CNA - Associazione della Città Metropolitana di Torino - la Repubblica
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La Repubblica, 7 dicembre 2010. Arte e Artigianato. Gli artigiani torinesi anticipano i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia  con una mostra inaugurata il 4 dicembre al castello di Susa. L’iniziativa coordinata da Cna – si propone di celebrare lo stile italiano nell’arte, nel legino-arredo, nel design  e nell’alimentare. E’ aperta  tutti i week end ( dalle 14 alle 20) ma anche domani ( 8 dicembre ), a Santo Stefano e all’Epifania. Info: 011/ 46. 17.652.

La Repubblica, 28 novembre 2010. Chiude Resctructura. Ultimo giorno al Lingotto di via Nizza 294 di Resctructura. La rassegna dedicata al mondo dell’edilizia. Promossa da Cna che oggi alle 10  propone l’assemblea annuale con la tavola rotonda. «Federalismo istituzionale e fiscale: slogan  o opportunità? Governo, Regioni, Comuni e imprenditore a confronto» con il presidente Regione, Roberta Cota, il sindaco Sergio  Chiamparino  e l’assessore  regionale Giordano. Info www.regione.piemonte.it

La Repubblica, 9 novembre 2010. Morto storico dirigente di Cna Piemonte. E’ scomparso Enzo Bajardi, storico, storico dirigente  della Cna, della quale è stato presidente regionale dal 1987 al 1994. Nato nel 1929 durante la liberazione nonostante la giovane età fece parte delle brigate partigiane  Sap. Diplomato all’istituto tecnico “ Avogadro” , prima in proprio (avrebbe poi fondato la ditta di tecnigrafi  che porta il suo nome) lavorò come disegnatore meccanico, impegnandosi  contemporaneamente  nel Pci  e nel sindacato; iscritto  fin dalla fondazione della sua impresa alla Cna , Enzo Bajardi si affermò come imprenditore e diventò un punto di riferimento essenziale per la confederazione assumendo sempre più importanti fino a diventare presidente regionale  e vicepresidente nazionale.

La Repubblica, 3 novembre 2010. Torino design una settimana “autoprodotta”. Al via alle 11.30 la terza «Torino Design Week» organizzata dall’omonima associazione con Camera di commercio, Ied, Iaad, Cna, Politecnico, che fino a domenica porterà in città un fitto programma di mostre, workshop e dibattiti sul tema del «design autoprodotto», nuova tendenza nel campo della progettazione e la distribuzione. Da segnalare  «Design Inside» in piazza Vittorio: sei container dove associazione e scuole presenteranno una successione di eventi mirati al coinvolgimento del pubblico, e l’«Operae design shop&show, prima mostra mercato dedicata al design autoprodotto alla Borsa Merci di via Doria 19, la Sala Bolaffi in via Cavour 17 e l’ex Chiesa Metodista in via Lagrange 13. L’istituto di Arte Applicata e Design propone la serata «Young designers & artist night», Sabato alle 21, 30 in via Sant’Agostino 28. Info www. torinodesignweek.org

La Repubblica, 2 novembre 2010. Container Rosa. Per la «Torino Design Week», da oggi a domenica 7, in piazza Vittorio Veneto, la Cna organizza l’allestimento del «Container in rosa». Info: www.cna-to.it

La Repubblica, 23 ottobre 2010. I centri benessere lanciano l’allarme: “Troppi abusivi, rischi per la salute”. Chiedono a gran voce una regolamentazione e lanciano un allarme abusivismo, anche per proteggere  i clienti da trattamenti inefficaci, i macchinari pericolosi o contro producenti, e da concorrenze sempre più sleali. A Torino ci sono 1100 centri estetici, in tutto il Piemonte ce ne sono 2246, ma a questi dati si deve aggiungere un 40 per cento  di abusivi. Per discutere di questi temi il Cna benessere (la confederazione nazionale dell’artigianato) ha organizzato un seminario che si svolgerà domani a villa Gualino, in cui si affronteranno argomenti sia di aggiornamento scientifico e manageriale come apparecchiature e trattamenti di ultima generazione, sia i problemi che riguardano la mancanza di norme specifiche a cui parteciperà anche l’assessore al Commercio Alessandro Altamura. Essere belli costa e le donne in particolare  lo sanno bene: tra massaggi per sconfiggere la cellulite, cerette per eliminare i peli superflui pulizia del viso e peeling per il corpo, spesso si finisce per spendere ogni mese buona parte del proprio stipendio. E anche per questo la tentazione di rivolgersi a pseudo estetiste che offrono depilazioni a domicilio  a basso prezzo o ai centri di massaggi orientali che stanno sempre più numerosi in città comincia ad essere sempre più forte. «A discapito  però molto spesso, di igiene, efficacia e pulizia» mette 8in guardia Elisa Forte presidente regionale di Cna benessere «perché dietro ai prezzi  di un centro estetico ci sono qualità e regole  che debbono essere rispettate». Diffidare dunque di una ceretta a 20 euro, di un massaggio a 15 euro». Dietro alle cifre più elevate ci sono costi per sterilizzare strumenti e macchinari, per offrire al cliente biancheria usa e getta  e asciugamani sempre puliti, oltre a personale qualificato». Spiega ancora Elsa Forte che svolge da molti anni l’attività nel suo centro “Club Elle” , in via Saffi 23. «Attenzione dunque ai centri orientali dei cinesi , non sappiamo quali prodotti  o creme vengono utilizzate, non si hanno garanzie sulle frequentazioni di corsi specifici»aggiunge Davide Padroni, coordinatore regionale del Cna, «a differenza loro, aprire un centro benessere costa in media tra gli 80 e i 150 mila euro. Bisogna pagare il personale e macchine costose  anche più di 50 mila euro che dopo due anni sono già superate. Inoltre il settore dell’estetica è poco regolamentato: abbiamo di recente avuto un incontro con Lucia Barberis, dirigente regionale, e abbiamo ottenuto  un primo risultato. La giunta dovrebbe presto emanare un “parere autentico”  che spiegherà tutto ciò che estetico, e quali no». Il problema  delle macchine  utilizzate  per i trattamenti  viso e corpo è finito sotto la lente del pm Raffaele Guariniello che si visto arrivare numerose denunce  per ustioni  causate  da lampade  abbronzanti o depilazioni  al laser. «E’ necessario che i centri estetici sappiano quali  macchine possono utilizzare. Trattamenti  come la luce pulsata  potranno essere  eseguiti  solo per la depilazione e non per il fotoringiovanimento   delle pelle, macchinari  che agiscono  troppo la profondità come la  cavitazione (che  per utilizza ultrasuoni per sconfiggere inestetismi) ora saranno  probabilmente proibiti alle estetiste».

