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Il grido di dolore delle guide turistiche falcidiate dal Coronavirus


Lettera aperta all’Assessore regionale alla Cultura, al Commercio e al Turismo Vittoria Poggio da parte di Alessia Orofino, imprenditrice nel settore turistico e Referente CNA Turismo



“Il comparto turistico e culturale non è stato minimamente preso in considerazione nei vari DPCM del Governo, come se il mondo professionale delle guide turistiche non garantisse beni di prima necessità. Tantissime persone sono legate professionalmente alla filiera turistica e al comparto culturale, eppure non sono state prese disposizioni per cercare, quantomeno, di tamponare una situazione difficile. Non mi riferisco ai bonus stanziati, peraltro molto parziali perchè non hanno coperto l'intera filiera e al mancato congelamento delle tasse, ma alla volontà di adottare delle misure concrete per una pronta ripartenza.

Mi aspettavo che almeno i city tour cittadini venissero concessi, senza prevedere lo spostamento fra Regioni, contigentando l’afflusso di persone e seguendo le procedure per il contenimento del contagio. Gli operatori turistici avrebbero almeno avuto la forza di promuovere i giri tematici per Torino (Torino Liberty, Barocca, la zona del Valentino, il tour per i parchi, il tour per Luci d'artista), garantendo un bene che ritengo di prima necessità: ovvero poter fruire del nostro patrimonio e poter approfondire culturalmente la storia cittadina.

Un altro tema spinoso è l'apertura dei Musei. I gestori responsabili dei musei cittadini si sono dotati di tutti gli strumenti di contenimento per il contagio da Coronavirus, rispettando il contingentamento, peraltro molto rigido, imposto dalle stesse strutture. I musei, che hanno visto ingressi dalle 4 alle 8 persone massimo per gruppo, con accessi contingentati ogni mezz'ora, non possono riprendere la propria normale attività mentre, invece, gli archivi, le biblioteche, i centri commerciali e i negozi non di prima necessità possono riaprire. Il Pil nazionale legato alla filiera turistica ammonta negli ultimi anni al 15%: basti pensare che nelle mete turistiche di media entità, il 23,5% del fatturato di un ristorante è legato al flusso turistico.

Ora, senza negare la gravità della pandemia che stiamo vivendo, la sopravvivenza economica della filiera degli operatori turistici merita la stessa attenzione che altre attività commerciali hanno avuto (i ristoratori, i parrucchieri, il commercio al dettaglio ecc...).

Si poteva immaginare di procedere per piccoli passi, ma lo si doveva fare. Ci vantiamo di essere il Bel Paese, ci battiamo per promuovere la cultura in Italia ma poi quando arriva il momento di difendere la cultura, questa non viene vista come un bene di prima necessità.

Perchè archivi e biblioteche possono essere aperti al pubblico e i Musei no? I musei hanno preso tutti gli accorgimenti (uso obbligatorio delle mascherine, uso del gel lavamani, contingentamento, guanti, visiere, rilevamento della temperatura, autocertificazioni, aumento della sicurezza nelle sale, spazi piccoli chiusi, giornate di apertura ridotte, orari di apertura ridotti) per rimanere aperti dopo la prima ondata di Coronavirus, da fine maggio a fine ottobre, e quindi dubitiamo che possano essere tacciati di essere luoghi preposti al contagio epidemiologico.

I tour in città, all'aria aperta e con l'inevitabile distanziamento che possa derivarne, non sarebbero un rischio per la salute delle persone. Il comparto turistico-culturale chiede di ritornare ad una parvenza di normalità, a poter mantenere le proprie famiglie perché la cultura è una valvola di sfogo, uno strumento di crescita e di perfezionamento personale.”

Eventi




Intervista TGR Piemonte, 27 aprile 2020, Presidente CNA Torino Nicola Scarlatelli sulla decisione di posticipare ulteriormente la riapertura di parrucchieri e centri estetici
          
         

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