CNA - Associazione della Città Metropolitana di Torino - coronavirus-dpcm-del-7-settembre-proroga-misure-precauzionali-al-7-ottobre-dl-agosto-con-nuove-misure-di-sostegno-decreto-rilancio-bonus-regione-piemonte-e-decreto-liquidit-moratoria-mutui-fsba-e-cassa-integrazione-in-deroga-disposizioni-per-i-datori-di-lavoro
Coronavirus: DPCM del 7 settembre, proroga misure precauzionali al 7 ottobre; DL Agosto con nuove misure di sostegno; Decreto Rilancio; Bonus Regione Piemonte e Decreto Liquidità; Moratoria mutui; FSBA e Cassa integrazione in deroga; disposizioni per i datori di lavoro


DPCM 7.9.2020.
Proroga al 7 ottobre le misure precauzionali per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 contenute nel Dpcm 7 agosto 2020. Nella sostanza conferma le disposizioni in essere sino a ieri ed introduce tra gli allegati le misure per il trasporto pubblico e quelle per il trasporto scolastico in particolare; le misure per l’accesso da e per l’estero e soprattutto le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla scuola e quelle sull’università. Afondo pagina il DPCM del 7 settembre e il prcedente decreto DPCM 7 agosto 2020 e le linee guida del 6 agosto.

DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020, n. 104. 
Il provvedimento, meglio noto come DL Agosto, si colloca nel solco dei precedenti decreti legge adottati per contrastare gli effetti sull’economia della pandemia COVID-19 (Cura-Italia, Liquidità, Rilancio, Semplificazioni). Numerose le misure contenute nel DL di interesse per le nostre imprese, alcune di carattere generale, altre per specifiche categorie. In particolare, il nuovo provvedimento differisce al 15 ottobre (prima era il 31 agosto) il termine finale della sospensione della notifica di nuove cartelle e dell’invio di altri atti della riscossione, compresa la possibilità per l’Agenzia di avviare azioni cautelari ed esecutive, come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti; proroga i versamenti sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 con la possibilità di effettuare il 50% degli stessi in 24 rate mensili a decorrere dal gennaio 2021 e la possibilità di effettuare i versamenti del secondo acconto di novembre 2020 entro il 30 aprile 2021 per i soggetti che applicano gli ISA e che presentano un calo di fatturato; rifinanzia le risorse per FSBA, che dovrebbero garantire l’integrale copertura delle prestazioni erogate da FSBA fino al 12 luglio 2020, e proroga la cassa integrazione, ordinaria e in deroga, per un nuovo periodo di 18 settimane; rifinanzia la Nuova Sabatini, il Fondo Centrale di Garanzia e il Voucher Innovation Manager.

 

DECRETO-LEGGE 30 luglio 2020, n. 83. Il Governo dopo lungo dibattito in Parlamento ha prorogato al 15 ottobre 2020 lo stato di emergenza epidemiologica per il contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19. Il provvedimento, varato con decreto, è operativo dal 30 luglio scorso e sostanzialmente interviene su smart working, appalti, acquisto di dispositivi di protezione individuale. Infine, in caso di gravi focolai, la proroga permetterà anche l’istituzione di nuove zone rosse.

DPCM 14.7.2020 Fase 3 - Proroga al 31 luglio delle misure anti-Covid e aggiornamento Linee guida attività d'impresa. Il Governo ha ritenuto opportuno prorogare sino al 31 luglio 2020 le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 contenute nel DPCM dell'11 giugno scorso, comprese quelle dei relativi allegati, apportando tuttavia alcune modifiche che sono ora contenute nell'allegato al DPCM 14.7.2020. Tra le principali novità la possibilità di organizzare nuovamente convegni, congressi, grandi eventi fieristici e convention aziendali. Viene inoltre reintrodotta la modalità di somministrazione a buffet di cibo e bevande ma solo da parte di personale incariato escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare direttamente quanto esposto. Viene nuovamente ribadito, in relazione al commercio al dettaglio, che i clienti ed i lavoratori devono sempre indossare la mascherina. Rimane infine in vigore il divieto di assembramento. Il sistema aziendale della prevenzione rimane regolato dal Protocollo condiviso tra le Parti sociali nella versione contenuta nel DPCM del 26.4.2020, nonchè dai criteri guida generali contenuti nei documenti tecnici dell'Inail e dell'Iss. A tal proposito l'unica novità introdotta è il superamento dell'utilizzo dei guanti monouso in relazione al rischio aggiuntivo derivante da un loro impiego scorretto (viene invece privilegiata la rigorosa e frequente igiene delle mani sia per i lavoratori sia per i clienti-visitatori-utenti). Il nuovo DPCM con gli allegati contenenti le nuove prescrizioni da seguire per tutte le attività economiche e produttive sono allegati al fondo di questa pagina.