La Repubblica, 20 ottobre 2010. Artigiani edili, crisi continua. E a Mirafiori torna la “cassa”. L’economia continua a girare  a stento. Lo dicono gli artigiani della Cna Torino. Lo rimarcano i costruttori edili dell’Anche Piemonte, lo vivono sulla loro pelle gli operai delle presse di Mirafiori. La Cna rileva  come nel secondo quadrimestre  i fatturati siano ancora diminuiti  per il 24 % delle imprese e aumentati solo per il 21%. Il presidente  Daniele Vaccarino però sottolinea che «c’è un lieve aumento delle nuove assunzioni e le aziende sono ottimiste sull’andamento degli ultimi mesi del 2010». Comunque, aggiunge  il segretario Paolo Alberti, fine a fine anno la caduta sarà forte. Chiediamo alla Regione meno politiche  difensive e maggiori azioni che creino sviluppo». Nel settore delle costruzioni, «la vera crisi si sta manifestando nel corso  del 2010». Come si dice il presidente regionale dell’Ance, Giuseppe Provvisiero. In media le aziende dichiarano di avere  attività assicurate per 10, 3 mesi in meno rispetto a inizio 2010. Ma, fa notare Provvisiero, «chi lavora per la committenza pubblica ha solo 3 mesi di lavoro garantito: non si era mai registrato un valore così basso. Ora più che mai occorre il sostegno dei  decisori pubblici». Brutte notizie  anche per Mirafiori , dove si farà altra cassa integrazione . Dopo le Carrozzerie , questa volta tocca alle Presse, in cui lavorano 690 operai e 70 impiegati. Che varcheranno  tutti quanti i cancelli  in maniera regolare per meno di tre settimane nell’arco del prossimo mese  e mezzo. Secondo il segretario  della Fiom Torino, Federico Bellono, «serve un confronto urgente con Fiat  enti locali sulle prospettive  di Mirafiori».

La Repubblica, 19 ottobre 2010. Cna Congiunturale. Alle 11 di oggi alla Cna Torino, in via Millio 26 il presidente e il segretario della Cna  Torino. Daniele Vaccarino e Paolo  Alberti, presentano la quinta «Indagine congiunturale sull’artigianato e la piccola  industria» realizzata da Cna Torino. Info: www.cna.to.it

La Repubblica, 9 ottobre 2010. Sei chilometri  di gemme nei padiglioni del Lingotto. Sei mila metri lineari di minerali. Gemme preziose, cristalli, conchiglie, fossili, meteoriti e ambre, oltre trecento  espositori da tutto il mondo. Decine di stand di musei, parchi , associazioni naturalistiche. Sono i numeri della trentanovesima edizione del «Turin Mineral Show Euromimeralexpo Immagine Natura», ancora oggi e domani nel primo padiglione del Lingotto. Una vetrina internazionale con il verde intenso degli smeraldi, il fascino dell’ambra il rosso del corallo e i cristalli dei minerali, in campione da collezione oppure incastonati nella collezione della «mostra «Pietra su Pietra -la Moda mai vista a Torino» organizzata dalla Cna Federmoda. Info www.euromineralexpo.it  

La Repubblica, 3 ottobre 2010. “E’ il profitto il motore vincente per la cultura”. «La cultura non può continuare  a vivere grazie alle fondazioni senza scopo di lucro. Il profitto è un motore vincente che non va demonizzato». Lo scrittore Alessandro Baricco parla dal palco del convegno nazionale dei giovani  imprenditori della Cna al Piccolo Regio. «E le associazioni, i teatri e le altre realtà che compongono il panorama culturale – sottolinea – ancora Baricco – non ricercano un ritorno economico difficilmente si preoccuperanno di produrre  qualcosa che interessi  veramente la gente. E’ una filosofia che non mancherò di applicare in prima persona. Come?  La scuola Holden dagli attuali 30 studenti ne ospiterà 200 distribuiti in tutta Italia». I rischi con cui devono confrontarsi gli imprenditori Baricco li conosce bene. «Quando ero piccolo- racconta – mio padre lasciò il lavoro che da dirigente alla Pirelli, per fare il libero professionista. Una svolta che in famigli fu vissuta come un dramma. Allora mettersi in proprio era considerato una vera avventura: tant’è che vedevo mio padre come un moderno Robin Hood». Gli imprenditori volenti nolenti possono contare solo su se stessi. «Mi ricordo ancora mia madre – riporta Baricco- che quando eravamo a tavola  ci invitava  a mangiare, visto “ di cibo ancora ce n’era ancora” » Ma sono veramente solo i soldi a spingere un imprenditore a fare quello  che fa? L’interrogativo arriva dai giovani della Cna. « Non credo- risponde- Tornando a mio padre, non mi scorderò il suo entusiasmo di quando era finalmente  riuscito a inventarsi una casa che si poteva costruire in solo sette giorni. E tutta in cemento armato. Dei soldi gli interessava poco: una volta che la casa fu finita si accontentava di rimirarla in continuazione. L’aspetto economico, come ho già detto resta però importante. E’ falsa la storiella che per cambiare il mondo in positivo sia necessario  rimetterci del denaro». Alla richiesta dei giovani imprenditori, che venerdì avevano invitato gli enti locali a fare loro da garante ne confronti delle banche, a provato a rispondere il ministro  per le Politiche giovanili, Giorgia Meloni a sua volta ospite al meeting Cna «Per aiutare la voglia di impresa delle giovani generazioni- annuncia il ministro- il Governo sta pensando di mettere a punto un pacchetto di iniziative per facilitare l’accesso di credito. In alternativa intendiamo lavorare su un meccanismo  di tassazione  agevolata o  di detassazione. Nel programma del Pdl, si ragionava per esempio su una no tax area o su un forfait di una tassazione agevolata al 10%. Trovare la copertura economica è sempre un problema, ma il tema delle giovani imprese  resta importante». Dal dibattito della Cna  esce un ritratto dell’Italia come di «un Paese  corporativo, con barriere  d’ingresso nel mondo del lavoro  devasta ti  per un giovane». E Torino no fa eccezione. Resta il confronto con gli immigrati. «Una realtà indispensabile – conclude Edoardo Nasi , scrittore e imprenditore  tessile a Prato- alle cui spalle, non dobbiamo scordarcelo  c’è già una selezione naturale: ad arrivare solo il meglio degli stranieri».

La Repubblica, 2 ottobre 2010. “Il futuro non è più quello di una volta”. La delusione dei giovani imprenditori. Alcuni hanno appena 18 anni. Sognano di avviare un impresa, ma con il loro progetto deve confrontarsi con il diniego delle banche: niente garanzie, niente soldi. Ieri e ancora oggi, il popolo dei giovani imprenditori della Cna – solo in Piemonte solo 60 mila – è al Piccolo Regio per lanciare un appello al mondo pubblico e privato. Non mancano gli ospiti d’eccezione come Kerry Kennedy, figlia del senatore Robert che da anni si occupa di lavoro minorile (intervenuta ieri) o lo scrittore Alessandro Baricco protagonista oggi insieme con il ministro alle politiche Giovanili Giorgia Meloni. E il sostegno del capo dello Stato: «Appare insostituibile il contributo che le nuove generazioni di imprenditori artigiani si propongono di offrire per assicurare una crescita economica coerente con la necessaria tutela del lavoro e dell’occupazione , salvaguardando così l’indispensabile  coesione sociale» ha scritto il presidente Giorgio Napolitano in un telegramma agli organizzatori.  Ma dalla Platea del «Piccolo Regio» emergono soprattutto i bisogni dell’imprenditoria del futuro. Prima di tutto – spiega Erica Lazzarini 34 anni, presidente Giovani Imprenditori  di Cna Torino- chiediamo agli enti locali di aiutarci. Come? Facendo da garante per noi con le banche: è l’unica strada per chi è all’inizio e non possiede beni immobili  o grandi somme di denaro». Erica  ha lanciato nel 2005 la piadina piemontese “Gofri” a un forno itinerante che tocca tutte le fiere enogastronomiche, si accompagna la vendita al dettaglio  solo Eataly ne ordina cento pezzi a settimana. Sulle garanzie con le banche c’è già l’impegno  della Regione. «Il 15 ottobre – annuncia l’assessore al Lavoro Claudia Porchietto attiveremo un fono per il micro credito. Sarà dedicato  a quegli imprenditori che non possono rivolgersi in banca  perche senza garanzie. Un ruolo che riscoprirà la stessa  Regione. I giovani così potranno richiedere un prestito fino a 25 mila euro, con tassi molto vantaggiosi. Lanceremo inoltre un bonus, fino a 10 mila per le aziende start up under 40». Nel pubblico in generale  resta però ancora il problema dei ritardi dei pagamenti . «Altro che sei mesi – sottolinea Massimiliano Caporale, 38 anni di Torino e un’impresa edile sulle spalle. Ormai quando lavoriamo per il pubblico passa oltre un anno prima che ci venga pagato il dovuto. E se le grandi imprese riescono lo stesso a continuare la loro attività. Per chi è giovane e all’inizio è uno scoglio insperabile». E non è l’unico problema. «Le ditte appena nate – fa notare Andrea Besana, 35 anni  di Torino  e titolare di una ditta individuale  che realizza e restaura pavimenti veneziani non possono partecipare a moti bandi perché non sono in possesso di  tutti i certificati necessari . Alle difficoltà legate  alla burocrazia, si accompagnano quelle economiche: ogni riconoscimento ha infatti un costo considerevole. Cosa succede quindi? Le imprese grandi che vincono le gare, non essendo specializzate, mi chiamano per assumermi. E così devo chiudere  temporaneamente  l’attività: lavoro per conto dell’azienda  giusto il tempo dell’intervento e poi di nuovo ognuno per conto proprio».

