piemonte, a none del settore artigiano (ma non solo, in realtà) le direttive impartite a livello comunitario siano ancora distanti  dal farsi vedere a livello locale. «Il governo italiano sottolinea Michele Sabatino – segretario Cna Piemonte ha recapito tempestivamente questa indicazione dell’Europa, ma questo non basta ancora». «Erroneamente - aggiunge Franco Cudia, presidente  di Cna Piemonte si è tradotto lo slogan dell’Unione Europea in “Pensiamo in piccolo”. In realtà se si dice “Think smal first”, bisogna intendere che innanzitutto si deve pensare alle piccole imprese, ma pensare  in grande». L’invito, insomma, è che la reazione a catena raggiunga al più presto anche gli anelli più lontani, come per esempio la nostra ragione. In particolare all’interno dei dieci principi che lo Sba (Small business act) richiama a favore della pmi, ce ne sono alcuni particolarmente importanti e particolarmente «in ritardo». Già molto  si dice e si è detto alla necessità di tagliare la burocrazia, che non fa altro che appesantire l’attività delle imprese. Attenzione particolare, invece, viene risposta nei bandi negli appalti pubblici: «le procedure, soprattutto per quanto riguarda le piccole opere pubbliche locali – dice ancora Cudia devono essere tarate per valorizzare maggiormente proprio le eccellenze le imprese del territorio, portando  le eccellenze le imprese del territorio, portando avanti così un discorso di filiera corta, i relativi sui costi assieme a quello della qualità». Una ferita ancora decisamente aperta è quella dei pagamenti. E in particolare dei ritardi sui tempi stabiliti. Un vero e proprio cappio al collo, di quelle pmi che magari hanno anche lavori da compiere ma che poi non riescono a incassare la somma pattuita. «Questo - dice Michele Sabatino – è uno degli argomenti in cui nel corso degli ultimi anni se non decenni alcuni provvedimenti a livelli diversi sono rimasti disattesi: basti pensare a pagamenti per contratti di subfornitura che coinvolge certo la pubblica amministrazione, ma anche i rapporti tra privati. Bisogna prendere a esempio il modello francese, dove lo sforamento dei tempi di pagamento comporta precise sanzioni per chi sgarra». Un altro aspetto  rilevante (è disatteso) è quello che tocca da vicino l’autotrasporto: «Da tempo si parla di tariffe a forcella, per gli autotrasportatori con pagamenti adeguati  alla variazione del costo del carburante dei pedaggi autostradali e così via. Tutto, ovviamente rimasto sulla carta». Dice il segretario di Cna Piemonte. Al termine di questo giro di orizzonte e non può mancare il discorso credito anche in questo caso lo Sba si propone di facilitare  l’accesso ai finanziamenti per le pmi mentre la realtà è ancora un’altra. La spada di Damocle, in particolare, è legata ai parametri senza accorgimenti, sarebbe una vera strage. Chiediamo invece che l’Europa istituisca una sospensione, una moratoria di Basilea 2. E bisogna fare in fretta perché i bilanci si chiuderanno entro Pasqua».

Il Giornale del Piemonte, 4 marzo 2010. Rivoli nasce lo sportello per gli autonomi. A Rivoli nasce lo sportello per l’orientamento  al lavoro autonomo. La presentazione ufficiale è fissata per lunedì  alle 11.30 presso il Palazzo Comunale in corso Francia 98, sono previsti gli interventi del sindaco di Rivoli, Franco Dessi , l’assessore al Lavoro e Sviluppo economico locale, libero Manganiello, il presidente della sede Cna di Rivoli Piergiorgio Totino, il i responsabile della sede di Cna di Rivoli Nando Parisi e il Responsabile della Comunicazione  della Cna Torino Alessio Stefanoni. Lo sportello vuole essere un servizio gratuito ai cittadini  offerto dalla città di Rivoli  in collaborazione con la Cna Torino a partire dal 15 marzo 2010. Sarà aperto  ogni lunedì dalle 9.30 alle 11.30 in via Dora Riparia 2/c, Rivoli (a fianco del Palazzo Comunale).

Il Giornale del Piemonte, 4 marzo 2010. Gli imprenditori scrivono al Governo: ecco i Sì-Tav. Tav, sempre Tav, fortissimamente Tav. Lo ribadiscono a una sola voce tutte le componenti del tessuto economico  piemontese. E per farlo, le 13 sigle che compongono il coordinamento delle Associazioni imprenditoriali del Piemonte, hanno scritto ai massimi interlocutori  a livello nazionale e locale. Un documento ufficiale a firma di Confindustria Piemonte, Confapi Concfcommercio, Ance, e Confartigianato, Cna Casartigiani. Legacoop, Cia, Coldiretti e Confagricoltura è stato spedito sulle scrivanie  del ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, del ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, del ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti e del sottosegretario alla Presidenza  del Consiglio dei ministri Giani Letta. Insieme a loro, sono stati coinvolti anche i parlamentari  e i sottosegretari del Piemonte . Se da una parte dunque le truppe  dei No Tav non perdono occasione per far sentire il loro desiderio, anche il fronte dei Si Tav non cede di un passo. E per l’anima produttiva della nostra regione la convinzione sempre più radicata è l’esigenza di procedere senza indugi nella progettazione e nella realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione. Quel che serve secondo gli imprenditori  e il massimo impegno da parte del Governo e dei parlamentari piemontesi per assicurare  tempi certi e risorse adeguate a supporto del progetto della nuova linea ad alta capacità. Una dedizione continua  che non ammette più ritardi da esprimere in  tutte le sedi istituzionali e nelle occasioni di comunicazione: il nuovo collegamento ferroviario deve essere una priorità assoluta rispetto ad altri progetti infrastrutturali relativi alle grandi opere che interessano l’Italia. Decisamente fitta l’agenda che il Coordimanento delle associazioni imprenditoriali sottopone ai ministri ai parlamentari. A cominciare dall

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