DPCM 11.6.2020_Fase 3 e nuove Linee guida riaperture e conduzione attività. 
Il Dpcm 11 giugno 2020 autorizza la ripresa di ulteriori attività nella cosiddetta Fase 3 dell’emergenza sanitaria da Covid19: centri benessere e termali, sale giochi e scommesse, spettacoli in sale teatrali, cinematografiche e aree da concerto, aree giochi e sport di contatto (calcio).  A fondo pagina, sono allegate le Linee di indirizzo per la riapertura delle attività economiche produttive e ricreative, nella versione dell'11 giugno, predisposte dalla Conferenza delle Regioni con precise regole che dovranno essere rigidamente osservate (se ne raccomanda una accurata lettura).

Contributo a fondo perduto Decreto Rilancio, presentazione della domanda fino al 13 agosto. Con il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020, sono state definite le modalità di presentazione dell’istanza, il suo contenuto informativo, i termini di presentazione ed ogni altro elemento necessario per richiedere ed ottenere il contributo a fondo perduto, previsto dall'articolo 25 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto "Decreto Rilancio"). Per la presentazione della pratica le aziende di cui CNA tiene la contabilità possono fare riferimento all'ufficio di pertinenza.  Il modulo della domanda, che dovrà essere presentato in modalità telematica dal 15 giugno al 13 agosto 2020, e le relative istruzioni sono disponibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it


Come utilizzare il credito d'imposta per i canoni di locazione. 
Dal 6 giugno scorso è possibile utilizzare il credito d’imposta del 60% del canone mensile per la locazione, il leasing o la concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento di attività industriali, commerciali,  artigianali, agricole. Lo ha comunicato l’Agenzia delle entrate con apposita risoluzione che ha istituito il codice tributo “6920” che consente alle imprese la compensazione con modello F24, utilizzando i servizi telematici delle  Entrate. Tra i beneficiari del provvedimento sono stati inclusi anche i forfettari e gli enti non commerciali,  compresi  gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività istituzionale di interesse generale. Il credito d’imposta è pari al 60 per cento del canone locazione degli immobili ad uso non abitativo e al 30 per cento del canone nei casi contratti di affitto d’azienda. L’importo da prendere a riferimento è quello versato nel periodo d’imposta 2020 per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio. È comunque necessario che il canone sia stato corrisposto. In caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.


Decreto Rilancio 19.5.2020. 
Il Governo ha presentato nella giornata del 13 maggio il Decreto "Rilancio" che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 19 maggio e che contiene misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Nel pdf a fondo pagina una sintesi delle principali misure a sostegno del lavoro e delle imprese tratte dal comunicato stampa del Governo.


DPCM 17.5.2020_Riaperture e nuove Linee guida del 9 giugno 2020. 
Il DPCM 17 maggio 2020 ha disposto la progressiva riapertura delle attività d'impresa dopo il lungo lockdown. Lunedì 18 maggio hanno riaperto tutti i negozi, dal 19 maggio è toccato ai parrucchieri e ai centri estetici e dal 23 maggio, in Piemonte, a bar e ristoranti. Il 25 maggio hanno anche riaperto le palestre. Tutto il personale di vendita, assistenza e servizio deve rispettare precise regole a tutela della salute propria e di quella dei clienti per contenere la diffusione del contagio da Covid-19. Si evidenzia che le Ordinanze regionale n°57 del 17.5.2020 e n°63 del 22.5.2020 ribadiscono l'obbligo per tutti i cittadini di utilizzare mascherine protettive in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto. 
E' necessario utilizzare l’apposita cartellonistica informativa rivolta ai clienti predisposta dalla CNA e allegata al fondo di questa pagina web. Sono disponibili due versioni, una per le attività della Città di Torino e una per le attività nei Comuni della Città Metropolitana esclusa Torino e una per tutte le attività commerciali che accolgono persone. Le locandine vanno esposte in modo visibile da parte dell'utenza e dei lavoratori e occorre vigilare che le misure vengano rispettate.