La Repubblica, 1 ottobre 2010. Cna i giovani a convegno. Politica economia e impresa, ma anche giustizia, società e cultura I giovani imprenditori della Cna, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa che vanta 360 mila iscritti su tutto il territorio nazionale, si ritrovano a Torino per discutere di futuro. Due giorni oggi e domani al Piccolo Regio di Piazza Castello, nel corso dei quali personaggi  provenienti da differenti si confronteranno con il mondo dell’imprenditoria e con le loro esigenze. Il dibattito sarà aperto da Kerry Kennedy, presidente della Fondazione  Robert Kennedy: Domani mattina è previsto l’intervento  del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.

La Repubblica, 2 settembre 2010. Castellamone, la mostra fa 50. La Ceramica fra creatività e arte. La ceramica di Castellamonte sente la crisi e in una regione come il Piemonte, è già una buona notizia. Si apre quindi col sorriso la 50° edizione  della Mostra della Ceramica in programma per un mese nella cittadina canavesana a partire da domani. Come già nelle rassegne precedenti anche  quest’anno sarà associata alla 7 Mostra di Arte Applicata. Centro gli artisti provenienti da tutto il mondo, per oltre un migliaio di opere. A far da padrone di casa le celeberrime stufe che quest’anno si presentano in un’edizione inedita: dal felice connubio, promosso dalla Cna di Torino, tra produttori e designer, per la prima volta le panciute stufe tradizionale diventano oggetti, dalle linee più moderne per intercettare anche i gusti di un pubblico. Più giovane. «E’ una straordinaria occasione per promuovere il territorio attraverso le sue eccellenze ha spiegato l’assessore regionale alla Cultura, Michele Coppola, alla presentazione- Le ceramiche di Castellamonte sono uno dei prodotti di punta del nostro artigianato, che qui sfoggia scultura , oggetti di uso e le note stufe». Una storia, quella del saper manipolare la terra che da queste parti dura da centinaia di anni, fin dal ‘700 quando l’artigianato di Castellamonte era venduto in tutto il mondo. «Siamo custodi di un importante patrimonio, ricorda il sindaco, paolo Mascheroni, di storia, bellezza innovazione  e ci auguriamo, grazie all’anniversario di far conoscere ancor di più questa ricchezza». Numerosi i punti espositivi per le vie di Castellamonte. Palazzo Botton col museo della Ceramica, ospiterà oltre a una serie di esposizioni personali e collettive, una selezione di opere di Rachele Bianchi, protagonista dell’arte italiana  del Primo Novecento . Si potrà visitare  anche la mostra “ L’Anima della Terra” con autori del secondo Novencento, dedicata ai vari usi della ceramica che «non è più solo vaso – spiega il curatore Vittorio Amedeo Saccoma diventa,  nelle mani degli artigiani, arte e design, scultura, pittura  e artigianato». Ci sarà anche l’artista chierese del vetro Silvio Vigliaturo con tre sculture totemiche di oltre tre metri di altezza, che ritraggono Adamo, Eva e il Serpente. Da sottolineare anche il piatto di maiolica realizzato per l’occasione, da Ugo Nespolo, in collaborazione con il Liceo Artistico cittadino raffigurante il numero 50  arricchito da un cuore. Anche nell’edizione del cinquantesimo, la mostra conferma il suo carattere itinerante. Il castello di Agliè ospiterà una collezione  delle antiche stufe dell’appartamento del Re recentemente restaurato. Opere anche a Palazzo Valperga  di Caluso, a Pavone e al Borgo Medievale di Torino, con le  creazioni di Carlo Zoli.

La Repubblica, 7 luglio 2010. Indagine congiunturale della Cna. “Le imprese artigiane resistono a stento” Le imprese  artigiane non investono più ma resistono a stento» e continuano a chiedere a gran voce la revisione degli studi di settore. E’ quanto emerge dall’indagine congiunturale  della Cna, che rileva  come  nel periodo  gennaio- aprile  il 38%  delle imprese  abbia  diminuito il proprio fatturato ( a fronte del 29, 2% che aveva previsto un calo), mentre coloro che immaginavano di aumentare i ricavi  erano il 22% e il dato effettivo  è pari al 15%. Per i prossimi mesi  le aziende non sono troppo pessimiste: il 32%  degli imprenditori  pensa incrementare  i ricavi, il 19,7 teme  un’ulteriore diminuzione. Sul fronte dell’occupazione la situazione migliora: le assunzioni hanno interessato l’8% delle aziende, ma sono stabili al 20% le imprese che hanno fatto  ricorso  ad ammortizzatori  sociali. In calo gli artigiani che investono (erano l’8,4% e ora sono il 7,4%) . «Non sono  più rinviabili, se si vuole una ripresa- commentano  il segretario  della Cna Torino, Paolo Alberti , e il presidente, Daniele Vaccarino – le riforme  strutturali di cui il paese ha bisogno.

La Repubblica, 7 luglio 2010. “Percentuale esagerata abbiamo così tante regole”. Davide Padroni è responsabile dell’Unione benessere e Sanità  di Cna. Oltre il 70 % dei solarium non è a norma. Come commenta questo dato? «Mi sembra esagerato. Bisogna vedere qual è il campione controllato. Ma se il quadro è questo avvieremo una campagna di sensibilizzazione fra gli operatori. Ormai i macchinari hanno raggiunto un’ evoluzione tale da non essere dannosi: certo no bisogna  metterci mano». Come può tutelarsi un cliente? «La normativa regionale è abbastanza severa e pone a carico dell’operatore e un bagaglio  di responsabilità persino eccessivo. Forse non tutti sanno che quando un cliente si presenta in un solarium per un trattamento  dovrebbe  venire schedato. L’operatore dovrebbe così individuare il fototipo  della persona  e in base a quello decidere il trattamento. Al cliente dovrebbe essere  consegnata la scheda  tecnica  del macchinario usato: altra copia va invece  all’Asl. C’è poi un ulteriore  criterio   che deve seguire l’operatore. Quale? «Ogni cliente non deve superare i 15 kilo joule l’anno.  E’ un dato che non può essere tradotto in un numero preciso di esposizioni: l’intensità dei raggi  varia infatti a seconda  dei macchinari. In ogni caso per l’operatore  è possibile calcolare il limite di trattamenti tollerabili. Poi dovrebbe dire basta al cliente. Il problema è che basta  cambiare solarium per continuare ad abbronzarsi, a discapito della salute. Al di la delle caratteristiche tecniche dei macchinari, sarebbe bene ricordarsi che anche il troppo sole fa male: lo dimostrano i tanti melanomi causati dall’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti. Insomma, da parte dei clienti ci vorrebbe più buon senso e, a maggior regione, da parte degli operatori  ci vorrebbe una maggior preparazione».

