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Legittimo spostarsi fuori Comune residenza per cambio gomme invernali


Il Prefetto di Torino risponde a un quesito posto da CNA Torino su richiesta dei gommisti e delle officine associati

Se l’utente ha stipulato a suo tempo un contratto di deposito dei pneumatici invernali con un gommista o con un’auto-officina posta al di fuori del Comune di residenza, lo stesso è autorizzato allo spostamento “per necessità” e potrà esibire alle forze dell’ordine – in caso di controllo – l’autocertificazione per “cambio gomme” e recarsi presso il Comune in cui è ubicato il proprio gommista di fiducia.

Il Prefetto risponde così, oggi, ad un quesito posto dalla CNA Torino pochi giorni fa dopo aver ricevuto svariate segnalazioni da parte dei propri associati – officine e gommisti – che avevano a loro volta incassato le lamentele da parte dei clienti, apparentemente impossibilitati a raggiungerli pur in presenza di un obbligo di legge di rilievo nazionale (il cambio pneumatici entro il 15 novembre).

Il DPCM del 3 novembre scorso impedirebbe, infatti, spostamenti al di fuori del Comune di residenza per acquistare servizi e prodotti disponibili nel Comune stesso, fatti salvi i comprovati spostamenti per motivi di lavoro salute istruzione dei figli (per le scuole in cui è possibile la didattica in presenza).

Il Prefetto evidenza anche nella sua nota che le attività di riparazione e sostituzione degli pneumatici debbano avvenire su appuntamento per scongiurare qualsiasi assembramento.

Il blocco degli Euro 5 diesel è un paradosso della burocrazia

Dichiarazioni del Segretario della CNA Torino, Paolo Alberti: “Paralizzato il 45% degli operatori del comparto installazione impianti che vigila sulla sostituzione e sulle manutenzioni delle caldaie e consente il rispetto dei parametri di emissione di inquinanti in atmosfera; e il 60% delle imprese di costruzione che sono state incentivate a lavorare con il Superbonus”

Da un’indagine condotta da CNA Torino tra i propri associati (oltre 800 installatori e manutentori di impianti nella Città metropolitana di Torino) è emerso che più del 45% dei veicoli del loro parco mezzi è un Euro 5.

Il blocco degli Euro 5 diesel produce quindi un nuovo paradosso, in pieno lockdown contribuisce alla paralisi di una delle categorie di imprese artigiane autorizzate ad operare dal DPCM del 3 novembre e dimezza la capacità di vigilanza sul rispetto delle normative sulle emissioni inquinanti degli impianti di riscaldamento nel periodo invernale, ovvero proprio quando le emissioni delle caldaie fanno la differenza nel contribuire all’inquinamento atmosferico nei centri urbani. Non solo. Meno controlli (tra l’altro anche programmati) si traducono in più emissioni inquinanti e rischi per la sicurezza delle famiglie e dei condomini.

Il 60% dei veicoli in uso alle imprese di costruzione e di ristrutturazione edilizia risulta essere un Euro 5. Viene quindi bloccato anche un altro comparto autorizzato ad operare ai sensi del DPCM del 3 novembre e tra l’altro incentivato dal cosiddetto Superbonus che prevede anche numerose azioni per migliorare la capacità di risparmio energetico delle abitazioni private. Ancora un paradosso della burocrazia!

CNA Torino dice basta alle follie della burocrazia e chiede alle istituzioni locali politiche di incentivo alla sostituzione delle caldaie quale reale contributo al miglioramento della qualità dell’aria e non nuovi divieti che impediscono agli imprenditori di lavorare e di creare valore a vantaggio della comunità.

Una considerazione, infine, riguarda tutti i cittadini e non solo gli imprenditori. Nel Piemonte zona rossa in cui è fortemente sconsigliato spostarsi con i mezzi pubblici, anche per recarsi al lavoro, l’uso dei veicoli privati rappresenta un elemento di sicurezza e di contenimento della diffusione del Covid-19 che per assurdo viene meno con questo blocco.

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