Obbligo mascherina per il personale addetto alla vendita. Per disposizione della Regione Piemonte, a far data dall'8 aprile, è obbligatorio per il personale addetto alla vendita (per le attività che ancora possono esercitare tale attività), l'uso di dispositivi di protezione quali mascherina e guanti. Ai clienti è suggerito di dotarsi dei medesimi strumenti di protezione.

Stop al penale per infortunio da Covid-19. 
Il 15 maggio è arrivato l'atteso pronunciamento dell'INAIL sulla corretta interpretazione della responsabilità penale e civile del datore di lavoro nel caso di un infortunio da Covid-19 di un proprio dipendente: la responsabilità è data solo se viene accertata la responsabilità per dolo o per colpa del titolare d'impresa. Per approndimenti si legga l'informativa.


Bonus Piemonte, fondo perduto per attività. 
Per la prima volta, grazie all’ingente lavoro svolto da CNA Piemonte si è arrivati allo stanziamento di una misura totalmente a fondo perduto per alcuni dei settori che stanno subendo maggiormente l’impatto del fermo attività. Il provvedimento è diventato legge a seguito del pronunciamento della prima commissione del Consiglio regionale del Piemonte riunita in sede legislatava nella seduta del 14 maggio ed è stato integrato con successivi provvedimenti. Le imprese devono consultare il codice ATECO abilitato ad ottenere il contributo a fondo perduto QUI. Dal 15 maggio Finpiemonte ha iniziato l’invio di una comunicazione via Pec a tutti gli interessati con le istruzioni per ricevere il Bonus. La comunicazione arriverà via Pec (si invitano quindi le imprese a verificarne la corretta funzionalità). Una volta risposto alla Pec il contributo verrà accreditato nell’arco di qualche giorno sul conto corrente aziendale. A fondo pagina l'elenco ufficiale dei codici Ateco beneficiari.


Regione Piemonte: contributi a fondo perduto per abbattere gli interessi bancari su linee di liquidità. 
La Regione Piemonte, attraverso il DGR n°28-1250 del 17/04/2020, ha istituito una misura per erogare contributi a fondo perduto al fine di sostenere le micro, piccole e medie imprese ed i lavoratori autonomi piemontesi, nell’apertura di linee di credito bancario connesse ad esigenze di liquidità, comprese quelle erogate attraverso il Decreto Liquidità e il Decreto Cura Italia, ma anche altri prodotti bancari per la liquidità al di fuori da queste misure governative. Su pressione della CNA Piemonte si è ottenuto un forte incremento delle risorse regionali destinate per tale bonus a fondo perduto, per un ammontare totale di 19 milioni di euro anziché 7,3 milioni di euro (il provvedimento regionale che delibera tale incremento di dotazioni è in via di approvazione). La Misura, gestita da Finpiemonte, è rivolta alle imprese che hanno beneficiato di finanziamenti bancari concessi dal 17 marzo al 31 dicembre 2020, finalizzati ad esigenze di liquidità per far fronte agli oneri connessi al credito. I contributi regionali erogati avranno un importo massimo di 2.500 euro per i finanziamenti inferiori a 50.000 euro; di 5.000 euro per i finanziamenti tra 50.000 e 100.000 euro; di 7.500 euro per i finanziamenti superiori a 100.000 euro (esclusi i lavoratori autonomi); per ottenerli si dovrà dimostrare che nel bimestre marzo/aprile 2020 il calo del fatturato è stato pari o superiore al 30% rispetto allo stesso bimestre del 2019Per le imprese costituite da gennaio 2019 il dato è automaticamente presunto.

Non possono beneficiarne i soggetti che abbiano ottenuto contributi in conto interessi e/o a fondo perduto nell’ambito di altre misure regionali a valere sui medesimi finanziamenti.

Per informazioni e assistenza rivolgersi alle sedi CNA.