La Repubblica, 6 luglio 2010. Dall’artigianato arrivano tre Sos. Dalle Alpi al Mediterraneo, si studia un’unica strategia  per salvare le piccole imprese. Cna Piemonte Liguria, Lombardia e Veneto si uniscono contro la crisi: sperando nell’appoggio degli enti locali, avanzano le loro richieste al governo. Un appello che arriva da un piccolo esercito. Nelle quattro regioni del Nord, sono infatti presenti, 1,8 milioni di imprese- oltre il 35%  del totale nazionale che arriva 5,3: il 98% di queste aziende ha meno di 50 dipendenti. «Le piccole e medie imprese e gli artigiani di queste regioni- premette Sergio Silvestrini , segretario generale di Cna- sono ancora in difficoltà per la crisi economica  che ne ha drasticamente diminuito fatturato e liquidità. E la situazione rischia di aggravarsi per la manovra  finanziaria  che comprometterà il già delicato  sistema di sostegno  alle imprese  creato a vari livelli regionali», Con Cogart Cna, la confidi di casa – in Piemonte conta 27 mila associati  e nel 2009 ha erogato oltre 360 milioni  di finanziamenti – che rischia di chiudere i rubinetti  per le nuove regole  su Basilea 3 che farebbero passare l’accantonamento  obbligatorio alle banche  dal 3 al 25% . Ecco quindi il salvagente,  in linea con i principi dello small business act. Tre i pilatri: pagamenti, semplificazione  e infrastrutture. «Chiediamo – spiega Francesco Cudia, presidente regionale di Cna – una legge che regoli i tempi di pagamento e difenda  l’impresa fornitrice  delle scandalose inadempienze  della pubblica amministrazione e delle aziende  committenti private. Oggi una piccola impresa è chiamata a pagare  in trenta giorni i suoi debiti, ma prima di riscuotere i suoi crediti passati da 180 giorni a sei mesi, a seconda che abbia a che fare con il pubblico  o con un’latra società. Quest’ultima è un’ipotesi molto frequente: senza contare  che se un’azienda ritarda i pagamenti  con l’Inps o con le banche scattano subito interessi altissimi fino al 40% in un mese, da azienda ad azienda appena il 2%. Altro nodo, la burocrazia  «Troppa-  sottolinea Michele Sabatino, segretario  regionale di Cna – ci vuole semplificazione  e un sostegno reale alle micro e piccole  e piccole imprese. Le liberalizzazioni non devono diventare  il mezzo  per ingrossare l’esercito dei nuovi poveri. Oggi  chiunque  può aprire o modificare un’attività di produzione o di o di servizio, purchè ne abbia i requisiti professionali laddove n siano richiesti ma si trova di fronte ad un’eccessiva burocrazia, alla difficoltà a reperire finanziamenti, a un’eccessiva imposizione  fiscale e alla scarsa cultura  di sostegno  al piccolo imprenditore imperante del nostro Paese». In ultimo Cna ha invitato il governo mantenere  gli impegni sulle infrastrutture. «La loro realizzazione- concludono i dirigenti  nella lettera al parlamento – serve a collegare  queste regioni  a resto d’Italia e all’Europa. Un tema decisivo per recuperare  competitività  e per attrarre nuovi flussi  commerciali e produttivi, in arrivo  soprattutto dall’Estremo  Oriente , ma che oggi  escludono l’Italia, penalizzandone  l’economia, per l’inadeguatezza delle infrastrutture  logistiche».

La Repubblica, 6 luglio 2010. Indagine Cna. Il presidente e il segretario Cna, Daniele Vaccarino e Paolo Alberti, alle 11 di oggi in via Millio 26 presentano ai Media «La quarta indagine congiunturale della Cna Torino» sull’artigianato e la piccola industria. Info: www,cna-to.it

La Repubblica,  29 giugno 2010. Le Pmi all’attacco sulla Tarsu: “Tassa a lievitazione continua”.  Piccole imprese, artigiani e commercianti denunciano i continui aumenti della Tarsu. La gabella per a raccolta rifiuti è oggi in testa alla classifica della tasse più detestate dagli imprenditori. Colpa dei continui rincari. «Se da un lato denuncia Cna Torino – aumenta la raccolta differenziata nel capoluogo piemontese: 36,9%  nel 2006 (+2%) 39,3% nel 2007 (ancora +2%), 40,8% nel 2008 e la città detiene la migliore performance italiana (+3,6%), la Tarsu invece non scende. Anzi anche quest’anno si registrano intorno al 19%. Eppure i decreti Ronchi nel 1997 e Matteoli nel 2006 prevedevano che nel passaggio dalla Tarsu, in base ai metri quadrati, al sistema tariffa, sul rifiuto conferito il servizio di raccolta e smaltimento fossero interamente  a carico dei cittadini ma con uno sconto sulla bolletta per chi differenzi di più. Peccato che nessuno dei due dispositivi sia entrato in vigore». Infatti oggi la Tarsu si paga in base ai metri quadri: a questo primo coefficiente se ne aggiunge un altro che stima una qualità e quantità del rifiuto prodotto. Criteri che però non trovano l’approvazione di commercianti e imprese per via delle cifre alte che già pagano ai privati per conferire i  rifiuti non urbani. In loro difesa Cna Torino si è attivata per ottenere una riduzione delle aliquote e nel 20017 ha firmato un accordo  proposto dalla Provincia in cui i Comuni del territorio si erano impegnati a rendere più omogenee le tariffe del servizio. «Con l’obbiettivo finale – ricorda Cna di arrivare entro tre anni alla tariffa e avere più controlli sull’evasione. Dal 2007 è inoltre attivo un tavolo di lavoro per uniformare, su tutta la Provincia. Il costo della gestione dei rifiuti. Impegni purtroppo non rispettati: chiediamo quindi la riconvocazione del tavolo». Ma Palazzo Cisterna respinge le accuse una ad una. «Per il passaggio  da Tarsu a tariffa – replica l’assessore all’Ambiente Roberto Ronco – aspettiamo il via libera del governo: fino allora no possiamo intervenire. E il discorso di premiare facendo pagare meno chi differenzia di più,  è proprio legato a questo cambiamento. Gli aumenti? Quelli non dipendono certo da noi, ma dai singoli Comuni. Lo steso vale per i controlli, su cui hanno potere anche i consorzi». La Provincia intende però uniformare la babele di tariffe che oggi popola il territorio. «E’ uno dei punti annuncia Ronco contenuti nel programma provinciale di gestione  dei rifiuti. Il documento sarà approvato dalla giunta prima dell’estate per arrivare al voto del consiglio in autunno. Proprio in questi giorni ci stiamo consultando  con diversi  soggetti interessati  a beve riconvocheremo  anche il tavolo  con le imprese».

La Repubblica, 26 giugno 2010. “Davvero assurdo far pagare noi pendolari della Tangenziale”. «Quando si parla di manovre correttive e sacrifici siamo i primi ad essere presi  in mezzo, tra aumenti del carburante e dei pedaggi. Peggio di noi , forse ci sono solo i fumatori. Ma si tratta  di una libera scelta. Noi il gasolio e le autostrade e le usiamo per lavorare». Ferruccio Trabanelli  è il numero regionale della Fita-Cna Autotrasportatori, associazione che raggruppa le piccole e medie imprese del settore , rappresenta un consorzio, con sede a Ivrea , che utilizza 35 mezzi tra bilici, motrici e furgoni.  Quanto pesa il caro pedaggio sui vostri conti? «In media ogni 100 chilometri sono 16 euro dalle tratte che si fanno. Diciamo che è per difetto, ma come media  teniamola per buona. Vuol dire 16 centesimi al chilometro. Oggi un bilico viaggia a 1,02 euro al chilometro. Circa il 15 per cento se ne va in pedaggi, il 20-25 per cento in gasolio. Quello che rimane è ben poco. Siamo  sempre  i primi contribuire». Quanto influenzerà  vostri  bilanci il rincaro della tangenziale di Torino? «In modo significativo, Arteria utilizzata ogni giorno. Si tratta di un passaggio obbligato. Abbiamo la sede ad Ivrea e molti clienti sono della zona si affacciano sulla tangenziale o stanno nei comuni dell’hinterland di Torino. Quello che no si capisce è perché si debba aumentare il costo del pedaggio sulla tangenziale, mentre chi raggiungerà Caselle non pagherà nulla. E’ assurdo». Gli autotrasportatori non hanno diritto a sconti? Si, c’è un sistema di sconti che dipende tra accordi tra le società autostrade e il governo. Un metodo molto complesso. Un tempo era vantaggioso, si riuscivano a recuperare alcune spese. Oggi assai poco. Man mano la percentuale è scesa fino ad arrivare a sei punti su cento. E li incassiamo dopo due anni. E’ un momenti molto difficile». Questi aumenti rischiano di dare l’ultimo colpo alle imprese del comparto? «Non siamo esenti dalla crisi. Anzi. Siamo uno degli ultimi anelli. Stiamo sopravvivendo. Tra i problemi c’è soprattutto quello della liquidità. Le imprese scaricano su di noi, i pagamenti non arrivano mai. E poi su chi scarichiamo? Non possiamo scaricare su nessuno. Su chi possiamo rifarci. I nostri fornitori sono le compagnie petrolifere e le autostrade. Due soggetti ben tutelati». 

La Repubblica, 17 giugno 2010. Dagli artigiani ai sindacati un coro di consensi, però... «Ci pace, ma…». Che parli un rappresentante  dei datori di lavoro, un sindacalista, la frase è costruita  quasi sempre in quel modo. Tutti lodano la velocità con cui “il piano lavoro” è stato varato soprattutto sono soddisfatti dall’ampio coinvolgimento voluto dalla giunta Cota. Ma qualcuno vorrebbe di più. La presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc da “un apprezzamento pressoché totale «sia al metodo, caratterizzato dalla condivisione con le parti sociali, che alle misure contenute». Non solo, ma Enoc considera «molto positiva  la rapidità con cui è stato predisposto il piano, al sua concretezza che permette di rispondere in modo efficace ai reali fabbisogni del Piemonte». Per il presidente di Confapi Piemonte, Antonio Livio Costamagna, il pacchetto di interventi «è da accogliere  in maniera positiva, almeno per tre aspetti: i tempi, i momenti di confronto periodici e il voler mettere al centro le Pmi». E conclude: «Certamente il testo è perfettibile e contiene alcune parti da verificare e sviluppare. Però  va nella direzione giusta».  In sindacati? Entusiasti, con qualche riserva. Vincenzo Scudiere, segretario  della Cgil Piemonte, apprezza, «l’aver affrontato l’emergenza lavoro con determinazione e attraverso il dialogo». Ma puntualizza: «Manca la certezza che il governo rinnovi lo stanziamento degli ammortizzatori sociali e che modifichi la manovra economica». La leader  della Cisl regionale, Giovanna Ventura, loda un piano  all’insegna  del «meno assistenzialismo e più lavoro, anche se auspica «un miglioramenti della parte che riguarda la scuola, mirato soprattutto a salvaguardarne la qualità». Per Gianni Cortese a capo della Uil sabauda, «l’insieme del provvedimento  serve  a dare una scossa, ma è necessario un piano triennale per l’occupazione». Inoltre, aggiunge nel piano, «va potenziato all’aspetto legato alla riqualificazione  dei lavoratori». Gi artigiani? Soddisfatti, anche se volevano qualcosa in più «il nostro giudizio  è positivo per l’occupazione commenta il segretario di Cna Piemonte, Michele Sabatino ma non contiene alcune misure in cui speravamo come un intervento di rilancio  delle piccole opere  edili e un piano serio per arginare il fenomeno dei ritardi nei pagamenti».

La Repubblica, 15 giugno 2010. Tav, meno sondaggi e più concentrati. Creare una consulta permanente del mondo imprenditoriale che accompagni l’ultimo miglio del progetto eliminare e segue l’iter della futura legge  regionale per le ricadute occupazionali connesse alla nuova linea Torino Lione. Questo l’impegno con il quale si è concluso il seminario, voluto dal Life  dall’Osservatorio di Mario Virano, dirottato da Susa  a Torino dopo le protese No Tav. All’incontro  hanno partecipato  178 imprenditori italiani e francesi per avviare una fase  di confronto, L’obbiettivo: mettere in campo una serie di misure per garantire  possibili benefici connessi alle fasi  di pre cantiere  di realizzazione  dell’opera. Il modello è quello della Demarche grand chantier,  già applicata in Francia per le tre discenderie , che deve essere però modulato  e tradotto  per la normativa italiana. L’assessore alle Infrastrutture della  Regione, Barbara  Bonino fa appello al concorso di tutti: «istituzioni enti locali  e categorie imprenditoriali ci aiutino a definire in modo  preciso quali professionalità  e in quali quantità. Ci dicano quale tipo  di formazione e assistenza  dobbiamo garantire  alle aziende  locali. Fatto  questo saremo in grado  di predisporre la legge: i tempi  però sono stretti, perciò l’iter per la creazione  del comitato comincerà subito». E di tempi stretti parla anche il presidente  del Provincia , Antonio Saitta che  chiede del disegno di legge una giunta regionale  prima  dell’estate,«se vogliamo che la Demarche sia legge in tempo per il cantiere di Chiomonte  che dovrà partire all’inizio  del 2011». La proposta raccogli l’adesione convinta degli imprenditori piemontesi: il presidente dell’Unione Industriale   di Torino, Gianfranco Carbonato («finalmente la situazione è chiara, i tempi definiti e anche i finanziamenti comunitari sembrano accessibili»), il vicepresidente di Api Massimo Guerrini («la consulta è un passo importante») la presidente di Ascom Maria Luisa Coppa e il presidente di Cna  Daniele Vaccarino, i presidenti provinciali  di Confagricoltura e Coldiretti, Cesare Serafino  e Riccardo Chiabrando. «Vogliamo  partecipare alle fasi di definizione del progetto –sottolinea quest’ultimo. I cantieri olimpici e quelli dell’autostrada  rappresentano ancora  in molti casi una ferita aperta in valle. Per la Torino-Lione  deve essere  diverso. Vogliamo capire dove andrà lo smarino, dove passerà la viabilità dedicata ai mezzi di cantiere. Piantumazione, manutenzione e cura delle aree verdi: in valle  abbiamo più di 200 aziende  che si candidano a svolgere questo ruolo». Allo stesso modo il mondo dell’autotrasporto  chiede di essere coinvolto nel progetto della nuova piattaforma intermodale  di Orbassano:  si tratta  di micro realtà  che devono aggregarsi  per essere competitive e che avrebbero  bisogno di un incubatore  di servizi  che metta le diverse aziende  in grado di collaborare  piuttosto che  farsi la guerra. Se ne discuterà nei prossimi mesi, quando presentato il progetto preliminare, si tratterà il riaggiornare, magari riducendolo, il piano dei sondaggi ancora da fare. In vista della progettazione definitiva. Il vecchio piano prevedeva 91 sondaggi. «Definita un’ipotesi  di tracciato – spiega Virano – andremo a effettuare i sondaggi  soprattutto in alcune aree come la collina morenica e il massiccio dell’Orsiera. Il loro numero presumibilmente  sarà inferiore a quello iniziale».