Decreto legge Liquidità, finanziamenti fino a 30 mila euro alle PMI. 
Il Decreto Liquidità è stato convertito in legge, si evidenzia una delle novità di maggior interesse per le imprese: Co. 1 lett. m): per i finanziamenti, ammessi alla garanzia del Fondo con copertura al 100% sia in garanzia diretta sia in riassicurazione, è previsto un allungamento della durata fino a 120 mesi. L’importo massimo dell’operazione viene innalzato a 30 mila euro, in ragione del 25% dei ricavi oppure del doppio della spesa salariale (ultimo bilancio depositato o ultima dichiarazione fiscale presentata). Anche in questo caso possono beneficiare della misura i soggetti che presentano inadempienze probabili, o esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate anche antecedenti al 31.01.2020. Viene eliminato ogni riferimento al 1° gennaio 2019 e rafforzata la possibilità di utilizzare autocertificazioni, e si semplifica il riferimento al tasso da applicarsi, sempre tenendo conto dei soli costi di istruttoria, assumendo quale parametro il rendimento medio dei titoli pubblici maggiorato dello 0.20%. Co. 1 lett. m-bis): si precisa che i soggetti che hanno già ricevuto il finanziamento di 25mila euro possono chiedere l’adeguamento alle nuove condizioni. Si invitano intanto le imprese interessate ad ottenere liquidità avvalendosi di questo strumento a prendere contatto con la propria banca per verificare i canali che eventualmente sono già stati aperti per questi finanziamenti e verificare la disponibilità alla concessione del credito e le reali condizioni praticate. Gli uffici della CNA sono a disposizione delle imprese per consulenze e supporto.


Datori di lavoro: nuovo Protocollo condiviso sulla sicurezza del 24.4.2020.
 Salvaguardare il futuro della manifattura italiana, le forniture all’estero e tutelare al contempo la salute dei titolari d’impresa e dei loro dipendenti e famigliari: è questo l’imperativo che si è posta CNA sin dall’inizio di questa grave emergenza sanitaria. Per tutte le imprese con dipendenti, le Parti sociali hanno definito nella giornata del 14 marzo 2020 un Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro. Tale protocollo è stato aggiornato e integrato in data 24 aprile da tutte le Parti sociali in presenza del ministro del Lavoro. Questa versione del Protocollo deve essere applicata rigidamente in tutti gli ambienti di lavoro ed è allegata al DPCM Fase 2. Nello stesso DPCM sono conenuti altri due Protocolli specifici sulla sicurezza nei cantieri e nelle imprese di autotrasporto. Si rinvia ad una approfondita lettura dei nuovi Protocolli contenuti negli allegati 6, 7 e 8 del DPCM 26.4.2020 (Fase 2) che è allegato a fondo pagina. 


Misure applicative del Protocollo di sicurezza Covid-19, accordo regionale sindacale 6.5.2020. 
Le imprese artigiane con dipendenti che hanno scelto le figure del Rlst riceveranno dall'EBAP apposita comunicazione per l'applicazione del Protocollo condivisio di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro. L'Organismo paritetico regionale artigianato insieme all'Ente biklaterale hanno voluto dare un immediato supporto operstivo alle 21.400 imprese associate EBAP elaborando uno strumento indispensabile che consente ai datori di lavoro e alle altre figure presenti in azienda di applicare in modo razionale e semplice quanto definito nei protocolli firmati fra le parti sociali del 14 marzo e del 24 aprile 2020 divenuti legge con il DPCM del 26.4.2020. Info: www.ebapsicurezza.it


Credito d’imposta sanificazione ambienti di lavoro e acquisto dispositivi di protezione. 
CNA Torino ha individuato tra le imprese di pulizia industriale associate una rosa di partner in grado di operare celermente e a norma di legge per la sanificazione degli ambienti di lavoroTale elenco, allegato e scaricabile al fondo di questa pagina, verrà costantemente aggiornato con i nominativi di altre aziende associate che si proporranno e di cui CNA avrà verificato preventivamente le credenziali. Ai soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo di imposta 2020, un credito di imposta nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, e per l'acquisto dei dispositivi di protezione personale (mascherine e guanti) e barriere protettive in plexiglass sostenute e documentate, fino a un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario. Sono stanziati 50 milioni di euro. Si veda il bando Invitalia_Impresa Sicura

Si rinvia ad una accurata lettura del Decreto legge Liquidità 8.4.2020, allegato a fondo pagina. CNA è a disposizione delle imprese per consulenze dedicate. Si veda intanto lo specchietto allegato a fondo pagina "Adempimenti proroghe.pdf".