La Repubblica, 30 maggio 2010. Il rebus degli artigiani nella vigilia della Ztl. Le associazioni degli artigiani si sono già rivolte al Comune per avere lumi per capire come sia possibile che a una quarantina di laboratori che hanno sede dentro la nuova Ztl sia stato il permesso rosso per entrare e uscire  senza problemi nelle tre ore di stop. «A colleghi che hanno la sede di fuori dai confini è stato concesso spiegano alla Cna e a chi invece lavora all’interno, ma ha gli stessi problemi, non ci deve essere qualche problema di interpretazione della delibera». La Cna si è rivolta all’assessore alle Attività Produttive Alessandro Altamura, che domani cercherà di capire da che cosa dipende l’inghippo, l’ultimo rebus della vigilia dell’accensione delle telecamere che faranno debuttare la Ztl allargata. L’area proibita dal lunedì al venerdì alle 7.30 alle 10.30 raddoppia, raggiungendo i 3,6 chilometri quadrati e comprende più di 14 mila residenti e quasi 8 mila attività economiche, tra cui negozi laboratori e uffici. Tutti gli accessi del quadrilatero sono controllati da telecamere: 37 varchi elettronici, il che vuol dire, che dal 5 luglio, quando finirà il periodo di sperimentazione, multa certa per chi entra senza  permesso. Chi può accedere e circolare  nelle ore di blocco dentro la nuova Ztl, a patto che abbia un’auto di categoria Euro 3 o superiore? I residenti che non devono chiedere nessun  nuovo permesso, basta avere quello per il parcheggio in una delle sottozone “A”. Le categorie professionali, come me medici, commercianti, ristoratori, artigiani, giornalisti, imprese edili, con appalti all’interno dei confini, rappresentati, trasporto valori, magistrati, enti pubblici, disabili oltre a disabili e a chi un posto auto di proprietà o in affitto o all’interno  della Ztl, hanno diritto a richiedere il pass  negli uffici di via Cavour 29/a, in via Cavour 25/a e in corso Turati 137. Chi accompagna in auto i figli a scuola, fino alle medie comprese, deve rivolgersi all’istituto  per chiedere un permesso speciale, valido solo  dalle 7.30 alle 9.30. In caso di genitori separati  ne verranno rilasciati due. Costo: 30 euro più spese di bollo. Il permesso scuola si ritira in via Cavour 25/a e in corso Turati 13a. Chi entra per raggiungere  ospedali, centri medici, alberghi e congressi basta che comunichi la targa dopo l’ingresso attraverso la tortura  sanitaria e l’hotel. Allo stesso modo funziona per i parcheggi sotterranei: bisognerà lasciare il numero di targa al gestore tutte le volte, a meno che non si abbia un abbonamento mensile.

La Repubblica, 25 maggio 2010. Tosm, i professionisti dell’Ict a convegno. Non una fiera dedicata ai prodotti di ultimi grido dell’elettronica multimediale, ma un salone per fare incontrare domande e offerta per promuovere affari e misurare lo stato di salute dell’Ict. «Il Tosm è una cosa differente dallo Smau-sottolinea Gianfranco Carbonaio, numero uno dell’Unione Industriale di Torino, quella di Milano è una vera fiera dell’elettronica dove l’aspetto commerciale è vincente. Torino invece punta a crescere e sviluppare opportunità di business». Tanto che le soluzioni del futuro per fare imprese nei diversi filoni saranno il filo conduttore dell’edizione 2010 del «Torino Software and System meeting» la tre giorni che parte oggi al Lingotto, in via Nizza 294 padiglione I Orario dalle 9. 30 alle 19. 30. Un ‘occasione per gli esperti e le imprese di fare il punto della situazione. Se i temi principali della terza edizione: e –mobility pubblica amministrazione energia turismo e beni culturali innovativi degli infrastructures e soluzioni gestionali per le piccole e medie imprese. Il Tosm è promosso dalla Camera di commercio di Torino e Gruppo Ict dell’Unione Industriale con il contributo organizzativo di Fondazione Torino Wireless e il supporto tecnico del Centro Estero per l’internazionalizzazione, Think up, Unismatica di Api Torino e Cna Torino. Cuore della manifestazione che ospita 137 espositori oltre ai 20 sponsor, saranno gli incontri B2b” fra le imprese e i diciotto operatori  internazionali interessati all’effetto piemontese e italiana di tecnologie e soluzioni basate sulla digital technology. Operatori provenienti da Albania, area del Golfo, Germania, Corea, India, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna, Marocco, Perù, Polonia e Svizzera che avranno una fitta agenda di appuntamenti con i player selezionati dal Centro Estero «L’Ict inizia ad accusare un rallentamento con un ritardo fisiologico rispetto all’industria manifatturiera – sottolinea Rinaldo Ocleppo, numero uno del gruppo Ict dell’Unione Industriale nonostante i segnali che possono destare qualche preoccupazione buona parte delle aziende continua a dimostrare una forte volontà di innovazione e di attenzione alle mutate condizioni di mercato con fatturati in linea con il 2009 o addirittura in lieve crescita». Al Lingotto ci saranno anche i dipartimenti  di Informatica dell’Università e dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” per presentare i loro prodotti e progetti di ricerca dal turismo alle infrastrutture. In vetrina pure per gli ultimi spin off che si trasformeranno nelle aziende del domani. Giovedì per il convegni di chiusura ospite d’onore la Telecom Italia che incontra le istituzioni e le imprese del Nord Ovest mentre l’appuntamento di apertura oggi alle 10 in Sala Rossa è dedicato a «La Trasformazione del settore Ict. «L’innovazione sottolinea Alessandro Barberis, presidente della Camera di Commercio di Torino - è la chiave del futuro ancor di più in momenti in difficoltà». Durante la tre giorni si alterneranno workshop su infomobilità e Ict nella pubblica amministrazione. L’ingresso è gratuito sufficiente iscriversi al sito www.tosm.it mentre per seguire i lavori basta entrare nella community su twitter.com/tosm.ict oppure www.tosm.it/community.