Trattamento Iva dei buoni spesa Covid19.
A causa dell'emergenza epidemiologica Covid 19 i Comuni sono stati autorizzati a distribuire, nei confronti dei soggetti che si trovano in difficoltà economica, buoni spesa da utilizzare per l'acquisto di generi alimentari o comunque generi di prima necessità. I buoni in questione, sulla base delle caratteristiche proprie, sono riconducibili alla categoria dei buoni corrispettivo multiuso (art.6 quater DPR 633/1972). Trattandosi di buoni corrispettivo multiuso in via generale ai fini Iva le fasi relative ai buoni spesa Covid 19 dovrebbero essere le seguenti: trasferimento del buono spesa dal Comune al soggetto bisognoso (operazione fuori campo Iva); cessione dei beni da parte dell'esercente con accettazione del buono spesa (operazione soggetta ad Iva da certificare in base alle modalità tipiche del cedente); richiesta del denaro al Comune da parte dell'esercente per i buoni spesa ricevuti (operazione fuori campo Iva). Le modalità di trasferimento dei buoni spesa e di cessione dei beni possono però variare e quindi, al fine di applicare correttamente le norme Iva e le norme relative alla certificazione fiscale, è importante valutare il proprio caso specifico.


Credito di imposta per botteghe e negozi.
Ai soggetti esercenti attività di impresa è riconosciuto, per l’anno 2020, un credito di imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria C1. Tale credito di imposta non si applica alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del DPCM 11.3.2020, cioè le attività che sono state autorizzate all’apertura nel periodo tra il 12 e il 25 marzo 2020.


Moratoria pagamenti mutui, finanziamenti e leasing.
Per le micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza COVID-19, l’ABI ha reso operativo un accordo con le Associazioni di impresa tra le quali la CNA che attiva la possibilità di chiedere la sospensione del pagamento delle quote capitale dei finanziamenti (restano quindi dovute le quote interessi) fino ad un anno o l’allungamento della scadenza ai prestiti concessi fino al 31 gennaio 2020, sia per quelli a medio e lungo termine che per i leasing (mobiliari o immobiliari; anche per i leasing viene sospeso il pagamento della sola quota capitale). Le banche aderenti a questo accordo sono consultabili nell’elenco allegato. In allegato anche il modulo da inoltrare alla banca. Si segnala che anche la Regione Piemonte, per i finanziamenti dalla stessa promossi, ha previsto una misura analoga. È quindi consigliabile rivolgersi alla banca o società di leasing che ha concesso i finanziamenti (anche quelli regionali) per la presentazione della pratica. Si vedano gli allegati.


Cassa integrazione in deroga
 fino a 18 settimane, dalle 9 iniziali si potrà arrivare fino a 14 entro il 31 agosto, più altre 4 opzionali. La ripartenza del sistema economico dopo il lungo lockdown stenta a decollare, ma l’uso degli ammortizzatori sociali rimane ancora incerto mentre crescono le aspettative su un loro pronto utilizzo da parte di imprese e lavoratori. Mentre la decretazione d’urgenza si sussegue a ritmo frenetico (da ultimo, il Decreto legge 16 giugno 2020, n°52, mentre è all’esame parlamentare il Decreto Rilancio n°34/2020), l’Inps ha recentemente emanato una comunicazione con l’obiettivo di “tamponare” la ritardata uscita delle circolari applicative, più volte preannunciate, e per le quali si attende il parere dell’Ufficio legislativo del ministero del Lavoro. Le aziende che sono in procinto di chiedere un ulteriore periodo di integrazione salariale fino alle 14 settimane possono accedervi con l’invio di una sola domanda. Una volta autorizzato e fruito l’intero periodo, sarà possibile presentare una nuova istanza per le 4 settimane successive, anche se il “godimento” inizia prima del 1° settembre.