La Repubblica, 25 maggio 2010. I giovani imprenditori artigiani, risorsa o figli di un dio minore? Risorsa per il paese o figli di un dio minore? E’ questa la provocazione che i giovani  imprenditori della Cna lanciano alle istituzioni attraverso un dibattito- organizzato per giovedì 27 maggio alla Facoltà  di Economia, dalle 9 alle 13. L’associazione è nata nel 2008 e oggi raggruppa  quasi 8 mila imprenditori, fino ai 40 anni di età. L’obbiettivo del convegno è capire se in quale misura piccole aziende e giovani imprenditori siano  tenuti in considerazione nelle politiche a sostegno dell’economia. A rispondere, Sylvia Valemink capo unità commissione europea direzione, direzione imprese, Adriano Maestri , presidente Abi Piemonte , Guiodo Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio e Andrea Benessi, segretario  generale di Ueapme. Interverranno anche le istituzioni politiche locali, come la Provincia di Torino e la Regione  Piemonte. Ma i protagonisti assoluti della giornata  saranno i giovani. A partire  da Michael Refalo , un imprenditore  maltese- naturalmente  under 40 – che racconterà il suo programma per stimolare la creatività delle imprese artigiane. Un aspetto importante che l’associazione di Cna intende incentivare: la giornata del 27 sarà infatti anche l’occasione per premiare i vincitori della rassegna “Clip in Cna”, dedicata agli spot video. Il convegno rimane l’appuntamento centrale della campagna di Cna  Torino, grazie al cofinanziamento della Camera di commercio: un fitto calendario di iniziative per sensibilizzare enti e imprese sullo small business act.

La Repubblica, 24 maggio 2010. Torino diventa la “capitale dell’Ict al Tosm operatori da tutto il mondo. Come è cambiato il mondo dell’Ict al tempo della crisi? Quali sono le prospettive  del settore? Quali saranno le soluzioni del futuro per fare business e impresa? Temi chiave con cui si apre l’edizione  2010 di Tosm, il Torino Software e System Meetings: una tre giorni al Lingotto fiere un’occasione per le imprese gli esperti e i professionisti di fare il punto della situazione se i temi principali della terza edizione: e-mobility, pubblica amministrazione, energia turismo  e beni culturali, innovative  digital infrastrucures e soluzioni gestionali  per le piccole e medie imprese. Rivolto ad aziende, professionisti ed operatori dell’Ict, Il Tosm è promosso da Camera di Commercio di Torino e gruppo Ict dell’Unione Industriale  di Torino con il contributo organizzativo  di Fondazione Torino Wireless e il supporto tecnico del Centro Estero per l’internazionalizzazione  (Ceipiemonte) , Think Up, Unimatica di Api Torino e Cna Torino. A Torino per la tre giorni saranno presenti diciotto operatori internazionali, prevalentemente system integrator interessati all’offerta piemontese e italiana di soluzioni basate sulla digital technology provenienti da Albania area del Golfo, Germania, Corea, India, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna, Marocco, Perù, Polonia e Svizzera. L’edizione 2010, patrocinata da Regione Piemonte, Provincia di Torino, vede potenziata la formula vincente degli incontri “B2b” fra sistema di offerta e clienti: obiettivo, infatti, è regalare” ai 137 espositori, oltre ai 20 sponsor, una fitta agenda di appuntamenti con i player nazionali e internazionali, selezionati dal Centro estero per l’internazionalizzazione. Per le imprese Ict sarà un’occasione concreta per incontrare importanti operatori internazionali del settore, confrontarsi con realtà di spicco ed esplorare nuove opportunità  di business internazionale. Al centro della manifestazione anche la green economy, il turismo, il rapporto con le piccole e medie imprese. Giovedì per il convegno di chiusura, ospite d’onore la Telecom Italia che incontra le istituzioni e le imprese del Nord Ovest. «L’innovazione sottolinea Alessandro Barberis presidente della Camera di Commercio di Torino – è la chiave del futuro, ancor di più in momenti di difficoltà economica per questo si è deciso di dare ancora più impulso al Tosm- un appuntamento in continua crescita». «L’Ict è uno dei comparti di maggiore importanza e modernità nel quadro della generale trasformazione dell’economia della nostra area – sottolinea Gianfranco Carbonato presidente dell’Unione industriale di Torino- fra la tecnologia Ict ed il sistema industriale manifatturiero si instaura un circolo virtuoso: l’innovazione di tipo informatico entra in fabbrica portando con se efficienza e maggiore competitività». E le stesse aziende dell’Ict torinese sono uno dei fiori all’occhiello del sistema produttivo. «Non a casa aggiunge Carbonato – l’eccellenza richiama eccellenza: l’adesione al salone di molti operatori internazionali e di imprese multinazionali che operano sui mercati emergenti è un dato significativo». Il titolo del convegno di apertura, «La Trasformazione», è il filo conduttore  della terza edizione  del Tosm: un modo per inquadrare  il momento storico  del comparto Ict con chiavi di lettura diverse da quelle tradizionali. Clienti e fornitori tendono a definire le linee guida dei propri comportamenti nel breve, medio e lungo termine, con riferimento specifico  alla digital technology, come lo strumento di sostegno all’innovazione. Le parole  d’ordine dei grandi fornitori di tecnologie digitali  si orientano verso modelli e proposte che lasciano intravedere chiaramente una digital technology always on, la cui fruizione  si affranca sempre più da barriere spazio temporali e dalla stessa tradizionale formula di possesso delle tecnologie e delle applicazioni. «L’evento di quest’anno coinvolge circa 160 espositori con un apprezzabile incremento rispetto allo scorso anno – sottolinea Rinaldo Ocleppo, numero uni del gruppo dell’Ict dell’Unione industriale – un dato importante se si guarda alla fase di  incertezza del comparto. L’Ict inizia ad accusare ora un rallentamento con un ritardo fisiologico rispetto all’industria manifatturiera. Nonostante i segnali che possono destare  qualche preoccupazione, buona parte delle aziende continua a dimostrare una forte volontà di innovazione e di attenzione alle mutate condizioni di mercato con fatturati in linea con il 2009 o addirittura  in lieve crescita». Al Lingotto, padiglione 1, ci saranno anche i dipartimenti di informatica dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” per presentare i loro prodotti e progetti di ricerca, da turismo all’infrastrutture, passando alle indagini cliniche, in vetrina anche gli ultimi sin off che si trasformeranno nelle aziende del domani. «L’edizione  2010  di Tosm è un appuntamento di respiro internazionale che punta a sostenere la competitività attraverso l’Ict- sottolinea Mario Manzo direttore di Torino Wireless- un’occasione per aprire la porta a nuove opportunità di business, ma anche per captare i segnali e i trend del settore e per incontrare esperti e opinion leader di rilievo». Fitto il calendario di seminari. Incontri sull’e –mobility con il convegno «Infomobilità  e mobilità sostenibile per merci, persone sicurezza, ambiente e territorio», oppure sul futuro della pubblica amministrazione, con il seminario dal titolo «Amministrazioni, imprese e cittadini digitali – La vera dematerializzazione nella pubblica amministrazione nella pubblica amministrazione».

La Repubblica 18 maggio, 2010. Tirocini Cna. Alle 18.30 di oggi, alla Cna in via Millio 16, si tiene un incontro organizzato  con il Centro per l’impiego, per illustrare le recenti novità legislative introdotte dalla Regione, su tirocini formativi, oggi estesi anche alle ditte individuali. Info: 011.4617621.