Modalità di fruizione della Cassa integrazione. La prima questione da prendere in considerazione riguarda le modalità di fruizione dell’integrazione salariale Covid-19, riferita alla Cigo, al Fondo di integrazione salariale (Fis) e al Fondo di solidarietà bilaterale artigiano (Fsba). L’Inps, a questo proposito, ha comunicato che: a) i datori di lavoro interessati debbono fruire, nel periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 31 agosto 2020, le 9 settimane originarie alle quali si aggiungono altre 5 da fruire sempre entro la data massima di riferimento; b) i datori di lavoro che hanno, in tale periodo, esaurito completamente il “plafond” originario, possono fruire delle ulteriori 4 settimane anche in un periodo antecedente la data del 1° settembre; per costoro viene meno il “blocco originario”, fissato dal Decreto Rilancio che ne prevedeva il godimento unicamente nel periodo compreso tra tale data ed il 31 ottobre, con la sola eccezione che riguardava turismo, fiere e congressi, spettacoli dal vivo e sale cinematografiche. Il Governo, togliendo “il blocco” per le imprese che hanno già raggiunto il tetto delle 14 settimane e che perdurano nello stato di crisi, sia ad orario ridotto che con la sospensione a zero ore, ha inteso fornire una copertura in favore di quei lavoratori che non possono essere licenziati per giustificato motivo oggettivo confermato dallo stesso Decreto Rilancio, fino al prossimo 17 agosto: divieto che ha una portata onnicomprensiva e che riguarda anche i datori di lavoro che intendono cessare l’attività riconsegnando la licenza di esercizio. Sul tema, il 1° giugno scorso l’Inps ha anche aperto uno spiraglio in relazione alla fruizione della Naspi da parte del lavoratore ingiustamente licenziato in tale periodo, riconoscendo il suo diritto al godimento a fronte di un recesso la cui illegittimità deve essere accertata, in caso di ricorso giudiziale, dal magistrato. Va, peraltro, precisato che la fruizione delle ulteriori 4 settimane prima del mese di settembre soddisfa gran parte delle aziende che si trovano in difficoltà. Le aziende che sono in procinto di chiedere un ulteriore periodo di integrazione salariale Cigo o di assegno ordinario attraverso il Fis possono accedere sia ai trattamenti residuali che a quelli complessivi fino ad un massimo di 14 settimane con l’invio di una sola domanda. Una volta autorizzato e fruito l’intero periodo delle 14 settimane, sarà possibile presentare una nuova istanza per le 4 settimane successive, anche se il “godimento” inizia prima del 1° settembre. Il periodo massimo di fruizione degli ammortizzatori sociali diventa così pari a 18 settimane (da intendersi come periodo massimo non superabile). La comunicazione dell’Inps si riferisce anche alla Cassa in deroga la quale, per quel che riguarda la durata complessiva dei trattamenti, non si discosta da quanto detto per la Cigo, per l’assegno ordinario del Fis e per il Fsba. La competenza delle Regioni nella gestione della Cassa in deroga si limita unicamente alle prime 9 settimane da autorizzare: per quelle successive, fino alle 18 settimane, la competenza passa all’Inps e l’Istituto ha già reso noto, a partire dal 18 giugno, l’applicativo da utilizzare. Se le precedenti richieste non hanno esaurito il “plafond” delle 9 settimane occorrerà, prima di procedere con ulteriori istanze da inoltrare all’Inps, chiedere l’autorizzazione alla Regione di riferimento o al ministero del Lavoro per le imprese multi-localizzate (in almeno 5 Regioni o Province autonome) fino ad esaurimento delle stesse. Per quanto concerne, infine, il Fondo di solidarietà bilaterale artigianato (Fsba), si deve annotare che nonostante le risorse già stanziate dal Governo attraverso il decreto n°41 del 15 giugno 2020, i lavoratori delle aziende artigiane che hanno richiesto l’intervento dell’ammortizzatore si sono visti pagare solo le mensilità di febbraio e marzo. Restano da mettere in pagamento le mensilità di aprile e maggio a cui solo in parte si potrà provvedere con lo stanziamento della prima tranche di circa 250 mila euro a favore di Fsba del 26 giugno. Info: Dipartimento Sindacale CNA e Settore paghe CNA presso uffici e sedi territoriali.


Coronavirus: Modulistica per dehors gratuiti a Torino - Piano straordinario occupazione suolo pubblico.  La Città di Torino ha avviato, a partire dall’inizio della “Fase due” dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la deregulation quasi totale dei dehors, aprendo praticamente a tutte le attività artigiane e commerciali che effettuano la vendita al dettaglio la possibilità di dotarsi, in totale esenzione Cosap (Canone suolo pubblico), di uno sfogo su suolo pubblico per un totale massimo di 60 mq antistanti al negozio o alla bottega. È bene precisare che il provvedimento si rivolge alle attività con superficie lorda complessiva inferiore ai 250 metri quadrati (questo vincolo non vale però invece per la somministrazione di bevande e alimenti) che l’occupazione del suolo pubblico sarà consentita in via del tutto eccezionale solo fino al 30 novembre, inviando una semplice domanda all’ufficio commercio della Città di Torino corredata da documento di identità. Vige la regola del silenzio-assenso. La comunicazione, unitamente a copia della mail di trasmissione, deve essere conservata presso l’esercizio ed esibita su richiesta degli organi di vigilanza. Si tratta di un importante risultato ottenuto grazie all’impegno della CNA e all’azione di mediazione esercitata nei confronti della Città di Torino ed in particolare nei confronti dell’assessorato al Commercio e alle Attività produttive. Gli unici vincoli posti dalla Città di Torino sono quelli del decoro, del rispetto dei diritti di terzi e del rispetto del Codice della strada. Sul sito web della Città di Torino la procedura per la richiesta di occupazione suolo pubblico www.comune.torino.it/commercio

Torino proroga la sospensione di Ztl. Nuova proroga per i provvedimenti di sospensione della ZTL, fino al 31 agosto 2020, e della sosta a pagamento, fino al 2 giugno 2020. Dal provvedimento sono escluse, la ZTL "Trasporto Pubblico, Pedonale e Area Romana" e i parcheggi "automatizzati" (a barriera) e quelli in struttura gestiti dalla GTT che continueranno ad essere a pagamento.  L'ordinanza di viabilità nr. 883 del 6.5.2020 istituisce il limite di velocità di 20 km/h nelle carreggiate laterali di alcuni corsi cittadini (o nelle carreggiate perimetrali di alcune piazze). Nel testo dell'ordinanza 8allegato a fondo pagina), l'elenco completo dei corsi e delle piazze interessate.

Differimento pagamento della TARI, la situazione comune per Comune

Torino. La Giunta comunale di Torino ha approvato il 10.3.2020, la delibera – fortemente caldeggiata dalla CNA - che prevede la sospensione per tutte le utenze non domestiche del pagamento della prima e della seconda rata della tassa sulla raccolta rifiuti (Tari). E' possibile pagare il tributo in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2020.

Avigliana. TOSAP–ICP-TARIG: tutti i versamenti potranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni ed interessi.
Chieri
. Rinvio al giorno 16 dei mesi di giugno, luglio e settembre 2020.
Chivasso. Rinvio della prima rata al 31 luglio 2020.
Cirié. Tari 2020 invariata, prima rata maggio/giugno 2020 (da definire).
Collegno. Rinvio della prima rata al 31 maggio 2020, oppure si può pagare in un un’unica soluzione entro il 30 settembre.
Ivrea. Riduzione della Tari (in via di definizione) alle attività commerciali e artigiane a seguito della chiusura forzata dell’attività per il periodo emergenziale; rinvio delle tre rate al 31 luglio, 30 settembre e 28 febbraio 2021.
Moncalieri. Tari 2020 invariata, prima rata entro il 30 giugno 2020, poi 15 settembre e 30 novembre.
Nichelino. Il comune stanzia contributi a fondo perduto ed aiuti a favore delle attività economiche in difficoltà economica e finanziaria. Domande dal 13 al 27 maggio 2020, compilando l'apposito modulo reperibile sul sito www.comune.nichelino.to.it
Pinerolo. Tari 2020 invariata, la prima rata è dovuta entro il 31 maggio.
Rivoli. Tari 2020 invariata, la prima rata si paga entro il 16 luglio 2020.
San Gillio. Tari 2020 invariata, la prima rata è dovuta entro il 31 maggio.
Santena. Bar, ristoranti e altre imprese che utilizzano il suolo pubblico sono esentati dal pagamento del canone di occupazione per tutto il 2020. E' prevista, inoltre, fino a fine anno, la possibilità di richiedere l’ampliamento delle superfici già concesse.
Settimo. Rinvio della prima rata al 30 giugno e della seconda al 30 settembre 2020.
Susa. Tari 2020 invariata, prima rata il 16 giugno, seconda rata il 16 dicembre 2020.

 


Allegati

Eventi




Intervista TGR Piemonte, 27 aprile 2020, Presidente CNA Torino Nicola Scarlatelli sulla decisione di posticipare ulteriormente la riapertura di parrucchieri e centri estetici
          

         

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