La Repubblica, 15 maggio 2010. Edilizia, novemila posti persi, sindacati e imprese si alleano. L’edilizia piemontese perde i pezzi. La crisi economica ha bloccato la realizzazione di opere pubbliche e private e ha mandato in fumo 8760 i posti di lavoro nel giro di un anno. La causa non è il tonfo di una grande realtà, bensì la scomparsa  di 160 imprese costrette al fallimento e le ristrutturazioni aziendali messe in atto da quelle ancora in vita. La situazione è così grave da spingere gli operatori del settore a dar vita agli stati generali delle costruzioni, per gridare al mondo le difficoltà del momento. Dodici sigle regionali in tutto, dagli imprenditori (Ance, Confindustria, Confapi) ai sindacati (Feneal Uil, Filllea Cigil), dagli artigiani (Confartigianato, Cna, CasArtigiaini) e alle cooperative (Legacoop, Confcooperative, Agci). Insieme hanno elaborato dati come questi: nel 2009: gli investimenti in costruzioni fatti da privati sono calati  dell’8per cento, quelli pubblici, del 9,1. E ancora del 2003 l’importo dei lavoratori messi in gara in Piemonte è diminuito del 55 per cento dei 70 bandi ha avuto un crollo del 70 per cento. Le prospettive? «L’edilizia sta entrando nella fase più negativa della crisi» avvisano gli operatori. E poi le 12 sigle hanno stilato l’ennesimo elenco di richieste vista, l’inefficacia dei precedenti. Dentro ci sono la modifica del patto di stabilità, ma anche lo sbocco delle risorse per le infrastrutture e un aiuto da parte degli istituti bancari. Proprio ieri in Prefettura si è riunito l’Osservatorio regionale sul credito. I prefetti piemontesi con rappresentanti di banche  datori e lavoratori, hanno analizzato il rapporto di Bankitalia sul quarto trimestre del 2009 che conferma il decremento nei prestiti alle imprese e alle famiglie in Piemonte ed hanno sottoscritto una conversazione tra l’Abi e la Provincia di Torino per agevolare l’anticipazione dei crediti che le imprese vantano verso il settore pubblico.

La Repubblica, 11 maggio 2010. Commercianti e artigiani “Replichiamo qui la Rete”. Rete imprese Italia è appena nata eppure già si lavora per creare la versione piemontese, ossia una federazione, che rappresenti in un modo unitario a livello regionale, sia i commercianti di Confcommercio e Confesercenti che gli artigiani di Confartigianato, Cna e Casartigiani. Non sarà semplice, perché in fondo si tratta pur sempre di associazioni, che, soprattutto a livello territoriale si sfidano ogni giorno per accaparrarsi il maggior numero di soci. Però in tutte e cinque le sigle c’è la buona volontà di creare una versione piemontese della cosiddetta “quarta gamba” ossia un soggetto che vada a equilibrare il tavolo delle trattative normalmente occupato da amministrazioni, grande industria e sindacati. Il segretario di Cna Piemonte, Michele Sabatino, prova a fare due conti: «In Piemonte ci sono oltre 420 mila imprese di queste il 95% occupa meno dipendenti. Le nostre cinque organizzazioni messe insieme  ne rappresentano oltre 200 mila». Ed è per questo che Sabatino vede nell’accordo nazionale siglato ieri a Roma la prima per dare più visibilità al mondo della piccola e piccolissima impresa, non solo per richiamare l’attenzione sui suoi problemi ma anche per sciogliere conflitti sociali ed economici». Le associazioni piemontesi di artigiani e commercianti vogliono unirsi per poter pesare nelle scelte del governo regionale. Ma quando riusciranno a federarsi? «Il segnale che hanno dato le nostre organizzazioni nazionali, è importante però svolgere lo stesso processo qui da noi richiederà del tempo», risponde il presidente di Confcommercio Piemonte, Renato Viale. Ma, puntualizza, «a livello di Piemonte alcuni aspetti, come ad esempio le tematiche  legate all’accesso al credito, potranno essere affrontate in termini generali, mentre  per discorsi  più specifici, come gli orari di apertura degli esercizi commerciali, andranno trattati nel rispetto dell’identità delle varie associazioni». Comunque, secondo Viale i vantaggi potrebbero essere molteplici: «Penso ad esempio all’eliminazione di alcuni costi; molte volte le associazioni offrono tutte lo stesso tipo di servizio, quindi potrebbe avere senso accorpare determinati sportelli». Per Silvano Berna segretario di Confartigianato Piemonte il fattore tempo è fondamentale: «Bisogna fare in fretta, non tanto nel creare una sigla o nel nominare un presidente comune quanto piuttosto a creare un sentire comune per dialogare sin da subito giunto Cota». Berna fa notare come qualcosa in territorio sabaudo si sia già mosso: «In preparazione delle scorse elezioni regionali nostre cinque sigle hanno creato un documento comune da sottoporre ai due candidati. E su questa base che dobbiamo andare avanti, senza accelerazioni rabbiose». Il rischio è di tirare troppo la corda «Calare questa nuova realtà sul territorio non sarà facile perché le associazioni sono concorrenti nella presentazione dei servizi alle imprese» ammette il presidente di Casartigiani Piemonte Piergiorgio Scoffone. Lui ritiene «che la spinta nazionale è forte che «che quindi bisogna approfittarne». E che il processo partirà «non si concluderà in due o tre giorni piuttosto in due o tre anni. Comunque l’atmosfera è buona e siamo disponibili a fare partire da ora delle lettere aperte per sensibilizzare tutti su questo tema. Un altro nodo spinoso da affrontare in vista della costituzione di una Rete imprese Piemonte sarebbe la sua governance, cioè chi la guiderà. Antonio Carta, presidente di Confesercenti Torino, è entusiasta del progetto (che, dice, “pone rimedio al problema di una rappresentazione finora troppo frammentata della piccola impresa”) e propone: Da domani troviamoci con tutti i rappresentanti delle cinque sigle e ragioniamo con concretezza su come declinare la Rete a livello piemontese. Chi la guiderà? Personalmente penso che si possa riproporre lo schema utilizzato a livello nazionale. Insomma, l’idea è di dare la presidenza a turno ogni sei mesi a ciascuna sigla. Piacerà anche a livello piemontese? Si vedrà. Fatta la federazione, bisognerà fare i federati.

La Repubblica, 20 aprile 2010. Voucher per le fiere falsa partenza. Falsa partenza per i voucher per le fiere. Ieri le aziende potevano sfidarsi a colpi di clic per accaparrarsi i buoni che davano diritto ad una sovvenzione per partecipare a saloni in giro per il mondo. In palio c’erano 3000 euro per gli eventi europei e 4500 per quelli al di fuori dei paesi Ue, messo a diposizione dal Centro Estero per l’internazionalizzazione. Peccato che il sistema informatico che doveva gestire le domande on-line sia andato in tilt. «Si comunica, che per motivi di natura informatica dalle ore 19 del 19 aprile del 2010 la procedura di ricezione delle domande relative al bando “Voucher per la partecipazione ed eventi fieristici  internazionali” è sospesa», si leggeva ieri sera sul sito di Fin Piemonte utilizzato come piattaforma per la gestione della procedura. Nessun problema trascendentale, solo qualche inghippo tecnico che però ha sballato le graduatorie. Il principio dell’assegno era “chi prima arriva meglio alloggia”, ma alcune aziende hanno avuto difficoltà nel corso della procedura. Ad esempio, all’Unione industriale di Torino sono arrivate le lamentele di associati che non riuscivano ad iscriversi: «Alcune imprese - racconta Gian Carlo

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